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Full text of "L'archivista: manuale teorico"

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/Ianuali Hoepli 




Il F. Tadde i • I 



IVI 



LARCHIVISTA 



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É Ulrico Hoepu-EditoreMilaho 

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Cambridge^» lUwa. 



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1 



MANUALI HOEPLI 



PIETRO TAO DEI 

Archivista nel Miuistero della Pubblica Istruziuiie 



Li'Arehivista 

MANUALE TEORICO^PRATICO 

D o o G 



Cenni storici - Arcliivi anticlii pubblici e privati - Ecclesiastici 
- Notarili - Delle Opere Pie • Archivi generali in Italia • Archivi 
Piemontesi - Archivi Esteri • Doveri dell'Archivista • Ordina- 
mento amministrativo dello Stato • Competenze delle pubbliche 
amministrazioni - Archìvi dei pubblici uffici - Formazione, ordi- 
namento e direzione degli archivi amministrativi - Archivi speciali 
degli uffici;di Pubblica Sicurezza - Regolamenti antichi e moderni. 
MODÈLLI DI REGISTRI E TABELLE ILLUSTRATIVE 




ULRICO HOEPLI 

EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA 

iMILANO 






HARVARD 

UNIVCRSIIY 

UBRARY 



PKOPHETA LETTEKAKIA 



AI LETTORI 



La mancanza di qualsiasi raccolta che coordinasse ciò 
che furono f sono e dovrebbero essere gli archivi, mi sug- 
gerì di riunire quanto meglio ho saputo, le cognizioni utili 
che dalla lettura di molte e svariatissime opere ho potuto 
ritrarre. Ho perciò raccolto in questo volume notizie pa- 
leografiche ed archivistiche utili a sapersi, indispensabili 
a praticarsi, unitamente a molti buoni consigli, suggeriti 
dalla vita vissuta nell'ambiente archivistico e ancora da 
pazienti ricerche. 

Dopo un breve cenno storico sul modo col quale si co- 
stituirono ed organizzarono gli archivi dai popoli antichi 
e del Medio-Evo, dai Romani, dagli ecclesiastici, passo a 
dare qualche notizia sugli archivi notarili, delle Opere 
Pie e dei pynvati, e sull'importanza ed organizzazione di 
questi preziosi depositi al te^npo dei Comuni, accennando 
in particolar modo a quelli di Milano, del Veneto, del- 
l' Emilia, della Toscana e di Napoli. Gli archivi Piemon- 
tesi come quelli dai quali ebbero discendenza diretta gli 
attuali, sono trattati in capitolo speciale e documentati 
con molti rescHtti, biglietti e disposizioni dei Conti e 
Duchi di Savoia. Ed a tutte queste notizie archivistiche 
sono frammisti aneddoti storici e nozioni varie sulV ordi- 
namento politico e atiiTYiinistrativo dei governi del tempo. 
In un capitoletto dal titolo « Ardavi Esteri » parlo degli 
archivi di Londra e di Parigi, con accenno a quelli della 
Germania, dell'Austria, del Belgio e della Russia. 

A questa che potrebbe chiamarsi la prima parte dei 
Volume (Parte Storica) fa seguito una se.co'Yvacx Oiv^ "vj^^-vV^. 



Ai 



dell' Ordimtìuc ti ^Q mnminislrativo della Stato ('Parte Pm* 
ficaj. In essa^ ttn Ctipitolo è fiedicnto agli ArchirLnl^ ore 
.ù di.'icot're tiei doveri del grmio^ dell' ittiport^itt za deWuf- 
fiHo e della necesÉiià che gli m'chwisti hamm di tìcn ru- 
noscere le compeìmr/À' delle i!>ariv MnmimMra^oni. É 
perciò che in queHa iteeonda jktrte peytgmiù oìuni frate 
Sùrtim aria mente queMe cmnjiPtpniLe^ tftrendjoii» Seguire dulltt 



si tm^ana gii f tr- 
itando, ot^e emiono, 
ùfd inamento e m- 
Ha Porntuenfe uiìlti 
lArchiri Aniìnim- 
tU * ordinataentù ed 
hiraéd ArrhììHQ ,^t'- 
finnait* i9iiti n. 3f*, 
f'c prtìiicamcntt^ ah 



dcacnziofìG dello stato dì fi 
rMiH delle t^arie anìministrù 
le dispo.nsioni speciali evm: 
studia degli atti. E perchè i 
6 pratico t in un capitolo i 
jfirafit'i » rcngiirii) esposte U 
m-gfinis^a sione di un Ufficio t 
condo l& norme del recde de 
if piegando in tfual modn jUMìf 
tuate, 

f*ohrù rhr. .fatino che eosa à un n 
dijpeutth pratliji& evn le. ffnnli l'Ai 
Iti trtn^H alte pir^e, eht^ seguom con ntAme lo sinluppo df 
tn>dit finita ftf/nicft e amminiM/ratiro del naMro jwwfe, ; 
tVfinnti irortiif, ^oddifasimie n Icggerr: cùloro che, volen 
nfdi'fttif tiamttf intrapréito in carriern archipistlm e l 
gnono con p/a^^ifatHt ri iroceranno Vaffttnnniìmte dei pf 
dasidivri * ridarai rhi^ fi fjnptafW u tpwMa iUodcMa ùd a 
Micn t-ttf-riinra^ rA ttf^^fnnuo t/tmnio Ini^'ita per prepa 
a ipn-.^n tiatai f^M iimon^f upr'èrc torà radilo ni gn 
ptrh fi^fifftihffi i'jm mf augia le fiì^punmhilUa im 
nilft.tmhitt mfiii/a^ di //fditt/ittjf'ì t; cuxtodì digita 
^lcil\\iu,ahii*ir*4 ^ytn* dHUf Htu io. 



ìinOf e conawantì i\ 
mata giormdtnunt4 



7 



insriDiaB 



Ai Lettori 



PARTE PRIMA 

CAPITOLO L —Definizione, origine, scopo e utilità degli ar- 

ciiivi 3 

CAPITOLO II. - Gli archivi presso i popoli antichi . 6 

CAPITOLO III. — Gli archivi presso i Romani ... 11 

CAPITOLO IV. - Gli archivi del Medio Evo .... 18 

CAPITOLO V. - Archivi privali 23 

CAPITOLO VI. — Archivi ecclesiastici 28 

CAPITOLO VII. - Gli archivi delle Opere Pie . . . 41 

CAPITOLO Vili. — Archivi notarili 55 

CAPITOLO IX. — Gli archivi generali in Italia a partire 

dall'epoca Comunale 68 

CAPITOLO X. — Gli archivi Piemontesi 116 

CAPITOLO XL — Archivi Esteri 175 



PARTE SEC03MDA 

CAPITOLO I. - Archivisti 187 

CAPITOLO II. - Ordinamento amministrativo dillo Stato: 197 

Preìiminari — Ministri e Consiglio dei Ministri — Pub- 
blici Uffici — Consiglio di Slato — Corte dei Conti. 

CAPITOLO III. — Amministrazione Centrale. — Ministeri. 225 

Ministero degli A/fari Esteri — id. dell'Interno — vd. A.v 
Grazia Giustizia e Culti — id. delle Fiuauze — VA. A«V 



CAPITOLO I. 

Definizione - Origine - Scopo 
Utilità degli Archivi. 



La parola Archivio pare sia stata trasmessa a noi per 
mezzo del latino, nel Medioevo, e che derivi dal greco 
apjtsta (1) (archeia), termine usato da Gioseffo (2) nel senso 
di registri pubblici. 

Altri invece la fanno derivare da Arca (forziere), perchè an- 
ticamente le memorie, le leggi e quanti altri documenti erano 
di pubblico e privato interesse, si depositavano in forzieri. . 

1 Latini chiamavano tabularla, tablina, cartularia, char- 
taria, grapharia. sacrarla, scrlvla, armaHa, ecc., i luoglii 
ove erano custodite le tavole e le scritture (3). 

Ma' qualunque sia Torigine vera della parola , Archivio 
è il luogo ove si custodiscono bene ordinati, i grandi depo- 
siti di titoli, atti, scritture ed in generale tutti i documenti 



(1) Archeion (apxeio^) denota Tedificio destinato all'esercizio 
di una magistratura. Più tardi V Archeion era il luogo special- 
mente addetto al deposito e alla conservazione dei titoli che 
interessavano la repubblica: ciascuna magistratura custodiva 
gli atti propri. — E. Caillemer. Dizionario di antichità greche 
e romane. 

(2) Gioseffo: Giuseppe Flavio. Insigne storico ebreo, nato a 
Gerusalemme il 37' anno dell' E. V. La data della morte è In- 
certa, ma si suppone avvenuta verso il 100. Fu duce poco for- 
tunato degli Ebrei e potè aver salva la vita perchè predisse a 
Vespignano, dal quale era stato fatto prigione, la fortuna nelle 
armi, la gloria e l'impero. Scrisse molte opere storiche a\>^v^i.- 
zatissime. 

(3) Fumagalli. Delle Istituzioni Diplon\aUche. 



aireiiti «^tirattf^rf aiiiruitiiiOnp iippart^>tìnnti mì una amministrar 
7Ào\ìe pubblica o priralAt 

La paroia archi l'^lo si n*% inuUì pi>r iiirlipjir«^ i »lf>cn melili 
tMjn serrati, quankp p<>r iiulìoaiV' INhUiIzìo tdie ti eonscji'Va, 
Tarila acconcìio qui rosBt*rTarL« corni^ al> anliqtio m lusasfìc 
fJt>po3Ìtartì e cuBUidìn* iu nn sol luogo qualunfjuo spocìe di 
libri, fscrìlinifea xn*Hlr^lìfì, moii(?k?, f% in geome^ tutti gE 
àVdkn7À (iellii aiiticliltA; per tal modo quri di^po^iti ohe do- 
voTOiia (T«gere saérì allo gtudin, tarano divPNuti un r.ac»B di 



momorio sen^a ordi*"* 

Rilegarono ^ stii 
sdf^uza ÌMcomposta, 
zare tanta copia fli 
tante elasai corni^^i 
Da qutM^ta aeparaz 
sìa, le Ubliotcrhe 
Ognuna di quosl 
nsponde aia riolf i 
accumulato è cosi i 
sioni e spf^cialir.7.az* 
colta, sia d^jfisa artOifj 
biatno musei apwiEUi 
l^tnoiogia f?oo., biblìo* 
a loro Yolta spcHìmU/ 
archivi pubblici o c^ 
sticif notarili otre, a 



'ueasjxuie. 

di quf^sto ainal^ma di 
l modo mii^lìon* dì utìii^^ 
rftiido i div(^r«*i oggetti iti 
^^uti raiTkì dello Si^ibile. 
ne ì ìHum p*n' l'ar^.^heolo- 
,j ^li firchivi \yiT la Storia. 

uua JlnaiitA , alla quair* 

ì>a riit'ola iv . ì I n in i< ^ fìal*? 

ni8n jitvcoasai'i^' siuldivi- 

rlorae omogenea la rao 
'aria storica. Cosi *' 
smatiea» la Gixtgmtlii, 
[fi li flcÌÉ^ntiJìch».% pur r 
rsi rami della scinir/ 
[«ali, finanziari j ikk' 
urono stabiliti pwjr/ 
oue; efl arclùri | 

axiotidjs aiK5Ìetft p 
td un cm-to grado d 

non vi è socìot/ior 



SI ti di uira od aitn 
a|iisaiienf^nti cioè a \,^...^>.fLaLi. 

Prf"39io tutti i iMìpoIi perviìDu 
lijsssazionc sono esistiti gli arch 
/.ala chi* non abbia sentito 51 bisogno ùl eonservarf^ 
^li atti del potere pubblico. 

I /archivio non è solamente utile, ma necessario, 
servazione delle carte dalle quali si può apprender 
«pimento comph^to degli affari, fornisco allo studio? 
(li conoscere h» cause degli effetti, giacche il pasf 
elle la causa del presentii (1). 

Il bisogno di ricorrere agli archivi è stato sen 



■> ('.a ni lì. SI Olia Universale. 



Definizione, origine^ scopo, utilità degli archivi. 5 

e cosi gli uomini, corno le nazioni possono ritrarre dalla 
consultazione e dallo studio delle memorie conservate, am- 
maestramenti non lievi: i popoli trovano in essi il fonda- 
mento delle leggende che ne favoleggiano le gesta antiche, 
basi della gloria, della tradizione e dei diritti, la ragione 
dei quali non poche volte venne afìTidata alla sorte delle 
armi ; dalla consultazione dei documenti si ritrae la convin- 
zione della ragione e la forza per sostenerla. 

Ecco perchè V imperato^» Rodolfo chiamava gli archivi 
« Fortezza degli Stati ». 

S(» i privati tengono a custodire lo. carte che ai loro af- 
fari si riferiscono, con maggioni ragione» principi o governi 
debbono essere gelosi d(»lla conservazione delle scritture. Gli 
atti da essi compiuti, conservati entro que' santuari, procu- 
rano fama ed onore allorquando i postfu'i possono imposses- 
sarsene; l'esame doì completo svolgimento dei fatti è la guida 
più sicura quando sorgono questioni diflìcili a risolvere. 

Se abbiamo archivi Ì)(mi cons(U'vati, li dobbiamo alle par- 
ticolari premure che i principi avevano per essi; se ab- 
biamo potuto ricostruire la nostra storia, lo dobbiamo alle 
cure che gli antichi ebb(H'0 \)ov la gelosa consei'vazione dcv 
gli archivi. Ben a ragione lo Kchard li (^ìiiama « Fiaccola 
della storia » : senza di essi non avnnnmo potuto avere guida 
^sicura per ricostruire, lo sviluppo civile e politico dei popoli ; 
* né sarebbero arrivate» sino a noi, la civiltà d(»i Greci, h» bar- 
barie dei Galli ; le glorie dei nostri Comuni, le gesta dei 
principi e dei re. E se vorremo, conu» dice il Cantìi, levar 
la storia fuori delle sparute» g<»neralit{\ che la svisano e 
della curiosità che» la inlievoli , bisognerà la richiamiamo 
alla critica d<»i fatti, alla diligenza delle pai-ticolarità ed al- 
rintrepida verità. Ciò si potrà otteneuv» quando lo studioso 
f»d il critico potranno ri(;avar(» dai documenti conservati tutti 
i particolari sullo sviluppo scientifico, politico ed ammini- 
strativo di un popolo : soltanto allora poti'A dirsi che questo 
ha riconosciuta l'importanza che si deve dare agli archivi. 

Se tale perfezione non scmipre è stata raggiunta, non dol)- 
biamo certamente», nella maggior parte de»i casi, tacciare di 
trascuratezza prine'ipi e governi, ma dobbiamo incolparne - 
le invasioni dei barbari, le ce)nsegu(»nze indispe^nsabili di 
tante guerre, i disastri del fuoco e, non ultima fra tvxiXv^^ Vi., 
non facile riproduzione delle scritture. 



CAPITOLO IL 
Oli ardùTÌ pre li antìcM. 



fili storici e gli sdeiìi agli art*)* Ivi quali 

fonti perirmi di rioG!i(?3EiGfa L'utilizi ricava ki dai 

(locu menti 05>ìf?ff*nti ed il ^ o daJk matìV^um di 

essi, d addirit(>Rlrj.no quai e la utHyessitA di uim 

buona e scruiiolosa colise e Ewiritturrt per la jo^^ 

costruzione deliri storia^ p^ io <t lei sviluppo deJI^ 

soienze e delle lettere, e ptr gii ar^anaestrainonti ohe 
stutliosfj può ricavare traila possibilità di segui n* rafilnif 
le ri i verse fasi della Ttta dei popola 

Cdì an^liivi degli antichi non a ì potuti conosci^ 

non per qualche rara e preziosa *rta chi* ha re^ 

storia doc^u menti autentici, ciont i ii€*i depositi ( 
formati^ o ijer quanto m hau la J detto ([nei pò 
di essi hanno parlato, K certo pt-LT* che Babìlouesii 
Caldei. Khm, Etruschi, Egiziani tutti ehhoro i lo 
siti di areliivio, benché il nome di Biblioteca (1) 
spessa) ;jttril>nito; f* tutti ebbero somma cura dì coi 
nel miglior modo possibile i documenti attinenti ? 



(1) Archìvi erano, sebbene ordinariamente si dicess 
teche, quelle sale sfondale del palazzo di Assurb 
Layard e Smith trovarono seminate di tavolelle d' 
perle di caratteri coneiformi contenenti proclam' 
re, sentenze, contratti fra privati, che ci dischiude 
della civiltà assira. — Enciclopedia Italiana. 



Gli archivi presso i popoli antichi. 



vita, affidandone la custodia a persone ed aluoghi, per essi, 
sacri ed inviolabili (1). 

Esdra ha parlato degli archivi di Babilonia, di quelli dei 
Fenici e dei Caldei ha parlato Tertulliano ; Gioseffo, di quelli 
della città di Tiro ; e Manetone parla di quelli di Egitto ; 
egli assicura di avere ritrovate conservate nei Templi co- 
lonne coperte d'iscrizioni che i sacerdoti potevano consul- 
tare. Degli Ebrei sappiamo che, ancora prima del Diluvio, 
Noè fece nascondere sotterra, per assicurarle da ogni pos- 
sibile dispersione, tutte le scritture che potè raccogliere iu 
Sippari città del Sole (2). 

Che gli Ebrei conoscessero la scrittura non può mettersi 
in dubbio, giacché ne abbiamo una prova incontestabile^ 
nelle dieci tavole di Mosè ; esse venivano conservate nel- 
l'Arca, come cosa sacra ; e non erano le sole, poiché in quel 
medesimo luogo veniva riposto, in originale suggellato, ogni 
altro documento pubblico e privato che potesse interessare la 



(1) L'uso di riporre i documenti nei templi per salvarli da 
distruzione, si deve al fatto che i templi godevano del diritto 
di asilo. L'origine degli asili è antichissima e si perde, Io si 
può affermare con la nota frase, nella notte dei tempi. Il di- 
ritto d' asilo si trova rammentato nell' Eneide : i nipoti di Er- 
cole, temendo le insidie di coloro clie erano stati perseguitati 
dal loro avo, stabilirono un Asilo in Atene (tempio sacro alla 
Misericordia) da dove nessuno poteva essere tratto a forza. 
Romolo apri un asilo nel luogo detto Querceto, tra il Campi- 
doglio ed il Monte Palatino, che fu l'origine di Roma. Gli Ebrei 
istituirono le città di rifugio. Il tempio di Apollo in Delfo, 
quello di Minerva Alcea iu Tegea, città di Ajrcadia, e tanti al' 
tri venuti di poi non furono che asili inviolabili per gli uo- 
mini e per le cose. 

(2) Il marchese Maffei, nella sua Storia Diplomatica, dice: Ho 
per certo come nel Canaan, città, v' era in cui l'archivio co- 
mune si custodiva e perciò chiama vasi città de' libri. In ebraico, 
col vocabolo stesso di Sepher e i libri si dinotavano e gli stru' 
menti : la parafrasi caldea rende Città degli archivi. A questa 
opinione del Maffei, si oppone, fra gli altri, il Fumagalli (Delle 
Istituzioni Diplomatiche) che la chiama troppo azzardata. Ad 
ogni modo se Sepher denota Ciuitas litterarum, resterebbe ac- 
certato che la coltura delle lettere non doveva essere di troppo 
trascurata, né trascurata quindi doveva essere la conservazione 
dei documenti. 



Jfidic&* 



Tefiorn - id, ddtn Guerra — hi. itrltu XSufinti — itt. ihda 
PuhbHcu hltuxiotit — hi. del Lm*orÌ l'ttbhUti — tiL di 
Aghcoltara, litdtalriu e CommstXiQ — id, di*tlt /'o*/<» e 
Teieijrafl — Htepilogo. 



CAPITOLO IV. — Amminìslrazione locale 

Provincia — Prefetto — Pn 
Archiui prefettizi — Comam, 
dixco — Archivi degli Vffìd 

CAPITOLO V. -- Archivi Ami 
FormaziQne e ordinamenti^ d 

— Locali — Formazione à 
degli aiti — Repertorio e fa 

— Spediiiiìne — Àr chimo di ^irj 

CAPITOLO VL - Archlirf degli U 

BltìLlOGIÌAFlA ,,.,., 

fNPic;E A[.tADr.Tii:o pri nomi k delle cr 



ìt^i'ffettnra — - 
mìunuit' - Sltì- 



mumitiistratìm 

t'iiissifìcazione 

' Regiiit razione 



Ijlica SIcurciJiT 



PARTE PRIMA 






1 



'"*''■ 0/^''« «;„,„' P'ove pw tìcS-" S^il^"' 



"'M 

I 




CAPITOLO III. 
Gli archivi presso i Romani. 



I Romani, sia perchè a noi più prossimi, sia perchè la 
loro costituzione essenzialmente giuridica li obbligava alla 
scrupolosa conservazione dei documenti, ci hanno traman- 
dato in maggior copia notizie della loro vita e possiamo con 
maggiore chiarezza che per gli Etruschi, per gli Ebr(»i e 
per i Greci, seguirne lo sviluppo politico ed amministrativo. 
E quantunque ci resti un lasso di tempo ancora incendio, 
perchè la storia fu corrotta e i monumenti distrutti, po- 
nendo mente allo favole di cui i tempi antichi sono pieni, 
alle contraddizioni dei libri, alla mancanza di scrittori con- 
temporanei o vicini alle origini e alla inverosimiglianza di 
molti dei fatti narrati gravemente e sostenuti per veri, i 
moderni incominciarono a muovere dubbi ed (»saniinaroiio 
severamente tutta la tradizione dei primi secoli, ma si con- 
tinuò a credere che la storia romana quale la scrissero gli 
antichi, se ha incoerenze, contraddizioni e falsità, non è 
tutta poesia, né tutta favola: e se gli autori di essa furono 
posteriori di più secoli ai tempi in cui avvennero i fatti, 
esistevano però documenti autentici ai quali avevano potuto 
attingere una parte del vero. Infatti è constatato che. Ano 
dai tempi più antichi, Roma ebbe i suoi storici : primo fra 
tutti si ritiene fosse il Pontefice Massimo, (;he aveva l' in- 
carico di scrivere gli Annali sopra tavole di legno imbian- 
cato. Utilissimi furono questi documenti p(n- ricostruire la 
storia della nostra Roma e furono font(^ buona, se non (ì(»l 
tutto sicura, per gli storici antichi. 

Ma non agli annali solamente si limita.\:<iv\Ci '\'^sSi\s>axNs.\ 



12 



Cfipitotù irv 




tndti fumi in quoìti l■lu^ iun\ per nflìoìo nia pt3i* fltliHtCì, inj- 
jM-espro a MiTÌ?i*ri* dt'l!*^ t^osf «Iflìa ptUria s<*^nu>Ti«Ìo rarifico 
sist4 'il la; i' Tu rninuiia, i>rii<-:ìiè s** altri (IcK^iiinoìiii non av^it- 
s**rp iKTi"i1:ihi la vprìii\ din fatti r* imn ri Avr^^'^f^m nùiTate 
txni alt lì jjarticolan le ^r'sin ili 4Ui*stM ]>njinlri (lì iVirli, ì soli 
arinalì «Irl Poiiti^ticf MassiìiJìo sarfbVford wtati \m^\\ poca ivìiss^i 
por uni. D'altra part<* una sola L'ati-i^oria <1i ilnnimnutì non 
pin% <larr lihf^ f^iilTìc'ipnt^^ allo stoHt^^> ìwihiy^niiw^^ o iiau pun 
appa^arp Iei l'i itìi^a :, bfrn altrp lonli ì^f>tifMKM»es.mrÌP prT voci- 
ci i^ìfaiP alle Iniimosip lìplla soit*«Ka ^3}io, trovati! E«» mi** fu'iva, 



ajtifujr» it( sii] (posi- 
li auimEj, r' pili rho 
i tmrratì, ùia k a<'- 
ì<mì\H iVi Mtmm *• 
(rotiti ilintruMì, pfT- 
(ì f'il i hai lì) ti HUi 
mri invasori ci rii- 



riiMPi'E'off bljr- alti' oonjjeìiuif j 
?ioiK\ tiiJÌiHjbo p(*v ca^doff ! 

tì Alata nudilo discussa la 
Poflistenza. ranlpotieltfì i\A 
(«filato fili' ossi f^istpvaoo lo 
che libila iov.ismiio rlm (Talli, 
cHè i^raiif» i^oiijiiM'?ali ìiisìorisf 
Collo CaiiitoIÌJio non ?ioUlf> ih 
sto<:ìito lidio Voì^lalì. 

Il Carnijid<><^lio non om il ^u ***n. fltina,to a t'uatodiro 

alti p (kìi'niin'iiti storici di 0OSÌ gran.,. iirii»ojian/rt^ ioo!t/i 
satrgianuMilo i Hoinatii i>r(jvviiloi'o («n la nprottit^ioiif o L^n 
k dìn^i-aa ijhii*a/Jou<^ iloi rloji<xHÌti, ajjjli irroparabili daTrni'J 
df41f' molti' ^iirTH' f» iloj non \\m\xì soonvol^i^ìinoutì i«>Utitu 
isitonil.' 

Sili Volli' Avi'iitiiio, ool lo tu Ilio di Diana, i<i 00 riijw tv avario 
scritti m\ rolouiic di bronzo, il trattato stipulato da Itotaolc? 
coi Voioidi «h[ \ ikatti tbinlanjpi itali di41a FPilorÈizìon^' cJv 
Sorvió "rullio rfuii'liiuisp t'Oli 1/' ciftìi Inalino. 

\rl iMri.jKo dì tdovo Fi dio orano dopomtati ì tra Unii c( 
rliiiTsi da T:vn|ii]oio i[ Sii|i['rho coi r.atiiii fM'oi Cìahinì : Tn 
(Ha scrino so})ia una colonna, rallro sopra uno scudo 
lc<^iio. K divci'si patti e convenzioni stipulali dai Roma 
coi Sabini, coi ("artaf^incsi od altri venivano custoditi 
templi di Ajìollo. di Vesta e di altre divinitjY. 

Al tempo della republjlica le legf2;i si nioltiplicarono è 
(liiiamento <;iudiziario die andava sempre più perfezic 
dosi, obljlij^ò i Consoli a togliere dall'angusto spazi 
templi Tai-cliivio (Tabnlariun)) (» ad adibire locali adat 
conservazione dei d()cnm(?nti. 

A ciò provvide (^. Luiazio Gatulo (An. (576 di Ronv 



Gli archivi presso i romani, 13 

sole letterato più che guerriero, edifìcaudo a proprie spese 
sul Campidoglio il grande archivio (Tabulariumj , di cui 
ancora oggi possiamo ammirare i magnifici avanzi dalla 
parte del Foro: egli ne affidò la custodia e la sorveglianza 
ai Questori {cura tabularium publicarum) (1). Per le loro 
attribuzioni finanziarie essi, oltre ai registri formati dai cen- 
sori ed alle copie di tutti gli atti delle diverse magistrature 
che potevano interessare la finanza, conservavano le leggi 
e gli atti legislativi senatoriali o plebiscitari. 

Fra i narratori delle cose romane si resero celebri : Quinto 
Fabio Pittore (2) meritandosi il titolo di padre della storia 
romana per aver lasciata, scritta in greco, la storia parti- 
colareggiata della primitiva costituzione politica di Roma e 
dei suoi cambiamenti ; Lucio Ciucio Alimento, senatore, che 
scrisse pregevoli Annali degni di fede, per aver preso parte 
egli stesso a molti dei fatti in essi narrati f> per avere avuto 
dallo stesso Annibale, durante la sua prigionia, il racconto 
del passaggio delle Alpi. Altri ancora narrarono le cose da 
essi vedute: Scipione T Africano scrisse le sue imprese in 
forma di lettera indirizzata a Filippo di Macedonia ; il fìgUo 
suo P. Cornelio Scipione scrisse, in greco, una storia ; ed 
il genero, Scipione Nasica, lasciò scritto intorno alla guerra 
di Perseo. Era qucista degli Scipioni, famiglia dotta quanto 
patriota, che non disdegnava la sua protezione a coloro clie, 
per ingegno, se ne rendevano meritevoli. Narrasi che Po- 
libio, condotto in Roma come ostaggio, dopo la guerra di 
Perseo, trovò favore in casa degli Scipioni, e quindi ebbe 
comodità a continuare nei suoi nobili studi, perocché i po- 
tenti' amici gli fecero aprire i pubblici archivi, nei quali 
potè raccogliere larga materia per la sua grande storia, nella 
quale egli, ultimo scrittore della Grecia libera, si fece nar- 
ratore della conquista della sua patria, e ammirò e lodò i 
vincitori e non ebbe una lacrima per la perduta libertà del 
suolo natio, e perseguitò di odio implacal)ile i sostenitori 



(1) Per un certo lenipo ai Questori fu tolta questa carica: ma 
Augusto la restituì loro ed essi la conservarono lino ai tempi 
di Aureliano — Enciclopedia Italiana. 

(2) Quinto Fabio Pittore, patrizio e senatore romano^ e^«^ \n.V 
potè di quel Fabio che fu soprannonùtvwVo VvW<yc<?. ^«« -^n^jx 
dipinto il tempio della SaluVe. 




14 



deli' indipfìT^denm , gli ultijQÌ combattitori deUfi domìtia- 
TÀùtie straniera (1)* 

Sotto l'imperot gH ar<ìhìvi pr*^ero aviltippo atu:he matg- 
giom e 110 abbiamo notizie più oertt^, iionosiEiute Iv afarìr? 
<Ja osai subita* a causa Uf*lle guerre p degli iiiC4^iidi. 

P*T molto tempo ancora le carte rimasero sotto Tegida 
degli Dei, o?e verdiano rae<iolto fieiiza dislinziojie Ir sw:rit- 
ture dellr» piibbliclie anmiiniitrazionì e queìle ili Ìrilf*rert8e 
privato per quanto le famiglie pat risaie avessero oiu^Hjtm ìi 
proprio tahlinum (aix^liido di famio-liaì situato in una ajj- 
posita sta 05! a d(}ii*atrium n 

Il trasporto dei documenti . 
fu ùOLiipIetato solo Uopo àkt 
ridolatna, roudendo i tem 
alla sicura con&i?rFazione dk.. 

Alle molteplici dìsi>ersioni 
cidli fm Pa^^ni e Criatiani t>™ 
mise in parte ripara Timperat 
l'archi™ Capitolino (2), disti 
liaiii. Nucleo primo e ricohjsainio - 
fu la preziosa raccolta ivi depositata uà queir imperatore e 
consistente in tremila tavole di bronzo, sulle qnalì erana 
trascritti i do*.m menti che per ordine di lui furono accur*? 
taniente ricercati in tutto T impero e clie risalivano quasi 9? 
principio di Roma. 

Antonino Pio, riordinando gli nllìei pubbHcij istituì r 
chivi, ali] dandone la custodia e l'ordinamento ad appo 
archivisti, ila tutte le cure di lui non valsero a salvi 
questi depositi sacri alla storia (*i\ alia scienza: nonoatai 
le cauteli* da cui furono circondati, veiuir^m pìii n più vi 
distrutti. Le invasioni dei barbari, l'anarchia che ne f 
conseguenza, le rivoluzioni politiche che si succedette' 
tutto rimpero, sono state cause di valido contributi 
distruzione di tanti documenti (3); ma non furono If 
Fino a die i luoghi sacri agii Dei poterono da soli cuf 



Dflitatneiite co§truitÌ 
tórno ebbe distrutta 
consacrati, i nati aiti 

luogo le lott<* i:>Oe<J 

[tiuioni dei barbiiri, 

siano ripristinando 

ncendio dei Vitel- 

. isti nato Tabularium ] 



(1) Vaiinucci. Storia dell'Italia Antica. 

(2) Gli archivi del Campidoglio, conservati dal Ce 
Feciali, costituivano, in certo modo, gli archivi diph 

(3) Di tanti documenti non si conservano che alcuT 
urovenicnti quasi tutte dairEgitto o da Ravenna. 



Gli archivi presso i romani, 15 

sotto Tegidlsi della religione la scrivia sacra (1), essa rimase 
intatta, ed anche dalle offese dei barbari, qualche volta fu 
potuta salvare (2). Ma quando gli imperatori vollero istituire 
archivi di Palazzo {scrivia palatii) e per maggiore loro co- 
modità impresero a trasportare, nei viaggi o nelle guerre, 
le carte che essi credevano più necessario aver sotto 
mano (3), i danni arrecati a questi depositi storici, furono 
davvero innumerevoli; e le dispersioni, dapprima rare e 
parziali, divennero ben presto frequenti e complete. 

L'imperatore Giustiniano (527-565 E. V.) comprese tutto 
•il danno che veniva da tale usanza e procurò ripararvi ; 
ordinò al Prefetto del Pretorio di riunire in ogni città del- 
rimpero, entro apposito ediflzio, quanto di pregevole ancora 
restava; per tal modo fini di togliere ai templi, ormai non 
più rispettati, quel poco che potè trovai*vi (4). 



(1) Ove custodivansi gli atti, i decreti e le risposte del prin- 
cipe: Archivio. 

(2) Un esempio lo abbiamo quando i Galli invasero il Cam- 
pidoglio e costrinsero le Vestali a rifugiarsi in Cere: esse 

^ portarono via il fuoco sacro ed i documenti che avevano in 
custodia. 

(3) Questa divisione delle carte, originò pure divisione di no- 
mi : la Scrivia palatii fu divisa in scrivia stataria e scrivia via- 
toria, per distinguere la parte stabile dalla trasportabile. 

Singolare esempio di un archivio militare viatorio ci è dato 
dal Libro di Moniaperti^ formato dagli avanzi dei registri per- 
duti dall'esercito fiorentino, insieme al Carroccio, nella disa- 
strosa giornata del 4 settembre 1260: ma nello stesso tempo era 
rimasto a Firenze un archivio stabile del Comune, che viene 
denominato in quello stesso libro ; Acta et Quaternus Comunis. 
— Paoli Cesare. Programma scolastico di Paleografia latina e di 
Diplomatica. 

(4) L'imperatore Giustiniano diede molte disposizioni per gli 
archivi. Essendo ai tempi suoi quasi distrutta ridolatria e di- 
strutti gli edifizi del cullo di essa, non vi si poteva più, come per 
l'addietro, deporre gli alti solenni e legali, onde fu d'uopo as- 
segnare alcuni luoghi per custodirli, locchè fu dal medesimo 
Augusto eseguito coli' imporre al Prefetto del Pretorio, Gio- 
vanni, di prendere cura che in o^ni città una casa pubblica 
fosse deputata per tenervi il registro degli atti, che nell' uffizio 
dei difensori si eseguivano. — (Novell. 1.5). — "F\vkv"w«j^C^. lieWe 
Istituzioni Diplomatiche. 



m — ^^^^«fiiitìio ìiL 




L'ordir»*? fu scinipòloflammU^ iw»«iiito, **(! ogni cifià rrtUtIm 
veniva wm mi ess(*rB in poasi^sso ili un ait'.hÌTÌo per ixist ru- 
di m gli atti pili saLieiitì cifrila propria vita* 

Lo Silvie disposizinui rJati'^ dal provvido Giustiniano per la 
(.'OMBervazlorie df*i iloimtn#ji*i rhr tlovevano fat* tf*iUi per 1& 
ì^tflrìa Ci per i dirilii fJt Sialo, riituLi^iTO iof'HirJii*ì, rmn avendo 
av^uto forza di re«ÌMtitri> at»l( avvinca ìriHMi li polilìtìi ('h*> si suo- 
tiedettero. 

L'Impero romano noti poti^ non ris^^ntire i danni delU 
fliscesa din Loniìobanli. riinefiiA uer Fanarcliia cho la sogiiS, 
provYiiL^i/.ialo ptir Iti. 

I Romani, <^b6 afiti- *d^*ttf ro tutti* le virtù cit- 

tadine a iini Ut n^pol tftm|if*ratì, ri'fitartntcj ft^ 

deli agii Imperatori o la prote^iouf^ dH pm|M, 

nm ben pritsto laRin -o terra il pomposo lioinn 

irimpero per assi) io mod^^sto di Dm-ato (1), 

Gli fdFetti del dìs Ito a vaUnsi ih^Wn i'ov7.SL 

l'ili non potevano o scjbiavi, si IVtìiu-o s*.*u* 

lire: distratta l'opii la barbarie rìpi-mr* il ao- 

prawento» ed a aita '■ per rìi 'difear»>: o dopo 

cinqne fi<»coli poteroriu *-s^-iw?n^ ui».?»^ in oblio i*^ tniM'Ste yj* 
iw^nde deir aristoeratii'O impero; il valore e la lìljertrl ri* 
Tia<!quero; una energia nuova si crH'i r y' iir)|K>9e (* da ^ 



41) Quando Alboino ^560-573) discese In llalia non accilf 
Uoma f ed i fjreci dì CostnDtinopol^ che potevano age%*olnie 
soccorrere le altre citt^ niai-jltfnie, non aiiitùrono Roma 
Irovaviìsi clreoiidula dai Lnitìlitìnli, e nella qunle non lene' 
più gnariiigltme^ per lUnore di cimuulare i' tniore delle r 
Il governo della cìttii era aflìilnlo, in quel lempo, ftil nn 
felln, di pi>i cliìamnlo duca, che dipèndeva dall' Esarca t 
^'enna. Ad ogni modo Roma non fu giani mai occupai 
Lombardi, ed i fuoruscili dalle altre provincie d'Italia, \ 
:i certtìre nsHo hi «^nesla ^iììù. ne accrebbero la popalazii 
la resero capace di opporsi con le proprie forze agli att 
(lei successori di Alboino. 

Carlo Magno C774) assoggettò quasi tutta 1' Italia alla s 
ininazioiie. I Longobardi lo riconobbero loro re, e col 
patrizio ebbe pure la signoria dell'Esarcato di P 
del Ducalo Romano. — vSismondi. Storia delle Repnl 
lidiìc. 



f 



Gli archivi presso i romani. 17 

5 rovino sorso una nuova Italia forio, libora o civile*, 
archivi consorvano alcuni docuinonti( di quosto pe- 
storicx), ma non ci forniscono dati sufficienti por rico- 
e la storia di quosto lasso di tc^niqo. I soli ('h(^ hanno 
) allrontaro, (hì in parto suporaro j>li sconvolKinitMiti 
li di quosta opoca, sono ^li arcliivi occl(»siastici, doi 
si parla in apposito capitolo. 



cAPiTOi.a n. 

Gli Àrchifi del medio-8¥o. 



Sulle roTine 4l(*n* impara romano, mv^p qud ^randr* ; 
riodo storìotj i^he i!W.»ì>am la ntiliuhita «lai tf*mpi mo^ifTil 
tihe durò dalla invanioin* dt*i bat-bari fi no al XVI Ki*eoio-I 

La inilueJixa dcU CristianesiniO sui barijari, nmtsK 
aya rissi df*Ua dyillà grofa e romana, die<1e irnimlso al 
ragf^io prrsonalf* <* vita alla esaltazìom? <lóUo spiiito 
f^oso, dai quali sorsero il feutlalìarno, lo corporazioni, i et 
rnurii, la borghesia, il monachesimo n il potere eccita 

Stì<30. 

Quando la mania della soTranità invase V Impero d'( 
ti onte, privati, principi e sovrani avovano privilegi feudat^r! 
municipali Q monarabici da difendere, e di eons^gii^Hiza tt 
toli dotìumenti e acrittupo da custodipt*. Le ehtf'8*? (> le ab 
ba?je ai moltiplicarono in queir r^ioca o ti^)n esse sorsero i 
numero influito depositi di scritture ohe si possono oonj 
dorare come tanti archÌTi pubblici, poiclìt^ m irovavano L 
ina FIO di coloro che, laici od ecclesiastioi, spadron^|i[giavm 
nella pubblica amministrazione. ¥ 

La prima consognenza del gi-ande sconvolfrf mento pf 
dotto dalla venuta in Italia dei popoli sette m trio nali , fi 
sacchfìggio e la devastazione delle più belle province 
rimpero. 

Ma gli archivi ripresero ben presto importanza, pr 
rfifForaatf^si le dinastie regnanti, riordinate le amnùn 
zioni e gli uffici pubblici, ciascuno di essi «bbe il st 
ehivio: e siccome i mppresentajiti dei sovrani furof^** 



J * ^ V 

Clt>fflfl 



Gli archivi del medio-evo, 19 

per tutti i paesi allo scopo di amministrare la giustizia, cosi 
dappertutto formaronsi archivi, che furono numerosissimi, 
senza contare quelli che, a quel tempo , vennero stabiliti 
nelle città. 

I re barbari mostrarono di comprendere ed apprezzare 
rimportanza dei depositi di documenti, poiché non trascu- 
rarono di porre argine alla loro manomissione, e vollero pur 
essi istituirne: le amministrazioni da essi create ebbero i 
loro archivi, e nuovi depositi si formarono, i quali, alla lor 
volta, furono dispersi o distrutti. 

Anche i loro successori ebbero i loro archivi : non è bene 
accertato se, allorquando si divisero le province romane, ab- 
^biano stabilito gli archivi di Palazzo, ma non è dubbia l'esi- 
stenza di archivi ambulanti (1). Ambulanti essi st(«si, conit» 
furono gli antichi Romani augusti, ebbero come questi la 
scrivia viatoria; ma non risulta con precisione se av(»vano 
anche gli archivi fissi, scrivia stataria. 

Le rivoluzioni politiche e le guerre, con tutte le loro con- 
seguenze non cessarono di molestare l'Europa, e particolar- 
mente l'Italia, durante e dopo il Medio-evo ; ma rivolgi- 
menti tanto funesti da distruggere tutto ciò che esisteva 
non ne accaddero più con frequenza, né con violenza, e gli 
archivi non furono più distrutti che eccezionalmente. Al- 
cuni di essi, la cui origine rimonta al XII o al XIII se(M)lo, 
sono arrivati fino a noi ; e solo alla incuria o negligenza dei 
custodi, od a cataclismi locali si devono le perdite cui an- 
darono soggetti. 

L'importanza che veniva attribuita agli arcliivi nel medio 
evo, era, si può dire, esclusivamente egoistica e fiscale. I 
documenti non venivano apprezzati altro che per la loro 
importanza giuridica, amministrativa o legislativa ;. ovvero 
come titoli di proprietà, garanzie per la conservazione di 
privilegi, quali mezzi per la rivendicazione di diritti. Un 
archivio era considerato come un arsenale nel quale un 
proprietario poteva trovare, a seconda delle occasioni, i 



(1) Se i sovrani successori dei re barbari che si divisero le 
romane province, abbiano avuto archivi palatini ove serbox 
gli scritti loro spettanti, non saprei affermaci^. — ^v3ckv»^?NCv. 
Delle Istituzioni Diplomatiche. 



m 



Cajdiùlo IT, 




mez^i di atlamò o ili rtirt^iia, innUì pìh t^lBeMÌ iri 4^ui.nt 
dhf? f'sai «*ra.)io a&i4t»lutiitiimitt* niiSLtwli nuli Oi^rlii tJn profana 
poit^hè a iNViseaTin in*n \wmn}>^*(i iH*M(*»mn^ in iiuol sai^rtì rf^ 
niito. CoiiSifgiif*ii/.a ki]4Ì0!i ^li qur?qUìn|>prc^/-/.:ittM*ii(o iililitario 
rlalo alle srrittui'o, fu la dÌMtrnziuiii% p*t oprra di '.fili bU^ss] 
delf^ijtori, d«>i dfK!intìmili piìi aiitìHii o t^hi', si^miiflo t*asi, 
avevano prrduti^ U* oanittenHtinhc* ilolla pralitntfi. 

U voro AtKjpo disila coiiaerva/joui* dd <ioi^ijrn<'nti iiiconiì?»- 
iiit*} ad ostiere pn^giato solo in sul litri m do! XVI a*»<3olo* Gli 
i^iiiflìtl vollero jiorn'trarp in qu/ìsti aanliiari \ìi^t rici^n^are #* 



ilofiumcnitaiv la r& 
H^nza grandisaima 
La didìdenza elio ^ 
rtiiatenosi o irapt* 
flì risi diati n(»gat 
hertà di fruEiarr*, 
importanza, o cIiìj 
t^ìftyn^. Ma (^lìJiecu 
f- molli pillatosi il 
dare quello jiorto, 
siono doi <kH7uiìi*»nli «iw x. 
Non mancarono perh ar 
hiVTntarìati, nm quali il L 
si (!onservaMo tuli*o 
ilioovali, dai quali 
aveva la responsabili 
jK^urara por t^aranlifi 
VuiìQ giornalioi-o por ii 



ovi furono ainmrasi non 
nftiìfin i n'*\^a u spioni i n ft n i U\ 
>rdrata di ossi in (|iioa(] 
'u, a Ivolla prima, tia^iono 
lascììavii ad f^^ì la li- 
:> do4.^n monti ili nosstma 
<n [ironif*va dì far onno- 
tfi frugarti noi;li ardi ivi 
uho nLtf^TU'^vmia di .slbn- 
diDìiiuil e la niaTioiuia- 
sguonza. 

tenuti diligf.*nLomfUìk* 

'^'.tJiL-nto ora roao ì m posai bi In, 

fartf' dì taluni archivi mr«- 

cAìU tutta oortozza, e ho tdd 

custodia t]o0i atti, nulki Irsi^ 



loservaziono o r(*ud*>riu* fattili* 
rigo do^Ii afl'ari, 
Lln bed'óSnnipìo di buuna fonservazione doi dociiinonll 
storici la rieavianio dai registri e dalle earte deirantico ai^ 
i4uvio dol Comune fU Vi tf?rbo. Oltre Tarchiìrìo segreto av»*va 
n.iu:lio un archivio pubWico o notarile diviso fra i vari nfH- 
rÌLiii; aYi>va i suoi scriyani^ protocolliatì e statutari o fu tm 
I [Il olii die posero maggior cura nella consi>rvaziono doUo^ 
proprio niomono. Negli statuti Sfuitlì in bolla forma, per lo*. l 
più Hu porr^aitif^na, i Yitorboi^i d hisciaroiui la eoRtituzi""- 
urbana della prima metà del secolo XIII, dalla caduta drr«.. 
Svevi fino al secolo XVI (1). I maginflci registri dei ( 



(1) P. Savigiioni. 1,' archivio storico del Comune di Vii 



Gli archivi del medio-evo. 21 

menti giuridici del Comune, che si chiamano la Margarita, 
ci giunsero cosi ben conservati da far meraviglia. 

Il materiale storico di questo importantissimo archivio me- 
dioevale, è ora conservato nei locali della biblioteca entro 
cassette di latta. Esso proviene, in part« , dall(ì soppresso 
corporazioni religiose, ed in parte dagli antichi archivi del 
Comune ; è tenuto in ordine cronologico e diviso secondo 
la provenienza. Negli Statuti del 1251, si trova notizia del 
modo di tenere gli archivi . Nella « sectio prima, officia » 
al capitolo 16 è detto: 

« Teneauntur notarli, scribere omnia precepta, investitu- 
ras, sententias, attestationes et omnia acta curise, et publi- 
care debeant : et possint habere 75 denarios prò investitura, 
15 denarios prò precepto quando scribant in quaterne Co- 
munis » (1). 

Gli archivi di Stato sono ricchi di materiale storico d(^l- 
Tepoca medioevale, ereditato nei molti cambiamcmti politici 
avvenuti in Italia. Esso è inventariato ed ò oggi parte ina- 
lienabile del boi patrimonio scientifico del nostro paes(5 : gli 
studiosi, avidi sempre di cose nuovo, lo ricciroano e lo con- 
sultano con amore, non inutilmente, poiché offrono di tanto 
in tanto alla critica, nuove versioni di fatti storici che mo- 
dificano alquanto la tradizione o la leggenda che li circon- 
davano. 

Gli archivi odierni, ben diversamente ordinati e discipli- 
nati da quelli medioevali, sono guarentiti contro i furti (? 
le manomissioni, e possono tranquillamente offrire, a chi 
studia, la consultazione della copiosa mole dei loro antichi 
documenti. 

Ma nel medio evo ciò non era possibile poiché questi (hv 
positi, che furono sempre tenuti chiusi al pubblico, rima- 
sero come indifesi dai furti quando ad alcuni privilegiati 
cercatori di critica e di verità fu conceduto di penetrarvi : 
essi, per arrichirò lo loro collozioni private , asportavano 
senza scrupolo papiri e pergamene, senza darsi pensiero dei 
danni che recavano al paese ed alla storia. 

I primi secoli che seguirono alla caduta d(4r Impero <U 



(1) P. Savignouì. IJ Archivio storico del Comune dv W\.eT\>o,VKv 
Archivio della R. Società Romana di S\.ot\\\ \*«\\\sv. 




Ow^Menlp, ci h&rmo làieìfttft \m% kiinnaialf* uM dCK^ummiS 
da (lart?i ropinioiio (^h** i popoli di»iropoca nbHkmo altra- 
vi^rsata uiri^ra eli rli^soiazionn npnjA i^wìinpio* Ma Ìl cnt^n* 
(fpgli Italiani fli rmi»H di iìiìOvoairaJiior<viìril]a painat* dcUla 
h berta ; le seien£(.\ le lettere *- 1p aiti m- ii^ aTTard&^gia- 
roiio per mcHÌo clu?, qnaimio Costautinojxfli cadde in po<€*r«^ 
flf?jj;li Ottomani, riialia ai irovh pr^^paraìa a rioevere « cu- 
skiffiro il prezioso tlepc»sit-o della letteratura greca. 

« L'Kiiropa deve alle repuljbliclie italiane la n(5ca ere<lità 
d el l *a 1 1 1 Ica sapienEa * n v 



(Ij SUmoodL StnHa é 




CAPITOLO V. 
ArchÌTÌ prÌTati. 



Il potere feudale che per tanto tempo ha dominato in 
Italia, ha contribuito grandemente alla formazione dei mol- 
»plici depositi di documenti storici. Riconobbero, i signo- 
Dtti d'allora, quanta importanza avevano gli atti che in 
ualche modo potevano far fede dei loro diritti ; e non tar- 
arono a consacrare ad essi i loculi più sicuri dei loro ca- 
telli, ad isolarli perchè occhi profani non leggessero le vio- 
Lzioni dei diritti altrui, a dedicare ad essi le cure mag- 
iori perchè, all'occorrenza, potessero servire contro rivali o 
assalii. 

Cosi incominciarono a formarsi archivi, preziosi per la 
X)ria del nostro paese, che man mano andarono ad ingran- 
irsi o disperdersi, a seconda delle vicende cui andavano 
)ggette le famiglie che li possedevano. Ma queste inesau- 
bili miniere di nostra storia sono di privata proprietà o 
erció chiuse agli studiosi ed agli eruditi ai quali viene as- 
)lutamente vietato di compulsarne le pergamene che ge- 
►samente vi si custodiscono. 

Roma ne conta molti di questi archivi privati, tuttora 
les^lorati: la loro importanza non si può giudicare che 
uando qualche fatto obbliga i proprietari a mettere in piena 
ice le pregevoli ricchezze storiche ivi racchiuse, com'è ac- 
id uto di recente per l'archivio degli Orsini (1). La libertà 



(1) Air Archivio degli Orsini è toccato, di recente^ V ^xì^gx^ 
sll'asta, asta che, fortunatamente fu sos^e^^ ^et VdNxq\si1Sss^o^^ 



winiftssa ili propnetftrì tìì qiimìi ét^p^mii ^ch^ è qij*.*Ha ùì 
lì\ti'i(t (Misaefiso) li ìtiadtL ìu balia f^i4 caprini^ f d^l bisci^iio, ' 
Ai^nva alt una garìinm pfr In SUto e fwT k coli uri* naaio- 
Il alo. Allo stt'sso nioUo ehr m ò rit:onom!Ìi)k) il ilìntfo cì^ùi- 
tervi>rito per l'ali frìamn^ ih^^ìì o^K'Hlj ifarte, ai dovrebbe 



di stuiliosi e dì cultori dì storia^ i i|iifdì sollecitarono governo 
e municipio ad Impedire lo flniembramejito dì quella raccolta 
pregevoll'ìslmii. L'importanza storif?^, ^'ìtladitia e tiiuiaci^k dì 
questo archivio La si desuuiG dal entalogo ili ve odila cli& rlas- 
suniianio. 

Ddle tre sale orni' è- ►lo, solo due ne vetiivaiio 

ute^se in vendita. Lo p Ila fuori iisia; contiene le 

carte riguardanti VAs^ì Ilo Pontifìcio, quelle delle 

Ouorifìceiiie del Sacr^ ipero, del privtJeji^io To- 

escano, IrudaiJienlo di ^ legl ecclesiiistleì, Grandu- 

cato di Spaj^n, titolo dttìi veneta, ordini caval- 

lereschi. 

J documerdi eontenun lue stanite* e destinali siila 

vendita, costituiscano ui. rio arctitvio iti Stalo, con- 

ienetite non tolo i docoi>i«^ii ruinlglla, ma quelli riflet- 

tenti le varie regioni ove qne.^ia ._...,, Ita potentissmia steudevil 
il proprio vasto dominio. Onde spesso vìdno a carie d'ordine 
domei^tico si trovano carte d'ordine pubblico, e non di rndo 
.^ono confust in medésime carte i due ordini, si elie In fun- 
j^ìone del principe privato si utiisce ìì quella del signore fen- 
dale, del senatore di Ronia^ del magistrato. Ma per darne una 
idea chiara, pur sempre approssìmiiUvn, diremo di aiqscmm 
delle due stanze, 

Ln prima può considerarsi riparlita in tre gr^indl divisioni: 
a) le perj^amene; b) le carte storielle; e) In corrispondenza di"- 
plomsHka. 

a} Petgainsne, — Le pergamene sono conservale in 30 pacchti 
ammontano alle cifra di 2360, cioè M In \iUi che non «ìano segnai 
suW Àliegato À; e vanno dal secolo XI al secolo XlX* Som 
bolle, brevif diplomi^ lettere regie. Iavej>tituref posseìisi di fendf 
^eLiEen;^ef concordie, statuii, vendite, enrdeutj\ catasti, capito 
matrìmonÌÉili, teslamenll, documenti insomma privati,* re 
papali, feudali, priuci peschi, comunali, 1 quali riguardano n 
la Sémplice casa Orsini ma forse oltre un mljjlìaio di luog 
fra città, borghi, villaggi, terre, campagne, massime intorno 
meli io-evo, es>ien/ìali per la rkostrujilone topografica e storii 
dì lìoma, del i^azio, del Mezzoj^iorno d'Italia^ e utilissimi a^ 
^'ono^Cfii^a delle costumanze e delle procedure. 

A darne un'idea minima ba^ un semplice elc.ien per au 



Archivi pHvati. 25 



provvedere a che i preziosi monumenti storici non venis- 
sero asportati e dispersi. Un quadro, una statua, un sar- 
cofago, possono far fede di sentimento artistico, di usi, di 
civiltà ; una pergamena, un papiro, un epistolario, possono 
dar luce alla storia e rendere benefizi maggiori, poiché per 



riflettente i luoghi sotto le lettere /, L, M in parte; e quello 
intorno a Roma, elenco depositato nella Procura Regia. 

Dai diplomi di Landolfo da Capua (XI secolo), di Arrigo VI, 
Federigo II, Ottone IV, alla bolla di Bonifacio Vili contro i 
Colonnesi, al decreto di deposizione di Lodovico di Savoia, 
alla Concistoriale d'Innocenzo VI; dalle risoluzioni consigliari 
dei popoli di Città di Castello, di Perugia, alla concordia del 
popolo romano con gli Orsini, dai Catasti d'Abruzzo alle istru- 
zioni diplomatiche di Francesco I; dall'atto di nozze di Mar- 
cantonio Colonna ai diplomi istorici dei cavalieri di San Mau- 
rizio e Lazzaro, è tutto un rifiorire di storia vivente, che non 
va disperso. 

b) Carte storiche. — Se non tutte queste carte, disposte in 
10 pacchi, hanno un gran valore storico, moltissime sono no- 
tevoli e danno luce ad avvenimenti importanti: il Sacco di 
Roma, la vita di Urbano VIII, l'assoluzione dei Veneziani dal- 
l'interdetto, le relazioni fra Roma e la Toscana, gli autografi 
dei maggiori fra i re, gl'imperatori, gli uomini insigni d'Italia 
e d'Europa, le carte intorno a Carlo Emanuele III e Vittorio 
Amedeo di Savoia, intorno al Sacro Romano Impero, intorno 
ai processi civili e criminali, il privilegio concesso al Petrarca 
da Orso e Giordano Orsini, e mille altre scritture provano la 
cura onde la Casa Orsini serbava le memorie patrie, che noi 
abbiamo il dovere di imitare. Ma ciò che supera in valore le 
antecedenti, è la pregevole raccolta di statuti membranacei e 
cartacei, Statuti di San Polo (1449), di Viano ed Oriolo (1561;, 
di Cave (1307), di Roccagorga (1739), di Torri in Sabina (1554), 
di Lugnola (Nemi) (1600), di Campagnano (1200), di Vicovaro 
(1273), di Bracciano (1552), di Rocca antica (secolo XVI), di Or- 
betello (1414), ecc. ecc., fonti tutte del diritto italiano, oramai 
studiato con ardore sempre cresente. 

cj Corrispondenza diplomatica. — Questa corrispondenza 
che può sommare a quasi centodiecimila lettere, se non tutta 
può dirsi diplomatica, tutta è sorgente di notìzie rarissìiue. VI 
è la corrispondenza colla Toscana (1485-1698), con la Francia 
(1496-1695-1870), con la Spagna (1498-1869), con l'Austria (1512- 
1774), con la Polonia (1516-1666), con Savoia (1609-1870), col Por- 
togallo 1632-1875), cogli elettori di (jermania, con vari ^^itvcv^Wv 
italiani, v' ó la corrispondenza dell' ab^iV.^ Cà ^«cc^ v^^SaOoVa^a^v 



20 CupUùÌQ V. 

f-Rnì a\ jjossotjo mmltfUmn* (riutliiti su peinotie, flóprs. Istiiu- 
mHì\ f' su fatli Nnr* m dovr quirirli ammettere t^ molto 
mono pprnietkifé chó i»»Ji tnìmbili w^LU'Kìotìì, atilissitiiP pf^r 
gli studi, [lossaitfì aritlarf* HiiJ4*mbmte o fli«persf\ imcììè 
qiu^to ,^iebbe uri vrrcj atti*iitaff> &Ua coltura, la qiiaJi^ pUiN 
trovare in f)tie«ti archivi nmteria dì rie^^rcbe svariatiasime. 
Allo sfiifnnbraxneJito ed al pelinolo di vedere arritThllI eoi 
(iocu metili di nostra storia f;lì aft.^hivi stranieri, ò desìd^ra- 
bilo vedere imitar IVisi^mnìo daUi dai barberi ni e ilai Bor- 
ghese, i quali e*?dorouo al Vaticano ì loro arobivi aidictiì e 
pregevobssimi. 

La funzione del governo, rispetto agli arcliivi privali m 
aiTPstaj mentrpi sarebbe ragion t«yob* od i^qiio eìi'egli si rì- 
serbaase, almenoj il dirìttcì di aoiTeglianza. Il farb visitare 
dì tanto in tanto, ed atìsicurarai t^he rasi non vf^ngono fra- 
soui-ati dsxi liropdetari dì miti, mentre non nif^noma la pi*o- 
prietà privata ed 1 suoi privilegi, garantirebbe lo Stato dalle 
manomissioni di un patrimonio storieo ob'egli ha il dovere 
di far w) riservare integro, 

E siocome la storia del proprio pae^e è patiimonio di tutti. 



quella di donnii Maria Felice della Rovere (1506-1536), di Fran- 
ce!»co Orsini rl693-l&t3). del Duehi dì San Gemini (15^-1639), di 
Virginio II Orsini (1580-iaiB), tra cui aulogrAa di Galileo GqLÌIoì 
da serbarsi come sacre rfìltt|nle al pati imonlo nazionale, cui 
S. M' Umberto I donò la celebre edtzEone che si va stampando; 
]a corrispondenza dei Duchi di Bracciano OàìB-HìM), quella di 
Paolo Giordano Orsini I e li (15^-1650), quéiÌBi dei cardinale 
Virgilio (1632-1675)^, quella dei signori di Santacroce (1550-mOX 
di donna Orsini (l^lD ll^)i ecc., ecc, sea^a contare un inliniti] 
altro numero di lelt^^re diverse, tra cui quelle riguardanti il 
Senato e la Camera Capìtolbia. 

SI che hi collezione degli autografi e invero m ara viglio sa» ei 
dcicumenti potranno dare luce iiiafipetlata ad un periodo nan 
ancara studiato abbastanza delia nojiitra storia^ 

Nella seconda stanza £Ì trovano collocati in 21 ^callali 2275 
volumi 111 vacchette, e bu^te e fasci di registri di speditori^ di* 
speusitirì, aziemìeT giornali, conti, processi civili e criadiiayf i 
finali ultimi occuTjano 124 buste. Vi souo anche alcuni libri 
manoscritti di qualche valore che e inutile segnalare, bastane 
ì semplici accenni fnlli a lasciar comprendere anche al pn 
Fani la straordinaria importau^a della mondiale coUe^ione. 



Archivi privati, 27 



e tutti sono interessati a che essa scaturisca sincera dalle 
molteplici fonti che T alimentano, cosi il governo dovrebbe 
imporre T utilizzazione di questi archivi privati a scopi scien- 
tifici. 

L'uso degli archivi a scopo scientifico può aver luogo 
sotto duplice aspetto, e cioè: in rapporto alla materia sulla 
quale si deve estendere lo studio, e in rapporto alle persone 
che devono studiare. In quanto alla materia, potrebbero essere 
fissati i limiti entro i quali, come per gli archivi di Stato, 
anche il contenuto degli archivi privati deve essere riguar- 
dato come materia; circa le persone alle quali si potrebbe 
permettere il diritto di ricerca negli archivi privati, esso 
dovrebbe essere limitato agli eruditi il cui carattere e le 
cui cognizioni rendono degni di pubblica estimazione, e le 
cui ricerche vadano al di là dei limiti di ciò che è stato 
fino ad ora stampato. 

Provvedimenti diretti a facilitare Tesplorazione degli ar- 
chivi privati, renderebbero al paese benefìci incomparabili, 
sia col ricostruire la verità di taluni fatti storici di grande 
importanza, sia con Timpedire la dispersione di documenti 
preziosi, dei quali oggi non si può accertarne resistenza. 



CAPITOLO \l 
ArehiTi eoclesìaeitiei. 



I danni di tant#i nlit^* ùì iloeumf?ij!ii t* tlH 

scritturo, subite por guerre f tlelle iriTa^ioni 

strali itM e ; pt^ì cataolii urti laauiaci dei eoLlezio* 

Tiig(i, furono m pt igLl ardiìfi eet;[eaìasfìd* 

Quasi tutl.i qiiealt rniti di domi meati anif- 

riori al XIII socoIg b che di essi c^bbero vv- 

scovi, iii'elati papi u sa colmarti il moto n- 

.HaUanle n(*gli arcìiiyi p>»^.,^i^.i, nirutìU(ìo<ìi buooì e raliili 
doeurnf*nti per rìjitmreiare la storia M nipditvevo. 

Gli an'liÌFÌ eci:ile5iastifi *'bi>ero la loro orìgi^iie in Roma, 
ailorquanda Clement** I, delio {min nel maggio deU'aiiaoSS^ 
istituì un colltìgiù di sol te notai p r raccogliere sH aiti dei 
mari i ri e rogLitrarli nei fai^tì d<^U . chiosa. Questa raccolta 
prese il uofne dì martirologio e fi; il primo nudeo intoruo 
al quale, col tempo, andò forniandoai il famoso deposito di 
scritture coiiosduto sotto il nomo di Archivi Yatieaiii. 

Allorquando della roligione cristiarm si fecero soguai'i gli 
irti ponitori e la dicliìararoTìo roligione uffieialo e dominante, 
gii archivi ect'lc?aiaatici ai moltiplicarono 8en2;a line. Stabi- 
litisi i papi in Roma con ì vescovi, loro ufiìeiali rappresen- 
tanti tn41e altre Città dell'impero, ben conoscendo quale © 
'i4uanta importanza dovessero averi> i documenti e le scrit-^ 
tnif e^istenti^ ^t^ ben oonservat*' od ortlinate in modo '" 
per la consultazione, si diedero a tutt'uomo per race 
quanto di più prezioso potevasi trovare. Infatti nn^ 
rono a formarsi, nelle sedi vescovili, depositi di 



Archivi eòclesiastici. 29 

autentiche ed aventi carattere storico; che perciò presero il 
nome di archivi ecclesiastici. Cominciarono a formarsi con 
libri sacri e con documenti puramente ecclesiastici intima- 
mente connessi con la biblioteca, col tesoro, colla sacrestia : 
accolsero poi i privilegi e le carte attinenti agli acquisti, ai 
possessi, ai diritti delle chiese» e d(»i monasteri e i libri di 
amministrazione. Diedero anche ragguanb^vob^ incremento 
ad essi gli archivi d(»lle pie persone che si monacavano, <» 
monacandosi, offrivano al luogo pio non solamente* le pro- 
prie persone», ma le proprie ragioni e possessioni e i titoli 
delle medesime ; i lasciti per testamenti, i d(»positi fattivi da 
altre persone private, per salvare le loro carte» dai pericoli 
delle guerre e delle rivoluzioni e rimastivi poi in p<»rpetuo (1). 

Le Chiese, e specialmente le grandi Abbazie, gelose» di 
conservare i titoli di proprietà dei beni che» e>sse andavano 
continuamente» acquistando, e»bbero archivi cosi rispe»ttati o 
considerati come talmente inviolabili, che» principi e» privati 
vi deponevano gli atti dei quali volevano garantita la con- 
servazione. 

In essi si raccolsero e custodirono carte» di ogni spee-ie», 
enl in alcuni furono elepositati gli istrume»nti pubblici di 
maggior rilievo, acciò sotto re»gida elevila religione, fosse»ro 
conservati nelle chiese e nei monasteri (2), elove, col mol- 
tiplicarli, copiandoli, li salvarono dalle distruzioni dovute» alle 
vicende politiche (3). 

Né di ciò si appagarono i ve»scovi : infatti non poteva e»s- 
sere per essi sullìeriente se)eldisfazione» il trovarsi posse»s8ori 
elei documenti concernenti la vita pubblica, troppo poca cosa 
rappresentavano per chi aspirava al dominio morale» e tem- 
porale anello delle famiglie». E tali arti seppero adoperare», 



(1) Paoli Cesare: Progranuna scolastico di Paleografìa e Di- 
plomatica. 

(2) Veniva così, sotto altra forma, continuata l'usanza dei pa- 
gani e dei greci, che custoeiivano i loro documenti nei templi. 

(3) II celebre Capitolare di Carlo il Calvo dell'anno 871, fa 
menzione degli archivi delle chiese. Furono gli arcliivi eccle- 
siastici quelli che conservarono tutti gli atti originali del 
primo periodo del medio-evo che pervennero Ano a noi, con.- 
sistenli per la massima parte in donazioni pie. — V^ucvcVoT^eAVo. 
italiana. 



3& Capitùlù V7. 

ìiìui non tar*ìaitnio iktì òtl«*ti«r** ft»BSf»nD, im loro areìim, ili^ 
jjoaitAti i imid,iùmìiì f gti al li privali^ facili il osi autori ^zan* 
all^Qtììeio di notaio. Cost in lirrv*' vt>l«4*^r tli tenjpo, gli ar- 
chivi fHM'U»aia8tÌd divenjH*ro api'hiri ]mliblici et) arctiìvi no- 
tarili, t^onaerYaiiiln e irainandamlo a noi i più iirf*zìosi «Jo- 
ciimpitli elio si cohoseamx 

Di qaalf^ ini|M>na[iza fciasf^o i dopoaiti di doeum«nti ao 
L'uiiiuìati dagli (Mtdt^aiaatitìit e*^ lo aiìdi [nostra la fama mon- 
diale atMjui stata da quelli ai minasi ai mniiaali>n (1). Sortì a 
Iato df*gli anjlilvi sitabiJili dairaulorità pubblifta, sorpasaa- 
roTKi qtiesti t per la "'^'>"*^*"^ -'» 'iiatnriale storico raci^ollo 
"' p(*r ravveduta aor qualo fu tomo fiiTioiidati 

allo Bmpcì di protei acoiiif*Titn. Sopratutto lo 

Alibazio m moetrar. l'accurata L'onsorvaziou** 

del titoli o dooumc^ lUBtodia od acquiatall, i- 

j>erciò furono borj ] lo o^iRio Inoj^bi taliuoiitt- 

aiutnij che vi si do ti, alta eouijiervasEioue doi 

quali ?!>iiÌTa attrìbu iporLaiiza. 

La Badia di Moiit eimpio, cust<tdiii<M* un de* 

posilo preziofliisimo «i L'origine dì questo ar^ 



(If II Bonaint, parlando degli Eirchivi della citU\ di HotognEt 
così si esprime; * Leggendo le storie di Bologna, venghiflmo a 
sapere che in e^sa etttù esi^t^ un altro ordine di archivi; e 
questi sono gli eccle%la%tlcl. Vi attìnsero, fra gli udiri, il Gtii- 
fardaccl, 1" Ugbelti. Il Muratorb Ìl Sa violi, ere., producendoiie 
bei documentL ti Biume che ne fece special soggetlo delie sue 
indagini emmierat oltre quei dei conventi, T Arcivescovile, il 
Capitolare e quelli dell' Inquisizione, del Collegio Spagnolo o 
ili San Clettieiìle e dei canonici di S, Salvatore. Bolamente del* 
r Arcjve^ìcovilQ à omertà al pubblico come una guida mediante 
un oiHiscolo che rnrcldvistn Amorini pubblicava alcuni anni or 
sono. {L'Àrchiuio GÉttetah ÀrdiffSCouih. iltucrìlta dai suo ttrchwista 
Ser&tino Amorini) lucendo ragione dei titoli dicìascuna delle serie 
che lo compongono : 1'oshiej>e guEsiAncnivio oENEnALE {uslnnio 
le sue. slesse parolr^ che i'; uno niii Pi^ vAvn eh a^nticui diiLla. 

CITTA^ da i:iaCJl cinque MTUONI di ItECAPlTI^ IL PRIMO DEI QrAfJ J 

AUTOGRAFO (intendi originale), finora scoperto b conosci 

RIMONTA AL 1048. 

Per informazioni nostre quest'archivio è stato accresc 
cogli atti del Sant'Uffl/Jo fino al 1796 e con Tnltro ardila 
patrimonio ex gesuitico. , 



Archivi ecclesiastici, 31 

chivio può dirsi rimonti alla formaziono della Badia mede- 
sima. Si narra che tra i lavori manuali imposti ai monaci, 
vi fosse quello di trascrivere i codici e moltiplicarne <2;li 
esemplari; in grazia di questa regola si poterono salvare 
molte opere scientifiche e letterarie dei tempi più antichi. 
Ma perdite notevoli dovè subire questo, come gli altri ar- 
chivi, sia per terremoti ed incendi, sia per saccheggi più 
o meno barbaramente perpetrati. L^archivio della Badia di 
Montecassino non solo fu devastato dalle soldatesch(* fran- 
cesi quando queste nel 1799 occuparono il Monastero, ma 
fu spogliato di quanto aveva di migliore dagli stessi monaci 
preposti alla direzione di esso per far doni al Vaticano allo 
scopo di ingraziarsi i Papi e la Corto Pontificia. 

Ciò nonostante i documenti posseduti dalla Badia risal- 
gono al VI secolo, e, se non sono numerosi, sono certa- 
mente pregevoli non solo per antichità, ma ben anch(» per 
gli argomenti, la lingua, i caratteri e per la mat(4-ia sulla 
quale furono scritti. I locaU sono spaziosi : le pareti delle 
sale sono letteralmente coperte da scaffali con cass(ìtte di 
noce tutte chiuse e numerat(i ; nel centro vi sono alcuiK» 
vetrine entro le quali sono esposti ai visitatori i più inte- 
ressanti monumenti dell'archivio. Vi si ammira la prima copia 
in pergamena della Divina Commedia, con i margini ripic^ni 
di annotazioni ed una lettera della Regina Giovanna d'Ara- 
gona. In una di queste vetrine si conservano alcuni 'pulin- 
sesti, antiche carte^Ue di pergamena su cui si poteva can- 
cellare ciò che vi era scritto per scrivervi sopra altre cose, 
e su questi si trovano antichissimi documenti della lettf»- 
ratura italiana. Vi sono, inoltre, molte bolle papali o, di- 
plomi d'imperatori: e, diviso in molti volumi di perga- 
mena, vi si ammira un pregevole Index Capsidaruhi (indice 
delle cassette) che data dal 1300. 

Il Governo Borbonico, riconosciuta tutta l'importanza sto- 
rica e scientifica di questa raccolta di scritture, volle ren- 
derne proprietario lo Stato, e con rescritto del 2 Novem- 
bre 1818, l'aggregò al Grande Archivio di Stato di Napoli, 
ponendolo alla dipendenza del Sopraintendente Generale. 

Anche la Badia di Cava de' Tirreni ha un deposito di 
scritture importantissimo per antichità, e quantità di docu- 
menti raccolti. 

Oltre vari autografi del VII e delVVlW aeco\o, n\ «^ ^ì«^- 



a» 



ìAevvii una jimbJe- e preziosa raIled«n<!fliatH, cWal>l>ni«3 

xioiii fli4la riU privata ()). La storia iH pf>ixklo saliTaiUaù 
vi è li ""il tloe« mi*! itala o con r^,«^a Jp rsirie fasi suUUo alalia 
jM^hi«!ola sjtletJtiiia a imu«a J**ll** invasiaTii *Mlcrmìii!iiioi»i Uh 
|50jnt!i di Orieutf?. # 

Aridu^ questo pn*zbmj areJuvio fu ili<*Iimpato profi df*tù 
«l(?Uo Slato dal niiv't*ruo IkirLuuik^a ** ivinMÌrlcrjito (oriii* hé*- 
Kiotm slipeiideute flaJJ*AfOÌTÌvin Ooiiurali* ili Napoli jSf). 

Nò questi ii>Li wmw gli irchiri iv.d<38ia*^lì<'i più rinoniiiH, 



■l'I in ITI quasi tutto Ih 

taii7.aj Ma sorpas^aro !_ 

hliL'i n ili Stato; tro^ 

un sia pur brerp c.^*'"" 

hanno anneri dfì{K 

daliìKMili:' quellfj < 

hanno airhiTi itnp 

^a^iorii f tutte i«» * 

tuttora iiH'apIoratl, 

rìci ; i parroci, in It_ 

anteriori alla costìtuzioM^T utti l^.^ 

t4i;psti an^hivi sono dìrt^nuti proprifstA dolio Stato por le leggìi 

itulla 80p[irp3siono tMìt^ eorporazìoni nionasticho ; parte si 

irovaiia tuttora sotto la custodia ih^lle autorità w^InsiEtótiobe, 

ient'^iido f:>olo8aiiìeiik^ cliiusì i battenti, mentrt' taluni altri 

hanno enn niolta saggezsa aperta It? loro portf a|:li studiosi. 

Fornendo f^oai otlicno matoriale iier li* pnbblìeaxioid storicli*^ 

(niticlit' o dìploiDatiehft, 

Tu Roma i papi fìoatifcuiroiio ^lì archivi vatioaui-, wnft- 
st'iiili, nf?Ua loro on^ìnt}^ flotto il iiooie di arehiFi poidirti'i* 



V*' hi* ha dì UxU" iuipctr- 
quf^Ila d<»^di ajchivi pul> 
fsa ì^aré'blt*^ il Toh*rni^ far^* 
ite h' Badio p i Santu/iri 
rabìli (li dixHiuiendi, o s]^- 
ietti ni. 1 Vfì9*invi, tutti 
f.mì 1 rate mìté, li* i?o i vy rt*- 
'MùSì asti fììw i^OTi ali ' r va JHi , 
iìmìmì di dooiinjentì sto- 
ino ^\ì atti di stato ci vii** 
.^giiOr Una grati parte di 



n) Tallio i diplomi, di eui il più antico e dì natlelgiso, prin- 
cipe di lìcEieveolo. deU'QfiQci Biù, quanto fili alti notarili dal 
xMoitgen^abe d^d 7W1, iti poi, formano una preziosa collezione 
di fonnuCorì, oQdc npplicavasi la legge a Itille le condi^ìnriì 
delln viia piibblicft e privalat e nei sociali rapporti; co 
dire del pudre al fìglìo, del marllo alla consorte, dell' o 
al cuntt! ; tìtìlFuomo tìelln glebii ni valvassore, dcir adalii 
principe. — Morcaidì Michele, RElazione stil Manntiiaif^ 
nadiu, 1872. 

(2j Keale rescrlUo, 17 giugno 1820. 



Archivi ecclesiastici. 33 



A quosta sterminata collezione di docunienti, vera font<^ di 
scienza diplomatica e di diritto, il Papato deve gran parte 
della sua fortuna, poiché essendo stata fino ad oggi privi- 
legio dei pontefici, essi hanno potuto ricorrervi in qualunque 
contingenza, e le deduzioni ritratte^ dalla calma consulta- 
zione deir esperienza antica, lianno fornito loro quanto oc- 
correva per la scaltra trattazion(» iMìo questioni diploniati("he 
od ecclesiastiche. 

Si vuol(^ che Torighie di questi archivi rimonti a S. Pietro, 
ma questa non è che leggenda. Essi hanno fama di con- 
servare documenti che rimontano ai tempi del re Nuina e 
di possedere raccolte preziose^ di codici, di leggi, di (^van- 
geli, di processi, di rituali, ed una quantitA immensurabile 
di documenti diplomatici della più grande importanza. S<» 
la leggenda vuol fan^ onorc^ al principe (hìgli Apostoli, di- 
cliiarandolo il fondatore degli archivi vaticani, non si di- 
scosta molto dal vero, poiché, se esso materialmente non ha 
incominciata la grande raccolta che tutto il mondo ammira, 
i suoi successori vi posero immediatamente mano facendo 
scrivere i martirologi. Papa Antere noi 238 subì il martirio, 
perchè reo di ricercare con zelo e diligenza gli atti dei 
martiri, fedelmente raccolti dai notai, per riporli negli ar- 
chivi (1). 

La mania di arricchire qu(*sto grande deposito di carte 
fu tale che i papi mandarono emissari per ogni dove, allo 
scopo di raccogliere ed inviane a Roma quanti piii docu- 
menti potevano. Gli emissari pontillci fecero il loro dovere, 
e non si peritarono di manomettere collezioni importantis- 
sime dei più famosi archivi ecclesiastici. Abbiamo gi{\ veduto 
come una delle cause del decadimento dell' archivio della 
Badia di Montecassino sia stata, appunto, la sottrazione di 
cimeli e pergamene, che furono mandati ad arricchire la 
collezione vaticana. Ed i compensi dati ai ricercatori, in- 
cettatori e donatori di carte non dovevano essere inditffv 
renti, se gli stessi abati posposero airamoiv» per il proprio 



(1) Si ha memoria che ai suoi tempi (di S. Autero papa, 
greco, dal 237 al 238) nella basilica lateranense conservav&^v^v\ 
un archivio, che dicevasi promiscuamente Biiii.voTTajciK.-Ks\.c.ia\N\o. 
— Moroni. Dizionario di erudizione storico ecclesiastica. 

TxuDF.r. *^ 




M 



ritti rfnrium^ gli onori eho a laro (lot^muo flt^riTare ih 

nii ariihivi vaticani tengono ogf^ iniiooU*tìlabiÌJin?rit#^ ii 
inimalo riuali df*positÌ ùì emtJixionf* ^towa. Lti Ififnorii^iiuv 
i*amr abbiamo rf^lntOj ai forifoiid^^ otm b* ctnj*iju Jr-Jla. rWi* 
I4Ì01K' t'mtiaiia; ^, oomo rjuHlii ili Itnrna, nolln <^imb* ì^n- 
d^maiiinnU* si assitiono, a^aur^tinn n b*^i;<*tH[!i : keis^vith» niì- 
jj^Uniosaniont/' : fanior*? e la Twza ii svìbip[iiuro *' fauiui pr<Mj- 
iJer ìovo t[uella roTiBÌBlPnza clkr\ a «nmii^Uan/.a tlnlla gran***' 
patria, lì porta a lìomiiian* il or>m([o. 

Il loro sviluppo, |>L'noi(iro8ami'nit' inorato tla tutti noloixi 
iiìu* vi furono proposti, «*blji' propftr/Jotjì vt^rann^nti^ gignu- 
tnscbr f tali da rt^iuf^^n* npc<?mari uioltcpìu'i t:ai3ibìanmTilì 
<» niuitÌlto?ionì iii locali. Nel 3^51 papa Daniafw* fouiin una 
liasUica fiodìcata a S. Lon*nzo ((U^tta in PrawRiiio poi in Dti- 
tniLSO) V vi <*og!lruJ aerali to una t^asa per i^li aiTliivi, set'OMflri 
cIjo 9Ì ricava da una iS4.'rizionf^ ««x^pita Hulb racoiotadi ipirl 
kTnpio, tiovo è Qunstn vf+reo; 

AiEhibh fnieor imlm natta coiu[£re l^cla. 

P, qnf'Sla la piii antica tnoìmoMe vìu^ ai abbia fìi nnusp<]i* 
^i^]iroFiftaniPot/' liofili nata ali'arcbivio ponliflt'iih Di li Tar- 
«liivio ai traar<^ri i>oi in Lati*rano ; ma non fu iì solo *lepo- 
sito, vììf" ujia parte dei docii nienti bì deposita in una toi-re 
presso VArm di Tito» detta Turns Chartularift: ì^ tM Lit*er 
PontifiCfdis si ricava t^bo lo protnia.sJoni o patti dei ( 'aro- 
li hrì in favore (iella Santa Seilf.^ si fónsfrvarono ti* 'lisi Con- 
IVasiono di IS, Pit>tro in Vaticano (1). 

[j'adoli^cenza di questo colosso non fn iuiinniin da lortu- 
iioi^e vìt!eride: se non ebbe a subire perdite por i mei ti cani- 
bianieiiti avvenni! nei deponili nrbanì {2) e potè rasere tra- 
ì^Iiortata iTtcoIunie dal Latemno al Vatitiano, di lì a Castcd 
S. Angelo e viceversa, pel^xìr^en(io (Ifi un apparta mei ilo al- 



{ti Paoli Cesare. Programma scolastica di Paìeagrnfia latinu 
p iti Diplnniatica, 

{2} Gli scrini della Chiesa Romana e d(dla Sovranità Poti li ft- 
ciile. !^i conservavano in vari Juoghi lìi Roma presso i rispet- 
tivi tribuna IL e principali ufficiali della iiii*<leslmii — Mofoq^» 
fiitiiitturio ffi fnitìkioiie xiartrn n'cltsia.ttiiia, ,^fl 



Archivi ecclesiastici. 35 



Taltro quasi tutto il vasto locale del Palazzo Pontificio, per 
ridursi colà ove oggi si trova ; a perditi» non indifferenti do- 
vette sottostare pur esso, un pò" per necessità di vicenda' 
l>olitiche, ed un po' per la moda, dominatrice di ogni animo, 
(»d alla quale gli stessi papi non seppero sottrarsi. 

La comodità, non disgiunta forsf» dalla necessità di coii- 
aultazioni e documentazioni autentichi^ nelle questioni chr 
dovevano trattare, furono cause non ultime, nò soh», della 
decisione presa dai papi di farsi seguire da una parli» degli 
archivi durante i loro viaggi (1). 

Abbiamo veduto come ed in qual modo venne istituita la 
scrivia viatoria e di quali e quanti danni fosse cagione i»er 
gli archivi del tempo. T papi avrebbero dovuto trar partito 
da tale insegnamento per rendere vieppiù inamovilùli 1«» 
scritture che con tanto st^mto e dispendio andavano accu- 
mulando. 

L'utilità da essi ricavata per la possibile iii(listur))ata 
consultazione dei documenti, era incontcvstabilmcnt^' giove- 
vole, ed il danno derivato dall'uso di trasportare i docn- 
menti fu di gran lunga maggiore. Nò bastò quello sofferto 
nei viaggi temporanei, poichò le vicende politiche (» li» lotte 
religiose che travagliarono l'esistenza i\v\ papato, eblxu'o 
ripercussione diretta e non lieve sui preziosi documenti da 
esso posseduti e che per esso erano fortiv.za impenetrabile 
e fonte sicura di diritto, di esperienza e di supremazia. 
Nel 1305, quando fu eletto papa il franc(\«5e Biu'trand de 
Goth, creatura di Filippo il Bello, Clemente V, la sede pon- 
tificia fu trasferita ad Avignone, e gran parte dei docunuMiti 
posseduti ed archiviati nel deposito vaticano, furono traspor- 
tati in quella città, ove per la maggior parte rimasero (2). 



(1) Quando il pontefice Innocenzo IV (a. 1245) recossi al (Con- 
cilio generale tenutosi in Lione contro Federico li, volle seco 
i principali diplomi e privilegi imperiali, reali e dei prin- 
cipi benemeriti della sede apostolica, per provare le ragioni 
della Santa Sede contro l'imperatore: ebbe bensì la precau- 
zione di farne fare delle copie per depositarle nella Badia di 
Cluny, ma una gran parte di questi documenti ò, stata ugual- 
mente dispersa. 

(2) Si sa per certo che sotto li pontificalo A\ \3tVi«L\\Q N , v^«.- 
decessore immediato di Cilregorio XI, ue\ \^a\f\xxc\ i\\ N.n\^tvc\tv^ 



9A Oapiiùlo rj. 




Tulli fili sfofKÌ din p«tjtj*i1d uuctìéiliitisj da cUv^gorio XI 
(13T7) in ]}<ii, si rivolsero al riciiii'^m ed alia stintoiDa^ioup 
dt^i dociiiiKHili skn*u*i;uia il Itìlbi Mirto in Rmim df?^li ultini} 
ikn'TUiieiiti obbi* luo^^o wiltiirdo u*4 1815 fi). 

La flnniiuazioiN* rriLinM^M*» K^ht* frappe ri ulto prn^w* dì niirn 
I*^ Mcrìlkin* e i liKuiuinfnii *<(iu'ìci <N4 popoli assoiif^rllali, 
iph'llo i^hn non pt*li^va ?W|ioi1ari* <1ìhI i-ij8;*#*, ma fifmipnTPii'^ 
i tu poHs l'issarsi ili ( pian lo polo V;i i'òiM;^*rnerf' larilai' \ìi i^iioria 
r ì PI popol i * Quando a rri v<' i a « lo i n i ì i aro Io Sto lo Por j l i 1 1 tuo , al 
solri jtalto dotta ifomrdiata rrnisp^'iia dì conio nianOK^Titli 
dpirARdnno Valioano, (Torirliiac* ranuislizio. Pio Yl, pi'r 
pvìiai-f^ .iailiiro ata^i^iori, vi an^onsontK Mn allorquandi) Na* 
poloonp Bottaparlo, diTcmuto iinpomU^ro^ ìofìiwo rmoyaim^nh^ 
o t'Oli innoutraslato miwoKJto ì fiondili iM>ut(llri, U*x*o tianpru- 
taro a Parigi quanto ili più pn*3^ioso poti* trovaro io \ìì\\* 
t'aao o j^^i^iiatan irsute tulti^ rart-^liì?io ftt*i;rpto, da p<K.'o nr» 
rifCfhiio (ti rnaltt*i>tit?i dotsunionìi yho prirtia ai trovavano s> 
Caj^tol Sant'Au^f^lo (2), 

Orev(ì porrS fn la loro sosta nt^l palazzo ilo^U arobh'i ini- 
]>ofialì, poiohòj oadnto Napolooiìo e salito al trono doi vr- 
ÌAiif^ì XMII, noo fu dif Iti cito al papa il fami rmiiluh'o 
quanto otaylì stato apportato (3), 



SI custodì vniio le carte tle] l'archivio della Cliies^ Rcimama, t* tll 
que'^te molte furono rìcjiiametea Roma nel XV secolo da Eti- 
genio IV. — Mc»ronK Opera cilata. 

(i} Nel Iralloto tìJ PanLaltiel>Jeiìti, per le insistenze tlel Ponte- 
fice, tulle le potenze alleate, allo 5c!opo dJ Impedire che la sola 
Fratjcia si irovassti possedltrìce di documenti storici, sì accor- 
darono per ineludervi una clausola, mediatile la quale, tutto 
Il materiale starìco pcissedulo in ftirzn delle guerre di im- 
prema/.ìnt doveva essere restituito i\ coloro clie ne avevano 
diritto, 

(2j Napoleone I ebbe la singolare idea di concentrare a Pa- 
lici K'i arcliivl tlell' Europa Intiera, dal 18!0 al ÌSt4 i princi- 
pali deposlll del cimt iti ente furono presi in un Tascìo è da 
lolle le grandi cìUà deUlvuropa, lunghe file di carri eì dipar- 
tirò no per condurre a Parigi queste spoglie dei vinti, clic rl- 
reccro III biro slrada non appena concluso il Ira italo di Fon- 
ie nnlt>leiHt^ ' A. tUry. Lu Grandr. EncydopeiUe. 
^3) il cofistderevoU numero di rnscicoU asportati in Francia 
si rileva da un opuscolo deìr epoca intitolato ; Tableau $if«le-' 



Archivi ecclesiastici. 37 



Nò qufìstf^ sono lo solo o più daimoso vicondo dolio sto- 
rico colosso pontificio. Ancor prima dolla invasione fran- 
cese, subì diminuzioni notevoli por ingordigie^ pubblidu» e 
private. 

Molte scritture rimaste in Roma dopo che la Santa Sede 
era stata trasferita ad Avignone venneu'o insieme» al tesoro 
pontificio trasportat(^ ad Assisi allo scopo di salvarle^ da 
possibile distruzione. Ma neppnr là, si trovarono al sicuro : 
i cittadini di Assisi, conosciuta Timportanza de^l deposilo 
ch'era stato nascosto nella loro città, si sollevarono (1320) o. 
con pret<»sto di muoven* guerra ai ponte^flci per riavere la 
propria indipendenza, rubarono il tesoro e la roba defila 
S. Sede (1). 



matique des Archiues de l'Empire au 15 aoiìt 1811. Ne pulihli- 
chiamo il riassunto. 

Division italieiine à l'iiòtel Soubis. — Hésuiné des Archives de 
Rome. 

Volumi 
Categorìa o fascicoli 

A Cartes 800 

B Suppliques, Brefs, Biilles, ecc. . . . 20,5% 
C Possessions et Retentions de la cour 

de Rome 4,202 

D Nonclatures et I.egations 7,737 

E Secretairerie d'i'^tat 1,32!J 

F. G. H. Daterie, Chancellerie, et l^enilenceric 14,056 
/ Congrégation du Concile de Trente 3,658 
K Congrégation de la Propagande . . . 3,963 
L Congrégation de Saint-Office , - de 

Index 6,696 

Af Congrégation des Eveques et des He- 

guliers, et des Immunites .... 18,972 
N Congrégation des Rites-Cérémonies . 5,086 

O Archives adniinistralives 7,301 

P Archives Judiciaires 5,892 

Q Inventaires et Repertoires 2,153 

102,435 



Nel suddetto opuscolo, oltre agli archivi di Roma, si fa pa- 
rola anche del materiale tolto agli a»-chivl del Piemonte, di 
Spagua e di Alemagna. 

(1) Moroni. Opera citata. — Questa versVoue à«^ ^ar^ivA wJ\^ 



% 



3K Capitolo rr. *'! 

I nclaini. lo sconiuiùohe e le minaooe del Papa don in- 
tiiiiorirono ì detentori. Benedetto XII poftè xioapenre flolap 
iiKMitf' una parte dei registri, ma Taltoft purte^ oonpranosi 
ot-ì^iiialì, rimase in Assisi. L^avidità e Tunlniione dei pri- 
vati, riii<>ordigia dei nipoti^ e la fedeltà veiude dei flerfì, 
furono cause non traocurabili di dìspeniom danimae (1). A 
(utt(> quoste forze, interessatamente oontrarìe, i pi^ opp»- 
s(u-o la più fiera ed oculata resistenza. B pivrveìdimeiili 
sag<;i, ricorclie appassionate ed intelligenti e regesti minu- 
ziosi l'urono ordinati allo scopo di poter riouperue pMribili 
.sottrazioni o di poter rìntracdare, in ogni oooanone, i dooa- 
nionti (losìdorati e necessari a consultarsi. 

Per (pianto bene affidati e gelosamente guardati, i doou- 
menti degli archivi vaticani si trovavano oollooati prenb i 
molti e svariati uffizi ecclesiastici e civili della oittà : presso 
dignitari e privati, nonché sparpagliati un pò* per tatto lo 
Stato Pontifìcio. Ogni residenza papale avéra ii suo pióoolo 
deposito : Anagni, Bologna, Ravenna, Rimini, Viterbo, tatto 
consoivavano documenti originali importantissimi, n nooo* 
giierli, Tordinarli per modo da renderli di focile oonsulfta" 
zioiK', (H-a opera veemente grandiosa e tale da immortalare 
(•.hiun(|uo vi si fosse dedicato. Pio IV (a. 1565) k) OODH. 
prese, ed ide^) un vasto programma di accentrameàto e éi 
riordinamento. 

La questione d(d locali, per si gran mole di scrittora^cj 
..V^?^ 

cause della sommossa politica del popolo di Assisi, non é tfK^ì^ 
valorata da storici meno partigiani; essi ne ascrivono il lai^*'' ' 
vente uUa perdita di ogni libertà per la dominazione papaia. '■ j} 
(1) I parenti dei pontefici ritenevano come loro proprletìH, ^ 
dicendole parte dell'asse ereditario, le carte della nunziatura, 
e perciò le trasportavano nelle loro case. Buona quantità di • 
trattati, bolle, brevi e scritture camerali, poterono essere ricu- 
perati, acquistandoli, da varie famiglie pontificie. Le ricerche 
dei documenti spellanti a'ia S. Sede, furono talmente coscien- 
ziose ed estese clie giunsero a rintracciarne alcuni, dì grande 
entità, perfino in Liegi. Adriano VI aveva a segretario un tale 
Teodorico Ezio, liegese, il quale dopo la morte del pontefice 
se ne tornò al paese natio, portando con sé tutte le carte e do- 
cumenti del pontificato. 

II ricupero fu operato per ordine di Gregorio XIII (a. 1575). 
- Moroni. Opera citata. 



Archivi ecclesictstici. 39 



presentò come una dello più diflfìcili a risolvere. Già troppe 
volte erano state cambiate di posto in un medesimo palazzo 
avevano fatto passaggio da uno ad altro luogo senza mai 
trovare lo spazio sufficiente perdio un simile provvedimento 
fosse preso senza la dovuta ponderazione. Una s(^lezion(» 
logica della specie dei documenti <H'a stata già, l'atta ; riu- 
nirli mischiarli non conveniva : Pio IV perciò diede ordino 
che si costruisse un vasto ediflzio ne^irinterno d<'l Vaticano, 
ed incaricò il Cardinale Marc' Antonio Amulio di ricercare 
e raccogliere, in originale od in copia, quanti piii docu- 
menti era possibile (1). Ma oltre che dalle raccolte ordinate 
dai papi, gli archivi vaticani sono stati arricchiti da acquisti 
e doni di collezioni di diplomatica (» di archivi completi ap- 
partenenti a famiglie principesche. 

Pio V Umit^) il piano ideato dal suo prediicessonì e lo 
restrinse alla compilazione di semplici inventari, non vo- 
lendo impoverire i depositi, ormai formatisi, nelle città, mn 
vescovadi ed altrove. Ma il progetto del dotto papa mediceo 
(Pio IV) fu ripristinato e, nel modificarlo, ampliato. Papi 
cardinali e prelati vi contribuirono, quelli per Pautorità, 
questi per consigli e con l'opera. Paolo V (Borghese) riadattò 
ed ingrandi i locali per modo che potessero ricevere e con- 
servare degnamente quel tesoro di scienza ; ed ivi esso t ro- 
vasi tutt'oggi raccolto in più di quaranta stanze, alcune 
delle q^ali ammirevoli per ampiezza, per pitture e per (h*- 
corazioni. 

Nel XVII secolo, quando gli archivi cominciarono ad es- 
sere studiati e fu dato agli eruditi di penetrarvi, quelli e(v 
clesiastici rimasero ermeticamente chiusi e per lungo tempo 
ancora non fu consentito ad alcuno di consultare quei ge- 
losi documenti. Coloro che per le loro attribuzioni avevano 
libero accesso in questi mist<TÌosi depositi, poterono usu- 
fruirne pei loro studi; ed il pubblico ne giudicò l'importanza 
dalle opere pubblicate. 

Allorquando la rivoluzione franci.^sc^, in sul finire del s<»- 
colo XVIII, rinnovellò uomini e cose, gli slati politici si 
trasformarono e le modilìcazioni amministrativ(» furono tali 
che cambiarono completamente l'aspetto delle cose. Gli ec- 



(1) Amadei. Cronalassi degli arcivescovi di Haueuua. 



40 ^^^^ rapiioìo 17. 



disiasi i^'i, ooslrr^tti a arguì rf« la tir»j*rpiiti^ fli-i t+'iupi, lnl8t*ro 
la siYHiuiiiìiia ìli i"f»reaton iJi-^Iia viTÌrà ndìtx st<\m, i docu» 
nif riti chr fliio Mlnra rfaiio stali l'oiisi (Idrati i-oait' titoli utili 
alJa l'oiJsiTraxiiìnft a alla coiniuiaia dì prmìp^i i'he in Wferft\ 
Végfdifé I* Ja frfrie^*mti^ avcvarjfì fihhtkttiiti, itfirain'f» il loro 
valore Tt.Mialc ìhì a*-q(iist^irouo fingilo skmt'o. 

Gli anliivi p€t'l<'siaiSti<-i, tino adìm-sL xmUiii «lai soli ttilf^j^fi 
alla eortf* pojitiflda f^ dni supiiniti Mh- Abljtór, i'imjnfi 
rciJiipiilRati, prima dai iKwhi dn* putiu'njm ottt'tiiTi' il fiotrutm 
otioff* per rnf?KZO ili ad'^nni^cr [m* risoti ali, poi riii ipmiiti, por 
bi*amosia di vmlA, r*mriu i^uìdati a ijiiHta UmU' di lurr* Mo- 
neti rìì critica. La cittadi^la vaticana ^vt^Yn capitolato, Tin- 
tìu<*iiza dei tempi iisi?iva vittorio^ia arici>rÉi uiva volta i^nU 
l'inirivoljiiità claasioa dei socci'?^sori di Piero, i* le portp dei 
misteriosii areliivi vatieaiii furono apei*t<^, sei ibene coti i|iial- 
che limitazione. Lrooe XHl eotnpì Topera iUA ppeileiie^sori 
e, fin dai piimi tempi del suo pootitìcato (l8vSl}, marufesttS 
Il desiderio di facititai*e le ricereJie, lasciamìo a ehiuiique 
ili poter liberam^^iito i'onsiiltare doeuoieiiti, netrintfTesse 
■lolla voriià, lo questi ultion aaid i dotti di tutte le nazio- 
nali ti ^ià ne ea trassero doi)u mentì irò porta ntissi mi per la 
storia- 

La pt'evi<ìenxa dei papi elio ck Sisto IV (a. Hlljad Alejs- 
j^ndro VII (a. ltì&5) aveva fatto riordinare quf'il*io]rn<*nsf} 
aoial*^aiim di matertalo storico per modo da renrjerjn* poa- 
cibile la «'onsultazioiie, giovr't agli stutlioai, i quali poiorooo 
adoperare proileu ani ente quel sacro deiK>sitodi nieintHie. I£ 
che esso sia vemmente una fonte inesauribile ili enidiìtione, 
(*i* lo provano ì eriti(:i di oggi giorno, elie vi hanno trovato 
le ii[ov*' d Importali ti sàimi tfatti storici ohe erano stati ira- 
vi.^ti . 




CAIMTOJ.O VII. 
Oli archivi delle Opere Pie. 



Le ineguaglianze sociali e lo grandi iiiis(n-i(» elio alHijiiioiio 
la maggior parte degli uomini, trovano un solli(^vo o un aiuto 
nelle provvide istituzioni di bcMu^lioicMiza. Fondatf» dalla ca- 
rità dei privati, approvato od assistito dai governi, (»ss(^ i)rov- 
vedono ad una nec<»ssiUl sociale col diniinuin» e ronderò 
meno sensibile Tineguaglianza croata, dalla divorsitA di atti- 
tudini, di sviluppo intollottuato e morale, di abitudini o di 
uffici. 

A questi scopi di benessoro sociale, i quali rispondono an- 
che a fini essenzialmente politici, provvedono gli Ospe- 
dali, i RUM, ed i Ricoveri por i vecchi e gli inabili a 
guadagnarsi da vivere: i Dormitori pubblici o S(Mnipub- 
blici; gli Ospizi por i trovatelli; gli Asili d'infaììzia; gli 
Orfanotrofi, ecc., ecc. ; nonché molto o. svariatissime Con- 
gregazioni e Confraternite destinate a vari e molteplici 
scopi caritatevoli, fra i quali m(H-ita di ess(n-o menzionato 
quello di portare soccorso agli indig(Miti vergognosi e alh» 
nobili famiglie cadute in miseria. 

Le istituzioni di beneflcienza sono antichissime o, porc'hò 
tali, molte di osse non rispondono più agli scopi poi quali 
furono istituite, essendo cambiate lo condizioni sociali o le 
abitudini dei popoli. P(U" non rendere infruttuoso il patri- 
monio destinato a benefìzio dcù pov(»ri, fu sentito il bisogno 
di riformarlo, e taluuf^ di osse, hanno perciò subito d(»lle 
trasformazioni che h^ nmdono maggiormente beneficile pur 
tenendosi il più possibile vicino alla volontà manifestata. visv\ 
fondatori e da coloro che con lascili s\>ec\aVv xoWv'to \\vìa> 



42 *•, V rapitùlo VIL 



<;iMii)pampnUì p. del rinnlitianicnito tidl<^ Opt»rr^ F*io, com*- 
(liK'Stiojie ehe attualnwHit^* [Jiv^cotipa vùlom i^W hanno ri- 
volto la loro iilleri/iniip t* i^nHcati i loro tìtiuli ttlU trasfor- 
ina/jrìnfì tìi questi is^tHutJ uiTmuitarì iilk» snopo di remtf^rf^ 
più protìoiMJ Ci mono umiliante* l'i ripiego dt^Ih* ?Ì8toei*' reti* 
(lite destinate ai bisni^iiosL Mii »i iindi'obb"* tmppo lonlutio 
dallo aecipo proflsanri, il (lutd'' y, wì |)u'idiro, ristretto ttlFor- 
dinamfwio de^li imporla ni ìi^Inìi andiivi posstnluii ila qtioslt^ 
istituzioni. DeirìriìtK>i1afiza di qtìrAU m'i-hÌFÌ fa ffdr la loro 
stossa antichità. 

La fratellanza *' I Aiyh* praticata ila Cristo 

e persegoita da ip r*oii <MiLu3Ìasino 1^ sue 

dottrine, fece nase i una santa ^aitir quella 

di aiutare con pari ^>?ori, i fan duUi, le ve- 

dove t^li infermi^ per qualsia^^i causa, rno 

stravansi i^ofterenti. ì éì faceva per inii!a.ri> il 

Divino Maestro, c^ra. dmile e sertza ilidilnziono 

di religione e di pj Èì>t*rat{jre Giuliano ornò 

ricci lOBCf Te ohe i cri* i^ i propri, tua ancln? i 

poveri dei i>agani ^twi^mr^ranu, . i diseìdi delle sett^, h' 
gelosìa» iloi poteri, le feroci past . n'insiiiìrarono e l'antioa 
IVatellanza, non solo si atfìf*voli i a si corruppe. Le Cro- 
ciate furono occasioni* Ijuoiia |>et" ^ojiperiijere le gare intrv 
stine e rafforzare ì vineoli eoitnuii, e le opere di mìserieor- 
dia l'Onsij^liate dal Vaii^tilo furono ripres^e eon amore. In 
Terra Santa si istituirono ^li ordini cavallereschi ìi per colori» 
elle aiutavano i pelLcgrirù; in Europa .sì fondarono a mi' 
lievo della plebe, le Opere Fil^ Quando ^li Sta<i iui^onnn- 
ciaiono a detorminare ì lìmiti di propria nazionahlà, le tre 
forze, re^ia, feudale* c^d ecclesiasliea cbe m Rontraatavano ÌL 
l)riiua(n, tnit*^ appogj;iate al cooiune principio del crif^liau^ 
nesiu]ii, i;a raggiarono in generosità nd BO("<!orai ai lìiso^^nosi, 
111 tul modo all'ombra delle eattedrali o dei chiostri, a fianco 
delle re^sL*ir e del cartelli signorili, son^eri) Ospedali, Ritio- 
veli. Ospizi ed altre Opere Pie. La potenza regia, come 
(niella ihe meglio d'of^ui ìilira appaj^aya i desideri del tu 
polo di allora, trionff'j sulle alln* ed i principi doveronc 
su m ersi la cura di favorire, aumentare e dirigere, 
(•onda (lei bisoj^iii, le oliere di beneficenza. NelFeser 
questo lliantropico ufficio si trovarono, naturale e 



€Hi archivi delle opere pie. {'^ 



salo alleato, il olerò che seppe avvalersi dì ossi ytov ai) bat- 
tere più ffunlmente il feudalismo che tiMiacetnenle lottava 
opponendo fiera e terribiif» rosisttMiza. 

La corruzione che s'impadronì delli^ (-orti, iinp(Mlì o [Wo 
trascurare lo svolgimento doll<5 Open» Pi«», od i roj^nanti, cbo 
pur dovevano al popolo il tmno sul iiiialo si orano rallbrzati. 
trascurarono di vegliare al buon impiop;o dol suo iiatriniouio: 
il clero non appena potè part<'oipar(^ al [»otor(^ noirìì aulici 
consessi, volle riposarsi dalle lotto sostenuto o trascurò di 
praticare quelle opero di caritA, cristiana che per dov<'r<' o 
missione avrebbero dovuto essere la sua ^uida oostanto. La 
trascoràtezza delle classi dirigenti, ^^enerò il disordine ; ai 
lamenti ed agli inascoltati ricorsi dep;li inien^ssati. tennero 
dietro le violenze; i principi teinettin-o; i sonnaccliiosi <lo- 
poflitari del Vangelo si destarono o. dov(^ non j^iunse la ca- 
rità dei privati, dovettero arrivare i governi. 

Queste, in succinto, le vicende delle Op(n*e Pie che si tro- 
vano svolte e documentate nej^li arcliivi da esse custoditi e 
ohe possono fornire ampio materiale alla storia i>olitica e 
80(nale dalla passat-a civiltà. 

Ogni città italiana conta molte di quest(^ l)en<»fìche istitu- 
zioni; lunga e diffidi cosa sanìbbf» passarle, ancrhe somma- 
riamente in rivista, sia per rindoh^ loro varia come i biso- 
gni dei molteplici agglomeramenti di popolazione e lo stato 
d'animo degl'infiniti benefattori che intendevano r(?(limere 
Tanìma loro dai gi'andi peccati, facendo generose» «'largizioni 
alle chiese, agli istituti di beneficenza esistenti <? fondan- 
done dei nuovi. 

Roma si può dire abbia tenuto il i)rimalo, poicliò al prin- 
cipio del secolo scorso, avuto riguardo alla sua poi)olazione, 
disponeva, per oparo di beneflc(Miza, di una rendita supe- 
riore a quella di cui poteva disporre Parigi. 

Fra le antiche istituzioni cIk^ lianno conseiTato caratten' 
e tradizioni attraverso i rivolgimenti politici degli ultimi 
tempi, dando anche un contingente non indifferente alla 
rivoluzione ed aH'evoluzione sociah?, meritano di essere mf»n- 
zionati l'Ospizio di S. Michele e l'Orlanot rollo di S. Maria 
in Aqoiro. 

L'Ospizio di S. Micliele incominciò a costituirsi in sulla 
fine dà secolo XVll e no fu fondatore monsignor (^.arlo 
Tommaso Odescalchi, il quale incomiuciò a r^A:A^^v>vvì \\v 



44 ^ ^f fapUoìù 

ak-uuf^ sale ilei i*pfugìo di SanU Galla, fauoliilli abliaiuloimti» 
c\\p vi aiiilarmio a dormir** m^v^cnlali con ì jioveri di ìuUm 
If» i'ik v\\f^ ivi ai aoeoglifìrann (1). 

liirnpaj^fSiaki <^] aiutato dai ponk'iìfi e dalia uaiHlii privjtl.:i, 
ili \mwì^. polli iiij^ranilirai r*d at^cnglì^^r^? faninuUi r« vei-chi 
d'ambo i sessi istituendo seunl*^ o laboratoii. 

Nel ni5 era già riunita nriraifiìal^^ mia sede, opera d*4- 
rarehit^illo Footarm, ùmt* Imniirt fìointo Io sue aeonU* rli 
art^, alouoe delle quali sì aeipiìmarono f o eri tata fama, i Miro n 
quella degli arazzi a Ugura, istiluila da nienif^atr* XI i' 
chcogfTi gta p<T rìtor*'"'*" -^ «"""^ '*'*tÌco aploodoro rlopo avero 
attraversata unVpoi^ ukK ìli questo Ospis^io vi 

si Irovauo riunite in iiisiemf* tutti* l** arti hviy 

(» tutti i inestìori* — ^ 

I/ArcliÌYÌo non di spi^dal^. Il moderno 

(dal 1870 ad oggi .irliiv^i ha la sua rubrim 

generale per affari u Trovabile ogni ci ti tt uè o 

sei aTini; la matri mti ed altre nibritibelle 

ausiliarie : il protot engono re^strate lo oarif* 

in arrivo ed in pariun/ia, * da^li altri più eotnuni, 

per lioo essere a caribo e acttnt^, di modo elio la corrisjKaj- 
denza viene nuinei*alia d\w volte, quando arriva e quando 
parte. Agli inconvonionti c'iie derivano da quesito sistema di 
protocollo, si cor^a dì rimediaiT «oi riebiamì, rioe Regiumdo 
in apposita finca il numero della lettera alla qiialr ai ri- 
spotJfie, ma it aiàt-ema non è certamente perfetto pf^n^bè aou 
ot!Ve il Miodo di controllare se lo rìSi>osk? hanno avuto luogo 
oppur no. L^arehivio storico vien eonser?ato in ntia sala a 
partii <* custodito entro bellissimi armadi, lavoro degli alunni, 
inanteiiendogli il primitivo ordinamento. 

Più antica^ im^no grandiosa, ma non ct*rtaniente, meno 
b<Mielìca istituzione è FOrfai io t ratio di S. Maria in Aquiro. 
Un atunno (2) di questo istituto ne riassume la storia ìu 
tal modo : 

tì 11 [in tuo a prender cura dei pov<?ri orfanelli ohe ra^i* 



(t) Zanazzo Ferdinando. Proposte di raggruppamento e 
nameiito di due primarie istituzioni pubbliche di beneflcen 
Roma. 

(2) Zanazzo Ferdinando. Opera citata. 



Gli archivi (felle o fiere pie. ÌT^ 



mio in Rraii iiumei'o in inoz/o all<> rovine <l(>ll:i cittA. dopo 
che questa era stata mossa a sacco Hai Uorbonc. lu il Car- 
dinale Giovanni DoimMiico De Cii])is. il <|ii.'ile col coiu'orso 
(li altri curiali, ne radunò alcuni in una casa )in>sso il cos) 
(letto tempio (li Vesta, sulla [liazza di S. Maria in (\»sni(MJiii. 

In bn»ve tenii)0 si accroijix» il numero dei rii'ov«'rati, al 
punto (li doverli (wUcK-are in cas<? reli«:;iose o presso fann^^lie 
dabbene. Paolo III (X)n motu proprio del -1 (ehhraio ir)|n 
approvò e confermò la esistente contrai ern il a sol lo la invo- 
(»udone di S. Maria della Visitazione de};li Orfani, Il -osan- 
done le rettole e conC/<MliMido alla nascente istituzione il lai)- 
brìoato ^ appartenuto alla S(M>ietA dei sacerdoti seeolari. 
(*on i proventi, i)rivil«'j;i, es<Mizioni e «;razie dalla ine<lesiiiia 
{^Uti. Con la Holla Alfitwfn Jnritur Prorìili-nlìir del <; 
febbraio 1541 tali con(*(>ssioni furono con ma^i^iore solennità 
confermate e la confi-aternita s'ebb<' nuovi privile^d. 

In quello st<»S8o anno il fabbricato Tu a<laltato al nuovo 
uso e ricevette gli orfani maschi, e n<'iranno suceessivo, l'- 
orfane; tutti furono alUdati alle relij^iose <1<'1 terzo ordine 
di Sani* Agostino. In se{2:uito, per raiinientato nunn»ro dell*' 
orfane, quest<> furono fatte passare al monastero dei s. s. 
Quattro Coronati. 

Pio IV con Holla d<'l 15<)2 concesse alla pia opera delle 
orfanelle, d(4la quale da cardinale era stato [)roteitore, i|uel 
fabbricato e la custodia del tempio annesso, in allora re- 
staurato dal (cardinale (ìian<lom«'nico Moroni. 

Il Cardinale Antonio Maria Salviati dal canto suo, rifet'e 
la (»hi(>sa di S. Maria in A(piiro, e, adereide air<MlilU'io dov(^ 
erano ri(V)v<'rati rH orfani, <lalla i»arte rivolta verso Monte 
Citorio, innalzò un nuovo braccio, istiiuendovi un coUej^io, 
che dal fondatore ai chiamò Snlrifiii. (» che doveva ricove- 
rare quegli orfani i quali, piuttosto che alle arti, avevano 
buona inclinazione allo studio delle lettere. Dispose i)erlaiUo. 
clie essi dairOrfanot rollo passassero al «•olle'iio, a condizione 
elio avessero 12 anni <li etA e avessero <;ià trascorsi :\ o 1 
anni in quel pio luoj^o. Dispose inoltre che le (lu<» istitu- 
zioni fossero sottf) il «jjoverno (l(»lla confraternita di S. Maria 
della Visitazione, ma che tuttavia le rispettive annninistra- 
zioni rinian(»ssero separate, ainnchè o»2:ni istituzioìie si man- 
tenesse nella sua condizione, o non avveniss" die confon- 
dendosi, runa viziasse l'altra. 




m 



Leone Xll con un Brcivn sijpprtigae tu (sorafMigtiia df»Ha 
Vìsitaizionf', ì^fTldaiul^ riatituto ai frati FViinaschi elio m* 
t^^rtjinrrano tuttora la iVm^mnn*. 

Le ani iiiimat l'adoni Mìo iJiie Qti&o iìì S. Maria, tu Aquìro 
1^ KÌóì SS, Quattro, con R* D^^erKoSl tlictnubre 187!^ furomi 
affultìto ad una sola CoinmisBÌoiip composta «lai prrrsidmjtf", 
(li nomina profoitizia, e iìì (|nattro «lepntìiti, rli nouiirm rnu- 
nidpaln. Lf^ arti, che part^ df^gli rn'fani colti vaviinn, furono 
ila molto tempo aljbamJonate *. 

L'arrlii™ dì qn est' Ospizio, import-ani issi mo per i douii- 
niiMìli stonici chf^ niwtfHira>É^ à ^^^'llot^-ato m st^affiili-, H^nm 
altMiiì riparo, i> Uì >lla Si^i(rntfìria. 

In 1ÌÌ23 torai : ? in i?arta]>t>Pora win ti- 

ranti ili pelle, soni niti fra loro, ^11 atti ati- 

ticlii rimasti iu sili maaiì, porcili tJairepcn-ji 

iìfììs. sua isti1ìU2Ìor> , le involuzioni o l'Oòi-fMi- 

tramenti avvenuti per parte dei papi n tìA 

dominatori stranie tf e tali, che hanno spai^ 

pagliaki «li atti di 4 il in tiiii e diversi lucrili, 

a sei'onda del vento nfatti FOspido degli Ole- 

rai n deve tuti'oggi nwpTin. «*. ^ edale della Consolazione, 
per rintrEìceiare pi-ecedenti dì altl.x colà eusloditi, da quando 
per dieposìzioue superiore quell'Ospedale fu fatto ffnUi*^> di 
molt^^plìei istituzioni c^ritàtevolL E rome per atti propri deve 
ricorrere ad arehìvi estranei, eosl studiosi c*d ammìrdsti-a- 
kìoiiì^ fleno obbligati a ricorrere ad esso i>er eons ni I-are do- 
eumi^nti da lui cTiatoditi, ma che non sono pMrtineniì alla 
sna ani mi mai ragione. Questi docn menti si trovano li, ^eni^ 
ralhnnite, grazie ad animiniatratori che raoi:«vaiio part*> di 
altrf^ congregazioni od avev.'ino altri uffici, e che trovarono 
eoiuedo. opportuno od utile, il depositare q negli uicart^ 
rnenti in mi an^hivio non sfispfHto e nel qnale, senza averne 
rafia, stavano nascAosti, K esosi ehe rOspÌKÌo degli Orfard 
poKHjede doi."umenti storid del processo di Galileo Galilei * 
nize fomplete di assoldannìntì di truppe pontificie; lettere 
Tauiiuliari il«4 nièilieo di l'aolo IlL corrispondenze eonìng;ali 
ili r:nMÌ;;lie rli'I 1500; atti uotarili Oiiginali, ed altro, che ofiu^ 
fiin liivìo ani minisi rati ve dell'Opera ÌPìa, avrebbero p€ 
nulla a che fare. 

I/oi'diiianieiito delle ve(5chie carte è semplice ed aip 
'•i<'('ira e la coiisultazioiie dei documenti, un cosid( 



Oli archivi aelle opere pie. 47 



bricellone (1) specie di regesto, ovo sono (Irscritli in online 
cronologico tutti gli atti divi.si pm- rarnÌKli<', iiltari <> in.'\l<M-i('. 
Ad ogni atto ivi registrato, ò. sojjjnaU) a Mant'o il numero 
d«»l Tomo nel quale ò custodito od il nunion» dolio pn«;iiio, 
o del fascicolo. Ma si(KX)in(* il oonsultaro qu(»slo ro«»osto sa- 
rebbe stata cosa diffioilo por la pronta rioorca di «m doon- 
raento qualsiasi, così vi è staio aj^giiinto un in<lii'«' ««onorale 
alfabetico di tutti i nomi, colanomi o mat<TÌo ooidtMiute noi 
Rubricellone con corrispondenza alla i)aM;ina nolla qualo si 
trovano rammentati. 

Questo Tarcliivio antior): quello modcn-no vorrol)J)o ossor<' 
suddiviso per titoli, ma non lo ò: i numori ai)posli ad una 
rubrichetta di fianco ai nomi o all'ari rot;istrali cori-ispon- 
dono al numero del fascicolo olio fa parlo <li una serio non 
omogenea che, col temi)0, vorrà rih^j^ala e prenderà un nu- 
mero ordinale S(»gnitando così, in corto «piai modo, il v<m'cIiìo 
sistema, non riveduto o corrotto. Ila l)ensi un protocollo 
sul quale vengono annotat*» lo cario, non tutte, ma <(uel 
protocollo ha il difetto di non ossorr» a carico e scarico «• 
per conseguenza non fornisco il ukuIo di ('onoscon' so ad 
una carta arrivata, ò stain data «loverosa risposta. In testa 
al protO(*ollo è stata formata una i)iccola rul)rica jx'r pf»tei- 
rintracciare i numeri ai quali sono stato rej»isiiate le carte 
in arrivo. 

Sono amministrati dalla me(l<»sima ('onnnissiono dell'O- 
spizio degli Orfani altri tro pii istituti, tutti con llrn» etlu- 
(?ativo, cioè quello della Divina Provvidenza, per fanciullo 
j)Overe di civil condizione; quello «Iella Sp<'ranza, <^ quello 
Pio al Gianicolo, andjoduo per fanciullo povero del pojjolo : 
con obbligo però di cons(»rvar<» distinti lo scopo (» la special*' 



(1) Sul frontespizio di qiieslo regesto, diviso in 3 grossi vo- 
lumi sta la seguente iscrizione: 

Rubricellone — delle materie — contenute nell'archivio - 
(Iella Ven. Arcicon fraternità — dej;li Orfani, di Homa — com- 
posto sotto gli auspici — delI'Eminentiss. e Revcrcndiss. Prin- 
cipe — Cardia. Francesco Borghesi — Protettore — e dell' II- 
histriss. e Reverendiss. Signore — Mons. Giuseppe Maria Cla- 
stelli — Primicerio — di detta Arciconfraternita - da France- 
sco Maria Magni — Archivista dell' inclito Popolo Romano — 
ranno - MDCCLVII. 



48 Capitùlù VII. 




fiatiira e tenwt* snparatfì In atttTÌtà e passività tk-l rispetliro 
pai ri n ionio. 

Orfanotrofi e* eoll^gi raaatjhili o feraiDifiili ^ono i^parsi in 
tutta Italia, fiH grandi o ue-ì pic^'oli centri t operr* pif" dì 
caraltiM'c f4em<wniero re ìiù sono in ^tslu oopia., ma in mi* 
mi*ro forse nmgf^ìorc sono qtjfUo cÌìp prò? vedono jiil' Mm- 
?,ioin^ od t^iirf'ducEtxiorio del popolo f* d^*^li orfani, imbonii rj- 
iìando daf^di asili infaiuili f* fìneTuIo allr* università, travcu"- 
tìaiido tutti i ^radi di coltura letteraria, artistica e profoe- 
flionale. Ma allo Op^Tf* Pit? pt^r Tt^ilno^zianf^ e rislrnzknMv» 
va a^dnnta un'altra serio di istitufJora al massiiiìo »*nido 
umanitario, o dirette a If-uirr i dolori tisici e a mifrliorai-i* 
le c^ondizioTii igieniche e sanitat4e dei poveri : TogUo etir** le 
Istituzioni Ospitaliere. Antiche pnr esse, alitnentate di con- 
ti sui o dai lasciti dei bone fai t-orì che di ed oro il iiome ad in- 
tere eoraio o provvidem al uìanteniraonto di letti; aiutate 
dai goForni e ilalh* Autorità cittadine; confortate daU*opi- 
nioue pubbLioa, chf^ lia sempre iin^Dra^^ato lo sviluppo ed 
il migMorameiitc» di questi Luoi^hi di dolore ; oggi ne esi- 
stono ovunque, e non vi ha Coinnne che non possegga il 
proprio Oispedale. Nei grandi L^^mtri le amniimatrazioni Óspi- 
falìero, sono atate [;eneralmeiUi^ riunite fy:>ito unica «lire- 
zione, ed hanno percin riunita, nei loro archivi, la storia 
di nuilte opere benefiche compiute a lavoro dei HolTereutii 
Come esempio (li ordinarnento di ar^diivio ospitaliere, mi 
piace citare quello deirOspedale Maggiore fìi Milano, ctm 
per quantità e varietà di dcìcumenti ò fra i pili irò poi-tanti, 
e come raggnippauieido di pie istituzioni e ì^vii i maggiori, 
poiclm è un ag^egato di niolti (!) distinti arcluvi, corri- 



ci Gii archivi dcIl'Osp^Jalo Maggiore e delle diverse Qmse 
Pie :ìnoesstì conservarlo scrupolosamente rfìnlirinmenlo datò 
Inro dal l'ardii vista Snc. Carlo Jlorbonc, Qnalchc niodiOcazioQtf 
uv^ettnc 1 uvette iiellp tjpcrc Pie n^gregalc; ni i^imuìe OspeEJnle, 
perchè talune ees^^irono di avi^iT vini, nu'altrjt fu sta trenta ed 
erctla in amniioislraxmne Eiutonoma, dellti nuove se ne vi^n- 
nern i*renndo. Cessarono di nvere vi in le due Cause Pie dei 
Pazzi e (ìegli Esposti (Senavra e S. CnlerlnA alla Hneln). ì cui 
pnirJiHOid ftirono s^membrati fra le diverse provint'it? che com- 
punevano Paullco ducuto dì Milnno- si L'onservano Intfora dtd- 
i'Ospeitale Maggiore ì due archìvi, ì quali iialumtmente non 




Gli archivi delle ojtcre 2*ic, 49 



spondenti a ciascuna delle Opere Pie ani(lat<' alla cura della 
Direzione degli Istituti Ospitalieri di qywìlti viiU\. 

Il sistema di ordinamento pres<Miteni(Mit(» in vigore, ò il 
medesimo che nel 1792 fu introdotlo dal Sac. Carlo Horbone. 
Precedentemente non vi era un vero e proprio archivio, ma 
un semplice sistema di registrazione <Iegli atti in ordino 
cronologico e senza nessuna classifieazione di eoUocaniento 
o raggruppamento per fascicoli (I(»jj:1ì affari o materie trat- 
tate. Il Borbone, chiamato dalla fiducia <legli Amministra- 
tori a riordinare l'archivio (l(4rOspe(lale Maggions procivlcttc 
con criteri più modc^rni e basali su sistemi clic Milano ora- 
mai conosceva od aveva imparato ad appnv.zare per i molti 
riordinamenti ai quali avea dovuto dedicarsi con cura, se 
non voleva disperso o distrutto il suo patrimonio storico. K<l 
il criterio di classificare le carU» raggrnpi)andole p<'r ma- 
teria, genere e specie, fu cosi b(Mi(» applicato agli OsjxMlali 
Milanesi, che non si è mai sentito il bisogno di (jambiare. 
L'Archivista Canetta in una sua r<'lazlon<» suH'Arcliivio del- 
rOspedale Maggiore di Milano, i)nbblicata a cura della So- 
cietà Storica Lombarda, in altro colpitolo citala, così descriv<' 
il sistema di registrazioni in uso in quel pregevob^ archivio. 

€ Le classificazioni che vennero originariamente adottale 
hanno un riscontro nelle registrazioni tli un mastro di con- 
tabilità, e il riscontro è tanto (»vi<l(M}t(^ che non è esageia- 
zione Tasserire che b^ classificazioni d'archivio, sono una 
fedele riproduzione delle n^gist razioni o d(»ll(» classitlcazioni 
di contabilità a scrittura comprovata. 



hanno oggi che una importanza storica. Fu staccalo ed eretto 
in amministrazione autonoma, con Decreto Reale 20 gennaio 
1902, il Pio Istituto di S. Corona, il cui ardii vio segui la nuova 
rappresentanza deli' iìlntc. Si aggiunsero invece la fondazione 
Paravicini, creata nel 1893, e l'Opera Pia Ponti, nel 18%, e(i i 
loro archivi, ancora bambini, si vanno sviluppando con le 
norme seguite per gli altri. 

Riassumendo, oggi sono riuniti sotto unica direzione ed an- 
nessi all'Ospedale Maggiore di Milano l'Archivio dell'Ospedale 
Maggiore, propriamente detto ; quello dell'Opera Pia Macchio ; 
dell'Opera Pia del Sesto; del I^io Istituto Secco Comneno; dei- 
Ospedale Ciceri, detto Fate-bene-sorelle; coU'annessa Causa Pia 
Agnesi; della Fondazione Paravicini; delia Causa Pia l'ranccsco 
Ponti; della Senavra; di S. Caterina alla I{uota. 

Ta»ubi. \ 




m 

ohivio rleirOajMidalf* sonò diTisf^ per rispetto alla purtp pa* 
tri moni alo, la due distiiile ni bricche ]*riiU"ipaìi p ilominanti, 
cioè VAnhntà da una parfe, e la Pa.mmtà ù&XVtdim. Per 
rio ph^ H^warda poi Teaercizio della beneftoenza e i ?ari 
(Tirtìi di &(*rvxzki amm in istruii rf> e sanitario, si hanno drillo 
rubrichi^ ragiona Imwiip o<irriepoiid<*riti ai vari in odi tìi prfv 
Inazione e dì servizio. 

Le eredità, i legali, ìe donazioni, le aggregazioni, le bc>- 
stititzioiiij ooetituisoono vina rubrica pnnoipale. iUtrettanto 
avTÌerie per i diritti inntefiari. mnsoatronali, pct;> 9 

Qiirato per cù'ì d ìrAm ini nisi raziono ed ai 

suoi bi*5ogriì. Ma T ri* di Milano ha qualche 

(!ofìa di più, ha ciò- >pria seziono di ar^:; bivio 

storico nella qualo lentì di sommo interesse. 

Questa sezione è locninenti pervenuti con 

ìt^ eredità od ì legt loi, e che si riferiacono 

alle famiglie dei te Leghi ed alle c:arÌoU<» »k 

(w tenute, all*am ehe alia gestione della 

sostanza ereditaria, r. mo autografi di re e di 

imperatori, la Bolla ùi t-iu n, u uecembre 1458, di a-gyre^ 
i£azion(^ dei pic-coli Ospedali della dttà airOspedale Ma^oiY>; 
ima oopia della Bolla di Sisto IV, 16 giugno 147^, in pcr- 
^^ainena con fregi nùrnati e figuro; due diplomi miniati con 
la tìrma di Carlo Emanuele duca di Savoia, in data 2 set- 
tembre 1010 e febbraio 1611 ; un diploma, 16 deoembre 1452, 
I Iella duchessa Bianca Maria Visconti , eìie esonera TOspe- 
ri ah' dal pagamento di da^i ; un diploma, J3 mas^si^ 1483, 
ilei fluoa (Jaleaszo Maria Sforza, con Jiiiniature; e un di- 
ijlctjìia ilei duca Francesco Sforza, con miniatura e la firma 
drl ifiiL'u, in data 5 aprile 1463. 

\"i sono inoltre tre diplomi dei t:apiiani tlìfenscun della 
libirtiì. di^la eittil di Milano, tutti del 1400, o modi altii 
l'ttn le li no e degli Sforza, di Carlo V, di K man u ole Fili- 
bericij di Hodoifd 11, tii Napoletane 1, ^h.^c* imnchè un mito- 
;^i'afo dì Giatxjnuj Lr^opanJi. Non si putH trase orare, par^ 
landò ilei pregevfile otmtennto di questa raccolta, di actie n» i 
nai'e IX *r la sua originalità al testamento dì Luca K 
sonloiniito , pittore, formato di dieci quadri, che fu 
spiegati (h\ interpretati dalle persone che lo avvi 
vano: il decimo quadro di questo testamento, rapp**' 



(tU archivi delle ojìere pie. 



una scalinata, una colomba, un \o\Uì d'infVM'ino, (hic p(M'< 
Bone «he assistono dontro (lolla poi'U seri vendo, od mia 
immagine d'informo sorretto dallo <;nic('(» iu alto di dollaro 
alle suddette due porson(>: con questo (|uadro il tostatone 
Luca Riva istituisco erode TOspodah» Magp:ioro (1). 

I documenti di questa sezione sono custoditi in ordino al- 
fabetico entro appositi armadi cliinsi a chiavo. 

Una pregevole racxx)lta, d'importanza tutta spocialo p(M* la 
storia dell'Ospedale, è qn(»lla d<^i 374 mastri dì contabilita 
che risalgono al 145(5 e di 233 r(*gistri con lo ordinazioni dol 
Capitolo che vanno dal 14<)0 al 1791. 

II documento più antico conservato in ([U(\sto importan- 
tissimo archivio è quello dio si riforiscjf» alla l'ondaziono 
dell'Ospedale di S. Simpliciaiìo ed è un istrn monto in data 
29 agosto 1091 rogato Ardico. 

Abbiamo detto che la classitlcaziono data allo carte in 
questo Archivio corrispondo ai concotti inodf'rni, dividendolo 
secondo la loro natura, genero osp(v,io;ed ablnamo veduto 
come l'Archivista Cauetta abbia dichiarato insup(M'abil(^ il 
sistema di registrazione comparandolo a qnoUo di una scrit- 
tura contabile a partita doppia. E' necessario ora conoscere 
nel loro funzionamento queste classiflc^izioni, i)or t'arsi ì(]oa 
chiara del buon ordinamento d(»irarcìiivio. 

La prima separazione operata ò quella che raggrnpi)a da 
un lato tutti gli atti (ì documenti notativi allo Altiriià. e 
dall'altro quelli relativi alle Passività, (^osi ne è venuta la 
successiva ripartizione naturale dol <j:on(»ro di attiviti, cioè : 
case, poderi, acque, legati, ecc., dalh» quali scatnrisco 
spontanea la specializzazione dol territorio, della località 
della i>ersona. Ad una classitlcaziono sitlatta va unita una 
rubricazione regolare e ptn'fotta, insi(»[ri(» ad un inapi)nnta- 
bile movimento delh» carte, poichò e da notare che n(\ssun 
atto o documento viene levato dallo cartoll(% senza pom 
una memoria che indidii TufTicio o rimpioj?ato al qual(^ è 
stato consegnato, o la posizione alla qual<^ Tatto slt^sso è 
stato unito ; sopra tutti j^li atti o documenti viene apposta 
la classificaziono che loro spetta e elio vi(Mie rip<'tuta sni 



(1) Canetta Pietro. Archivista dell'Ospedale Maggiore di Milano. 
Gli IéìUuìì Bcientifici letterari ed artistici di .Milano. 



protootìlli, sullo mbri0be e sul registro spociale dc^gli istru- 
meiUi, quiinclo occorre. QiioHto 1 Vi rdii lamento od il fuirzio- 
uanjenfco che può riirsi perfetto dell'archivio tli una (lolle 
maggiori Opore Pie Ospìlalien* d'Ilalk. 

Priroa di cliìudere questo e-apitolo nel quale è etata data 
la dovuta piirte atl'oiwjrasità antica deila carità, sociale, mi 
piaci^ riienzionare un'istituzione moderna, la più umanitaria 
e la, pili universale delle istituzioni pie, voglio dìrp la 
Croce Hosm* 

Sotto questo titolo si comprentlono tutte quelle società 
osistrnti nei paesi e" *'* ' opo di itoccorrere i feriti 

in guerra* 

Le origini della C o a noi contemporanee e 

si (If^vono ricercare .viììo offerto dai feriti ab- 

bandonati sui c^mj He numerose e fi-equeiili 

lotte che prec^ett li pendenza nazionalf*. 

Fu la Società Gi à pubblica che, nel lKr>:i 

proniosst^ una confi ionale per delibi^rare sul 

mezzo ili aggiungei ermieri voloivtari alle ai^ 

mati' belligeranti e ^^^ ^ imediare airiiisuIlieieriEa 

del se Inizio sanitario niiLtM,*^ „M.ante la guerra. Nel 1864 
(8-22 af^osto) fu eonckins4> e flrniaio dai plenipot*>n?iiari ohe- 
lappce.*?! untavano tutti i governi civili, un trattato di (Jortoew- 
zionc jicr il miglioramento d&Ua Cùndisione dei saldati 
feriti in guerra negli eserciti in campagna. 

In questa convenzione viene stabilito, fra lealtre, di ado*^ 
tare un segno uniforme per rii.^onoscere il personah* sani- 
tario in tf*nipo ili guerra, e pei" tale fu adottata, inverten- 
1 Olici e la, la bandiera Svizzera^ che è una crocf^ bianca, aii 
fondo rosso: cosi fu che ùslì segnacolo in resslUo (cro«« 
lossa in campo bianco) prese il nome questa istituzione, chf* 
(jiin dirni uiùvei-sale. E pereJiè la 8ua benerica azione, che 
(l('V(^ rjipliiiar^ì in nionienti di aspra e diflìcìle lotta, non 
ti()va.Hst^ inciampi, le fu dato e da tutti rieonoseiuto il be- 
ne! h- io drlla ur-nimiizzazione in tr-mpo di ^ruerra (1). 



(1) La Croce Rossa ebbe occasione di spiegare effìcaccmi 
la sua azione umanitaria in Europa, nella guerra Franco-P 
siana (1870-71), tul ntlualnieiite sta rendendo benefici inesl 
bili nella micidiale guerra Russo-Giapponese. 



Gli archivi delle ojtere pie. '<^ 



In Italia si organizzarono subito doi Comitati cIk» foc(M-() 
centro al Gomitato di Milano, sotto iti cui din^zioiif porta- 
rono soccorsi ai feriti nolla j]jn(n*ra del 18(*rt> od a qu(»lli doi 
fatti d*arme di Monto Rotondo o Montana (18<)7). 

Nel 1875 si costituì il Comitato nazionale^ della Cich'c 
Rossa in Roma: il Comitato di Milano dolibcrò allora di ri- 
mettere nelle mani di quello di Roma i poteri di Comitato 
Centrale dell'Associazione Italiana della Ca-o('<» Rossa, rap- 
presentata da una vasta ret*' di Comitati l(K>aII e dal Comi- 
tato nazionale di Roma (1). 

Nel 1882, con leggo del lìO majiigio, VfMino riconosciuta la 
personalità giuridica di questa Associazione, ed il (^.ovei-no 
del Re veniva autorizzato ad erigerla in Corpo morale, ciò 
che fu fatto col R. Docn^to 7 fel)l)raio 1884. Veniva cosi ad 
acquistare il caratt<Te di Opera di l)en<'llcenza, ma v<Mine 
dispensata dalla tutela ordinaria cli<' il governo es<M'cit.-i 
sulle Opere Pie, p(»r non incepparne razione che avrebbe 
dovuto arrestarsi o quasi, proprio (piando i sfH'vizi per i 
quali era stata istituita, avrebl)er(> richiesto ]»i<Mia lil)ertM 
Wll^uso dc4 niat(>rial(ì acquistato (mI accumulato. 

Allo svilupiK) sempre cr(»sc(Mite di (jucsta umanitaria As- 
soi'iazione, concorsero i Cavafnn-i dell'Ordine Sovrano di 
Malta, che conchiusero col Ministero della C.iierra una con- 
venzione, che porta la data del 20 febbraio ISSI, nella (piale 
veniva accettata Tofferta da essi l'aita di vsoccorrere i lerili 
ed i malati, in tempo di guerra. 

Gli archivi di questa vastissima associazione, sono di isti- 
tuzione troppo reoent<» p(M- essere campo di studi e di ri- 
cerche. Ogni Comitato locale, o cenirab^ o nazionale, terrà, 
molto probabilmente, un sistema diverso tanto nella classi- 
ficazione, come nella registrazione della corrispondenza. K 
bene rilevare sin da ora Timportanza che andranno ad nvovo 
ì documenti di questa Assoc-iaziom^ Internazionale, aerei/) 
non ne venga trascurata la consorvazion<^ o. T ordinamento. 

Un regime uniforme gioverà molto per la formazione 
presso rArchivio di Stato di una Sezione che prenda il nome 
di Croce Rossa e dalla quale, si potranno rilevare^ sludi im- 
portantissimi sul diritto inteinazional(\ 



(1) Prof. F. P. Contuzzi imìV Enciclopedia Giuridica Italiana. 



54 



UapUùlo VII. 



Gli aitihm delle Opere Pie, coiijt' abbiamo Teduto, impor- 
taulìsgìaiì e per l*aiiUeJiitA e per la specie dei documenti 
che custoiiiscojio, generalmente sì sjjltraggouo alla sotTr^ 
gliaiìza degli arobivì di Stato^ ì i|uali se non ne igaoraiio 
Tesìsleiua. non ne conoscono il coiUenuto- 

È bene perciò rii^(>rdare CAiine il Rei^olameiito generale per 
gli AiTibivi <li Siiatii, approvato col H. Decreto 9 ietteni- 
bre 1902 ntrart, 69 prescrive : 

«Le Provincie, ì ucrnuui, gli enii Uìorali, tanto civili, 
quanto ecclesiastici, e gli istituti da essi dipentlenti debbono 



consertare in buon oi"' 
sitare copia deirinven- 
Stato della propria ci 
ven-ù dal Ministero (I 
torio, trascorso U qua 
tariafi a cura del Go 
gii alti che fossero di 
Saranno inveoe de]ji 
chivi delle corpora'/Joii* 
che iXfii speciale t]ia[iosii«^-. . 
tiva loro aetle. e quelli della 
avessero sutlicienii garanzìe. * 



dei k*ro arobivi e depo- 
ti steasi nej^ti archivi di 
lei caso d'inadempiinentti 
ibilito UH termine peren- 
\&ìi in ordine e iiiventu- 
L*se deli'entf» pot^sessore, 
uveo lanari \ 

Archivi di Stato, gli ar- 

Wppriìssis iH^ciHto quelli 

:to lasciati nella pHrrn- 

j liuoiia conaorvazioin* ^[ 



CAPITOLO Vili. 
Archivi notarili. 



I docuineiiU avuti in rotag^^io dai popoli antichi ci pio- 
vano, con la loro stessa esistonza, ixmìo Tuso dei contratti 
rimonti ad epoca remota. E con l'uso doi contratti, viMiiva 
la necessità di avere per essi doll<» speciali cuslodic, alli- 
date a persone di fiducia e oiiost^^ a tnUa prova (1). Di (|ni 
la istituzione di ufRoio di notaio. 

Ebbero tale ufficio: presso ji^li Kbrci. ^li Scribi : ])i('ss() i 
Gl'eoi, gli Argentari; presso i Romani, i Talx'llioni. 

Erano gli Scribi, dottori della l<'ji;^e, rivestiti di iilllcio 
sacerdotale: essi spiejjjavano e int(n-p retava no la sacra scrit- 
tura e ricevevano e custodivano sijjjillati, j>li atti contrat- 
tuali (2). 

Presso i Greci ed anche presso i Romani furono prima 
chiamati Argentari, poi Monsuarii dalle mens(» o banchi 
cbe tenevano nel fòro. Essi facevano, più che altro, all'ari 
di denait), procurando prosiiti ai privati o ric<»vovano i con- 
tratti di mutuo che venivano fatti per opera loro ed in loro 



(1) Dell'esistenza in Italia di questi pubblici archivi ci forni- 
scono prove noQ dubbie i papiri ravennatesi clie ne fanno 
frequente menzione. — Fumagalli. Delle Istituzioni Diplomatiche. 

(2) L'incarico di ricevere e sigillare contratti, ritiensi sia stato 
dato per primo al sacerdote Eiriccio (600 a. C.) I contratti ri- 
copiati in bello dai callìgraphi e librarli venivano sottoscritti 
dalle parti, dai testimoni e per ultimo dal notaio. L' originale 
sigillato serviva di prova irrefragabile pel caso di controversie 
e contmtazioni. 



m 

presf»nza. P posero di poi il nomi} di Tabellionie, oorae tali, 
ebbr^ro resto di pnbblk-i ufllfìalì di>Ka niEi^istrahira roraiiim : 
alcuni fiinzioirnviino da t'ancellieri, altri ila notaio 

1 Tabf'llìoii' foniiavaiio cwAiu a so ; PL'aiio prf*sieduti da 
un eapo ehii iato Frìmìoprins^ ftd avevano un rito apiMjìali^ 
Pf^r essere n lunti aU'iiflkno dovevano giurare che non vi 
aspirava rio ] •: aìnbìzione ù per iuli^reaae pi>rsionaie, e dar 
pmva non i ibia tli oiipadlà ed OTie^^tà. Lluvef^titiu^ avve- 
idva in fornm, Eolmme o emi m^nuìonìa pomposa. 

La deliL-atoza doir ufficio lo meritava: a loro emno af li- 
bate le soslaTj;?*' f "li affHfì (Wd ruu>QÌfj^ pre3<50 il quale go- 
dc^vaim i Iella ] 

I t'ordrEitti \ appoRÌti locali, ìam cu- 

striditi* e pcisti ^ i persi! kìo ne e della reli- 

gioue» A uej^suiio i, e gli at^-^s^ài Tabetlìaiu. 

per co 113 ubare do^ 3 rlieliìarare i m< itivi al 

primiccrius, iì qu nibìrnelaMturatiuaodo 

le ragioni addotki . lai*»!* S4Xldìsfaceid.L 

L'impemUjre Giui lolti provredirai^nti eioa- 

oatì per U (*otiserva^.i menti storit!Ì , non tra- 

scnr'r'j di portan* m^^r tniiuva*4wj*i ariehe neirnllìoìo dei 
Taiiellioni. Diflcipliuó ecm provvide l<*ìj;gi la txnjsprvazione 
dogli atti da essi cua loditi : prescrisse cbe non potea^eit> es- 
sere inveii ti ti dei grado se non davano fra le altre, prova 
ili eoo osec re a fondo il diritte» pubblioo e privato; stabili 
pene 3everìssime per coloro che*, sibusaiiilo della IVde pub- 
blica, non avessero esercitato rulTì<."io con assoluta flelica- 
tez^.a e probità. La ciistoilia de^di atti tu Ila vìa -^ ri ni as*^ sem- 
pre sottratta airarbitrio individuale r i templi sacri alla ri^ 
licione alla ip^uì^tizia servirono di asilo ai contratti fino a 
idn^ i re ostrot^oti e, Teodorico in iapi vie, rialzamno rli molto 
la cohilìzinne dei nolai, additatnìob EiUa pùbblica ealiniaziono 
enn rallitftir loro la ciustodia di quegli archivi (1), ove do- 



li; Se ì\ porre gii ar tallivi riotEirili so^tu Ln dirélta cnj^lodìa 
tli^rlj sle'^?^i nntJM pò leva riaizaic il niornle degli ìiidivfdiuf 
accarezzarne l'aiiior proprio, non dava però garanzia di ] 
scrupolosa conservazione: tanto è vero che questa disp' 
/ione venne di poi abolita e gli atti legali tornarono nuovanu 
sotto la tutela dello Stato. 



Archivi notarili. 



vevano essere custoditi gli alti lottali doì ciiiadiiii, o da cui 
estrar si potessero al Insogno (1). 

Ma la trasforniaziono doirunicio i\o\ ialH'Uìoni in (pK^llo 
di veri e propri notai, avvcMino sotto (-nrlo Masino. In o^nii 
provincia fa onlinata ristituzìoiic di uflici notarili, con si)c- 
ciali depositi p(>r la coiiscrvaziono dei conti-Mtii. l.a hai-bario 
e la ignoranza del niodio-ovo furono causa di d«'cnd<MizM 
anche per la istituzione dei notariato, il quale tini per <\s- 
sere esercitato quasi unicamente da{;li e«'clesiastici. 

Aumentando smisuratamente il numero dei notai, si do- 
vette pensare alla consoiTazione dei protocolli, che, ^<Mie- 
ralmente, ai conseiTavano dal notaio rogatario, poiclie oltre 
al rimanere in balia di tropjà e far laniere alle antoiità le 
loro tracce, ei-ano considerati i)roi)riet;ì privata e come tali 
passibili di vendita o donazione: ed anclie se le imbrevia- 
ture od i repertori dei lUM'unti passavano ajiii eredi o ad 
altro notaio, ciò non impediva la costituzione di arcliivi [)ri- 
vati senza resix)naabilit5\ e senza inferenza deirautorità i)uh- 
blica. Ma lo autorità non potevano disinteressarsi del danno 
che derivava ai cittadini ed allo Stato m<Mlesimo dalla ven- 
dita dei protocolli notarili e ik^ vietarono rigorosamente la 
messa in commercio o la donazioni», ordinando cìk» al no- 
taio dovesse aucciHhuv^ un notaio le«;alment(» autorizzato e 
che la trasmissione» dov<vsse essere appi-ovata ed autorizzata 
dal Ck)n8Ìglio ^onerale della (^tt;\ ; e ciie cpialora questa tras- 
missione, per qualsiasi motivo, non jjotesse aver luo^o, pro- 
tocolli, inibreviatun» <' quant'altro fosse di pertinenza del no- 
taio defunto e relativo airulììcio da esso esercitato, venisse 
depositato nell'arcliivio comunale. Questa fu la prima injjje- 
renza che i Comuni esercitarono sut>li atti notarili, ma in- 
sufficiente e quasi in<»(ncace, poicliè anche ([uando venivano 
depositati presso il Municipio, (tome da molti Statuti (»ra 
prescritto od in isp(»ci(» da quello di Torino, correvano sem- 
pre grande pericolo di perdersi, come di fatti moltissimi 
sffne perw^ro. 

Ad impedire quanto più foss(^ possibile» i danni cìk» m» 
potevano dcirivan» ai pubbliiri interessi, i Comuni provvidero 
in parte col ricercare preinu resamente nei protocolli nota- 



(1) FumaKalli. Delle Istiluzioni Diplomatiche, 



5S ^ ^Km^piioiù vrn. 



rili li^li atti e lè scritture «he riguardavano yli alt'ari tleUu 
Stato: sf^ no fiderò rliiiaL'iart* In ec'tiiie e cj ansie* traj?iiTÌS8ero 
nel cari oÌÉi rio del Comuji<*. Ma era iifìcossario prendere dei 
IJmvYittliriieiiti aijc]ie n eli *i lite i*ésa<i^ doi firiyati : e ad essi si 
oero^ di arriTam, ainiruo hi part<^, ordinafHÌo la regiafr^t- 
zLoiie pubblica di certr categorie di doiruinend e t!on V in- 
siituire la gabella dei contratti : resa in lai guisa dbbtiga- 
toria la denunzia degli atti óaiitratiuali, dotali o tcatainon- 
lari, il Co t nuli e veline a fioco a poet* in poSisea^^^, s.*^ non 
dei do<)u menti integrali, di un ri^^ordo perpetuo dell' esi- 
stenza di moltissimi dì **mì r^iip nni nsultarono perduti (1)» 

Ogru città d*Italia rrv pmprie l' ij^titiito del 

notariato. Nel Lonibui '111* province ineridift- 

nalì, sì istituirono ar^i : in Toscana, vi erd. 

un arelìi?k> per più |ii.., Stntj [wntifld, inveee, 

un anellino per eiasouLi la dal eouipk^sso dellt* 

rlLBi^oiizioni ern^nait^ pei" mr t* rordiiianiento di 

1*351, apparisci^ chiara la ^ jne di i)ol<vro rhe erano 

ìuFeatili dei pubbUoi IA}U\,, > per la oin?3là di ehi 

Teiiiva aljilitato al l'else rei ilio Mto utlìeio^ ma hen an- 

rìir prr la integra eustoflia e wnsi-riraziooe delle i^eritture. 

L*a litico Stato napoletano proFìride ad implodi re la di^^per- 
sione dr^yli atti notiirili, ordinando la riunione ti ella ciarte 
custodite nei divi^rsì archivi provlneiali, uegli Arehi?i di 
i^tato (2). . . . f 

tn n^ìlte jirovince italiane i dtieuiuenli notarili erajio 
Iranunit^ti con molti altri lie^^li arcliivi C4.vniunali o spai-pa- 
j^liati in quelli l'cdesias^ìtici, quando non si tr^j^aruEin in 
nui]io di privali. Nei vari ordinaiornli enei^uìli por Pum del 



<li Meriievolì dì speciale m&nscionL^ sono i Memoraiiti di Bo- 
lognii i^^tìtultl ii4?l 12(55 daE frali gaudenti Loderigo degli An- 
dalò L^ Cu (alano de' Catalani^ nel quali sì registravano, prìiiiu 
per brevisKlnil (rensuiitb poi più dìstesnnieute, i (Gsiaiiif^iKt e 
eonU-aiti della citili e del uonlado, Cominebiio dal 12&5 ptT la 
eìMti. dal KJ13 por la cam palina. — Bonliini. Gli archiui delle 
Provincie dell' Emilia. 

(2) Reale rescpitlo 2 novembre 1836, col quale si ordina di 
assegnarsi una parte dell' edifìzio di Sanseverino a contener 
l' arcliivio notarile, quale sezione del Grande Archivio de 
lAegno. 



Archivi notaHli. 51^ 



goremo sì sono trovati dappertutto docuinoiiU notarili, tra- 
scurati o negletti. In alcune^ provinco invoc.«» si comim-in- 
rono a formare depositi spociaiì (1('<ì:1ì atti dei notai tin dal 
seoolo XIV, ma archivi notarili r(>^<)larn)(Mit(> costituiti non 
ve ne furono prima d<»l 1500. 

A Firenze si comincia a p<Misaro airinijùanto di un voro 
e proprio archivio notarilo wtA. 1518 (1). Ma TArrliivio Cu^ 
nerale dei contratti vnnno istituito n«»l 15(>*> da Cosimo 1 
de' Medici, Granduca di Toscana, con ordiin» elio vi >'/ Im- 
sferissero originalmente ftiiii i ìtroiorolll /lei ntttnrl dei 
dominio fiorentino e tuffi i contratti e scritture i)nhhliche 
sparse pei vari depositi dello Sfato: così. Firenze venne 
ad avere un archivio notarile cln» può dirsi un vei-o mo- 
dello del genere, sontuoso e ben conservato. A sed<» ({(^«rli 
atti notarili furono d(»stinati i locali sovrastanti la (Mii<»sa 
di Orsanmiohelo e quelli sopra la Lo«i«>ia di Mercato Nuovo. 
Ad Orsanmichelo si custodiscono i protocolli e lo copie ; 
sulla Loggia di Mercato Nuovo si conservano jili originali. 
I documenti dell'archivio notarile «li Firenze risai «xeno al 
1200 e contengono carte storit*h«» imi)ortantissim<'. 

Quando Siena, nel 1588, passò sotto la dominazione lio- 
rentina, ebbe da Cosimo 1 un archivio notarile rosolato ed 
ordinato come quello di Firenz<'. 

In Roma rufficio di notaio poteva ossero accumulato con 
quello di Cancellien^ giudiziario, im])ii»^() che si ott(Mieva 
per concessione di vescovi ed abati e i»ot(»va anche essere 
comprato. Sisto V volh» rialzare il m()rale di coloro ch(» es<'r- 
cìtavano tale uiìlcio o riacquistare ad essi la tlducia pub- 
blica; ne Umitr') il numero e diede nonno per la conserva- 
zione degli atti, ordinando che v<Miissoro custoditi in luojjjhi 
speciali e separati dalle scritture» di altra natura formando 
cosi dei veri e propri archivi notarili che prescn-o il nome 
di Arthivi Urbani, 

Milano ebbe il suo splendido archivio notarile da Maria 
Teresa nel 1771 ; con <»sso si mirava, più cìi<» altro, ad ovi- 



(1) Nel 1518, la Signoria di Firenze ordina che si deputi dui 
Contali dei Giudici e notai un archivio appresso di loro con ar- 
madi e cassoni, per raccogliervi le antiche imbreviaturc, delle 
quali si lamenta la dispersione. — Paoli Cesare. Programma 
Molastieo di Paleografia latina e di Diplomatica. 



60 V Gajdtolo Vili. 



tare la disperBij3fn© e lo smarrimerito dei Uotjiimeiiti ohe ìn- 
te^ess^?aIlo la ròrtiina pìì i dhiUl (\eà oittadiia. Ma il pr{>- 
getto fu ((steggiaki dui notai ulie si vf^dovano tolto \in pe- 
ranno f^i^tiio ^^ eiitmte o m ritf*u€*raTJo, pnr fwso, disauto- 
rati ndla ptd)l ioa tli lucia, 

«Le rt/fesH ni umìU.ifiììi*e rivi (f e! egali del Collegio dei 
Notai ffi Mi ►ìo, .ntiVorfUrutto arehivio delle originali 
abbretiahire ), sono nn doeuiriordo e a doso ^d intf^rra- 
santo, rìit'i' il otlor Vt*rtrJ' (S); tHirioso pH\^tiè ei dà una 
idea del ijom« una class*», pur fm le [liù «■olt^ d'allena^ giu- 
dicava una Lstìtuzìo" ' '•^^^' " '^' *^***^ primìosa; iriti>n>s8ante 
perchè foirnicola di « o a^^Iì antichi an^^hivi 

milanesi t^ su vati d v^TitUati e discussi liei 

secoli XVI f^ XML 

Le ilisposizìoni di IVI miio così pr<?t;iae e di*t- 

tagliata", da mm laaei^ loro int+'rpretazione. 

T risultati ottenuti i^UKÌoue delle istruzioni 

Tereeiane, iìou pot+?vi iori : il *:son centramento 

avvenne* in brf*ve ten mo ordine, (^ tutti i con- 

tratti f* pratOTolli notijniii i . iocalì in iiiodo da n*n- 

dere facili i* pronte le riccn:ne. vrniie coni pi Ulto un indice 
p,eneLale dei notai, ognuno dei quali lia la sua rubrica ed 
il suo repert-orlo speciale elle ottVe il modo di ricc^n-are ^qual- 
siasi dijnirneEito cpiaiido si conosca il iiooie del nolaio^ per 
i tosta infoiti Yì è un repertorio sepamto cljr- viene tei ulto 
in ccnri^tde medJanle il dilìgi^jite spcigiio dolle notizio men- 
sili chi' ì notai iouo obblìt^ali a dare alt'ai^ìiivio* 

L'arcliìvio noia ri k^ di Milano euslodiace o^^gi circa qua- 
ranta Eo ili 01 li di orij^inali, f*d è foiit^* ricchii^siina di studi 
stoiii^o-cfitici, pot-i*utlosi trovare iu esso atti chf> risalgono 

al v2m m. 

Il l'icM ionie provv*+fJe alla conservazione dì tante utili 

scrittiijf lin dai primi anni del st^^olo XVIL 



(1) nuestiì (iocuinunlo Irovasì n eli' archivio 'jlodco del Co- 
niunc iVì Milano, IHcaatffri, Camprethi, 1771, 1 febbraio. 

(2) Concetti e giudizi d' altri tempi sugli archivi notarili, pe: 
il Dr. Eltore Verga, Direttore dell' Archivio storico civico d 
Milano. — Rioista delle fìiblioleche e degli Arcbiui, Anno XIIJ 
Voi. XIII, n." 2, febbraio 1902. 

(3) Vedere le Memorie su gli Istituti scientifici di Milano. 



Archivi notarUl. i\\ 



Carlo Emanuelo I (X)u R. Editto del 25 a])nl(' KHO, co- 
stitui gli uffici di Insinuazione. 

Erano questi uffici veri o propri arcìiivi di dcposiio pigi- 
gli atti notarili, chiamati di insiti nazione ixmh-Iiò in essi 
venivano insinuato od introdotto, per esservi foiiS(M-Yat<', l<» 
copie di tutte le scrittun> stipulato avanti notaio. 

La insinuazione o cons(»{Jcna del contratlo dovf'va l'arsi 
entro un termine di tempo stabilito sotto pena di iiiult<' 
gravissime in caso di trasgressionf\ 

Le scritture notarili dei secoli aut«H-ion , esistenti ne«;li 
archivi privati, furono subito raccolte, dejKìsitate ed ordi- 
nate nell'insinuazione, salvandole cosi dai i)ericoli cui oi'ano 
esposte. 

Per quanto le savie disposizioni di (^>arlo Knianuel<' I im- 
ponessero regole severissime» iMTla (.'ons(HTaziono doi roditi. 
non parve a Carlo Emanuele III die fossero sntlicienti a j)rosoi- 
vare da ogni perielio i docMuiienti importantissimi <'lie lino 
a poco tempo prima erano rimasti atlìdati, quasi osrlnsiva- 
mente, alla onestà e dilijijeiiza dei notai. 

Cosi con R. Editto 15 map:<rio 173S, richiamò in vi«»()i-<» la 
istituzione dogli uffici di Insinuazioni» in tutte 1<> città del 
regno e per maggiore comodità dej^li abitanti, anclie im'IIc 
ville più cospique e più i>opolato (1). 

E, dall'ordine della istituzione, scen(l<'ndo ai particolai-i 
della istituzione stessa, prescrisse ai comuni di cedoro ai 
capi degli uffici, chiamati iyìsinnalori l'uso di una stanza 
fatta in volta, la quale sia propria e sufficiente per un 
archivio.,., ed altra la quale servirà per la sua resi- 
denza; e tutt(> due senza pagamento di alcun fìtto (2). 

Per gli insinuatori lurono proscritte rojioh» tassativo o ri- 
gorosissime sul modo di ton(»ro T arcliivio. l*'u proibito di 
estrarre gli atti per qualsiasi causa o ragione», imi)onondo 
anche al Magistrato Supremo di r(»carsi sul jiosto qualora 
si fosse presentata la n(»c(»asitjY di considtarli (3): si foce 
espresso divieto agli Insinuatori o a cbi per essi di ton(»r(» 
neirarchivio fuoco o lumi p(»r qualsivoglia t<»mpo <» p(»r 



. (1) Art. 382. Gap. II del R. Editto 15 maggio 1738. 
Ci) Art. 383 del R. Kditto suddetto. 
(3) Art 404 del R. Editto citato. 




^apitolfì VITI, 

qualsÌEisi caiistt, «fitto prtia tli^lla privaKifiiu- tifali' uffieif> (1) ( 
si rlif*<ÌfU'o particolareggiata^ (lisi>r»sizioiii prr la nomili a dog ti \ 
Iiisiiiiiatori, mnfevoiìiXn Ad vmì gL'anrìi- imtt^rìrà ìh\ akniiìi ( 
priyìlr^t,^!, acoiot^nhè ftì«.SPro f^tlotlivauienk' rraponsaljìti df^tlf | 
t-artf'' loro affidale, E perchè qii«^ta responaabiJJlA fossr- prc-- i 
i'issa «Ht avesse timìii b^^n mait^ati, si preserissrì il modo dì 
orili iian^ le scrittone ** qudlo da wgiiire per la forniazìmu^ ! 
(tr'i registri. 

Coi) gli art. 404 e Sf^guonti si danno disposizioni pcn" la 
forniazioiio dei rogif^tri f^ foggia di libro o volume per f^i'- 
fUìfe di tempo; si pr^ ' '^ ' '^sti libri fo^Bfìvoe^petiì 
di carta j)ecora^ per ' ilmente dalla polvere t^ 

dairuroidità (2) ; e " insirmatoro di formar*- 

delle rubricho, otw^ '■evaiio <>8iS('rf^ tìrmatf-, 

1 suec^r-i^iaori di Q I ebbero itiMi a euon^ 

la l'0^lfl^:^rvaziolìP ec ito di rpioaLa prf>7vida 

latitiizione. vera arcs e per la loro t'reseentc^ 

antkdiilft t' p^^r Tim^ . dio a aliava no acqui- 

starMÌn, Kieritavauo Se i e la cura del Irgiala- 

tovp per salvaguardarii^r .- n e rincolli ndt^u Nulla in 

tiui^c ni'ato prutsbò tali arcliivi itìssero tiniformemejvte i* ser^J- 
potosarne[ite l(*iiuti, f^sseiido e?isi, oltreché enstodi <!ella pi'i- 
vata ( ieelie7.xa* neoesaari aneli e allo i^tato. Il D< 'io ardo quasi 
gio maini onte vi rìoon'e per aL^^eilarsi tlì ppriiuiti* latte, di 



(1) ArK 3S5 del medesimo iMlillri. 

ri} Art ito del R. Eiltlto 15 maggio 1718. Formeranno (gli fin 
sinuatdri} i registri a foggia di libro o sin volume, per nrdine 
dì lem pò, itegli atti fallì per btrumi-no [lobbHci», chi? sai anno 
consegiKili a111asInuB£ÌODe, ed a oiisLii'a etne IL riceveranno: 
ei^si lìijri dovranno essere co perii di carta pecora ; e sarù vie- 
tato a thiimctue t'eslrartt^ ad il ^lermellere che vengono estratti 
Inori diiir Archivio, sotlo pena della privazione dctr ufticio 
«IiiBnlo agli Jnsinnalori, e venendo plì urtici esercitati per 
uici/.o fìì sosl liuti, ipiesli incori era Dnf) nella pena preferì Itn 
nt'U'Arl. 8tì9 cUK) stadi di nmlla ed iinibiIita?Jone ft<t esercitare 
simili nflìiì). 

Nel caso che pel servizio della giustizia fosse necessaria 
visione di essi libri, dovranno i Magistrati, Tribunali e Giud' 
prenderla in detto archivio o ad essi immediatamente o " 
mezzo delle persone da essi deputande, senza che possano r 
ordinarne la estrazione. 



Archim notarili. r>3 



enfiteusi concossc, di (liritli acquisiti occ l.o Stato, tutt»- 
landone rintegrità, a(lonipi<' ad un d(>v<M-<' v<»rso i sinjjjoli o 
garantisce la sua finanza (1). 

Il regolamento dol 9 novfMubrc 1170, Io Rof^io Pat<Miti ci- 
tate e l'Editto di Vittorio Eniann(»lf» 1 re di Sardf^j^ua, dfl 



(1) Regolamento degli uffìzi di notaio e d'Insinuatore. C9 no- 
vembre 1770). 

La R. Camera dei Conti. 

Nella R. Costituzione S. M. ha prescritto quelle leggi generali 
colle quali, fissate le basi della validità d(;gli atti e contratti, 
non meno che dei principali doveri di coloro che vorranno 
esercitare l'importante ufficio di Notaio, fossero sempre più 
assicurati gli interessi de' suoi sudditi, e si serbasse inconta- 
minata la pubblica fede ; ha pure esteso a quelle provinoic, 
dove non erasi per anco introdotto lo stabilimento dell' Insi- 
nuazione, affinchè tutti gli Stati potessero ugualmente parteci- 
pare dei riguardevoll vantaggi che derivano dalla esatta cura 
e custodia in pubblici archivi degli atti e contratti, dalla faci- 
lità di farne le ricerche e di avere con leggiere spese le copie 
d'incontrastabile autenticità rivestite. Si è perciò riserbato di 
comprendere in particolare regolamento le legf>i tutte, sotto 
cui dovranno esercitarsi in avvenire, gli uffizi di Notaio e di 
Insinuatore, quindi avendo fatto raccogliere i provvedimenti 
dati per l' addietro dalla medesima M. S. e da suoi Predeces- 
sori, con avervi fatto le variazioni ed aggiunte, che al lume 
della esperienza le sono parute più proprie pel conseguimento 
del fine propostosi, e per accrescere decoro ni Notariato, ha 
con le patenti del 29 scorso ottobre spiegato esser sua inten- 
zione che quelli siano puntualmente da chi spetta osservati. 
senzachè sia d'uopo di più altro ricorrere a' precedenti, avendo 
a tal fine approvato le determinazioni contenute nel regola- 
mento qui unito, ed ordinato che sia questo osservato, come 
se facesse parte delle R. Costituzioni, con aver derogato per 
tale effetto a tutte le leg<ri. Editti, Guide e privilegi che potes- 
sero esservi contrari, mandando a Noi ed alli Senati ;di Pie- 
monte e Nizzardi registrare le accennate l'ateuti col detto Re- 
golamento, con averci ad un tempo ordinato di pubblicarlo 
con nostro Manifesto. Noi pertanto in esecuzione dei Reali co- 
mandamenti contenuti nelle sin qui annunziate Patenti man- 
date registrarsi ed osservarsi da Noi e dai Reali Senati di Pie- 
monte e Nizza, colli rispettivi arresti delti 3 e 7 novembre, 
mandiamo pubblicarsi col presente il qui annesso Regola- 
mento, che,] in conformità delle Reali intenzioni, dovrCv v\\x 



a4 . pi rapitolo Vìlf. 

12 luglio 181 (l)j contoiigoiio un insl^mr di dispoaiìtiotii per 
la tut<?la flf^^i. areliivi notarili^ la cui importanza unii può 
sfuggifL^ a ehfiiTix|n** smuta #^ rico[it*s*.'a la Tif*cf?ssità ili non 
disÈrugger^ o iìisperdore i docuiiìeiui storici; a tfhìunijitf* 
arni il progre »o e lo STilnpiio ddla riiv^lu'Zj&a naìcioiialt^ 



ognuna essere eseguilo mi osservato t dìchiarnndo elie alla cty- 
pia la qii Eliti ne verrà stumpsita neUa Stìtuiiieria Ideale, al pre- 
aterà la slessiB fede che ai prc^cnl^ ori;iiinate^ 

Torino, li 9 novembre 1770. 

Per iimix lì. Ga - -- - -^j 

Regolamtìnlo. - Eera di lenere i regi si ri e. 

mÌTUdarL 

Arr. i. — Le iot»J tenersi In forma di 

libro, cueìte ìj ra seu» prepcisterazion>i% 

àpponi^ntlfj in ^^«„. > di ciascun alio, diti do- 

vrsi indi rapportai^ jHncIpio iil ogni ndnula- 

Ho, con nicDzloDe I le parli conlraeiilL e re- 

ladone al foglio In _ ni nula' dovranno Inscri- 

versi Ira le 24 ore aire t le avranno rice^ulo; e 

conseguenleniente nor. irsi ti ne niinnlari rorrnnll 

nello «flesso tempo, né s. j,..^<.£j«t^iÉ un nuovo mixiiilarlo pria 
che sin lermins^to II pnccdcnte, s- :to pena di scudi vt:nli- 
cinque. 

{\) II. Edilio, 12 luj^llo 1S34„ con te nenie vttHe provvidenze in 
ordirne al rislubUlmenlo del Tahi^lllone, o sìa degli Archivi 
{I' In^iuiinzioDe, air abollìcione deH'ubhlLJgo della n^^I&trsztone. 
concie r vallone dei rcgìslrl dtlle Ipolecrhc, della Irascridoiie del 
coiìlralti e della regtslrazione; ail'esercblo del Nolarialo, ed ai 
diiìtti rlcniolnincnto per le nuiitenj^o, con la nuova lailITa ossia 
Lussa ilei diri Ili per la suddeltfi lnsInua£ione^ 

Vinario EniEìnuole pur grazia di Dio fìe dì Sardegna, ecc. 

Fra gli slabillmenlì de' Noslrì Reali predecessori ìl Tabel- 
llonc ij HJano gli archivi deirinsìnuoitlone per 11 conlraill, ed 
ni lì liinto irti vlvì^ che d" uUìma volonlà, vennero mai sempre 
ed uni versai meo le riconosciuti della inas.^ima importanza pel 
vonlaggio cliL* ne av%'icivc al pubblica non meno che ai privali 
niolivu per cui U\ riordina/Jnne loro hu dovuto formare una 
litdlL" |iiù sollcclie lìustre mre, 

Sei mentre pcrein voglìanao richiamare airosserviinisa le leggi_ 
relEilIvc alla dcitJif Ìn.sinLia^ioiie, e far cesÉtore T obbligo de" ' 
registrazione, slato provvisoriamente mantenuto, al quale ! 
per la quantità degli atti che vi erano sottoposti, sia per 
i'ccessivi diritti fìssati, sia per il modo di percezione era s 
inamente oneroso. Ci siamo determinati di adottare nello sh 



Archivi notarili. 65 



Le carte notarili che, per i profani , possono rai)pr(^8<'n- 
tere solo un inutile amniasao di mat^Tia iii(]:oinì>rant(' <> peri- 
colosa, hanno invece eccezionale imporlanza alonca<Mlnaii- 
ziaria. Molti non riescono a scorgere in ess(> ni<Mite più dir 
la trattazione di affari e «rintoressi (loinesti(*i <> uon.ai'ri- 
Tino a metterle in relazione con la storia. Invec<» è proprio 
negli archivi notarili che lo storico cerca, non innlilrn<'iite. 
il riflesso dei grandi sconvolgimenti politica, i < inali eserci- 
tano sempre azione sensibili» sni privati interessi : lo studio 
di queste carte porta a cx)nosc.ere gli ell'etti prodotti dalle 
leggi e dagli avvenimenti sni diversi ordini sociali e i)oiie 
in grado di illustrare le tendenza», i c^)stnrni <» gli usi na- 
zionali delle diverse epoche. D'altra parte in ikvssuu altro 
luogo possono trovarsi notizie particolareggiati» e sicure sulla 
fondazione, sull'indole e sulh^ viciMide di istituzioni beuell- 
che, stabilite, ingrandita», trasformati» ed arrichiti» dagli atti 
di ultima volontà. K da notatasi poi clie i notai, iinpn»ssio- 
nati dagli avvenimenti, hanno lasciata traccia di essi sui 
protocolli, chiosandoli con riflessioni, le quali ancln» se p«'r- 
sonali, ci pongono in grado di formarci un'idea dell' ojii- 
nione dei coetanei sui fatti annotati. Sotto questo aspetto 
moltissimi protocolli ci trasmettono, a guisa di cronaca, tatti 
preziosissimi per la storia. 
L'importanza dogli atti notai-ili ò eHìcacemente ril(»vata 



tempo un sistema che, conservando per ora un prodotto ancor 
necfltsario per le nostre finanze, riesca per li nostri sudditi 
assai meno gravoso del diritto di registrazione. 

Abbiamo eziandio creduto di dover dare alcuni provvedi- 
menti tanto riguardo ai contratti ed atti passali sotto il regime 
della registrazione, quanto in ordine alla conservrzione e cu- 
stodia dei registri delle iscrizioni ipotecarie e trascrizione di 
contratti e di quelli della registrazione, onde siano mantenuti 
illesi li rispettivi diritti anteriormente acquistali, come altresì 
di dare alcune preliminari disposizioni per richiamare alle 
funzioni del Notariato, ecc. — Titolo I, § I. — Dalla pubblica- 
zione del presente Editto cesserà l'obbligo della registrazione 
degli atti e contratti, ed aura luogo quello dell' insinuazione 
portato dolle Nostre Regie Costituzioni, ricliiamando pure al- 
l'esatta osservanza tutte le leggi dei nostri Predecessori a tale 
riguardo, non meno che quelle relative a' Notai ed all'esercizio 
delle loro funzioni. 

Taddbi. '\ 



66 {Tapiteto Vili, 



Halla oómr giona sul fiord ma,mef ito degli AfcsIiìfì di Stato, 
niella i"ola2«. lO da essa pn^f utata con la data (lr4 16 nprilc* 
1870. 

« Qual t< no aiaim 1 pmiotiolli di ìiotari chetai Xll xvu* 
gonoal Xì secolo porgli (studi della economia piibUlkia. 
df^Da atona ;eiiealo!4Ìt'a, iJ<*lla loi>oj;ralìa, dm costiiud e via 
diswrrendc tìou può dirlo se non ohi abbia p^eso a spo- 
gliarli «ori i nga paaieu/,a ; f* la Comniissioue imo dubita dì 
alfermare, Cii« per i?ssere «^tati ftrtora meno (^enmla liogli 
altri archi.?!, sarebbero, i notarili, (30ine una fonti* novis» 
sirjia [Jì (M)gTii Trioni atndehft, e ohp p^^r essere in alcuni Inci- 
gliì ì più aiit ] stitì, eoi mgiti di nota si 

potrebbe in qtiaivui. è al difetto tif^lle prirue 

nit^niorie rntinicipaU ^ oj^gi il notaro è luolto 

nei^li usi privati, tu ta tuttti Jiei prÌYati e of*i 

pubblici ; i^ancelUen iet^etario dcn prineipì e 

degli oratori, giudice L capitani, attuario di tutti 

gli u ili ci, c.ouiif*stabi* d'ariiie; e ii(*llo 3ui^ ini- 

bri^viature^ con gli atti i lei dttadiui, regi^raya ta- 

lora aooho quelli (Mia n ^^ . *» 

Air Italia dìvfmuta uasnuiir, uicombf^va T obbligo t\\ tlì- 
sripliiian^ la custodia d*:!^li atti dei notai. Difatti, dopo una 
s(rrie tli ilisposizioni varie, col R. Dtnn'eto tx\ maggio ]^t7y, 
n." 4900 veniva proni ul^^ato il t*?ato unico delle leggi ani 
rior^linaoienttì del Tiotarkto* 

Con esso m slabilisce il Collegio dei notai e si da mio di- 
apo^ijiioni jninu5£Ìofle sui doveri dì coloro che tìsercitaim la 
prolensioiie o suirorganainento rj funzioni di*i Collegi liota- 
lili, stabilendosi pene rigorose per i traagrefisori ed i fé- 
ili (Va^bì. 

( nn speeialo riguardo e molta cura è trattata la parte cIr^ 
si tir- 'riatti* agli aroliìvi, alla loro custodia, air ordinamento 
i felle 4'arte ed alla exfnservazióTie dei sigilli. 

(Ili archivi Tiota.rib, eooio v<?ngono con detta logge orga- 
nir^zati, t^esssano \lì essere quei depositi d'in sin nazione eai- 
sU'iiti iieirantìcii l'ji^oionte e diveoiano preziose sezioni di»- 
\l\\ risvìrivt ;:;iuili/i:in. Se ne i sititi ii^ee uno per ogni distrHt^i, _ 
S(>(|«» (Il tiMbuiiale civile e correzionale, lasciando facoltà 
coimiiii (li domandare la istituzione di un archivio notai 
assmncndone le spese, quando gì' interessi degli anira 
sli:Ui lo riclìicdano. A ciascuno di essi è preposto un C 




ArehM notarilL iYl 



mentore ardÙTÌBta, nominato con Docn^to Roalc su pr()p(>> 
Aidei Ck>n8Ì^io notarile o della Corte (rApiw'lIn. Molte «iispo- 
anbni degli Editti dei Reali di Savoia vi sono constM-vatc : 
e fiene adottato Tubo flonmtino di t<>iier(> s( sparati <;]i ori- 
ginali dalle copie. 

Agli arohivi notarili, fonti iiiesaiii'iUilf di noti/io sicure 
d^interease pubblico e privato, (mmivìmi^oho ali studiosi di 
eoonomia, bibliografia e di storia p<>r trovare la prova pro- 
vata degli usi, dei costumi e d(>lle ricchc/./e dei popoli. 



CAPI rOLO rx. 

Olì Arehifì ^eBarali in Italia 
^ _._j.^__ j.iii^ ^ comunale. 

i 

Gli arcliivi ( sino jn iulin J(» città «lei- 

Timpero fnroiR . itonjD al Qiialf^ an(Jamn& 

i'ormaiidosi i ilppo n.ioinìn«.'iaraiio leìilariimitp 

f» non furono Un.^ iO a t^lio ÌI t^^mjjo non U 

rose ricchi di iloeni >rN>iYi: e ixMìehè tPTiQti in 

luojihi siciirs iiou ] l^ro ìiuportanza Jliitanto- 

cliò la civiltà non U rc^.. ....ft*i^i.. 

L'iinpenu'Oìnano, cadendo, ci lasciava il |?ermo del pote^^ 
dispotico, tua con esso ci lagciava pur aìicdn^ quf^llo (M'or- 
dino o dolTuniii. 

I Longobardi, malgrado la loro perìzia Tjell*a,rk* della i^uprfa 
o il loro ?juniero pi'o valente!, non paterano occupare tutta 
Italia. Uno solo di (?asi, r^'soai incJlpetiderit^^ dai re della sua 
nazioiK», ri usci a atalnlirsi nel re^no di Napoli e a govi^i^ 
iiaivi col Ijtolii di Duca di Benevento (1)* , 



(1) Autari 111 re dei Longobardi cóntjuistò l^cnevenlo, ed at- 
traversando tiiUn r Italia ni e riti fon ale fino albeggio, spinse en- 
tro Tonde il caviillfii e percuolendo con la landa una colonna 
innalzata jti mori^. gridò essere quello il solo confine eh' egli 
(lava alla nionflrc-hia lombardii. Lancia poi a Bent^venlo Zoì" 
Ione, uno Oeì suoi gent^rDli. pi^r governare la recente conqui- 
sta. Questa spediKinne eiseiguitasi nei S^ì\ è I epoca probab'** 
(iella l'otida/ione del i1m:alo tH Benevento, Il quale trovandi 
posto nel l'cniro dei regno di Napoli, in ter rompe va In coniui 
caziono tra le jjrovjricìe nncora possedute dagli imperatori. 
Sisinondi. X/oriVi thih Rtpnbbiìche lialìane. 



li 



Gli archivi generali in Italia, ecc. iV.^ 



La domiiiaziono longobarda iiitr(Mlus.s4> tra noi Io spiiito 
d*iiidiTÌdualità brutale o sdva^zgio, ni \ iniinicipi roma ni 
ftarono quasi tiomplotamcnto (listrutli: ma Pidoa (IcIIm po- 
tenza delia libttrtà p<ìrsoiiaIo iioii iiulu^ìò a t'arsi strnd.). >> 
congiuntasi con Tidea deirautoritA, roso pi ìi morato, più si 
cura e mono K^ivosala so^^ozioius orij^iiiando in brov^' vol- 
ger di tempo la costituziono doi ('omiini, olio t'urono il on- 
miuciamonto dello gloriose repul)bli(dio il ali ai ir. 

Quasi tutto le città si costituirono in Uo]»nl)I»liolw' iiidipcn- 
denti, incominciando dalla l'orto <mI ardila Vono/.i.-i, il cin 
esempio venne imitato. K vói sor^(M*<> doll(> ropnl>l>Iiolio Im 
civiltà cominciò a progredirò. 

Ogni comune, divenuto liijorn o sovrano in cas-t sn.-i. srnii 
la necessità di custo<Iir<' Ui momorio storiolir dolla propria 
esistenza o ne salvaguardò la oonstM-vaziono, oinMiiMinio Ir 
disposizioni ncHM^ssarie. Ma non p(M- «[uosto >;li aroliivi ors- 
sarono dall*(>sserc il privilegio di poolii vhr an/i, i)un dirsi. 
siavi stata gara per innalzarvi baluardi insorinonlal>ili in- 
torno a queste cittadelle dol sapore. Divorsamonto non 
avrebbe potuto (»S8ere quando si oonsidorino lo «^olosio o l«» 
guerre che continuarnento moloslarono, o più d'una volta 
misero in dubbio resistonza, por (pianto florida, di qiiosti 
piccoli stati. 

Lungo ed aitino compito sarobbo rii)ortaro, ancho snccin- 
tament(» la storia di questi airhivi oomunali, soH;iiirno lo 
svolgimento chI il modo eoi qiialo i)olorono osson» salvati. 
arricchiti eresi utili ai govornanti od ai>;li amminislrati. Le 
vicende politiche che senza tregua si smrodctloro, distni^- 
gfMido e ricostruendo; l(» lott(» int(»stino <» tra limilroll vho. 
vincitori o vinti, subivano ed imponovano volontà nuovo r 
nuovi ordinamenti nella vita oivìlo; tali o tanto fasi hanno 
fatto subire agli airh ivi locali, ohe di illosi pochi o nossuno 
rimasero. Ma attraverso tutu» lo calamità si trovano tracco 
non dubbie di sacra voneraziono prr lo nnMiiorio storiclu?. 

E dì questo ti*ac(;o s'incomincia a trovarne di copios<» ik'I 
XIII secolo, epoca nella qualo paro siavi slato un vero culto 
per i documenti politici. 

In molti uffici comunali sì (h'stinarono apposite stanze 
per uso di archivio che furono chiamate^ « Camere d(»jili 
Atti »; in alcuni altri si allogavano inaila ("appesila dei Priori: 
ed in altri ancora si destinarono appositi edilt/A veA'elic 



70 ^^"^ Capitolo IX. 




la rustodia I sse più guardinga eil aGcui-ata. Ma per i docii» 
lui^nìi di m [^gioi-c nlhwo e di pi^j solenne i Diporta Qza, si 
u^K per nit.tc» t+^!npo ane^nn, la prtóiauzioriLf di riporli uei 
luoglii sacri pt'n"» sottri La 3orv(*gliaii5:a d^lle autorità coma- 
uali uhc, ii> eiue con i l'eligìosi, tit* tenevano le chiavi. 

I dociiDi« li rar-eolti iic^gli archivi comunali , sono atali 
i^empi'c Uhi j g*losamf*ntp segreti; fi la m^ìoiio appare r?vi- 
dentt* quan^ > si L^oiisideri il fermento grandiaaimo ohf* ha 
tenuta agii la ia peninola e per le guerre noi papi e gli 
stranieri, e ^er le lolle intesirìne fra Oiielfl e tThibellini. Ma 
alla ^segretezza ■ - carte polilkhe riferontjjsi 
allr relazioni e.,»^>ii o contrasto una certa h* 
Ueralilà pr quello I no i rapporti Ti-a il Co- 
mune e i dttadinij dì questi. Siffatta, spetue 
di documenti era. flSt;oltjV, resa di pubblica 
legione, salvo, brm t* eautek* per la buona 
eonserrazione o il i* i ritti per oopit^ Naturai- 
mente qtiesim libei-il seconda del momenttì po- 
lilkio e della polìticìa ani mi nis tratori in carica, 

II diverso irati amowb« ^ i^arte custodite nf^^li ar- 
chivi, \MyvU.K di UfHTeasità, la divisione de^t^li arcbivi mede«- 
j^iini in due grandi sezioni: la segreta e la pubblica: cioè,- 
la DipkHiiatica e TA ni ministrati va, aHo quali veniva^ gen©«' 
talmente dala residenza diversa, come divèrsa era rìmpoiM' 
tanza dei docunienti conservati j la loro natura ed il Ic^ 
seopo (1), 

Uiio dei cofnuijì che maggiormente ebbe a l'ìsejitire 1 
^Ifinni apportati dd (.cambiamenti politici e daHe dominazioni 
stiu nitore e, senza thibbio, quello di Milano. 

Auliim capitab degli Insubri e <lt tittla lii Gallia cisalpinft^ 



Clj In rirenze, nel 121W6, si cerca II moilo dì racUllare la Có- 
jiuinira^.ione delle scrilture liet ComuiiB a Cdlora che vi Uantia 
hilere^àe f nei 120D sì ordina che t Priori ne tliano copia seusa 
iiileii]iii inercxdee — Guasti. Inifeatario dei CapsloU. 

Nel 12131 il eoniuite di taralo in Toscana delibera che il ■"* 
taio archivista del Comune possa mostrare le scrilture del 
clìivlo a chiunque vi abbia interesse, senza percepire al 
diritto, prendendo bensì 12 denari per ogni esemplatura e • 
dando copia ai forastieri senza espressa licenza del Gap 
degli Otto. — Paoli Cesare. Programma scolastico già citai 



Gli archivi generali in Italia, ere. 71 



fu refddenza di alcuni imperatori (Ì'OccùUmiì^' o la prima e 
{àii antica sede arcivescovile (lolla L()nil>ar<iia. S(Ml(Mit(> al 
mezzo della fertile e rident<^ pianura iiKMiioIanonso, soj)p(> 
tener testa ai popoli liniitroti e agli stranieri con \o indn- 
fltrìe, col oommeroio e con 1(» armi, e ix>nsor\'arsi, contrM- 
stata ma incontestata, quoUa snporioritM alla «inalc Iia co- 
stantemente aspirato. 

Pochi e rari furono gli anni di tran«iuillilA p«n* sna vìIm 
cittadina nei secoli scorsi, poicliè so non «;n<H'rciTnriava con 
gli oppressori in difesa della propria libfTtA, portava lo armi 
contro i limitrofi per averno la supivMnazia, od altrimenti 
cospirava contro i reggitori della pnhhlica azienda o doveva 
impedire che le discordie int-estine su.scitat(^ da<i;li ahn.si <lci 
suoi bellioosi arcivescovi (1) ne danno^jAiasscro la indnstria 
e il commercio. 

I suoi archivi dovevano ncHiessariamonto sninrc lo (M)nsc- 
guenze delle agitazioni politiclie <» non pol(M"()no (Costituirsi 
od ordinarsi se non quando qnesto incominciarono a farsi 
meno frequenti e la città pot<j separare» la propria dall'am- 
minìstrazione governativa. Sedo di «governi conquistatori o 
dispostici che ne impedirono sempre ed in ogni modo lo 
sviluppo economico, intellettuale o politico, Milano non potò 
entrare in possesso dei documenti di propria istoria che in 
sul finire del secolo XIV; infatti gli archivi civici di (luesta 
città non conservano che poclii atti anteriori al 1400, men- 
tre vi sono in Lombardia dei piccoli comuni che custodi- 
scono nei loro archivi documf^nti del secolo XI. 

Per qualche tempo le carte furono accumulate s(mzn or- 
dine e senza preveggenza, ma ben pn^sto fu sentita la 
necessità, di codificare la conservazione degli atti per faci- 
litarne le ricerche; a tal uopo Gian (raleazzo Visconti (VM)- 
1396) ordinò rimpianto di «luattro registri per catalogane gli 
affìui dell'Ufficio della Provvisione». 



(1) Erlberto, arcivescovo di Milano, abusò del diritto di su- 
premazia sui gentiluomini dipendenti dalla mensa arcivesco- 
vile, e suscitò la prima celebre contesa fra nobili e popolo. Lu 
gelosia manifestata in quest'occasione dal popolo contro la 
nobiltà è una prova che i plebei avevano acquistato quel sen- 
timento di dignità e d'Indipendenza che nasce dall'uguaglianza 
di ricchezze o d' istruzione. 



t2 Ì^^^K Capitolo IX. 



Le iJispos iìonì date dal primitivo mumcipio loilanese p&r 
talt'Jaro U < istoilia iIhÌ tlinMiùu*nlj hIoi'Ìijì non fiimrjo tali 
da aaaicui'ai s la, ijidLstrutti Ialiti degli aiti *'d un buon si- 
stema dì or LnariM'iito. 

Ciò avvpu f* DùJj pi?rt}bè ìioiì losf^o rieontisdiita l'uliK^ 
dei doi!iimé ti vù ì ìrautaggi cÌH' dada loro tM)iusulUiionr 
poteviiTiai r t*an7>, ma pei*ehè lu ?iia, pidjblioa irmquirita 
non periiik dì dmlii^are opera prottcun t} sicura ad un la- 
Toro acientL co tibe doveva svolgersi «ori Ja in assi ma tran-* 
quilliii. Le liftpersìoui e It* disiru/joni subiti^ dal paldruo 
uio storitxy € " ' andava t^ujnulaitdosi nei 

depositi del j ìoijo state nuineròs[saijut\ 

Basti rioordatT i libri e di lulte le ?it;nt- 

ture delle taatiu sttembre 1447 dai Capi- 

tani e difsnsm VUlustre ed eccelsa €o- 

ìmtnità di Mi\ 3 appiccato a quiisi tutti 

ì pubblici arclii.. Ituaiite il 24 aprUe 15^6: 

altro incendio cilici uaufcità considnrt-vole rli 

volumi e registri t^u 1795. Ma a queste, eho 

sono euu8*? esterne tr v«_ Iti gli ^tali m\ a tutti j^lì 

a rei li vi, altre u{> vanno aggiimn? oho iiaralti>rL37.aiio le abi- 
tudini ili quel popolo emìnerdenieiite comaveiTiale I- prat,ii!o. 
l/indok' sua leale non rieliiedeva la ni^esaità di uietteréin 
fìarta ttitte^ h? fasi delle trattazioni comiaerciali o patrimo^ 
niaU per quanto fosaero Iun*i:be ed interessanti ; perciò sono 
^late tramandate a noi mkì h laconiche eonelusìonali degli 
a d'ari, le quali se bainio servitù a ilimoatraroi Tatti vita om^ 
sta e febbrile defila vita pubblica e privatii, batuio peiin boI- 
imlto ai nostri studi eloiiK^iti dì j^ajide importanza* Ag- 
^iunysa.^Ì ehi* i magiatrati avevano TabÌÈudim* di trattare ì 
pubbbfi affare nMla propria casa privata, da dove, le earte^ 
non sempre facevano ritorno agU Ultìei ; nonostante i molti 
r iL'ilerati richiami di c^bi aveva autorità e dovere i\ì Farli, 
il mal vtjzm è durato Un quasi ai giorni nostri ed e a tato 
i'a^^i:l principallas^ima della disperzione di molti documenti. 

A Milano, rome a Itorna ed in altri luoghi, noi iim. XVI, 
tahiJif^ laridìe pubblìcbe divL^ntarono 1 4'ed il arie e coloro '^^^ 
IH* erano investiti si considerarono padroni di fare e disi 
a loi'o piaciuKMito. Fra le cariche passate in giuspatroi 
(li ramigli!' privat;' ò da annoverarsi quella di archivisi 
pubblici ullici; per tal fatto l'Archivio degli Statuti 



Oli archivi generali in Italia, ere. 



dei Panigarola; quelli delle ivo Notario del Trihunalc <li 
Provvisione, appai'teiievai IO a^^li Spaiizntla (mI a<ili Ornnti : 
la Notarla della Giudiraiura provvisionali' (loll(> acqiif' <> 
strade, stava in posHesso dri Hi*as<*a : ([iirlla df>ll<> vettova- 
glie apparteneva ai Galasai <ht. (H-r. Questa usan/a. rlir 
avrebbe potuto (essere tanto b<Mi('tl('a so le |hm'soii(> ì-Ik^ spa- 
droneggiavano in ((UO^Ii aivldvi si fossero oci'iipate con 
amore della buona oonsorvaziono dello scritture, riuscì in- 
vecse oltremodo nociva ptu* V ineiiria dei titolari e perchè 
non mancai'ono i protendonti alla carica, i (piali recarono 
grave nocumento al patrimonio che volevano ciisiodire (h. 

Queste e tante aitivi diiIicolti\ clie il teni|M) eliminò, ci-eò 
o rese più miti, y;li amministratori civici di Milano cerca- 
rono di frontt'ggiare n<4 nioclo nii{J!;liore per salvaj::uanlare 
resistenza del patrimonio storico cittadino. K non trascu- 
rarono di riadattare locali e dan> disi)osi/ioni p(>rcliè ^li 
atti venissero bene ordinati e l'ossero custoditi con le do- 
vute caut(.*Ie od i iKHM^ssari rij;uardi. K per ottenere lo 
scopo, nel 1578 fu stabilito di (U'imfarc o«»;ni anno^//^«; iirn- 
vinciali (membri d(»l tribunale provvisionale) ali" Iin^ursa 
delVarchivio della città; e nel 1585, di cliianìare al posto 
di archivista una persona non iniidcfrata in altri nc<rozi. 
perchò pot<«8(* att<Midore assiduamente a detta ini presa col- 
Tassistenza dei Si<;nori Provinciali. 

Difatti un archivista l'u nominato, e l'ordinamento inco- 
minciato; ma le calaniit:\ pubbliclie ne impe<lirono ben 



(1) Nel 1550 l'archivio principale del Tribunale della l'rovvi- 
glone. Al trasportato in locali nuovi e più adatti nel palazzo 
del Broletto a Porta Comasina. Quel trasloco fu causa di al- 
cuni disordini, uno dei quali è abbastanza nuovo negli annali 
dei pubblici dicasteri. Certo Giampaolo Ornato s'impossessò 
del nuovo Archivio della Provvisione disponendone a piacer 
suo per pretesi diritti ereditari alla carica di archivista: e sic- 
come non era del ramo diretto degli Ornato, giuspatroni delle 
notarle del tribunale, cosi fu intentata causa presso il Senato, 
suprema Corte di Giustizia di allora, per escludere dal Muni- 
cipio quell'intruso. 

Queste come tutte le notizie sugli archivi civici di Milano 
sono state desunte dalle Memorie pubblicate per cura della 
Società Storica Lombarda, sugli Istituti scientifici, letterari ed 
artiallci di Milano. 



74 



CajÀtoh JX. 



proBto la pr KJUEÌone» Nei ]ftl4j nn inamnììù tìistniast* [ler 

quasi la me It? scritture dei notai cìtìIì di?l TriHunale di 

PiTiirvimoue 1 t'^rf*stia dol J62K e la fauiosa p^^stilt^nza del 

1630 a.tTf?Bfeii IO I* dissestarono talraeute la tila pubbU(.M e 

a privata e] ne«9iUK> più si occupò, p^r molU> tea i pò, lUi- 

j^li archivi, Lle scritture e d{4 lor(M>rditiamerito. hi mez^jcn 

a Ialiti pubL si o privati disastri , iibbiaino un belliasimo 

oseiupio di r mito poiisa ì'aniorf^ al proprio uQlcio, ai d<^ 

cu nienti, alili ?toria> Un tal Giov. Battista {'otta^ impiegato 



addetto aj^li i nìmu aveva ÌTR'omìiiLÌato per propria inizia- 

itando a cbi^ di tempo 
uro slcqMì non ai pordes- 
o, ma r utilità sua fu 
li^i, potè oon la scorta 
firn pubblico serilture 



tivrv un ^ libiu iir.l - 
iu temjx), sì curiaejg 
sevo ^ \ quel libra \ 
apprezzata da clii| 
di esso rintraceìare 
(» documenti di x^m 
Fìnalmonte uel 1 
l'arelnviò « rendeva \ 
con la cìf^siderata br^ 
VÀ\\k ricercavano )^ ptjrui.^ 



tratori ai accorsero che 
ti Jmpoasibde il trovare 
ire che li bisogni della 
i..,.sretó del 25 giugno fu 



elettff archivista Filippo Resta con i^inearico spedale di fare 
una nuova distribuzione delle carte, dividendole per mate- 
ria, inventariando le esistenti e disponendole negli scaffali 
e t'assetti ni in maniera eho ant^he gli atti che fossero po- 
steri orni onte pervenuti all'archivio potesaero venir collocati 
iippresBO agli altri nella raedeaima cutogoria. 

Il Resta, si mise subito air opera, tim non potè da solo 
eseguire il difficile e paziente lavoro, perciò richiese ed ot- 
tenne validi ed iotelligenii cooperatori, i lavori din quali 
si eoiiBcrvauo tuttora filandoci la prova della saggezza dm 
ciilerf a re Inviatici adotta-ti in quel riordinamenti]. Le dilR- 
colta incontrate e saputo feliceniente superare^ non furono 
IxH'lir' f* non tutte d'iiirMé nmtenale, l.a necessità di affi- 
dare hi ijirezioìie dei kvDii ad unsi sola persona non tardò 
a riKvniresinr^^i, poieTmt agli ordini dei ùuQ ^'roumdrtti, non 
semine i'e]ic/irJi tra loro sul da farsi, era ìn^tpossilùie c)ie ì 
lavori i>rcH.'edessero con alat-riift ordinati ocou eahna: fu nom' " 
nato jici-cin un Sopraiutendento airarchivio nella persona < 
Liu'io Adriano Cotta, membro del Tribunale della Provvisior- 
il quale ne curò con iutelligenza e con zelo i lavori chiamand 
•oadiutoro del Resta il notaio Francesco Barcollino. Mentr* 



f 



Gli archivi generali hi T tal la, ecc. 



\ procedeva airinventario dell*^ scritturo «mì nlla loro sistiMim- 
': zione, la Cameretta (ossia il Consi^sso v\\o si sdstiiuì ni 
' Consiglio generalo dolla oittiV) f<>(*.(' studinn'. approvi) o pn>- 
\ miilgò) a mezzo della at-ainpa (Kk*)!) il priiim rosola uhmiIo 
che siasi dato a quoirarc^hivio invitto composto di s artM'nji. 
Ma rosseiranza a qu(^tH> disposizioni non fu potuta (»tt«'- 
nere, specie dai maj^istrati «Mie più di o>>ni altro avrrMxTo 
avuto li dovere di sottostarvi e contro cui nulla poi«'vano 
le comminatorio; per la qiial c^isa, nc^ii atti rimase la prova 
dell'amore o della cura posta da<;li archivisti ptM* la conser- 
vazione dei docunionti o noi vuoti ))rodotti dairincuri.-i d«n 
magistrati, la riprova che <>;li arcliivìsii nulla ]iossono con- 
tro coloro che non voj^liono r<\stituirc lo scritture. (^)uesta 
trascuratezza ridusse iu poco tempo Tardiivio in tali con- 
dizioni che il Sopraint(Mident<» curionale, conte don Costanzo 
D*Adda, poco dopo il 17IIS, si trovò nella necessità di rife- 
rire in Cameretta sullo Stato deplorevole in cui erasi nnin 
vamente ridotto Tarchivio e il ))atrimonio storico della cìttn: 
egli ottenne facoltA di a<J!:iro per ricuperare i docun.rnti di- 
spersi e di riordinarlo come rinì])ortanza «li <\sso richiedeva : 
ma Tenergia o la buona volont;Y del D'Adda co/./.ai-ono, 
oomealsoUto, contro dilììcolti\ «esterne ini])reveduie. ]»oichè 
proprio in quel tempo, Milano eì)be a sopportare tr«' domi- 
nazioni in mono di tro anni (1); tuttavia la costanza e To- 
perosit& deliVrudito patrizio riuscirono a compiere l'opera 
ideata (2). 



(1) U ducato di Milano, che nella guerra della successione di 
Spagna passò sotto il dominio di (^asa d' Austria, fu desolalo 
in ogni occasione da tutte le i)oteuze belligeranti e smembrato 
In tutti i trattati di pace. Nel breve volger di un triennio Fran- 
cesi, Spagnuoli ed Austriaci poterono conquistare, cedersi e 
mercanteggiare in Lombardia a proprio piacimento approfit- 
tando dell'avvilimento momentaneo della popolazione, la quale 
era sorpresa più clic non fosse abbattuta e vinta. 

(2) A memoria del lavoro poderoso e irlo di difficoltà com- 
piuto dal conte D'Adda, fu collocata sulla porta dell'Archivio 
civico, la seguente epigrafe : 

Veterum documentoriim — et diplomatum — reliquias — ieni- 
porum ae belloruni — injuriis superstites — colleelas digesias — 
Marchiane don Galealio Bossio — urbis prue fedo — coiues don 
CoiiMiantius De Abdua - - Marchio don Uieronymus Ferrerius — 



16 i^^» Cnpitoto /X. 



Ma il [iazie^..i^ lavoro dhr» ìt (K>Ht*' d'Adda seppe ctmduiTf 
a termiiie cosi lodm^ol meri te ed in ni*^zzùii tante contL^imettìj 
itoii ebbeluiif titji jKikhò In fiioUeplìci mmli Acazio ni e ri- 
forme ammip d-atiVi' apportata al Mimicipìo dì Milano ri^ 
soro rmstnu Topt^ra dfl dolii o apiiassionati <?ultori di do- 
ftimf^oli stoi , L'a/iotit^ d^vaaUtrit^o ì'u taln che alla distro- 
zifìotì 1^ spéCi.. iiwdo ilellf* Si!rLttiin% si agjpuuf^e lo saparpa- 
gHameutò di ihaM' ili niolti^pUi^i andiìvietti, e sì giuuso pmlìiio 
ad impodlre ai Coiuuui iotabanlì di yor^m ueW ardi irlo 
eirico dellii mn ?gtore t^iit la corrispoiidonsea cho a loro piii 
non sf^rviTa pt, ' ' l df*gli uflkù. 

Lunga e dolo- t.n- % deir Aoiminislrazioni* 

eÌTica milanesp La Éf*Tiai^ia <> d<.dle virlii 

di quellV-raiec poriT; rt'sisteoza ardita, 

compatta e in cbe da ogni parlo lo 

opprimoTano» - i»». ibilìto di aUeniarsi nd 

avviuendarai noi de nifi i:: indomita Merito^ 

A man tonerà »j oojj sar^^ il lavoro fattoi dal 

CMJntp D'Adda, e ]^ou«*i. .-»_ ori pordesso viemaggior- 

int^ntp df?Ua sua iniportaitza, iu atudata la àiresiùnB ed o»-- 
dinH^hmc, deìVnrrhiì^m civico al aonie don Giorgia Gia- 
lini^ isioriognifo della Pedria, 

Ottima fu la sci'lta ilei nuovo arLìhiviflta, il qnalo si ac* 
dnst' aIL*opera con quoiraEnort^ clic la rìcr*rca del a vf^rità 
nella storia inspira a chi mi apprezzare il valore acientiiìoo 
dei documenti, 

Sotlo la sua direziono rarchi rio venne distribuito in venti 
categiMii^ assai opportune per le esigenze amministrative 
(i*allora; nò ai actionlentò di claasiflcare le carte esistenti 
seL^oiido il nuovo sistema, ma lece il possibile per rioup€^ 
lart^ iju^'lle mancanti, e provvide a che si compilassero ì 
if'>;t»sli delle lettere ducali, delle ordinazioni provvisionali, 
delle decisioni c^^nsigliari e dei ilooumenti relativi alla mi- 
lizia urbana e lorese, noncliè g\i elei;uhi di tutti i deeu- 
riorn rnr]aiM\'«ì dal ll^ìiìO in avanti. 1 numiTosi e bellissimi 



et Marchio don Jucobus Fagiiamiis — ex LX. Decur. delecti 
ad ntilitatem et decns patriae — posteris commendabant — An 
MDCCXIJ/L 



Oli arohèvi generali in IMia^ ecc. 77 



E Tolumi di tali regesti ed cionchi, od ì giudiziosi (> nitidi 
I transunti premessi a migliaia o nùpcliaia d'iiirartaiiioiiti. 
\ tpeoie ddla importantissima cato<^(>ria do^Ii tqnnnìtnnici>ii 
\ della Ctxmeretta^ restano tnttodi ad atti'stan» la s()I<'rt«' sa- 
pienza. Futilità e la precisiom^ del lavoro compiuto ndl'ar- 
chirìo cìtìco antico dallo storico Oiulini. 

Seguendo il metodo usato poi riordiiiauionto arcliivìstico 
d^ 1653, si formula e fu dato all(> stani p(' un Pltnìo (fi csc- 
euHone o regolamento d^arclnvio, composto di r)(> parM<;i-:ili. 
'distribuiti in sette articoli, i quali prevedevano, si pun (lin>. 
ogni benché mìnimo bisogno (1). 



PIANO D'ESECUZIONE 

per la Rlordinasione, Completamento, e Custodia del Cinico 
Arehùrio, e per la Organizzazione del di lui Urficio, appro- 
vato diól* Eccellentissimo Generale Consiglio con Decreto 
del giorno 17 Dicembre 1781, clic comprende i seguenti 
Articoli: 

I. -~ /{ Metodo da tenersi dall'Archivista nella Riordinaziitne 
delle restanti Carte del Civico Archivio. 

II. '- lÀ Mezzi affinchè non vadano disperse le Carte del dello 
Archivio. 

III. — La Maniera da tenersi per la rivendicazione delle Carle 
di apettanxa delPEecellentissinm Città, esistenti fuori dell'Archivio. 

IV. — Il Modo, con cui riparare le Carte da qualunque in- 
fortunio. 

V. — Le Incumhenze da adossarsi all'Archivista, oltre quelle 
eompreee negli altri Articoli. 

VI. — Le Incumbenze degli interinali Ammanuensi impiegali 
nella suddetta Riordinazione dell'Archivio. 

VII. — il Soldo annuo, ed Emolumenti del presenlaneo Archi- 
vista Lualdi, e de' futuri Archivisti, e la Tariffa delle Visioni, e 
delle Scritture. 



(1) Questo regolamento conservasi fra gli aiti dell' Archivio 
civico storico di Milano, e vi trova molto da imparare nella 
consultazione di esso chiunque s'interessa al riordinamento di 
archivi e conservazione dei documenti storici. 

Avendone ottenuta copia dal chiarissimo D.r Ettore Verga, 
Direttore dell'Archivio Storico civico, lo riproduciamo inte- 
gralmente per comodo degli studiosi che si preparano agli 
eraml di Archivisti. 



18 Uapiiùlo IX. 



1 



PRIMO ARTICOLO 

Il Metodo da «neraldaii'ÀrcliivlJtaEella KiorditiasLone delle 
restanti Ljxte del CItIoo ArcMvla. 

t. — L*Arcli 1sta dovrn collo stesEo mclQtlo^ die ha già te- 
nulo per le C rte de1l'Et!celknti<ìsimo GcnerAli; Consiglio^ Fior- 
di iiflre LuUi li Libri, e le Carte voianli, speltiviiU all'Eccelien' 
dtsiitno Tribi^iale di PiowìJiiojiet IraniìMnlando, e ìxniilizEando 
prlmn i Libri, b poscia Je Carte volanLii ludi gli uni, ed filtre 
formerà ì lor r impellivi Indici parli colarle 

IL — Conip ara in segnilo diversi Heperlorj, latreceiatido in 
essi, eoo serifc v*ui. * ' " * *' ' delle Materie enuiicìiite 
net Libri con queil Iurte volanti, j^s^eniando, 

e citando la stabile ! medesime^ e a capn di 

ci esc uno dt^ detti Lina rigorosa Untori ce di 

esue Materie per Al jieriXche ogni Repertorin 

debba contenere II ^ ipo di nn Secolo. 

IlL — Porrà in uii darò, snrà possibile le sole 

Ordlnnzioni. Senlenj! , Decreti, e sinidi Docn- 

menti, enuncìmido L (uddetti Repertori ^i 1^^- 

peli d Atll Giudiziali, _ ? di Spose^ Uste, Mandnti, 

Licenze, e simili altre t^m ic v»* |,wc« entità, le quali unirà nelle 
Filjtc!, che saranno denominate Appendaci delle Filze Maes^tre, 
ed in essi RepertorJ citurà la Lctteri*, e Numero, con cui sa- 
ranno eonlra^ie^iiate esse Filze secondarie. 

IV. — Ultimaìa la Hiordinazione delle Carte del Tribunale tU 
Provvisione, indiUdaniente dovrà col surriferito Metodo pas- 
sare alla iìiordìnajEione di quelle di speitnnze dcirKccellentis- 
Himii Congregazione di Patrimonio, e dopo che nvrì\ perfe^io* 
licdn la niedesimat riordinarli di mano In mano ttdte quelle 
altre Carle, che sì rilroverainno nel Cìvico Archivio. 

V. " Per le Carle poi disparate, e d'in de retta relazione alle 
<livkhe M^tnser formarà una Classe di Materie miste, ed enitn- 
eiarà De mede:<fclnie in uno. o più Repertorj, giusta lu quantJtA 
di quelle, con ordine alfabetUco, e cronologico {dove si potrà) 
Kolln il titolo dì Miscellanee. 

VI. - Poscia, periezionaie tulle le suddette Operazioni, do- 
vni eotiipilarc un esalto sommadlsslmo tìepet Iorio dì lutto 
quiinlo resta entmcialo negli altri particolari Hepertorj, che 
Il 1 1 L ni a m e n 1 e a V rii l'or ni a li. 

VII. — Duranli' la presentÉ? RÌordinaKÌorve+ sarà sempre 1^ 1 
nulo render ìatesii della progressione del Iravaj^Uo 11 Signori ^ 
(lonjiervatorl degli Ordini, Sovrintendente Decurionale, ed un 
dei Signori Delegali delle rispettive Mense di Provvisione, 
Falrimonio, i quali per tale effello saranno chiamati ogni di 
mesi dal prefato Sig. Sovr'Inlendente nella Sala anteriore d 
Civico Archivio. 



SH orekM generali in Italitu ecc. 79 



Vm. — E alla fine di ogni anno prima della spedi zioiio ilol 
Mandato per il pagamento del ri speli ivo tromestre lioislt Ani- 
Banaenal, stock dall'Eccellentissimo Si^. Vicario ili IVov visione 
e dal sullodalo Sig. Sovrintendente chiamata l'l'ni<Mio ilo' ^uii 
delti Signori Delegati sopra l'Archivio per la ri cognizione <li 
quanto si sarà operato in quell'anno, che va a tìnirc. 



SECONDO ARTICOLO 
U MiMil ^^hm»!»* non Tadano disperse le Carte del detto 
AndilTio. 

L — L'Archivista non potrà uìai consegnar Carte del Civico 
Archìvio a veruna Persona, ancorché la iiiedesiina presie«lM. 
sieda, o serva alle rispettive Mense, ed Orticj Civici, se prinui 
non riporterà la Ricevuta llrniata di proprio caraiiere lii 
quella, o della Persona, a cui dovranno servire ilettc (.arte, e 
a norma della Schedola segnata A. in Une <li questo Articolo. 
che esibirà al Petente da firmare, per poscia porla noi hio^o. 
dove avrà levata la Carta, o Carle, che conset;narà. 

II. — Non esigerà la ricevuta per quelle Carte, ch'esso Archi- 
vista personalmente consegnarà alle Civiche Mense nel tempo. 
che trovansi congregate, se non se nel caso, che delle Carlo 
debbano rimaner presso di esse Mense per ipialche spazio lii 
tempo, dopo saranno sciolte, ed in un siinil caso dovrà ripe- 
tere dal respettivo Segretario, o Cancelliere di ({uella l'onlinata 
Ricevuta. 

III. — Nel far l'edizione di Copia lielle Carte del Civico .Vr- 
ehivio per consegnare a Persone estere, che non siano addette 
all'Eccellentissima Città, dovrà sempre altenersi al Oecreto di 
quella Mensa, a cui appartengono iletle Carte, ed enunciarlo 
distintamente in un Libro, che terrà espressamente per an- 
notarvi le Carte, che per Copia, d'ordine come sopra, darà a 
Persone estere, ritenendo presso di sé simile Decreto per di 
lui giustificazione. 

IV. — Prima di consegnare a qualunque Individuo, o Mini- 
stro deirEccellentissinia Città Carte, che dchban ritornare al 
Civico Archivio, descriverà in ristretto sotto la 1\iccvuta. enun- 
ciata nella suddetta Schedola, un Transunto delle medesime 
Carte, ed indilatamcnte riporterà la predetta descrizione al Li- 
bro, che sotto chiave dovrà sempre custodire, esprimendo so- 
pra di quello la Persona, e il giorno, in cui le avrà consegnate. 
E mentre verranno quelle al predetto Archivio restituite, do- 
vrà farne di esse un esatto incontro, e ritrovandole quali de- 
von essere, lacererà la succennata Schedola di Ricevuta, an- 
notando sopra il surriferito Libro di avere introitato le mede- 
sime Carte. 



so ^^^H CapiMo 7X: 




V. — Dovii seniilre essere premonilo del Trapasso da una 
persona airaltra dtììfs Cnrlé, che avrà consegnate» n qualche 
Individuo, MiniSiro deU'Éccellontifeìaia Città, onde non can- 
celterà inai dal 11 mi ì cale Libro delle Cotii^egne li nome di que- 
gli Individui, o Ministri^ ai quali esso la prima volta le avrà 
consegnale, se non verranno quelle di propria lor mano re- 
stituite ckì Civico Archìvio, oppure ^e non ovrù primn ritirala 
una nuova Ricevula da queUc stesse Persona, pres,<>o le quali 
esisteranno ìe dette Carte. 

VL - Dovrà sempre l'Archivista consegnare agli ludividui. 
o Ministri della EcceBleutmhna Cittil le Copie ^empirci, e ncin 
gli Originali di quelle Carte, che \e verranno cliieste, e in caso 
e3Ìste.s!ìeio neirArchlvio i soli Originali, o Carle non duplicate, 
sarii tenuto far presente questa circostAnsa all'Eceelieniissimo 
Sig, Vii-irio, affinchè, se il tempo non pennetlerà di farne ti* 
rar copta, con parti colar Dee re lo ordini, che ^hma consegnati 
Bit s lessi Originali, al qua! elTetto si dovrà usare la Modula, 
che essa pure sarà stampata nella Scliedola sotto la lettera B, 
eome qui abbasso. 

A. - 1731. 

Ricevo io dall' ArchÌBÌo deìV Ecceìlen 

tìiÈÌiiia CiKà di Milano ptr mano dtl dt Lei Àrchwiatti ìe Carti^ 
qtii Sfìtto liescriilc, obbligandomi reslituirJe lìl ptù presta patr' 
acciù lìtnghì tùcstiìia In presente Hcbeéola, che mi conslitaii 
reap&nsale delle dette Carte, le quali sonOj ciofi ...*,,,» 

B. 

L'Archii^ista delV EfceUentis&ima Città di Milano tonsegnarà i 
questa uolta al Sig. 
Ip inftaxcritìe Cane iii'iginnUi nncotiihè fouJiero note nel Cwìeo 
Anliiuh, tiportandone indifalam^nte l'ordinata Ricevuta, e le 
titmli Catte sono te segnenii: , , , . , ,.,**..* 



TEflZO liRTICOLO 

La Maniera da tenerei per la rìveadic&sioEe deUe Carte 
di gpettaiiza dell' Eeeellentisaima Città, ealateixtl fuori 
deir Archivio. 

L - Stira tenuto l'Arcliivista presentare ad ogni tre mesi al 
Sig. Sovr'Iiik' udente, o in dì Cui ab^^cnzii ad altro de' Signori 
Delegali al Cìvico Arduvio il IJtiro, su rui saranno descritte 
le f:;urle di lem pò in tempo consegnale agli liulivldui, o Minl^ 
stri deH'Hct^eUejitissirna Cititi, per iiilendere del medesimo, se 



i 



Gli archiri generali in Italia, ecc. SI 



dovrà richiamarle, o lasciarle peraiico in mano de' suddetti 
Individui, o Ministri. £ dovendo ricliiamarle avviserà d'ordine 
del prefato Cavaliere uno degli Aj^entl deirKccellentissiiua 
Città, percliè deb)>a ricuperarle, somininistrando>{li però Io 
necessarie Iitruzionl. 

II. — Riceverà dolll Ministri deiri\ccellcntissiina Cittiì tutte 
e singole quelle Carte, e quei Libri di relazione diretta, o in- 
diretta ai (Uvici Affari, e ciie peranco esistono nei loro ri- 
spettivi OfflcJ; non dovendo quelli presso loro ritenere, che le 
sole Carte, e Libri dell'Epoca dell'ultimo immediato biennio, 
depurando Essi anche le dette Carte da quelle di \\\\' Ivpocn 
aateriore, che a causa d'essere slati uniti alcuni Antecedenti 
potessero ritrovarsi nelle Filze loro concesse; e successiva- 
mente at principio d'ogni anno riceverà pure dalli succennati 
(Ilquali per tale effetto verranno eccitati dal particolari Signori 
Delegati delle Civiche Mense) quelle Carle, e Libri, che oltre- 
passaranno di tempo l'Epoca del detto blennio. 

III. Quando li prefati Signori Delegali giudicassero necessa- 
rio di lasciare unito alle Carte del predetto biennio ({ual- 
cli'uno de' Documenti esistenti nelle Filze, che dovranno in- 
troitarsi come sopra, nel Civico Archivio, ordineranno all'Ar- 
chivista di farne tirar copia di quello da un qualche Anima- 
naense, affinchè l'Originale si conservi sempre nel detto Ar- 
chivio, e la Copia resti nella PMIza del biennio. 

IV. — Occorrendo vengi a mancare per morte, o per altro 
accidente qualche Individuo, o Ministro deirKccellenlissinia 
Città, il quale possa aver avuto presso di sé Carte di spettanza 
della medesima, sarà sempre tenuto l'Archivista renderne in- 
dilatamente Inteso l'Eccellentissimo Sig. Vicario di Provvisione 
ed il Sig. Sovr'Intendente Decurionale, o in di lui nbsenza al- 
tro dei Signori Delegati, per ottener l'ordine di portarsi unita- 
mente ad uno degli Agenti dell' h2ccellenlissima Città alla Casa 
deirindividuo, o Ministro, che e mancato, per ivi mettere sotto 
sicura custodia, prevalendosi del Sigillo del Civico Archivio 
qualunque sorte di Scritture ritroverà in detta Casa, per po- 
scia con previa intelligenza, e comodo discreto degli Eredi del 
mancato, farne la scelta delle spettanti airEcccUeutissima Città 
e in seguito farle trasportare nel suddetto Archivio, facendone 
l'opportuna quietanza ai detti l'eredi, se gli verrà chiesta dalli 
medesimi. 

V. Si farà sempre consegnare dalli Ministri dcH'EccelIentis- 
sima Città, e cosi dai Capi d'Officio, una Copia autentica di 
qualsivoglia Istromento, che dal giorno d'oggi in avanti verrà 
in confronto delle Parti celebrato per servigio della medesima 
Eccellentissima Città, qual Copia da consegnarsi nei termine 
di un mese dopo celebrato l'Istromento, sarà compensata per 

Taddei. ^ 



il materiate Iella Scrittura, a da1t*EccelletiLLss[ma Città, o dal- 
FitUra fi*iie, o iltì Chi spellerà, 

VL — Pavrà atìche sempre ripetere daUi suddetti Miatslri 
due Copte d quabt voglia Stampa, clic In qualunque lenipti, o 
per qualunc le ciiiisa possa essere ordì ttata dairEccelleiitiJislma 
Città, 

VII. — Fa t sempre levare a spese deirEcceUentìssima Città 
da de Slamp rie di MiiaDO una Copia almeno di tulle quelle; 
Gride. Ordì..,, e simili Edìtii, che di tempo in temi pò vengono 
pubblicati, prr poscia uuìrli, e cubtodìrLi eoii gli e^steidl nel 
Civico Arcliivio. 



COLO 

Il Modo, con col I fitte Oarte da qualunau 

tnfOTtttolo. 

L — Dovrà sempre vigliare aopra le Persone, 

t-'lie entreranno oeU'. rnietterA maL clie quLdle vi 

si fermino più di iju ipo, che basii p^r tra Mare 

unicaiTifule cou esso ^< iterasse d'Archivio. 

IL — Non potrà mai p 'accesso, quatido non abbia 

Ordine in contrario, né ».«.. ia<^.^.ù legg^^re Carle di detto Ar- 
t'iuvio n Persone estranee, e non dovrà mai lasciar da ^e sola 
in detto Archivio qualsisia Persona. 

JIL - Le Chiavi dell'Archivio dovranno sempre restare 
tiresso rArchivIsta, o presso Persona; al medesimo bencvisa, 

IV, — Non Sì potrà mai di notte tempo entrare con lume in 
detto Archivio» e oceorreudo per impt= usata urgenza di do 
vervi in lai tempo entrare, dovrù T Archi vista usare dì un lume 
cust(!idito, e riparalo in una lanterna con %'etri, e con altre 
necessarie precauzioni. 

V. — Non potrà pure in tempo d'Inverno servirsi del fuoco 
ili iletto Archivio, 

VII. - Sarà pure a carico dell'Archivista di sempre invigi- 
lare per la più. esatla conservazione delle Carie del CìvUo Ar* 
chivio, procurartiio» per quanto potrà, che le tìelte Carte- uou 
restino pregiudicate d&ìlik polvere, acqua, larlo, e da altri 
inili nocivi aecidecili^ 



QUINTO ARTICOLO 
Le Incumbenze da addossarsi all'Archivista, oltre q' 
comprese negU altri Articoli. 

I. — I/Archivjsta dovrà essere uomo lutto dell'EcceU' 
sima Città ; non gli sarà lecito di prestar l'opera sua ne 



■ «wi» Il 

ri si- J 



Gli archird generali in Ti alia, ecc. 81^ 

pkfo di Archiviita ad altre Persone, ma surà su ni prò ad de ito 

Il Mio lervlgio della detta Città. 
n. — Ogiii giorno, lalvi li di festivi, sarà temilo a risiedere 

ad Civico Archivio, portandosi u quello avanti, die si apriiio 
' b Civiche Mense, ne potrà dipartirsi dal suo LTficio, se non 

nninno ultimate le dette Mense. K dovrà ritrovarsi in Città. 

qualora resti avvisato, anche nei giorni festivi, e nelle sere, in 
'col vi siano Unioni, e Congressi relutivi alle Civiciie Mcnsi' 

per poter essere pronto a somministrare quelle Notizie, o Carte 
d'Archivio, che seconde le occorrenze le potessero veniro ri- 
chieste. 

m — Nel tempo della sua residenza neirArchivio, dovrà 
travagliare in servigio dell'Eccellentissima Città, e con nia<;- 
glor calore dovrà prestarsi in questi primi anni. afam-lK' più 
presto resti ultimata la Riordinazionc delle Carto del di^tto 
Arclilvio; epperò gli Aramanuensi verranno eccitali <lal suo 
esempio a compier ai loro doveri. 

IV. — Dovrà pure in qualunque tempo prestarsi alle oppor- 
tune diligenze per le ricerche di quelle Carte, che gli verranno 
chieste per parte deirEccellentissime Mense Civiche, ed inoltre 
per parte anche di Persone estranee, purché queste siano. 
comti sopra, abilitate alle Istanze. 

V. ~ Venendo chiesto dalle suUodate Mense di ricercare 
Carte concernenti qualche Materia, di cui non ne sia hiistante- 
mente edotto, dovrà dalli rispettivi Ministri di esse Menso farsi 
eonsegnare il Paragrafo di quell'Ordinazione, che tratta di 
quelle BCaterie, che vorrebbonsi dilucidare, ed anche, occor- 
rendo, tutti gli antecedenti, acciò venendo messo al fatto, ed 
inteso lo spirito dell'AfTare, possa con profitto, e minor per- 
dila di tempo somministrare le necessarie cognizioni. 

VI. — Non potrà mai partire da Milano .senza la previa li- 
censa dell'Eccellentissimo Sig. Vicario di Provvisione, e del 
Slg. Sovr'Intendente Decurionale dell'Archivio, eccettuato però 
il tempo delle Vacanze per le Ferie Autunnali, che incomin- 
eieranno circa la metà di Ottobre, e dureranno sino alla line 
del mese di Novembre di ciascun anno. 

VII. — Sin a tanto, che durerà la Riordinazione delle (^arte 
del Civico Archivio, dovrà somministrare, e prescrivere l'op- 
portuno travoglio agli Ammanuensi, invigilando se adempiano 
ai loro doveri, per poscia riferire al prelodato Sig. Sovr'Inten- 
dente Decurionale, se li medesimi eseguiscono quanto devono. 

Vili. — Per render più presto sarà possibile ultimata la 
Riordinazione delle Carte del Civico Archivio, dovrà nelli sei 
mesi dell'anno, in cui il giorno è più lungo, portarsi a trava- 
gliare per due ore anche nel dopo pranzo in detto Archivio, 
incominciando dal mese d'Aprile sino a tutto il mese di Set- 
tembre. 



S4 M^^V empitelo TX. 



IK, — Dovrai unclie invigilare se clii resta incaricalo di no- 
tare le niiincuJiEe degli Aniiuàuui^Dsi, conio al seguente artìeolù 
^eslo» essegìiiiìi^ fudeltiiante il .suo dovere ; ed in seguilo sul 
One d'ogoi f" mcstru sarà tenuto sulmniìnare Isi notu di deUe 
Mancanze al itg, Kovr'Inlendenle Decurionale delL'ÀrciiivIe per 
quelle succc ilve detenni naiÀùnU ^^ho v&rrniìno gtndtcatu op- 
portune, 

X. — Rìde a che sarà al perfetto suo termine la Riordlna- 
zione di lui le carte del Civico Archivio, e dùf^o et^sere stali 
forniati li rt. aeltivl ìiepertorj di quelle, sarà lenulo TArcliivìsta 
di ricevere J consegua tutte le suddette Carte, Libri, ed altri 
Accessori di l'aiUEidetto Archivio, e dovrà prestare un'idonea 
Sicurtà per , t aollo promessa di custo- 
dire, e maatL. ne quanto gli verrà cen* 
degnato. 

Ed intanto re sefi^te mente in consegna 

tutte le Filze e, e dei Libri regislri, dei 

quali in part* t li, e dì tulli quei Mobili 

inservienti al ranno descrìversi, 

XI. — Sorà isla, venendo ricercalo da 
Chi spelta, fa sta di tutte le Carte, e fìl- 
capili del me .. et modo, e tempo, che più. 

piacerà a Chi atfeua, segnrttameute &ìh\ Une di 

ciascun anno, 

XII. — Per qualunque Spesa possa occorrere in servigio dei 
Civico Archivio, dovrà rArchì vista con dii luì Conaulla parte- 
ciparlo al Sfgn SovrTnleEìdeiile Decurio naie del detto Archivio 
per ottenere col di lui mezzo l'opportuna Ee^^itlima al>ì li Ia- 
sione 

XllL — Finalmente per qnalsìi voglia anche impcniato evento 
conceruenle 1 Inler^àsaule Oggetto del Civico Archivio, snirà 
sempre In ogni tempo tenuto rArehivista di psirleciparlo al 
Sig. Snvr'Inleiidente Decurionate di dettu Archivio, ed in i^b- 
senza di questo, ad altro de' Signori Delegati delie rispettivi^ 
Mense Civiche^ 

SESTO ARTICOLO 

Le Lncumhenza degli Interinali Ammanuenfli tmpiegaU nella, 
suddettia Elordlnazione dell'Archivio. 

L — (ili AutniiinneiiTìi, oltre rindispeu<ìahjle probità, ed ono- 
Tn\''fr-\ 'rh*' s[iTiì sempre n t-ririrn (teirArclnvlMa dì neon"-» 
sceie, per non dover esser sottoposto a qualche inconvenie 
in una Materia si gelosa, e delicata, qual si é quella dell'. 
thivlo, e ogni qualvolta li medesimi non siano di sua p 
cognizione, e confidenza) dovranno possedere la material* 
ortografica, bellezza, del Carattere, ed essere wveA\oct« 



Oli archivi generali in Italia, crr. S5 



Mrattl nella Lingua Italiana, e latina, ncllR scritture di uliue- 

m tre Secoli addietro, e nelle Forraole, ctie usano li Notari per 

b disteae, ed eaplezioni degli latronieiiti. 
n. — Dovranno detti Amman uensi prestarsi a tiitlo ({uanto 

«crA loro ordinato dall'Archivista, e cosi copiurc Si'rittnrc, 
•trlvere, dividere le Materie, e^l eseguin* ciò clic occorrerà per 
k Rlordlnazione delle Carte del Civico Ardiivio. 

UL — Saranno tenuti in ogni di dell'anno, salvi li restivi. 
potiarat all'Archivio nell'ora, che loro verrà prescritta dall'Ar- 
eUviata, ed ivi travagliare, come sopra, {)er cin<{ue ore conli- 
Boe alla nuitlina nei mesi di Novembre, e successivi sino a 
latto Mano, e per quattro ore continue ulta mattina, e per duo 
■1 dopo pranzo nei mesi d'Aprile, e successivi fino a tutto Set- 
tembre di ciascun anno. 

lY. — Non potranno mai in verun tempo introdurre Per- 
■one estranee nell'Archivio, meno poi rermarsi in esso con 
quelle per trattare Affari disparati dairincuml>cn/a, per cui 
sono incaricati dall'Eccma Città. 

V. — In absenxa dell'Archivista dal detto Archivio dovraniu) 
bensì aecettare le Commissioni, ma non potranno mai ese- 
guirle, se non se nel caso di un istantanea premura da giusti- 
Hearsi in seguito, o di consenso del predetto Archivista, ((uale 
giunto sarA nell'Archivio, dovrà rendersi inteso dell'occorso. 

VI. — Non potranno mai nel di Teriali senza giustificato mo- 
tivo stare lontani dairArchivIo nelle ore, che loro verranno 
dairArchivista assegnate ; epperò quando nel detti giorni, ed 
ore mancheranno da quello, dal Portiere di detto Archivio si 
faranno sopra di un Libro a tale efTetto disposto le annola- 
sloni delle Mancanze loro. 

Vn. — Sarà lecito ad alcuni degli Ammunuensi il poter go- 
dere un mese di Vacanza, in quei tempi però, che sentito ogni 
volta l'Archivista, verranno creduti dal sullodalo Sig. Sovr'In- 
tendente di minore svantaggio ai detto Archivio. 

Vin. — Qualor anche con giusta causa, o legittimo motivo 
occorresse alli suddetti Ammanuensi di rappresentare qualche 
Emergente concernente la Persona dell'Archivista, o all'Iilcc.mo 
Sig. Vicario di Provvisione, o al Sig. Sovrintendente Decurio- 
naie, o ai Signori Delegati, dovranno questi sentire l'Archi- 
vista prima di dare le opportune provvidenze. 

SETTIMO ARTICOLO 
n Soldo annuo, ed Emolumenti del presentaneo Archivista 
Lnaldi, ede' ftituri Archivisti, e la Tariffa delle Visioni, e 
d«lle Scritture. 

J. — S/ante II Superiore Assenso del Reale Govctuo v^^*^^" 



86 



(yupitulo TX, 



pira l'Archiv 
sola di lui P 
addotte nel [ 
sole lire 1500. 

II. - In vf" 
piena cognh 
previo rOrd 
tan/a sarà il 
que tempo ] 
stente sotto 
di proprio e 
in lingua n«. 
mento nel di 
Decreto delU 
vore del Pet< 
gnome e Imp 
nendole col S 

III. - Dovr 
quelli però, che inn 
mente, co rrispu tuteli 
suddette Edizioni, ut 
per la materiale Seri 
la Stesa dei Ritorsi 
(^opie, qualora da l^ 




ta Lualdi annue lire HaùÙ, contemplata però ia 
sona. Per li suoi Sin^cessori poi, pi^r le ragioni 
imo PlAn«, TannuD Soldo delT Archi vUlft sarA dì 



re dellJmpk^go eo ti terìloglì dall'Idee mu Citti\ con 
ne dì Causa, venendo esì^o ricercato, e S'empì: e 
! in Iscritto di quelln Mensa, della dì eiii spel- 
loctimcntOt the vérrft chiesto, potrà In quftlqn- 
Copia fare l'Edìistone di quntdvnglia Carta, esi^ 
di Ui] Custodia nel Civico Archivio, mettendo 
itlerc in testa alle Copie il Certificato espresso 
ra voUflre dciresistersKa del medestnio Docu- 
lo al line di'llo Copie il 
* pcrnietle l'edij^ìone a Ta- 
le col proprifi Nonie« Co- 
;eeHeniìs«riu>fì Ci! là. e mu- 
diivìo. 

list ri dcll'Eccma Città, u 
e vita loro durante sola- 
tlnorarj provtfinìenti dalle 
godrà dogli EiDolumenti 
' cri! Il e, e DlUfeitxe, e p€ir 
_- Iteoeri: le Edizioni delle 

I iciu^a ««aercoto dt «tendere detti 



^.A 



Uicorsi. 

IV. Potrà perciò esigere dalle particolari Persoue ptlenii, per 
rivlizionc della Copia delle Carte del Civico Archivio, soldi 
cinque per ogni foglio di Carla, che dovrà essere scritta con 
righe 18, di caratteri 38, per ogni riga, ijeniprecliè b Carla, che 
viene copiata sia dui presente, o deiranteceiicnte Secolo; e 
soldi trenta per ogni foglio scrltlo come sopra, se In Carta, che 
si copia, sia del S**colo decitnosesto. tì a qutdlo anidri ore 

V. — Potrà pure farst currl^pondere dalle particolari Per- 
sone petenti soldi Ircnta per ogni Ricerea, n DiligenEQ, e per 
ciascuna Visione di Fil7,a, o Libro rvgi^^tro di detto Archivio 
del presente, o deirantecedente Secolo; e Ijre Ire per ogni ima 
(li (| nelle dei Seeoln deL-imo sesto, o a quello anteriore. 

VI. - Per la Ste.'in di qualunque Ricoriio, qualora ne vengu 
richiesto dal Petente^ potrà l'Archivisla ripeti^rt soldi trenta- 

VII. — Per tutte le Copie però df quei T>ocnm^nti, che ver- 
i.uino chieste allii otcnsionL da Persont* estere^ se rArchivI- 
sla vorrà prevalersi itegli Ammimucnsi dtìl Civico Archivio, 
non potrà mai servirsi dei nifdesiml, se non se in quelle ore 
nelle quali trovansi disimpegnati dalle loro particolari incum 
bonze in servigio dell'Ecceilenlissima Città. 



su mrddri gemeruii in ItaÌM^ ecc. <\ 

i Da qsm'epocm ai gioriii nostri gli arv^hivi dot Min:ÙMiiii« 




hanno sabito nuore e niolfoplioi v.in.i:ùvii 
p»^ tutte basate 5iii vviuvifi !'o!h!Av.ìiM>ia'i lioi- 
teli dallo storico Oiulini e tntic^ i!-i(^« mi :)i:o\vIart« *..« siv.- 
dio della vita economica ih) animi :nsir»i iva «ÌWr ìt^ì.>!-.-^ 
E per neiideiv più a^t*vol«* .niìi siiulù^si In .\v;> ::!:\- 
del suo patrimonio soiemiitvv. la Kni>p.>^o*iinv.. i . v- 
ba dirài i documenti i!i in» trran.li riivìrii» .".v^-: 
imlnfsfroftro. per gli atti ihIìitmì i> \\tK' i\\u\\\ ix:::*^",,^'. 
che più fbequeutenieiiie txwrmuo aih iraiin.iosu* uoù:-. a*- 
teieomanaJi. con se^le nella fhii'sa ili S. lìu^vav.M :r.:.> 
OBse rotte: di deposito. p<T ^li ani ainniinisT:*:itivi .ia'. ISi^v 
in poi, laiamente ricen^aii lìai^li iittìn. ivmì sivIo :u'll:i i-hii^sii 
<fi S. Carpoforo: e storico pi^r i iKvumt'nii ajitivìii <\:ù VM\ 
al 1802, epo^^a in cui ranimìni$tra/.ioii>* iinniiripalf' «ii Nl> 
lano fa separata dalla diitartimtMitali^ ui i^lona. Mn '\u •p.«\- 
ranno, ooetituitasi la Repubbliv'a italian:). V(Mnìi*:\' s<'|v\;-:iii> 
le amministrazioni proTincialo e ooinunalo i^/ivait.io .{Ut^ 
flfc*altima dril'An'hivio di dcix^sii*» v'ìio iviii»Miovn !;5olii<si;'.ii 
atti, antichi e n»centi, relativi alh^ duo jiiuri^iliii^in a:;i;r.'- 
gandolo ali* amministrazione dipartìinoutalo: la tonali' \^rv 
non sottostare alla forte spt^sa ii. vessa ria iv»;- la sisi uma- 
zione di un archivio più oivii'o .'ho provi noia U\ lo rìiiuso 
licenziandone j?li ìnipiej?ati. Talo provvtMlinionttì ]iort'> iiravo 
diasestOy perchè quegli utTioi si trovaroiu^ privi ilo^li inrai- 
tmn ftnti ant<H^edentì , indisiionsabili piM* la tnuta.'.iono di 
tutti gli affari niunioiixilì. Il (n>V4'nio italiaiu^ por nìotttM- 
flne agli inconvenienti giornali jm-ì olio si v<»ntloarvMiv> in 
questo stato di (*ose, lUvist^ d'intorvonin' <'d obblip» il Mu- 
nicipio a fimian', bonobò a inaliiunoro. una oonvon/iiMio 
che deferiva al Governo italiano o por osso alla Proiotiura 
di Olona. la direziono doU'aroliivio obo pi-tMulova il uomo 
di 4L Archivio governativo dì ileposìto comnnitlc e liiiuir- 
Hmentale ». 

CJosi fu che rarchivio oivioo divcMitò jiovornativt^ <m1 andò 
a formare un tutto solo oon Taroliivii^ nazionale j»<Mu»ralo, 
già ordinato da Maria T<n-osa o obo dov<»va (»sson» ooniiHìsIo 
oon le carte di tutti i dicasteri fiovornativi, poi fonnaUnento 
costituito nel 1800, dalla Repubblica Cisalpina, ucircsi v*w\- 
vento dei gesuiti in San Foilolo. Divenuto co«C\ \tv\\\\V^ vXv 
Stato, ueJ J859 passò ai governo italiano. Ma \\e\ X^-*^ wx 



88 



OapUùlf} IX* 



proposta t Uiiste dlladiuo Cario TeiiPa, il Consiglio Co 
muiiale t3i irara di i"ÌFf*iidicai'e dal GoFerno gli atti di 
spettanza Cornum^ i> {i(»l DucMo tiuo al 1B02. Una 

Comniissioi u delegata a l'are U^ pratiivinì mx^esaane x^'^^i' 
ottener»? la dituzioue di.*i doMUtufiiti storici iiiuriicipali. la 
quale dopo ?*}i anrii nuseì a sorinoiitaie iutt^ la raolt'i> 
pliei iliflìe^ rhf? le si pararano iitnanKÌ f^ì ottenne T as- 
senso nitrii iale. Così l*arebÌYÌo alotì^.^o del Comiine fn ri- 
cuperato i" *ilo agli studiosi nell'antica chiesa di S. Car- 
poforo, ofe ^..^y^ buona sede 11 nn al IStS. 
In fiuf^ranuo l'u trasDorlato e riodirnalo nei bellissimi b> 



cali del CastoU 
meiia^imo au"' t^ 
deirantica U f 
al JS70. È da. 
state t'L'eate tu 
che fi è stato iwu 
di disegni, inoLaion.^ 
di grande iniportanz 
I/aurtninistraziom^ ^^,rJ 



LS(fl"SÌ ari'iiiliit.(ì, in quei 
Carnem di Connnen'io i? 
i eui atti vanno dal 1290 
uest'ultirno locale, mno 

'Bsarie per gli studiosi e 
museo storico composto 

iitograll, suggelli stnriti 

.0 è da equiparare piti atì 
una atnruinisiraKlone di siaw iiu- a quella di un semplioe 
Municipio, poiché essa non restringevaai alla città e ^uoi 
dintorni, ma a?eva giurtódÌKÌone su tutto restefiissimo tet> 
ri lo li ilei veaUiio Ducato che comprendova 2300 con» uni, 
divisi in 15 circondari. La sua Rappresi>ntanza fu sempftj 
saggia e forte dell'appoggio del popolo, del quate seppe 
sviluppare con equanime accorgimento, la c^»Uura, Tamoro 
al lavoro e all'onesto guadagno; posta in luogo fertile e 
bello, s^irtionflata dai monti, dai canali, dai labili, la sua 
ubicazione attingi di contÌTMio la non gi-adita atteiiaioite 
dei {m\ìo\ì nordit'i ed aruahe dei ineridionalì, peiVj sempre 
conquistai ori ; ina soggiogata o distrutta, senipre risorse a 
vita rigogliosa, facendt>si i'cnitro di ogni movimento che fosse 
s('<;nai'oIo di libertà, d'indipendenza politica, di amor di 
patriu. Dalla memoranda Lega Lombarda (1167) alle celebri 
ciiiqnc jiì or nate (18-32 marzo 1É''18) pochi anni di tregua ebbe 
la Riia vita i^iUndinri |ioÌt'hè lihi»ra o Schiava, sempre Simo»* 
strù iiidoniita o cespi rairice. '"" 

1 Commii elle meno ebbero a soflVire variazioni politici 
e la di cui istituzione in stati autonomi rimonta ai tei 



Gli arehM generali iti Italia, ere. 



S\i 



^'fih antiolii, (d oflfh>no moRgior copia di lo^i^i ,. ,ii (|ìs]k». 

'lumi sali* ordinamento dri loro archivi, e sono a]>p(iiii(i 

^odli òhe hanno depositi dì t^inta iniportan/a che <:li slr.i- 

; Bieri non solo ce li invidiai-ono stMiiprc ma, < (luando polr- 

nmo, li saohcggiaroiio. 

Fra i comuni italiani che (^bboro iiia<>|{i()n> staltilil.ì di >:(>- 
Terno è da segnalane quello di VcMie/ia. 

Si ritiene che la sua ori^iu^ riiuonti airanno loo K. \ .. 
precedmido di circa sette mM'oli la Lct>a Londianla: la sua 
caduta è, si si pu^ din*, dei (giorni ii().stri, od <>])1)(> hio-^o 
tre secoli dopo che le anni spa^nniolo o papalina s(>.<><:i(>- 
garono la n^pubblica lìorentina (ir)M()), la più iiitm^ssanif 
ddle repubbliche italiane. 

Sempre libera, «Mupre indiiMMidcnto, N'onr/ia assi.si«Mt«' 
impavida alle niagKiorì rivolli /.ioni dcirunivfMso. Dalla iìih' 
dell'impero romano alla d(K!ad(Miza doirtdtinia iiìonaiH'liia 
ftanoese, sola, irremovibile, quc^sta «Gloriosa n'pul)])lica con- 
templò i l'egni e l(i nazioni passaro sotto i snoi (uvhi. 

Alleata per più 8(hx)1ì de^li imperatori bizantini, li soc- 
corse e li oppresse; tolse trofei alla loro capitale, no divise 
le province (k1 aggiunse a suoi tìtoli ([uello, oi'jiojziliosissinio, 
di padrona di un quarto e mezzo dell inip(>ro romano. 

Dopo tutte le altre anciressa dovette sottostare alla lej^^e 
universale; ed il governo vcMieto che lej;ava il prescMite al 
passato ed univa le due epoche ilella civilizzazione del nion<lo, 
cessò ancor esso di esisku-t^ 

. La dotta repubblica veneziana l»a sempre provveduto con 
molto amore alla buona custodia dc^jjjli atti conc(H*n<Miti la 
vita politica e civile del suo popolo. 

Né poteva essere altrimenti: un governo che per ben 
undici secoli regola lo sorti di un [popolo (^ lo guida ad im- 
prese ardimentose quali la storia ci narra, compiute dai ve- 
neziani, non poteva giammai trascurane di migliorare l'ordi- 
namento e salvaguardare la custodia dei docunuMiti che do- 
vevano fer fede della gloria <* d(»lla vita dei Dogi e d(4 loro 
governo. 

N^la cancelleria s<'greta di V(inezia si custodivano h» 
cai*te relative ai più diffìcili o più delicati maneggi dello 
Stato. L'accesso uè ei-a vietato agli estranei con rigorosi de- 
creti, spesso rinnovati, ma che spesso anche si trasgredi- 
vano: un decreto del Maggior Consiglio, del 24 apiile 1402, 



@0 



(^aipUùlo IX, 



BuH*'^ tiarte Statuì vuol provvedere cb^ ^ se toia vìa i?l*do- 
Sln>, el mcw ot Li eba.xirm di> vi»(ler f^t d*^ saver par quello 
seripture et Mvtì^ [ìUi di falti iio,Hti"S df^ quello è iriteiìzion 
de la Terca {1). 

O^mi nia^ ìv&io od iifBdo avi»vtt il mai an^limo (^); f* 
queskj ordii t<j per modo <^he l^i £«ousulta?Jonn dellf^ milf^ 
riusciva fao: f^ pmnt4. 

rfU iuc^nf nemici implacabili d*^|;cli ambivi, imji ri^jiar- 
miamno nt^jujiire questi: e iuìU- h' min^ [if*r una eompltHa 
couseiTazìunr^ rf^tarono deln&f% jKHt^lié laido i depositi di 
San MaiVO, na 1*1^1 niiAPÌ di Rinliii {'A}^ ajidarono quaj*! to 
tali n onte pe kalviinonio adfi^iuiiltjo liou 

dinasero chu inA^ìu ppudi^ii/a. ivoii sì saboin» 

m dei goveriiatiti t j dobbiaioo il srvlvat aggio 

di qualclie dooum^i. p i^omi^ gli originali delle 

iiiinnle noi dociimcit r^ìTussero aetìii ratamente 

rinchiusi éenlw grti iti eon nastri, dc*Uì Filze, 

f^ coiisorvatì in app Bf>parati da qi ledili ov<.^ te- 

iiovatìsì le copie tìc^ , traacritte sopita. i,^ros3Ì 

voliuni tjartacei legat» ira, Si deve a quc^Rto sì- 

slejjia se dt^la stona dì Yt'.iiff.m ^{nm ariivali Jliio a imi 
dopnioenti tibe risalgono al Ete«olo Vili (4), 

L'ordinainonto dogali ardi ivi veneti si aildiinostra t'^i^tan- 
lon lente aet^urato. Prova ne siano i volumi più giopra citati^ 
i quali contengono ciascuno una rubrica che ba poi riscon- 
tri! scopra, una rubrica wm plessi va : e di indici, regesti e 
rubiiehe eb^ facilitano la ricerca e la oonsultazìone delle 
C'irla-, Tantioo arebivio veneto ne conta in quantità. Questo 
aiT ui^ti In f>i-din;i mento ba fatili tata la Jtnina/,ium' drir Ar- 



il} PaolL Opera i ila fa, 

Vi'' ì na^[ rìpnnevinio 1 loro atti in. un archivio proprio; il 
Cenata, ftici^va «Hieltjmt© e. ensì tnttl 1 Magisirail dello SLato: 
per lai mudo, stitta Isi repubbUea, gli archìvi può dirsi fo!isero 
Itinlì nitiinLi ì mQj^i>$traLi e gli nffui, 

(!!) I^hiho H San Marco sono It- ^luliehf vedi dei Dogi df 

V cnc'/-i;i. 

(4) Ne<(li archivi veneti si Irovano originali d' ogni specie 
dalle liolie dei Pontefici e relazione degli Ambasciatori, à) 
ordinnn/.e dei Podestà; dai decreti dei Dogi agli alti H 
"^M/ìf V/fizìo; dalie Sentenze dei magistrati ai contratti priv 



m Gli archivi generali in Italùi, ecc. \^\ 

I chivio Generale di Venezia o la grande c{)n«»<'ri<' «ii cariJ» r 
F atela amalgamata ed ordinata por inodo da t'arsi niimiiran' 
r da quanti dotti o amatori, hì recano a visitarlo. 
^ Conio scioglimonto della n^pubblìi^a, coinci»!*' un notevole 
cambiamento neirordinaiiìonto dotali atti iii archivio. I^'ii 
in quell*epoca iniziato quol nioviiiionto di coitcoiit raziono 
che doveva portare al roscrilto «lol 1815: tutti ^li archivi 
dei magistrati della repubblica andarono allinoandosì \uA- 
rantico convento dei Frari (1), dovo |»oi vonn<'ro ra;.i;^iunti 
da tutti gli altri documenti sparsi |km- hi i)rovincia o pote- 
rono cosi formare quel vasto ed anuiiir<»voh» l<»soro di auto- 
grafi ed originali preziosi, più volto derubato, ma sonijMw 
imi>onente per vastità di loc-ali, per materiali» stoi-ico. di- 
plomatico e scientifico; per fonte p<M<Min<» di co«;iiizioni o 
di crìtica. 

E tutti i comuni vi lianno portato prezioso contributo , 
poiché niuno aveva trascurato di vigilare p<T i»roprio conto 
la custoilia d<.»i documenti, dei quali erano Mielosissimi . o 
che attestavano le fortunoso vicemh» della loro esistenza. 

Forse le difficoltà della ripnxhizione rench'vano <^li anti- 
chi più timorosi del trafuj^amento e d<'Ila dispiu-sioue. poi- 
ché certe cauteh» non possono spi<'<iarsi n<'' conce])irsi o^^i 
che la pubblicità e la stampa non solo rendono <;li atti dei 
governi di pubblica raj^ione, ma li riijroducono in mip:liaia 
di esemplari. 

I Padovani, ad esempio, non c()nt<Miti <'he il h)r()arclnvio 
avesse sicura e comoda sede nella CanceUeria d(»l (Comune, 
decretarono n(»l 1265 che i privilej;i, j;li statuti ed i docu- 
menti di maggior rilievo si custodissero entro apposito scirigno 
di ferro nella chif^sa di Sant'Antonio, e non si aprisse quello 
scrigno se non al cospetto del Podcìstà e del suo vicario, di 
quattro anziani e <li quattro gastaldi delle Fraglie (Colh*j;i 
deUe arti) (2). 

Abbiamo veduto come alla formazione deirArchivio Ge- 



(1) L'archivio generale di Venezia è comunemente chiamato 
Archivio de' Frari, dal nome dell'antico convento nel quale 
risiede. 

(2) Gloria. Paieografia. 



f-ttpitalo IX. 



QRi-ale di VerieìEift Imtmo 3S(*rrilo ili iiiinto ùì mnQeniva.zion& 
gii arohivi ilf^ll'ttntìt!a rf^imhUk'u. : ^ intorno nA emì p iibI 
Tt*cchif> eoìinmto ilH b'mvì iihf fìoiio a-iKÌaii nmn mano ad 
onììiiarBÌ tutti i dcRuiiiirnti (^1k* ^i ^tii potuti trovare iircaso 
le publjlitrh{*aiiMinJtistmK;inhi, |irejji?^) «li anibii^ciaton e pi'esjs<ì 
i privati. 

Tale l'oiioentrEKioue ebbe juiticnjiifi jirr opem «lell'impe* 
rator** Franei**:»} I, che mu Ress-ritt^i (h^i 13 (brembre 1815 
Mabiliva le uniniie perii Ira^^iiort-t) v rerdiiianient^ dì quf^sk) 
gmifcdf* deposito df4io miibile iiiimiio, \a* vnt'inidf* politi*. be 
arresta m ne h loisero in .nerìo perititelo U eoiuplei a attua/ioiir^ 
dpl grandioso pmpfptto; ma t^sso fu potuto ripreinlere e eoti- 
tinuare eon MÌoi^ sucoesso dal nostro *^overiio (1), dopo 
ranne^siono della Venezia al Ri^gno iritalia. 

La quaiititti di i-urb' i?i fìfiiiite èialeebei dugentu locali 
del oonvento dn Fruri stmo sitati insutlìoieiiti a foidenerlc (t), 
ed è t^takì iiCH.!e?3àario aggiinigetTi, p**r mezzo di adatte j'o- 
iiuinicazioni interne, aìtn' 60 iJlanze dfdranticia convento dì 
S. Niooleilo. E n(*p]njre fpjeislo è bastato, che i !5 cbiln- 
lìietri di teatrali ivi l'oUoeAti, non potevano i'On tenere tritio 
il materiale tóartaoeo e ai am\ dovuti trovare altri vasti itt- 
eali, poco tliacoati, per custodi i*vt le aoriituro df^vnlute p**r 
leggo airattiialo Archivio di Stufo. 

Fra gli aroldvi del Lonibardo-\'eneto dipendt^nti da \"*'- 
nexìa e ritiian-lievole ciuello di Manttiva (3). 



i\ì i; Archivio Generale di Veuczia^ dalla UìpciKleciKa del |*o 
verna Aiistdauo, passò a quella del Mìaislero della Pnbliljc 
Islnizione il 20 oUtìbr« iSatì, c|niinJl a quella del Minislero del^ 
Hnlerno, dal quale dipende tuU'oggì, per dispoaÌEÌone del 
Decreto 5 niarzQ 1S74. 

(2.J L'ex convento de' Frad misura, di per scinolo mq. 5471,58 
e Citmla 2til lucali^ dei quali VS^J adibiti atl uso di archìvio con 
stHn?,e lunghe fino a 96 nielri. — CecchettL Archivio 9torko di 

i'i) li 15 giugno 1327 l^nsserlno de' Buonaccarsìp jtignore dì 
Mankiva e MluIltib, perdeva t^uest' ultima eitCu a causa di una 
sommosjja iio polare che la dava In mano ul (.iuelfl e rimaneva 
padrone di Manlovn che da oltre iti aonì era suddita della sua 
famiglnn Mantova aveva acquistata fama di essere imprendibile 



Gli €irchivi generali in rfalin^ m-r. [r.\ 



L*arohmo di Mantoya fu inìiiaccLaio più volli» di suhmii- 

f kunento, ma potè coiiRPiTarei iiHattoattraviTsaiMin vicniilc 

i e saperando porippzio, un po' ppi* forlun.-Hi» «'oinltiii.-i/.ioiii 

di erentì, molto per la ouorgitra volontà dei ln-avi f'/rr.vi*lir 

tento gagliardamente difesero la iiitaii«j;il)iiit:ì di'l doposiio 

documentante la loro storia. 

Gli ordini deirimperatope Francesco 1 s«' arrivarono Un siil 



per le difese naturali che la circondano e perchè il popolo, 
dimentico ormai di libertà, si era adattato a quel redimo ti- 
rannico. BCa un'olTesa privata la liberò. I cosliiini licciuiosi in- 
trodottisi nelle corti dei principati di Lombardia, dai (piali 
quello di Mantova non seppe serbarsi immune, permettevano 
qualunque dissolutezza. Il figlio di l'asserino e tre suoi cugini, 
tra I quali uno a nome Filippino, avevano talmente eccitata la 
gelosia del principe che questi giurò di vendicarsi disonorando 
la consorte di Filippino Gonzaga sotto gli occhi del marito. 

I tre fratelli Gonzaga e il conte Alberto Saviola, loro amico, 
vollero prevenire cosi disonorante ingiuria. 

Chiesero aoccorso a Cane della Scala, signore di Verona; con 
gli uomini di questi e con i mietitori che i^Mlippino (ìon/aga 
aveva raccolti nelle sue terre, ove si era recato sotto le appa- 
renti cure dei lavori campestri, la notte del 11 agosto i:{2S en- 
trarono in Mantova per la porta di Marmirolo fatta aprire con 
futile pretesto,. ed eccitarono il popolo a scuotere il giogo di 
Passerino. Questi fu ucciso insieme al figliuolo. 

Luigi da Gonzaga, cognato di Passerino e padre dei congiu- 
rati, fu eletto signore di Mantova e i suoi discendenti ne con- 
servarono il potere fino alla metà del XVII secolo. 

II 26 dicembre 1627 moriva Vincenzo II Gonzaga e non la- 
sciava figliuoli; la signoria di Mantova passò, in tal modo a 
Carlo del ramo dei Gonzaga duchi di Xevcrs. A questi succe- 
dette il figlio Carlo II Gonzaga e poi il nipote Ferdinaudo 
Carlo. Per avidità di denaro acconsenti a ricevere in Mantova, in 
sul principio della guerra di successione di Spagna, la guarni- 
gione francese in conformità del trattato da lui sottoscritto a 
Venezia il 24 febbraio 1701, dando per tal modo occasione al- 
l'imperatore di dichiararlo ribelle e metterlo al bando dall'im- 
pero. Nei 1707, quando la Lombardia fu sgombrata dai Fran- 
cesi, il duca di Mantova fu dichiarato colpevole di fellonia ed 
1 suoi feudi furono uniti alla Lombardia Austriaca, nonostante 
le proteste dei duchi di Guastalla e di Sabbionetta, ramo ca- 
detto della famiglia Gonzaga. E dovò sopportare il dominio te- 
desco fino alla unione di Venezia all'Italia. 



m ^^^f Capitolo IX. 



Mincio per imperi sì eri rv* i (niUori dHU geìpiim palwg:raiìca, 
iioij f-bboro ppinS il tf^uipo di facRi r*s*^yii]rp. Il Hupmuo ma- 
gistralo t](*lk dita, pn^«?cnpat^( pf^r il <ìannr> chn poteva 
diTÌvare Oalla pmrtta rspcuzìoih* di lalf oniÌTir, alla cìUn^ 
(JÌTian7.a studiosa r gt'losa ilelio proprie ineniurie, tnìm in 
opera tutte ie arU per sventai» il p>eri('oLfv e guadagnar 
t/*mpo, TI giuoco rhm'ì bene : le trattative Innyln> r? ix>iiin> 
verge intavolak^ t**'^' f^i' restar'" alia città i preziosi {ìoeu- 
menti ehe riguardavano la doDiiuazione dm Gonzag^a» sor- 
tiiìano il loro etTotto- Con apposita convenzione fu stabilito 
di laadaro al Con:(nnerarcliÌYÌoj5egreto dei Gonzaga, purché 
fosse trasportato nei lottali deO'aa^kivio coro un ale. 11 i-ani- 
biauK^nto ebbe luog^o senza indugio e eon librali de goddisifa* 
tioiie della cittadinanza, la quale yedeva a malincuore il 
lento esodo fXé doeutnonti cbe al suo Bvilnppo civile^ poli- 
tico ed aru ministrati va si riferh-anor esodo elie fu sopra^^- 
giunto dagli avFenirtienti iJolitif:i, ormai cosi avEinzati da 
11011 pi^rnietiere pld rofteituaKiofie di^l trasporto a Veiipzia 
degli atti interoflsanti la storia: vosi avrenne t-be. In Man* 
tova, riniii3«>ro i doeumenti dal iWi in ijoÌ. 

I loeab dell'arcbivio majktovano sono una vera e pmprii 
l'ertezza circondala da fossati* Essi riutoiitano al 14()0 e fu-* 
iTnio ideati dalF archi tetto Bartolino da Novara por ordii 
dì Francesco Gonzaga. I/aiitìcbit.ft di questo archivio è di 
euriieiiiata dalla lej^genda che ne vela le origini e vuole sia 
stato fondato da Bonifacio dì Canossa llglio a Tebald(j i^ 
padrt^ delia famosa contessa Matilde. Ma la certezza della 
f^ua nsislcnza è constatata dalla i^ede avuta nel 1400 entrt> 
il C^aslello dei Gonzaga. Non ha però documenti inolio an- 
tirbi ; catnbianieidi polilici troppo frequenti hanno mole- 
siala quella cittft perchè potesse tra^mptierci-^ senza gravi 
Henlitr^, ì suoi documenti storici. D'altni parte rarchlvio 
s^i^i'oln dii Gonzaga passato a lar parte deirareliivio comu- 
ntile ili (orza della convpiizioue di rui sopra abbiamo jaar- 
la((K ba faUo p-Tdorp ìrnportan^a airarehìvio di Stalo. 

Coiup hihi^ 1p Cwviu quelbi di Maidovn t^'iieva in gran 
pri'^io archivi pd arcVdvisti : Eoa sit^couip le disposizioni 
ihi i'Rsa l'in^iifcatej sia per rordinaniPiito e la custodia dei 
dee unni i!i. Mia ppr i doveri e lo rrspo usabilità degli arehi- 
vjsli, inni dinrriscovio molto da quplle della T-ortP di ^Savoia, 
cosi qiiando si parlerà dpgh areldvi drl PiPinonte vedn^mó 



da 
aia M 

m 

1^1 



Oli archivi generali in Italia, ecc. 1^ 



di quante gelose curo orano ciirondati i <l(MMini(Mi(i diplo- 
matici degli antichi sovrani. 

Dove rinleressc tiol principo non csisli'va, la consciva- 
zìone dei documenti si r^sa più (liiUcil<' rd il risjxMto pl- 
essi era determinalo dalla prevalenza par(i<:;iaiia rìpoi'iala 
uc^la lotta combattuta .ad oKi-an/a fra io coipora/ioiii o\)i^ 
raìc (1). 

Queste c-orporazìoni avevano traudissi ma iiiiporlan/a nella 
vita dei Comuni, poiehò esse prendevano parte al p;ovenio. 
avevano magistrati e stalliti propri ed esereilavano (ale in- 
gerenza sul commercio clu» da esse dip«Midevano la pro- 
sperità e la ricchezza. Divenendo ogni «giorno più aspre le 
contese cittadine, il caraUero delle eorporazioni d'arti eainl)in. 
ed in taluni luoghi si «niverlirono, ì)reiid<Midone anelie la 
qualifica, in compagnie (fan ni (2). 

Le arti, il commercio e lo industrie dei ('oinuui italiani 
devono a queste iotU'i la perdita della supremazia elie (M-ano 
riusciti ad acquistare, o gli stessi archivi ne l'urono vittime. 
Gli odii di parte sovr'essi si riversarono micidiali (mI astiosi 
al punto da far distruggere, quasi com])letanien(e i documenti 
che ai futuri potevano designare da (]ual parie militasse la 
ragione. 

Gli storici marchigiani non lianno potuto ricostruire la 
verità, storica anteriore al XIII secolo, per mancanza di 
documenti sui quali l)asare la critica d<'i l'atti. 



(1) L'origine delle corporazioni la si ritiene antichissima e vi 
è chi ha riscontrata la loro esistenza nelle caste degli Egizi e 
degli Indiani. 

I Romani ebbero i loro collegi, tra gli altri quello degli Ar- 
gentari la cui fondazione venne attribuita a Numa. In Italia 
se ne formarono molte e varie nel Medio-Evo e principalmeule 
nelle città lombarde; ì principi trovarono interesse a favorirle, 
ma la vera sorgente della loro vita furono i ("omuni. Non si 
può precisare il tempo nel quale incominciarono a formarsi 
le prime corporazioni in Italia. Nel X secolo Milano aveva la 
società della Credentia : nel XII secolo, le altre comunità di 
artigiani avevano già acquistata importanza politica. Le più 
importanti società divise per arti, furono quelle di Firenze, 
sempre contrastanti coi nobili. 

(2) Benedetto XIV conservò, da papa, il comando di una delle 
compagnie d'armi di Bologna. 



m ^^^V (liqi'miQ IX 



Le pud m (Mìntiliisffra, Li* |?ufH*L*.* si tlìcbififojio e sì portai 
rouo a eomiìiuif^nki t*^>ii lutH eli ormrì ad vmi\ i rubimi ì. 
seiiXti t*lie c1ocimn*nli illustrativi dr'l yitHiilorì o doi vìnti ab- 
biano potuto arrivan? sino a uoi. 

Gli iStaluti dei Comuni ei rivi'UiKi una (lolla n bonn or- 
dinata afuitìinìst razione, proprio <^om*^ lo loro torri, prezioso 
avanzo del iDedio-*n^o, ci riveliti io le aspre rontese cbe per 
lungo volger di anni durarono fra i pio potf^nd di ogiù paese^ , 
disputafidoei gli onori ed i vantaggi delle prirne maj^istra'^ 
turo (1), 

Ed in qtif^Ue torri [ivrebljF*ro poluio eonaervare ti loro 
patri raon in stori<Mj, se maggiore avvedutezza avrase pn»- 
valso. 

Molti di qui>Btl no!nli edilìzi si flotio formati la toro storia] 
gloriosa (^ iloloi'osa, cbe qualfibe volta assurge a leggondiul 
Ve ne ba di famosi per arte, por fatti nobìbnoute indelebili 
fi per atroci ii^giustizìe : banno servito da caroeri, ila for^ 
tf^zzo, da arohivi (2) e ila niuweìie ve ne ba taluni originali j 
perla loro arobitettura e piò ancora per lo spostamento de?J 
loro eeidiTJ di gravità, dovuto ad awallainonto di teiTenu. 

Tutte le i:;ittft italiano banno le loi*o torri wc^gnatxilo ai fu*J 
turi dr'l tempo olio ^à fu (3), 

Famose, tra le altre. Io duo torri di Bolo^^na, una detta 
de^li AsiutìUi, l'altra del Oari^nda (4). Quotìt^? ed iiltre 



I 

1 



(I) QunU nioaumeaU di queste lotte rbnnngono aneora gli 
avanzi di alcune torri innalzata da quei potoDtl nel secolo SV; 
seconda Ui tes Unioni anta di ànionio Cosianj^o n'erano in ptedij 
14 in diversi punii liHlla cillài, (Fano) e di 3 sì vt^dwiia tultaW^ 
via gli avand in un breve tnitio dellii vìa NoIFl — Zoccoli 
Aurelio. 

il) V. Arctdvi Eccttsìahtleì, — Turrls Charlularla. 

i2\ Sono celebri in Italia la Torre pendente dì Pisa (Campa 
ni le il l'i [}aomQ); quella di Sh Gnltardo di Milano; 1« Ti>rre de 
Manciù in Sicilia; quella del Giotto in Firenzt; {Campanile de 
Dumn.ìj ; la lorrc di Falca, w Malta. 

{À} t.a Torre de^li AMnelli, fra k isola tL% é la più. alta di\ 
quante ne rimangono in Italia: misura 107 metri^ e sposta pia 
fli un nietru Poco di^^^costo vi e quellr) della Garisendnr pltì 
liBs^a e \ì\ii larga e un uno spostamento assai maggiore,, T 
Tùrke deji^li A^ìinelli fu cosi clnamala perchè cosLruita (nel lìOOj 
da dut' fratelli architetti che avevano questo nome. 



Gli archivi generali in ItaHa, ecc, 97 

Cora che si trovano sparse in vari pnnti della citi A, vìvov- 
dano le sanguinose lotte dello fazioni dei Guelfi e (^iliibel- 
lini che, capitanati dai Lanibertazzi e dai Gereinei ne nioh^ 
starono per intieri secoli la vita pubblica, mettendone })iìi 
volte in forse Tautonomia politica (ul aniniinistrativa; e dopo 
di esse quelle non meno accanito dei Popoli e (l«»i Gozzadini. 
In mezzo a questi, quasi non interrotti, dissidi, non ])()te- 
vano trovarsi che a disagio i depositi dei doeunienti storiei. 
muti ed inesorabili giustizieri delle frivoh^ vanità di audaci 
ed ambiziosi signori. 

Narrasi infatti che neiranno 1313 « abbruciò il palazzo 
ov'era l'archivio della città (Bologna), cIk» In di «i^randissinio 
danno et cagione che si perdessero inlliiitc» scrittun^ auten- 
tiche et molte degne memorie (1). » 

Ma nonostante queste rilevanti perdite Tareliivio bolo- 
gnese conseiTa atti e documenti di valore ^inestimabili per 
quanto non risalgano più in là (1(^1 X sew>Io. Conn» tutti ^li 
archivi dell'epoca quelli bolognesi, custodiscono scritture di 
vario genere ed accanto alle bolle (l(»i pont(»tlci o frammiste 
agU statuti del comune, trovansi atti notarili o documenti 
pertinenti alle corporazioni delle arti: il loro ordinamento 
non è, né poteva essere sci(Mitiflco, ma la conservazione ri- 
sulta accurata, essendo tutti gli atti raccolti in volume con 
un indice o rubrica, che di ciascuno (•liiarisce il contenuto. 
Il Ohirardacci descrive rordinamento antico delle carte con- 
servate nella Camera degli Atti, e lo dicrhiara corrispon- 
dente a tutte le esigfMize : il Honaini trova clie qu<'irordi- 
namento non segue regolarmente "nò la cronologia nò la 
storia: ad ogni modo un ordine c'era, ed era abbastanza 
accurato in relazione ai tempi. 

Nella sua opera « Gli anihivi della provincia dell'Emilia », 
il Bonaini cosi parla degli arcliivi bolognesi : 

« Una stessa fabbrica accoglie» Tarclìivio deirantico comune» 
nelle parti sue principali e cospicue e l'altra degli arcliivi 
notarili, i quali dai tempi bene anticlii vengono ai giorni 
nostri. Questa fabbrica ò quel palazzo del l*od(?stà che di- 
nasti uno dei più storici monumenti cli'abbia Bologna, per- 
chè essendovi stato lunga pezza custodito lì presso come 



(1) Ghirardncci. Della historia di Bologna. 
Taddbi. 



98 Capitolo IX.^ 



prìgione il re Enzo (1), tie fa soTyenìre dol proposito fermo 
di Qii popolo Ebf'ro s-tio non piega nò a iiiinao«e ne a lu- 
singhe. 

« All'archivio pu]>tihi*o, chiamalo Cani^n'a th^ìì Atti, fu 
assegnato in pcìina il paLaizo detto della Biava, che corri- 
spOTide a quella parte iìA palazzo puhhlit^ eh** è di iiontro 
al Nettuno. Xel 1337 Tarchivi** fu trasfento nel pala7.zo dei 
Podestà, in oui neiranno 1380 fu ooslrnita ijuella magnifica 
sala a tre navate t^lie o^^ s«*rve di aroliivio, ^ 

Né soltanto diagli arehivi di Bologna si è occupato il Bo- 
naìnij jjcàchè tntti paasa in rivista gli aroliivi della Rof^ione 
Emiliana- Da BolOi;ria a Massa Ducale, passantio per Faenza, 
Riinini, Ravenna, Fi?rrara, Modena, Parma e Piacrenza, ri- 
leva li* antichità di ciascuno, le malversazioni <ia essi subito 
pfir lotto loeali, per ineu ria del reggitori la pubblica azienrla 
o pi^r saecheggi ed incendi ; dL^scrivnndone tniriulanM^uie i 
iocah e rordinaniento : Tamatore e il ceroatort^ di luce sto- 
rioa trova in quell'opera una guida sicura per int-ejrnarsi in 
questi sacri tabernacoli di erodiziione, ove jx^asono t.utt'oggii 
trovarsi dot:u monti importantÌBsinii e ancora i riediti. 

L'archivio centralo bqlognese o Camera degU Atti nort 
enslotììsco, corno abbiamo ^i\ detto, nn*morie anteriori al- 
r epoca in cui la città prese a governarsi a comune, ma ben 
altri e c^ispicui depositi possiede la dotta Bologna, ricchi di 
doournentt antichissimi , e questi sono gli archivi ooelo" 
aiastici. 

I/uno e gli altri sono stati sottoposti a dure prove dagli 
avvenimenti politici e non risparmiati nei saechogs^i dello 
invasioni atraniere (2), 

Xtmo la fino dell' XI secolo si formò una Socielii ili per* 
som' roItr% la quale fondò l'Universi tA bolognese, che fu la 
prima irilalia. Incoininciarono con raprire una Scuola di 
logica i> di grammatica; poi Irnerio o riuarnieri vi portò le 



(l) Kiiza ù Hans, re iH Srirdefina, combattè valoroEia mente pel 
padre FedtfriL-o If con Irò la clilesa. 

Nelli* battiiglÌQ di Fos-^nho (1247) fu futto prigioniero dai bo- 
h>gne^i clic lo ctinclannarono a prigiaae perpètua : mori in 
carcerd ad 1272 dopa la clìstruzìorie della sua casa ptjr la morte 
di Cornidino, 

(2; D.'llii dispersione di i papiri, dii notizia i'illu sire professor 



Oli arehivi generali in Italia, ecc. 



W 



k§ffL di Giustiniano e incominciò a lo^^f^rlf^ o si)i('^:irl(' in 
prasenza di un numeroso pubblico. Dopo InuM-io nitri coh^ 
bri ginreoonflultì continuarono 1<^ st^'ssc lezioni r> la scuoln 
dd diritto cosi impiantata fu quella elio più iìoUo ixUi-o, tWodr 
hnoL all*Università di Bologna: ma prima ancora di v.xìo 
epoca (1250-1300) la capitalo dolla n'^ioiio Kmiliana av«'va 
ottenuto il titolo di dotta (1) ch(> soppo conscrvan' tino ai 
gìomi nostri. 
Bonomia docet. Docet^ per Tjaro sai)iontis.simo clw» dio 



SehtaMl neirelogfo di Antonio Giusti, stampato noi 1821, dove 
a pag. 10, cosi scrive : 



Papyrl in Museo nostro 
qnalor, iique valde praosta- 
bilea, extabant, quos summus 
vìr atque ad patrlae glorinm 
natiis Ulysses Aldovrandus, 
arni cum universa rerum ad 
historiam naturalem praeser- 
tlm spectnntiuin supelleciile, 
Senatiu Bononiensi in publica 
comnaoda testamento legave- 
imt: quos quidem papyros in 
Tabularlo Magno primuni col- 
locandosi exinde in Marsiliani 
lastftuti Museum dererendos 
euraverat; eos postmondum 
aostris temporibus a Gallis 
sublatos esse: nequc sublatos 
solum, sed, quod magis est, 
malo fato pessum omnes ivis- 
se perdolemus .. 



• Esistevano nel nostro mu- 
seo 4 l^apiri V in molto buono 
stato, che Ulìsso Aldobrandi, 
uomo sommo e nato pcM* la 
gloria delia palila aveva la- 
sciati in legato al Senato Bo- 
lognese, per utile publ)lico, 
assieme a tutta la suppellet- 
tile sua riguardante in modo 
speciale, la storia naturale: i 
quali papiri, dapprinia furono 
riposti nel Tabularlo massi- 
mo (Archivio centrale o ('a- 
nicru degli Atti) di poi por- 
tati al Museo dell'Istituto di 
Marsiglia. Lamentiamo che 
essi, ai nostri tempi siano 
stati asportati dai Francesi, e 
non soltanto tolti, ma quel 
che è peggio, per mala sorte, 



siano stati distrutti. 

Booainf. Gli Archivi della provincia dell' Emilia. 

(1) Bologna poneva la sua gloria nel possedimento di cosi 
rinomata università. Perciò voleva che i suoi professori giu- 
rassero di non aprir scuole in veruna altra città e niente omet- 
teva di quanto contribuir potesse a trattenerli presso di so, 
mentre, invidiando tale prosperità, Vicenza, Padova, Modena, 
Arezzo e Napoli, ove le scuole avevano incominciato più tardi, 
sforzavansi di togliere a Bologna i professori coirallettamento 
di più ampli privilegi e generosi stipendi, onde aver parte an- 
ch'esse al rinnovamento delle lettere in Italia. — Tiraboschi. 
Storia della letteratura ital̀Lna. 



100 



JX. 



fama aUa si 
collìvato le 
stuoia ili pi 
quale si ann 
cet^ pei- la 
mentata e I 
del rùi signe 

noQiO, co l< 
reggi are coii ^i 
svilyppata co_* 
tPvaTUi esiere ,a., 
sulta^ione de» ^^^ 
piji Taiida t) 
zinne del pò 
giusto vulon^ 
una epoca il 
loro archivi 
in specie, 

I/atiiiale ordinami 
rillnsire Prof. Francnguo uuiiauu 



DnÌTemtà^ per T amore col quale ha serapn 
attere e la poesia italiana ; docet, per la sut^ 
ura fondata dai Caraccì, i c^po-ljiyori delln 
irai IO nella splendida e ricca Pinat^ottHia ; da' 
(ria del suo popolo erudito e battaf^liero, docu^ 
ì coetodita neirArcliivio, gloria non ultima 
ttà. Che la c-oltura delle lettere e dette scienztìj 
rito in Bolog^na queiraltezza de^a del su 
rodano gli sforzi dej^li altri c-omuni per g^ 
^ssa, ed il fatto importantissimo, che solo 
, ^^^^i.,.*-^. (^i(^^^ i gypi archivi pò 

ed era permessa la coi 
[Iti (3). Questo fatto è 
gredìta civiltà eri cfudi^ 
le sapeva apprezzare 
aa temere pregiudizi» in 
Quni italiani tenevano 

in genere ed a^li eruditi 

if i bolognesi, si deve i 
?iopraintend ente Genemb 

de^lì Archivi ToscJini, eho da Terenzio Mamianì, quando! 

Minislro delia Pubblica Tatriizione (1360) ebbe incarico 

ispezioTiarlì e suggerire il modo di recurU allo stato esen 

pliir& in che sona gli archivi to,<ìcani. 
Ed egli risix>se air invito del Ministro con quella scienaiatj 

f^ (!Oi(]iif^tr*iiza ohe gli erano proprie rilevandone il disoitliii 

e rimiKtiUn^a. 



(U In questo luo^o f Camera degli Attiv dalli Euperslitl (hi 
tendi .snpnistanlf, ogiji So prainti^n denti) si lÈcne ragione, e ì 
amili in i^tranD ie scritture secondo U bi^ngno delh? persone, eC 
ni siTylzirt di latti ni tiene aperto in certe Imre deptitate, in*- 
siilo alltì bore !i3 e no a pift. pertln} non vi si può leu ere fLiocO;] 
nr \unii\ per isL'liivare il periL'olo del fuoco che non facesKs 
danno Elite scntliirr, copir nllre volte è avvenuto, con gravì« 
sjriio danno del puhblioo e del paritcijls^re, e the cagionò cT 
si perdettero le antiche memorie in buona parte, che ragie 
vano delle cose avanti il milledugentottantatre (1283) sebb 
alcune poche si trovino sparsamente. — Ghirardacci. D 
Ilisloria di Bologna. 1657. — (Dal Bonaini. Opera citata). 



Gli archivi gcnernìi in It'iìii 



Le lotto tra rinolfl <» nhibrlliiii .'li.' m-.l. -.im-..-..- • • 
te&ipo Bolofjfiia o che p(« si «livisi'n» ira <|ii'i «i.-lii ^- ■ « 
!CÌoè dolio Scacco, arma (1<m P«'i»nli) .• qn-M -l.-' \/ '/'/■ 
^aìu* at traversati dosi al nifile ììi\^'\ì(h-\i\\in ■....|..>,,;-,. ;'. • 
•XStituziono) in Fir<Miz«' si farril)ÌMn»ii(» in «•«■iit. ••■■ ':■•! 1:. • 
'' Xpri (1). Ma pur caiiiliiaiKio ikmih'. Im I'>iii -i •..: ■ • 
sempre alla suprcMiiazia cIh' una l'ani ì-jIìm. <ii\. ì ni i • i ■ 
roleva imporro ai propri avversari. K s.» i.» .-.. .i- > 
rolio a cambiar cai-attcr»» tu por i*ini«'iT»Mii.» ■!<•...: •■ i.- ■■ 
(lei morcanli, i quali mal sollVivano •' !•' I«>ti<- • i: • w. 
giavano i loro commorfi e la signoria <l: ii::i i- i-i » ■ :••. 
p«?rchò tali», ora sompn» partigiana. 

Troppo noto sono le contese rstmn' «-il ini.- vi ■ .li • i ■- 
aero agitata Fironzc dai t<Mnpi disila rr|iiilil»li.'i li... ;»i |.- - 
cipato, porche occorra forniarvisi o raj^innarvi '^■'J..• ■ •!;!.• ^. ■;■■. 
ili dimostrare da quali (Minami p'M-ifoIi hanno I-'x :!■>• '^■•..■ 
salvaguardati i docunuMiti storiai di (jnc^ia ciiii. .ii.- [u • 
(*bbo tanta parto nolla vita artistifa, int<'ll<'iiMì: • .-l i;, i.i- 
strialo (lolla P(Mnsola. Kppuro si può con <ir'i:-'/ì aiV<i- 
rnaro elio il popolo liorontino possi.wle Ihmi cii^i.-ììim la >'im 
storia. Lo curo d(ù moderni, t'ompii'ono ro|i('ia d>'_"i aiiii«'Iii: 
se qdf^sti sorvojijliarono la conscrva/.iom* d«'i dofiiM.'nii per 
uso proprio o p(ir utile dei loro successori, i:li alni coordi- 
nando o raccogliendo, non senza slenii e laliclu-. :'iii>ciroiio 
a ricomporre un insieme stt)ric() preziosissimo e do. no del 
colto popolo (lolla gentih» Firenz*^ 

C'iovornata S(Mnpr(» con le<Aj;i laido lil)erali. qnanlo i lenipi 
ma}J'j^iormonl(» non avrebl)ero [jotuto aconscntire. i l'riori. i 



(ì) Molti gentiluomini della ranii;{lin (Cancellieri soontraronsi 
in una taverna ove giuocarono insieme: poiclic furono riscal- 
dati dal vino, un di loro, detto C.arliiio, tì>;li() di (iiiaifredi, ol- 
traggiò e ftrl un altro (^'iiiccilicri, cavaliere pur esso, chia- 
mato Amadoro o Doro, figlinolo di (iuglielnio. (,)nestì due j;io- 
vani, sebbene congiunti di sangue, appartenevano a duo di- 
versi rami della stes<>a famiglia, distinti dai soprannomi di 
Bianchi e di Neri, loro toccati dal fatto che il comune loro 
antenato aveva avuto prole da due donne, una delle (piali 
aveva avuto nome Bianca e 1* altra Nera. — Sìsmondi. Storia 
delle Repubbliche Italiane. — (Cosi ehljero principio le due fa- 
zioni che furono causa di tante discordie nel Comune di 
Firenze 




102 

Principi e( 
della città, 
custodia d( 
raccolta esj 
clesiastici e 

Il riordin 
in epoca al 
regolarmen 
vato neglet 

Questa è 
in Firenze, 
dei docunie 
per modo d- 

IL Grandi 
apposito loc 
capitoli, de^ 
deposito di 
fiorentino. 

Fu costituii' TO e proprio arci li ^io di- 

plomatico che uvLi ^^ S (data portata dalla carta 

più antica) arriva Oiuhiìxlu *^ euinplfìto fino ai giorni no- 
stri (1). Questo archivio è tuttora mantenuto nel suo primo 
ordinamento ed aDimirato e per la rarità dei documenti ivi 
osistonli, e per il modo con cui è e-oiiseiTato (2). 

Il metodo usalo dal Fossi per cuiStodire le oarto è reputato 
giustamente, il piii praiick) atl il migliore; Senza lurbarUe 
l'ordine cronologico, che in un arcliìvio è l4inta (iosa, porge 
il destro di poter insinuare nei mnzzì (3) gli atti che ven- 



Oranduclii vhe ai avvicendarono al Governo 
iov*^ttero curare, quanto fu loro poasìbilo, la 
rolli vio fltorioo; e con esso qualunque altra 
r*r potesse pi-esso pubblici uffliiialì, presso eo 
ari^sao privati, 

oeiito delle seri tt uro tìoreniin^, è ineoraindato 
istanza recente, e non avrebbe potuto t;ompierai 
, né celeremente, come fu, so fosse st^to tro- 
rordinameuto primitivo. 

Ila prova di fatto che viene a diniostrarci come, 
■«.. r^ì^ ^^-.«^ x,-t — guardata la conservazione 
he curato T ordir lamento 
ita la ricerca* 
177& ordinò di ri u idre in 
monasteri st>ppr(*3Sì, de 
copo di Jbrmare un unico 
SSSQ la storia del popolo 






(1) L' ultima carta di quelito archivio^ ha la data del 2 a- 
prile 1813. 

(2) Dt'ir ordiiiametrUi dato a]r/\rchtvlo diplomatico cU Fi- 
renze, fu autore Fecdlnando Fossi: * Esso (ordÌnani«nto) era 
lodevole tanto da non esservi in llalia ardii vÌo di cotal ge- 
nere a cui vada seconito ^. — DoiiaLiVi, litipintrtù »u^U ÀrùhiBl 
toscani. 

([\) I^e carte dclT Archivio di piotila licci iii Firenze non sono 
legate in volumi, ma arrotolate una ad una e legate in maz "^^ 
comprendenti ciascuno un dato periodo di tempo. Ogni maa 
ha una apposita cassetta. Per le ricerche non occorre svolf" 
i rotoli potendosi identificare la carta dalle indicazioni date 
cariellini apposti su ciascuna di esse. 



Gli nrchiri gcnvraìi in Ifnlin, rr.\ 

anio man mano ad a{i«»iniijiorvisi : in.i n.-^-n ■ • 

riposta RI» prima non ò slata catalo'.Mli. 
Di indico iToiiolo^ico di tuli»' U' |.<i_;i:i 

•li oiascu II a la data, la prove Miim/.M .» I.i ìimii : 

alm» i-<»j;isiro dal quale si rilava il sninn. ••••:.. 
•'UiiKMili <* i nonii dri notari clu* li linii!i'» •■• •• : \. 
'ìi».M» di tntli i notari v\w rodarono -jli .tni. 
'lopliio Si'opt» «li servir*' alla rifiTCM d.-H.- .•• i-- 
aivcrtaro dcH'auttMiticilà dell»' in'Ml.'>:iii,.. | . .- ■ 
mi^iH» in tal jjjuisa rcjiislralr, v<Mi-nii.) .n .-.i- .!!■ 
in'jili armadi ; ma i)rinia di l'ollof.-n vd»'. \:- !■• • =« • 
•Jnrsf) (li cìastMnia di <'ss<' un carli'Ilinn. pu:-. . ; 
jHMidmitc» da una eslreniilA, sul «immI-' ^iri.f • • :'i. 
voTÙcMiza e la data. Conservati» in lal _iii^:. ■ ■■ 
soifrono e deperis(X»no meno *'he s.* in^s.-i-,. pi ■ -h • ■• ■ 
in volumi; ed olirono il vaidaj;j2Ìo niniir iM-mi.i .':•; 
bile, di non turbane Tordine fi-()n«ilr)jii'.i .• -i: i-.-i- ..!.■■ ■ 
altre earte possano ess(»re sciupai*' ila! ii-.»|.|..» u-". ;.. 
(Jovenclosene eonsullare una sola, non (H»'(»n«' >\.': ... 
altre. 

Le carte che hanno sigilli di cera vi'ii.-imio icnui.' -n. i •• 
su tavole, dentro armadi separali, nnilfinloìn' i-i. •.•;•.! ■ • • ■ 
mazzi a cui apparterrebbero per la loro dala. 

(Questo ordinamento risulla c(kì perielio e ccmp'. in. «in- 
nei candjiamenli i)Osteriori ese;:,uiii, esse» In s/rupiMON.-jiii.-ni.- 
conservato. I/Archivio Diplomalit'o cosi oi-.iin.no e (-(.«^liiiiiii. 
per disposizione di Pietro l.eopoMo 1. in trasportato intatto 
ne«;li attuali locali e l'orma la l'riina Divisione drlTArcliivio 
Centrale llorentino. 

Il Granduca Leopoldo II, con decreto del -^o jei)i)raio isr)-^. 
istituì una l)ir<'ZÌone (leiK'rale (le«;li Archivi «li Stato <m| or- 
«linò che compito di essa (osse <* di vigilare alla nii|;lior te- 
nuta, alla buona conservazione ed al piii t'onv<'ni(Mite ser- 
vizio di molti fra ^li arcliivi di Slato, esist(Miti n«-lla Capi- 
tah', senza im])edir(i cln^ S(; ne ricavi (piel partito che può 
me«>lio contribuire airincn^mento de«;li studi storici. » 

La Connnissione nominata con «inel decM-eto, pi-esentò al- 
Tapprovaziouff Sovrana un n^j^olamento nel (piale è sanzio- 
nato il principio sopra esposto, che cioè, ^li archivi di Fi- 
renze dovessero (\ssere ciuasi pubbliche l)iblioteche, libera- 
mente aperti agli studiosi delle scienze storiche (^ forniti 



104 



Capitùlo /X 



d^inFeTitari e regestì in semaio deOa soiensa ed a garanzii 
della conseiTa'/^ione delle carte. 

Quelita disposixiono è tanto pili noteyde in quanto chei| 
degli Stati nei quali era dìnsa la Penìaola^ ben pochi, per 
non dire nessuno, furono quelli che &\ amachiarono a la^| 
sciar libera la consultazione dei dotrunM^iiti tììplomatici prima 
di entrare a far parie del Regno d'Italia. 

E se tal fiata a-veniva che rilasciar doireasi peirmessfi 
di consultazione o di iiopìa, questo era circondalo ila taTitel 
cautele da lasciar senza effetto, nei rapporti della pubblicaj 
utilità, lo studio dei documenti* 

La aislemazione degh archivi ebbe luogo, secondo U pro-1 
getto compilato dalla Oomniisgione, nel vasto e uiagTiifìcol 
fabbricato degli Uffìzi e precisamente in queUa parte ehej 
si atctiide da Palazzo Vecchio al Lunganio, 

Arctiittìtto (li questa insigne edificio fu Giorgio Vasari, J 
aretino di naseita, romano per studi, raa fiorentino per 
Tarte e per la storia i pittore, scultore, architetto e scritti 
tore, diede a Firenze molte opere del suo inj^egnoj prima I 
fra tutte la Vita dm pittore scuUori ed architetti celebri^ j 
pi il eonostniita sotto il nome di i Vile del Vasari. U pa^J 
lazzo degli Uffizi fu da lui cctstruito per ordine di Cosimo II 
de' Medici ed è residenza nobile e degna del patrimonio^ 
storicci elle vi è stato di poi e-oUocato, 

AirArchivio Diplomatico florentìno, fanno degna coron 
i documenti del governo della RepnbbUea, delle Co^L 
zioni delle Arti (1), del Principato Mediceo e di tanti alili 
uffìzi ^ magistrature e priTati che sono andati volta a volto 
lìepositandosi in questo ammirevole luogo di erudizione. 



(Il t.e Corpora^lDni delle Ar Lì ebbero domina ìmportiinza po-J 
lilicji nel governo popolare di Fireiisse; esse dtvldevaDsi in arti^ 
majEìgìori ininorL 

L(j! iiiiigglori comprendevano : giudici, nolcii, crtmbiùi lana, 
seiD, iiiciiìcl fipe^iaiì, ecc.; le minori: lieccal calzLolal, fab- 
bri , ecL-. Ciiisciina arte aveva l suoi Consoli che giudica* 
vano m»Ue controversie per cose relnlive all' esercìzio dello 
arli; ad essi presiedeva il Proconsole, che scegUevnsi nelFarte 
ilt-ì s't^dici, eil era magistraJo dì sommo iintoritùt il quale 
avev» sef^^io itninediata do|ìO i priori e i collegi. Tutto il pis- 
pola rioreotltiD eip diviso in artlj ed i grandi (eiciè i nobiU|-^ 



Gli archivi getìcraìi in Ihilii, •.. !■ 



Per com piotano la coll<*zioin' <I<'i •IdfiiiiM-ìiii -'■ ■ 
Toscana, occorreva colIosJ^n' iVa li»!-«» i <li\'--i -. ;■ 
si**mi nello altri» iiia^<>iori cìHm rlu'. .iNiii'if r. ■• 

aaiouomi, si trovavano in possesso 'li .-(.-li.i: ! 

*TÌttiiro, lo quali nolla j»rauiIo lom \.m:Ì'I-i -i . • 
perfinire poi, nel corso <I«'i scroli. a-l iri.i >i- -i ■ • . -. 
qm^lla cioè «li formare la storia «li uii<» ^iii.' -.■... •.■ . • ■ 
awonno nel 185() ron ilisposi/ioiu" jIjI r,:M'i.!ii.- 1 I <■ ; 
il quale «licliian^ Sezioni (IìimmiiNmiIì «Irli* \ ■.•i!:\ ;.. \. 
quelli ili Pisa, liUeea r Siena. 

Cosi senza privare qu(»ste cillà, i-ln' |iii!- Iii:-..|.,» • • •. . 
chi* gloriose (Iella Toscana, (I<'i «locumrnti .li .|ii i.i . 
gittinianiente t(Mi<»vano e che <lni Ino;jlii <ii ''•>i ■•:.•■ \' \ ■■ ■ .. 
lustrazione niajiij^iore, turono riimit»' !«• <Ii\(m<.- r..!iii -i. •.•,.:•. • 
(l«41a r(»jj:ione (1). 

E con atto veramente ])olitii*() il Con.-ì-ih) 'I'..^. ■•iii.«. . 
dix*r«'to <1<4 22 febbraio IStU). onlinò clic rcKMM-i) ìi^iiin-ti •• 
Pisa j^li antichi e i)reziosi (iocinneiiti lolii «lai lior-Mii-ii •■- 
parando cosi una perdita, p<M' quanto aulifa |.iii- <('ii|.:-." 
grave, che i vincitoi-i avi^vano imposto ai \iiiii. 

Pisa l)0tò cosi ricomj>l«'tare il suo ai'cisivio i'oIìo.-mikIcIc 
sopra la Loj^gia detta dei iJianclii, cosli-iiila pei* <>:'.liii<' iii 
Fenlinando I «le' Medici nel Plor) sopra di^«';jiio del lluoiita- 
lenti e nel palazzo (iand)acorti. 



non potevano prender parte al {governo se non cnino nscritli 
ad alcuna di esse. 

Per la riforma del 1282, il fjoverno del Comune fu dato ai 
Priori delle Arti in compagnia dei (Capitani del popolo. 

I documenti appartenenti alle antiche arti, che tanta parte 
ebbero nella vita politica di Firenze e tanto valsero ad esten- 
derne il nome e la fortuna, furono degnamente collocati nella 
grande sala del già teatro Mediceo, (di stemmi delle \XI arti 
ricorrono intorno alla sala e fanno quasi corona ai documenti 
disposti In due ordini di scaffali. All'ordine superiore si accede 
per un ampio ballatoio che tutta circonda la sala, ed è sor- 
retto da sedici colonne. Nel soffitto del porticato si vedono di- 
pinte le immagini di alcuni uomini celebri, che furono ascritti 
ad alcune delle arti. 

(1) Con questo provvedimento furono eliminate le contesta- 
zioni che indubbiamente sarebbero sorte per parte delle auto- 
rità cittadine, le quali senza dubbio si sarebbero valse dell'e- 
semplo di Mantova per ritardare od impedire il trasporto delle 
carte. 



ìoe ^^^P Capiiolo JX 




All'aiH:!hfTÌo di ì.uc^^à fu troyapta degna seilfs nel palaci _ 
Guidiccioiii, uno dei più splendidi e storici tlelk cittfV. Ne!- 
l'antico IdcaJn, con vento dei Domenìtjaui di S, Eoiimno, fu* 
mno lasciate le copie de^li atti iMV arcluyio imtapile ; gli 
originali e tutti gli altri documenti st^jrici vennero rioniinati 
ed allegati nel nviovo locai**, 

1/oniiaaraoiifco dell'archivio di Luccsa fu iinioRiiudato dal 
Tornjnasi sotto il governo dt^la R<»puljbliòa ; il nuovo ordi- 
namento datogli ti?rrm"ii<% nei 11^33, 

A questo lavoro con^acrTi tutta ift ana altività rìllustre Hat- 
vaton* Bongi pubblicando pregevoli monoto^tie mpv^ alriini 
dei piÌ3 ìmijortanti documenti ivi cuatodiLi^ e coronando To- 
pera sua a^u la dompilaziorie del meraviglioso catalogo elle 
fee^ì apprezzare dagli eruditi, italiani e stranieri, ì prey.ioai 
materiali icientiflcì gelosamente couserrati fn quella LMita. 

La sistemasìone doU'archivio storico setii^e non richiese 
minori cure. 

15SS0 era collocato in luogo anguBto o disatJatto fiel palazzo 
Comunale, insieme con quello riotarile, con la biblioteca d^I 
eomune, con Tarctiivio deiru ni versilo, ed altri ancora. Fu ] 
d*uopo trovare anclie ad esao locale adatto, per cui fu tra- ' 
Sportato nel palazzo del Governo, già Picoolominì, » 

11 riordinamento di questi ardii vi non Tu poca cosa e per 
il benefizio apporlato alia erudizione e per il lavort> mino- | 
zloBti dedicatovi per ottenerne veri *' itratici risultati. Qnan<lo , 
sì pensi al considerevole numero dì atti iu essi conservati; 
alla mancanza od imperfeziorio degli inventari esistenti; al- ] 
rordhia mento non sempre logico e costante in cui le carte 
fumno trovate, e che oggi non vi è earla o documento che 
non :^in stato registralo e classiflcato con appositi numeri 
per n^nderne piìi facile la ricerca, bisogna tare omaggio al- | 
rabilits'i di coloro che operarono la selezione scientiflca e 
la dUalo^azione d*iina mole (wsi Imponente di scritture. 

La lhre?Jone degli Archivi Fiorentini corrisposi^ picna- 
mi^itte allo scopo ad f^asa prestabilito col decreto SO feb- 
braio lsrj2, che la istituiva. L'uomo erudito e competente 
nlqnnii' veinie anulata, seppe sorpas^ re, neirardìfc^*zaa delle 
rjfernii^ quanto sì stava facendo iu queircpwsa presso gli 
aliti Sl^ti della 1 Penisola, i quali audav^aiio tutti riunovel- 
lando runlinaniento del loro patrimonio stcn'ico, e tutti, sì 
puE} dii-Cj a fciorpaì^j j gli ardii?! dì Firenze venneroaporti 



■ Gli archivi generali in Italia, ecc. 107 

E al pubblico» non a guisa di bibliotoca, cIk' ciò saroI)])«> stato 
w ooutro la natura dcllMstituto (1), ma vxnì pocIiissinK' nstrì- 
I zioni e molte facilitazioni; vi fti annessa ima scuola di Ta- 
leografla e Tenne intrapn^sa la pubblìt'azioiic di un pcricxlii'o, 
scritto dagli stessi impiegati d'archivio, cIkM'h una vci-a pale- 
stra storico-archivistica por gii argoiiiciiti (cenici trattati e per 
la pubblicazione di preziosi lavori storici (> documenti inediti. 
Firenze, anticamente sacra a iMart(» e clie da riera o d.ii 
fiori trasse il suo nome, genialo semnn' nelle Arli (Iossjm-o 
desse della guerra, del commercio o del dire)t non seconda 
ad alcuno per valore, civiltjX ed ingenuo; iMistodisce in sé 
uno dei più preziosi depositi sloriiù cln» possegga l'Italia : 
modesta quanto erudita, prima sempre nel progresso delle 
idee nuove seppe regolare la consultazione del suonrcliivio 
con savie disposizioni da pormett(>rne Tuso a tutti gli studiosi. 
Cosi fu che, agevolat<ì le ricerche, videro la luce lo mag- 
giori opere alle quali consacrarono ingegno e sajx're l'Amari, 
il Repetti, il Brunetti, il Muratori, gli Annalisti Camaldolensi 
ed altri ancora. 

Il rinnovamento iniziatosi a Fìhmizo nel n7<s col raggrup- 
pamento delle carte consorvate dallo Corporazioni religiose 
e la loro sistemazione, fu a breve.» distanza seguito da Fer- 
dinando I re di Napoli. L'esempio di Firenze Tu fecondo 
di buoni risultati, ai quali, convien riconosc^erlo, contri- 
buirono molto i riformatori che ormai avevano ingaggiata 
la campagna contro le vocchie formuU; del diritto pul)blico : 
le idee nuove, spargendosi dappertutto, filtrarono e crebbero 
anche là dove era men dato sperare potf^ssero far presa. 
L*idea della civiltà non spenta in Italia, nemmono nei t(Mnpi 
più tristi delle invasioni dei Barbari, foco rivolgere» l'atten- 
zione dei dirigenti ai depositi di sci-itturo, segnacolo palese 
della civiltà passata e presente. Cosi fu che, ausi)ic(» la ri- 
voluzione francese, anche gli archivi, fino a quel tempo 



(1) Non e sufficiente rendere accessibili gli archivi, perchè 
non al può fare uso di una collezione manoscritta come si fa 
uso di collezione stampata e per la quale la storia letteraria 
serve di guida. 

Bohmer G. F. — Circa all'ordinare gli archivi e specialmente gli 
arcMoi di Firenze, 



ice 



Capitolo JX. 



p*^rgi neQe mani dei loro possessori secolari od 
cambiarono ìolleramente la loro condizione, 
ra si nUmf^va. che essi conteiiesst^ro dei se- 
alazioiie dei quali avrebbe potuto oiiot-ere al- 
ai diritti deUo Stato o dei privati. In tatti la 
ira posava su basi iraieramoute storiche e gli 
1 ivano i titoli dì diritto e di possesso che i 
cedevano aver ragione di tenem sf^g:reti- Uji 
di eori3orazìoHÌ religiose che poast^in-ano ^li 
ntichi v<*nnero soppresso, e le scritture (ta esse 
i.n.1/^ iKi.irvi»^ .urli i™-,hivi dì Stato^ quando fu 



le gli archivi acceàfiibìli a 
lilla esplorazione del loro 
lale fu con ai d era! a come 
icieiiza e eomc un dovere ^ 



neglotti e 
ecclesiasti 
Prima di 
greti, la i 

società di 
archìvi cul 
propri eia ri 
gran nume 
archivi piti 
conservate 
possibile s 

Questo r 
tutti e iies 
con tenuto, 
una necess, 
da partii dfcuu» 

Ferdinando e mterpretare questi sen- 

timenti dai qua,ài t... la sooiefcà colia del paesej 

e con sagge disposiz— . norme per raccogliere 

classìfìeare le e4irte che iiiR-rva»avarjo lo Stato ed i privati, 
riconoscendo che il bene ilei lo Stato e la sicurezza degi 
In te resasi particolari richiedevano tutte le curo sovrano pi 
la buona conservazione delle carte destijiate ad uso pubbli 
ed alle uotijLc utili per la storia. 

Le idee della rivoluzione non potevano trovare una prij 
applicazione piti larga e completa di quella che Ferilìuando 1 
tiifnl)^ loro con la legge 1818, vera leg^e organica tli costi- 
tn?join' di archivi. Con questa legge ai istituisce in NapoU 
TI 11 tfe'|iosito di scritture sotto il nome di Grnnde Archivio 
del ficgnOj nel quale oltre gli antichi archivi pubblici 
tutti' Ir- scritture delle abolite corporazioni sono stati riu* 
TMlì j^;b Titti sovrani, le cart*.^ delle fieah Segreterie di Stai 
e deiCi* aitn* ainrnÌTnslrazkmi governative: sì provvede coi 
essa a ibi <'0!?litii/Jorie di un arehivio in ciascuna delle prò- 
vìun^ \U*l Iti^^do allo 8c^>po di mccogliere e ("Onservare tutti 
gh alli turi ministrativi, flnauKiari e giudi/Jarì, ordinati e rft- 
[colati COR lo stosso norme del Grande Archivio di Napoli (1 



'IO 

i 



('/J Gli archivi provinciali, istituiti per la ptvma volta al ten 



Gli archivi generali in Italia, ecc. 100 



n crea (applicazione di idee eminoiiU'monlo moderno) una 
Commissione per la compilaziono o la i)ii))l)li('azì()iio di un 
Codice Diplomatico, allo scopo di nMidt^ro di publjlica ra- 
gione quanto di prezioso per la storia vouiva custodito in 
quel» veramente Tasto, deposito di scritturo ; anuossa al 
Grande Archivio, ed alla dipendonza dolCoriM) di «»ss<». viono 
istituita una S(^uola di Paloografia. allo scopo di torma ro 
dei bravi ed esperti impiegati d'archivio o si stal)ilisi'oiio 
norme generali per la classiflcazionc» o r<»j;ist raziono (N'Ho 
carte; si delineano i doveri, i diritti o lo rospousal)ilità «lenii 
impiegati, cosa tanto maggiornioiito lun-ossaria iu (piaulo 
che, colla medesima legge, si rondo oinajjjgio alla ulilitA 
pubblica dei documenti conservati in archivio, autorizzan- 
done il rilascio delle copie (1). 

La direzione di questo grande uflicio tu atlidata ad un 
alto funzionario col titolo di Sopi*ainton<lonto (u»noral<' o sotto 



della dominazione francese con d'creto del 22 ottobre 1812, 
dalla legge del 18t8 furono conservati nella loro intc^nità e 
migliorati. Provveduti di un personale scientifico che, solo per 
via di pubblici concorsi, giunse atl occuparne i posti, furono 
tempre ritenuti e si mantennero come una 'delle migliori e 
più perfette istituzioni. 

Essi hanno l'impronta ed il carattere dì Archivi di Stato, 
benché principalmente siano istituiti pei hÌso<{ni ed i vantaggi 
delle rispettive provincie, poiché in essi si scorge come il ri- 
flesso di una parte della vita dello stesso Stato, tanto ne' tempi 
andati che nel presente; e quindi emerge la necessità, il di- 
ritto ed il dovere indeclinabile della sua ingerenza diretta nel 
sorvegliarli. — Trincherà Francesco. Degli Archivi Napoletani. 

La legge comunale e provinciale del 20 marzo 1865 minacciò 
l'ordinamento di questi archivi trattandoli alla stregua degli 
archivi delle prefetture. Il Ministero dell' Interno riconobbe il 
grave danno che ad essi derivava dalla legge suddetta e cercò 
di ripararvi col sottrarli alla dipendenza dei Consigli Provinciali 
e prenderli sotto la sua diretta vigilanza, mettendoli alla pari 
degli Archivi di Slato. (Art. l*' del Regolamento (ìenerale per 
gli Archivi di Stato, approvato con R. Decreto 9 settembre 1902, 
n» 445). 

(1) Art. 18. — Il Grande Archivio ò pubblico. Ciascuno potrà 
osservare le carte che vi si conservano e chiederle coi^\«i Avtv- 
gendosi al Direttore o a chi ne fa lo veci e pag|ati(\oik<& V àVcWW 
che saranno indicati nella tariffa. 



110 ^W Capitolo IX. 



la Tìgìlanza di lui furono posll tutti ì depositi Gi ^ritturt^ 
*:?«IstefiiJ nc-l Regno, o ila lui ebbe impulsi ÌI movimento 
tecnico, storico a acientitìco che doyova ìrrailiaro dì tanta 
splendida luce la storia- 

Cosi sotto anicEi direzione e riunite in un medosLmo lo- 
cale, le scritture antiche possedute dalla città di Napoli an- 
darono alUrieandosi ed ordinandosi ac'<)anto alte inoderne, 
formando quel compleiìso tiecassario agli siudiosì, al critici 
ed ai If^gÈili por apptirare la veriiii. 

Ma il riordiiiantonto d^^^lì archm napoletani non fu po- 
tuto dichiarare completo fìuo a che non furono congiunti 
ad caso quello di Cava de* Tirreni, MontocaBsJtio e Moiit^ 
Tergine. L'accentramento pn^entava difficoltà, e pericoli ] 
grandissimi, oltre al porgere facili ocfasioiii a perdite irre- i 
parabili. Fu peaiò stabilito di ccdlegare questi prei^evoli di3^j 
positi raonastiei al Orando Archivio dichiarandoli Sezioni ila/ 
eaeo dipendenli, ponendoli sotto il regime della medf?simaj 
leggo o sotto la nifidiìsima direzione. La-Sidata la custodia^ 
ai pochi monaci che fliiO allora Ta ve vano tennta, senz 
muoverli tini luogo ove^ dalla loro origine erano andati for* 
mantioéi, sì trovarono in tal modo legati i>on sai ti I vincoli 
alla città della quale forniavatio il corollario indispensabile 
al completamento della storia della regione. 

Per gii arclu*vi la questione dei locali è deUa niassima 
importali Ka, poiché è necessario che essi abbiano rf^quisiti 
speciali, non facUi a riscontrarsi in edili ci che non sianfl 
stali costruiti appi:tsitamente. 

Pel grande Arehivio di Napoli, U locale fu, come do? 
essere, una delle maggiori difficoltà da risolvere ; ma 
risi^Ila relìt.w^mente. La scelta cadde sul Convento dei S. S. Se 
verino e Sossio, tenuto cìai rnonatji BencMlettlni ; è qmmU 
min dei più sontuosi ediflzi della città per venustÉl, arclii*^ 
tf'Mnra ed ampiezza» Fu edificato net 1490 da Gìovan Fi'aii-^ 
i-I 'SCO :Mormando, Fiorentino, ed è di tale ampin^^a da con- 
teneri^ in sé tre vastì cortili, uno dei quali fornito di porticaU 
ili [nn'ìs^irna ari'hitetiura con éolomiétie dì niarnio bianco, 
di'lh' ((nali si lini mirano o^gi f?li avaiizi prezìiw. Esso ha 
binali vastissimi ed adatti alla comoda collocazione delle 
st^lTalature, le quali fanno bella mostra di sé, tram ezzate _ 
artlslìt'a.rnente da pregevoli pitture, sculture e varie operi 
il'arle antica e ntoderim» che rendono il severo ambienti 
gradito alia sludioso ed al visitatore profano. 




r 



Gli archivi generali in Ital'm, ecc. 1 1 1 



Il collocamento o rionliiiainonto (l<»i <l(M*iinnMiti hi operato 
con molta avvodiiUv.za o {Jfrand*' «Tinli/ionr. sii|MT;\ii(ln le 
molto o gravi ilifTu'oltA incontrato. O^i^i «' un l'alto .(nn- 
piuto (mI apprezzato: la raccolta diplomatii'a. ivi coiiiimst.-ì 
in boironliiio, ò da tutti aiiiniirata <' ril^'iinta pn'<i,.v()li>;<iiiiM 
p<»rc»hò risalo alla doniiuaziono Aii};i()ina. l'u/ulii-si an/i. clic 
TorlKÌ"^' <Ji Questa ammirevole raci-nlta «li scrii hi ic rivi I-m 
a quell'epoca, e che» p:Ii stessi Angioini alil»iaiii> ><'iii.ti Im 
necessiti! di ac^'umularle e «'onscrvarlc l>a;^li atli <'^i>;t.iiti 
8Ì rilijva elle essi avevano t'ormato un m^w) c |in.|.:i(» ar- 
chivio col nome di ArcJùrio dclìn ('ttronn, (!«>[ (|iiali' con- 
servasi tuttora un rej^istro d<M tonipi di l'odcrK'o II ih. 
Questo primo archivio oblx» j»or sodo il pala/./.n i''i««si'Iii mIIm 
Selleria, JKìì, per ordine del re Kohorlo. In lra<pnriat.) Ui-Ilc 
cas<» di Ettore Vulcano a l^orta i*otni/./()I<». 

K' int(»n'ssant(» conoscerò rordinarncnio dato d.ìL;li An- 
gioini alle loro scritturo, <;iai'«*liò «iauli ani d<'ir«'p<u:i m 
[lossono rilevare alcune disposizioni da ossi cnianaii' a (|in'^in 
riguardo. 

In quei tempi non si costumava scrivon* mollo, ne 
moltiplicare la divisione dolio materie. Iidaili alla Ueale 
Cancelleria Angioina l)astavano tre sr)li riparti por «Im^ìII- 
care h^ molteplici cart»» di arcluNÌo:e tali riparli non divi- 
devano, sia pur«» in grandi lineo. |:li a Ilari, ma sil)l»ene l.- 
varie siMH'ie di <*orrisp()ndonza. 

Oli atti di governo, fossero <'ssi traliati o lo}^azioni. coso 
cKM'lesiastiche o concessioni di ])rivilo^i. ovvero ordinanze di 
(lualunque specie, venivano minnIaFnoide dai Soj^retari del 
re ordinati cronologicamonlf», so])ra «piadorni di pei-i>aniona, 
che i»oi, venivano rilegati 'in Voìnnii. (Hi orijiinali erano 
mandati agli inter<>ssati, (|uandr) non si riferivano ail inve- 
stitun» feudali o ad all'ari l'iie interessavano la coIlolliviiM. 
nel qual caso venivano mandati ai (linsiiziori e conservate 



(\) Questo registro ò in carta band)aKÌiia e coiitiiMie ordini 
indirlz/.ati ai Giustizieri, C.ainerari ed altri ufli/iali del Kef^no, 
dal miiggio 1239 a quasi tulio il 1240, tra ({uali la fondazione 
(iell'Universiià de<;li studi nella città di Napoli, detta amoenis- 
sinia et famosa, cui terra et mare deserviunt. — (ìranito Angelo 
principe di lielmonte. Leghlazione positina degli Archini dfl 
Regno di Sapoli. 



1)2 Ca^lùlQ IX. 



lo loro mirtul© in FascicoU. Le riRpost** éé. Giustizieri paro 
rosain*(> uoa8ld<*rate degno di maggior rigati ardo, poioliè Fe- 
ti iva no ruciìolte e conaerralP nellp Arche U). 

Ai"eij<% Fast'ìeoli o Volumi rai't'ioglieTano tutta quanta la 
c-OprÌBpoiidenza dt^l je <? la p premontavano noi loro insieme 
VArchliHo delia Coron/ì. I Et^gislratiìri e vari alt l'i UiUziali 
erano destinati alla custodia od ordinauioiito dejlo carto ed 
avevano istruzioni ^ij»H?iali pi?r la fonuaxtoiìe dei registri 
ohe dovevano servire a rìutfaeemrle, ed ariclie sul moJo di 
apporre ìl guggello agli atti dei Sovrani (2). 



(1) Cnsse di ferro ove si lecevano chiusi alcuni documenti di 

archivio. 

(2) Il Paoli Dct su» ' Frifgrammadi |tateogriìlìa Itilina edldl- 
ptomatlcu « cosi parla degli aiehìvi Augioiul: 

' Gli n I-chi vi reali di Nap<»n, viulprl in porle sotto Corlo I 
d'Angìò, cJlvenot^ro stabili in essa cltlù ioUo Carlo II. Ln cu* 
Htodìn dei niedeslnii veiioecoimìiessn ai maestri mEÌoonlì della 
Zecca (onde venne |ioì In donomUjadone di Àrchimo detta Jì. 
JJtfLTti); e Giovanna l enintiava tic^l 1313-13^1 alcune i^trup.ioni 
" mafjisiris latìonatibuf magne iwsirv curU , com^eruentt il 
servizio degli archiuìarii che so rio forsii il più aidìco estnipio 
che ^\ conosca di im regolamento per un archivio di Stala. 
L'archivio Angioino coitiponcvasì di Arehc coi>t£neLit| perga- 
mi? ne sciolte ; di fiiscicoH cartacei spettanti a materie giudi- 
ziarie e amininì*5lranve; e di libri e qoailernt onde si A poi 
crtstituitiì la serie dì regUtri I registri Angioini forfiinno una 
colte^ione tnedioi^vale di grande importanza per la storia lla- 
lianii, l,fl dispoilzione presente del rei^i^tri corrispoodo al rior* 
iljnnmeiilo e alla ^cgaturu che ne fu fatta alla One del secolo XVIII 
e alla nunìerajElone e intitoiazmne che (ìà data loro oegli atiai 
lHl5-lHr*.ì. 

(h't^inidinenlc consistevano in quaderni seioUi (quAlend p^ 
ciac qiKnternorum) in registri fornisti di più quaderni (regi- 
^trn, libri ri'gisiroruni) ; le legature ne erano riilte con cordi- 
rclln :ivvoli« (rum cordella) oppure Avevano coperture dì {yer^ 
^tìiììvni\ {cum copertm o iti as^ii fcmii tahidi'j]. I documenti vt 
iUMìo rc<(i!$lraii ieslnalmentL' il pcù delle volle e altre volte per 
IrUTi^uiilo i* sì dividono in rubriche secondo le nitilevie o so- 
L'onilo Rii ulIUi a cui le leltert: reglu venivano dirette. Alcuna 
ih que^tttr ru briglie sono pernnnincnLi, come quelle de cu/ifcWe- 
TMi. di' cnriii per gli affuH dì Siato: dù ctim^ra^ per le faccende 
lìnan£i:irie; de pritmtis, |ìer gli alTsiri concernenti interessi prl- 
i3f/: nilte stato /riinsllorle e uiulabUi ., 



Gli archivi generali in IhiVm, ecc. \\'.\ 



Queste disposizioni particolcan>^p;iat<' per la tciiiitn «h'i^Ii 
airhivi non rivolano soltanto la premura del w perla Ira- 
smissiono de* suoi atti alla storia, ma aiiclie la ilori«ie///.:i 
politica del regno. Infatti sotto i primi ])rin('i])i di (\-is.i 
d'Angiò pareva che Napoli vol<»ss<' divjMitare jìadroiia di 
tutta la Penisola: in quc^lla v<H*e, i loro successori la lecere 
cadere in rovina. Dopo la gu«Tra d(»l re di Un};lieri:i (l'US) 
il regno di Napoli fu co8tant(Mnente afllitto dai sMcclie^i^i 
e dall<^ violenze cIk^ causarono irreparai)ili [«'rdile alia ri- 
costruzione della storia; ma per (pianto, fra tante vi<-<'nde. 
siano andati distrutti la maggior parie d(M docuiiieidi, pnr 
tuttavia le reliquie superstiti ci dimostrano 1<' l'oiidizicnii di 
allora. 

Le sollevazioni popolari (1) furono causa d<'lla peni ila di 
tante scritture da arrivare a nietten» in forse la esislcn/a 
dei diritti dei cittadini, Oltremodo nociva, a (pieslo jn-opo- 
sito, fu la sollevazione che dal Princii)e di Macchia i)rese 
il nome. Essa ebbe luogo nel 17()J allorquando si conten- 
deva la successione al Trono di S])agna. 1 l'ongiurali l'iu- 
scirono ad eccitare il fu ror<' popolare contro Castel Cap nano, 
dove dopo liberati i carcerati e devastate le sale dei trii)n- 
nali, si scagliarono contro gli archivi gettando dalle lìnesire 
quant<^ più scritture i)ot(M*ono, mfMdre sulla piaz/a si ap- 
piccava il fuoco per distruggerle. La c;ausa di tanto odio 



(l) Il Viceré D. Pietro di Toledo, che qui (in Napoli; per 
Carlo V imperava, aveva riuniti nel 1540 con saggio divisa- 
nGiento in Castel Capuano i Trit)unali tutti della città, ed insieme 
con essi gli svariati archivi che ne dipendevano. Nella solleva- 
zione del 1647 incominciata da Masaniello, assalito Castel Ca- 
puano a furia di popolo, sforzate le carceri, che vi erano tino 
d* allora, e desertati i trihunali, non pociie scritture vi perirono. 
Né a questo si rimasero i danni, doppoichò manomettendosi 
dalla plebe le case di coloro che nell'esercizio delle pubbliche 
cariche eransi resi odiosi, fu tra le altre mandato a sacco il 
palagio del Duca di Caivano Segretario del Regno con bruciare 
davanti ad esso le suppellettili d'ogni maniera che vi ritro- 
varono, tra le quali furono arse eziandio tutte le scritture della 
Ileal Cancelleria ed i registri del Collaterale, che presso di lui 
si conservavano ; e giunse a tanto il furore, che venuwo wcvi\s\ 
persino i cavalli delle sue scuderie e gellali a pexVte Vxa \^ 
fiamme. — Granito Angelo. Opera citata. 

TAnoBi, % 



)i4 ^^^y Gaìdiolo iX 



Terso gli arcliÌTÌ sì vuol troTare nel fatto clip i principali 
oojigiurati appartenP¥ano >*iUa, tmhiltà t^ si trovavano alle prese 
col goyeriio p(*r liti ocjsIobì», 

Dopo questi fatti fu geni ita la n^^cesaità di maggiormente 
tutelare* i diritti di proprietà e renderne meno irn:erto e ptv 
riÉ/ol05o il possesso.Anteriormeiite essi erano allì dati, piùclie 
altro, alla probi lA dei wiitraeiiti, poicliè le scritture rima- 
n<??aTio clUase negli arcìiivi iirlvatì, e lìon ora raro il caso 
che una proprietàj creduta libera, passasse con inganno in 
terge mani, 

Ferdinando TV nel 17&6, per riparare a questi gl'avi in-^ 
convenienti, istituì nn arehivio per la recisi ragione delle 
Buccoasioni e dei t>oii tratti fm privati. St^opo di questa isti- 
turione fu di impedire o^ni frode eoi render pubblii^he le 
contrattazioni, le dona/ioni e qualsiasi passaggio di possesso; 
«d i contratti non acquistavano valore ledale se prima non 
erano stati registrati in questo aix^hivio. Si vuole che i 
primi studi di questa utLLissiina istituzione risalgano al 
I Ferdinando d'Aragona : corto è che essa venne in buon 
punk) e fu un provredimento salutare del quale era Tivaoiente 
S^mtito il bisogno. 

Allorquando venne promulgata la legge sulla costituzione 
del Ormi de Areldvio del Regrio, esistevano in NapoU spar* 
pajrliati in vari luoghi ed in considerevole quantità diplouu, 
e documenti originali di sommo valore che oggi fanno parfc^ 
di quella grandiosa raeeolta, la quale messa in luce con buoit 
ordine ha fatto apprezzare rutilila di queda legge e Tcrutìi* 
zione gtorif^a posseduta dalla cittÈi. 

La regione meridionale d* Italia, come abbiamo vedutOf 
non t seconda ad alcuna delle consorelle in fatte dì docu» 
menti storici. Forse la prolungata dominazione dei Greci^ 
fors(^ la vicinanza di Roma, forse, ed anche Benza forse. 
Finti'resse dei principi che vi hanno spadroneggiaiOj sono 
stali i fattori piii efficaci della conservazione delle stirittum 
che t'ì sf>no slate trasmesse in pri^zioso retaggio* Certo è 
i'iie Napoli posHÌf^Ji^ un archivio ricchissimo, eentro ed 
anìnia dì qindlì aparsi nelle altre città meridionali, siano esse 
di qua o al di hi del Faro. 

Tutti i coni uni italiani conservano nei loro archivi pre- 
?À(ìsi [nonumenti di sloria ; ed Ìl loro studio ci porta a iiono^ 
scere il carattere e Tindole delie diverse popolazioni^ la 



Gli archivi generali in Italia, ecc. 115 



loro YÌrtii, i costumi, le influenzo del clima o doi «rovinìi, 
Tenergia morale ed intellettuale e lo vioondo poIitii'lK^ cui 
andarono soggetti. E di questi df^positi so no trovano di 
quasi sperduti e dimenticati noi piccoli comuni di campa^Mia 
e nelle più cospicue città. Molti an(X)ra di gloriosi r di fa- 
mosi neUa nostra storia, dovremmo passaro in ranso^na, ma, 
per lo soopo cui questo modesto lavoro ò destinato, ^li 
esempi citati sono sufficienti por far conoscere cAmu^ la stoiia 
degli archivi è strettamente connessa alla storia d<'l paes(\ 
e che rimportanza da essi acquistata ò proitorzionata alla 
coltura letteraria ed artistica, nonché allo sviluppo commci- 
cialc dei popoli. 



CAPITOLO X. 

datesi. 



L*avangiiai è stala tenuta tla.! Pie- 

monte sotto ìv di Casa Savoia. Eù il 

privilegio (li jqwesta gloriosa Dìnasfcìa 

è rimasto a^., resi da esso ancor piii 

importanti degù u„ 

Fin dai tempi iti cui n mjvt-rno assoluto èm conflidprato 
come una istiluzione eaera mi emanazione di diritto divino, 
i Conti di Savoia, s'imposero volonterosi l'obbligo di assog- 
gettare le proprie leggi airìnterìnazìone, dò che mitigava 
molto Tasseti utismo di governo e ne rendeva T autorità gra- 
dita, amala e rispettata. II potere esercitato pel tramite delle 
istituzioni delle quali si circondarono^ fu sempre bene ac- 
cetto al pnpolo, il quale apprezzava la sapienza e la buona 
amministrazione data al paese dai Principi Sabaudi. 

Organi di loro governo furono : il Consìglio del Principe, 
la Camera dei Conti ed i Senati- 

Il Consiglio fìel Prinoipe nei primi tempi di atia istitu- 
zione, risiiHlf?va presso la persona del Principe stesso e lo 
seguiva nei viapr^i smujk abbandonario mai: questa as^dua 
assistenza e la eoslante discussione di tutto ciò che si rife- 
riva agii aflari fli governo o della Famiglia Re^e^ fece si 
che il po|K>lT>j anzìclìé ehianiarlo Consìglio del Principe, 
pretori app^^larlo Parlamento ambulatorio. In esso eVB^n 
rappn'seninli- itN^ (fi^iiÌT^tM f-ìt^^^ì dì pf rsmio : oM<'3ÌastÌebfl 
nobili e legali. Le sue principali attribuzioni consistev; 
nel consigliare il Principe in ogni affare, nell* eserc 



Archivi piemontesi. 117 



alcune Tolte, la stessa autorità reale e iieiramniiiiistrare la 
giustizia. 

Col progredire dei tempi al Consiglio privato e n'sidonte 
presso il Principe, furono aggiunti altri duo Coiisijz;li di 
Stato ; (1) uno con residenza in Chambery, Taltro in Torino: 
cosi avvenne che, a poco a poco, questo Consesso si tra- 
sformò, ebbe attribuzioni di magistrato snpn^no sotto la pre- 
sidenza del Cancelliere, fino a che, con fandar del tempo, 
aumentati i collegi giudicanti e di controllo, cessò da oiiuì 
ingerenza giudiziaria, fu riunito in un solo col nome di Con- 
siglio di Stato e divenne semplicemente* un corpo eonsullivo, 
il quale con poche modificazioni organieh(», eontinuò ad 
esercitare le sue funzioni sino ai giorni nostri. 

Il continuo sviluppo che gli Stati andavano prendendo, 
ed il moltiplicarsi degli affari, n^sf^ro neccessaria la cn^azion*' 
di corpi separati e distinti ai quali vennero ailìdat<^ lo dif- 
ferenti attribuzioni giuridiche od economiche cli<», in sul 
principio, pare fossero tutte riunitr^ nel Consiglio residente 
presso il Principe: a questo però fu riserbato il diritto di 
appello per alcune causo, o p(T altro ai Consigli di Stalo 
residenti in Chambery e Torino. 

Pare che il magistrato costituito dopo il Consiglio, fosse 
il Senato di Piemonte, il quale infatti ò ritenuto il più an- 
tico magistrato creato dai Sovrani della Real Casa di Savoia. 
La data di sua costituzione ò impossibile stabilirla (2), ukmi- 
tre si può accertare che noi 1500 fu costituito il Senato di 
Savoia e con editto dciirs marzo 1614 ne venuf» crealo un 
terzo pel contado di Nizza. Altri magistrati supremi col titolo 
di Senato (ma che in realtà (»rano consigli ondali per oppor- 
tunità politica e comodità amministrativa) esish^ttero in vari 
tempi ed in alcune province», ma poi vennero, un dopo Taltro, 



(1) La istituzione del primo Consiglio di Stato viene attri- 
buila al Conte Amedeo III. Qiiado egli parli per la Grecia, nel 
1966, afBdò il governo alla Contessa liona di liorbone, sua con- 
sorte e volle diminuirle la responsabilità lasciandole un Con- 
siglio composto dei più vaienti ingegni, acciò fosse coadiuvata 
nel disbrigo degli affari di Stalo. 

(2) li Tesauro, contemporaneo di I']mannele Filiberto, dice: 
SenaiuM nostri origo adeo antiquitatis tenebris, ut non facile per- 
aerutari pouit 



US ^^^y Cftpitoio X 



soppressi e riuniti a[ Senato di PieDiont^, nel qualp fiironOj 
p(*r le medosinie ragioni di opportiitittà, istituite le cariche 
di Preeiderite d'Asti, di Monfermta e di Salussiso, 

I Principi di Sagola hanno sempre avuto la consuetudine 
di sottoporre ogni ordine, tanto al oonsigtio residente presso 
di loro, quanto a quf*lli di Torino e Chanibwyp vd aloune 
volte ai tre Stati, tanta era la deferenza che essi avevano 
per Tautorità dei niagifltratì costituiti e la considerazione? 
che qnesti ei-aiio riusciti ad acquietarsi» E con l'andar del 
tempo, voUf^ro che ogni ìeggù fossa esaminata e discussa 
dai Senati^ e prima di essere promulgata, ottenrtsso la loro 
approvazione. 

II Duca Carlo EmauiK^le Ij che ai trovò a regnare nei 
momenti di massima agitazione politica, iut^^rruppe Tusanza 
di radunare a consiglio i tre Stati della nazione, e con editto 
del 12 novembre 1583 relativo al Stanato, al paragrìifì 5 e 6 
cosi stabilisca? le attribuzioni e le facoltà dì esso : 

« Apparterrà ai Senato, la interinatione di tutk* le gratie, 
privilegi, concessioni di titoli, dignità, Editii generali, De- 
creti pf^rpekii, dicliiarando chp le suddette concessioni et 
orrJÌTu non abbiano effetto, E^lvo cori T interinatione di detto 
Sfilato et rogistratione loro in un libro a parte (]), qual si 
terrà nell'arohivio di esso Senato per averfi ricorso ne' hìf^t 
sogni. ^ 

« E Tenendo il caso cho non paresse ragionevole di pas* 
sare airititerinaiione, nìanderù il Senato, ravviso a Noi con 
le cause ohe a ciò lo muovono, perchè possiamo prow^^ 
dere i^. ^| 

Il Senato ai valse di questa facoltà con tanta saviezza che 
i Principi finirono con attribuire alle decisioni di esso, forza 
di legge da osseiTarsi di preferenza alla stessa legge comune- 
Ai la raccolta degli Atti Senatoriali fu, gin staro ente, data 
grandissima importanza, e perchè dì quanto veniva discusso 



(1) Dalle dfcisioid cnii servate in qnesU\ Ha e colina non che 
dallfi Hac crolla fatta dal Senalorc Borelli, si rileva come il Se- 
nsilo ahbia rifiutata di ammeliere nd interìnozlone una legge 
n^iiì qiuilvolLa non l'Iia creduta perfetlameiitc corrispondente 
ai bi^io^ni del popolo e che questo riGul<i si è rlpetnlo perdueo 
Ire volle. nonasLante il comando peretitorio del Principe^ — Du- 
bnìn - Tonio 3, /i(^. àUG* 



A rchivi pieni nn fesi . II'.' 



p (lf»liborato, nulla andasse pcrdulo, In islìluita Im «'miìcm <li 
Collotton» dolio (hvisioni, alla qiial»' vaniva nominato uno d.-i 
cornpononti l'Alto (V>iis<'ss(>(l). 

Alla costituzioiio d(»l S«Miato sojjiii inmiodiMiMmctit*'. ^i* 
pure non fu contonijMirain'a, «jiioIIm di'll.-i ('Minoia .[-i e. .mi 
dio fu orbano iinijortaidissimo di governo m-l |ii.-i-(.|,i ^ì.uo 
Pioiuontosc». La data (lolla sua ori^iino •' infciia. inm.' (|u<IIm 
dol Sonato, ma cIk' in sulla lino dol i:?nn «'sjsl.va «la hiii"n 
lompo si rilova (lai roj^oia monti emanati dalla Conii^a H.-na 
di Rorbono il 29 docoinhi-o IMSD (->). 



(1) Oltre ai ct-lebri raccoj(lilori delle decisioni l'ahro. l'c- 
sauro dì Olasco, altri iic riirono iioniinali per l'atiMilc pMitìco- 
lare del Principe, come ricavasi da (fiu'lla del 1 iiiaivo \i\V2 dì 
Maria Cristina, sorella del v? Cristiano, d.i cui si soor;;*' clic il 
Collotlore delle decisioni era una si)ecic di carica dello slcsv-o 
Senato. — Dul)oin - Tomo 3. pag. 's'Jii. 

(2) 20 dcccnd)r i:Wl) 

Stntuts et Rpglemeuts pour la (Uianibrcs dos (',()mi)tcs de 
Savoye. 

Nous Honnc de Bourbon (Contesse e Auié Couite do Smvovc. eie. 

Par ces presentes, scavoir fesons à lous presens et à venir 
que Nous, lieve longuenicnt unire deliberalinn avcc nos Con- 
seillers sur le esdcsceniinent, et bon f^oNeriicnicnt par Ioni le 
temps avenir de nos coniptes eu tout lionneur et rcvercm-e de 
Dleu, de la glorieuse bieuviste Vierj^e Maiie. et de Ionie la 
Cour (lelestielle, à conservalion, et jiour la ulilité, auroysenienl 
et esdescemnipnt de nostre honucur et Instai et de nos l'ays. 
biens et siyets, et nos successeurs, aussi per Nous, el uosdils 
successeurs i\ tout jauiais avons fait el faisous Ics ordonnaii- 
ces, el stntuts cy-dessonbs escriptes les<pienes nous vonlons 
tenir el observer per Nous, per nosdits Successeurs. et ordon- 
nons, niandons et coniinandons cstre observes et teiuis i>:)r 
nos bien aniez Messire r^olioniar Provane (^hevalier. Adrian d(> 
Helletruclie, Anlhoine Harbicr, et Pierre Maguin de (lliauibery, 
Maistres ù preseut des nos coinptes. et par les autres ({ui se- 
ront per le temps avenir Maistres ex Andileurs de nos coniptes 
et per lous nos autres Oflìeiers el snjets, presens el à venir 
saus nuldcTault, sus et sus le gouverneuient de uosdit coinptes 
et tout eseripturcs, et autres chouses toucliau à i ceux per la 
forme et maniere qui se cnsuivent: 

1. — Que les Maitrcs desdits compts proniettcnt de nous ser- 
vir sur l'examination des coniples et toulcs autres choses de- 
pendentes desdits couiptcs, bien ci logalcincnt ù bonue dili- 



tm Vapiiolo X. 

Uffìzio primo ddla Camera dei Gùnti fu la inÌ^rina;dofiC' 
tifigli atti sovrani, ossia Tan notazione (che col tempo diveime 
IrnsLTÌzione) sopra recisi ri particolari della Caroera, ili ogni 
atto dì governo : o per quanto fosae riserbato ai principi il 



fieoc^pf et gnrder le honneur, ptoudt et l Lia ve n ce de Nous à 
leur pouvoir^ Jusatìc^^ non olìcndue; et qutì pur iinioui- tcmour 
ne prouflt, en nul cas nts s^ront Je rotUraire. 

2. Item que lesdlts Maiì^trt's De poiot d' eulx, por eulx, ne 
per nutre, ne doyveni prendre indi si^n proiìiìu àou^ de porn 
de Offlditìrat m^ autre persoiinc qui hnil à be^oigiier uvee eulx 
par ciiu:>ìe de leur OfllceS, 

X hein i|ue iesdits MnbtreK des comi»les dolvent dLsdiiyre 
n uul OfOcler nulle cbouìie qui soU du Domai ne, el Palrìmoìne 
de nous per mandcmentt ne per leUres den^ius^ ou de nueuns 
ile nous, fflits, ne devoir è taire, se ce n*e-aoU que nous tous 
deux ensemble le comniiindissions de bonclm exprttsscuient ù 
lons les Miiblres ensemble, 

4* Item que lons nos Offiders de ijuelquo condldon el 
eiìtatt qu' ils soyent ts^nt tì^qa. les inouts, eoniine de lo, el anl- 
Ires piirts ou que nous les hoyotis presens «t h venir, soìenl 
lenus de compier choscun au et que Von monde chescun ou 
tous leseli ts Offlcìers pour compier surs cerini nes poynes et 
que louK les comples se fa cent, ul snyent pIos el examlnes plal- 
nement des le premier jonr de jnnvIerJaBqiies le prìmler jourj 
de mey. ■ 

5, Iiem que les poynes mlses es Offirkrs per Jesdlts Mat^ 
slres i\ cause de Jeur oUSce, tont pour venir comj>tt'r, comme 
aulrement, lesquelles ksdlts Offìeiers commetlront pour de- 
sohbelssjince-, on autrenient, qne c<iJIes leVly poynes lettrs soìent 
iillnnées cn leurs comples, el à leurs chorges. 

E llpm que le honneur et prouOl des nous mieuisgnrder 
tou^ les Offìclers dessus ditSt soient tenusde venir compier en 
propre personne, non poent per Procnreurs, ou cas qu' Il non 
aurnil Jusle cause de non pouvoir venir, ou quel cas iìs doyvent 
tiEmellre proeureur toni SiuJTlsanl qui II puisset^ el saehel exe- 
cntcr sur te fall du compie de son Mnistre, et aulres ehouses 
qui apparliendroni à l'atre par snudU ^Msisire pare cause de 
Sfon office aussì bien camme si levit son Meiistrc estoit present. 

7. l(em que les oflìclers ne dolvenl purtirdii Chambery. ou 
lUì licu ou" les comptes se recefiuronl, jusquesàtant que leurs 
cnnipLes soyenl compltls el ixamun-s ne sans la llcnncy des 
M^fstrt^s des comptes, sur la poyne de 25 llb de Tores, et de 
7 iLorins pour chescun jour qu' il fairont le contralrc. 



Archivi piemontesi. 121 



dirìtiiEo di giussiùMf ossìa comando d*hìferiyiayc{ì)^ sta in 
fatto ohe IMnterinazioue poteva ossero riiliitata. Risulta evi- 
dente ohe essa non costituiva atto di vìoca ul)))i(ii<Mi/a, nin 
serio ed efficace controllo allo disposizioni del Principe, eon- 
tcoUo in realtà esercitato, poiché quando la (/amerà riteneva 
necessario modificare le Sovrane Patenti e ^li Kdilti, era in 
diritto di farlo e, nei secoli scorsi, eil'etlivanìe.nte lo la(^<'va. 

I magistrati della Camera dei Conti, se non erano veri e 
propri consiglieri del Principe, interinando le sovrane di- 
sposizioni, modificandolo anche, esercitavano un controllo 
ooecienzioso su tutti gli afiarì che più direttamente interes- 
savano la Corona, ed oltre a ciò avevano la tutela del pa- 
trimonio dello Stato. 

Dai molteplici biglietti e dalle copie dei pann-i del Maj^i- 
strato esistenti negli archivi della Camera dei Couìì, si ri- 
leva con suflìciente e8att<»zza quali erano le attribuzioni ad 
esso affidate e la considerazione che godeva presso i Principi. 

In sul principio di sua o-ostituzionc» pare t'acresse parte in- 
tegrale del Consiglio residente presso il Principe, di (jnel 
Consiglio che il popolo simpaticam(»nte api)ellò ParlnnìOìto 
ambulatorio. In quale epoca avv(Miiss(» la separazione non 
si può con precisione stabilire : il Capre nel suo libro inti- 
tolato Traiti histovique de la Chambre des Conipfcs de 
SavoyCf indica vari documenti dai quali si può desumer» 
la separata esistenza di essa, ant<'cedente ai primi statuti e 
regolamenti, i quali poi sono quelli stessi, gi{\ citali, del 
29 decembre 1389 ai quali seguirono, circa sessanta anni 
dopo, quelli del Duca Luigi. 

Fino al 1577, la Camera dei conti, fu una p(u- tutto lo 
Stato ed aveva sede in Chambery, capitale della Savoia; 
con editto del 5 settembre del detto anno (2), il Duca Ema- 
nuele Filiberto creò la Camera del Pi(Mnoni<i e diede norme 
comuni pel loro funzionamento ai giuridico che amministra- 
tivo; con editto del 7 gennaio 1720, Vittorio Amedeo II, 



(1) Abbiamo giù veduto come questa Tacoltà dal Ducn Carlo 
Emanuele fu trasferita nel Senato per alcuni atti speciali, ed 
in qual modo il Senato la esercitò. 

(2) Il Folly, il Capre ed altri, mettono questo editto sotto la 
data del 6 decembre 1579, il Duboin chiama ciò un errore e Io 
trascrive con la data del 5 settembre 1577. 



12^ Capitslo X. 



soppms^ la Cam^^i'a ilei Conti ili Savoia e ciìSÌ torniS ad 
ffiSt»PTeiie una sola, quella dpi Pieifloiile con resifl^iiza in 
Torino. 

La tutela del patrimonio ddlo Stato, che in sul priiicìpLO 
di sua costi tu zìone, abbiamo veduta allibata alla Carnt^ra dei 
Corali, fu data da E man urlo Filiberto, con Regio Patf.nti 
del 23 settembre Ì554 ad un uflìcio speciale. 

L*amminÌ3trazione fluauziaria come quella alla quaìo è 
aflìi^ata r*^e<iuzioiie di tutt^ le spese, con Tobblifio di pi'o- 
cnrare ì mes£ZÌ ntK^essari p*»r soddisfarla*, tjou poterà f»saer<^ 
lasciata in disparto noUa grande rifornia amministrativa ini- 
ziata da Vittorio Amedeo II e compiuta, da Carlo Ema- 
nuele IIL 

Un rapido sguardo air ordinamento dato a questa parte 
dell'aziono governativa dd Piemonte, gioverà non tanto ptu* 
d/> che si riferisce agli arcliivi, che la Finanza ha base nHìe 
scritturazioni contabili, quanto per conoscei"e la perfezione 
deiroreanìsmo di governo dd Reali di Savoiaj e come esso, 
per quanto foggiato ad assoluto, si valesse della cooperazione 
libera ed intelli gente di quanti per coltura ed ìngf^gno po- 
tevano sagf^ianiente congigliaro il Principe neirinterefige del 
popolo : e il meccamsmo della pubblica amministrazione del 
Piemonte, ingenera questa i!Onvijizione. Ben è vero che no- 
minalmente i provvedimenti di governo erano tutti di Regia 
emanazione, ma non è men vero clie essi venivano sotto- 
posti all'approvazione dei Consif^U e dei Ministri e da questi 
controttrmati, ciò che toglieva ogni carattere di perso ti alita 
al ratto del Principe. E poi, i Consigli e talvolta le persone, 
come nei caso del Controllore di Finanza, avevano facoltà 
di modificare e respingere gli atti di Autorità Sovrana; e 
queste persone e questi consìgli che potevano opporsi allV 
Sisnizione di un ordine, se non erano emanazioni di pf>polo 
setomlo le 'più rix-enti forme costi t il zìoaali, imn erano neii- 
pnn^ ci(H^hi esecutori della volontà, dei re. I componenti il 
Senato e la Camera dei Conti ee ne hanno fornita la prova: 
il riluto thi lesisi opposto alla registrazione itegli atti Sovranij 
invece di di^stare odio od indignazione, ha loro procurato 
stima e rispetto. E' questa la pili bella dimostrazione che t 
l'rincipi Sabaudi tendevano e tenevano alla costituzionalità» 

LMJQlcio tienerale delle Finanze, chiamato poi Control* 
lo re Generale, nei 1717 fu riformato da Vittorio Auiedeg II 



Archivi piemontesi, \2'^ 



il quale ordinò ad esso ed a tutto Io Aziondo di tonoiv' un 
arohÌTÌo ben ordinato per custodirvi con oppili dili<x<Miza tulli 
i progetti, conti, libri e qualunque scrittura (1). 

n Consiglio Generale delle Finanze allo sc^po di non distnc- 
catlo completamente dal Magistrato dol qua lo avova fatto \)iiv\n 
integrale, e che fino allora aveva custodito no' suoi arcìiivi i 
documenti patrimoniali dello Stato, fu ni(»sso sotto la pn^si- 
denza del Primo Presidente drlla Caniora (l(»i Tonti: lo com- 
ponevano il Controllore Generalcì e il Primo Soj^rclano di 
Guerra. Alle adunanze del Consiglio avevano facoltà d' in- 
tervenire i Capi di tutte le altro Aziondo, quando si discu- 
tevano affari che riguardavano i loro ullici. A quosto con- 
fflglìo, fino dalla sua origino, furono aflldat(> attribuzioni 
molto importanti, quali Tesanie doi Bilanci di Stato, la sti- 
pulazione dei contratti, e la nomina {ìo^^ìì inipiogati. 

Carlo Emanuele III codificò lo norme «^ l(i attribuzioni del 
Controllo Generalo delle Finanzo, riassuuKMido in un solo 
regolamento tutte le disposizioni emanato dai prcdoccssori, 
ed affidandogli la severa vigilanza di tutta ramministra/iono 
contabile dello Stato. Gli foco obbligo di ton(»ro un libro 
speciale per ciascuna Azienda, allo scopo di tonon^ conto 
esatto degli incassi e dolio spese elio facevano e clu» j^ior- 



(1) Costituzioni date da S. M. pel regolamento delle sue a- 
stende di Finanze, di guerra, d'artiglierìa, Fabbriche e Forli- 
flcazioni e della Real Casa e pel controllo generale 
11 aprile 1717 
VITTORIO AMEDEO 

Per regolamento da applicarsi a ciascuno degli uffici delle 
nostre aziende comprese in queste Costituzioni, vogliamo che 
in cadono d'essi vi sia un arcliivio, in cui si conservino per- 
petuamente tutti i progetti partiti, conti, libri a misura che sa- 
ranno terminati, e generalmente ogni scrittura a ciascun Uffi- 
cio rispettivamente appartenente, e che il tutto vi sia con ogni 
diligenza custodito da quello dei rispettivi Segretari, che sarà 
a questa cura, e custodia deputato, a cui correrà obbligo di 
farne descrittone, indice e rubrica ben distinta et ordinata; lo 
stesso dovrà praticarsi nell'Ufficio del Controllore generale, dal 
quale però si dovranno rimettere airArchivio della Camera 
nostra dei conti, li registri delle patenti, e discarichi secondo 
il loUto. 



124 ^^^y Capitolo 

iiainifMite dovoTano essergli noiifltjató: iìì registrare tutti ì 
provvotli nienti dd vari Di(ia:sfceri e tutte le nomine ad im- 
piej,^)ii, la quale registrazione ei-a necessaria p{*r riscuotere 
Io stipendio: ed al chiudersi di ogni esercizio flnanziarie, 
doveva fornì a re relt^ico di tutti i cojit-abili per trasmetterlo 
alla Camera dei Conti^ la quale ne e^saminara la gestione, 
chiamandoli, occon-endo, a renderne rapiione. Oltre a ciò 
esaminava i bilanci spixdali dei vari Dicasteri e, suda base 
di essi, formava il Bilancio dello Stato, il quale* veniva di- 
scusso rìal Consiglio delle Finanze, ■ 

Le fac4^1tà del ControUore Generale erano pari ali* im por- | 
tanza del suo uiReìo: efjU poteva, an^i doveva, interveniro 
nelle adunanze della Camera dei Conti nf^lle quali si discu* 
tf^vano ie gestioni dei Testirieri e dru Contabili; ed aveva 
pure la faei>ltil ^li riti u lare la sna approvasiione alle R, Pa- 
tenti con obbligo però di far conoscere entro cinque giorni 
e per iscritto le ragioni del rifiuto. 

La buona organizzazione giuridica et! amminiBtrativa data 
dai Duchi allo Stato, rendeva necessario un corretto ordina?-' 
mento delle eaiie od un r{*golaro funzionamento degli ar- 
chivi. A questi fu rivolta Tattenaione dì tutti i principi; & 
benché fra i documenti guperstiti non sì trovi molt-o d* im- 
portante fino alla metà del Secolo XVI II, pure vi sono di- 
sposizioni relative agli archivi, date in epoclie bastantemente 
remote, per attestarci che sempre fu tutelata la ci>naervaH 
Kione (haie icritture. E dal coniplcsso di queste disposizioni 
si rileva come la vigilatiza ducale non ei limitasse ai soli 
dorinni.uiti di StutOj naa si estendpsat^ anuhe a quc^lli dei co- 
moni f- dei privati. 

Aim^ih^ù Yt (134S-13a'3) negli Statuti concessi alla città 
Tfninu il 24 marzo 1360, si oceiipa in modo particolare defili 
archivi ed archivisti della città (1), 



cn 24 niar^o 1360. 

LhcrFie pnlcnles qtnbu^ Aiiiedeus Vf Comi^^ Sahaudiae plura 
ctmrc!dìL L-ivitEttì Tniirioì circa reginicn (.'uUiUJs, jurisdieHo- 
ncni JLira. bona, veetigalia, at luci derinslonem, 
KOS AMEDEUS (VI) 

Comes Sahftutliflc, Dnx Chablasii ci Augiistne el ìn Itnlià 
Marc- Ilio Nolum hichnus uni versi s presenus htlera^i inapecturls 



Archivi ineinoniesi. I-.O 



Amfid(K) Vili (131«-1439) noi «noi statuti <lcl 17 ^iu-n.» 1 !".«». 
parla con molti ed iiitr'nnwaiiti jiartirolari, (l«'l moilncon fiii 
ilovono OHSOH' ('oiis«'rvali i ciiM'iiim'iiti «» j)i-«'<«-i-iv<' ii'Hrm' |«i'i- 
la tenuta dei registri o dei protocolli <» |irr la >r>L.|-,.|,//i .Im 
oSiUMTarai da chi aveva in custodia !«' carti' «l.'ll.) si.ii.).!». 



quod in rectam considcrationem dcduccnlcs lìdci pnril.-ilciii, 
et veram foederis constantiani, qnibns civos. Iialiilntini's in- 
colae, et comiuune Tanrini erga nos, iioslrosquc pracdrcc.sso- 
res se fldeles exhibuitruiit, paritcr, ci coiistanlts. vDlonlrs «osdi'iii. 
ci ipsorum posteritates, cuni de tanta cornili sl:il>ililalc ìpsos 
laudare non sufliciat, sed, taniquani dii^nos rclrihntionis niajo- 
ri8, infrascriptis libertatibus et aniplioribns IxMietii-iis d.cino- 
tos. ad obsequia ampliora nobis, et nostris siicccssorilìus iiivi- 
tenlur. Igitur nos Comes praedietus ad supplicationoni h min- 
lem, et requestam domini Antoiiiì Mossi .lnrì.s[)(-i-iti. II<iiricti 
Borghesii, Becuti de Bccntis, et Nicolini Malcovah -ni. Aiiiha- 
sclatorum nostrae civitatis praedictnc. scicnlcs et spnniaiK'i, 
nullo fraudis ingenio cirounivenli, prò iiohis, iiostriscpu» Imo- 
redibus, et succi'ssoribns, uniwrsis prat'diclis nostris civllms. 
habitatoribus, et incolis, ac coniinniii TaniinI, proli, ac liacro- 
dibus, successoribus et poslcrilatl ipsornin, et oinniuin, (pio- 
runi interest, seu polerit in fntnruni interesse, liherlales, l'ran- 
chisias, Immunitales, confirnialiones, capii nla. privile;;iM, el be- 
neficia infrascripta concedinius, faeiinus, iiidnl;,^'inus, et do- 
namus. 

§ 23, — Ilem, quod Clavarius et Notarli, qui de eoilcro dcpn- 
tabuntur ad ofiicium Cnriae Taurini, tani super criniiiialibus 
causis, quam civilibnssoinniinodo capere debeant soluliones de 
ipsorum instrumentis, et scripluris, <iuae facicnl, et recipienl 
in ipsa Curia Tanrini, proni per crcdeutiam de consensn, et 
voluntate Vicarii, et Judicis. vel allerins ipsorum ordinatum 
fuerit, et taxatum. et non ultra. 

(1) Ex Decreta Amedei Vili 17 junij 1130 (car -38). 

De Dvobvs clavigeris crottae — Domini, corumque oftìcio, 
salaris, et iuramenlo. 

Duos ex praedictis decem Scriliis, seu I\eccptorihus compn- 
torum nostrorum decerni mus per Xos eligcndos, et constituen- 
dos Clavigeros, et Custodes Crottae. et Arcliivorum nostrorum, 
in quibus literac, et instrumenta, et formationes nostrae repo- 
numur, alterum vero Arcliivorum, seu nostrorum Armariorum, 
in quibus originalia computorum nostrorum serventur, cum 
deliberatione dictorum l'raesidcntis, Magistrorum, Auditorum, 




126 ^^^V Capitolo X. 

I pELrìioolari nei quali hì addentra Àmedfl^l^B^^^^ 
parla di ai'cliÌTi ci forniscono la prova dell' ìntcrcssammto 
posto liii f!a quei ttunpi lìeirirnìindiro il dopiìrimcnUi, H dì- 
Bpf^rsiotnj fHi il dìFulgarsi del coriteiiiilo delle acrittiire che, 
in allora, era della massima importanza. La circospezione^ 
usata nella nomina d&gli arcliiristij il giuramento t-ol quale 



ac e Lia ni Scribaruni dìctae Camet*fii] aosLrae Computoruni, Vi- 
ros mnkiros^ graves, prudentest probos, secretos, et fideles. Ad 
quoiHim officia spt^etarG dcL^ernimu^f claves dictorunn Croltae, 
Archi voruin, et Armari or utn, ned non omnia, et ^ìnguUi in- 
sLruitiL^ntaT liLeras, iorormntiones, caiiiputorum doc:umeulB, et 
jiira iiostTR ibidem recondita fìdetitert et diligeoter observare, 
et eustodtreT frequente^ vlsitarct et dtsponere, ne propier inep- 
lam custodìam péreont, v&ì pulT^sì&ntj ea quue Nobis^ et Con* 
sìlii^ nostris Nobiscttmp et Cham ti ertaci retiìdentibus, Praest- 
deotique. MagisLria, et AudUoribus Computortini noslrorum 
guolies scinerìnt, vel vidertnL cTcpedirt:, rflvelare, et extbere 
prò iiiHbusJi nostrbt vi alienis observandis, copiasq : seu vidi^ 
mas aut extractus iusLta niandnta nostra, vel altcrlus Con^ilia- 
lìorum praedìctoruin, ani ordlniilioiiem diclorum PrEiesitìentis, 
MagistTorum^ et Atiditorum Cumputorum, et non alias lode 
facere, el Nunciis, et Onieiariis nostris. iiec non Commtiìsartis 
Eilenlarum nostrarum, atque alita qiubus opus erit^ et pmnt 
per Nos, vele dlchi Conftllia nostra^ sen Praesidentcm, Mu^*- 
stros, eL Auditores Computorum mandatiini, vel ordinai uni 
fuerit fiuniptibus nostris vel corum modera lis expedire^ orÌ- 
ginalia vero ip^arum literarum^ in^ìtrunienloruin, Informatio- 
nuni, cuniputorum, et extororum documentorum nostrorum 
inde nunquam exlrahere, et coiqua t radere» vel exibere, nisi 
de mandali^, et ordioalioDe supnadictorum ; o ini no q ne ^t sin- 
gutn alia lideliter eiercere» quae ad custodìani, revelatioiiem, 
et cdullonem dktaruni Crallae, Archi vorum , Amiariorum. 
liltiloruEii, turi uni;, gì intormationum noslrarum pertJnent, et 
ìncufiiboot 

Super quiijus omnibus supradictis, et Statutis noutrlìi offi-' 
cinni ipifOrum Clavigtiroruai, sen Custodnm concernenti bus, 
ac VkìUs ipsai orrido incumbentibuìì, ultra arllculos iuramunlt 
praedìclos Mcrtbas coinputorum nositrorum, ut praefertur or- 
dii ni lì fideliteJ*, et dìligentt^r excrccndìs, et observandìs, dìctos 
Clavìgeros, seit Custodes astringi volmnus* et iubemua, quanto 
per No3 ad hniusmodi officiti m a^sumentnrt proprio, et so« 
lemnì tura mento in ma ni bus Cane eli ari j nostri praestando; 
Pru quorum quideni Clavìgerorura labori mus deeernbims, el 



J 



Archivi piemontesi. \'y, 



venivano vincolati o la qualitA «ìi'Ilf |i(M's<»im* l'in' :\ t.il.' im- 
rica venivano prescelti^, ci a<i<iiin<)slraii() <|iiaiiii» « ra ri|»|.-i-.'- 
zata la iiiU^lligonto coiisrMTazioiu» «lei doi'uiin'nii «' «li 'iu.h.m 
stima orano circondati coloro vho a <|ii<"l drlicMio iiili.-i.- \.- 
iiivano chiamati. 

N«»l 1592, con lotterà del 25 ina^^iio, Carlo Kin.in'i.-i.- I. 
nominava un Chiavaro o (!ust-od«' dellr scriltiin' d.-poitai'" 



voluinus ipsos Clavigcros, et eoruin <iueiiilil)i't slìixMulin rmi 
grua ultra salaria sua ratione Scribuniac dk'toriiin ((inipnlo- 
rum slbi debita per Xos dari et assi<{iiai i. 

Borclli, lùhtti antichi t uu,'ri Ti>i:iu>. ic... 

Secretar! literas, et instrumeiita prò Domino l'acieiites infra 
tres menses grossare, et Custodi Crottac iiiittere delniil. 

(Ex Decreta dicli Aiiicdei car. .'JOi. 

Pro iurium nostrorum conservationc staluiiiius. et ordiiia- 
mus, quod quilibet Secretariorum iioslrorum iiistruinciila, li- 
teras autenticas per eum receplas, Palriiiioiiium, lìscinn. vie. 
Jura nostra concernentes, et prò Nobis l'aoicnles infra tres 
menses proxinios a die reccptioiiìs earuiu. vel eorurn coinpu- 
landas grosseiit, et in formam pul)licani redi^ant, ;;i-().ssatas(iiu'. 
seu grossata tradant manualiter, vel per tuecurinii Niinoiiiin 
mittant Custodi Croltae nostrae Cliainberiaci prò tempore ip- 
sius Crottae Clavigero, in Archivios noslros ipsins Crotlae ad 
custodiam reponcndas, et rejionenda. Si tanien hniusmodi do- 
cumenta consequentcs matcrias non contineàt, pro[)ter ({uas, 
illas expediat diutius penes Secretarium remancre. in ([nil)us 
postquam materiae iilè (initae fucrint. debeant infra ilietnni 
lerminum à die finitae, seu tcrminatae materiae ineoaliandum 
permittintur grossari, et expediti, et hoc sub i)oei)a quadra- 
ginta solidoruni fortium per quenilibetSeeretarium huius lùlicti 
nostri transgressoreni committenda, et Fisco nostro ai)pIioanda. 
Et ut circa praemissa. dictoruni Secretariorum negligentia de- 
tegì valeat, et pocna exìgi, volumus, et iubemus, (juod dicti Se- 
cretarii bis in quolibct anno, vidclicet in principio mcnsis I)e- 
ceraliris, et Junii sua protocolla illius anni exhibeant. et oxten- 
dant Cancellarlo nostro, aut eius Collateralii)us ad videndum, 
si quae literae, aut instrumentn negotiorum nostrorum reman- 
serint grossandae, vel grossanda in ipsis protocollis. 

Borelli, Editti antichi e nuovi — Torino, 1600. 



nel CastfìUo di ^ma (1), ciò eha dimoatm conoo dai Prin- 
cipi di Savoia non veniaaero iraacumli quegli archivi cUe 
ormai erano dirt^i itati solt^anfco dm depositi Bt/orì.t;i e si tro- 
vavano in laoglii ave non tM-avi sede di magistrato nu premo. 



(1) Lettere di S, A. con le quàlt nomina un Chiavaio e Cu- 
stode dtillÈ sue scrìUure nel Castello di Niz^a. 

CARLO emvnui-:lk 

ptìT ^rAziJ di Dio, Djca <l» Savoia, Chrimblais^ Auosta., et del Genovese» 
Priniiipe ci Vacano perpetuo de] Siicro liuiriflpo Imparo, MArt^hese hi 
Italia^ ci ài Salu^ù^ Prijitipc dì PicmonlCj Corilfi dì Gciic^vm^ ctc.^ ctu. 

Essendo necessario di provvedere all'ufficio di Chiavnm^ et 
guardia delle seritture, et tìtoli nosLri die si trovano nel pre- 
sente Castello di NÌK£U, hora vacante per la morte occorsa di 
(ììovannì Cassano, et volendo cunrerirlo In persona ddigenle 
fsperì mentala, et della cui fìdelttè poiistmo restar sicuri, aedo 
il servi (io nostro sia compito zoms si convleEic, luTormali per 
ciò, a^KJ sapendo tienbslmo die lall, et onorale qualìtu ctm- 
c'orreranuo nulla periiona del mollo diletlo, et fedcl nostro 
Liimlierto Bai do Ino Procuratore nostro lise ili e in questo con- 
tado^ per il bon saggio, et soddisfattone, che giù ci ha dato 
nctresercitìo d'esso Incarico da qualche anno in quo: per iti 
predenti di oo^ra scienza i'hublilnrtìo consiltuito, et dcpulato, 
consti tuiamo et deputiamo per Chiavaro, ed guardia delle scrit- 
ture, et titoli nostri, che sono In detto Castello, el se gli po- 
tranno TimL'ttere per ì'awÉ^nire, con gli honon; preminenze, 
prerogative, privilegi, immunità, el diritti, ehe a lai officio 
spetliino. i^t medejjimi stipeiidi, che havea ti suddetto Cassano 
suo antecessore per detto oHicio di Chlavaro^ quale p&r ciò uon 
ìateodìjimo che venghi a di-rogare a quella, che già tiene di 
Procuratore fiscale, an?J che possa esercire ambidue, non che 
però prestarà il debito giuramento nelle mant del Prefeito 
Mostro di questa cìiLà. Mandando alla Camera nostra dei couU, 
Governatore^ Controllore, et altri Officiali del Castello, et Pre- 
fetto suddetto, che in osservanza delle preseud ri covino, ad- 
m etti uà, stimino et reputine e^so Daldoìno per Chiavato d'esso 
castello^ facendolo goder detli honori, privilegi, premlaeiize, 
immunità et sii penili ^ludUettì, seni^ ditti colta, elio cosi ne 
piace, 

nat. itt Nk:^a ti vftìUdTìqtJP. di maggio mille cinquecento ho* 
tfantadite. 

CARLO IÌMA?JUEL 
VÌHtu: Miiliet, 



I 



Archivi picìiì Off lesi. 



L*usaiiza <li a(l<lontrarsi nei |iMrli<'oInii (U-ì I.i\<«:i ■ •• 
airufficio (li aivliivio, vì<mii' cosiantJMinMit»* »•.»!!>•." \"!. i 
se si parla di archivi dello Stalo, «|ii:nit(» «' ^i 'Ìm* 
sizioiii por i |ii(*coli coiiiuni; così laiNMiilo r ni.-.»- i 
raiido, la rospoiisabililA (loj^ii nrcliivisii r.'>.la |.i' • : ■ 
piota, sicura la custodia (lei (locniiu'iiti, nvnlai'" r.i . ; r 
(Icirarnniiiiistraziono. 

Un bellissimo c8<'nipio lo si lui iM-ll'atto <Ii .•.-lini =.•■ 
archivista dolla cittù di H(mic(1), <IcI nolain l).iii. hi 



(1) Ordini dati dai Delegati di S. A. p. l'AiiiniiiiisIra/.i.inc 
della Comunità di Bene (158^1). 

Proemio. 
Siccome la natura, per conservatioiK» dille mic spoiio «'■ mmm- 
pre intenta a risarcire i danni, che <ial voraro Umu))» cauli 
nuamente riceve, cosi è officio di buon IMIncip.' p- r » .ms. r- 
vallone de* suoi popoli di liavcr coiitiniianicnto ro.ciiin n mr- 
reggere i costumi, e rinnovare le log^i, che la nialv:iM;i;') ,i,. 
tempi deprava, e corrumpe, et a guisa di buon ukmUco appli- 
care convenienti reniedi secondo che pullulano nuovi ni.n hi. 
Per il che essendo informata S. A. che nel governo . » nel- 
l'Amministrazione delle cose pubbliche di Bene eraut) scorsi 
alcuni abusi, che potevano partorire pregiudicio, el danno al 
ben pubblico di esso luogo. Perciò si è giudicalo spcdieute di 
ripararvi con le seguenti conditioui, et riforme, il cui tenore 
segue: 

Delle Scritture. 

31. — Si farà l'inventario delle scritture delle Comunità, et 
si di quelle, che di presente sono uell'archivio, come di (pielle 
che si ricupereranno , per il cui elTelto l'astringeranno tulli 
quelli, presso a' quali si troveranno a consignarle. 

32. — Tutte le scritture staranno neirarcliivìo, il (juale ba- 
vera tre chiavi, che staranno nelle mani de' Sindici, e Cancel- 
liere, ovvero d'uno che si deputerà a (luest'clTetto, il (jualc re- 
starà caricato di dar conto d'esse scritture. 

10 aprile iG2l>. 

Ordinamento di costituzione del Notaio Deila in Archivista 
della Comunità di Bene. 

I^*anno del Signore etc, etc 

Segue il tenor della capitolalioue, et delle 

obbligationi dell'Archivista : 

Primo, si farà un inventaro di tutte le scritture della Comu- 
nità, con ogni diligenza, con intervento dell'Archivista, et si 
Taddei. 1) 



130 ■^p Capitolò X. 



sì rileva d ^uale importmi^a è k liOaiina dell' are 
per il retto unzJonaraeTitó ammiuistrativo del t^oinuno e 
quante cau le t'ssa veniva, iti alloru, circontliitii. Una pai-- 




carìgarà di itle dette scrii ture» al eì come si lr<>veranoo in* 
ventarizzai le quatì sarà tenuto di realaiente, et fedelmente 
custodire, t tutte le altre che di tempci In tompo 5ì faranno 
o vero si t 'fii-tìnno appresso lerti^ snllo pena di star ad ogni 
danno, e s le» che ne posd patire Ja cùtnunità, quando che 
alcuna se « smarrisse. 

SecondOj t ' '""^ ^^'^ '"^'-^-*idar iilcune scritture fuori^ 

né ad alcui d Consiglio, e de" Signori 

Sindici, li € Imer in detto mandato la 

causa, pere... ilitvio ttil scrìtturat «t avanti 

die darla fu p-ue discarigo in piede di 

detto mand" andit di re l ira ria ^ oltre che 

sarà tenuto i separato; nel quale per 

modo di de 9, il nome, et cognome di 

chi le devi le della s^crittura, o scrit- 

ture che se ^^ i^do sì loruerà all'Archivio, 

noterà airinc;^. i.ro i, ^ edito il giorno, mese, ed 

anno che la scrittum ^.^^...^l.^ -^ korà restituita, canet^liaudo 
nondimeno le due partite per scarìgo di chi l'havova retirata, 
a cui se li rimetterà il nietJesmo tuaudato, et ricnvuta daU'Ar- 
chivista sottoscritta solamente In segno, che e stata di nuovo 
rimessa all' Archivio, sotto la .suddetta pena. 

Terzo, sarà tenuto a detto Archivista di dar nota ad ogni 
Consiglio di tutte le scritture, che saranno fuori dell'Archivio in 
terze mani, et in segno d'haver dato detta noìn,, basterà, clie 
quella reporti sottoscritta dal Sig. PodestjL, ovvero de' Siji^ori 
Sindico, o Segretaro, eon ì^ concimili parole, etc, presentata in 
Coiiseglio et letta in Bene, il . . , , . etc^ di . , . . eie. 
dell'anno . . . . è te, acciò ognuno possi sapere ove, et ap' 
presso di chi saranno dette scritture cavate dall'Archìvio. 

Quarto, sarà Icnuto di tener un lìbru giornale, net quale no- 
terà tutte le Yneationi, che si faranno per qual si voglia causa, 
et per levar ogni aliuso, si olxservprà il modo che segue : Pri- 
mo li Signori Sindìci faranno un mandato di questo tenore, 
signor tale etc., sartie contento di trasferirvi iu tal luogo, per 
tal causa, et altre che si saranno date in niemorlat perchè co&l 
ha ordinato il Consej;;lio, itt qutiodo farùvacatione d'uugiorn" 
o due, perchè cosi; richiede il servi Lio pubblico, quando ni 
vi e ordinari»^ni^ri ; fi ,Mf>l n>!inrÌ5T!fs '•'t'^ ^olt-tti-ritto da* I 
gnori Sindici, et Secretaro, et si rimetterà all'Archivista ava 
partire, acciò possi registrarlo, et notificarlo ai primo Cor 



Archivi liiOnnuif, <i. 



Ti.-filarità iiìtrn'ossaiito rifinita «Inibii m-iii:! ■ 
\A.i»«*r ramniinistrazhiiii* «l<'lla .•.»::;ii:ii'i 
ii:i lìal 1000 in Piemonti'. i:li ari-liivi .•.'■:i 



glio. et ritornato, che sarà detto tale, «^ai-.i t(>!r.;t.> !; . 
di far registrare tal suo ritorno, ool riieviil...sj.,N,.. . t • 
che resta bavere (prci-'oiltMitc poro uulio:!. si.i i i ,.i 
abbi causa di contender con alcuno . et cs>i i n •. : • 
gistrato in detto ^iomnlc. et ratitìvaia •! ii.i \ >. - - 
primo Conse^^lio dopo detto ritorno, ne Imi.! ..-. 
suddetto tale, conforme al quale si l'ari tl.ii t-r i i ■ >! 
imposto, ovvero in tesoreria, et (|uando ii>n si i:- i •• 
come sopra, clie s'inibiscili al (1<mim>.:1ì*>. s-;..: m ' 
genti, et ogni altro, di pa^ar. nòadnultor al.;; :«• 'a • 

spesa sotto qualsivoj^lia prelesto, n»- imm^.i so.?-. !•. 

pagar del proprio a chi la pacherà o aiiinet't . .> 

Quinto, il simile si farà delle sp!M« i!i • ..i : hm 1*5 

Cealera, et li massari delle Cealore ta:ili !.i.«i , »:i- 

naggio. saranno tenuti di presentare loro iisie. .1 ..;. .1 

tre giorni dopo fatte le spese, et numero ii*>' 1. ,ri;.i 1 :.;* . 
nienti alla purgatione, o reparatione. ('<•] un ■^.• ion;.. , • , .■ 
che è stata falla, et non pre.^enlan iol.i ira usto i :i':i. . . , 
fello suddetto non saranno admesso. o pa.;.!!!' ì.! : ;<; 1. 
quali liste, o jìarcelle subito havute. el av.iiiti r.':^ÌNir;i.- . .!.• 
tenuto detto Archivista di riferirle al priiim C m> ..ì. » jv 
haverne la ratificalionc. senza la quale non li r« i^ishii.r .» 

Sesto, sani tenuto detto Archivista ili t.iiere un l.bro 'j-:):!.! 
a modo di libro di bottega, nel ({naie o^n anno, .-t di si>:n«stii 
in semestre darà debito alla coniunit:'» di lutli li i-eiisl. elie 
deve a particolari separatamente, ed disliniani*'nte. rae.<n<i.>li 
cadun semestre le debite litinidationi. p.-r t:li an.<;iinu'nii inon. - 
tali, conforme al corso corrente, al termine maturali»: alì'iii- 
contro di qual debito, ci nel metlesimo libro se ne ilarà ere- 
dito, notando la quitan/a de' pa<{amenti. che li saranno l'alti 
da' Signori Tesorieri, o altri Aj^enti. et a ei«') di tempo in tempo 
si possi sapere il debito, el credito d'ofjjnnno. 11 C-onse^lio eon- 
verrà con gli Ksattori, Tesorieri, et allri eh»' bisoj;nrrà. el t:li 
obbligare a presentare al tietlo Arehivi.sla tulle le qnilan/e de' 
pagamenti, che faranno a detti ereȓilori. per censi, el .nitri- 
partite egrej^ie, fra cinque gitimi (loj)o fatto il pa^am»iilo. per 
poterne dar credito alla eoniunilà, indi ({nelle registrare in un 
libro sei)arato, ben rubricalo et atfofrlialo, per liaver^lien»- ra- 
corso ai bisogni, le quali quitan/.e, cosi registrate, si restitui- 
ranno subito alti su(idetli l'esattori, e Tesorieri per servirsene 
puoi ne' conli loro, che particolarmente daranno conforme al 



132 



Capitolo X. 



chiusi con e chiavi: ubo questo oostant^jnente mantRntit<5 
e tuttoggi p 'f!fltì ritto dalla vigente legge comunale e provin- 
ciale. 

La costiti lione dei^li archivi del governo piemontese è an- 
tichissima ( ìlio, ma non la si eonofice fin dalla sua orìgine: 
sembra per» die prima, di addivenire alla formazione di un 
archivio sp riale destinalo a eoiiseiTare le earte ilei Principe 
e tutto ciò he ad esso si riferiva, tutti i documenti che 



saranno, se prima Don sono, 
iMta sottoiicritte. 
r In dello libro grimde, et 
ra cadun anno, el dì quai— 
et airìDGoolro dargliene 
registrando però lulte le 
o, afTagllato, et rubricato^ 



solito; in qu ^ 
come sopra ' 

Settimo; ss 
dar debito i 
tiero in qua 
credito, coni 
quìlanze in 
come sopra. 

Ottavo, sarà ou >lai- in detto libro grande, 

tutte le finanze e Vfnlfssero ad nccordare^ et 

ogni altra sorte <«■ ve .registrando s^ucclnlamente 

la causa, perché li tu .♦.*..• *i«. i.ftgamenti, et quello sarè ne- 
cessario per hftvervi mccorso ai tempi opportuni. Dando cre- 
dito alla comimiti\ airineozilro do" pag4iinctiti, che si faninno, 
registrando dette quitanEe nel suddetto libro, ove si registra- 
ranno le quitan^te del lasso, le quali tuiie sì porlaraono fra 
il termine, et nei modo, di qual n^il sesto capitolo, sotto pena 
di non essere ndmesse, quando non siano, come sopra, regi- 
strate et sottoscritlc. 

Nono, sarà deblio alla s^nddetta comunità in detto libro eli 
lutti li grani, vini, t't ogni nllre vittovaglie, et altre robe, che 
da S. A. veniss! ro doTiiandate, dandogJIene puoi credito come 
nel sesto capitolo" r^-gistrando dette quitnnze nel libro delle 
qnitan/.e del lasso^ et ali ri debili, come sopra. 

Decimo, li Signori Sindìci, et Secretaro, Siaranno tenuti rlmol- 
lerli tutti gli oriiinì di S. A. che verranno con Ja relotiane 
della pubblicaliontT stibito che sarA pubblicato; e de' q unii ne 
terrà conto, come delle altre scritture, et sopra dì cadano de* 
suddetli ordini farà im breve sommario del contratto di esso. 

Umiecimo, srirìi obijbgnlo di dar nota alla cornuti itù, et Con- 
se<;lio fra li (juiii^led Gennaro di carluci anno, di tulle le sue 
dette vacazioni, iiartite de' ceuii maturati, et maturandi tuli 
quell'anno, et altre dalla comunità dovute, per qual si * 
causa, mentre siano da lui, come sopra, et nel modo 
espresso state registrate, la qual nota si pìglierà dal Se 



Archivi piemontesi, V^'^ 



■rerano reazione diretta con la famiglia Koalc o col (rovinio 
dello Stato fossero custoditi in un solo deposito o torni, isserò 
una oofla sola con quello della ('amora dei Vou\\. Dilati i si 
rileva dalle più antiche istruzioni dato a^li ardii visti dolla 
Camera dei Conti, che gli archivi oi>aiio oliiainati Itnorii^ <> 
ehe nessun altro archivista doveva osist(>ro por consorvan' 
1 documenti più importanti dello Stato o dol Priiu'ipo, poicliò 
in esse si dichiara che le scriiiure esistcn(i nc^li (irchìrì 
dèlia Camentf sono la base e il fondamcìito di qHcsftr ìicni 
CùTona, 

Nò questa sola è la ragiono che può ossor citata a con- 
forma di tale opinione, essendo Tarchivio (lolla ('ain<M-a <loi 
Conti importantissimo, particolariuonto i)or ciò elio si rit<^ 
rìsoe alle finanze dello Stato, niente <li meraviglioso s(> (la>;lì 
ilinstri che componevano quoirAlto Consesso, veniva cliia- 
mato htue e fondamento della Reni Corona; ma altre e non 
indifferenti disposizioni dato dai Principi Saltandi ven>>ono 
a rafforzare e confermare questa opinione. Nel ijioi con let- 
tera del 27 marzo (1), Carlo Emanuele 1, nominava Messer 



laro della comunità, il qua! ne formerà un libro de' causati, 
conforme al solito. 

Duode^mo, assisterà a tutti li Consegli, se così sarà da esso 
Conseguo, o Signori Sindici domaDdato, senza pretender mer- 
cede alcuna 

Et per osservanza della presente capitolatione, sarà tenuto 
di dar idonea sigortà, almeno, di scuti cinquecento. i\.i tutto 
dò per, et mediante il stipentio annuo di scuti cento qual me- 
diante, non potrà domandar, né pretender cosa alcuna per 
qual ti voglia causa pensata o non pensata, salve che fosse 
cosa tale, die rlcliiedesse l'assistenza più di giorni otto con- 
tinui, nel qual caso se li stabilirà un onesto stipendio al 
giorno. 

Gio. Antonio Arcore Podestà, Marc'Aurelio Barbero, Pietro 
Morra, Sindico, 

(1) Lettere di costituzione di gran Cliiavaro degli Archivi 
Ducali. 

CARLO EMANUELE 
per grana di Dio Duca di Savoia, Principe di Piemonte, etc. 

Havendo Noi già per lunga prova conosciuto quanto utile a 
Noi, et al patrimonio nostro, babbi recato l'haver costituito al 



ÌU UapiioÌQ X, 



Prospero Galleanì gran Chiafaro e Custode degli Archm 
Ducali, ortliiiaiido a iiilti di rìcoDosctìrto per tale ed alia 
Camera dei Coiili di rimetUrgliene le chiavi. 8e gli Arohivi 
del Principe non fossero stali una CJDaa sola oon quelli delta 
Camera, non c*era bisogno di ordinare ad esaa la consegna 
delle chiavi all'arcTiivista. 

Nelle istruzioni date dalla Camei-a al aecnudo Clriiavaro 
nel 1609j si continua ad nsam fappellativo di j4rcAii;ia Du- 
cale; QÙ in quelle del 1641 , all'art, tì, si prescrive la C4>ti- 
serFazione delle st-ritture e dei protocolli appartenenti alle 



maneggio, cura et eufitodja degli archivi delle scritture, et ra- 
gion nOfìtre, un Dottor dì leggi, per^ion^ doLta e fedele ; et con- 
venendo ora per la morie lìeirAv voculo Ba|*nasco tenente mentre 
visse titl tflrico, provvederne d'un altro che sìa ni e de imamente 
Dottor dì tt^f^gt, intelligente et alfettiimiito al ì^ervitio iiostroTcer- 
tlftentì per respfericnKa, eh 'abbiamo, che tali et altre honorate 
qualità conctirrotio nella perdona del magnifico Gor*^IgUere Se- 
natore, et Avvocalo Nostro Generale Messer Pruspero Gal- 
leani, ci è par&o di crearlo, cnslltuirlo e deputarlo, si co me per 
le presculi di nostm ct^rta scienza, et mitorllà lo crearne, co- 
sti lu Unno et deputiamo nostro gi*an Chi avaro, e custode degli 
Ardii vi delle scritture nostrep et dì tutte le pltre, che in qnelte 
alla giornata si rimetteraimo, con li houori, premiiienKe, pre- 
rogative, come dritti, immunitè, emolamenli, drlEtl et carichi 
che a tilt grado speltiinOf et coiivongono e clic sogliono t^avere 
sjìmin gran Clìiavari nostri e custodi delle ragioni, scrilture e 
titoli nostri, et ne godeva detto Bagnasco^ eoa ì stipendi a 
pflrt^^ stabili lì a nostro beiieplaclto^ con che prestarà 11 debito 
giuiaineulo, per tanlo mandiamo, et comandiamo a tutti J no- 
stri Miigklrati, Miuislri, Va-ssalii, Officiali e Sudditi, e mas^Joic 
il ila Camera nostrii de' Conti, et ad ogni altro che fm spe- 
dìi'nle, rliL^ in ossiìrvaoKa alle presenti rlconoscliìno, sQminci e 
reputi nò deito Galhjani per noMro Gran Ghìa varo, e custode 
d'essi nrchivij con rimettergliene le chiavi, farlo goderti de^ 
Iionorl, emnlnmi^nti, ttrìtti, privilegi, cnrrlghi, ìitipendi, et allre 
cosi: suddL'tlL* mellita altra djrtìcoHà, che tale nostra niente. 

ÌMit. in Turino li ueutisetle di niurio ni f^ l'è seicent'uno* 

CARLO EMANUEL. 

Visio: P, Hello. Brachi 

lille ri naia in Cu mera il S aprile IdÙi, 



i 



Archivi piemontcai. ISò 



Loro Altezze defunti, et degli altri che iicv lo le in pò si 
mdranno rimettendo in Camera (ì). 



(1) InstruUone di quello dovrà osservare il Chiavare de^li 
Avellivi Ducali esistenti in questo Magistrato circa il nianeggio 
di mo officio. 

LA CAMERA DEI CONTI DI S. A. R. 

(1641) 

Le -ecrlttUFe esistenti in questi Archivi della Camera, sono la 
baiey a fondamento di questa Real Corona, sicurezza dolio ra- 
gioni del Patrimoniale, e difesa della maggior pnrtfì dolio Stato, 
e come che sono di tanta conseguenza, se n'è rimossa la cu- 
stodia a voi Gaspare Galante, a«isicurandosi S. A. \\. che nella 
cariga di quest'officio usarete la diligenza e fede, non minoro. 
di quello siasi fatto dai vostri antecessori nello stesso officio, 
et afflneliè sappiate meglio come reggervi, et il servi tio di 
S. A. R. più puntualmente fare, 

1. — Vi ritrovarete pronto tutti li giorni che il Magistrato 
della Camera entrarà, etiandio feriati, per aprire la sala delle 
eonferense, ovvero rimetterete le chiavi ad uno dogli Usciori. 
et quanto alle stanze deirArchlvio le aprirete e terrete sem])rc 
in casa vostra le chiavi senza rimetterle ad alcuno, e mentre 
la Camera sederà, starete assiduo nell'Archivio, per sommini- 
strare secondo le occorrenze, et il bisogno le scritture clic vi 
saranno dimandati dalli Signori Presidenti, Auditori e Patri- 
moniali, per il cui effetto le tenerete bene ordinate, in ma- 
niera che prontamente si possino ritrovare, et nell'uscire che 
fkrà la Camera, sarete anco pronto per serrar la suddetta sala 
delle conferenze, et le altre stanze, non permettendo che vi 
entri alcuno, etiandio Usciere senza l'assistenza vostra. 

a. — Per niun modo non rimetterete alcune scritture né 
conti ad alcuno del Magistrato per esportarle, che prima essi 
non vi faccino ricevuta, con descrittone loro, et specificatione 
del giorno, et anno, al cui effetto tenerete un libro particolare 
nel qual notarete esse ricevute, et qual libro tenerete in luogo 
sicuro, et serrato per farne fede sempre che sarete richiesto 
dal Magistrato. Et caso tardassero di far la restituzione di esse 
scritture, libri e conti, più del dovere, dopo averne voi fatta 
Finstanza, ne darete avviso al signor primo Presidente, acciò 
si restituiscliino, et quando si restituiranno le dette scritture 
esposte, notarete in margine della delta ricevuta l'anno et il 
giorno della restituzione. 

3. — Farete fare altro libro, nel quale descriverete le scrii- 



Disponi KÌoni sptKÌali per gli acohivi rli Corte le tmviaino 
emaniate da Vittorio Amedeo II, ed essi> si riferi séono non 
alla Boia nomina degli ardii visti ed ai lavori che m&i d^blioiio 
eseguire, ma, con molti i)artic^>laii, alla soparaziono etl al 
trasporto delle carte e doDumenli dagH areluTi Camerali a 



ture elle alla giornata si rìitietteranno neirArchivio, similmente 
degli esplettl co' prace^i, tW quali ne darete sub ilo avviso alln 
Camera> facendo le pumi ette a detta iìbto^ per nome^ eognom^ 
et qualità di scrittura, ma con brevità. 

4. — In occasione «Jì morte di qualsiasi da' signori Officiali 
della Cam^^ra» usaretc diligenza tìì portarvi in casa dello stesso 
Ofjìclale Camerlengo, per assicurar le scritture che potessero 
toccare il servigio o l'Interesse del Signor Patrimoniale, divi- 
dendole daJle proprie degli heredì del defunto, e poi suggel- 
late^ ovvero descritte li* farete portar in Ci*merat alla quale 
farete relallone della qualità di delle scritture, per riceverne 
gli ordini dì quelt^i ne doverete fare. 

5. — Perchè per dispositione dell'internalione di vostra co- 
stltutione reatHte caricato di far l'inventaro delie scritture elie 
sì ritrovano nelFArehivìo CaiUL^raleT ci diamo a credere che 
già li avrete dato prìudplo, e quando pure per mala qualità 
de' tempL, non vi fosse stato pe^rinesso di poterlo principiare, 
v'incarichiamo (acciocché glt archìvi non vadiuo in maggior 
disordine) di darli princìpio, qunnto più presto, et nel mede- 
simo inventaro descrìver prima li libri dell! consegna menti 
fatii verso il signor Palrimoniole, da nostri Vassalli, Comunità 
e particolari dello Stalo, Provincia per Provincia separatamente, 
et dist inlame lite, secondo t tempi, in modo chèla descriptione 
non porti preposteratione, confusione, uè oscurità, descrivendo 
Tessere, et qualità particolarmente di cad un libro, e poi rimet- 
terli grad^itameiite per ordine, nflìnché ne' casi di bisogno, si 
possi aver op por in no raceorso. 

6. — Farete il medesimo di lutti li protocolli de Signori Se- 
grt-lari dì loro Altezze derunlf, et degli altri che per lo tempo 
s'iindcraniio remettendo liv Camera. 

7. — Dei registri delle concessioni, iulerinutionl, in vestiture, 
et altri che si trovs^no in Archivio, ne farete la niedesima de- 
Mcrilìonct e li rimcttereic! ordiaataniente, tempo per tempo. 

S, — IJ conti de Tesorìeil contabili et altri impresari di iS, 
A. H. li metterf^le tutti in ordine, secondo i tempi che sono 
stati sfìkhiti, con le annniationi del nome de contabili ai di 
snpm ptT potergli aver prontamente raceorso» 

^i, — Conlìnuarete cosi di mano in mano in quanto olle altre 



Archivi pienwntesi. 137 

qudli del Principe. Da ciò si deduci^ coiik^, fino alla riforma 
uninìniBtratiya iniziata da questo ro o pros('|2;uita dal suo 
Bucoessore Carlo Emanuele 111, gli archìvi dei Conti o Duchi 
di Savoia formassero una cosa sola con quelli della Camera 
dei €k>ntì. 



■erlttiire, e perchè in questo vi vorrà lunghezza di tempo, e 
qualche spesa, awisarete di tutto quello che vi farà dì hi- 
■ogno, affinchè possimo dar li ordini convenienti per supplir 
ai bisogni. 

10. — Ck>nUnuarete i registri degli ordini nel modo che 
l'hanno fatto i vostri antecessori, facendovi, subito pubbli- 
cati gli ordini, darvene uno dal Pubblicalore Musso o chi sarà 
in suo luogo. 

11. — Non rimetterete né darete scritture alcune ad alcuno, 
eccettuati il Sig. Gran Cancelliere. Signori Presidenti, Auditori 
e Patrimoniali di questo Magistrato, senza ordine in scritto 
della Camera, precedente loro ricevuta, meno darete risposta 
ad alcuno che vi chiamasse se vi sia qualche scrittura nell'Ar- 
chivio, senza licenza del Magistrato, dal quale dovendosi dar 
▼isione d'esse scritture, o copia, neriportarete ordine in scritto, 
quali tutti ordini conservarete per vostro discarico per farvi 
fede essendo il bisogno. 

12. — Non rivelarete cosa alcuna che si dica in Magistrato, 
meno vi partirete dalla presente città, senza licenza del signor 
Primo Presidente. 

IS. — Mentre il Magistrato sederà, o vi sarà occasione che 
nelli Archivi vi siano contabili o persone forestiere, per conti, 
od altri negotiì, non li abbandonarete, ma sempre assisterete 
voi o vostro giovine, perchè si possi no sempre assicurare, le 
scritture, conti, libri, et altro. 

14. — - Particolarmente haverete cura che nella prima stanza 
deir Archivio, non vi stiano contabili, o persone forastiere che 
possine udire quel tanto si discorre, et si stabilisce mentre si 
tiene la Camera facendoli in ogni caso avvertire da uno delli 
Uscieri 

15. — Non permetterete che li estensori de' conti facciano 
copia de' conti serrati, o che si arresteranno, mentre darete 
visione delli originali si ad essi, che alli contabili che prima 
non habbino soddisfatto intieramente al pagamento delia vi- 
sione dovuta alla Camera, avvertendo che la copia de' conti si 
dia una volta solamente. 

16. — Venendo a morte qualche Commissaro delle recogni- 
tioni, et estensore, ne darete avviso alla Camera, acciò si man- 



I3B ^^^V Oapiiolù kH 



Noti è fuor di luogo liporiare p«r esteso le istruzioni date 
da Yiltoino Am^eo n ai suo archivista noi ITlTe nel 1720 (1) 



^ 



dJjLO levar ì libri dell! conslgnanientl, et altre scritture cho 
fossero appresso di qu^Uo^ spettanti alla Coroua^ 

17. — Tenerete Qota in un libro di tutti essi Commìssad 
che dì tempo in tempo saranno, et a quali Provincie sòdo stati 
deputati. 

18. — n simile osservarelc di tu Hi g^l'Ipsìnuutori, 

19. — Quando vi sarà ordinato di l^var copia di qualclie 
scrittura, vi rarità pagar vosLro fatif^iie modera la mi ente seti^a 
dar causa di raccorso o doglianzii. 

2*1, — Sorafino a vostro carigo tutti i niobitli tappeti, tappez- 
sserie, et altri simili, che sono e saranno nella sala dell'udìeDEa, 
el Archivi, tenendoDe buona ciii-a, facendolLi sbatter di quando 
in quando; oecorremio spender qualche cosa intorbo esse, o 
per loro manutentioue i^tìe sìa di rilevo» raccorrarele da noi, . 
per haverne l'opportuna provvisione. 

21, — Sendo dcercalo dni Signori Patri moninli per servtiio df 1 
S. A. R. di copia di qualche scrittura, 1p farete con pronteKKaj 
senza veruno pagamento, salvo in caso di fatiche straordi- j 
narie, per quali uè presentarete lista in Camera senza ritardar | 
ta remissione. • 

(1) Istruiìloiil date da S, M, al suo archivista. 

VITTORIO AMEDEO 

per grjt;eì4 di DJtì, Re di SidlVa. «li GeruM lemme e di Cipro, Duca Ji^ 
Savoia, Maiiferrata^ etc,, Principe ài Pismoiiie, itc^ 

IJ import ante impiego di nostro Archivista esige una. per- j 
sona, che sia ugual metile dcitata di probi tA» e capacità^ poiché I 
contìdandogii noi quanto abbiamo di più prcjsio^o et e^sen^ 
zlale, comò sono li titoli della iiO!»ira Corona, riposiamo perciò i 
Intieramente nella di lui fedeltà, ifd aecm-atez^sa ; dovendo al^jj 
tri^si chi esercita tale ufiicio essere ben pr^itico della scienza f 
Issate, e nella to^^nÌKÌone delle tre Unione principEdi, latina, Ita- 
liana e francese^ per pimter meglio capire la forza de' trattati^ ] 
diplomi» cdiurutti ed tdtre scrii Ui re. che vi sono. Ed eti^endo 
noi èiirormati che concorrono in vnì VEii»sallo Marc'Autonlo 
ClareUl dì t^ogassieras le ^uddef^ite qualità, abbiamo stimato 
di fare elcjiìone della voslra persona per confidarvi una earlca 
si rilevanti:. 

Ritroverete li suddetti nostri Archìvi in buon ordine^ con 
separÈUioue delie scritturo per materie, con ordiue della in<»- 
desi tue per serie cronologica, puotendo voi averne ben presto 



Archivi piemontesi, 130 



poiobò da esse si possono trarn; p:ran(1i aiiiniaostraiiKMiti sul 
oome devono procedere i lavori (rarrliivio, siili' importanza 
dei documenti e delle scrittuns iionohò sull(? pr(M\iuzioni da 
usare -per salvaguardarne la int('<^ril}\. Non fa (Tnopo rilevare 
Taita stima nella quale (^ra tenuto Tarcliivista, ma non è 
possibile passare sotto silenzio rinttn-cssamento ixu-sonaU» del 
re per l'archivio od il suo ordinamento. 

Tra le disposizioni date, ò notevole quella relativa alla 
comunicazione delle scritturo cho, consacra il principio della 
consultazione e rilascio di documenti ai privati ; i)rincii)io 
ohe veniva a modernizzare l'uso degli archivi, capovol^^Mi- 
done le basi giuridiche sull(^ quali ])os:ivano e li rendeva 
utUi al progredire incessante della vita economica e scienti- 
fica del paese; principio questo cli(% i)iìi tardi, fu vitlorio- 



una perfetta cognizione, massimamente con una particolare 
applicazione; qual'e l'unico mezzo di acquistare le notizie 
necessarie, per dare a noi, ed a' nostri Ministri, quelle infor- 
mazioni, che la congiuntura degli affari portarà di doman- 
darvi. 

Occorrendo che, da Noi, o da nostri Ministri vi vengano do- 
mandate scritture per esigenza del nostro servizio, dovrete te- 
nerne nota in un libro, e metter una simil nota nel mazzo al 
luogo della scrittura, che n'havrete estratto, ad cfTetto di sa- 
pere a chi sarà stata rimessa, e spirato che sarà il tempo con- 
gruo a fame l'uso che si conviene, sarà cura vostra di riti- 
rare tale scrittura da quello de* suddetti Ministri, a cui sarà 
Stata comunicata. 

Ove alcun particolare per motivo di proprio interesse avesse 
il bisogno della copia di qualche scrittura esistente in detti 
archivi, dovrà primieramente per averne permissione raccor- 
rere a Noi con supplica, in piede della quale manderemo alla 
Camera nostra de' conti di esaminare se sia di giustizia rac- 
cordargliela, ed in seguito a tal decreto, la detta Camera man- 
derà all'Avvocato generale, o patrimoniale di dare le sue con- 
clusioni, e questo si porterà in detti Archivi per esaminare la 
scrittura, di cui si tratterà, e fattane indi la relazione in Ca- 
mera, se la medesima in seguito alle conclusioni di detto Av- 
vocato generale o patrimoniale, ordinerà ia spedizione di della 
copia, voi quella farete spedire, e l'autenticherete, mettendovi 
il sigillo ordinario di detti nostri Archivi, ne' quali ritenerete 
la detta supplica con le provvisioni che ad essa saranno state 
fatte nella forma suddetta, e ciò per vostra giustlfìcazione, non 



140 Capitolo X. 



samerite sostenuto flalk Rivoluziane Francese^ cìie può dirsi, 
a buon diritto, la rirolu sione del pensiero. 



dayeudo voi s«nzsi le predette cautele spedire alcutìa copia 
dì deUe scritture Q 

Siccome nelle coatituzlonl che abbiamo fatto per il iljpartl- 
menta del nostri due primi Segretnri di Slato, restii prescritto, 
ch'ogiì'uao di essi tenerii mi archtvJo per le scritture di sua 
dìpeudenìsa, e che iti fine d'ogni anao vi rlmetlerà quelle scrit- 
ture^ clie stimerà doversi poi-tare in delti nostri archìvi^ cosi 
sarà cura vostra dì mettere dette scritture in ordine secondo 
la reladono, ette avaranno alle materie, facendo dì quelle rag- 
giunta agl'ìnventorL 

Si conservano In essi archi vi molte cose segreto, de' quali 
dovrete contenerne fra voi solo la notizia, che pere là non le 
lascierele vedere a chiunque si sìtì, e nemmeno eciandio a 
nostri Ministri, alla riserva, ch€ n'ave$te da noi uà ordine par- 
tlcolivrc. 

E prometteudoci dal vostro ^elo, che avrete tutta l'aUen^ione 
possibile per ben custodire li suddetti nostri Arcbivi, con te- 
nergli sempre In bunn ordine, ad effetto di trovar sempre nel 




f*ji An^be pHmii di quesnra dispoiizione^ confcrmatii poi in moA'ì paco 
dissimile dalle R, CostituziDiti si praticavi d| coiiikiiiiciìre ai privali I do- 
cumenti del R, AriThUio n^ii^cssari alk difeen dei loro diritti; non perA 
scMia spcciftle asaenso dd Sovrano come contia d-dld seguente provvi- 
duTìta. : 

Billet de S. A. R. qui ordonne I smx AichWhit dt cocninuniquef paf ' 
copie auibentique: iiu prétre Oonadei les titres dotti il aura be£oin< 

LE DUC DE SAVOJE, ete, 

Très-cS]«r, bieii aitnéj et feal Cons^iller. Le prèire |can B^ptisce^ Doni- 
dei de peóne mons à reprèstntt qu'a^'aot kt& tiammÈ par le compte de 
Beiiil i la Cure, ioli Frienrè du licu de Sauie, daiii la. noininAtion luì est 
à prèseiii cQnifsLce par l*£vèque de Gtandèves, il soubiiicrait d« fuire 
canister fili ah Evcgue dcs diraita qui appArEiennent au di! comte Beni! par 
U& ikfes Ìn5<:rcs dins Ics papleri qui joni A prè^eni dans noi arcbiice*; 
et qiie ayarit bicn vGulu lui diccotilef^ noiis vous ordónrtons de lut cotd* 
munique par copie autheiitique les titres dont il aura besoin ; ei sur ce 
nous prions Dieu qu'il vous ait dans sa sainte et digne garde. 

J la Vcnérie ce vinot-six juiu tnill sept cent trei^e. 

V. AMEDEO. 

Lanfranqui. 



Archivi piemontesi. 141 



La TÌgìlanza per impedire il disperdorsi dello siri-iiture elio 
dolevano far fede dei fatti storici elio di p:i()nio in j;ioriio 



bisogno quanto occorrerà, preghiamo il Signore, clie vi con- 
servi. 
Torino li Ventidue marzo mille settecento diecisette. 

V. AMEDEO 

Ilaiberti. 

latmxlone data da S. M. al R. Archivista. 

IL RE DI SARDEGNA, etc. 
I>a che vi ritrovate alla cura de' nostri archivi avrete sem- 
pre più riconosciuto dalla qualità delle scritture e titoli che 
In quelli si conservano, di quanta importanza sia l'impiego, 
ebe Ti abbiamo confidato di nostro Archivista, e con quale e- 
sattexza, fedeltà ed attenzione debba essere esercitato ; abbiamo 
nondimeno stimato per maggiormente accertare il nostro ser- 
▼ixlo, e per vostra regola di prescrivervi quanto segue : 

1.** — Il buon ordine delle scritture sarà una delle princi- 
pali vostre occupazioni, e perciò dovrete mantenerlo, ove già 
si trova stabilito, e stabilirlo in quelle parti ove ancora non 
vi fosse, separando le dette scritture per ordine di materia, e 
mettendole per serie cronologica, acciò più racilmentc possiate 
ritrovarle negli occorrenti. 

2.* — Oltre l'inventerò generale di tutte dette scritture da 
tenersi in luogo certo, vi sarà in ogni guardaroba un inventare 
partieolare di quelle, ch'in esse si contengono. 

3." — Sarà vostra cura di ritirare nel fine di ogni anno 
dalle Segreterie di Stato le scritture portate dalle loro costitu- 
zioni con rendercene conto. 

4." — Venendo a morte qualclic Ministro di Stato, o altro, 
che abbia scritture appartenenti a noi, o che concernon l'in- 
teresse della Corona o delio Stato, dovrete portarvi voi mede- 
simo nella di lui casa, od altro luogo, in cui siano tali scrit- 
ture, per farne giudicialmcntc il sigillamento. 

5.^ — Avrete pure una particolare attenzione d'indagare, 
ove si trovino scritture concernenti l'interesse suddetto della 
Corona o dello Stato, et indi quelle indicarci, afiìnchè possiamo 
dare gli ordini opportuni per la loro ricuperazione. 

6.** — A misura che verranno da voi ritirate delle dette 
.scritture, le riporrete ne' predetti archivi secondo la categoria 
d'ogn'una, aggiungendole agl'inventari suddetti, tanto generale 
che particolare come sopra. 

7.^ — Nelle stanze ove sono gli ardii vi, non si darà l'in- 



142 ^^^^P Capitolù X. I 

andavano svolgeiidosi, non pot-rwa restare (ìiriìosu*rìtta all*ani- 
tkieriltì uffldaXe e locale, ma doveTa neeeasariam^^iite osteu- 



g;es$o ad alcun Segretaria^ <*lic nan sia patentalo, e che non 
abbia prestalo il dovuto giuramenlo, ne vi sipolrà ìntrodtij-re 
aleuti altro, s«uj^a un nostro matidato espresso. 

8.^ Quando il vosLro servizio esigen^ dei copbtl, do- 
vranno quKsU lavorare nella bibllotecai o gabìnelU a quella 
attigui^ in presenta però d'uno de Segretari di detti archivi, 
aeclocchè non possano prendere dello memorie, uè moltipli- 
care le eopie^ 

9.° — Non dovrete però servirvi de' copisti per copiare le 
scritture segrete, od importanti, pripcipalnienle dì a Ilari di 
2ìLato. e negoziazioni, ma dovranno esser copiate dalli suddetti 
Segretari. 

10 * — AHI due primi Segretari dì Stato darete visione in detU 
archivi delle scritture, che vi do fnande ranno, e volendole ap- 
presso di loro, gliene rimetterete le copie, senza poterne mal 
estrarre gli originflll 

11 ."^ " Il Controllore generale, il Generale delle finanze, 
FAvvocato e Procuratore generale, allorché avranno bbogno 
di qualche scrittura, dovranno nolilìcarvelo p&r via di vi- 
gli e Ita, dopo di che 11 Tare te dar copia della scritturs o para^ 
grafo ricercato. 

12**" — Terrele un libro a due colonne, in una delle quali 
annotei^ete tutte le scritture, che rlinelterele tanto a" Segre- 
tari, elle vi anderannOf come a qualunque altro, con anno- 
tfizioue de' giorui, el Indicazione delia natura, e qualità d'esse 
scritture. 

13.° — Dopo un conveniente tempo sarà cura vostra di ri* 
tirare le predette scritture, che avrete rimesso, come sopra, le 
quali non vi potranno essere ncj^ale; e sul*lto, che si saranno 
ritirate, le riporrete nuovamente a suo luogo, con annotarne 
nell'altra colonna di detto libro la restituzione. 

11° — Occorrendo, che qualche par ti col si re ricercasse ti- 
toli, od altre scritture per valersene tanto contro il Procura- 
tnre nastro geuerale, che con Irò qual kì sia particolare, dovrà 
darcene l'istanza per via dì supplica, in cui esprimerà apecl- 
ficiUanienle, o pure in genemlf^ In ijiiùlitii della scrittura, che 
si domanda, il che, se verrà da noi accordalo, gliene spedirete 
la copia da voi «ioltoscrltta ed autenticata. 

15° — Nel caso poi che mandassimo alla Camera di prov- 
vedere a tale supplica, se vi verrà presentato decreto di essa, 
previe le conclusioni del Procuratore generale, di rimettere a 
questo la scrillura che si ricerca, ne farete fare una copia, 



Archivi piemontesi. 143 

' 4eni alle carte òhe per la loro origino od il loro carattoro 
non erano veri e "propri documenti di Stato, ma semplici 
memorie che potevano, benché in modo in<Iii*(>tto, docuiiKMi- 
tue il passato. Fu perciò ordinato al Capo d(><j;li aivliivi di 
pQrtam dì persona ad apporre il sigillo all^^ carte cIk^ trovar 
n potessero presso i Ministri di Stato (1) o qiialunqii(> altra 
persona ohe avesse avuto incariclii politici, quando ({ucsta 
Tenisse a manoare, e di indicare ove potossoro (^sisttMo ciwio. 
ooncementi Tinteresse della Corona o dolio Stato, al Uno di 



qnale rimetterete subito a detto Procuratore generale, et ove 
la medestma scrittura non esistesse negli Archivi, lo dichia- 
rerete In iteritto alla qual dichiarazione si dovrà prestare in 
tutto fede. 

16.^ — Data come sopra la copia di detta scrittura al Pro- 
eoralore gienerale, se ne farà la lettura in Camera, per esami- 
nare se debba essere rimessa o ricusata alla parte che la di- 
manda, e secondo che si sarà giudicato, ii Primo Presidente 
Yi ftirà una dichiarazione in iscritto, in cui spiegherà, che 
detta scrittura sia stata rimessa a tal particolare, o pure che 
vi si rimanda per essere riposta a suo luogo, dovendo voi ri- 
tenere tali decreti, dichiarazioni e suppliche per vostro di- 
scarico. 

17.* — Dovrete però sospendere l'esecuzione di quanto so- 
pra, ogni qualvolta credeste di vostro dovere e del nostro ser- 
vizio di cosi fare, informandoci subito di tal caso verbalmente, 
o per via di lettera de' motivi, che avrete avuto, affìne di ri- 
cevere 11 nostri ordini. 

18.» — Dovrete anche ritenere in voi la notizia di certe 
scritture da noi particolarmente confidate, o da confidarsi alla 
vostra segretezza, senza lasciarle vedere a chi che sia, meno 
e nostri Ministri, e riserva, che ve ne dassimo un ordine par- 
ticolare. 

E promettendoci dal vostro zelo, fedeltà ed attenzione la 
puntuale osservanza di quanto sovra, preghiamo il Signore che 
.vi conservi. 

Dalla Vinaria li trentuno ottobre mille settecento venti. 

V. AMEDEO. 

Mellarede. 

(1) Fu Vittorio Amedeo II che nel 1717 istituì pel primo due 
Ministri Segretari di Stato, uno per gli affari interni e l'altro 
per gli affari esteri. 



144 ^^H Oapitolo X, 



poter tiare gli orili ni opportuni per il loro rwupero. Questa 
ordini non erano pho In. np(HÌ7àoiio di dispoii^ioDi più ati* 
tiche. Infatti neltf' Regie Patenti del 5 ottobre 1625, con 
le quali Carlo Emanuele I nominava un Vico Archi^sta di'* 
Corte, nel det<*rniinaro gli iucariwld ed i doveri gli ordina: 
<t di ricercare le scritture concernenti le ragioni del ducal 
patrimonio, e ritrovandone presso vassalli o sudditi, a S. A* 
spettanti, ritirarle e ridurle nello stesso Archivio ». E piti 
aiiticanient'e ancora abbiamo un beir esempio che fa lode» 
Tole tostìmonianKa delle cure che i nostri princìpi hanno 
iCEQpre avuto per la conservazione delle carto di Stato e dei 
docuntenti fltorici. (1). Nei 1649, c^asendogì reso vacante il 
VtiscoTato d'Ivrea^ il Duta Carlo III, avuta notizia L^he nol- 
ran?hivie del vescovato si contenevano molte scritture e do- 
cumenti che riguardavano tanto i diritti di quel vi>scovato, 
quanto esso Duca od il suo patri mordo, non volendo che si 
diaperde^cTOj quantunque fossero mesai al sicuro e preser- 
vati, con lettere patenti del U settembre dava eommissione 
al Signor di Clettaniej pocJeatà d'Ivrea, ed a Francesco Ton- 
duti, u!m dei ric^?TÌtori della Camera dei Conti, dì portarsi 
a quello arehi?io od altro luogo, in cui ad esi3i (.^onataaae 
trova fai quelle scritture, per esaminarle, separarle et! a^ì- 
cui-arne la tionservazionc. Tanto al podefiti d'Ivrea quanto 
al Tonduii furono date speciali istruzioni (2). 



(1) Dalle Relazioni dipìomaiiche detlti Mùnarchia di Stxoola^ 
pubbli(!£ite da Manno, Ferrerò e Vayraj Soci della R. Deputa* 
zione di Sl&ria Piitria di Torino, 

Voi l (IV ddU TihliaUei Sisn^ ItalifiKaj, 

(2? Me Ilio ire au rcceveur Tonduii de ce que aura a fere a 
Ivrise tìt^ la pnrte de Mauseigoeur. 

Preniicrement doimera la letlre au podesla et luy dir;a 
cClin^J^■ itionseigneur l'enuf>ye ìà pfmr dessoiihz luy per Tln- 
ventnire des Liltres de Teuesci^LC taul pour le^ rc^duyre cn toule 
stfheiifle el [lonr gitrder que rieii ne se perde comme pour 
separé t^eulsL qui L-ofiL-ernef-ciid monsieigneur et sun patriraolne 
si auScini!ì il y en a et qui fuceiit a In perfeetìon d& la cro- 
niiine de Sauoye. 

Plus flonnera In letlre k rarcliiilìacre et aiiJt elianolues et 
leur dirsi puur su ereani^B que nii|trelTùÌB imnnseigneur Icur a 
temi prapos d'aulcuns Ullras pour paracheuer la cronlque de 



Archivi ^piemontesi . 14 ri 



Onesto antichissima usanza di porro o<::ni attonzioiK» inaila 
rea delle oarte e documenti che in (pialclio modo \ìi)U^ 
Fimo interessare lo Stato, era iu*l 1041 (liv(>niita rosola di 
E bum governo, che fu costantemonto maut^Minta da Vittorio 
F Amedeo II e da Carlo III nelle loro riformo amministrativo 
fb quali, per questa parte sono rimast^^ in vi^oro lin ({nasi 
I n giorni nostri. 

Le persone presso lo quali era più Tacilo ])otoss(u*o rintn- 
ure carte di Stato, erano, naturalmento, i i)ubl)lici fnn/io- 
\ e pennò, specialmento contro di ossi (ìirono rivolti» lo 

joeizioni e le attenzioni dei Principi o doj;!! anthivisli. 
Nel giuramento degli impiegati fu a^^innta una clausola, 
con la quale il pubblico funzionario si ()bl)Ii|j;ava di rimotton* 
il successore od al Govomo tutto lo cart^^ dio al Unirò d(>l 
mo impiego fossero presso di lui: e noi rop:olamonto \)ov ><li 
srchiTÌ di Corte, furono introdotto disposizioni por tutolaro 
il ritiro delle carte di Stato dalle mani dei privali o (Un puh- 
blid iifflfliftli morti od usciti di carriera, da ossoiTarsi poro 
con quei riguardi verso gli eredi, compatibili col rot^ola- 
mento stesso. 

n personale diplomatico non poteva sfuggire alla vigilanza 
reale: difatti nel regolamento per le Sogi'(»teri(^ di Stato, tro- 
Tasi la formola del giuramento imposto a coloro clu^ veni- 
vano incaricati di trattare con Stati o Nazioni stranieri^ allo 



Sauoye et qu'il est recors que eulx luy ont fait pour responso 
qu*il y en pourroit auoir en la erotte où sont les escrlptiires 
de Teuesche et que a eet effet il l'enuoye là nueqiies charge 
en pretence d'un cu deux dcs chanoynes vcoir les dites escrlp- 
tures separant celle qui feront au bieii de la cronìque et toutes 
•ultres escriptures qui coucerneront raondit seigneur soubz 
tonteffoys beneffice d'inventaire. 

Plus leur dira que mondit seigneur n'entend que rien se 
bouge desdits escriptures appres qu'elles seront blen separecz 
et inventarizees ains que du cofn*e cu elles seront reduictes 
fon face fere deux clez doni Tune tiendra ledit podestà et 
Taultre lesdits canoynes reduisant ledit podestà le tout a la 
maio de mondit seigneur, remonslrnnt que cecy se fait pour 
con seruer le tout. 

Plus si le vicaire de l'euesche y veult entreuenir mondit sei- 
gneur s'en contente. 

Fati a Yereeil le XV de Septembre 1549. 
Taddbl 10 



146 



Caìdtolù X. 



scopo di o ìUgarli mi una più proot4i reatitiizìoTie dei da 
cumenti(l;. 

Da questa, forinola si rileva dtiroe la s^^rrapolosa conserPÉ 
don e di tutte le st^rìtture titin t'osse gamnzìa, Bufliciento pe 
il SoTrano: dolevano osBere inventariate a uotat^e Bopi-a re 
gistri appositi, aedo il controUo riuscisse pi il facile p sicur 
qut^^to giuramentOj noti solo vincolava il funKionario 
completa restituzione delle carte, ma, cosa notevollaaima 
non dovea ritenerne veruna colpa: alla reatituzìonii si 
giungeva il divieto assoluto della rit^Jiisione auelie deEe j 
nute o copie ; il Rat^rifloio era uraude — massime per ui? 
diplomatico — garantire maggiorai enlj 

la stona ed il , 

Il concetto I 5ipi di Savoia avevano dtì 

diritti e dovei!^ to di documenti, che 

qualclie modo j nenza eoi loro interesj 

fece sì che la tw._^ e di essi foaae riguardai^ 



fi) Form ola di Gttir<4u±^ jo± x. fasciato ri, e Ministri pre 
Corti Foresliere* 

* Io giura . , 

di fj>i]duriiiì cM>ii tal circosp^lon^, che 

neinnieoo indlretlamente si iios&iuo penelrare gU arcaoì e se- 
greti interessi di sua Cotoeio^ 

Hi conservare i regìirtri delle lettere che scriverà a questa 
Corte, e siiuilinenie le lettere originali che rlcitverù datlu me- 
deìiima, con tutte le scritture che mi verranno da essa rimesse 
o mandate: di rimettere li delti registri di lettere e scritture 
al Primo Segretarln di Sialo iier rIì uffari esteral un mese dopo 
il mio ritorno, senza ritenerne veruna copia; di non ricevere 
oltre il rrgaio solito da alcun Re, Principe o potenza forestiera, 
ne da veruna persona per parte di essi, pensioni, doni o qua- 
hinquQ altro vantap;gio ciie mi fosse offerto, senza il eonsensa 
di V. M.: di rivelare a V, M, le detle offerte, le perdane che le 
avranno fatte, e li Onl per i quali potrà eonoseere die siano 
filate fatte: di osservare puntualmente le isiruzionl eiie mi 
sono e saranno date; di non ingerirmi in Iraftki di qualaivo- 
giiii snrte ,. 

E quando li detti Ambasciatori e Ministn saranno persone 
suddite giureranno ancora, 

' Di non impiegare veruna somma di danaro in Stati Fo* 
reatieri .. 

unaio 1743, {Cap. V). 



Archivi jìiemontcsi, 147 



come una necessità di pubblica raj?iono, e clu^ qiu^ll' ini(v 
resse, interpretato largamonto, fosso utile anche alla storia. 
E- per la storia si conservano gelosaniento ncir Archivio di 
Stato di Torino, le disposizioni dato porche i docuMKjnti di 
Corte e di Stato fossero tonuti in modo da rcMidorno facil(» 
e spedita la consultazione o pronto le ricorclu^, pur niant(»- 
nendone inviolato il segreto. 

I molti Editti e RR. Patenti emanati^ da Vittorio Aniod(M> 11 
rdatiyamente agli archivi <^ tutto din^tto a tutolarno Tinco- 
lumità e renderli utili al pa(^so, unit(» a quella di Carlo Einii- 
nuele III, formano una vera o. propria legislazione» archivi- 
stica, interessantissima dal lato storico e giuridico por il di- 
ritto pubblico affermato e riconosciuto sui depositi storici, 
nonché per le particolarità nelle quali si addontra circa il 
lavoro, rordinamento e la comunicazione dolio scritturo. 

Cadrebbe acconcio il docuinontaro con dogli esempi conio 
fin dai tempi più antichi i Conti o Duchi di Savoia hanno 
conceduto, caso per caso, copio di docunKMiti importanti \)ov 
legittima difesa dei sudditi anche so tal(» concessione risul- 
tava contraria agli interessi del Principe o di altro autoril{\ 
costituite, ma il farlo ci dilunglnn'obbo troppo, od ormai ò 
stato abbastanza dimostrato rintorossamonto non egoistico, 
da parte dei Duchi di Savoia, por i documenti storici clu* 
più direttamente interessavano la Roal Casa e lo Stato i)or- 
chè appartenenti agli arcliivi di Corto. Passeremo perciò a 
dare una rapida scorsa al come (» quanto furono curati gii 
archivi dei Magistrati gov(U'nativi, ancln^ por farci un'idea 
il più possibilmente, esatta sulPimportanza dolio ordinanze 
emanate dai vari Sovrani e della legislazione con (\sso for- 
mata. 

Nelle Costituzioni del 20 febbraio l'723 (1) vengono conio 



(1) 20 febbraio 1723 — Camera de' Conti 

Diaposigioni delle Regie Costituzioni lib. 2 - tit. 4 - Cap. 2, 3. 

Titolo IV. — Del Magistrato della Cambua. 

Cap. 2. — De' Segretari della Camera. 

1. Dovranno i Segretarii, fra tutto il 15 di gennaio di cadun 

anno rimetter nelle mani dell'Archivista 1 registri delle ses« 

sioni, concessioni, privilegi, spedizioni, pareri e transunti, con 



148 ^^0 Capitolo X. 

di congupto, dati ordini particolari o precisi per impetlire la 
(liapprsione lìf^llf^ scritture o sul modo di ordinarle, e custo- 
dirlo ed ili quelle dellMl luglio 1729 con le quali vieiia at^ 



fede negativa da loro sottoserUta, di non averna aìtH, ritimn* 
do ne per Joro «Il stari co la ricevuta. 

Z — Hi metteranno al d(^ttd Archivista le suppliche origi- 
nali, e conclusioni lituto per ì Jiave^tUure^ che per le Interina- 
lioni e pel saie die si dialribuisce per elemosini^ eome aneli e 
tutti gli atLì di viste di corrosione, al qual cfFelto sarà loro cura, 
per poter ciò adempire, di ritener gii ntti delle medesime, con 
la occasione che si fanno da' ricorrenti spcdjr le Provvisioni 
di grazio* 

3- — AvraniTiO cura di ritirare He supplì ette e conclusioni 
dcUlnlcrlnaz^ionì, da c]Ue;]11 in mano de' quali Toasero restate, 
dopo che saranno spedite ...*.,,.., 

Gap, 3. — Del ConiroUore ddta CamercL 



2. — Dovrà visitare tutti l conti, che di tempo in temp 
saranno arrestati, e saldali avanti la Ciimera, per ricono^ceri 
se il contabile sia stato diclkiarato debitore, e per qual somnisi 
facendo ancUe lo spoglio esatto di que' decreli^ tanto del ea^ 
Ht^amento che scaricamento , importanti quali condizione 
carico di essi contatiile, o parlila ammesso in sofTerfnza, \ 
pure ordinala portarsi a debito d'altro contabile, e del tuttd 
dovrà farne mi ristretto in eategorìc distinte, qual porterà j 
un registro, che dovrà tenersi espressamente ueirArchlvto, i 
di cui ne sarà l'Archivista caricato, acciocché possa il Pro cu 
ralor Generale dal medeiìinLó prender in ogni occorrenza Idi 
opportune notizie per far le parti coniro chi sarà spediente, i 
di detto ristretto dovrà delio Control ore dì me^e in mese rl<>1 
metter copia ali* Uflìssio del Contro lore Generale delle 
iianze * 



Gap 5. — DelVÀrchhhta della Camera. 

t, — Sarà incumbeu?.a dell'Archivista di tener le cliiavi 
dello Arcliivio, chn non potrà rimettere ad alcuno, né anime t- 
tcrfi r initjresjfio ìii esso senza suo intervento o di qualciieduno 
de' sum Sostituti. 

2. — Do^Ta custodire con tu Ila dìiìgenza e fedellà le fieril- 
ture iu esso Archivio esistenti, procurando di distribuirle con 
buunfi regola ed ordine, accioeebè sia in istato di pronttimenta 



Archivi piemontesi, 149 



tuata una vastissima riforma iieli*animiiiÌHt raziono (I(>lIo Stato, 
la parte che si riferisco agli archivi vi ò trattata con cura 
speciale, prescrivendosi por ciascun Maj^istrato od IJlIìzio il 



ritrovarle all'occorrenze, si del servizio nostro, che del Magi- 
strata e del Pubblico. 

3. — Non permetterà l'estrazione di alcuna delle scritture 
o registri di detto Archivio, eccetto che agli Uffìzlali del Ma- 
gistrato, e con ricevute dei medesimi da farsi nel registro, 
quando vi preceda la licenza del Primo Presidente o di clii 
reggerà la Camera. 

4. — Ritirerà di tempo in tempo tutti i conti che vengono 
saldati, con le pezze appartenenti ai medesimi, riconoscendo 
se vi siano tutte, ed ove ne ritrovasse alcuna mancante, ne 
darà avviso al Magistrato, acciò dia gli ordini opportuni per 
quelle rinvenire, indi registrerà il saldo di detti conti in uu 
libro, che dovrà espressamente tenere in detto Arcliivio. 

5. — Ritirerà i registri da' Segretari, tanto nelle Sessioni, 
concessioni, spedizioni, pareri e transunti, e ciò fra tutto il 15 
di gennaio di cadun anno, con fede negativa de' medesimi di 
non averne altri, cliele suppliche originali, e conclusioni, tanto 
per le investiture, che per le intcrinazioni, pel sale, che si dà 
in elemosina, e tutti gli atti di visite di corrosioni. 

6. — Riceverà pure quelli dell'Uffizio del Controllore gene- 
rale delle Finanze, quando gli saranno rimessi come anche i 
contratti, che seguiranno avanti la Camera, o suoi Uffiziali, ri- 
cevuti da' Segretari di essa, i bigliiitti originali diretti a detta 
Camera, le Sentenze e gli Atti sopra i quali saranno state prof- 
ferite, et eseguite, come pure tutti i contratti, che saranno stati 
fatti avanti il Generale delle nostre finanze, e quando ave- 
ranno avuta l'intiera sua esecuzione. 

7. — Dovrà pure ritirare i registri dell'Attuario Camerale, 
allorché non saranno più pendenti le cause, che quelli con- 
cernono, e dal primo Usciere della Camera gli ordini, che sa- 
ranno stati pubblicati, dei quali dovrà esso Usciere farne un 
libro, e finalmente tutte quelle altre scritture, che verrà ordi- 
nato dalla detta Camera rimettersi nel detto Archivio. 

8. — Di tutti detti conti, atti, sentenze, contratti, registri e 
libri espressi ne' capi precedenti, e d'ogni altra scrittura, che 
si farà pervenire in detto Archivio, dovrà detto Archivista spe- 
dirne la ricevuta a quelli, da' quali gli verranno consegnati e 
darsi di tutto caricamento in un libro, che dovrà espressa- 
mente tenere, con annotazione del giorno, in cui saranno stati 
riposti in detto Archivio. 

0. — All'Archivista spetterà pure di spedir la copia delle 



151» Capitolo X, 

jtìodo più allatto di oonsi^rvazione e di divisione delle carte. 
Per il Senato si stabiliscono tre archivi, uno per l€ materia 
civili, lino per gU affari ecclesiastici ^ atrani&H e dei con- 
fini^ il terzo per le c^use crimlnfiU^ min esse si fissano le 
regole da seguire nella É^omunicas'iono degli atti ai aiagii^irati, 
nel rilas<?io delle e-opie aj privati e nel ritiro dd dcxjutoenti 
dalle Segreteiie dì Stalo, nnlla trascurando e tìitto prevt»- 
dendo (1). Queste sagge disposizioni si trovano oostante- 




scdtture, che sono nri>hTvm»i» niinTiHo sono richieste per ser- 
viselo nosLro, e ■" ricorrenti, quando quelle 
hanno mistura ime sono riuvestUure, con- 
cessioni , co tise^ I f , ordì nati , rl{:4i p i 1 1, att ì d i 
visite e co£è sii 

10. — Ma qu«H concernono rinleresse pur- 
ticolàre del Procq: tal caso non potrà detto 
Arcliivìsta dar vfsi me, né copia ad alcuno» 
salva con ordine iscrilto, dei quale di>vrà 
farne menzione n irà alla copta suddetta, ri-^ 
tenendo detto ordiLi ico. 

11. — Fiiifllmenle uu\*^ ««ac» »^,e puntualmente latte quel- 
l'aure disposizioni, che gli verranno date dnlla Gemerà intorno 
al governo di dette scritture, ed ^"^sercìzie del suo ufficio, 

Cap. 6< — Dall'Attuario deUa Camera. 



.1 — Dovrà anehe rimettere e consegnar all'Archivista della 
r.atneFii que* registi! del suo ulìlcio, de* quali nou avrà più bi- 
sogno valersi per le cause pendenti, ri tirando uè ricevuta per 
suo dì^t!arÌco ...«,.., . . . ^ . ^ . «< 

tlj Disposisioni delle E, OosfituBi&ni del 2Q febbraio Ì7$3. 

Gap. XIX, — De' Svgrekiti del Senato. 

Csrel. Em. I die la aov. i£!»a. 

1. — U Sei^retario civile del Senato, ohe sarà da noi de^tl* 
tiìihì [MT aver eiira d^.IIe scritture concernenti il !^ervjzlo no- 
.slio e de' re^iMii dcirinterinaxionc desìi editti, e dygli ordini 
noslrì, privilegi e deirallre esenzioni, avrà anche cura dell'Ar- 
[!hivio dei testamenti, e ad esso s'apparterrà di spedirne le 
copie. 

Em. Phillb. — die 3 aprile 1560. 

2. — Terrà buoni e leali registri dei negozi! riguardanti *' 



Archivi piemontesi. 151 



mente ripetute, con poche ed adatte varianti in tutte le ri- 
forme ohe toccano Tordinamento amministrativo (l(»Ilo Stato. 
Se il Senato possiede oggi la più bella e (X)mpleta coll<»- 
zione di Statuti comunali e di dettagliati Regesti sui dcxui- 
mentì antichi, Io si deve a Cario Eraanuelf» III che col H. 
Editto 29 aprile 1733 ordinò un inventario generale di tutti 
gjd. archivi delle città del Piemonte», invtMitario nuovamente 
prescrìtto nel Regolamento del 1775. Al parag. 3 d(4 Cap. 4 



nostro interesse, i quali saranno d'otto in otto giorni esatta- 
mente visitati dall'Avvocato Generale, per poscia proseguire le 
diligenze, che le circostanze richiederanno. 

Csr. EiH. 1 — die 15 febb. 1610. 

3. — Averà anche i dovuti registri per gli affari stranieri, 
per i confini e per le materie ccclesiasticlie e giurisdizionali, 
descrivendo in essi fedelmente quello che occorrerà, ed in 
specie le lettere requisitorie, o pareatis domandate, ed accor- 
date da Senato, siccome dovrà tener un registro, dove no- 
terà le memorie di tutto il cerimoniale del Senato tempo per 
tempo. 

4. — Conserverà e terrà la matricola, tanto de' Magistrati, 
ed Uffiziali provinciali, che degli Avvocati postulanti, e de' 
Procuratori che esercitano in Senato, e de' loro Sostituti, come 
anche degli Uscieri e Messi, che si stabiliscono dal Senato. 

Bm. Phllib. die 3 aprile 1560. 

5. — Assisteranno il Segretario criminale e civile rispetti- 
vamente alle materie loro destinate, ed i Decreti di pareatis o 
placet, che si spediranno dal Senato, dovranno registrarsi 
da essi ; unitamente colle lettere, e cogli altri capi di scritture 
che gli riguardano. 

6. — Non prenderanno cosa alcuna per le spedizioni di 
quegli affari, ne' quali vi sarà la sola istanza dell'Avvocato ge- 
nerale, concernente l'interesse nostro, o del Pubblico. 

Rex. Vlct Amed. 

7. — Segnerà ognuno di essi rispettivamente le spedizioni 
degli atti, le sentenze, ordinanze, lettere, ed ogni altra provvi- 
sione ; ed essendo eglino impediti, si sottoscriveranno da' loro 
Sostituti, che dovranno essere almeno Notaj, e per li quali do- 
vranno essi in casi di mancanza rispondere. 

8. -— Terranno ambi un registro delle sessioni civili e cri- 
minali rispettivamente, annotando il nome di quelli che sa- 




15E 

di detto regUamento, si Drcìina che « ogni dttà e comunità 
dello SUto deve far fonnaro un incentorio èew^ deita^Uam 
delle proprie Bcritturp e q rubilo Irasni catterò j>er cop*« ai Se- 
gretario ciml& del Sennto, entro un anno clalta pubblica- 
zione elei presente regolamento, per essere riporto negli 
archim Senutorl i». 

La Camera dei Conti, quell'organo del governo al quale i 
Duchi di Sai ola avevano affidata rinterinasione dei loro alti 



i^nno stati 1 esenti, ed a parte, anche degli assenti, con nitro 
registro del] ^rm notato ti gjorpo^ cli'a- 

vranno rimi ?r i loro Sostituti, 1 pro- 

cèssi, ed aXtv*. < 

2. — Le loH au|io tii letttpo in tempo 

tresmesse al loìchc saranno lette ai Ma- 

gìa l mio, ritL le criminnle rispettiva- 

m^nte^ secoi terin^ consèr^'andole, e de- 

scrivendovi *i I prei^entaté e lette al Ma- 

^strato* 

10. — L'uno e k un Registro delle rlMpa- 
ste, chr sì ordineraiiu» « io, e formeranno di Ire In 
tre nieslf un volnnie di t^..^ .^ .^..^rc^ ed un altro delle ri- 
sposte, che ritorneranno in replica di quelle^ che avranno essi 
mandate, apponendovi a principio il suo repertori o^ acciocché 
possa facilmente conoscersi il eonteunlo delle lettere d'avviso 
e di risposta. 

11. — J Segretari, civile e criminale, averanno rìspettiva- 
niente la eura e custodia degli arditivi dei Senato, i quali do- 
vranno essere nel recìnto di esso, e non potranno estrar da 
essi veruna scritlura, nemmeno per temerla in loro casa, n ri- 
serva di qnanto potesse esigere il travaglio gtornaliero per rfl- 
gislrarla, o spedlria. 

Cari. Era. I — die 1 9 febb. 1610, 

12. — 1/noo e l'altro avranno atien^ione ogni anno di riti- 
rare dsiulì A Hit od 1 loro registri con tutti gli originali degli 
alti, le Olze de' documenti, che so ranno at^pres^o di essi, le 
ganitfnze, e tutto cìù the Hgnarda ta causa, tenendo un regi- 
stro a parte per annotorvi qnanto riceveranno, con ledei là e 
dii^tÌTii£Ìùne, flbtribucndo il tutto t!on bnon ordine, e dividendo 
scparanitìtdc materia per materia nel suo indice, acciocclié al- 
l'occorrenza possa avervisi un facil ricorso. 

13. — Conserveranno diligentemente tutte le altre scritture 
che vi (ievono restare, come sono lo lettere, le deliberazioni 
de' Magistrati, i registri che da essi si tengono, ed in sostali: 



Archivi piemontesi. 151^ 



sovrani, approvando, modiflcaiido, o rospiiigondo gli Kditti 
e le R. Patenti, esercitava la piìi delicata e importante fun- 
zione amministrativa, e, data la forma di j?ovt>rno (ì l'epoca 
nella quale le venne alTldato qu(»sto uflìcio, può dirsi con- 
dividesse coi principi st^»ssi la sovrana autorità. Data (jucsta 
facoltà e le altre attribuzioni elio, conica abbiamo visto, (»rano 
tutte di carattere riservato, quale la custodia degli atti d' ul- 
tima volontà, dei principi e i cambiam(»nti tutti elio avveni- 



tutti gli atti, che passano avanti il Magistrato, mettendogli se- 
paratamente nei loro mazzi, e tenendo le scritture divise per 
categoria con la loro intitolazione al di sopra, colla data di 
esse, e per ordine di data. 

14. — Avrà ciascuno di essi rispettivamente le chiavi del- 
l'archivio civile e criminale, e procurerà che sia sempre ben 
chiuso, e che non v'entri alcuno, se non in loro compagnia 
per causa d'affari, per i quali possano introdurvisi, e che co- 
loro che v'entreranno, non visitino i registri, o scritture, nò 
faceianno ricerca delle memorie in detti archìvj esistenti. 

15. — Non potranno permettere che s'estraggano dall'Ar- 
chivio titoli o registri di veruna sorte, nò quelli comuniche- 
ranno a veruno, eccettuati l'Avvocato Generale, o altro Uffi- 
ziale del Senato, che avesse qualche particolar commessione 
ed in tal caso con partecipazione di chi regge, e pel tempo da 
esso stabilito, dei che terranno nota distinta in un libro a ciò 
destinato, in cui consti del caricamento de' medesimi, per pro- 
curarne la restituzione, terminato che sia il tempo prefìsso. 

16. — Non faranno alcuna copia, nò spedizione cstratta da 
detti registri, o titoli, a qualunque persona di qualsivoglia 
grado, o condizione, senza la partecipazione del Senato, e senza 
un ordine espresso del medesimo, eccettuato il caso che fosse 
domandata dal Relatore, o dall'Avvocato Generale, Procurator 
Generale, o dall'Avvocato Fiscal Generale. 

17. — Nell'archivio criminale, oltre le scritture ed atti cri- 
minali dovrà conservarsi tutto quello che concerne la prova 
del delitto, sinché sia terminata la causa. 

18. — Il Segretario criminale nel rimettere gli atti criminali 
in congiuntura, che deve procedersi alla spedizione della causa, 
sarà obbligato a far l'inventario delle scritture che con- 
tengono. 

Rex Vict. Amed. 

19. — Osserveranno detti Segretarij le maggiori istruzioni, 
elle saranno loro date dal Senato, e quel più che si prescrive 



154 



apiiùlù X. 



vano nella 1 
iMyì dei pr 
Teiiivano m ^ 
archivi di u 
dCM'iuDentì 
Le cure 
per parte ( 
stiflcate. M 
torio Amedw 
furono separa 
trascurò To 
Magistrato, 
grande rilie,^ 
non mancare] 



al Fatniglkj nonché il deposito ne' suoi ar- 
icoUi e documenti dm principi, quando questi 
inc^re, emerge di per sé l'importanza degli 
9ta istituzione, pari eerlo alla delicatezza dei 
leirufficio aJlidatolr3. 

dalì cui questi an?liivì furono fatti segno sia 
principi che dei magliai rati-, appaiono ben giu- 
ancor cjuando per la riforma iniziata da Vit- 
II, le carte e i documeriti inerenti alla Corte 
i per formarne un deposito a parte, non ai 

'- '" rastione di quelli propri al 

» avvenimenti storici di 
xiose ed ordini perentori 
, necessari dall'attuazione 



della Camera, in quanto' 



intorno all'archi 
sia compatibile i. 

Disposizioni ddle ^ mi del 1729- 11 luglio. 

Lib. li Tlt. IIL Cu p. XIX. 

De' Segreta ri del Senato e degli Archim di esso* 

Rex. Vlct. Amed. 

1. — Il Senato avrà tre orchìvi, l'uno per le materie civili, 
l'altro per quelle degU QfTad ecelesiastìcL slrnnìeri « di;' con* 
fini, e il terzo per le crìmlncili, il Segretario civile avrà la cu- 
stodia del primo e del «econdo, per 11 quale ileputerà però un 
Sostituto particolare, ed il Sej^elario criminale iwrà la custo- 
dia del terzo. 

Cari. Em. l Die i3 nov. isSj et die i^ ftbbr, 1610. 

2. — Dovranno detti Segretari tenere i registri degli cdiltì, 
patenti, lettere ai altri onlini nostri, delle intei inazioni e re- 
gistrazioni di essi, di tutti li Provvedimenti sì nostri, .che del 
Senato sopra le materie ecclesiastiche, e giurisdizionali, per gli 
affari stranieri e de' confini, delle requisitorie degli altri Ma- 
gistrati, o Tribunali tanto de' Stati nostri che d'alieno domi- 
nio, (U'I cerimoniale del Senato, delle distribuzioni dei processi, 
delle sessioni sentenze tanto interlocutorie che definitive, de- 
cisioni, rappresentazioni, pareri, lettere, risposte, e di qualun- 
que altro atto, che emanerà dal Senato, o apparterrà alla giu- 

rJsfìJxìone di esso. 

«X — Quelli delle materie civili e degli affaxV ecc\«s\«ts\\cV. 



Archim piemontesi, 155 

del nuovo ordinamento amministrativo, venissero regolar- 
mente e sollecitamente compiuti. 

In mezzo alle vicende della politica ed agli orrori d(.'lle 
gaerre, gli archivi del Piemonte non poterono conservare 
tutta la loro integrità. Questo piccolo Stato, che pur seppe 
mantenersi quasi costantemente indipendente attraverso mille 
difficoltà, e seppe opporn^ la necessaria resistenza all'ingor- 
digia dei grandi regni che lo circondavano; dovò subin?, 
come tutti i Comuni d'Italia, danni non lievi dall(ì inevita- 
bili scorrerie straniere, alle quali, più degli altri, andò sog- 
getto, per la sua posizione g(K)graflca e perchè più a contatto 
con le potenze e gli imperi: la sagacia dei principi conservò 
molto, ma tutte le loro cure non valsero a salvare quanto 
avrebbero desiderato. 

Ma le distruzioni e dispersioni che vi furono, sono dovute 
esclusivamente agli stranieri avidi di vendette e di bottino. 



stranieri e de' confini saranno a carico del Segretario civile 
e del Segretario criminale quelli delle materie criminali. 

Em. Plilllb. 3 aprile 1560. 

4. — Sarà incombenza dell'Avvocato Generale di visitare 
ogni mese l'Archivio civile, e quello degli afTari ecclesiastici, 
■tranieri e de' confini, e dell'Avvocato Fiscale Generale, il cri- 
minale, ed invigileranno ambedue, che sicno le rispettive 
scritture o registri tenuti in buona forma. 

Rex Vict. Amed. 

5. — Non sarà permesso ad altri che agli uffiziali del Se- 
nato l'ingresso negli Archivi, e quando alcuno dei nostri Mi- 
nistri avrà bisogno d'entrarvi per il nostro servizio, saravvi 
ammesso colla partecipazione del Primo Presidente, ma non 
potrà giammai estrarsene veruna scrittura, salvo per ordine 
nostro, ne darsene copia a chi che sia a riserva dell'Avvocalo 
(ìenerale, e dell'Avvocato Fiscale Generale, se non con la li- 
cenza in iscritto del Primo Presidenle. 

6. — Segnerà ogn'uno dei Segretari rispettivamente le spe- 
dizioni degli atti, le sentenze, le lettere, e ogni altra Provvi- 
sione, ed essendo eglino impediti, si soscriveranno da loro 
Sostiluti, che saranno almeno Notai, e per li quali dovT\)k.w\\Q 
essi in caso di mancamento civilmente rispondere, ed o^^evN^- 
rmnno puntualmente quelle maggiori istruzlouV, cYve \oto Nex- 

raMMOO date dal Senato, 



156 ^^^^^^^iOupitolo X. 

U popolo piemontese, anche iid momenti piti critici della 
sua Yita politica, in quei mouieiiti nei quali il furore e lo 
spirito di ijarte predominano sulla ragione, ha sempre rispet- 
tati i documenti deUa sua Storia. 

Sappiamo per cprto che nella guerra cibile che funestò il 
Piemonte duranti? la regjrenza di Maria Cristina di Francia, 
gii archivi furono rìspeltat-i dalle due parti miUiì, Gli archi- 
TÌsti giurarono ani 8aniì Evangeli che dal giorno deirarrivo 
in Torino del Principe Tommaso non era stata sottratta al- 
cuna carta dn, essi, e che and lo atesso Principe ave?a loro 
consegnato alcune scritture tli sua proprietà a£Gnd)è vi foa- 
. aero riposte. Quando nel ««nt^^nibre del 1640, il Principe 
Tommaso conc<>rdò la rosa di Torijio, ne^j^Ii articoU segreti 
fu Btaljilito che si dovessero BÌf»illare gli archivi di Corte per 
la conservazione delle scritture e delle ragioni competenti 
alla Rea! Casa di Savoia, L'atto di sì^damento fu fatto alla 
presenza del Man?heae di Pla.nezzaj fronerale Luogotenente 
di Madama Reale in Piemonte^ del Consigliere di Stato Cri- 
stoforo F'aursoue Grande Anjhi vista, di Giovarmi Laggerie 
Consigliere e Vice-Archivista e del Proeuratore Patrimo- 
niale, Generale del Duca, Giulio Remerò. Gli archivi contener 
vano 24 guard arabo e C|uatlro pìccoli bauli. Nel gennaio del 
sussi^guente anno PMl, Madama Reale, si fece consegnare 
dai Grande Archivista le scritture relative alle relazioni fra 
la Casa di Savoia e la Francia, e le fece trasportare a Mom- 
melliano perchè vi fossero custodite con ma 'giorc sicu- 
rezza (1). 

Sotto il governo di Carlo ili il Buono {1504-1552) i Francesi 
ìnvasem la Savoia. Uno dei primi pensieri di questo Conte fu la 
conservazione dei documenti che esist^wano nt^gU archivi : e 
piH' mec^lio sottrarli alla devìistazione dei nemici^ ne fece 
niur^rt' alcuni in un riposti«jflio della camera del sag resiano 
(Iella Cappella Ducale, altri ne fece riporre nel Sepolcro di 
Filiberto di Savoia in Chambery, ed un'altra parte venne 
trasportata nel Castello di Nizza Marittima. Ma tutte queste 
precauzioni non furono sufTicienti perchè molti di questi 
tIocuMienti si pfU'sero ugualmente, e quelli consei*vati, quando 



{J) Bianchì, Archivi piemontesi, materie politiche. 

(Categoria, R. Archivi, Serve a*, xslvltx \^ a, ^V 



f 



Archivi inemontcsi. 157 



furono oavati fuori erano por la inajxjxior parte» ^ua.M\ a 
causa dell*uinidità (1). 

Stabilita in Vorcelli la sua rc^sidonza, Carlo 111 formò quivi 
un piccolo archivio ìMìo carte rimaste a ChamlxM'v dopo il 
153Ì5, archivio che in parte fu trasportato a Torino da Kma- 
nuéLe Filiberto ed in parte da Vittorio Amed(H) II dopo iov- 
minate le guerre di suc'e(\ssione, e pcn-ciò passato il p(M'ifolo 
che aveva consigliato di riportare alPantica S(Mle di Veri'(^lli 
tutte, le carte di maggior valore. 

Allorquando il Duca Emanuel» Filiberto ercV) la Camera 
di Piemonte, con residenza in Torino, 5 sett(Mnl)n» ir>77, 
diede norme comuni per il funzionamento delle (hn» Camere. 
In queste norme si prescrive» air archivista di stare assiduo 
ali* ufficio per somministrare» 1(^ scritture che», secondo le 
occorrenze, gli verranno richieste al cui (»fl*etto lo ordiyìcrò 
in maniera che si possano prontamente ritrovare. Ordini 
particolareggiati sul modo di tener le carte, non vendono 
dati; però si prescrive il protocollo di entrata, nel qual<» de- 
vono essere annotate tutte le carte clic? nel corso d(»lla gior- 
nata vengono consegnate airarchivio. Inten^ssanti sono lo 
istruzioni del 1641(2), ivi si parla dell' ordinamento dell'ar- 
chivio con particx)lari rilevanti, si pr(»S(».riv(^ di S(»parare i libri 
e le scritture p(»r affari, p(»r province e p(»r date, o si or- 
dina di cominciare un inventario generale di quanto, a quel- 
l'epoca, trovavasi depositato. I n^gistri d(»gli Editti, gi{\ (esi- 
stevano; tanto vero che all'art. 10 si dice: « Continuarete 
i registri degli Ordini, nel modo ehe l'anno fatto i vostri 
predecessori ». Notevoli, fra le altre, sono lo disposizioni sta- 
bilite dagli art. 4 e 16: in occasione di mort(^ di persone cIkì 



(1) Negli archivi piemontesi si conserva un diario autografo 
in tre volumi, del più intimo e devoto consigliere di Carlo III, 
Giovanni Vulliet, signore di Saint Pierre in Valle d'Aosta, che 
ha somma importanza storica per essere doviziosissimo di fatti 
non mai conosciuti. La narrazione sincromaed autorevolissima 
del Vulliet è tanto più preziosa in quanto che molti docu- 
menti relativi al regno di Carlo III andarono perduti e guasti 
nel grave dissesto che l'archivio dei Conti e del Duchi di Sa- 
voia ebhe a patire, invasa la Savoia dai Francesi. — Bianchi N. 
Archivi Piemontesi^ materie politiche. 

(2) Vedi nota a pag. 135. 



15iS ^^^^V' Oapitùlo X 



potessero ritenere presso di loro carte relative agli interpssi 
dello Stato, TArchivista t^a tenuto ad andare a ritirarle e 
av¥Ìsaro la Camera perchè iiicarieasso chi doveva eseguire, 
nella casa del defunto, le noe<jssarìi4 ric^H^che deUe scdtture 
spettanti alla Corona. E perchè nessuno sfuggisse al eon- 
tmllo deQ^archivista e la vigilanza 9ulh> scrii ture presso i 
terzi potesse c^aere costante e completa, agli art. 17 e 38 si 
prescrive un reg:istro speciale. 

Questi regolamenti ebbero vigore fìntanfcochèj Yittorio 
AnietJeo 11, con T editto del ]7 gennaio 1720, soppresse la 
Caxnera dei Conti di Savoia per formarne una sola con le- 
sideiiza in Tornio. 

Restauratore della Monarchia dì Savoia, Vittorio Anied^xi 11 
(1675-1730) dopo avere assicurato al Piemonte rispetto ed in- 
dipendenza, allarcrandone i contini e fortìJìcando k* città, sì 
occupò, notali ultind dieci anni del suo re^o delle riforme 
giudiziarie ed amministra live, badando sommamente all'edu- 
cazione del popolo e pitit^ggendo lo sviluppo dellt^ tenenze e 
delle lettere. Al pari do* suoi predt^^essori apprezzò rutilila 
degli archivi j ed al pari di essi vi consacrò cure speciali, 
Dunijjte la guerra de! IWl prima che Torino rimanesse 
circondata ed assediata dai nemici, le carie degli archivi 
furono rinchiude in casse e traspoj'late a Vercelli, Passato 
il pericolo furono di nuovo portati! air antica loro sede, ma 
ipiastate per le ifdiH razioni d'acqua piovana nelle casse. 

Nelle Costilustiom deiril luglio 1720, il Cap. 3 èdedifmto 
ai Se^etari, Archivista od Atto aro della Camera e vi si de- 
scrive il movimeiìto delle cade con precisione tale, da de- 
lineare nettamente le singole responsabilità (1), 



(1) Disposiiiùni delh B. GasUtusioni deWH luglio 1729, 

Uh. VL TiL 1. Gap. IIL 
di V. Amedeo. 

Titolo I. — Del Magistrato della Camera. 

Gap. 3. — De' Segretari, Archivista ed Altuaro della Camera. 

1. — I Segretari terranno i registri, ed i libri rispettiva- 
mente delle sentenze e di tutti gli altri provvedimenti, ed atti 
della Camera, e di quelli ancora, ch'emaneranno da noi per 
essere da essa o interinati, od osservati, e dovranno regolar- 



t 



r 



Archivi piemontesi. 159 



Tra le disposizioni emanate con queste Costituzioni, ò no- 
tevole la riconferma data al diritto di esanu» dei dotMimenti 
ed il rilascio delle copie. Abbiamo già notato aonw. tale di- 
sposizione, usata ab antiquo da Principi Sabaudi, toglic^ase 
agli archivi l'impronta egoistica e nu^dioevale p(T dar loro 
la nuova flsononiia giuridica, basata sui diritti i)ro(.'laniali 
dalla Rivoluzione Francese. Vittorio Amedeo li con gli or- 
dini dati al suo Arcliivista su questo proposito sancì T u- 



mente e distribuirne le materie nella forma, che vcrrù loro 
additata dal Magistrato. 

2. — Rimetteranno airArcliivisla nel fìne di caduti anno i 
registri, e libri suddetti e tutte quelle altre scritture che sa- 
ranno pervenute al loro uffìzio, accompagnate da un attestalo 
firmato di propria mano di non averne altre. 

3. — L'Archivista custodirà diligentemente l'Archivio, non 
permettendovi l'ingresso ad alcuno senza esservi presente, e 
conserverà con tutta sollecitudine e circospezione le scritture 
di esso, che sono alla di lui cura, e fedeltà singolarmente com- 
messe, e non si permetterà l'estrazione, salvo al Procuratore 
nostro Generale, il quale dovrà spedirne distinta ricevuta in 
un registro che ne terrà l'Archivista, e restituirle di tre in tre 
mesi all'Archivio 

4. — Ritirerà i registri, libri e scritture de' Segretari nel 
tempo sopra stabilito, quelle deirUffTzio <lel (lontroilorc Gene- 
rale, a misura che gli verranno rimesse, quelle dell'Attuaro 
camerale, terminate che saranno le cause, i conti che di tempo 
In tempo saranno saldati, con tutt' i loro ricapiti, i contratti 
che seguiranno avanti la Camera o suoi Uftìziali, o avanti il 
Generale delle Finanze allorché avranno avuta la loro esecu- 
zione, il libro degli editti ed ordini pubblicati nel corso del- 
l'anno, che gli verrà rimesso dal Primo Usciere della (Camera, 
come pure tutte le altre scritture, che il Magistrato ordinerà 
riporsi nell'Archivio, e dovrà spedirne la ricevuta a coloro che 
gliele consegnarono. 

5. — Spedirà le copie delle scritture archiviate, quando gli 
verranno richieste per servizio nostro, ed anche per quello (ie' 
Particolari, se avranno mistura d'interesse de' terzi, ma se con- 
cerneranno solamente l'interesse del Procuratore nostro ge- 
nerale, non ne darà visione né copia se non con ordine del 
Magistrato, che dovrà tenere appresso di sé per suo discarico 
e farne menzione nell'autentica delle copie che da esso si 
spediranno. 

6. — L'Attuaro spedirà gli atti del nostro Procuratore Gc- 



160 ^^^^B Ofipitolo X 

aanza, idla quale roUe poi dare ftjraa di U^ge, ooiiYfirterjda 
Tuso eli grazia sovratia in didil-o di popolo* stabilendo che 
<L qiiind'innanzi venendo da taluno richiesta la visione o 
cjopia di qualclif* scrittura degli archivi, aricorcliò pot^se 
faTorire coloro che avessero hte col proprio patrimònio o col 
Fisco, dovesse la raedesìma venir conceduta, e ciò nel ri- 
flf*sgo che fosso niofde sua, che Irìcnifassero eernpro la verità 
(} la ginatìziai* (1). Aurea sonti^n^a alla quale dobbiamo la 
prima apertura dei^U archivi ad uso pul^blico. 

Cario Emanuele 111 fn3t)-n73) non 3i disìnt<*rc9a^> della 
buona tenuta dei documenti, come di ogni altra titile riforma 
si politica che ammìni8ti*ativa. Anzi pnò dirsi che egli fu il 
contiQuatore audace *> perspicace debile riformo inibiate da 
Vittorio Amedeo II^ e, come il suo predecessore, violante 
del buon ordine e della buona tenuta degli archivi. E sic- 
come prima ed indispeusablle condizione per la sicurezza e 
la conseiTazione dei docuEieati è rigiene e la comodità dei 
locali, m^i Carlo Emanuele ni vi provvide beu sap4?rido che 



aernle stana. cpsEo dì spesa alcuna per le pnHl die Siino lite 
con essot e servirà anco i poveri gratis. 

7, — Teriù un registro dì tutte le caus^ camerali» tiolati- 
dovi quando samuno istrutte a seuletiEaj dìstributte e rtniessa 
rispettJvameiite per la relazione. 

a. — SI esso che li Segretari, daranno di lenipo in (enipo 
avviso ah'Emoluitien latore, degU arresti, contratti, alti, sen- 
tenze, ed ordinanze, privilegi o conee^ssioni, per quali e dovuto 
retnoiunienlo» e glieli rlntellerauno, se ne surantio richiesti, 
acciocché Jì diìtto Eniohimentatore lì ritenga appresso di sé, 
sino a che sleno ^latl pagati gli en^olumeniì. 

9. — Osserveranno tulli ptintu&l niente queliti mnggiorl 
istruzioni, ctitì loro verrtìntio date dal Magistrato, per reserci- 
zìo dei loro rispettivi uffizi. 

(1) R. Costituzioni 11 luglio 1729, (lib. 2, Tit. 3) Gap. 13. . . . 

§ 6. — Volendo clic trionfino sempre la verità e la giusti- 
zia, comandian)o che venendo richiesta la visione, o copia di 
qualche scrittura de' nostri archivi, ancorché possa favorire 
coloro, che hanno lite col nostro patrimonio e Fisco Regio, 
debbano il Senato, o la Camera, secondochè la materia sarà 
nella loro giurisdizione, ordinarla, sentiti l'Avvocalo o il Pro- 
curatore nostro generale rispettivamente, e con quelle cautele 
ch'esigerà il nostro servizio. 



Archivi piemontesi. 161 



senza locali adatti, sani <m1 aroati, la preziosa raccolta archi- 
vistica del Regno, era sottoposta a seri pericoli. Don Filii>po 
Juvara, insigne arcliit(»tto niessin(»S(», fu incaricato di costruire 
Tcdifizio adatto per Tarchivio, e i&ìo. che presentasse tutte 
le garanzie ncKjessarie pcn* preservane i preziosi documenti 
che doveva custodin», dai possibili danni del fuoco e del- 
rumiditù. Nel 1734, Tediilzio era gi}\ costruito por metà 
(l*altra inetjl non fu mai compiuta (1) ed ivi trovarono sicuro 
riparo dalla lenta, ma inevitabih», distruzione del tempo, gli 
storici Archivi del PicMiionte. 

Il movimento delle carte al quale diede luogo la vasta ri- 
forma amministrativa cui posero mano questi due re, fu 
operato con ogni circospc^zione ed il conc(Mi tramento dolio 
sorìtture nei nuovi locali, come la separazione delle carte 
appai'tenenti alla Corte da quciUe della (3am(Ta, avvennero 
senza inconvenienti. La separazione dei docuuKMiti di \in 
solo grande archivio in due archivi S(^parati e distinti, resero 
necessari lavori di riordinamento ai (juali gli stessi Sovrani 
si inten.»ssarono grandemente. GU archivisti di Cort(» o ipielli 
della Camera o direttamente» dal Re o per mezzo doì Magi- 
strati, ricevevano di continuo ordini ed istruzioni sui lavori 
da fare e sul modo di eseguirli. 

Con R. Biglietto 27 marzo 1731, il Re ordinò al Magistrato 
Supremo della Camera di pri^scriverc» all'archivista i lavori 
necessari pel riordinamento di tutte lo. scritture esist(Miti in 
quell'archivio. Il 2 aprile, le istruzioni erano già approvai*» 
dalla Camera, ed il 4 successivo comunicate air archivi- 
sta (2). 



(1) Bianchi, Archivi piemonlesi. 

(2) Istruzione data dal Magistrato della Camera al Secondo 
Sostituto Archivista Viltone. 

Avendoci S M. ordinato per suo R. Biglietto dell! 27 scaduto 
marzo di darvi quelle istruzioni, che avressimo creduto più 
proprie, e più opportune per dare un adequato compimento 
alla separazione e distriliuzione delle scritture esistenti ne^li 
Archivi della R. Camera, circa di che si ò degnata la M. S. di 
appoggiare a voi l'incunibenza, abbiamo stimato di darvi la 
seguente istruzione, che eseguirete con tutta puntualità. 

li primo dei travagli, a cui dovrete avanti ogni altra cosa 
appUcarvi si voi che li quattro scritturali, che sceglierete in 

Taddri. U 



16S ^^^K CfipHòlo Xiji 

U laToro (*apgmto dagli areM visti prece<lenti, rìsulU già a ' 
buon pulito^ perigliò in quéstf* ijilruaìoiù a dilferoiiaa <Ji 
quelk* tlc*l 1G09 e ìM IMI, non m parla pin di ordinaoienló 
ili aorlliuro, ma disila foivriiaKioue degli ìnvmitari di tutk' ìif 



dipendenza della facoltà necorxlatavi da detto lì. Bìglietlo;ssrA 
dì foimflte un d^altn tovenlarìò dì tiitlis le scriUuré, che già 
sono ordinate, e riposte nelle guardarobé alle loro rispediva 
categorìe. 

E pcrcbé possiate con maggior hrc.viliìt facilità e clùnreMA 
fopniaie il detto jnvenlarjo, sarà d'uopo die faceinte tulli qulri- 
tcrnetti separati, quante «ìotio le categorie delle scrllture già 
ordina te^ nelle quali dopoché avrete inveii In ria le le «ledevi me, 
dovrete poscia conllnuare ad atirioUire quelle altre scrittura, 
che alili giornata andar ete separando^ e riponendo nelle ri- 
spf^llive cakfioriet comt; %ì dira in sppressw^ 

Lasctarete cxuiauao de' .suddi^tiì quinter netti, ossia inventari 
particolari in quella guar^inrobba, nella riualesl troveranno le 
scritture npparletientì n quelln cate^oria^ per il di cui riguardò j 
si sarà forma la 

Ncirinventtìdzzaru le scritture, ove vi occorra di descrìvere "j 
libri, registri t- simili* sa re le attento di disti ngnt're quelli di ^ 
essi, che ha mia le toro rubri eli e, ossila indici^ dagli altri che 
non ravi-auno acciocché possiiìli; lìidì farli formare, allorcbè ^ 
ve ne siirù da noi dato l ordine* 

Finito che avrete Ilaventaro delle scritture già separate, di-' 
strìhulte, e riposte mdlf gunrdàroti^e, come ^'ubhìamo sopra ' 
additalo, dovrete ìmmanttaenti rivolj^ere la vostra atlention© 
a continuare la separazione delle altre sorìtiure, mettendo ì& 
medesime con buon ordine, e con la dovuta iiitiiolaiione sin* 
gahiriiierUij dt^lfanno e giorno, rispetti] a quelle che non Ta-^ 
vesserò nelle loro categorie, e riponendole nelle rispeltivt! guar- 
darnhe, previa la descrizione delle medesime nell'in ven tari» 
ili qiieda ealegorìa, a cui apparterranno. 

I-:; liercbè nella separazione delle scritture, che restano a or- 
dinarsi ne trovarele jnoUe di nluo, nioniL'Uto. ed affatto intitllii 
i^òrne sono diverge memorie dì PalrinioniEvH.. che sì sono riti- 
rai.^ rifili Ar' hivi in Oirii^ìhirie d"T ■ ]« r ^ ■T.v^lr^ 4* r^ifr^' ^rnt- 
tiire (ii particolari coniabili. in oaio de quaii si e proceciuto 
al seciui'slro. e simili che non sono d'alcuna conseguenza, per- 
ciò senza che perdiate il tempo a fare rintilolazione specifica 
di sì l'alte scritture, baslerà per ora che le nielliate in luogo 
a parie con la designazione di scritture inutili. 

Quanto poi alli conti de' Tesorieri e contabili non dovrete 
al presente usar altra fatica, se non di metterli in ordine anno 



Archivi piemontesi. . 163 

scritture che già furono ordinate e riposte nelle guarda- 
robe alle loro rispettive categorie, 

È da rilevare il modo col quale gli archivisti dovevano 
procedere alla formazione di questi inventari. Per il sistema 
prescritto, più' che alla compilazione di un inventario od 
indice generale di tutti i documenti esistenti, pare venga 
ordinato il lavoro preparatorio per la formazione di esso : 
ma quel sistema deve essere stato adottato al solo scopo di 
rendere più spedito il lavoro e facili le ricerche. Infatti la 
formazione di tanti piccoli registri quante erano le categorie 
permise il lavoro simultaneo di molti impiegati, e lo rese 
sollecito. Agli archivisti venuti di poi, fu fatto obbligo di 
continuare il sistema sino allora tenuto. In tal modo, mentre 



per anno, sospendendo per ora di far il confronto se sieno o 
no accompagnali con tutti li recapiti, mandali ed altre scrlllure 
appartenenti a detti conti, che vi capiteranno nelle mani, ri- 
servandoci ciò fatto di darvi gli ordini opportuni per indi pro- 
cedere al suddetto confronto e ricognizione quando sarà com- 
pita la predetta separazione. 

Rispetto a' processi, ossia atti si civili che criminali, conti- 
nuarete a ordinarli nella maniera che si è fìnora praticata ul- 
timamente. 

Trovando scritture le quali sieno proprie per esser rimesse 
negli archivi di Corte, come sono tra le altre, trattati di pace 
o altri atti, che concernono il governo politico e materie di 
Stato, sarà vostra cura di rimetterle a parte ed in una guar- 
daroba separata. 

Osservarele con tutta esattezza quanto v'abbiamo sopra pre- 
scritto, riservandoci di darvi quelle maggiori istruzioni, che a 
misura del travaglio, che andarete facendo, riconosceremo es- 
sere necessarie, sia per maggiormente facilitarle, che per ac- 
certare con la maggiore chiarezza, che sarà possibile, la di- 
stribuzione e regolamento di delle scritture, per avervi nel bi- 
sogno più facilmente ricorso. 
Torino, li 2 aprile 1731. 

Cotti PP. Bonand, Majstre, Rivalta 

Allamano, Segrelaro. 

Ho ricevuto copia autentica della presente istruzione. 
Torino, li 4 aprile 1731. 

Gio Antonio Vitlow^. 



164 Gapit^lQ X. 

si veniva a riconoscere la perfetta classiflcazìoiìe data all*^ 
l'arte, Hi stabiliva la im mobili lit «lolla classìflea stessa n ai 
rafforzava la massima t']i<? i (locutnenU dogli aivhivi, una 
volta t^ollot!ati, devono *?s9i«n^ efutsìderati conio im mobìli, 
i\mì facondo m sono potute évitaro eonfosiouf dannose e gè- 
ueratrifi di inmnvonÌMiti, annljo gravi, nella tratla^ioi io dy- 
gli affari di Stato e si è impfHlito clu^ nuovi criteri guaalas- 
aoro Tot tinto ordinamento dato ad un archivio oosi iinpor- 
tanto e clu> ora c^jstato tanta la lira e taiili stu^H a Principi, 
i^Ia^^i.strati Arobiviati. 

11 1" fobbraio 1732;. Carlo Emanuele 111 approvò con suo 
R, Biglietto imovf» istruzioni per rardiivisla della Camf*t*a 
dm Conti, istruzioni da lui stesso niwtiflcate (1), Da essi* 



(1) R. Biglietto ci npprov&ziiine della seguenti^ Istruzlontì tbin 
tlallit Camera de' Conti a" suol Segrelrtri, Areliivistii, Altuaro ed 
Emokonenlalore. 

IL HE DI SARDEGNA, e(c. 
Magli! [leL Teddi ai amali no^i^Lrl, Abbiùmo gradito Ìl progetto 
che ci nvele Irnsnvesso delle [struscioni che dfpeadenlemeole 
dnl disposto dui % 9, cap. 3, lit l, Ilb. fi delle Gostituiioni geiie- 
r:ili, devono diirsì do voi alti vostri Segretari, Arehlvistu, At- 
tiiartj ed Flniolumuntatore. et avendole fidte rlcìtirrc ne\ modo 
the oissc?rverel«! dagli ingiunti focili, voj^Uanio che voi nella 
conforEiiìtiV di questi glieli sped ate, e sìnte poi altenlt nel rnr- 
gliene rispettiva mente osservare. E scnua più ecc. 
TqHhù, il 1« febbrdio J7i3S. 

C. EMANUELE. 

D'Ormea, 

Istnixione data dalln Camera a' suol Siifirelarb Archivista» 
Attiinro ed Esiiolmiientatore, ridotta ed approvata da S, M, 

Disponendo le eostitintlonl di .S. M. che li Segretari^ 1 Archi- 
vi «.la, TAttuaro di quL*sto Magistrato, oltre le incombènze np- 
liogg;iate al loro nrfistlo, osservino quelle che da noi li ter- 
ranno date per adeiiipiro pcidctiaincnle a tulle le obbììgaziùaì 
del loro impiego, prendiamo a prescrivere ad ognuno d'essi, 
come anche all'Emolunientatore le seguenti regole: 

Per l'Archiuista 
L'Archivlsla avrà un libro, nel quale noterà tutti i registri, 
J/hrJ ed altre scritture che gli verranno rimesse. 
Compi Liti die s.iranno gl'invenlavl, a' quali si sta attualmente 



Archivi piemontesi. 165 

rilevasi come gli iiivontari generali fossero terminati, poiché 
si fa obbligo all'archivista di continuarli per le scritture 
che gli verranno ri'niesse. Ma nel 1746, il lavoro cn-a già 
stato trascurato: Carlo Emanuele III nominando arcliivista 
camerale il sig. Ravot, gli ingiunse di riprendere la conti- 
nuazione degli indici generali e particolari ; e con istruzioni 
del 18 maggio 1746 gli furono dati dal Magistrato gii ordini 
particolareggiati (1). 



lavorando, sarà a carico deirArchivista di conlinuare i iiiede- 
simi collo stesso ordine, ed annotare in essi e nelle rispettive 
categorie le scritture, che le verranno rimesse, con imporre indi 
le medesime nelle guardarobe assegnate per le rispettive 
materie. 

Avrà un altro libro, nel quale registrerà il saldo dei conti, 
che di tempo in tempo verranno arrestati dal Magistrato, e vi 
spiegherà distintamente se il contabile è stato dichiarato de- 
bitore, o creditore e di qual somma. 

Farà il ricavo de' decreti portanti obbligazione alli conta- 
bili, o debito a' terzi, del quale ne darà copia di tempo in 
tempo all'uffizio del general Controllo, e dell'originai di esso 
ne farà un registro da tenersi in detti Archivi. 

Allorché o per pagamento che venisse a farsi dal Conlabile 
della Somma risultata in suo debito, o che essendosi dal me- 
desimo in qualche forma adempito alle obbligazioni rimaste 
a suo carico, e portate da' Decreti, dovesse questo esserne sca- 
ricato; detto Archivista, secondo gli ordini che gli verranno 
dati dal Magistrato di tempo in tempo, che detti discarichi 
saranno ammessi ed approvati, dovrà farne l'annotazione in 
margine d'ogni partita, acciocché constando del debito, e del- 
l'obbligazioni suddette, consti pure dell'evacua/.ione. Il simile 
dovrà farsi per le partite, che saranno state portate a debito 
d'altro contabile, designando il Capo del conto, nel quale sarà 
questo stato caricalo. 

(1) Istruzione a Giacinto Ravot, Archivista Camerale per la 
più pronta esecuzione di ciò che restagli appoggiato dall'Or- 
dinato delli 25 febbraio intorno alla continuazione e forma- 
zione degli indici generali e particolari alli registri dell' Ar- 
chivio. 

1. — Egli ripiglierà e continuerà tutti i lavori riguardanti 
l'indice generale ed altri particolari, che restano a farsi, cc\- 
minciando dallo spoglio del contenuto uè' Te^v^\T\v\^\ Q,QkW\xc.W^ 
«generale delle Regie Finanze dal nOO a quc^Vw v^itV^, ^ v\wO\<i 
cbe rapporterà a' brogliussio per indi VeruVvuaVo, ^q^vv^^'^'g^'^ "^^ 



ìm ^^^V (^'m^foiù X, 




A queslVpot^a i lavori di riordiririnu^iito deìV airolnvio ca- 
merale assiifiSero un'inipoilauM citK?cxionalej pert^liè fuicinri 
trasportate a Torino le ficrilLun^ della ROppn^sa Camera dei 
Comi di ChambiTy <k1 iucorimrale foii quolie ti pila Camera 
Piemontese. L'II ottobre 1149, furono ilaie apposi t^^ islni- 
Kioiii per es^uìre questo lavoro (1). Il sist^?nia t^'nuto ri- 



rubrìca generala del ÌSGO^ é quella lirare con btion ordine bI- 
fnbelleo regolato sino alla quarta lettera, al quol elTL'^llo hi fa- 
rìttina rinietlere ogii archìvi Cfiuìer»lì gli altri registri dal 
1717 m pnij che si trovano presso l'iiffldo di detto Gonti-ollo 
generale. 

2. — Finito ITtìdice generale rispetto ai registri del Con- 
trollo generale^ travBgU*^rà n quello ilèllé nltre materie, dhe 
successìvntneiiie ff}i verranDo ssEÌ^iiate, formaiiilo prima, a 
cadauno de' registri dì del te uialerie le rubriche parikolarJH 
per iadt sovra di esie compilarne altresì rindlcegj&ndrate delle 
medesime' 

3> — Procurerà che tutte le rubriche particolari, ed indice 
generale, che da esso verranno rormatì, sìeno di carattere cor- 
retto ed inteUigiljili", seoxn appo^UEle e cancellutcìret ed usen^ 
ogni possibile dlU(^tfiQzo, acciò non sieguano confuslanl ed am- 
missione di pezze appurtenentì nirindice generale. 

4. — SI troverà agli archìvi cameraii per adempiere al suo 
dovere^ tti tempo d'estate dalle ore ^^ette di cadun giorno sino 
alle 11 di Francia della mattina, e dalle ore due sino alle sei 
del dopo pranzo, e nell'inverno dalle ore odo sino alle li di 
Francia della mattina, e dalle are due sino alle cinque dal 
dopo pranzo. 

■ì, — iiarà ai medesimo proibito dì andare a travaglìiiìre per 
alt ti inolio qualsfasi pretesto o causa, e non dovrà ricevere al- 
cun travaglio straordinario per gli arresti de' conti che ven- 
goun i^aldtill dal Magistrato, né per qualunque altra causa. 

G. — E llnalmente non si farà lecito ìn alcun tempo d'in- 
trodurre in delti archìvi alcuna persona, prescrivendo le Re- 
gie Costituzioni al lib. 6, Tit. 1, cap. 3, § 3 allo stesso Archivi- 
sta camerale di non permettere in essi l'ingresso ad alcuno 
senza che egli vi sia presente. 

Torino li 18 marzo 1746. 

Viani. 

!.. M. Cavalli, Seg. sost. 

("IJ Istruzione data dalla Camera a Francesco Gagliardi per 
Ja formazione di'gli Indici parlicolari e geueiaW. «AVv t^%,UUì 



Archivi piemontesi. 167 



sulta il medesimo di quello adottato nel 1731 : dalla forma- 
zione degli indici delle singole categorie, si passa alla for- 
mazione del catalogo generale. E perchè il lavoro non venga 
trascurato, si ordina un servizio d* ispezione e vigilanza. 
Pare che a quel tempo tutto venisse ultimato, poicliè dai 
raccoglitori delle disposizioni emanato dai Principi di Casa 
Savoia non vengono citati altri ordini su tal proposito, o, lo 
stesso Carlo Emanuele III, nelle sue Leggi e Costituzioni 
del 7 aprile 1770 si occupa solo della buona conservazione 



stati dalla già Camera del Ducato di Savoia negli Archivi Ca- 
merali di Torino, in seguito alla Commissione appoggiatali dal 

Magistrato con suo Ordinalo dello stesso giorno. 

« 

LA REGIA CAMERA DEI CONTI 

1. — Egli comincerà dallo spoglio del contenuto ne' regi- 
stri degli Editti, Patenti, Ordini e Mandati de' Sovrani dal 1560 
al 1719, e quello rapporterà a* brogliassi per quello, indi ter- 
minato, formarne la rubrìca generale, et quella tirare con buon 
ordine alfabetico, regolato sino alla quarta lettera col nome 
di famiglia o comunità. 

2. — Terminato l'indice generale, rispetto a' registri sud- 
detti travaglierà il medesimo allo spoglio del contenuto ne' 
registri degli arresti, interinazioni, et altri renduti per la sud- 
detta già Camera dal 1559 per tutto gennaio del 1720, come 
pure a quelli registri delle altre materie che successivamente 
le saranno assignate et descritte nella suddetta nota, formando 
prima a caduno de' registri di dette materie le rubriche par- 
ticolari, per indi sovra d'esse compilare l'indice generale de' 
medesimi con l'ordine sovra prescrittogli. 

3. — Procurerà che tutte le rubriche particolari, ed indice 
generale, che da esso verranno formati siano di carattere cor- 
retto ed intelligilnle, senza appostine e cancellature, ed userà 
ogni possibile diligenza, acciò non seguano confusioni ed oni- 
missioni di pezze appartenenti all'indice generale. 

4. — Si troverà negli Archivi camerali per adempiere al 
suo dovere in tempo^d'estate dalle ore 7 di cadun giorno, sino 
alle undici di Francia della mattina, e dalle ore tre sino alle 
sei di dopo pranzo, e nell'inverno dalle ore otto sino alle un- 
dici di Francia della mattina, et dalle ore due sino alle cin- 
que del dopo pranzo. 

5. — Sarà il medesimo tenuto form-^re utvsi wcìVol Oc^ v^-a.- 
vaglio, che farà mesata per mesata, e queWa. TwweWc^vei A '^\^?>- 
Collaterale in questo Magistrale MVragVvo, feVa ^V^Vvi C».^\»^NVd^^^ 



Capitolo X, 



dei doeumenii, senza accsermaro al bisogno ^3i eseguire lavori 
spedali dì riordinamento (1). 



airi*>pe2ione del Ir^vagllo che al fa nielli Kuddf^tU Archìvi ^er 
l'indjce generale de' feadi, oppure al Sig. Gtas^nltl Sostituta 
Archivista camerale per farne la relaKÌoji« ni MaglHlra^lo. 

6, — Sarà eapressamenle prolbilo a! medesimo di andare 
a travagliare per altri sotto qufll!>ìaisL pretesto o cauta, dovendo 
esaere unica meo te occupato at travaglio «s^ud detto, 

7. — Lindi ce dovrà contenere ti nome, cognome e patria 
del concessioniirio, data per auno, mese e giorno della con- 
cessioiie, la cosa conceduta, et terrilorlo sovni quale é con* 
cessa, et occorrendovi sì trovino concesi^ionì che abbino Inatto 
anccessìvQ riguardanti il dtimaiij<», «e farà aitcbe nota a jjarte 
relativa al foglio del librò in cui si trovano, e quella rimetterà 
al suddetto Sig. Grassotti 

& — Finalmente non si farà lecito in alcun tempo di in- 
trodurre in deta Arcliivì alcuna per«iona, prescrivendo le Re- 
gìe Costi milioni al lAh. 6, Tìt. 1, cap. 3 allo slesso Archivista 
Camerale di non permettere in essi T ingresso ad alcuno, senapa 
ch'egli vi -sìa presente. 

0. — Sarà cura di detto Sig. Grassotti d'invigilare ad effetto 
si e<ieguisca punUialmenle il prescrltio nella suddtttn islru- 
donci et in caso contrario debba ìi medesimo parteciparne il 
suddetto Sig, Collaterale, oppure 11 medesimo magistrato. 

Torino, U li ottobre 17¥X 

B OH andò P.^ Mordigllo, Ferri», Corte. 

L. M, Cavalli, Seg, SosL 

(I) Leggi e Costituzioni di S. M. Carlo Emanuele Ut dt;l 7 
aprile 1770. 

Lib. \^. - Tit, L — Cap. 3,** 

Dei Segrelati, Archhisia ed AUuuro delta Camera, 
1 — r s egre lari lerriinno i registri e i libri rispettivamente 
delle sentenze e di tutti gli altri ancora, che emaneranno da 
Noi per essere da essa o interinati od osservati e dovranno 
regolarli e distribuirne le materie nella forma che verrà loro 
additala dal Magistrato. 

2. — Rimetteranno all'Archivista sul fine di cadun anno i 
registri e libri suddetti e tutte quelle altre scritture che sa- 
ranno pervenute al loro uffìzio, accompagnate da un attcstalo 
firmalo di propria mano di non averne altre. 

J. - L'ArchìvìsIa custodirà diligentemente l'Archivio, non 
perinettemiovì l'ingresso ad alcuno senza essetNv i^resente, e 



Archivi piemontesi, 169 

Fatta una buona e completa olassifìc-aziono (Mh^ nmiovìo, 
messi in regola i registri, completati gli invontari e tenuti 
al corrente; depositate le scrittun^ in buon online dentro 
appositi scaffidi ed in locali igieniei e sieuri, la consiM-va- 
zione dei documenti storici pot(^va ben dirsi un problt^na 
risolato: la capacità e la prudenza i\AU' persone diianiate 
a reggere un ufficio cosi delicato ed importanti* davano af- 
fidamento che la raccolta sarebbe stata pros<'^uita eon int<4- 
ligenza, coscienza o fedeltà. 

Gli archivi della Camera dei Conti consiu'vano carte vho 
rimontano al 1297; e -se nella 8<»rie dei suoi registri di int(»- 
rinazione, che presentemente si conservano neirarehivio di 
Stato di Tonno, mancano 101 volumi (tra il 1593 e il 1791) 
oltre più di 250 volumi d'investiture^ originali, lo si deve» al 
saccheggio che i Francesi diedero nel 1798 all' arcliivio ca- 



conierverà con lulla sollecitudine e circospczione le scritture 
dii esso, che sono alla di lui cura, e fedeltà singolarmente com- 
messe, e non ne permetterà l'estrazione, salvo al Procuratore 
nostro Generale, il quale dovrà spedirne distinta ricevuta in 
un registro che ne terrà l'Archivista, e restituirle di tre in tre 
mesi all'Archivio. 

4. — Ritirerà i registri, libri e scritture di Segretari nel 
tempo sopra stabilito, quelle dcirUffìzio del Controllore Gene- 
rale, a misura che gli verranno rimesse, quelle dell'Altuaro 
Camerale, terminale clie saranno le cause, i conti che di tempo 
In tempo saranno saldati con tutti 1 loro ricapiti, i contratti 
che seguiranno avanti la Camera, o suoi Uffiziali, o avantt il 
Generale delle Finanze, allorché avranno avuta la loro ese- 
cuzione, il libro degli editti od ordini pubblicati nel corso 
dell'anno, che gli verrà rimesso dal primo Usciere della Ca- 
mera, come tutte le altre scritture, che il Magistrato ordinerà 
riporsi nell'Archivio, e dovrà spedirne la ricevuta a coloro che 
gliele consegneranno. 

5. — Spedirà le copie delle scritture archiviale, quando gli 
verranno richieste pel servizio nostro, ed anche per quello dei 
particolari, se avranno mistura d'interesse de' terzi, ma se con- 
cerneranno solamente Tinteresse del Procuratore Generale, 
non ne darà visione né copia, se non con ordine del Magi- 
strato, che dovrà tenere appresso di sé per suo discarico, e 
rame menzione nell'autentica delle copie, g\\^ v\^ ^^Sk'&v^ ^V ^>^^- 
Uinana. 



110 ^^^g Capitolo X. 



morali?, f^ nel qualc^, i d^xìiimenti mancanti, rimasero di- 

I gmFi avFeuì menti politici e k^ oontest^oni che ù-à ogni 
parta sorgevano per questioni dì eonfìiiì, andavano strin- 
gendo il piccolo Piemonte come in un cercliio di ferro irlo di 
baionette. L/abiiilil rliplomatica su Ih quale è solidamente 
basata la grandezza di Casa E^avoia^ ai manifestò Lri Carlo 
Eniannftle UT oon la creazione dì tre giunte composte dei 
più alti funzionali e degli scienziati più illustri delio Stato, 
allo qimli affidò lo studio dello più importanti controversi** 
coi liniiti'otì. Queste Giunte avevano un lavoro quasi esclu- 
sivamente politico, e non ne avrei parlalo se ali* arcliivio o 
a^li archivisti di e^se non fosse stata assegnata una part^J 
injportantissima, 

II Sovraintendente Capo dcir Arohivio, elio era uno dei 
Majpslrali più illustri, non rimaneva ostranoo ai lavori doUo 
Giunte, anzi vi sedeva con voto e giTido ugnalo a quello dei 
Ministri e degli altri Consultori: nel raccoglierò i vorbaU e 
le deliberazioni era coadiuvato da^H arctiivisti, che funzio- 
navano da segretari. 1 verbali delle adunanze dovevano ea^ 
sero rodatti in modo che *( vi apparissero eziandio le i*agÌoni 
addotte da coloro i tìuali non omno stati concordi tiel deli- 
berare, e dovevano toner presente elio il principale loro do- 
vere era di star bene attenti , non solo a cem prendere la 
sostanza dell'aifare discusso, ma delle circostanze che lo ac- 
mnipagnavano e delle diflìcoltà che si incontravano a jisol» 
verio (2) ^, Questo uflwo, altrettanto delicato quanto diffi- 



(ì) Bianchi N,^ Le carte deifli Archwi piemoniesh 

ai UegQJaiuento dato da S. M. pur lo Ire Crìunle de* Conllnì. 

CARLO EMANUELE 

Per (grazia di Dio Re di Sardegna, etc. 

Sono tante e cosi gravi le quistioni, clie si hanno tra noi, e 
li Principi degli Stati confmanti per i limili dei rispettivi do- 
mini, che per opportunamente provvedere agli emergenti, che 
tutto dì accadono intorno ad essi, abbiamo stimato di stabi- 
lire alcune Giunte di dotti e sperimentati Ministri per appog- 
giare ai medesimi l'importante incumbenza di consultarci, e 
rnppresenlarcì a misura dei casi che occorreranno, e degli or- 
f///jj die riceveranno da noi, per me/.zo dcWa Se^tcleria no- 



Archivi jnemontesi. 171 



Cile, non vonno affidato a caso a»;li iifTiciali dcirarcliivio, ma 
allo scopo di inantoiKU-e più ellìoacciiKMit^» il S(»t2;r(*to dollc» 
deliborazioni e di facilitan» ai Consultori la riciM'ca dclh» hoIìzìp 
necessarie per lo loro doliborazioni. Ciò pono in rilievo ([uanto 



stra di Stalo per gli affari interni, quel tanto, che in questa 
materia parrà loro giusto, e più vantaggioso ni nostro servi- 
zio. Per il che abbiamo ordinato e stabilito quanto segue : 

1. — Tre saranno le Giunte per le materie dei confuii: la 
prima per quelle clie riguardano i contini dei nostri Slati 
verso la Francia, e gli Svizzeri e Monaco, la seconda verso 
Geiieva e la terza verso la Repubblica di Genova. 

2. — Ciascuna Giunta avrà un Reggente ed un Segretario, 
con il numero de Consultori in fra espresso ; cioè la prima, e 
la seconda di quattro, e la terza di sci ; oltre a questi v'inter- 
verranno pure in qualità di Consultore l'Archivisla Regio, ed 
in quella di Segretario colui, che fra i Segretari] dell'Archivio 
nostro di Corte, vi verrà, secondo i bisogni, dal detto Archi- 
vista deputato. 

3. — Si avrà nel suddetto Archivio di Corte una stanza 
particolare ove si riporranno le scritture tutte de' coulliii, le 
quali si hanno, e che vi capiteranno in avvenire; ve le farà 
TArchivista collocare con buon ordine, e terrà di esse un in- 
dice particolare ben distinto e ragionato. 

4. — Si congregheranno le dette Giunte nellaccennato ar- 
chivio di Corte, ed in quelle stanze, che saranno destinate per 
le conferenze. Ogni consultore dovrà intervenirvi, al giorno ed 
ora che saranno assegnati, fuorché egli si ritrovasse o infermo 
o assente o in altra maniera giustamente impedito. Ove accada 
che nello stesso tempo si congreghi più d'una Giunta, l'Archi- 
vista di Corte interverrà a quella di esse, ove lo porterà il suo 
zelo per il maggiore nostro servizio. 

5 — Quando sarà d'uopo ai Consultori, o per affari suoi 
propri o per altre cagioni di assentarsi dalla presente città, se 
l'assenza loro dovrà per essere oltre la distanza di cinque mi- 
glia dalla medesima, e per un tempo più lungo di due o tre 
giorni, dovranno chiederne prima la licenza alli rispettivi 
Reggenti, i quali nel caso di maggiore distanza o soggiorno 
maggiore dei sovra espressi, l'accorderanno in modo che di 
continuo rimanga nella città, o dentro ai termini non più di- 
stanti di cinque miglia da essa, per ogni Giunta almeno il nu- 
mero di tre Consultori, che sempre richicderassi ad effe Ilo che 
si abbia per legittimamente congregata. 

6. — Ciascun Reggente dividerà Tra \ c.oivs.v\\Vci\\ CifcYisv ^>x^- 
delta Giunta le inntcrie che riguardvmo quviV co\\^\vv\, tVvt 's.^ax^» 



172 ^^V CapiMo X. 



k 



stimalo tbRw riifficìale di archivio e i'areìiivigta e comi* a 
talB impiego venissero oluamate persone colte, intelligenti e 
fidate. 
Questo in sufecintOj rorgaiiiismo di goferno dei Priitcipi di 



éel di lei dìparUmenLo, assegnando ad ogntmo dì cssL una 
parte di quelle difìTereìiKe, che sono a tUial meniti peitdt;nlL 

7. — Ògiiimo dei Consultori dovrà 5Ìri;^o]armeiite a p pa- 
carsi attorno n quelle parlìeolad pendenze dei confini^ che 
gli sarnnno speitalmente Bssej^nate per rendersi ben intero, e 
per essere lieti pronlo nelle nccorrenze dì fare tosto presentì 
alla sua Giuntu tutti quei cluari menti t- circoslanzf, die pos^ 
sono essere più conformi alla giustizia, e più favorevoli al 
nosLro servizio. 

e. — FA neclooebé possano di leggieri acqui si la re una ben 
accertata contezza. Imponiamo a cinscunn di essi ÌJ carico di 
formare una hreve relazione istortcìi di ciascuna deìle sud- 
dette differenze, non Aolo delle atlualment^ pendant i^ di cui 
ordiniamo alla Segreterìa dì Stato per gli atTari interni di 
mandare mui noia alle rispettive Giunte, ma delle altre an- 
cora che si jjotesscro o muovere con Irò di Noi, o da Noi con* 
tro altri Principi eonllnanli, appoggiando la medesima rela- 
zione n docnmenli dell' Archivio, che riuscirà ai medesimi di 
avere, dalle SLorie^ e dagli Autori; ma anche quei nioLivì che 
potranno desumere diilla ragion comunes pubblica, e delle 
genti, per vìepphlL slabilire e fondare le giuste pretensioni 
della noìilra Corono. 

g, — Dovrà l'Archivista di Corte fornire ai medesimi tutti 
quei lumi e nolìde, che egli polm avere dvlle scritiur^ del- 
rArchìvio, & non solo dar loro il comodo di trava^^liarvl quando 
vi sì porteranno per questo line; ma sommìnislriirgli ancora 
In tal occasione Topera di un Segretario, acciocché sì possano 
di esso valere, sìa per prendere le m^moris delle quali abbi- 
sognano, sia pt:r fare scrivere, e copiarci loro Iritvnglì. 

10. — A misura che i Consultori avranno compiuto la re- 
lazione di qualcuna delle differenze, che saranno loro state 
assegnate, la leggeranno alla Giunta, non solo per informare, 
così facendo, la medesima di tal pendenza, ma perchè essa 
l)ossa suggerire quelle cose, le quali stimerà,- che si possano 
aggiungere come necessarie, oppure togliere come soverchie; 
così letta, esaminala e corretta la delta relazione, si porrà nel- 
l'archivio per valersene. 

11. — Il carico che abbiamo sopra appoggiato ai Consul- 
/or/ iti fare ìe accenuMe relazioni spellerà bensì a medesimi 

(junlora si tratterà di pendenze^ che senza grave CvvUca si yo- 



Archivi piemontesi. 173 



Savoia, questi i loro archivi, con j^oloso curo custoditi, o che 
con lauta gloria conservano in<Mnori(^ si care. 

Amanti sempre del bene e della lilx'rtù. dei popoli, i Reali 
di Savoia non usarono mai, come» abbiamo constatato, delle 



Iranno esaminare da essi senza che sieno perciò oUremodo 
distolli da' principali doveri, a cui per l'obbligo degli altri loro 
impieghi, dovranno vacare; ma quando saranno quelle intri- 
cate, in maniera che a pronderiie un'esatta informativa sia 
d'uopo vedere una mole di documenti, di carte, di tipi, e che 
per adempirvi si richiegga l'opera iutiera di uno, e talvolta di 
più soggetti : in tal caso ordiniamo ai rispettivi Reggenti di 
proporci fra i giovani Avvocati, coloro che crederanno essere 
li più capaci, e meritevoli d'essere da noi deputali ad eseguire 
l'accennato travaglio sotto la direzione e gli ordini di quei 
Consultori ai quali ne spetterà la materia. 

12. — Qualunque volta dalla Segreteria nostra di Stato per 
gli affari interni, si manderà ad alcuna delle dette Giunte un 
qualche affare dei conflni, per avere sovra di esso la di lei 
Consulta, il Reggente a cui dovrà indirizzarsi, tosto che ne 
avrà ricevuto l'ordine, lo comunicherà insieme con le memo- 
rie e scritture pervenutegli a quello dei Consultori, a cui se- 
condo il ripartimcnto fra essi fatto, si apparterrà la materia, 
di cui si tratta; ed essendo questi legiltimamente impedito, a 
quello degli altri della stessa Giunta, il quale si troverà fra 
loro essere meno carico di colesti affari, acciocché si metta 
prontamente al fatto, ed in stalo di farne una ben esatta, e 
minuta relazione alla Giunta, nel primo giorno in cui, secondo 
gli ordini che si daranno dal Reggente, si riunirà la medesima 
per consultare l'affare commessole. 

13. — Si terrà in ciascuna Giunta dal Segretario di essa un 
particolare registro delle sessioni della medesima, vi noterà 
l'anno il mese, ed il giorno in cui seguiranno, i Consultori 
che vi si saranno presentati, e le materie delle quali si sarà 
trattato. 

14. — Il Segretario predetto prenderà memorie di quelle 
cose che saranno esposte in ciascuna sessione, secondo che 
gli verrà accennato dal Reggente, e quando sarà la materia 
omnenamente bilanciata, e risolta si distenderà da esso la 
consulta, giusta la pluralità dei voti: questa si sottoscriverà da 
tutti gli intervenienti, e si manderà alla Segreteria di Stato in- 
sieme con le scritture avutesi dalla medesima. 

15. — Quando alcuno dei Consultori fosse per avvcwVwt"^ 
d'avviso contrario alla pluralilà de' seuVitivtxiVX, ^^o.Ck^vi's» ^v>^ ^ 
sarà distesa la consulta ; si farà neWa meeit^Xtsv^ cotwsaìXv^ ^vc^- 



174 



Capitolo X. 



facollà dispotiche dtil gOTePiio assoluto o quando la Rivolu- 
zione Fi-aucftae p rad amò i didtli del popolo, furono tra i 
primi in Italia a proclamare la Costi (uziou€*. Poco, invero, 
vesUra a fare per attuarla: l'organismo amminisiti'ativo esi* 
atefile era gìil quello d*un gOTerno L-a^tituzionale, per cui 
aenxa forti scosse fu potuto procbiniaiv^ Jo Statuto, il quale 
cambiò rt^matmKlono dei Corpi [jolitiei e la forma di ^ovevun, 
ma la solidifà d<*l Trono «tei Savoia non fu Bt^ossia, anzi rin- 
forzata per rioonoscenza dì popolo, cbt3 al pari de"" Principi, 
Toleva la libertà e F unità della nostra llAlia. 



golare nieiiEÌoDe del di lui disparere» e ilei motivi sui tfuali sì 
appoggia. 

Ifi* — Nelle consulte predeUe non si c:on terranno Iti {^iunle 
in ciò soltanto che può e'ìs^fre di nieriì ginsii^ia: ma dovruiino 
inoltre passare a «sottomettere alle nostre cousideraKìonì quel 
riflessi, provveillmenti polìtici, ed ecoooniTci, ch« ii zelo o la 
prudenza dei consultori sapranno suggerirci. 

17. — Dovrù flnai mente ciascuno de' Stgretail tt'ntre al- 
trcst un particolare registro di tutlc le consulte ciie si rarUEino 
nella propria Giuiitsi por avervi in «gin lempo ricorso. Man- 
diamo a tutte le predette Giunte d'osservare puntualmente ii 
presente Rt!j^i>lamento, con uniformar>iì in lutto^ t? per lutto al 
disposta dn esso. 

/Mfi m Torino li véniinùt^e genmiio mWt seitfcento quaran- 
ladue e de nastro Regno il deeimoteno. 

C- EMANUELE» 

DOrÈUf a. 

Vluo['L3 Aineieo tlT ion R, BìglEetta 50 ottobre lyjn, liirÈito al Cmn 
CjiiceUfiir*, riparte in AuiviiA le Giunte create nel 1741 per ìe m*t<?We ec- 
iilesfusiictii; e àt* canRai e per gh affari call'tinpero^ lo nomina capo delle 
medesime, e gli permette di radunarle in sua casa. 



CAPITOLO XI. 
ArcUvì esteri. 



Gli usi diplomatici antichissimi e comuni a tutti popoli, 
ebbero per conseguenza la conservazione dei docunKmti e la 
creazione degli archivi. 

I popoli del settentrione gareggiarono con quelli del mez- 
zogiorno, e benché per loro indole battaglieri ed avidi di 
conquiste e di dominio, pure non posponevano la coltura 
alle armi ed ambivano figurare dotti quanto guerrieri. 

Carlo Magno, con le sue virtù e col suo talento riuscì a 
cambiare l'aspetto d'Europa rendendo migliori gli stessi bar- 
bari che ammiravano in lui il dominatore prudente e vigile, 
che sapeva accoppiare al valore del guerriero le eminenti 
qualità del legislatore. E di queste sue qualità si avvan- 
taggiarono le carte storiche. Apprezzò egli al giusto valore 
la perdita dei documenti, smise la cattiva usanza che ave- 
vano i suoi predecessori di trasportare i documenti nelle 
guerre e nei viaggi ed istituì gli archivi di palazzo (1). * 

Si suppone che in quel tempo fosse sede di arcliivio, per 
le leggi, le costituzioni, i testamenti, i registri e le copie 



(1) Alcune memorie pubblicate dal Dupuis, Mabillon ed allri 
ci forniscono prova nou dubbia degli archivi di palazzo isti- 
tuiti da Carlo Magno (774-814). 

Nel secolo VII esister dovevano (gli archivi pubblici) anche 
in Francia, poiché si trovano rammentati nella. ^<ìtvcv^\^'V^ ^^ 
Marculfo, che in quel secolo viveva. — ¥wts\«L\|,'8XV\. BtUe \«x.\X>x- 
zioni Diplomatiche. 



17§ ^^^H Capitolo XI. 



■pano d^f 



dei più ini portanti documenti regi, il palazzo di Aquisgranai 
oggi i regolaraonli fatti nei con(!Ìiii i^mni sotto il regno dF 
C&r]o Ma^no e k^ ordinanze dì Luigi il BuonOj si conser- 
vano negli araluyi ùì Pari^. 

Sotto i re delia terza razza sì tornò ad adottare l'uso pe-- 
rieolosissimo ili trasportare gli areliivi con i'aquipaggio del 
re, quando qnesli si metterà in viaggio. Le carte si rinchiu- 
devano in sacchi e^ (caricate sopra muli, seguitano il re do- 
vunque egli andasse. 

Filippo Augusto, elle trovavasi in guerra contro il re d'In- 
ghillerra» in niio scontro avuto col suo npmiÉio, fu sconfìtto 
e dt^prcdato di tutti t suoi archivi ; perdita che non é stata 
mai pili completamente riparala. — 11 dolore per la disper- 
Efiono dei d(x?nmentì deve esaere stato ben graiide se in- 
dusse Filippo Augusto ad abbandonare la cattiva usanza di 
trasportare dappr^rtutlo le carte di Stato, e I-arsi instauratorc 
degli arcl<ivi stabili di Francia. A lui si attribuisce Torigine 
del, Trésor des Char-fres, che compont^rasi di ìufjettest ^"on- 
teneri! ì (Jocumeutì politici e demaniali, e dì regi$tre^^t nei 
quali furono trascritti j^li atti emanati dal re. 1 documenti 
piti importanti venivano custoditi nelFAbbazia di Saint-Dénis 
e nel Tesoro di Nolre Dai ne di Parigi, 

L'importanza che i Francesi hauno srvmpro data ai docu- 
menti storici ha servito, se non ad altro-j ad occupare coi 
uuovi il vuoto lascialo da quelli distrutti o dispersi. Lo 
satino i nostri arctilvi, che dall(^ riceride politi<!he sono ustùtì 
sempre, in qualche modo, menomati (1), Né le soli razioni 
venivano fatte a caso, che mm i rapitori erano avv(*dutis- 
simi nella scelta. Qtiaudo non era lom possibile trasportarf», 
datasi collezioni complete, si acconten lavano d' impossf^ 
sarsi d<ù ilocumeuti più salienti e piii antichi, cioè di quelli 
clic lat'evano fede storica incontrastabile. E se il tempo e gli 
avFf^Tji menti pi^rfnett evano loro, iiominamno addirittura delle 
i'onitiiissioiLÌ tn'inche, atlÌTichè lo spoglio dei documenti <1a 
introdurre nei loro depositi non fosse incompleto o inutil- 
mente iu'^onibrante. 



(l) 11 sacco francese del 1512, tra le altre calamità, recò of- 
fese gravissime all'archivio arcivescovile di Raveima, sia col 
distruggerne, sia col derubarne le carie — fìonaini. Gli Archioi 

delle province dell' Emilia. 



Archivi esteri. 177 



La massima cura hanno sempre avuta i governi di Francia 
nella custodia e nella ricerca delle carte che in qualche 
modo potevano interessare la storia politica ed economica 
del proprio paese, e di questa loro avvedutezza si hanno 
prove antiche e recenti 

In uno scontro ferroviario avvenuto VS maggio 1842 sulla 
linea di Versailles, rimase vittima, tra gli altri, il Contram- 
miraglio Dumont d'Urville, che aveva preso parte attiva a 
molti importanti uffici di Stato. Il Moniteur del 12 maggio, 
annunziando questa grave perdita soggiungeva : « d' après 
les ordres de M. T Amirai Duperré (Ministro della Marina) 
une Commission s'est transportée au domicile de M. Du- 
mont d*Urville pour y recuiller tous les papiers qui peuvent 
interesser le service de la marine et de la sciencei>(l). 

La ricerca dei documenti di Stato presso i privati non era 
cosa nuova né per la Francia, né per le altre nazioni eu- 
ropee. A questo proposito tutte hanno disposizioni precise, 
perchè per tutte è di sommo interesse salvaguardare dalla 
dispersione le carte che possono trovarsi presso pubblici fun- 
zionari: vi è una differenza, però; perchè mentre in Fran- 
cia, paese eminentemente liberale, Tapposizione dei suggelli 
è affidata ad una Commissione, come ad una commissione 
è affidata la cernita dei documenti da farsi in presenza degli 
eredi e con l'assenso di essi; in Germania, si usa fare con 
maggiore autorità, ed in Russia, autocraticamente addirit- 
tura, poiché la scelia delle carte e dei documenti è affidata 
ad un uffiziale del governo, il quale senza la presenza degli 
eredi e senza neppure chiederne ed averne il consenso, pre- 
leva ciò che più gli piace. Il governo russo mandava per- 
sona che d'autorità rivedeva le carte e ne prelevava ciò che 
gli pareva, se poi niente vi trovava, allora la faccenda si 
complicava ; interveniva la polizia che metteva le carte e le 



(1) Non molto diversamente ha operato il governo italiano in 
occasione della morte di Francesco Crispi. L'atto di autorità 
provocò proteste e contestazioni per parte degli eredi, ma il 
potere giudiziario ammise e dichiarò legale Vu\V«.TNe.Tv\.o ^«X vo- 
terà politico, trattandosi di un eminenle "Vionvo *W ^v»\kì <i>^'^ 
conserrava documenti di somma uliViVà pv\VAA\c«L. 

Taddbi. ^^ 



178 ^^^^m^olo XI, 



pemin*^ in sequestro, quindi ni faceva, con oomodo. lo spo- 
glio (IJ. 

L'apposizione dei auggeUi ai mobili iyd alle case degli uo- 
mini di Stato defunti, è di aTitìclus8Ìnm costumanza. In 
Francia non esiste a questo propo^^ito, una legislazione po- 
sitiva, ma la consuetucUne ri ò costantf*; e vi sono perfino 
senti^nze di tribunali di prinia istanza o di Corti d'Appello 
ohe la sanciacmJO (2). 

In Inghilterra suL-cede tutto il contrario. Nessun regola- 
mento vi esiste per impwiire la dispersione della ejjrrispon- 
denza uflìciale ed uITiciosa dei suoi fuorionari: perciò av- 
7Ìea<^i talvolta, di vedere pubblicatr: corrispondeuze della pi ri 
gmnde importanza e documenti interessanti, alla morte ili 
ohi li possiede. 

In Francia, come dappertutto, gli archivi rimasero chiusi 
Ano quasi al i^rrninr^ del secolo XVllL Ma questi de{i08Ìti 
subirono Tintìuenza delle idee nuove e si ai^rirono a poco 
a pocf» agh studiosi di tutta Europa. U? basì sulle quali po- 
sava la società lurcmo violenteruente scosse* dallo moditìca- 
zioui politicho apportate dalla Rivoluzione Francese, la quaJle 
fece sentire la sua influenza sull'antico stato degli archivi^ 
cambiandone la condizione e lo scopo: avvenne cosi una 
specie di ceniraiizzazione dei documenti, volendosi riunire 
m un solo deposito quanti era possibile raccoglierne per fa^ 
cihtare lo studio. Neppure la Russia seppe resistere j sotto 
questo aspetto, all^urto della Rivolo zi one» e rivolse la sua 
attenzione agli archivi, riordinandoli e portando a cono- 
scenza cìegU eruditi quanto pravi in essi cust-odito» 

Per il trattato del 1815, la Francia fu ciostretta a resti- 
tuire gran parte delie scritture accumulati^ negli archivi di 
Parigi, ma seppe colmare le lacune con le raccolte fornite 
dalle soppresse corpo mziorù religiose. Ed oggi Parigi pos- 
siede un archivio ricchissimo, ben collocato e meglio ordi- 
nato, 

I locali, belli per architettura, comodi por diBtribuzìone 



(1) Ileltizìoni Dlplomalklie della MonorchiA dì Savoia — Voi. I. 
(IV della Bibliatiìca Storks Italiana). 

(2) Biblioteca storica Itidian» * Voi. IV. Relazioni diplomati- 
aàe deìhi Mamirahm di Savoia. 



J 



Archivi esteri, 179 



di ambienti e resi sicuri dalle previdenze adottate per i casi 
di qualunque disgrazia, sono anche ben vigilati, di giorno 
e di notte, essendovi accanto ad essi, le abitazioni del Di- 
rettore e degli uscieri. 

L'ordinamento si può dire perfetto e rispondente ai det- 
tami della scienza archivistica che in Francia ebbe la culla 
e dove tuttora è tenuta in grandissimo conto. Vi è annc^ssa 
la famosa scuola delle carte ove s'insegna la Paleografìa, la 
Diplomatica, il Diritto, la Bibliografia e TOrdinamento degli 
archivi, insieme con molte altre discipline utili a coloro clie 
si dedicano alla carriera archivistica: per esservi arnnK^ssi 
occorre il diploma di Bancelliere in letteratura e non aver 
superati i 25 anni di età. Un ricco Museo Paleografico, posto 
in sale separate, ne completa la utilità storica. Questo Mu- 
seo, aperto al pubblico come si usa delle gallerie» o dei 
musei archeologici, è utile allo studioso od al profano, il 
quale può ammirare in esso preziosi monumenti non privi 
di pregio artistico. Clemente Lupi nel suo articolo « Gli ar- 
chivi e le scuole paleografiche in Francia e in Italia », pub- 
blicato nella Nuova Antologia del 1875 — Voi. XXVIII. — 
Fase. Ili, cosi lo descrive : 

« L'eleganza francese, armonica nell'insieme od opportu- 
namente varia nella forma delle vetrine, ha saputo appro- 
fittare dello spazio nelle salo senza produrvi ingombro o 
senza impedire il comodo accesso ai monumenti sc^condo 
l'ordine in cui sono ragionevolmente disposti. 

E in quelle sale ogni buon francese può imparare la sorìo 
dei suoi re fino a quello decapitato dalla Rivoluzione, può 
vedere gli autografi di personaggi, di cui suona alta la fama 
nel paese o il cui nome muove ancora in vario senso lo hhro 
dei partitanti in politica. Là si ammirano papiri, la p(M*ga- 
mena più antica fra quante se ne conoscano in Francia o 
miniature fidissime. Il paleografo vi ravvisa la vari(»tà e la 
successione delle scritture, il diplomatista la varietà degli 
atti e delle formule. Non va monumento che non sia impor- 
tantissimo per la storia o per le scienze o per Tarte; (», 
mentre piace al dotto, anche l'indotto riesce sotto qualcìie 
lato ad apprezzarlo. E per conoscerli meglio, non fa bisoi;;uo 
ricorrere alla spiegazione quasi meccanica. d\ q^\5Xs\\^\5.^^x^^^^ -» 
ma un cartellino dichiara la sostanza g V e\^ <i^^\ 'KwQv\\\^\v>^^'^ 
e U Ipogo da cui deriva: e, se ciò uou \ì«^Vai, Vw vvw ^^>^^ 




im Capitolo XI. 

tJlìe è a disposi ziotvp di tutli, e dm alla scopo inoile^to 
xm mvmnn.no tuiistv riinportan?^ dì un trattato dì Paleo- 
grafia, abln^llito dì iiuinerosi fammili-, *» di an comp+^ndio 
ili storia Trance^e, si danno, sotto il numero csorriwpondètitf*, 
spJ<?tiazÌoin piti luinule >. 

La scuola dell*.' Cart-e, istitiilta noi 1821, p <^Ìio tantu fatuii 
ha at'ttuistataj ha, come settpo prìncijulp, la istruzione f!eì 
futuri ai'i'hivL^d e la loro preparaziono ad iotraprendore mia 
earrmra tanto inodeìita quanto utìie, eon fiOttnvKiom paii al- 
l'imporlatiza dei iìm:umcnti dei quaU dovraruio esserti i tì- 
gìli custodi. Ma lo bìiojj^ Hn{^.t.«x+ir..T ^]f.ll^ Scuola, ha ben 
altm importane,»: a prefe.. * in essa p per ossa si 

sono tìb2sat4* le basi doj'*» «^ cìuTifitlca, la quale oggi 

{ììih dirsi posta Bopi^ i*, dalle quali non è pi*r- 

messo derog:dre che ] lìiii ; non rì pm*) dis(.H> 

nosci^re rutilìlÀ e la zi atlotlali per raggiun- 

gere il ^no. Oli stuc origioali i* le pnìjblica- 

zìorii elle ne deri?4ii pprezzare da i^oioro ^^he 

aniano le grandi tneui pria patria, custodita na^ 

gli archiTK 

L'utile (.'he la pubblicità e T illualrazione dei do<?umenti 
Im portato agli studi storici, non è laeilmenle valutabile. 
Basti il considei^re eli e esse giovaoo a far conoscere il con- 
tenuto di UJi areliÌ7Ìo a eoloro che non sono nella facile pog- 
sibilità di recarsi sopra luogfo, e che, oli r^> a salvare le carte 
iJal pericolo di essere peri In te, rappresentano una garanzia 
per la eonser?azione degli archivi. 

1>Ì qut^te pubblicazioni, la scuola delle Carte dì Parigi ne 
ha dau^ alla luce iììoM e di pre?Josp: sono esse che le hanno 
procurata quella celebrila, della qu_ale governo e cittadini 
vancio orgoi^Uosi. 

Tinti i iiaesi d'Europa hanno cercato d^imitarc l'esempio 
i]vì rraticeài, curando il riordinamento e la pubblicazione del 
conirijuto dei loro arcliivi. 

It lielgio, ri urn II j^^li archici del rpgno sotto unica dire- 
Aum*^, ha \ntì pubblicati i vari mpporlì dell'archivisi a Sig. Qo- 
,.iL.»|',t ^iijijì -^ìnin ili *'^:^\ «' S''»pr:i gli :i.[ti relativi fiKa st-^»!*--- 
d<'I Belgio elle si trovano negli archivi di Francia e di 
glia: questi rapporti sono dei veri gioielli per questo gè: 
(li ])nbblicazioni. 

La Gennaiiia ha pur essa, pubbl\ca.iYOYv\\Ki^at\axvtv, 



Archivi esteri. 181 



importanti sono gli archivi da essa posseduti, per quanto 
non molto antichi. Quelli delle grandi famiglie principesche 
risalgono appena al XIII secolo e quelli delle città, al XII. 
Di questi i più doviziosi sono quelli di Ulma e di Kempten. 
Uno dei migliori archivi prima deir ultima guerra francese 
(1870) era quello della casa di Brandeburgo, presentemente 
riunito all'archivio filiale di Broniberg. 

Nel medio evo, al tempo in cui esisteva la costumanza 
degli archivi viatori, i Tedeschi hanno avuto perdite rile- 
vanti di documenti. Enrico VII scose in Italia portando Sfco 
tutto Tarchivio imperiale che conteneva carte antichissime. 
Giunto, dopo molte vicende a Pisa, ove soggiornò circa due 
mesi prima di partire alla volta di Roma per farsi incoro- 
nare imperatore, lasciò in quella cittil il prezioso deposito. 
Alla incoronazione di Enrico si oppose Roberto re di Napoli, 
il quale gli fece trovare Pontemolle fortificato e difeso. En- 
rico forzò il ponte ed entn') in Roma, che trovò divisa fra 
due armate e due fazioni: i Colonna che parteggiavano per 
lui, gli Orsini per il re di Napoli. Enrico s'impossessò prima 
del Campidoglio e di S. Giovanni in Laterano, poi del Co- 
losseo, della Torre de' Conti, di quella di S. Marco e di 
Monte Savelli col Teatro di Mai*cello, ma non riusci a slog- 
giare gli Orsini dal Vaticano e dalla città, Ix»onina, \)ov cui 
dovè contentarsi di farsi incoronare; a S. Giovanni in Late- 
rano che era in suo potere. Incoronato imp(»ratore, si rilirò 
a Tivoli di dove mosse alla volta di Toscana, agguerrito 
contro la resistenza prc^paratagli da tutte le città gu(4f<» con 
a capo Firenze. Giunto a Buonconvento, dodici miglia di- 
stanto da Siena, sorpreso da malattia, morì (1313). 

La sua morto mise lo sgomento neir esercito tedesco, che 
trovandosi privo di mezzi per rimpatriare, vendette ai Fio- 
rentini le fortezze che aveva conquistate, e lasciò in mano 
ai Pisani, che avevano prestato ad Enrico più di due mi- 
lioni di fiorini, l'archivio imperiale. Così fu clu; Pisa restò in 
possesso di una gran quantit<\ di do(.'um(niti che risalivano 
al IX secolo, e che furono dc^positati una part(» iK^rArclii- 
vio Capitolare, ed una parte e forse la maggiore, nc^ll' ar- 
chivio della famiglia Rondoni, ove si trova tuttora (1). 



P) Paoli Cesare. Opera citata. 



ìbZ ^^^V flapUQlo XI. 



L'Jnghilt-eri«, in fattó <ìi pubblicità rtei docurnejìti, ticmi è 
indietro ad alcuno, poiché ha ioìUì assolutamente qualunque 
divieto, t^d ha organizicata la coinunìeaziotie rielle carte dì 
Stato. Quanto alle pubbUcazioni tlei documenti antichi, basta 
aooeniìarfi che il Reymor è stato il primo archivista che ha 
osato pubblicare documenti importanti del suo pacsi\ e cìie 
questa pubblicazione venne fatta ver&o la metà del ItìOO. 

Famoso in Inghilterra è rarchivio di Westminator, ma ben 
pih ricco sotto ogni aspetto pregevole è TArchivio ili 
Londra (1). U concentramento ncU' Archivio della Torre di 
Londra, dtn documenti conservati nei monasteri, non av- 
venne senza contrasii. Narra il Capgrave ohe, al te^mpo della 
lotta tra Enrico III e i Baroni (secolo XI li) il re depose il 
suo tesoro nella Torre ed ordinò al cancelliere ed ai giusti- 
zieri del rt^grio che i^di consegnassero il sigillo regio ed i 
rotoli; nm questi, devoti ai baroni, sì rifiutarono: onde il 
re nominò di motu proprio un altro (mncfcUiere ed utj altro 
giustiziere {2}, 

L* edìfìzio 6 modernamente perfetto; ha la forma di un 
antico castello «', ciò che pili interessa j ò isolalo. 

Originale la sua costruzione, e nel medesimo tempo adatta 
allo scopo cui fu destinato; in esso non vi è materia infiam- 
mabile fuori delle carte e dei documenti custoditi, I muri 
sono tutti di pietra; i pavimenli, i tramezzi, ì soffitti e gli 
scaffali sono dì ferro; le porte e i palchetti degli scaffali 
sono dì lavagna; e nonostante tutto ciò, vi è in permanenza 
una macchina da incendio. La Commission of Eecordut diriga 
i lavori (li illustrazione degli importantissimi documenti: od 
il Museo Britanuicn tnette in bella mostra le pregevoli col- 
lezioni che possietìe, ricco com'è di autograil e manoscritti 
fra i quali ne figurano alcuni , importantissimi di ìUustri 
Italiani. 

Il Lupi, nell'articolo sopra citate», ci fa conoscere rinle* 



(1^ In questo archivio conservasi una lapide ove è scritto il 
trattato di pace e la lega concordata fra le città di Magnesia e 
di Sndrne, in favore di Selenco Callinico, re di Siria e di Babi- 
lonia. — MafTei. Storia Diplomatica. 

(2) Paoli Cesare. Programma scolastico di Paleografia latina e 
di Diplomalìca. 



Archivi esteH. 183 



ressante disposizione data ai documenti nvil Museo Britan- 
nioo, il quale è diviso come appresso : 

l.« — Autografi di personaggi illustri inglesi e forestieri, 
come Lutero, Calvino, Tommaso Mooro, Bacone, Nc^wton, 
Ariosto, Rubens, Galileo, Leibnifg, Bacine, Moliòn^, Voltaire, 
Pifl, Washington, Franklin, Byron, Nelson ecc.; altri di 
sovrani inglesi, e poi di Sovrani forestieri e tutti jxt ordine 
di tempo; altri confusi di personaggi celebri e di principi 
come: Shakspeare, Milton, Federico II di Prussia, Tasso, 
Rousseau, Scott, Macalay, ecc. 

2." — Carte originali di cui la più antica risale al 692 
o 693; 

3.® — Manoscritti orientali ; 

4." — Codici con Miniature ; 

5." — Autografi e codici miniati di recente acquisto, 
cioè dal 1868 al 1873 ; 

6.» Manoscritti biblici ; 

7.«» Papiri (fra i quali è primo uno scritto a Ravcjuna 
nel 572, acquistato neUa libreria Pinelli il 1789) e altre carte 
originali e in facsimile fotografico ; 

8.0 — Fotografie di pitture cavate dai manoscritti o. dalle 
carte; 

9.* Collezione di 266 sigilli, divisa in serie, cioè: sovrani 
inglesi, dignitari, ecclesiastici, abati e abbazie, si«j;nori, si- 
gnore; dal secolo XI al XIX. Le prime due serie sola- 
mente sono ordinate cronologicamente». 

L'importanza degli archivi inglesi e francesi non fa d'uopo 
rilevarla. E' da augurarsi che le cure poste da quelle na- 
zioni per la custodia delle memorie stoiicluì venga imitata 
da qualunque governo che senta e ne riconosca la impor- 
tanza. È oggi dovere di Stato la organizzazione degli archivi 
corrispondente alle esigenze dei tempi; esigenze che vanno 
crescendo ogni giorno piii e per il moltiplicarsi della ma- 
teria e per lo sviluppo degli studi. 



1 



J 



PARTE SECONDA 




\ 



CAPITOLO I. 
Archivisti. 



Presso i Greci, che ci furono niaoslri iiollo Icttcrco iidla 
civiltà, gli archivisti venivano scolti fra gli uomini più ca- 
paci e distinti: la carica di maestro degli archivi vcnuo 
elevata, in Grecia, al grado di dignità e tenuta in grandis- 
sima considerazione. Kd in Roma il grado di terzo digni- 
tario, dopo il papa, lo av(»va il Preside del Collegio <l(^gli 
Scriniari (1), i quaii godevano fama di magistrati dottissimi : 
gli scriiiari, erano gli arcliivisti del Vaticano ed avevano 
perciò rincarico di custodire gli arcliivi, dirigerne Tordina- 
mento e la formazione degli indici e cataloghi ; ad essi 
venne pure affidata la revisione delle bolle pontiticie. Nell(» 
chiese e nei monasteri, la carica di arcìiivista veniva con- 
ferita solo a chi mostrava vasta coltura e somma erudizione. 

Nelle repubbliche italiane, come nelle Corti dei principi, 
rappresentavano la carica di fiducia ed una delle primarie 
dignità, (2). 



(1) Gli uffiziali impiegati negli archivi furono chiamati con 
diversi nomi, a seconda dei tempi: gramatofilncj, cartofìlacj, 
cartolai^, antiquarj, arcliivisti o archi varj, registratori e molti 
altri. — Fumagalli. Delle Istitiizioiii Diplomatiche. — In Italia, 
nel medio evo, li chiamavano Chiavari, perchè erano investiti 
della carica mediante una cerimonia, nella quale venivano loro 
consegnate le chiavi dell'archivio. 

(2) Presso i Padovani, per la legge del 1275, gli archivisti del 
comune dovevano essere cinque e venivano scelti nel modo 
seguente : il giudice più reputato per lettere, un cittadino ido- 
neo alla^carica di procuratore del Comune (jxWot^l \xtì^ ^^?\^ 
più elevate) ed i 3 più. sapienti notai. — Gi\ot\«i. PaXeo^xa^a, 



Oapiiolo J. 



Abbiaiun gih veduto di quali* autorità siano stali w*inpr«<^ 
rivestiti gli aR^liiristi dai ic*rapi più antichi lino ai gic^mi^, 
nostri presso i Conti n Diji'lii ili Suvoia-j o come h autonlA « 
loro Ueriva8SH? dalla saggt^zm mn la cjualf? t-ustotiivatio i tlt^ l 
cn meli li dm Priiicipi o dello Stalo, nouL^hè dalia ^^reU^tm 1 
di cui sapevano circondarsi. ^ 

Fod cittì, prmlenza e se^ritl<?zza, sono le priacipaLì quali tst 
dell'archivista : non vi è tesoro pili prezioso di nn deptifiìtó 
(li scritti! re, antiche o nooderne che siano, tesoro cho non 
può essere affidato ad un uomo la dì cui probità f^ capacità 
non siano generalnieato riconoseinte. Il fatto si^^sso, adusì- 
qiic, di *^sa«*re cuslo"' ùentì dì documenti, genera 

nel funzionario al qw jstodia ò affidata, fiducia, 

autorità e respoueabf* ìon sabili là e fldtjcia ven- 

gono diminuite pel fi ■nmenti sono amnnnìatra- 

tivi e morìcrni, iJi:nci ili non menoma la loro 

importanza, in quan sni documenti ammini-. 

slrativi riposano Vm ato it la fortuna dei cU- 1 

ladini; non bisogna io il ftiozìoiiario, oltre al 

dovere di salvaguarda 'cU%\ ni minisi l'azione, ha ] 

puro quelle di tutelari^ ^n iJLiitriHSMji degli amministrati* E ' 
colui al quale viene alfldato rarchiviodi uit uflìcio o, compj 
suol dirsi, un archivio vivo, non è per questo eson^^i'ato dal- 
Tobbligo di una rigoi'osa sorveglianza, né ha minore re-] 
S[iosìsabilità di quello che custodisce un archivio storicxp. 

L'archivista trova la sua mgion dVssere nr4la necf^saità ' 
dì consejTare i documenti tjou ordine ed ìtl mmia da agf^ 
volare le ricerche : ogli adunque altro non è che il conser- 
vato fé d(n ^i^n^^i ricoMi del paese, Fuso o ruiilizzazitjne 
dei quali pun aver luogo In rapporto a questioni d'interesse 
df4Io Slato e di particolari, o in rapporto a delle questioni 
sirKintìfìclie. 

L'uso al quale i documenti sono destinati determina la 
spwin dt'IFsiriiiivìo e dell'archivista: quando seiTono alla 
t rat taccio IH* di altari ed a tutela dì diritti ed interessi dt^lo 
Stato o di'! privati, Funo e l'alt m, soito amìiìinùfmfivi: 
quando invece servono a scopi scientiflci, prendono il carat- 
tere storico. 

T>e (hio carrien» sono molto differenti, ed i titoli di studio 
elle si ricliicdono per entrare negli archivi di Stato, o sto- 
rici, sono di gran lunga superiori a quelli richiesti per gli ar- 
cJjjvj ainjììiiìistraiivi. 



Archivisti. 189 



Nelle pubbliche Amministrazioni, la 3* (aiogoria d'im- 
piegati fu creata allo scopo prccipno di disiinix'gnarc lo 
mansioni di ordine, cioè : regi at rat ura, arcliivio o fopia. 
Queste attribuzioni furono ria(Tbato ad una fat(*j;oria six»- 
dale come quelle por lo quali, fu dichiarato, non ossero 
necessaria una vasta coltura, nò cognizioni od atlitndini 
speciali. Difalti per Tammisaiono alla carriera (rordin(^ si 
richiedo (quando si ricliiedcO la licenza ii:innasialo o nor- 
male, ed a preferenza i)or alcun(» amministrazioni, (pn'lla 
dalla scuola UKjnica. AvvifMie pcM'ò cln», allorquando rini- 
piego è stato ottenuto, la gonoralit{\ abbandona completa- 
mente gli studi e trascura qualsiasi altra istruzione com- 
plementare e speciale, contentandosi di acquistane quella 
poca pratica che il lavoro giornaliero gli procura, ("osi ac- 
cade che un giovane impiegato assumo il suo ullìcio con 
una coltura generalo moiiosta, ma sulficient(s o giunge a 
metà della sua carriera quasi dimcnitic-o di ogni buona od 
utile cognizione : ed al monuMito di dover dar(^ prova d(»lla 
sua capacità ed istruzione porlV^zionatce dagli anni e dalla 
pratica, vede con sgomento api)rossimarsi il giorno cln» dovnY 
cimentarsi agli esami por la promozione ad ar(diivista. Per- 
chè ciò? Perchè ciascuno s'illud(» che il disbrigo del lavoro 
giornalierb, macchinalo, spensierato, os(»guito in nllioio sotto 
la direzione doirarchivista sia una i)roparazion(» pratica 
sufficiente: esso invoco non fa acquistare lo cognizioni ne- 
cessarie per assumere» la direziono di un archivio ; non fa 
conoscere se non il modesto congegno di una parte di la- 
voro, 0, tutt^al più, e molto supoi-flcialmonto quel tanto che 
è necessario per il funzionamento nn^ccanico d(>irarchivio : 
non ag^unge cognizione alcuna sull'importanza doirufllcio 
e del lavoro, e di conseguenza, sulla necessità di cono- 
sceme le latebre e saperle toccare e svolgere e far muo- 
vere a beneficio doiramministratore e dogli amministrati. 

Il lavoro giornaliero, anclie S(ì praticato per molti anni, 
non è sufficiente a formare un buon archivista. 

La maggior parte di coloro che intraprendono la carricM-a, 
non hanno cognizione esatta di ciò che è una pubblica 
amministrazione, di ciò elio è un archivio: ed amministra- 
zione ed archivio imparano a conoscere praticamente» o lihii- 
tatamente a quanto si svolge sotto i loro owilvv. Xv^^'^wwci 
poi 8i domanda se ha, inclina/Aoue oi\ a.VV.\\.wvVw\v^ ^>èv-v:Vo\v> 



190 Cùgfi$aóL ■'■ ' * "* 

per rarchivio. Perohèt Fone perdhò in qneiti vfltoi il' Ur 
voro è più moyimeiìtato o perohò presenta, al nofrizio» ddle 
diffìcoltà che non riesce a risolTere' o penshè non néBoe a 
scorgere in esso il mezzo, pur tanto ambito ómfjtL impiegati, 
di farsi stimare ed apprezzare t Molti, interrogati su questi 
perchè, hanno risposto: il lavoro di atohÌTÌo ò Iktìooeo e 
dai superiori non è apprezzato al suo giusto valoro. Eìooo 
in qual concetto sono tenuti gli arohìTlsti neUe amministra* 
zioni ! 

Il lavoro è faticoso quando alla quantità dei dooomenti 
custoditi non corrisponde il numero degli impiegati neces- 
sari ad eseguirlo giornalmente e manca la indispenntbile 
ampiezza e comodità di locali ; non è apprezzato, quando il 
funzionamento meccanico ed intellettuale non corrisponde 
all'esigenze del servizio. Per corrispondere all'esigenze del 
servizio è necessario che rarchivio sia bene organizzato» 
abbia le rubriche ed i registri principali ed aumliari, ohe 
occorrono per la sicura e pronta ricerca dei documenti^ e 
che il lavoro proceda giornalmente con quella puntualità, 
precisione ed oculatezza indispensabili a renderlo perfetto; 
In un archivio imperfettamente organizzato, il lavoro si qua- 
druplica ; la mancanza o scarsezza di rubriche e registri 
ausiliari rendono incerte le ricerche ; la trascuratezza nel 
lavoro, rende il lavoro stesso doppiamente faticoso. Questi 
inconvenienti possono derivare da tre cause : ristrettezza 
di locali, insufficienza di personale, incapacità nell'archi- 
vista. 

Il rimuovere le prime due cause spetta ai Capi d'Ufficio 
ai quali il buon andamento dell'archivio deve stare a cuore, 
poiché alla maggiore o minore perfezione di esso è strettar 
moni e connesso il funzionamento amministrativo dell'ufficio 
clic dirigono : la terza, riguarda personalmente chi ricopre 
il grado ed ha assunto la responsabilità della carica. 

È indubitato che il lavoro quotidiano dell'archivio non è 
cosa facile e richiede attitudini speciali : ad esso non può 
dedicarsi chi non abbia avuto cura di perfezionare le pro- 
prie coj^nizioni con lunghi e costanti studi, adatti a prepa- 
rarlo ad assumere coscientemente le responsabilità dell' uf- 
llcio. 1 fnitii d(»l suo lavoro (lavoro di molta fatica), non può 
v(Hlerli egli stesso, poiché la vita umana é appena baste- 
voìr a(ì agevolare Tope^ra di coloro che seguono ; i CLuali, a 



Archimsti, 191 



Imo volta, renderanno palesi i t^'sori nas(^osiì ucììo ììì-ao o 
neg^ soaffali, sbarazzandoli di quanto vi è d^iii^t-oinhrantc 
e tacendo rlTelare nei più minuti particolari la vita intima 
del popdo. Ecco la ragione d'essore doirarfliivista: la stionza 
e la storia attendono da lui lo fonti di nuove o più ^.lorioso 
dìspute, la conservazione degli usi dol popolo o i\oì fatti 
salienti della vita dello Stato o doi privati. Ai posteri Vani uà 
sentenza; A noi la scrupolosa e paziente consei*vazion(M lolle 
scritture, ordinate ed elencate per modo da nMidcn-ne ut ih» 
la consultazione non solo oggi, per la trattazione giorna- 
liera ed affrettata delle praticlie d'ufticio, ma anche do- 
mani, allorquando iposteri le consulteranno a scopo scien- 
tifico. Ogni documento rappresenta, pcT ravv(?nire, un 
frammento di storia e la dispersione di(»sso, oltretrh(Mvss(»re 
uA danno materiale presente, lascia un vuoto (i fa pr^derc^ 
la traccia di un fatto, di un pensiero, di un atto che, col 
tempo, può essere necessario alfesame critico per ricostruirò 
la storia dei nostri giorni. 

La storia, a similitudine della Sibilla ('umana, lia scritti 
i suoi responsi sparsamente, su tante» foglie che il turbine 
d^gli anni e degli avvenimenti spesso sparpaglia: gli archi- 
visti, vigili custodi di questo foglie, devono impedirne la 
dispersione perchè lo storico che esaminerà i documenti da 
lui conservati, trovi facili tracce a' suoi studi e Todicrna 
amministrazione la guida sicura per la trattazione^ de<^li 
affari. 

Colui che ha un simile incarico, non pu^> non essere t(v 
nuto ili considerazione ; colui che un simile incarico disun- 
pegna con fedeltà ed intelligenza, non può essere privo di 
autorità; colui il quale ha in mano ambe le chiavi del 
cuore dello Stato, cioè ramministi*azione e la storia, non 
può non esercitare ascendente, quando coscientemente e sag- 
g:iamente dirige il lavoro (di archivio) al fine cui è desti- 
luito. E per ciò fare, con la capacità necessaria all'impor- 
tanza storica ed amministrativa della carica, all'archivista 
occorrono cognizioni non dimenticate e meno modeste di 
quelle che si acquistano sui banchi delle scuole. Lo studio 
del diritto amministrativo e costituzionale s'impone a coloro 
che vogliono seguire con successo la carriera, al pari di 
quello della storia e della geografia; ma la atteuLiouo. &^(ìr 
tààle dello studioso deve essere rivolta aWe V*%^\ci\\v\a.wuA\- 



l9lt ^^^^^f Capiiolo I, 

tali or^nìcìie dello Statò ed alia dìTÌsione doltc oompetenze 
fra ì vari uflìd. Vi è poi ano studio assoltitarnotiti;^ quoto 
e pur taido iiwt'ssario pf^r colui olif g'iiitore ^ga, air u Mi e io 
(o porta amore all*archÌTio), voglio direloirtudSodall^jLBCBBh 
visTioA, al quale deve con costanza dedioani obiunqoe 
aspiri a percorrere tale carriera e TOfl^*riooprìi:e ed eaer- 
citare il grado con Tautorità necessaria. CoA prepaxato^ il 
funzionano può con serena coscienza rendersi responsàbile 
dol suo ufficio, perchè saprà ben superare tutte le difllodtà. 
Per la lunga pratica e gli studi ai quali si sarà dedìoalo 
acquisterà passione e temperanza, sapere e modestia ; qnar 
lità difficili a possedersi bene equilibrato, ma die pur sono 
le risultanze logiche della costanza nel paziente lavoro ohe 
avrà assorbito tutte le sue cure. 

11 lavoro giornaliero deirarchivista ha molte spine è poche 
ros(^ ma appunto per questo egjà deve porre ogni onranel 
troncare le spine con ferrea volontà senza lasciarsi vinoere 
dallo contrarietà, e far germogliare le rose* anche là dove 
agli stessi più esperti coltivatori può sembrare impossìbile la ' 
loro fioritura. 

Por arrivare a questi risultati è necessario che colui il 
quale assume la direzione di un archivio abbia piena ed 
intiera la conoscenza degli affari trattati dall'ufficio al quale 
Tarcliivio è destinato; e sappia impiantarvi un adattato me- 
todo di registrazione e custodia delle carte. La buona e as- 
sestata conservazione delle carte, dipende esclusivamente da 
chi dirige Tarchivio. L'abilità e la capacità degli Impiegati 
subalterni possono essere un coefficiente che, saggiamente 
adoixnato, facilita l'opera dell'archivista e la rende più si- 
cura o pfTfetla ; ma non da essi dipende la buona tenuta 
o Tosatto funzionamento dell'ufficio, perchè le attribuzioni 
(loi suljaltorni sono quasi esclusivamente materiali. È Tar- 
chi vista che deve formarsi la conoscenza esatta degli affari 
destinati ad essere custoditi nel suo deposito, e deve anche 
saper j>iudicare equamente la forza di capacità, intelligenza 
(h\ attitudine» di ciascun impiegato, per poter distribuire 
il lavoro por modo da ottenere ordine, speditezza e cor- 
rettezza. 

P<M- la ripartizione degli affari e delle carte in titoli, classi 
o sottoclassi, Tarcliivista piuttosto cIkì incorrere in errore, 
(ìf^yr cljJodfM-o l'aiuto d(»l Capo dell'Uffifio pel quale custo- 



Archivisti. 193 



difloe gli atti. Ma talo aiuto dov'ossero un ausilio oo(*'Ozio- 
vle che non lo esonera dairobbligo di loggore ed osaiiii- 
re attentamente le cartai (j studiare gli all'ari, non jx'r ri- 
aolrerli o giudicarne la trattazione, ma poriuettorsi in grado 
di pronunciarsi con sicurezza sullo carati or isticho olio pr*»- 
Kntano sotto Taspetto arcliivistico o p<»r conoscerne» i !<»- 
Suni, le ramificazioni e le particolarità tutte por modo da 
potere, ad ogni richiesta, raggruppare i fascicoli derivati, 
tnche se collocati in altri titoli o classi e rispondere cosi a tutte 
le esigenze del servizio. 

Stabilita la divisione e suddivisione delle materie e for- 
mato il titolarlo, Tarchivista non ha che da attonf^nisi 
scrupolosamente e curare elio (»s3o non subisca varianti o 
sia reso il più possibile costante. Le variazioni ai titolari 
sono sempre dannose perchè possono facilmente^ accadeu-o 
sbagli di classifica o dimenticanze di richiami od annota- 
zioni ohe procurano perdite di tempo por la ricorca dolh» 
carte negli anni anteriori. 

È un fatto innegabile clie ogni cambiamento prodotto in 
una forza qualsiasi, si ripercuoto immodiatamcMito su tutto 
Torganismo di esso, alterandone in tutto od in parto lo. 
funzioni, secondo che più o meno forte è la natura del raj)- 
porto fra razione e la cosa. 

Questo fenomeno che por la sua gonoralitA si può din' 
appartenga a tutti i luoghi od a tutti i tempi, ò il risultato 
dei rapporti reali e necessari, e si applica non solo ai fatti 
naturali, ma anche e forse più pariicolar monto allo istituzioni 
umane. 

Egli è perciò che quando un mutamento qualunque av- 
viene, massime se di qualclio importanza, non lascia di 
esercitare la sua influenza sull'organismo intoro, i)oicliè 
redifloio ha, e deve necessariamente avere, tale armonica 
struttura nelle diverse parti di cui componessi, che o};ni 
maggiore o diverso movimento dato ad alcuna di esso, non 
può a meno di non riflettersi nello altre, disturbandoiM» il 
congegno : avviene perciò elio si rondo impossibile» la ri- 
forma di un organo di qualche importanza seMi/a la ri forma 
di quello analogo ed attinente. So così è, o ne»ce»ssità di va- 
riazioni si manifestano nel titolarlo di archivio, lineaste va- 
riazioni devono spostare il meno possibile \\. \j,\^ «^^oNàKvVv^ v>^ 
per quanto sia. c?onciiiabilo col già. ^aUo, a.^^ww\j,v^.>c^ ^v>vcv- 

Taddeì. \^ 



PARTE SECONDA 



196 



Capitolo 



L*rifìfìoio t , archivio non è lnO|^o di riposo i esso è. quasi 
direi, un t5a nyo chiuso entro il quale generak^ ed uffiziali 
devono far xjuorore &} agire, beni? allinealij una serie in- 
flniki di d lunu^iiti, s^rnpi-e ordinati e sempre pronti ad 
essere pasf i iji rivista e prt^entati M»nza ter j?i versa xioni 
od incertez/.e : e s** un documento esce dalle file, ti ori deve 
lasciare il ruoto, ma il suo posto sarà immedìatamoute oc- 
cupato flalle indieaaioiii del come ne è uscito, ed a chi è 
stato inviato. E T archivi sta, sempre vigile e attento, servo 
glierà questo campo di lavoro acciò nessun movimento av- 
venga so non 001 " " irdine e quaUa calma ne- 
cessari atl otteneif? iìtezza. 




i 



CAPITOLO II. 
Ordinamento amministrativo dello Stato. 

Preliminari. 

Nello svolgersi giornaliero (1(j1 lavoro, rarc-liivista si trova 
oontinuamentc alle preso con questioni di competenza cliN»- 
gU, nell'interesse dei e-itt-adini (» dello Stato, iìovi^ pronta- 
mente risolvere : per far ciò lia bisoj^no di conoscere a per- 
fezione l'organamento amministrativo dello Stato. 11 rapido 
sguardo dato airorganismo del governo del Pi(Mnont(% l)as<^ 
e fondamento di quello attuale, ci pone in grado di meglio 
conoscere l'evoluzione che il succ(Hlersi delira teorie» nuove» 
ha portato nell'Amministrazione. 

Ed il confronto non potrà cIk» riuscir vantaggioso, poiché 
farà meglio apprezzare il meccanismo attuale della pubblica 
amministrazione. 

E qui dovremmo add(Mitrarci nelle teorie del diritto costi- 
tuzionale e amministrativo, ma siccome questo lavoro ò li- 
mitato all' arcliivistica, e non sarebbe possibile» (KH!uparsi 
delle altre materie» di coltura geneM-ale o speciah» che» fanne), 
generalmente, parte dei programmi per gli essami d'are'lii- 
visti, senza uscir fuori dai moelesti limiti pre»fissici, ce)sì 
esamineremo rordinamento amministrative) dello Stato sotto 
Taspetto pratico, vale a elire il veramente utile» a sapersi 
perchè l'archivista possa disimpegnare con savie»zza il sue) 
ufficio 

Lo Stato non 'è che la stessa società politica organizzala 
in un determinato modo e vivente in una determinata 
estensione di territorio : esplica la sua axvow^ ^ Y^"^vè>aA\%v> 



]98 Capitolo VI. 



il suo flnp, he è quello della tiilflla iU*ll*orcliiio o lieiraiiilo 
oosUriU^ ed iffioiei» aUo avolf^imentti iiiteQettuale, iìàioo ed 
*x5oiioinÌGo di la società, val^Midosi dei jiùteri (."Vie ix tal tìiif^ 
^li furono I u filili. 

lì poterei non è altro die il diritto a dìrigtTe, cioè [a 
autorità e, nei im^desifljo tt.Huiwj la forza ^ iioè il mezzo 
pel quale 1 itoritA si osércria. 

Lo Stato aliano è póUticamf^ile costituito con la lornia 
di goT^crno [ooarehitso-costittizioMalo , pcrcii% il poterò !io- 
vnino è sta ì domandalo dalla Nazioiir, per mexKO dei ple- 
bìsdti, al Rty' ^' — *"^'^ -^xn*... — /.'"o^ alle Camere ed ai Mi* 
nistri. 

Il potere al leeidra nel Re, il quale 

come Capo Su^4<^ui de di altniue prerogative 

che lo melfouo, ilie. della lotta dei partili po- 

litici ed al di sopra tuto ne^li arlieolì dal 4 

al fS formula una i jsioni allo ìH.'opo di assi- 

curare la stabilità ti i queste disposìzioui sono 

L^onosciutp sotto il f_ aflre della Cormnt. 

ti [potere govornativ,^ ., .o^i . ^ ei* delegazioni* fatta dai 

cittadini, ad filtri cittadiai die iii lai modo ne veogono hi- 
vegliti i^ rm responsabili a norma dello Statuto; il potere 
^nvf'rnaliro ^i divizie in legMatwOj esemtiro e giudlùarm. 

\ì ledisi ilivo e eseixntaito eollettiìramente dal Re e dalle 
Jiif^ Camere : il Senato r quella dei D^^fìutali (1). 

Il potere esecutivo, cioè quello che provvede all'esf?€ii- 
xioiie deHe leggi, è esercitato flai Ministri con a eapo 
il Re, 

11 pot^^re giudiziario, concorre col pot4»re esecutivo alla 
EiHnazienn delle leg^i, rimovendo gli eslacoli che possono 
MsstÉM?* Ì!ic[>Mtrali m'Ita loro applicazione, per Top posi zione 
Aw* ì si nipoti filiadini pronntovono i|uando dalle legj^i, riten- 
L^oiio ]\':Aì \ loro preeedenli fondali ed acquii?tUii diritti (giu- 
T^wihì rivih') ; ed a punire le viola^ioTU di legge (^dustizia 
ln^nalr}. QUf^rilo poioi'i' virni' alFidalo dallo Stato a fnn/Joiiart 
speeiali ehi* In ('.ii'reilano in nonip d<d U<\ <■ Rono ^aranliti 
dalla inaiiH)vil)ilità, allo S(!opo di rendere la Magistratura 
iiidij)eiid<Mit(' e non sospetta di piegarsi a pressioni che tal^ 



(1) Art. 3 dello Stalulo. 



Ordinamento am ministrativo dello Stato. 199 



volta potn^bboro corcare di osorcitan» sopra di lei gli altri 
poteri pubblici ed i partiti politici (1). 

Ministri e Consiglio dei Ministri. 

I Ministri, 8Ìngolarin(Mit(» j)rosi, possono cx)nsi(l(Tarsi vcnuo 
ì delegati deirAntoritA, Sovrana n(^ir(\sf»r('izio del poteiv ese- 
cutivo, posti alla dirozion(» suprema delle Aziend(^ governa- 
tivo che furono loro assc^gnate al momento della coslilu- 
zione del Gabinetto (2): colletlivam<Mite invecie, rappr(»sen1ano 
il partito politico parlannnitare pn^valente e costituiscono 
quel Consesso politico di prim' ordine conosciuto sotto il 
nomedi Gabinetto o Consiglio de* Ministri o, semplicemente, 
Ministero (3) ; il Capo del (ìal)ineito, si chiama Presidenlc 
del Consiglio. 

II President(» del (Consiglio dei Ministri è il Notaio della 
Corona ed (esercita h^ funzioni di Segretario (N^U'Ordiiie Su- 
premo deirAnnunziata (4). Le principali sue attribuzioni 
vengono determinal<' dal reah» decreto 25 agosto 187<), nu- 
mero 3289, (^ sono: 

rappresenlan» il (labinetto e mantenen^ runiformità \uA- 
rindirizzo politico (mI amministrativo di tutti i Ministri: 

curare il mantenimento degli imp<^gni presi dal (^labi- 
netto nelh» sue relazioni col l*arlamento : 

chiedere conto ai singoli Ministri d(»iresecuzione delle 



(1) Articoli dal 68 al 73 dello Statuto. 

(2) I Ministri possono essere con portafoglio o senza portafo- 
glio, cioè senza incarico speciale ncIT amministrazione gover- 
nativa, ma solo per averne il loro utile concorso nelle delil)e- 
razioni del Consiglio dei Ministri. 

(3) La ragione teorica 'deil' Istituto del Consiglio dei Ministri, 
dice l'Orlando, s'intende facilmente: se i singoli Ministri sono 
capi e direttori supremi dei sin«;oli rami in cui si diviiie l'at- 
tività dello Stato, era tuttavia necessario ordinare una maniera 
con cui anche fra queste grandi divisioni si ristabilisse l'unità. 
Questa unilii, dal punto di vista formale, si trova nel (.apo 
dello Stato, dal punto di- vista della pratica amministrativa, si 
trova nel Consiglio dei Ministri. 

(4) Con R. Decreto 7 aprile 1889, furono assegnate al Presi- 
dente del Consiglio queste attribuzioni, clie dalla Carla Reale 
del 3 giugno 1869, erano affidate al Minislro de%\v M^axv^.-sXexv 



200 




prese dsà Consiglio, <ì e^ratmimzionc prt?ventiva 
DÙnii5tmiivi ohe imporiano «tm spoBa straonti- 
'ginnù Vindìrìzm geiic^ral(* del governo ; 
col Miiiìi^tro tÌ(*Rli Atrarì Esteri sulle noti} e 
i ilipl<niia.ticbf* da lui rici'Vute e stabilire eon 
'^ getierale della politica del g{)Terno nd suoi 
ti? Potenze esterna 

ìiAte ì tN^'reti Reali di liornina dei Miidatri e 

tosegreUri di Stato e ricoven? ìt giuramento di 

pnmìk cIk* [irt^ndano possesso deli*uflieio al 



delibera^u 
degli atti 
nana, o i 

conft 
comunicj 
esso rinc 
rapporti oo 

contrc 
quelli dei 
questi ultii* 
quale furor 
Il Presidt 
diritto di ri 
siglio quali; 
articoli, sul 
zione del C 

Gli affari u* * 
i quali è neces^ 

tutte le qut^_ 
strazione ; 

i progetti legislativi da presetjtarsi alle Cumere ; 

i trattati e la loro int(?rprelazìonfì ; 

i decreti organici; 

Io questioni di diritto internaxiotìiile ; 

i conflitti ministeriali di attribuzioni fra i ?ari Ministeri 
e rAutorità giudiziaria o animi n istruii va ; 

lo relazioni fra lo 8tato e U^ digrjità ecdesiastielie ; 

lo nomine dei Senatori, dei Consiglieri della Corto dei 
Conti o del Consiglio di Sialo, od in generale dì tutti gli 
alti funzionari doùo Stato aia pf^r raninii ni stranio ne civile, 
(•h(^ por la militare e la giudiziaria j 

Io dimissioni, \ coUocanienti a riposo o la desiìtu^ione 
di tutti quoi funzionari por la nomina ilei quali occcirro U 
doliboraziono del CoriaigUo dei Mìinslri (I); 



rlinÌ!$tri ha, inoltre, il di- 

i alla dist;u^sÌone del Cnn- 

i eotnpre-so nei precedenlì 

provocar*» una ddiòf^ra- 

tsiglin dd Ministri e per 

erazione, sono : 

bbUfiO e di alta ammini- 



(1) Eccezione fatta per i Consiglieri della Corte dei Conti, i 
qnali non possono essere collocati a riposo, né revocati se non 
sopra parere di una Commissione speciale composta dei Pre- 
sidenti e Vice-Presidenti del Senato e della Camera dei De- 
pulalì. 



Ordinamento amministrativo dello Stato. 201 

le petizioni ohe dal Parlamonto vongono inviato al 
GoDBiglio; 

tatti gli af&ri e regolamenti por i quali il Ministro com- 
petente» non credo uniformarsi al parere iìoì C.onsiglio di 
Stftto; 

le rìfloluzioni dei ricorsi fatti al Re, a' termini df^ia 
sol Consiglio di Stato ; 

i decreti da registrarsi con riserva dalla Corto dei Conti : 

le domande di estradizione da farsi ai governi esteri (> 
qudle rioeruteda essi. 

Le adunanze del Consiglio possono aver luogo anwho sotto 
la presidenza del Re. 

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha un uiììcio di 
Segreteria, le mansioni del quale sono detorminato dal Re- 
golamento approvato col r(»al(» discreto 4 S(^tt(Miibr<^ 1887 
n. 4996 ; ed un archivio proprio : quando cumula hi carica 
di Bfinistro con portafoglio, ruflìcio della Presidenza ed il 
relativo archivio, divengono, g<'neralment(», una cosa sola 
con Tufficio e l'archivio di Gabinc^tto d(»l Ministero del ([uale 
il Presidente del Consiglio è titolare. 

* Pubblici Uffici. 

Lo Stato si divide in Provincn*^ e Comuni, i quali l'ormano 
tanti centri d'interessi locali che, allarganilo via via la ctu- 
chia di loro attività, finiscono col costituire la Xazionc, os- 
sia la riunione di tutti quegli individui cIk» appartencnido 
alla medesima razza, parlano la medesima lìngua e vivono 
entro gli stessi confini t(»rritoriali, aventi perciò gli stessi 
interessi generali. La difesa di questi interessi, il bcMiessen» 
pubblico, ed il progresso scientifico ed economico d(4la so- 
cietà, implica un'azione amministrativa del governo. 

Quest'azione si esplica a mc^zzo di p(TSone fisiche e di 
persone morali, cioè dei pubblici utticiali e dei pubblici 
uffici (1). 



(1) Il pubblico ufficio è così definito dall' Orlando nel suo 
Diritlo Ani ministrati uo : " L'insieme d'incombenze che lo Stato 
affida ad una persona fisica al fine di adempiere ad una fun- 
zione allo Stato medesimo pertinente con fine pubblico^ cioè 
neil'iotej esse giuridico e sociale deUa coWeWVNWk ,. 




202 ^^^^gfiapitùlo II. 

I pubbli" iflloi «1 (lividOTio, a Iciro volt.%, hi nfBei dell^An 
ministrazic rcritralc?, cioò qiH^Ui drAitiriati alla, dirozioiìf* 
unica e 8u« nna (hn SPtvìzì jiiibbLicì, o^l uifid (ìeU^Aniiiìi- 
nistrazione cale. Hli ulficl deirAmniinislrazioiR^ lienlmlo 
estendono loro azìojif^ in fiitlf* le pareli dello Ht^to poi- 
mezzo del lutorìtfi amiiiifiis(ra(.iw» locali i abbiane c^jsì la 
ripartizione ruTÌloriile (1), la quale mvvo u, riunire gii in- 
teressi dell* popolazioni fHÌ a disiribnire nf*\h} vE^rie Io(ìalJl4 
gli agenti e hi ^fu-art^bin amiìiioiBirailva. t'ioè qui4la R^rit* 
di pubblici iliijìiili subordinali ^li uni aj^lì ajtrì, Ì finali 
esercitano o n^flmMiLftmi Vn-Aniu^ tit*{ poten* centrale {2}. 



(1) La ripi Igtirc nell'antìeo Plemonte^^ 
prima del li tsluui, Provincie, Manda- 
menti e Con. vano il Mnndamento ; più 
mandamenti, ìncie^ la Divisione. C^n la 
legge del 23 DstKiyui a qm jììo riguardo 
furono man :mtT.o 13G5 ed in qudla del 
10 febbraio slra^iontì Comunale e Pro- 
vinciale, lo óiHiu vlcic impali rov'iin h*, Circondari, Mi^a- 
damenti e Comuni. Ma " 1» |ji-*i%hiuni ed il gqmnne eosUlui- 
scono persone giuridtche avenLi una propria amministrazione 
locale e propri tini ammini<itrutlv] da raggi nngere, una propria 
rappresentanza e i\n pairiUìiìtiiù. Il circondario ed il mangia- 
mento non sono persotie giuridii^hc né Imnna fiknna animine 
slrazione locale: essi non rapprestmtano se non dei gradini 
nella suborditia/^oni! gerarcUìca degli ufiìci a ni min latrativi Jo- 
cali, ed anche ciò in itiversa manit-rn, in i|uanto a capn del 
circondario sta un ufiìcìo che. in suhordinadane ni capu della 
provincia, disìinpi.giia taluni alTari quale rappreseli Ionie del- 
i'aniniinistrazione ceidrale; nienlre II niamiamenlo non si può 
(lire neppure che abbia questa foi ma rudimental*^ di orgEiniz- 
/azione, quale sarebbe resl?<len/a di un capo dell' ordine am- 
niinistt-ativo : il niandamenld t', prrq>riamenle parlando, una 
circoscrizione ^iLidixiariEi, die in qualche caso t per certi ser- 
vizi (leterminiili {pt^r i^scmpìo la pnbblk'a sicuresrzav) ha inipor- 
lanza animini>.h"advii ^^ — Orlando. ÌHrìiln umitùnhlraiwo. 

(2) La (/eran'hitt, ilice rOrlaiuio^ è li lalo più caratteristici} 
dell' ordinamento moderno dei pubblici uffici. I/amministra- 
zione moderna suppone in gran parte la necessità di una sud- 
divisione continua ed indefìnita delle varie attribuzioni ai pub- 
blici uffici pertinenti. Vi è una suddivisione dipendente dal 
fatto della distribuzione territoriale degli uffici ; vi è una sud- 

(ii visione pel fatto stesso dell'ordinamento burocratico, per il 



Ordinamento amniivistrafivo lìello Stato. 20.3 



Consiglio di Stato. 

Il potere centralo è esorcitalo dai Ministri coadiuvati da 
Corpi consultivi gcnorali o speciali. Questi ('ollcgi di uomini 
tecnici, aggregati al Ministero allo scopo di ('(>nsip:lian' i 
Ministri negli altari piii iniporlanti, o per portane nn'cllìcncc 
coox^oraziono al disiuip<»gno dolio loro funzioni, possono es- 
sere temporanei o ponnanonti. 

Il pili importante Corpo consultivo pennanentf» dello Sialo 
e che abbraccia tutti i rilevanti all'ari delfain minisi razione 
è il Consiglio di Stato. Emette i)ai-eri e tbrniula proposte 
sui vari argomonti d'indo^» tecnica <^ le«;islativa clie «;li ven- 
gono sottoposti dal MinistcM'o, il <[nale, pur non (^ssfMido ob- 
bligato a seguirli, ne tiene il d(»l)ito conto nellr» sue delibe- 
razioni. 

Esso esisteva anche ai tempi df»«;li antichi Sovrani di Savoia 
col nome di Coìisilium ìiofùsaoìi residens^ ed era c()m[)osto 
dei rappresentanti le tre castt» della class(» diri«2:ente, cioè : 
nobili, magistrati ed eccl(\siastici (1). Questo ('onsiglio, in 
principio presieduto dal principe stesso, andò a poco a 
poco modificandosi. 11 Canc(»llier(» vho dapi)rima av<'va Tin- 
carico di sottoscriven» e sigillare i provv(MÌimenli (^ ^li ordini 
Sovrani, divenne poi la prima carica dello Stato ; presiedeva 
il Ck)nsiglio e rappres(Mitava la pi'rsona del ])rincipe. Nelle 
cerimonie aveva la procedcMiza sopra tutti j;li altri dignitari 



quale l'incarico è bensì affidato ad una persona sola, mn (luc- 
sta alla sua volta lo trnsnictle a^li uffici subordinati. SitTnlto 
sminuzzamento dei pubblici incarichi, reso sempre niai;giore 
nejfli Stati moderni, quanto maggiore i> il concentrameiito 
presso lo Slato di servizi molteplici, e più )*igorosanienle man- 
tenuta l'unità di direzioni^ ; un tale smiiuizzamtmto pi-odurrebl)c 
l'anarchia, se fra tutti gli uffici suddivisi non corresse un le- 
game, riconducente ad unità di criterio, di norma e d'indirizzo, 
l'azione di essi. Questo legame consiste appunto in un rapporto 
di gubordinazione per cui un pubblico ufficio da un altro di- 
pende, e cosi via via sino a risalire ad una suprema unità, 
unità cosi in rapporto alla suddivisione burocratica, come in 
rapporto alla suddivisione territoriale. Questi rapporti di su- 
bordinazione danno luogo alia nozione di gerarchia ammini- 
strativa. 
{1) Vedere Cap. X - Archivi Pìemonlesv. 



204 



Capitelo IX. 



e 8'mpA 
che, si éw. 
del prìnci 
recchio, f 
con cui (. 
dei suoi 

Quando 
radiealnieiii 
del 18 agoa 
persuuale i 

quell'alta n,«^if>*"* rtH» ""aÈo 
zionc^ ti uova k 

« Secondo qi 
zioni: ifUemo, 
nanza. 

Lo sessiojii 
senza del re 
delegato dal tl. 

I primi Segre 




pon^tderarln talmc^nte tiome il princip*? stea» 
di lui, (scrive il Gìuchenon) esaere rocichio 
;ol qualf guardava la faccia dello Stato ; ro- 
lli udiva U^ giierek^ dei sadditi; e la lìngua, 
rava ìa Ann. volontà e proiiunìiiava gli oracoli 

:?giio tf Italia li costituì, il Corisiglìo di Stato, 
nodificato ilal w Curio Aiborto coi rcalo editto 
1831, funzionava, mix st^nipre sotto Tintluenxa 
l' autorità ivgia e perciò Jioii rispondeva a 
iniovo diritto e la legista- 

tio si divìdeva in tre se- 
\d aflarl eeclesiajstiei, fi- 



^0» si teriovauo alla pre- 
i di un alto personaggio 
io di vit^e-p residente. 
juardasigiOÌ, previa auto- 
enìre alle adunanze del 



rizzazione del rt, pjb<TT<i.i<. . 

Consiglio di Stato, ma solamene; t-on voto cousultivo. 

Il Consiglio non deliberava in forma di decisione, ma di 
parere che serviva di base alle determi nazioni del re. 

Queste norme cantinuarono a regolare ristituto del Cron- 
sigiio di Stato nd regno di Sardegna, nonostante Tattua-^ 
zione del sistema costituzionali*, fino al 1859. 

Con legge SO otk^bre 18r»9 n. 3707 ai diede una nuova 
organizzazione: le s^»zioni che lo componeva] io, furono cosi 
ripartile : interni e finanze ; grazia e giitsiissia ed affari eo- 
desi asti ei ; co n tei i zio34:> anj ni inia t rati vo . 

Nel 18f>0, con rj*ale dt*creto 24 giugno n. 4133, fu costi- 
tuita presso il Consiglio di Stato una Commissione tempo- 
rali* a per lo isludio e la formazione dei progotti di legge. 

La riforma avvenne con la legge 20 marzo 1865 n. 2248. 
Questa legge fu inspirata alle condizioni rese necessarie dal 
nuovo ordinamento amministrativo del regno e consono ai 
principii adottati nelle leggi comunale e provinciale e sul 



(1) Clementinl Paolo. Della compelenza e dei procedimenti spe- 
c/a/i l'/t ordine alle leggi anìministraiive. 



f 



Ordinamento amministrativo dello Stato, 205 

CMitengioBO amministrativo, attesi i legami strettissimi e 
neoeflBarì di queste leggi col Consiglio di Stato. 

S*iii8pirava in gran parte al concptto dfilla legge del 1859, 
togliendovi quel tanto che non poteva andar d'ac(U)r(I<) coi 
principu che informarono le nuove; leggi amministrative». K 
ae andava a cessare la funzione contenziosa del Consiglio 
di Stato in virtù della legge sul Contenzioso amministrai ivo 
ohe aboliva i tribunali speciali amministrativi, allo stosso si 
mantenevano le attribuzioni della consulta in tntti i più 
svariati negozi e della preparazione debile leggi (» (hn voìiìì- 
lamenti (1). 

La le^e 31 marzo 1869 n. 5992, abolisce di nuovo il con- 
tenzioso amministrativo, distribuendone» le competenze fra 
la Giunta provinciale amministrativa ed il Consiglio di Stato, 
presso il quale si istituisce a tal uopo una IV S(»zion(» per 
la giustizia amministrativa. 

Cosi riordinato, il Consiglio di Stato si componr> : di un 
Presidente ; 4 presidenti di Sezione ; 32 consigli(»ri (2) ; 8 nv 
ferrendari ; un Segretario generale o 4 segretari di Sejzione. 
Giasouna Sezione è composta di un Presidente ed 8 Con 
signori. 

Le attribuzioni del Consiglio hanno carattere di considtivey 
costituzionali e giuHsdizionali. 

Le attribuzioni consultive che si trovano enumerate dagli 
artìcoli 10 e 11 della legge 31 marzo 1889, vengono eserci- 
tate collettivamente o separatamente, dalle prime tre sezioni 
ohe a tal^uopo si ripartiscono le competenze» del potcuN» oscv 
outivo: queste attribuzioni si possono distinguere in due 
categorie, cioè : 1° quelle esercitate su richiesta spontanea 
dei Ministri ; 2° quelle esercitate sopra ricliiesta dei Mini- 
stri obbligati per legge a sentire il parere del Consiglio di 
Stato. 



(1) Clementiiii Paolo. Opera citala. 

(2) I Presidenti ed i Consiglieri sono nominati per decreto 
reale su proposta del Ministro deirinterno e per deliberazione 
del Consiglio dei Ministri Essi sono inamovibili e non possono 
essere collocali a riposo, né sospesi dall' ufficio se non sopra 
proposta motivata dal Ministro deli' Interno, udito il Consiglio 
di Stato a Sezioni riunite e dopo deliberazione del Consiglio 
del Ministri. 




206 



I Minib [iossoiio richiedere il parere del Consiglio di i 
Stato, ogi lal volta lo iuN^<Jaiia opportuno e non sono ob- 
bligati ad ^npi^fisi : ma «juaiitJo il r^onsuUario è per essi 
obbligatori mrfbè inip-asto dada le^ge (1), i^umiiaiiflo il 
prowediir j i-he di qiifl parere è la eonapguenza, dr^vi^ 
esservi in a la formola i udito il parere del Vonììiglw 
di Stato, t;Ue ne lY^nde obbligatoria raceettazioiie per 
parte dei lislri, S<^ il parerf^ emesso dada Sezione «otn- 
petente, n soddisfa il Minisi ro, queaii ha d diritto di ri- 
chiedere ciic stri tui^di^ijno aftaiv il Consiglio sì proiiurizi in 
adunanza g "''-''^ " ..^^.^ ^t^^ì (jicsl, a Sexioni riunite i 
come pure è , o il dotnandare tìhe certi 

determinati ai i .* i d i&f iis5Ì a Hezion i ri uni ie. 

Le prime trt sono le aLLrìbuzioni con- 

sultive nel mo 

Sezione tri del MinSsl4?ro dell* In- 

terno e della y 

Sezione ii, irr i, per gii all'ari dei Mini- 

steri di Grazi?! e G rori Pubblici, delle Póste 

e Telegrafi e dogali r>.*^c,^* ws^iei. , 

Sezione III, Finanze, per gli affari dei Ministeri delle 
I^liianze, del Tesoro, doirÀgricolluraj Industria e Commercio, 
della Guerra *' della Marina. 

Le attribuzioni cosliluzioiiali vengono esercitate dal Con- 
siglio di Stato, mediante la partix'ipazione alla compìlassione 
dei progetti di legge ; quelita foUaboraiìione, che è una vera 
e propria funisione legialaiiva ò devoluta al Consiglio per 



(1) La legge stabilisce che il parere del Consiglio di Stalo 
deve essere richiesto: 

1° Sulla proposla di regolamenti generali di pnbblica am- 
inini«lra/ione ; 

2° Sulle domande di estradizione fatte dai governi stra- 
nieri, per conoscere se il governo richiedente ha veramente 
diriilo, in i'or/a dei trattati speciali, di domandare l'estradi- 
zione ; 

3.° Sulla esecuzione delle provvigioni ecclesiastiche; 

4.° Sui ricorsi latti al Re coulro la legittimità di provvedi- 
mcnli amministralivi sui quali siano esaurite le domande di 
ripara/ione in via gerarchica: oltre i casi nei quali il parere 
(/e/ Consiglio di Stato è richiesto per legfte. 



Ordinamento amministrativo dello Stato. 207 



r«rt. 10 della legge sopra citata o per l'art. 27 (1(4 K<»^()la- 
mento 17 ottobre 1889 u. r>515. 

Queste attribuzioni le abbiamo kì:\ vcdiilo ailìdatc al ('oii- 
Hglio di Stato col r.'^alo (I(>CL'(^t(> 24 ^iii<>;ii() ]S(>o, col (inalo si 
istituiva un'apposita GominissioiK» p(>r lo studio o la toriiia- 
done dei progetti di U^{j;g(\ K la in^oronza del (;oiisi<>lio iu 
materia legislativa, è più clui legittima poiclu'i ò ad osso af- 
fidata la compilaziom^ d<n regolaiiKMiti ({(Migrali \)(n' Tappli- 
oazione delle leggi, è dosso clu^ devo InlorpiN'taro ^iiisin- 
mente le leggi stesse p(4 caso di coutosta/ioni o con il il ti. 

Le attribuzioni giurisdizionali sono os('rcital(Mlalla 1\' Se- 
zione, per la giustizia amministr/diìia, la ([naie « non è 
un tribunale speciale od (Hicozionali», ma un istituto clu» 
rimane nella sfera del pot(n*(^ (»3f»culivo, da cui pi-cnd(» la 
materia e le persone cIk» j;li (h^vono dar vita : i". un corpo 
d^berante che il potenM^socutivo fornia con clomcnti scelti 
nel Buo seno affiiichò invi<>;ili i suoi atti e manten<>a la sua 
azione nei limiti della giustizia (1). » 

La IV Sezione pronuncia dellnitivanifMite sui ricorsi cln» 
le vengono presentati dal gov(»ruo o dai cittadini, per v<m-- 
tenze di sua giurisdizione (2). 

L'azione giurisdizialo di (Questa Seziont* p(»r i ricorsi (1«»- 
gl' impiegati, amministrativi ha una specnale importanza, 
perchè le sue sentonz(», come quelle di Tribunale Supremo, 
hanno effetto coercitivo e pongono Timpiegato al caso di far 
valere i propri diritti quando questi siano stati l(\si o mi- 
sconosciuti dalla Amniinistrazion(>. 

La legge 20 febbraio 18()5, alfart. 10 8taì)ilisc-e che il Con- 
siglio di Stato sia chiamato a pronunziarsi in via giurisdi- 
zionale : 

1." Sui conflitti cìie insorgono fra l'autoritù amministra- 
tiva e la giudiziaria. Questi conlltti possono (»ssere di due 
specie, positivi e negativi: sono positivi, quando U^ autorità 
litiganti si dichiarano ambedue (!onìpot(Miti a trattare di una 
data questione; negativi, quando si dichiarano incompet(Miti. 
Nel primo casf) il lionflitto d(»v<» sollevarlo il Pnjfetlo con 
suo decreto, sospendendo in tal modo ogni atto in corso 



(1) Clemeotini Paolo. Opera citata. 
(^ Orìando. Diritto Amnìinistrativo. 



208 

finché n 
nel seco] 
ricorso ; 
zione ; 

2.° Sì 
riguardan 
tive ai pi 

3.0 S 
cernenti v 
clesiastichc 
•lativi a qut 
questioni d 
abrogate, n 
state di coiu 




i intervenuto il parem del Consiglio di Stato; 
aso, le parti devono presentare esse eiosEe il 
iiistffo deir Interno per ottenerne la solu- 

i3oiitroversie fra lo Stato ed i suoi creditori, 
interpretazione dei contratti^ delle leggi rela- 
i e ài t| nelle sul debito pubblico ; 
jquestri di teioporalità, sui provvedimenti con- 
tribuzioni rispettive delle podestà civili M i:*{> 
gli atti provvisionali di m<imezm generale re- 
ì tutte le altre materia? e 
tggi sp?»GÌali nfin ancora 
del regno e clie fossero 
delle Consulte di Stato. 



^..^i : - j 11 ^ »^ ^-, 



) è collocato jn locali co- 
iato. Custodisce tutta la 
lai 1870 ad oggi (quella 
Ito). 
} chiaro di maniera che 



L'archivio 
modi ed asci^. 
corrispondenz? 
anteriore trovi 

Il suo organ<*i*i . 

resta facile apprezzarne il i^M-i^L^piiiogo m accaniamo. 

Vi è un uflìcio di Protocollo generale e di gpedizionej con 
la relativa rubrica ; da quest'ufficio gli alfa ri si distribui- 
scono alle varie Sezioni^ ciajsctina delle quali ha un archivio 
proprio con proi ocello e rubrica s pigiali. 

Gli affari non vengono classificati per materie, né in 
qualsiasi altro modo, ma aemplioemente protocollati t il nu- 
mero del protocollo è la loro classiflt^a ; con eaao s'iniziano, 
si svolgono e terminano gli affari, ed è sotto quel distintivo 
che si forma il fascicolo. Quando un aflare è stato dlscusao 



(1) La legge sullo guarentigie al rontefice ha portato delle 
modificazioni sulle attribuzioni in materia ecclesiastica. Con 
essa viene esclusa ogni ingerenza dello Stato negli atti deirau- 
torità ecclesiastica in materia spirituale e disciplinare, pur 
conservando lo exeqwitur ed il placet, e viene dicliiarata di 
spettan/.a della giurisdizione civile la cognizione degli efTetti 
giuridici d'ogni alto dell'autorità ecclesiastica: viene, con que- 
sta legge, dicliiarato di nessuQ effetto quclTatto dell'auto- 
rità eccicsiastica che fosse contrario alle leggi dello Stato ed 
a/ buon costume e soggetto alle leggi penali, se costituisce 
reafo. 



' Ordinamento amministrativo dello Stato, 



^édkt Sedoné, va a formare un solo inserto con i fascicoli 
itBgX attri affluri trattati nella medesima adunanza e col 
fortMle origiiìale di essa : distintivo di questo insorto ò la 
data déll^adunanza nella quale gli altari furono licdiziati. 

Le copie autentiche dei verbali, eseguite volta a volta, ven- 
gono di poi rilegate in volumi e custodite, sompro in oniiiu^ 
cnmòlogioo, dairarchivio generale. 

Gli archivi delle Sezioni, per uso delle consultazioni gior- 
naliere, oustodiscono cinque annate, separate p(H'ò da^li 
nffàxi correnti ed ordinat(j e collocate come se fossoro ncl- 
Tarohivio generale. Per tal modo il passaggio dalle Sezioni 
il Deposito è reso semplice ed ordinato, non essendovi di- 
fer8Ìt& nel metodo di tenere le carte, nella classiiicazionf' 
dei fasdcoli, nella formazion(; degli inserti ; in tal guisa 
lonnano con quello una sola cosa organica, strottauKMile 
oonneflsa e moventesi al medesimo Une. Cosi awi<Mie che in 
[ questo archivio si trovano tanti inserti, quante sono 1(^ adu- 
r nanze tenute dall'Alto Consesso. In ciascun inserto vi pos- 
sono essere affari di varia e disparata natura; questioni d'or- 
dine, come decisioni di massima : qu(*sti inserti, in ordine 
cronologioo rigoroso, coi volumi dello copie dei vcu'bali dell(» 
adunanze del Consiglio, con le rubriclu^ ed i proto(!oUi rela- 
tivi, costituiscono TArchivio del Consiglio di Stato, diviso 
nelle quattro Sezioni in cui il Consiglio medesimo ò ripar- 
tito. Poiché è da notare che allorquando un aliare ò stato 
discusso e licenziato, lascia il posto che aveva neirarcliivio 
della Sezione per prendere quello che gli sp(Hta al proprio 
reparto nell'archivio generale : ed il posto da occupare è 
sempre l'ultimo, rigorosamente ultimo, perchè qu(41o dt4- 
Tadunanza di data più recente. 

11 rintraccio delle questioni che, o per affinità o per ana- 
logìa per identità di casi, possono rendersi di necessaria 
consultazione per lo studio di un affare o per h» ulteriori 
decisioni della Sezione, riesce molto facile e lo si fa a mezzo 
del massimario che ciascuna Sezione tiene scrupolosamente» 
al corrente. Esso consiste in uno schedario diviso per ma- 
terie, sul quale è trascritta la massima pronunciata dal 
ConfflgUo, distinguendo quelle di Sezione da quelle emesse 
in Adunanza Generale e con riferimento al numero di pro- 
tocollo del fascicolo ed alla data dell'adunanza: di maniera 
die, se la conoscenza esatta della massima riportata nello 
Taiwei. \\. 



S(^h*+f!ario non è mifficieiite, ei piif> fadlmntite rink'atjciam, ' 
sul volume del fopia-verlmU, la ilisciisaione cht' fouduaae 
a stahilire quella massium; e, si* non ba^ta ancora j nd- 
rtriSf>rUi eornaixindeaitt' alla nie*lesinia data, nel fascicolo 
distinto con qud dato iiiim«'ì\> di pmloroUo, sLlPovaiio il 
ncorso coi suoi uif^lìvr, lumi^ltò i tfiotivi di opposizione* 
«lolla parte avvtTM. 

QKJOsto massimario, abbiaoao t^ih ib^ito, ò diviso por Sf*- 
ziotii f* riasciiiia cura il proiiJ'Ji» ; ina n statù ìiicomìndato 
il Masftìmario Generale ui\\tiii,u> Jilln iiitolligonti ouro ìM 
Bibliotecario dol Consiglio. 

D(4 l'oalo, il Consiglio <li Stato, dò, ai stioi parori di mas- 
sirna, la. più f^nindo pubblicitit, ac^^-io t ti iti i-he vi abbiano in- 
torf^SìSe, ne venj^aiio a eognixiono : cosi niolto rivlstf di 
sGÌmv/j} amminislnitivfì pobtjlù^auo eri jlìiisimno i sagtj;i pa- 
rori di qufìst*AUo Consosso; pareri olie sotio 11 risultato di 
podfu'osi stn^i p di mature «Jiscussioni e che tufct*insi<MJiej 
fonnaTio la giurisprudenza ammioisiraliva dello Stato, rispeo- j 
cbìaridone le tendeii^e e rovoluzione soì-iab^ 



Corte dei Conti, 

t-n. neoeasità di dare al potere esecutivo, cioè ai Mìniiitri, 
uri ort^aìio capace di e^iadiuvarli nesli nlTari di mag^ùre 
ìmim'imvm, diede origirje alla Costituzione del Cooi^i^lio di 
Stato ; la necossità di garantire lo Stato, ossìa i eittadini, 
eontro i possìbili errori e le trasenmtesize dogli algenti nel- 
Tesorfizio delle loro funzioni aninjiaiKtratiTe, foco sentire il 
b^s{^^M^^ frìstitiiire un controllo pr-^r gli atti della pubblica 
uni II lini st fazione; epifillo eoi "1 rollo venne a Ili dato alla Corte 
ili't Con li. 

* La ('orte dei Coniì è una niaf^slratni-a SnaTnmHbflo, pn&ta 
a (Tipo del sistema flTiaTi7jarÌo dello Stato, e<l ha per inis- 
sioiic (li ^iudioaro la f2,estione di tutti i conlabili dei servizio 
l)ubljli('o, con garantire la rep,()larità delle finanze per ciò 
clic rip^uarda ramniinistrazionc dei pubblico denaro ed in 
specie la conipulislcria e la ra<;ionena. Essa ò chiamata a 
sorvcjAliare rcs<H.nizion(» delle leg^zii e rej»olamenti relativi 
alle entrate ed alle spese, tanto (U^l tesoro pubblico che delle 
provi ìicii^ r dei comuni. 



Ordinamento nmtuimstraiU'o dello Staio. 211 



Alla medesima, altissimo alt ri))nzìoni sono adidatr: allo 
Bue cure è commossa la fortuna *1)'iIj^jIì<'''ì'j ad ossa ò allìdala 
fattatela della ricch<»zza dolio Stato, di quosto noi-l)o (•ai)italo 
della forza e della pott^nza dol paos<> (1) ». 

QucMSta istiiuziono, antiolii^sinia, o o1h> al)lnanio vod ni o 
nascere e prosperare nollo Stato doll'antico Pionioido dovo 
esisteva ancor prima dol 1300, ò, si pnò diro coniunf^ a tnlti 
i popoli che abbiano avuto govr»nio ro<i;olaro o <-ivil<'. 

Il controllo della pubblioa finanza si ò soini)n» imposto a»ili 
nomini di Stato (5omo nocossitA di buon ^.ovorno (mI ò jm'h-ìò 
che, sotto diversi nomi o sotto (liv(4*si asjx^tti, troviamo 
ovunque istituiti ulTìoi o maj^istrati con lai'oU:ì più o m«'no 
ampie, ma sempre poro oon Tinonrioo di <'saminaro o rive- 
dere i conti e lo gestioni doi pnl)blioi oontabili. 
" In Atene si chiamavano Ao-yt;Tat (computisti, maestri del 
conteggiare) i dieci maj^istrati ai (inali era allìdato Tinca rieo 
di rivedere annualmonto i conti dei funzionari dello Stato. 

Sotto l'impero romano, un tale incarico venne allldato al 
Prefetto del Pretorio coadiuvato dai comi Ics sdcrfO'ifni Uir- 
gitioxnun ethonoruìii prirnloruni. 

Nelle province meridionali (Tltalia, vi ora il (h-an ('(inic- 
rariOf istituito da Kujjj^cro Normanno (2). Tutti <:li ammi- 
nistratori del n\alo patrimonio orano ol)l)li<;ati di fan» ad 
esso la resa doi conti: od in questo dillicile <Mlelicato inca- 
rico veniva coadiuvato dai ìnaesLri rfizioiudi v\\o costituivano 
con esso un tribunale spocialo dotto (h^lla K. Zecca, al (juab» 
poi successo la colobn» Cnmera della Somnìaria istituita dal 
re Alfonso I allo scoik) di con()S(;ere dell(MMitrat(M*eali e (l(»i 
diritti della Corona o (U»lllsco: a qu<»sto ma<^istrato vennero 
conferite non solo Ut attribuzioni tutte (Nell'antico tribunale 
denominato Curia Sommaria, ovvero lìenle Auditorio dei 
conti e quello doi Maestri Razionali d(41a Zecu-a, ma jili fu 
data importanza o(\ auloritù ancln» magjiiori, poiché fu posta 



(1) Clementiiii Paolo. Della compotcnza e dei procedimenti spe- 
ciali in ordine alle leggi amministralive. 

(2) Ruggero (1097-1154) nipote di Tancredi d'Altavilla e figlio 
di Ruggero di Sicilia, fu prode guerriero e huon legislatore. 
Volle ampliare gli Stati ereditati dal padre e conquistò tutta 
la Puglia, la Calabria, Napoli e Capua, dando a questi domini 
riunii/ Il nome dì liegno dì Sicilia e VugVve. 



212 



sotto la - 
reamiì. 

Nello St4i 
di (k>iil.rolk 
sulta di St 
sanio tini « 
deirAiiiiiìii 



empitolo IT, 



giurisfìkione V ttmmijiMrazinne 




Pcnitiflcìo fti creato an vero e proprio iiflìcio 
oti retlìtto d^l 28 ottobre 1850 col oome di Cotì- 
) jìpr te Finanze, ed al quale era affidato Te- 
ti coriBiiiitivi <> preventivi, generali o parziali 
trazione dello Stato. 

In Toscaii^, la Corie dei confi Tu istituita con dttìrelo del 
P novembre 1849. Il suo lìtnzionaoièrito era modellato 8ii 
quello deHa Camera dei conti del Piemonte^ e perciò aveva 
attri bufoni giuris^'^'^'^'^ " '^^ T-orrìdione in inatma contabile, 
ed il conirollo in elio Stalo. Annesso alla 

Corte dei conti t mava un ufficio di m\~ 

dacato. 

Nel Ducat^^ di Pi i revialone dei conti era 

affidato al Consiglii lo esercii tava a me^KO di 

una sezione BpeciaJ ( dei confi, la quale fun- 

zionò Ano al 1830 c^,, ino ectstituita la Camera 

dei conti autonoma. 

Nel Lombardo- Yen etfl, sotlo la dipendenza del Supremo 
dicastero dei c^nti di Vienna,, funzionavano, in Milano e in 
Venezia, gli uffici di oontabiUtà^ i quali eàereitavano il con- 
trollo sulle entrate e sulle speee pubbliche, pronunziando 
sentenze che avevano il nome speciale di evasioni finali. 

In Piemonte, la Camera dei conti, ha orl^fìni anlicliisLSÌme 
ed abitiamo veduto che, negli Statuti della Contessa Bona 
di Borbone del 1389, si parla di essa come di istituto da 
j2;ran teaipo esistente (1), 

Esnini niamo ora^ con la acorta del Clementi ni, quali fu- 
rono le attiibnzkini affidate ad e§sa in tempo pi il rtn^ente e 
quando fu chc^ venne trasformata neir attuale Corte dei 
conli, 

Jj[i Camera dei eontì, la giurisdizione della quale veniva 
estesa volta a volta alle terre e poasedimentì che andavano 
mano mano ad inf^randire il Piemonte, aveva cognizione su 
tutte 1(^ cause conc(n*iienti il Demanio e il Patrimonio regio, 
si por la conservazione e difesa, come per la reintegrazione 



{]) U Clementini fissa la costituzione della Camera dei Conti 
come nvvenuia il 7 febbraio 1351. 



Ordincnnento amministrativo dello Stato. 213 



fi esu: oonoBoeva inoltre o provvedeva sopra tutti i diritti 
ragidi e fendali, ed aveva altresì la cognizione su tutte le 
fili promosse dal procuratore generale e da altri verso di 
etto» e di quelle ancora promosse fra privati per diritti di 
origiiìe feudale od in materia di acque, porti, ediflzi in cui 
fiase stato interessato il patrimonio regio. 

Alla stessa spettava la interìnazioiie degli editti ed altri 
ordini in materie economiche, dell(^ ali(Miazioni e c()nc<'s- 
sLoni delle cose di regio demanio o patrimonio, d(»ll<' h^ttcn» 
di ammortizzazione in materia di debito pubblico, di natu- 
xalizzazion'e, di nobilitazione, legittimazione, o concessioni 
di titdi ed altri privilegi : apparteneva pun^ alla ('amera d(M 
conti la decisione delle causc^ civili e criminali dell(» regie 
gabelle, si generali che particolari, e la formazione dolio 
tariffe per regolare l'esazione (ìoWo gabelle, dei dazi, dei 
pedaggi, dei diritti portuali. 

Ayeva poi attribuzioni per IVsanK» o appmvazi()n(» doì 
oonti di tutti i tesorieri, ricevitori (mI altri amministratori o 
contabili di danaro r(?gio o di altre cose appartfMienti al 
regU) demanio e patrimonio, ed aveva il i)ot^»re di fan* r(^ 
gelamenti e manifesti per Tesecuziono delU* leggi n^lativc» 
alle materie ad essa attribuite e di proporre al Re di prov- 
vedere su altre materie con determinazione sovrana. 

La Camera dei conti di Torino, fu riorganizzata con la 
legge 23 marzo 1853 e soppressa poi col decreto l(»gislativo 
del 30 ottobre 1859. 

Ma con altro decreto legislativo della medesima data 
(30 ottobre 1859) fu istituita la Corte dei conti composta di 
un presidente, 5 consiglieri, G maestri ragionieri, un segrc^ 
tario generale, un vice-segretario e di altri impiegati, tutti 
dì nomina regia. 

Le attribuzioni affidatele con quel decreto, furono: 

a) il controllo preventivo della contabilità dello Stato 
e la revisione con giurisdizione contenziosa dei conti dei 
contabili dello Stato; 

h) la vigilanza sulle (Mitrate e sulle spese; 
e) di porre la vidimazione a tutti i decreti di ai)pro- 
vazione di contratti, di autorizzazione di spese, doì decreti 
di nomina, promozione e traslocazione d'impi(»gati; di con- 
cessione di stipendi ed altri assegni a carico del bilancio 
dello Stato, e di tutti i decreti reali che dovevano essere 
inscrìtti nei suoi registri ; 



214 



d) 2cerkre ì oonii paraiali dei ministri ed il cotito 
generale e flnan^o da preseT;tarsi al Parlamt^nto, 

!^a Coi et conH aveva poi la ^^i arìsili zi oue t'ont(*nxioi?a 
in prilla iltioia istanza ani eonii dei eoi stabili dello State, 
ad ili via ippello deLle dfn".ÌJ5Ìoni doi consìgli il'intendenza 
in ni a topi' ti ta bili di loro speltaiiKa e qui nifi sui eonti dei 
contabili e provtntx* e dei eoinuni, dello Opere Pio e<1 
altri pubi j^tabdijiientL. 

Contro 1 emissioni della Cort^ dei tinnti era ammesso il 
rira^xìio tk. jpposizione e della t^vocaziorie^ e per eccesso 
di potere o >ep inrj>fiiueff*HSA era aiutnesso il ricorso dian- 
nnUamento itato. 

La Corte ita con la le^ge 14 ago- 

sto 1802 o L. idente, du<* pfesideidi di 

Seziono, 12 dorè generale e 20 i'ay;ìi> 

niorì* Il prcM ere e proprie funzioni di 

pubblico mii Lnno voto deliberativo per 

^li atlapì SII p resi d Oliti e i con si glieli 

vengono non ? su propa^l^ del Ministro 

delle Finanze, UNI. V- .^ ..^.^ i Ministri ; perchè possa.no 

(^ssere revocali o collocati a riposo, oe<.'tìrre il parere di una 
Commissione speciale eonaposta del Presidenti e Vic^^Pre^ 
sidonti del Senato e della tJaniera dei tiepntati. 

Le tre Sezioni nelle (ptali la t'orte dei conti e ripartita^ 
decidono su t;li affari di lori» competenza sepa irtamente od 
a Sezioni riuinle. La Corte a Sr^zionì ritinlte, delibera sulle 
nomine e promozioni dei propri impiegati ed, in via giu- 
risdizionale, S'osti tu i&c^e un Tribunale Supremo cln* i^udica 
ili prima ed ultima it^tanxa , jwr appello, revocazione, o 
rinvio. Il ConsijL^lìo dì SIMO può revocare li» i^>ut*Mize della 
Corte nei soli casi di eccesso di i>otere od in coro potenza, ma 
ò la Corte stesila che inizia il p;iudizio di rinvio, 

L<' compete NZe delle varie Sezioni, sono così ripartite: 

Skzionk L — Ksame e visto iireveTitivo tiegli atti concer- 
iH'iili Io spes»^ dfllo Stalo, la Uquìdazio/jf ed il palesamento 
(Ielle medesimo; 

vij^ilanza sulle (Mitrate (* relativa cordabilità; 
vidimaziom» dei buoni del tesoro; 

(\same e vlslo dì tutti i decreti n^ali e ministeriali, ec- 
cettuati quelli che, sotto qualsiasi l'orma e titolo, determi- 
yjci/jo la cessazione di seiTizio ; 



Ordinamento atnminisirativo dello Stalo. 215 



affari concornonti il Debito Pubblico e la Cassa Depo- 
siti e Pi-ostili ; 

magazzini dello Staio ; 

Sezkws'K ti. — Pesarne e visto di tutti i dcvreti reali <» mi- 
nisteriali di collocamento a riposo, disptMisa dal servizio e 
destituzione dairimpi(»go ; 

liquidazione delh» pensioni e delle indennità, pf'r una 
volta tanto ; 

revisione (^ giudizio dei conti dei tesorieri provinciali e 
degli istituti dip(»ndenti. 

Sezione III. — Revisione delinitiva e giudizio dei conti 
(lei contabili dello Stato; 

giudizi speciali <• <li responsabilità dei pubblici fun- 
zionari ; 

ricorsi in appello dai d(.H?reti dei consigli di prefettura 
ili materia di conti comunali (» dai decreti delle (ìiunte pro- 
vinciali anuninistrativ(^ in materia di conti d(»lle Opere Pie: 
esame e risto (ìrì decreti relativi airacvettazione e svin- 
colo dell(» cauzioni (Un l'ontabili (N'Ho Stato. 

Per etìettuare il riscontro degli atti (» il disbrigo (l<»gli 
ailari di sua competenza, la ('orte dei conti lia un ullicio 
diretto dal Segretario (l<Mierale, composto di undici divi- 
sioni oltre gli ullìci speciali del Proi'uratore Generale, dei 
Ragioni(n'i o delle cauzioni: ed allo scopo che la vigilanza 
dalla legge allldatale riesca veramente ellìcaci» e si estenda 
con la dovuta oculatezza a tutti i rami della publ^lica am- 
ministrazione, lia istituito d<'gii ullìci, cosiddetti esterni. 
perchè risiedono sul luogo stesso di controllo, e sono : in 
Roma, rullìcio di riscontro presso la Direzione (lenerale del 
Debito Pubblitio, il ([uale ullicio, ti<»ne il doppio del (ìran 
Libro ; rullìcio di riscrontro pn'sso la Direzioni» (^(Mieralc 
«Iella Cassa D<'positi e Prestiti : rullìcio di delegazione i)resso 
la Cassa speciale dei l)iglietti a delnto dello Stalo (Ministero 
del T(»S()r()) (1) : in Torino, rullìcio di <lel(»gazione i)resso 
roiricina carte e valori. 



(l) Con H. Decreto 8 luglio li)04 n.o 346 è slato istituilo un 
MUOVO ufficio di riscontro presso la cassa centrale del Mini- 
stero delle Poste e Telcgraii, ed è allo sludvo \?i vs,\\V\\i\*^xv^ 
di un altro presso V L'fiìcio del PovValo^Wo O^^vcàsVss.x'j» <^sìS. 
Tesoro). 




216 ^^^^^fVapiiolo II. 

La Co. à ooiLti, come si des^uoic dall'esamo de 
tribuzion *^mn, affidate, sotto il modoslo aspiHto di uf- 
ficio di e ?Ufj, esercita fiiuzioTti altissime di Stato, od i 
suoi poi he molti cotisid<irano soltanto come q^umini' 

stratim uristiMonalit hanno pur anco rimpoHciista 

di costitv ali. 

Infatti è la continuazione, per quanto modificata o 

corretta, . mtica Camera dei conti, chp per mi^ principale 
ufficio aVL r interi nazione con diritto di i?efo; e clu^ di 
poi, unitan ite ai Controllore Oeuerale delle Finanze, ebbe 
quello di « ^^-^ fntiA in urtniiTi*! degrimpiegaìi tì la revi- 
sione delle E la inton nazione dogli 
atti sovran =! eosliiuyionalfì, quando 
essa non è materiale, ma accompa- 
gnata dal d qual cosa implica limi- 
tazione di i \ altri poteri dolio Stato 
e fa condiv aere per esai le respon- 
sabilità. 

La Corte dei cont e funzioni costituzionali 

quando con la veiiL^ In ale dei vari Minisi eri j 

riguardante la regolarità deu eHeruizio finanziario %\k chiuso, 
si pronunzia ^ulla regolarità di («30 e lo accompagna al 
Parlamento con una rei azione approvata a Sezioni riunite 
insieme al progotto di legge per Tassi^tto definitivo del bi- 
lancio (1) ; col riiìcontro preventivo delle spese e la l'egigtra- 
zione di tutti gii atti amminktratìvi, vigilando che dai Mi- 
nisteri non vengano oltrepassati i limiti assegnati dalle leggi 
e dai regolamenti; questa vi^^ilanza la i?spHca coir apporre 
il visto sui decreti, siano dessi legislativi, amministrativi o 
giudiziari e qualunque aia il Ministero da cui emanano. Ed 
il visto viene apposto soltanto dopo che Tatto è stato esami- 
nato e trovato conforme alle disposizioni legislative, poicliè 
so la Corte non lo trova regolare nega il viKto e respinge 
l'atto al potere esetnitivo : in questo caso il Ministro purt 
insistere e riruaniiarlo alla Corto accompagiiato da una de- 
liberazione del Consiglio dei Ministri nella quale, dichiaran- 
dosi infondate le ragioni che consigliarono il rifiuto della 
registrazione, s'invita la Corte a registrarlo : se le ragioni 



(J) Orlando. Diritto Amministrativo. 



Ch'dinamento amministrativo dello Stato. 217 

esposto dal Consiglio dei Ministri vengono riconosciute giu- 
ste, il decreto viene senz'altro registrato, se no, la Corte 
vi appone il visto con riserva. Giudice ultimo di queste 
controversie è il Parlamento, al quale ogni 15 giorni, ven- 
gono trasmessi gli elenchi dei decreti registrati con ri- 
serva (1). 

Le funzioni amministrative della Corte dei conti consistono: 
nel vigilare sulla riscossione dellf» entrate e sul i)aga- 
9iento delle spese ; 

nel vigilare sulle cauzioni che devono prestare i conta- 
bili dello Stato; 

nella liquidazione delle piMisioni che sono a carico dello 
Stato; 

nel veriflcare che i buoni dfìl Tesoro non oltrepassino 
la circolazione della somma stabilita dalla legge. 

La vigilanza sulle spese vLeii(> esercitata con la trascri- 
zione nei registri della Corte di tutti i provvedimenti clie 
in qualunque modo impegnino Terario. Senza questa pn^ 
ventiva registrazione, decn^i, mandati od ordini di paga- 
mento, non possono aven^ elletto: questa vigilanza viene 
esercitatata pure a mezzo d(d prospetti delle riscossioni e 
pagamenti fatti dagli agenti e che le amministrazioni devono 
inviare alla Cort<» ; rivedendo i conti delle casse dello Stato ; 
le relazioni ed i rapporti degli ispettori e degli altri agenti 
incaricati della sorveglianza sugli impiegati che non hanno 
obbligo di cauzione. Sulle cauzioni dei contabili, vigila per 
mezzo della registrazione dei decreti di accettazione o svin- 
colo di cauzioni prestate che i Ministri hanno Tobbligo di 
trasmetterle. 

La Corte dei conti ha vere e proprie^ attribuzioni conten- 
ziose ed è, per questo verso, un magistrato straordinario 
rivestito di giurisdizione amministrativa (2). 

Le funzioni giurisdizionali d(^lla Corte, si esplicano con 



(1) Questa disposizione venne modificata con la legge 25 ago- 
sio 1867 n. 3853, la quale all' art. 18 prescrive . " La Corte, in 
gennaio di ogni anno comunica agli Uffici dì presidenza del 
Senato e della Camera dei Deputati V elenco delle ragislra- 
zioni eseguite con riseruQj accompagnato dalle deliberazioni re- 
lative .. 

(2) Oriundo. Diritto AmmimsiTniwQ. 



21^ ^^^B Caidtolo lÉ 



giudizi fli prinm M ìdtima ktanm in fatto rli lìquìilazioir 
ili pensioni e sai ronfi doi contabili, nonchò su quelli di 
tulli ooloro ai quali è allitiata la (.'MstatJia ed il maneggio 
tìo] pnbblirio denaro e che, per legge, debbono preseiilarn i 
loro riMidÌ(3onti alla Corte. 

In fTiTido di appello giudica i rtvlanvi iìf-giì ìidpr<»ssati con- 
(fo i delib forati della Gì un la profiiHuale atnrnirualratiYa, sui 
eoTitì il elle eiUral^ o di*\ìe spf^Sf^ comunali i» dei tr^sorìeri 
provin<'iali» 11 giudizio dì rer?om-w^e di uiia sentenza ^ià 
prorni rifiata dalU Corte i>uò ejssere promosso solo nei casi 
di f^rroi't^ di latto o di ealeolo o per huéwì documenti. Pct 
proporre la revoi-azione rU una siinleuzn. non devono essero 
tnusfor^i piii di tre anni dalla data dol giuiiizio, uè piti di 
trenta giorni ila Ha notizia dj nuovi docunimiti, salvo gli 
effetti della im^imzione trentennale. 

L*art'hivio ;^cn orale della Clorte, Oi2eupa va^ii e comodi 
Ungali aottfirranei^ nt^i quali ai trovano ben disposto le Si-al- 
falature olio lormano interni inabili e-oi'sie : 0|j:iu (corridoio Ila 
un nome, quasi fosse la strada tU una città ; gli scaffali aongf 
nuniomti ; i palchetti disti mi eon Ir^iteru alfabiHica- 

1 volurainoai incarlanieutì dei eouli [giudiziali, i registri| 
i libri coiitabili, i mastri, i fonti consuntivi, i buoni del 
tesoro, i cuponi della rendita-p eco. li riempiono e sì avvi- 
cendano in quello lunghe lili^ di scatfailature; ove il pi- 
giente ed inceasaot-e lavoro degli archivisti li conserva gelo- 
aamenle neirinteretìse pubblico ed a testinioniauKa dolFat- 
livìlà flnanmria, politica od amministi-ativa ddlo Stato. 

I/mi'hìvio j^ont'rale ha rubriche [rroitrie snlle quali ro^- 
sira i documenti che noove indieandone la eollocaxiono, cioè 
la sh-Lida, il numoro dello scaBalOj e il palchetto, nonché il 
uuhir^ro ordinalo che pn^nde. La dasaiflea delle carte è per 
riri'ijsrrizione Icrritorlale. Così, ilijpo la Rramlo riparLizionc 
I ■ I isircS?;Ì tìnanziari e per Ammiiiistrazioid, viene la di- 
sili izìoih* p<>i' province, coiiuini e agenti. 

1 volumi (lei deci'eti, i verbali delle Sezioni, i documenti 
d<'lle cause, le relazioni dei raf^ionieri, formano tanti riparti 
speciali, per modo che tutta la grande Amministrazione dello 
Slato o tutta la congerie delle moUi'plici attribuzioni della 
Corte, sono fcdelnìeido rispecchiate in questo immenso lo- 
r///o ovr la sioi'ui irovovk fonte iuesaucibile di critica perla 
Jinaiìza, J 'ani mi i list razione e la giustizia. 



1 



Ordiìiarncnto amministrativo dello Stato. 219 



- L'orcUnanieuto di quosto archivio g<»iieral(% è stabilito da 
un regolainciilo del 1870, tuttora iii vigoro, e cosi l)en(' ri- 
si>ondeiitfì al suo flnr^ elio non ò stata mai srnitita la neces- 
sità di niodilicarlo. Esso determina ne' suoi particolari il 
modo di collocare e conservare io carte (» i documenti : Io 
si trascrive integralment(» pjH'cIiè da (^sso risulta evidentf» la 
costante (^ura dei Capi di questo Magistrato p(ir la conser- 
vazione dei propri atti. 

REGOLAMENTO 
per TArchivio Generale della Corte dei Conti. 

Vista la relazione del Direllore del servizio interno, in data 
4 ottobre 1868: 

Viste le proposte fatte dalla Commissione istituita con de- 
creto della Presidenza del 10 marzo 1869 all'oggetto di avvisare 
ai provvedimenti da darsi per rasscstamento degli Archivi 
della Corte dei conti ; 

Ritenuto clic alla Sezione d'archivio lasciata in Torino sarà 
provveduto in modo da sanzionare la definitiva separazione 
della medesima dall'Archivio Generale della Corte suddetta, 
cosicché l'archivio generalo premio origine dai registri e do- 
cumenti afferenti alla giurisdizione ed al riscontro della (ìorle 
dei conti del Ilegno d'Italia; 

IL PRESlDKNTi: 
determina quanto sogue : 

Archivio generale. 

Art. 1.° — Appartengono a dello archivio i registri, i conti ed 
i documenti rii'eribili al bilancio delle entrate e delle spese 
deireserci/.io 1862 e successivi. 

I registri dei docreti reali e ministeiiali a partire dall'anno 
1861 e successivi. 

I registri e gli alti del Segretariato Generale, della liquida- 
zione delle pensioni e della Procura generale a cominciare 
dalla istituzione della Corte dei conti. 

Art. 2." — All'amministrazione e custodia dellArchivio Ge- 
nerale sarà preposto un .Archivista con quel numero di aiuti 
che l'esigenza del servizio dimostrerà necessario. 

Art. 3." — I/Archivio generale ed il personale addettovi for- 
meranno una sezione dipendente dalla divisione incaricata del 
servizio interno. 

Al Capo della detta divisione spetta la direziono del perso- 
nale, dei servìzio e dei locali dell' ArcWvvvo, e ^oW.^ Va?»w'ìv OC\\>vì,vw- 



I 



d«nza tpotta hU 'Ardi ivi sta in. parte aiuiriiiilstraUva e la resipcin- 
sabilìtà del malcrialÉ e del servUìo. 

AH. 4.^ — L'Archivio Generale si dlvJde: In Archivio princì- 
pnlÈ corrente e In Archivio dì deposito. 

Arvhwfo pjììici[}ale conente.. 

Art 5.* " NelVArcbivto prìncipaie corFeule saraiino slLuate 
e ctjnservnie per tempo iiideJiriito, ovvero per quel determi- 
nati periodi di tempo che, tx seconda delia nctturB dei doeu*j 
liienii. saraiino specinlnienle stabiiiti : I 

A. — I conti giudiziali f|ualiinqiie ne sia la iiaturn e la 
specie, iioncJiè tulli i doeumt-ntl, alti e titoli prodotti a giu- 
fitiflcazione e corredo dei medesimi. 

B. — Tiilll 1 registri, libri dì scritture» bilanci & conti con- 
suntivi riferìbili alla con lab ili là delie entrate e delle spese 
delio Stato, a buoni e vagtia àA Tt^aoro, al debito pubblico, e 
con e^^ì tulli i mandati, elenchi, epiloghi e qu al rivoglia docu- 
mento prodotto a corrt-do e a gtuatifkaKtone delle spese e 
delle entrate, sìa che la giusliricazton^ della ^p^sa si faccia an- 
teriormente, clie posteriormente al pagamento ad eceezioise dei 
documenti coutemptati dall'art, G,^ 

L\ - Tutti ì registri contenenti le copie dei decreti reali, 
del decreti ndnisteriall e dei decreU emessi da nitri funzionari, 
eoi riti petti vi re puri ori e rubli clic, e coi registri di protocollo 
ann utile. 

D. — GII atti ed i registri del Segreti! rìato Generale, 

E. — Gli atti ed i registri della liquidazione delle pen* 
aioni. 

F. — Gli atti ed i registri della Pcoeura Generale. 

ÀrchMo di Deposito. 

,\rl, 6,^ — Al!" Archivio di Deposito ,^0 ratino mandati l doeu- 
nienli df scritti neireleuco annesso &l presente (1), visiaio dal 
Kfgretario Generale, ni quale elenco, quando se ne rìcnno- 
scerA la opportunità, potrà aggiungersi In descrizione di altri 



(1) Non si ritiene necessaria la pubblicazione dell'elenco delle 
contabilità di spese per le quali è autorizzala la separazione 
dei documenti da passarsi all' archivio di deposito, secondo 
dispone questo articolo del Regolamento, perchè non risponde 
più alle odierne necessità del servizio, ed anche perchè, allo 
scopo di non ingombrare con pacchi voluminosi gli archìvi 
centrali, si è adottato il sistema di restituire i documenti giu- 

stWcativi dei conti, alle Antonia locali, previo annullamento 

(/j tutti i mandati. 



Ordinamento amministrativo dello Stato, 221 



documentf, che l'esperienza dimostrerà conveniente di sepa- 
rare dai relativi elenchi di contabilità e dai conti giudiziari, 
previo però assenso della Presidenza. 

Ordinamento e distribuzione dell'Archivio principale 
e di quello di deposito. 

Art. 7.* — La classificazione dei documenti sarà fatta per or- 
dine cronologico, in modo che per ogni anno e per ogni eser- 
cisio sarà ripresa la distribuzione per ordine di bilanci, di 
materia e di servizi. 

A tale effetto a tutte le sale, costituenti l'Archivio principale, 
nrà dato un numero progressivo, e ne saranno occupate tante 
quante occorrono per situarvi i documenti riferibili a cia- 
scun esercizio e, secondariamente, gli scaffali in esse esistenti 
saranno divisi in sconiparlìmenti, a cui sarà assegnata una 
lettera, ovvero un numero secondario, per ogni amministra- 
zione o servizio, dove i documenti, saranno classificati secondo 
il carattere di essi. 

I pacchi dei documenti porteranno una iscrizione con l'in- 
dicazione di tempo di materia e del compartimento cui ap- 
partengono. 

I registri delle scritture di contabilità saranno ordinati in 
stanze apposite e classificati in modo corrispondente all'ordi- 
namento dato ai documenti relativi. 

Art. 8.° — Per i mandati, per le note di definitiva imputa- 
zione 1862 e 1803, per le contabilità di spese fisse e del debito 
vitalizio, si seguiranno quelle classifu'azioni e quelle dislrì- 
buzionl che corrispondono agli elenchi, alle Àmministra/.ioni, 
ai capitoli ed al tempo cui esse si riferiscono. 

Per i conti giudiziari sarà stabilito un apposito locale, nel- 
l'Archivio principale, che sarà scompartito per ordine di am- 
ministrazione, di materia e di servizio, assegnando a ciascun 
conto, per quanto sarà possibile, il rango cronologico che gli 
spetta a seconda dell'anno e del tempo cui si riferisce. 

Art. 9." — Gli scompartimenti dell'Archivio di deposito sa- 
ranno numerali, ed in essi saranno collocati, per ordine di 
bilancio, i documenti di cui all'art. G.° 

Neil' archivio predetto , le carte saranno situate a grandi 
masse, ed i singoli pacchi porteranno un cartello indicante 
l'EsBRCizio, I'Amministha/ione, il (]1apitolo ed il Mandato cui 
appartengono. 

Consegna dei registri, documenti ed alti 

all' Archivio Generale e separazione dei documenti 

da mandarsi all'Archivio di Deposito. 

Art. 10°. -• Dopo Ja chiusura di ognv e^^xcvLV.^ ^vaaL\\x\sx\\ci, 



222 



t^apitoto IL 



ovvern n p&rìodt di tempo che verranno slnbUstl, ^ì\ Uf- 

llzi dì r< >ne c<n\scgnet-ani]ci al T Archivio i rei^islrì delie 

scrilUirc ei documenli esl rulli dui mandali e dalle co n tubi - 

liiiì. 1 docu idll ilovroiino c^i^trc legati in pacchi e clfìs^ifì- 

cali pur Cp oli, per bìkfiuin t? pur mandale» ed essere mii- 

niii df'll'is( :iùne di cui all'iiirL 7**. 

Dette con ^ne .saranno Jiemprtó atfL'conipaiJ^niitL* da un du- 
plice elenc descrillivo, ilrmato dL»l DireUDre delTUiìkio e 
dall'Archiv i, ondt; servire di reeippopo carico e scarìnra. 

A comin( r^i daH'esercizio 1*^71 In poi lo stralcio dui docu- 
menti da p sarsi all'Arcliivio di deposito senV fnlto neiili uf- 
fizi cui ne 1. :oniJ5t' la revjsionej dopoclic dulia Corte dei muli 
saranno stat^ ili scarico dei corrispon- 



Qcunieiilì rìreribìli :i man- 
irì, che dei dociimenli re- 
spese lasse, ai servizi falli 
litici tiQittoni. 
i uniformeranno alle ce- 



denti mane 
dati emessi 
lati vi alle s^v,. 
per mandati 

A tale ogg 
guenli dispc 

Gli uffìziaL. ;i conlJ che avrai^no esa- 

minali i marni Atf e fdimerannù i riepiloghi, i 

decorni e le liquida, ; i|uindi, se i dncumenlt 

relativi sono eiiuiidaL ^«-. ,.» „ coiiife faconli parte tifile 

carte giustificsiUve ila rimanere alìu Co rie dei conti, il ordine- 
ranno in pacelù muniti di apponili carlediui a ì>Èaitipa iiile- 
siali Archivio dì Deposito i*ui qu:ili saranno iudlcali Tesercizio, 
ramministrazioueT il cnjHloIo» il immero del mandato, e, trut- 
landosi di spese di rhcosslonc, 1» provincia c-d il periodo di 
tempo cui si riferisce il rimbarìio, [iggiuup;cndo alla suddoLta 
vidimazione apposta nirepilO;;o, iannotazloiie che r doi'umenti 
passano all'Archiuio di Deptiiito. 

Se invece si IrullEi di docutucnti dati in diiuiuicaElone, giu- 
sta 1(1/7. 3^0 diti /fej/olfimm/ci suiVAinnti nini raduna e ConiuMUià 
ìì. 58.')'2, (4 setioudjje I37tìj (1; ai scguirù lo sles.so sistema; se 
nonchò con la viclimaxìnue del riepdo^o o decortlft si noterà 
ohe / (lnciiìììeit{i fttiano timandati iilV A mtuins.^ì razione; ìqvIo 
che si farà siiidlo cfimpiula la revisione e dopo sveni annul- 
lali i documenli con nn nmrchio iivtielehiliìi onde non possano 
più essere riprodidlì in altre contabililiì. 

Art. 11.° — 1 uifiniiati estinti coi relalìvielencliit saranno con- 
seguati nirAichivio generale a misura che dai Ragionieri sa- 



(1) Articoli 330 e 313 del Regolamento per l'Amministrazione 
del patrimonio e la contabilità geuerale dello Stato, approvato 
co) r. decreto del 4 nìaggio 1885 n " 2016 (Serie 3."), attualmente 

/n vigore. 



Ordinamento amministrativo dello Staio. 223 



ranno rivedute le rispeitive contabilità e dato il relativo 
scarico. 

I conti Kiiidiziali, la contabilìtA dei buoni e vaglia del Te- 
soro e del debito pubblico saranno trasmessi airarchìvio a 
misura che i conti saranno riveduti ed approvati e giudicati. 
A cura della Sej(roleria della III Sezione o dei Kafrionieri, i 
documenti riferibili ai conti saranno classificati e sistemali a 
seconda della loro specialità. 

I registri, i mensunli ed i prospetti relativi alla conlabilità 
attiva saranno trasmessi all'Archivio generale alla chiusura 
d'ogni esercizio. 

I registri contenenti le copie dei decreti saranno consegnati 
all'Archivio generale ogni quinquennio a cominciare dal 18G1. 

Gli atti ed i registri del Segretariato generale saranno inviati 
all'Archivio generale (]uando la loro esistenza negli archivi 
speciali tiei detti ufiizi non è più necessaria. 

Tutte le consegne di cui sopra saranno sempre accompa- 
gnale da duplice elenco da firmarsi dall'Uffizio consegnante e 
dairArchivio ricevente. 

Catalogo, comunicazioni e registri dell'Archivio Generale. 

Art. 12.° — A misura che esercizio per esercizio, si progre- 
dirà nell'assestamenlo dcirArchivio generale e cleirArchivio 
di deposito, a cura dell'Archivista sarà compilalo un catalogo 
analitico ed alfabelico per ogni amministrazione e per ogni 
ramo di servizio, considerato sollo le possibili e più comuni 
nomenclature, dei re>>istri, de^li alti, dei documenti e dei conti 
depositati nell'Archivio, con note spiegative delle diverse vi- 
cissitudini che variarono i sistemi (li conlabilità e di ammini- 
strazione. 

Nel catalogo generale saranno consegnate tutte (juclle in- 
dicazioni che occorrono, onde con esso si abbia una guida 
facile e sicura per rinvenire qualsiasi documento conto o 
registro 

Art. 13.° — Ninn docuniento o registro può essere conse- 
gnato, nessuna copia estratta, o dichiarazione rilasciata dal- 
l'Archivista, senza autorizzazione della Presidenza. 

Art. 14.° — l/Archi vista terrà un protocollo del carteggio e 
degli affari riflettenti l'Archivio, ed aprirà un registro nel quale 
annoterà le consegne che gli occorre di fare onde potersene 
appellare a chi di ragione. 

Al posto dei libri e documenti estratti metterà un foglio in- 
dicante quando, ed a chi, furono rimessi. 

Disposizioni Iransilorie. 
Art. 15.° — Aii7/npicgalo fuu/.ionanVe da i\tc\\\n v^Vv\ m ^'^Kx^^Vi 



ovvero n ^u^ì perìotìl di leiiipo che verranno ; 
Ib.l di revisione consi^gneranno aìT Archivio 
scrSltiiro ed i tlnciiinenli evhtUli dui mandati e j 
liliì, 1 dociiineiili dovranno esigere legali in po4 
cali per Capitoli, |>er bìLintno e pt*r mandato 
nìd (icll'Lsfnziom^ di cui nU'nrl. 7*'. 

Dette consegne saranno sempre meeconìpagni 
pllee elenco deserdlivo, firmato dal Diretloi'fl 
dnirArcliivKki, onde senìic di reciproco caiicq 

A comìneiarf dall'e&ercìrJo 1^.71 in fjoì lo ^ìntM 
menti da ptiissarKi all'Archivio di deposiio sar:J 
fijsì cui ne incombe la revisione, jlopocUè diilkj 
saranno sin le date li' tjìehinra/ioni di scarico j 
denti in binila ti, sin clic «il Iraitì di docnciventi » 
dilli emessi dirtllamente dai Minìsierì, clic de_ 
IntSvi alle ì^pese di rist-'ossione, alle spese l 
\ìcr ninndaii n dÌspoHÌzi{>nc, o |icr anticipa 

A tide oggetto aW ulìizi sudtkdti sì tinir4 
giieniì dtspòisÌTEiunì ; 

(ili uriìzialt revisori della Corte dei cocil^ 
minali i mandati e le cnntahjlittV vidimen 
decoivli e te lùiuidajdoni riassutdìve; i|uln 
relati %'i sono i^n unciali sul mandato come ' 
carie f;iiislìlìcatìve da nnianerc alla Corte ti" 
ranno in pacchi ninniti di ajtpnsili eartellii 
stati ArchiiHo tit Deposito ^uì quair )ia ranno 
l'aniniinistraKione. il capilolo, il numero de 
tandosì di spese di risiossioni', la ]>ruvìnc]^ 
tenipo cui si riferisce il rimhor.so, aggiun 
vìciltnastione apposta jiHcpiloiio, ]lannolaKÌ< 
ptDHitino itìt'Archioio dì Deptìaito. 

Se invece si tratta di documenti dati in < 
sia VarL H>^0 del Mefjolumenif) :itdVAintitinisf 
n. 5S53, (4 SL-flembre ISTOi fi) si segairii Io 
aoncln'^ con la vìdima?Jime ilei riepilogo 
tjbe ì tlttcanirtiU fiirotìo liittatidati all'Àiiì^ 
che si fura subito coni pinta la revisione 
ledi i documenti con un marchio indeleb^ 
più es&cre riprodolti in altre contahilità. . 

Art 11,'^ ^ l mandali estinti col rehìIWj] 
segnali ali 'Archivio generale a misura cW 



ri) Articoli 330 e 313 del Regola menlo 
del putrlmonlo e la eontabilllà gencrii 
col r, derrelo del 4 maggio 188.1 n <* 20! 
//7 vigore. 



nenlo l?!^^' 



224 



^CapifùlQ li. 



l'incarico slsleitiare ed onHnare rArchivIo |TrlncIpale e 

quello di i&ita Spella pertanto al medesimo di |>rauedere 

allo strale elle relAlive contabilità e di'gll epiloghi del do- 

cumentt * ì airarL 6.« da passare all'archivio di deposito, 

riferibili esercizi àiilerloii a\ 1S7L 

DpìU de f lìti saraniiQ ordinati In ti»cchl e classi Rea ti per 
eser i!Ì£ i o^ n m m 1 1 1 ìs tra/ i o q e e per ca pi tolo , o v vero per co n- 
tabililu^ e sniati neirr^rchìvio di Deposito; mentre sui re- 
lativi denw. rimasU oeirArchlvio canenle. dai quull vennero 
estratti, sar- tosta rannotuxlone del passoggio di essi a quello 
di deposito. 

Art. 1©," - L ciascuna Dfvlslone od UHìkIo della Corte sarà 

data comun ;oÌDDicnto allo scopo che 

possano uni 1 dtrl medesimo per Tor- 

dìnamento > l'Arizlilvti» Generale. 

Dato a JF h 



r 



1 Scgretntio Gtìnerali 



J 



CAPITOLO III. 
Amministrazione Centrale. 



L'amministrazione centrale può dirsi che riposa tutta sul 
sistema ministeriale. Il concetto di Ministero, può cosi de- 
finirsi : Tufflcio pubblico destinato alla direzione di una 
delle grandi parti in cui organicamente si divide Tattività 
dello Stato, concretata neiramministrazione (1). 

L'amministrazione ci rappresenta perciò l'insienK^ dei 
servizi pubblici destinati a concorrere al conseguimento d(M 
fini del governo ed alla applicazione delle leggi d'interesse 
generale (2). 

Governo ed amministrazione sono due cose ben distinte, 
ma spesso vengono confuse o scambiate perchè l'uno e 
l'altra si trovano uniti in una medesima persona, come ad 
esempio, il Capo dello Staio, i Ministri ; e perchè i funzio- 
nari e gli agenti amministrativi sono gerarchicamente su- 
bordinati ai membri del governo e formano con esso una 
cosa sola. Per conseguire i suoi lini ed applicare le leggi, il 
governo abbisogna della volontà (} df^l'azione : la volontà, 
cioè la direzione, l'impulso, risiede nel governo ; l'azione, 
cioè l'esecuzione, è propria della amministrazione. 

È ufficio dell'amministrazione dello Stato : 
emettere i regolamenti generali e speciali necessari per 
l'applicazione delle leggi, giusta la delegazione del pot(n*e 
legislativo ; 



(1) Orlando. Diritto AmminìstTativo. 

(2) Clemenlini Paolo. Opera citata. 
Taddbi. 



226 ^^^V CapitolQ III. 



prescrivere le misure gonerali obbligatorie sìa per la 
generalitù dei cittailinì, sia solamente per una detormùmta 
«lasìHt e soi've-rgliarjie f^ curarne Test^'iuzione ; 

antorizzare la L-rcaziono di taluni stabiliurentì pubblim 
o privali^ ed esercitare la vigilanza e la tatek sui corpi mo- 
rali, secoiido le disposizioni delle leggi ; 

impedire lutto cir'i che è eontrarìo all(^ ie^J^i, ^ì pegola- 
nienti, agli interessi ^.^enerali ; 

vegliare alla pubblica uioi-abs alla saidtà e sicurezza 
pubblica, aUa tutela delle proprielù. e delle persone ; 

provvedere alle puinzioni dei eoniravveidori alle leggi, 
degli autori di reali, delitti e eri ri dui; 

arn ministrar*' il pHbbUen denaro, ÌI palrìmoiùo della Xa- 
siione ; 

dirigere la ripartì Kiont» deile impoBte e riscuoterle, 
sempre secondo le norme stabilite dalle leggi e dai r%'Ola- 
meiitri ; 

lare eseguine i lavijri pubblld; 

far coneoBsioni di eose e di diritti uei limiti e nelle forme* 
prcat^ritte daUe leggi ; 

esaminare i redami dei citta^dini e provredere sui nif- 
desiaii; 

prestare assisk*nza, appoggio e protezione in casa dica- 
launtiV 1* di bisogni ai regnicoli neirintenio d^l Regno, <^d al 
nazionali reaidcntì airostero; 

nominare i Tunzionari od impiotali dei vari rami del- 
ramniinistra^ione in base alle let^^i etJ ay:li orgaìdt'i st-a- 
bilili- 

Ministeri. 

il uMoiino tieì niiinsteri puf'i variare, dipendendo esso dal 
jiiihIo di dividere le materie ainuiinistrative. La seìeuza tì- 
pattitì{"<' Taitìvità dt'llo stalo in li'e gruppi e einque Mini- 
sf'Mi riMiiJatjienlali flt: la inaiifa, lì ilivide in undici, elle 



I 



1. Ministero degli Affari Esteri. 

2. Ministero deirinterno. 



//> L'aìlìvìììì dello Stato, inlesa nel più largo senso della pa- 
roJa, si determina innanzi tutto in quesle Vre gtaudi divisioni: 



Amministrazione Centrale. 227 



3. Ministero di Grazia e Giustizia e dei Culti. 

4. Ministero delle Finanze. 

5. Ministero del Tesoro. 

6. Ministero della Guerra. 

7. Ministero della Marina. 

8. Ministero della Pubblica Istruzione. 

9. Ministero dei Lavori Pubblici. 

10. Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio. 

11. Ministero d(?lle Poste e dei Telegrafi. 

La costituzione dei Ministeri è determinata con Decreto 
Reale, come per Decreto Reale viene stabilita la competenza 
e la divisione degli affari fra i vari Ministeri, non esseri do 
mai stata regolata per legge questa materia ; anzi la l(^gge 



curare e provvedere ai rapporti cogli stati esteri; curare e prov- 
vedere ai bisogni interni dello Stato ; prococciarsi i mezzi onde 
raggiungere i superiori fini. Però queste due ultime grandi se- 
zioni dell'attività dello Stato si suddividono alla lor volta in 
due grandi parti, per loro natura nflatto diverse, si da costi 
taire un tutto nettamente determinato ed organicamente auto- 
nomo. I fini, infatti, che Io Stato deve raggiungere possono es- 
sere dipendenti o dal concetto della tutela giuridica, o da quello 
dell'ingrerenza sociale. 1 mezzi poi possono consistere in uno 
dei due seguenti: la forza armata di cui lo Stato abbisogna 
per farsi rispettare all'estero e per mantenere, all'interno, l'or- 
dine pubblico ; ed i mezzi economici che si risolvono nell'orga- 
nizzazione di uua pubblica fin«inza. 

Abbiamo cosi ottenuto, con procedimento rigorosamente or- 
ganico, cinque grandi divisioni dell'attività dello Stato, cui ri- 
sponderebbe il contenuto di cinque ministeri fondamentali: 

1.° Rapporti con l'estero ; 

2.® Mantenimento dell'ordine giuridico all'interno; 

3.0 Ingerenza nei rapporti sociali; 

4.® Forza armata ; 

5.0 Mezzi economici. 
I Ministeri poi, che chiameremo tipici, rispondenti a queste 
grandi sezioni sarebbero, secondo le denominazioni prevalenti 
nei moderni ordinamenti positivi: 

1.® Ministero degli Affari Esteri; 

2.® Ministero di Grazia e Giustizia ; 

3.** Ministero dell'amministrazione interna; 

4.** Ministero della Guerra; 

5.® Ministero delle Finanze. 
Orlando. Diritto Amministrativo. 



ns ^^^K capitolo ni: ■ 



Ig febbraio 1888 n.^ 519&^ affida al potere esecutivo la de- 
térmÌD anione flel nurnf^ro eil anche le attribuzioni dei Mi- 
nisteri : vi 8ono aleiuie leggi speciali che affidano, spf*ciiì- 
oandolOj ad un dato ramo di aioaiinigtrazione la loro eso- 
euzione (1). 

Alla direzione di eiascnn ^ìini6t^^0s vi h un Miniitm r(^ 
spon sabile (?) coadiuvato da un Sottosegretario di Stato e 
dai Corpi consultivi speciali annessi a ciaj9<?.una aiunnnistra- 
zione. Il SoHoSf?grelario di Stato esercita Ir» attribuzioni n 
hii delegate dal Minisi nj (3) e lo rapjvreseuta quautlo è as- 
tìent-e od io ^jualsiajsi modo impedito. 

Le attribumoi .^pedali dei vari Mitdsteri sono: 

Mi n j st ero d e gli A fTar 1 Esteri. 

Quest'Aioinìoiat l'azione rappresi^nta il governo presso le 
jioteiize estere ; stipula con t'Sije i trattati e lo convenzioni 
onde stabilire e eonservare le ri4azioni iiifmazionali ed a 



(1) Con decreto rcnle 21 rlìtembre 18MJ %\ :ipprovà il regata- 
meato delle aitribyzìonj tVa j vim Ministeri. 

Crii k>ige 23 marzo l^Xì n *^ 1483, sì mandò fij potere esecw- 
lìvo di «irdiiiQiTe per regolo m^'Til a i Ministeri e loro afficL e ciò 
sL fece col rt-golamento 23 idlùbri' ISSri n" 1611. Con le leggi 
dei pìetil |>oieri tltd 13 novembre 18r*9 d," 3746 e 2S BÌufino l»efi 
\\° 29S7, sì rinviè iì\ governo la delermiDai^janc didleaUnt^tiKiom 
dei Mlnisiri e della Prehidenjia del Conaigtio dei Minìslrt; se- 
nonehc il decreto reale 27 marzo iStìl n.^ 3629 che all'uopo pro^* 
vedeva, veniva revocalo col regio decreto 28 aprile 1867 n." 3664. 
— Clenientini Paolo. Opera citata. 

(2) Per l'art. 67 dello Statuto i Ministri sono responsabili: essi 
controfirmano gli atli emanali dal Re, o meglio, da essi sollo- 
posti all'approvazione reale nell'interesse del servizio a cia- 
scuno di essi affidato e provvedono alla esecuzione delle leggi 
e (lei regolamenti, dirigendo l'azione degli impiegati del pro- 
prio Ministero, emanando istruzioni speciali e generali (note, 
circolari, istruzioni, ecc., ecc.) sia per la disciplina che per la 
tecnicii, e compilano il bilancio del proprio Ministero. 

(3) Le attribuzioni dei Sottosegretari di Stato, sono determinale 
dal reale decrelo 1 marzo 1888 n.^' 5247 i attribuzioni speciali 
renncìo afiidate al Soltosegretario di Stalo per gli Affari Esteri 

co/ r. decreto 29 marzo 1888 n.° 5347, ed a quello dei Lavori 
Pubblici col r. decreto 25 aprile 1889 n.o GOfe-^. 



Amministrcuione Centrale. 229 

taPuopo prende gli opportuni accordi col Presidente del 
Consiglio e con i colleghi interessati nelle questioni spe- 
ciali ; esamina e risolve le questioni diplomatiche e di di- 
ritto internazionale ; dirige le legazioni e le agenzie conso- 
lari, nominandone il personale ; protegge i cittadini residenti 
air estero e si occupa delle successioni che si aprono aire- 
stero in favore dei regnicoli ; rilascia i passaporti per l'estero ; 
sovraintende ai possedimenti coloniali ; promuove e prote<i^(' 
rinsegnamento della lingua italiana airestero e ne dirig<» 
le scuole ; propone e provoca Tautorizzazione sovrana ai re- 
gnicoli di fregiarsi di ordini cavallereschi conferiti da po- 
tenze estere ; vigila al mantenimento dei confini territoriali 
dello Stato e fa rispettare all'estero la bandiera nazionale ; 
redige gli atti relativi ai Principi della Famiglia Reale, inte- 
ressanti le potenze estere. 

È ripartito in cinque divisioni oltre vari uffici autonomi, 
come: TUfficio Diplomatico, quello Coloniale, il Commissa- 
riato dell'emigrazione e Tlspettorato generale delle scuole ita- 
liane all'estero. 

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, in 
data 5 marzo 1905, è stato aggiunto a questo Ministero un 
Ufficio provvisorio sotto la direzione dei Ministri degli Af- 
fari Esteri, dell'Agricoltura e del Tesoro, per la trattazione 
di tutti gli affari che si collegano alla fondazione in Roma di 
un Istituto internazionale di agricoltura. 

Questo Istituto è sorto per iniziativa di S. M. il Re, il 
quale con lettera del 9 febbraio 1905 ne raccomandava la 
istituzione a S. E. il Presidente del Consiglio dei Ministri, 
Cav. Giovanni Giolitti. 

Secondo le intenzioni manifestate in quella lettera da 
S. M., l'Istituto internazionale, all'infuori di ogni mira po- 
litica, devo studiare le condizioni dell'agricoltura noi vari 
paesi del mondo ; segnalare periodicamente l'entitù e la qua- 
lità dei raccolti per modo da agevolarne la produzioiio, ren- 
derne pili spedito e meno costoso il commercio ; procurarsi 
e far conoscere le condizioni della mano d'opera a<;ricola 
nei vari paesi, allo scopo che possa servire di guida a^li 
(emigranti ; promuovere accordi, fra le varie nazioni, per una 
efficace e comune difesa contro quelle uialaitv<i ^^VVv\^vaj^A.v- 
e del bestiame, pei- le quali riesce mewo o^c:a>fòv>. ^a^ <K>^vì>^'ò. 



230 



Caiìitùlo IIL 




parziale ; < citare opportunamenle la sua aziona regoli 
trice sullo l^iriM^jito tJ ella coopcrazione ruralet tlc?U© ) 
cu razioni ( t?retiito";agrario. 

L'on. Pu looni. in un suo artieolo pubblicato sul ùwr-' 
naie degli moiìiisti, ( Interni ina il fine ossen7Jal<^ delPlfitl- 
tuto sorto ' la giaiKk*' iniziativa tiel He. iti questi ter- 
mini : «Il i *^ssenziale è Torganizzazio ne degli agricoltori 
per creare ndizioni pepfeile allo svolgimento della loro 
industria, le, ad esempio, la iiìternaa^iojializzazione f[el 
credito agi » itied sante runione ìu gruppi delk> organiz- 
zazioni 'cen 1^ ^^'* '^'-^'^i*^ '<' ^'^*'\ nazione, nello quali si 
stringono v biJitè dì credito cìw non 

si trova lì condizione sopi'a lultn 

necessaria 'a i prmluttori e i riven- 

ditori delle sparirò il monopolio degli 

intermedia. 

« A qu«?< liuto nella preparazione i* 

nella propj i con un utìUio centrale 

alle borse ^nmti già esistenti o eh** 

possono esistere tiei ._.„_._ atti ; ma disponendo ^ìei 

commerci e dei trasporti in oiasonn paese in modo da poter 
creare subito viiteriosa concorrenza ai sindatmti tentati in altri 
paesi centri ctìmmerciali, 

« Anche le questioni ili ordinamenti internazionale dei 
magazzini generali, ad esempio, di regime forestale e flu- 
viale, di giurisdizioni speciali per la elasse agrkolaj simili 
a quelle già conquistate dalle elussi industriali, di contratti 
agrari ecc., sin percbè d'intereJ5se internazionale7oggi pi il o 
meno ricosciuto. Sia pc^rchè, esame eoUettivo è (osarne cri- 
tico, possono ilal nuovo Istituto essere eflìcncemente stu- 
diate. 

« 1/Istituto internazioTiale]di agricoltura non- è^destinato ad 
imprese, ma può essere Tincentivo ad imprese ed il mezzo 
necessario». 



È Corpo consultivo di questo Ministero, il Consiglio del 
Contenzioso' Diplomatico, il quale 'è "chiamato Ta pronun- 
ziarsi su tutte lequestioni che sorgono nelle relazioni con 
gli Stati esteri, sui quesiti di diritto internazionale, di nazio- 
nalità, e di emigrazione. 



Amministrazione Centrale. 231 

Oltre gli archivi divisionali per gli affari giornaliori ed un 
ufficio speciale di registrazione e spedizione, il Ministero 
degli Affari Esteri ha V Archivio storico, che è un vero e 
proprio ufficio autonomo. 

L'archivio di quest'amministrazione assume una speciale 
importanza per il carteggio diplomatico e le relazioni dolio 
Stato con Testerò. Quello che nelle altre amministrazioni ò 
un semplice archivio di deposito, qui assurge aironore di 
archivio stori(;o. Infatti oltre alle carte contabili e la corri- 
spondenza relativa ad affari privati e di ordine generale, 
come in tutti gli altri Ministeri, vengono in esso custoditi 
trattati originali, le convenzioni internazionali, la corrisi)on- 
denza con Testerò della Real Casa ed i carteggi politici ri- 
servati. 

Tutte le Amministrazioni lianno affari di importanza po- 
litica ed amministrativa, ma è fuor di dubbio che quella 
degli Affari Esteri ha la specialità, della Diplomatica, vale a 
dire quella parte di politica che tratta del diritto pubblico 
e comprende la cognizione dei trattiti fra diversi Stati. 
Questa specialità ha creat(? delle eccezioni: cosi ò che la 
consultazione dei documenti d'archivio, d'indole internazio- 
nale, ancorché trattisi di carte depositate presso gli Arcìiivi 
d' Stato e venga richiesta a scopo di studio e per motivi 
scientifici, non può essere accordata se non interviene Tau- 
torizzazione d(^l Ministero ; autorizzazione che vUmo rilasciata 
dall'ufficio di archivio, il quale, a sua volta, non può dare 
comunicazionf» di alcun documento se non atten(Mi(Iosi alle 
istruzioni ricevute a tutela del segreto d'archivio. 

SulTordinainento degli archivi del Ministero degli All'ari 
Esteri, ho potuto consultare una pregevole pubblicazione (1) 
del cav. F. Barberi, archivista in quelT Amministrazione, 
per la quale egli ha ricevute molteplici attestazioni di lode 
dai più comp(»tenti in materia. 

Le riforme da lui suggerite sono state, in gran parte, at- 
tuate e l'organizzazione dei scn-vizi di registratura ed ar- 
chivio, corrisponde a quella già esposta. Fra hi proposte del 



(1) Sulla istituzione di un Archivio Diplomatico Ilaliano nd 
uso del Ministero degli Affari Esteri e conseguente riordina- 
mento degli archivi divisionali e del persnale di Tex^^CiS!>^vi.^'^- 
ria. — Roma, Tip. della Camera de\ l>e\>wV«\\, V^^^. 



Barberi^ dtr<? Te ni* aono di massima importanza e dì intli-4 
scutibile utilità ; fttnbodijp accettate, TogUo fJiiTi, la mocolta 
delle disposi /.io ni legislative e la istituzione deU*ArchÌFÌo 
Diplomatico rtaliano. ^ 

Mi piace riassumere l*orgaim mento ceneepito ósA eav. Bar* W 
béri per rart^hivio diplomatico ohe, in attuazione, ha prese 
il riom^ di Archivio Storico. Nel cenGetto di queste egregio 
funzionario, ranchino diplomatico avrebbe doTuto esserCj 
né più nò meno, eh e la raeeoUa di tutt^ quelle carte e do-J 
cu menti che tiene a consenranj presso ùì sé. Questi atti, f 
eon tutti i loro aceessori, dovrebbero essere riuniti in modo] 
da non dover subire innovazioni di sovta e corredati deiJ 
pretoc!olli, elenchi, serie, rubriche ed altre giiide^ in baséi 
alle varie ripartizioni cui atidarcmo soi^getti gli uffici cliel 
tfuitarono gli atTari. E per raggiungere lo scopo e dare la] 
nt^eessaria importanza alla raceolta, suggerisce che questo! 
archivio venga ripartilo in tre Sezioni— antica, moderna e l 
It^isJativa. — I.a pjirte antica (fino al 1B60) dovrebbe esaerej 
costituita diti documenti posseduti dagli archivi dei cessati j 
sitati italiani (1) ; la parte moderna (dal IStìl in poi) o Se- 
zione eontemporaneas oltre clie da quelli ministeriali, dagli 
atti che gli arohivi italiani ali* estero dovrebbero, per legge, 
versare air archivio generale del Re^o (2), 



(1) L'idea è ottima, ma Tattuadone pratica ne sarebbe dlUfi- 
cjlis^iina, in quanto che troverebbe opposizione ad oltranza 
negli elementi locali^ iult' og|;l altaceatisGÌml ai documenti che 
n^nno Tnóe delle glorie e della civiltà dei piccoli Stati. 

(2) I li Ioli principali nei quali verrebbe ripartita la Sezione 
contemporanea sono : Affari politici e riservati — Reclami in- 
ternazionali — Espulsioni d' indole politica — Frontiera — 
Trattati, convenzioni, protocolli, strumenti di ratifica (stipula- 
zioni ed interpretazioni) — Rassegna della stampa — Libri 
Verdi — Cifrari — Contenzioso diplomatico — Relazioni col 
Parlamento e col Corpo Diplomatico — Cerimoniale (lettere 
reali, credenziali, franchigie, privilegi, immunità diplomatiche 
visite di sovrani, principi, ecc.) — Atti di notariato relativi ai 
principi della Real Famiglia (*) — Possedimenti e Colonie — 



(*) 11 Ministro degli Esteri cessò dall' esercitare l'ufficio di Notaio della, 
Corona in forza del r. decreto 1} giugno 1895 che abrogò l'altro del 21 
dicembre 1850. 



Amministrazione Centrale, 233 

La parte legislativa, comune a tutte le epoche, dovrebbe 
essere costituita : da una raccolta completa delle qu(»stioni 
di massima, delle leggi, circolari, regolamenti e disposizioni 
emanate dal Ministero degli Affari Esteri e dalle altre» Au- 
torità del Regno, in quanto possono riguardare gli agenti 
consolari e gli uffici dipendenti; da tutte l(» convenzioni, 
capitolazioni, trattati, documenti e carteggi politici e coni- 
commerciali riguardanti le relazioni estere dei cessati Stati 
italiani e dei manoscritti e lavori di speciale importanza ri- 
guardanti le stesse relazioni estere, custoditi negli archivi 
delle varie province italiane, h» cui din^zioni dovrebbero 
rilasciarne, se richieste, cepia autentica al Ministero degli Af- 
fari Esteri. 

Queste pregevoli collezioni dovrebbero essere disposte per 
materia e non soltanto nel loro ordine cronologico: poiché, 
anche fornenxìole di un elenco alfabetico per materia, senza 
raggruppare le disposizioni, la consultazione resterebbe» ma- 
lagevole e talvolta anche incompleta. 

Un archivio diplomatico siffatto sarebbe senza dubbio 
importantissimo per TAmministrazione che lo forma e lo 
custodisce, per la politica geMierah» dello Stato e pen* la 
storia. 

Sarebbe poi cosa savia e patriottica completare Popen-a 
riformatrice deirordinamento degli importantissimi ansili vi 
di questo Ministero, iniziata dal Ministro Prin<»iti. col dare 
all'attuale archivio storico Timpronta di un archivio diplo- 
matico, rendendolo veramente utile agli studi ed airainmi- 
nistrazione. Come sarebbe altresì vantaggiosa la uniformiti 
di sistema per gli archivi dei regi uflici all'estero. 

Mi sono intrattenuto a parlare del lavoro del cav. Bar- 
beri, perchè, pcn- le ricerche che ho avuto occasione di fare» 
suU'ordinanK^nto degli archivi d^Ue anmiinistrazioni C(mi- 
trali, ho dovuto riscontrare che rorgauizzazioiu» (l(»i sin- 
vizi di archivio, com'egli la proponi», è semplice», di pratica 
utilità, ed Ila il ni(»rito di quella opportunità cIh» sa im- 
porsi alle st(»sse norme» re»golatne»nlari : lauto vero t-hc ha 



ed ogni altro tilolo attinente a politica o a diplomazia, nonché' 
le Biografìe di tutti i Ministri e di quei diplomatici cK<^ vcva.^- 
giormentc si distinsero per segnaluU scrv\^\. 



2S4 ^^^m Gapmio ni. 



IXJttito avere la, sotldìafaziorie di TOtlere quasi oompleUmente 
attttate tutte le sue idee- 



Mi ni ste ro dell' In te rno . 

Esùiio attribuzioni speciali tlc4 Miiiistero fieH'Jnteiiio : la 
tutela della sicurezza pubblica ; ia polizia delta stampa, 
ddle feste uas&iouali, dei U^tLirì, de^^Iì spettat^oli pubblici e 
dt'lle Tettare pubbliche ; il seiTiaio delli^ prefetture e sotto- 
prefetture, ìe Giunte provinciali anmuuistrative, i Consigli 
e le Deputai io ni provlneìaJi ; le delegazioni di pubblica si- 
curezza, le carceri giudiziarie^ 1p case dt detenzione, di re- 
eluisìone e f^lì ergastoli ; il aervizio delle amministrazioni 
comunalij lo sciogli mento dei Consigli comunali e provin- 
ciali, le liste elettorali e Je elezioni politiche ed ammini- 
strative; nonché la nomina dei eindatjj ; il rilancio delle li* 
cenze per porto d'armi e dei passaporti ; la naturalizzaKioue 
degli stranieri. La beneficenza pubblica nelle sue molteplici 
e svariate amministrazioni, cioè : coi icen tramenìi* ragf^^rui^- 
pamejiti e tfasformazìoni delie Opere pie; le confraternite, 
gli ospedali, i ricoveri, gli asili inlantìlij gli ospizi, i mani- 
1^0 ni L i nif^ifti di nìfih '^r-r. T.r» ^fvrVf^nliiMi/^^ <ìn]t' ^^vi^-'n'i di 
navigazione e relativi arruolamenti e sulle imprese di co- 
lonizzazione ; la polizia sulla navigazione fluviale e lacuale. 
La sanità pubblica e tutta la legislazione e polizia sanitaria, 
coadiuvato in questo importante servizio dal Consiglio Su- 
periore di sanità e dai Consigli sanitari delle Provincie. 
Spetta al Ministro deirinterno fare le proposte per la no- 
mina dei Senatori, quelle per le onorificenze neirOrdine 
del Merito CivUe di Savoia e quelle per il conferimento dei 
titoli di nobiltà, nonché le ricompense per gli atti al valor 
civile. 

Dipendono da questa Amministrazione : il Consiglio di 
Stato, gii Archivi di Stato, la Consulta Araldica, la Dire- 
zione» della Gazzetta Ufficiale, il Corpo dei Reali Carabi- 
nieri, quello delle Guardie di pubblica sicurezza e quello delle 
Guardie carcerarie. 

È ripartito in quattro Direzioni Generali e dieci Divi- 
sJonJ, oltre la Ragioneria: le Direzioni Generali sono: ^m- 



Amministrazione Centrale, 235 

ministrazione Civile, di Pubblica Sicurezza^ della Sanità 
e delle Carceri, 

I Corpi consultivi annessi al Ministero (h'iriutenio sono: 
la Consulta Araldica (R. Decreto 11 (hnionìbre 1S87 ii. " 5138) 
oomposta di dodici consultori eir(»ttivi, dei quali quattro del)- 
bono essere Senatori e due alti funzionari ih^U'ordine <;in(li- 
ziarìo; cinque consultori onorari; un Commissario del !*<», 
un Cancelliere effettivo ed uno onorario: la (ìiunta jxuMua- 
nente è composta di quattro (consultori f^lIV^ttivi <» du(» suj)- 
plenti: è presieduta dal Ministro (1) ed (»m<'tt(» pareri sui 
diritti guarentiti dall'art. 79 dello Statuto (> sulh^ domande 
e questioni concernenti mat^>rie nobiliari ed araldidie o, iìono 
il registro delle famiglie nobili (Reali Deen^ti 2 (^ 5 lui^lio 18<)() 
numeri 313 e 314) (2). 

II Consiglio Superiore di Sanità (lejige 22 dicembre 1888. 
n. 5849) è composto di personalità, tecniche ed amministra- 
tive, cioè: -sette membri di diritto (capo deirullìcio sanitario 
al Ministero dairinterno, un medico ispettore (if»l corpo sa- 
nitario militare e uno del corpo sanitario marittimo, il pi-o- 
ouratore generale presso la Corte d'Appello di Roma, i Di- 
rettori Generali dell' Agricoltura, della Statistica e della Ma- 
rina Mercantilo e di venti eletti dal Re in mani(M'a che vi 
siano cinque medi(?i, due ingegncu'i, due naturalisti, du(» 
chimici, un veterinario, un farmacista, un giurista o. (hie 
pratici dell'amministrazione. Formula pareri su tutt(» le ((ue- 
stioni t(^cniche ed amministrative ch(^ si riferiscono all'igieiK» 



(1) Il Ministro dell' Interno è presidente anche del Reale 
Ordine di Savoia. Quest'ordine cavalleresco fu fondato da Re 
Carlo Alberto nel 1831 perchè unitamente a quello Militare 
concorresse a premiare la virtù di coloro i quali ' dedicatisi 
ad altre professioni non meno utili che quella delle armi, fos- 
sero diventati con profondi e lunghi studi 1' ornamento dello 
Stato, e a coloro che in special modo conseguissero nome glo- 
rioso nella carriera dell'insegnamento „. 

(2) Coi reali decreti 15 giugno 1889 e 5 marzo 1891 furono isti- 
tuite Commissioni Araldiche Regionali con incarico di formare 
gli elenchi nobiliari regionali, e, sopra richiesta del Ministero, 
della Consulta Araldica o del Reale Commissario, dar pareri e 
notizie sulle materie riguardanti la rispettiva regione. Tanto la 
Consulta, quanto le Commissioni Araldiche Regionali, sono 
Corpi permanenti. 



Vapitùlo IIL 



ptl alla sanità pubbHca eonverteTidol i in pifoposte conerei", 
^]iianilo io giudichi opportuno, 

li ConMglio delle Carceri, istituito con la ieg^e ilei 14 
itiglio 1889, n** fìJ65 {sumi*. 3'), è composto di cinque merabri 
e presieduto dui Mnusiro o dal Sott-osogrotario di Stato : le 
attribuzioni di qm^afo Coubpsso sono determinate dal reale 
decreto tì inarco 1^90, n" <J829 (serie 3*). 

Il Consiglio fergti Archivi, composto di un Prpsidonte, 
dodici Consiglieri effettivi iiDminati con Decreto Reale su 
proposta dei Miinstri dell' Intoroo e della Pubblica Istruzione, 
scelti fra persone es trance al personale degli archivi, di un 
Jun^iouarìo superiore del Ministero deiriiiterno designato 
dal Ministro e di un supplente* Possono esservi aggiunti, 
t^onie Consiglieri onorari, pers^onaggì noti per erudizione 
storica o per pratica iieila palettgrafla e Tielle dottrine ai"^ 
chivislielie : il loro numero non può incedere quello di sette 
e le nomino ììnuno luogo tM>n le stesse norme stabilite per i 
Consiglieri effettivi. È segretario del Consiglio il Capo della 
Sezione Ministeriale cui è attribuito il servizio degli ar- 
chivi. 

TI Consiglio per gU archivi dti pareri siiUa eonipilazione 
e iiìodiflcazioni? delle leggi e dei regolamenti sugli archìTl, 
sulle queMìonì attinenti all'ordinamento generale degli ar- 
chivi ed al corrispondente servizio; sul metodo dei lavori 
di arcliiviazione e pubblicazione degh atti e sulle regote da 
segaire nella compilazione degli inventari, dcgrindici, dei 
L'cperlorì, dei regis(tf f di oonUIdn l^ivriio g*^nm*ale di ar- 
chivio ; su le nomine dei Direttori d'archivio. 

La Giunta di questo Consiglio, composta del Presidente 
e di tre membri effettivi designati ogni due anni dal Con- 
siglio stesso e dal funzionario del Ministero membro del 
Consiglio, da pareri : sulle nomine e promozioni dei funzio- 
nari dogli Archivi di Stato ; sull'applicazione delle punizioni 
chscipliiiari di competenza del Ministero e su tutti i quesiti 
ch<^ ad essa vengono proposti dal Ministero, ed esercita la 
•sua vigilanza sugU archivi detti provinciali esistenti nelle 
città di Aquila, AvelUno, Bari, Caltanisselta, Campobasso, 
Caserta, Catania, Catanzaro, Chieti, Cosenza, Foggia, Gir- 
genti, Lecce, Lucerà, Messina, Potenza, Reggio Calabria, 
Salerno, Siracusa, Teramo, Trani, Trapani. 

Oltif^ 2 Cojjsigli sopra enumerati, coadiuvano il Ministro 



Amministrasione Centrale. ^'Xi 



deirinterno, varie commissioni, alcuno permanonti conn^ 
quella per Cesarne delle proposte di ricompense al rnlor 
civile o la Commissione centrale }ìel credito comunale e 
provinciale; altro temporaneo por Tapplioazioiu» di h»^»:! 
speciali cho concliuvanoil Ministro nello molt(»pliei o svariati' 
funzioni tecniche, amministrativi» e politiche. 

Il Ministero dell'Interno ha un archivio generale e vari 
archìvi speciali. Gli archivi speciali provvedono alla custodia 
degli atti del rispettivo ufficio, quello (itMierah» a tutto il 
rimanente servizio dell' amministrazione. Hanno archivio 
speciale: il Gabinetto del Ministi'o ; la Divisione Personale. 
per la custodia degli atti risinTati relativi al personale dol 
Ministero ; la Direzione Generale di Sanità e qu(41a dello 
Carceri. L'archivio generale custodisce gli atti e disinipogna 
il servizio di tutti gli altri uinci d(4 Minist«n-() cioè : dello 
Direzioni generaH doirAmministrazion(» (""ivilo e di Pul)- 
blica Sicurezza, comprendenti cinque Divisioni, dodici Se- 
zioni e vari ullìci dipendenti. La moh» e la variotù dogli 
affari impongono IN^sattcv/za la più assoluta nella classilica 
e nella registrazione, nonché la necessità di moltt»plit'i con- 
trolli per facilitare le ricerche. I/esattezza è stata raggiunta 
mercè la razionale e ben delineata ripartizione d(»U(» t'iassi o 
delle categori(» ; la ricerca è facilitata dallo moltoplici rubri- 
che, le quali indicano, sotto i suoi più svariati aspetti, l'esi- 
stenza del documento ricercato; infatti oltre una rubrica ge- 
nerale vi sono, in quest'archivio, rubricln» speciali \)vv ra- 
gione di luogo, di niatoria, di persone» ; rubriche nniiKn'iclio 
(l'archivio è tenuto col sistema sintetico, cioè a numero lisso, 
ed i fascicoli del p(M"sonalo sono numerati) o vario altro, a 
seconda del p(M-sonale. dogli utllci e dello mat<'ne spicciali. 

Ministero di Grazia. Giustizia e dei Culti. 

La tutela d<*l diritto noi suoi molteplici e svariati raiiporti 
è aiPidata al Ministero di (Irazia o (iinstizia. Il ('a])o di 
questa Amministrazioiu' è t-hiamato anello « Ministro duar- 
dasigilli » porcile a lui è afliilata ìi\ cuMoiììai, do[ Sigillo dello 
Stato (1) ; Sigillo che dove osson» ajìposlo sui decreti ai 

(1) IJ Sigillo dello Stato, viene can\V>*\aVo scAo ec\ »:^^^\»x^ 



2^ ^^^^^^^tafifolo 111^ 

quali il potere f^t'cutivo vuol dare carattere a tovm legi- 
slativa. 

Dipendono da queste Minist<*m, ma sol tarilo per ciò che 
ai riferisce alla nomina del personale, neii potendo avere 
ingerenza, né esert^itare influenza sui gindioatl, ma aelo 
la suprema sorveglianza amministrativa e disdpUnare: le 
Corti di Caissazione, le Centi di Appello, i Tnbuimli oiviH h 
penali, le Preture tnì i Giudici Conciliatori. DipondoNO in- 
vece direttamente: gli Eoonomati dei beueflKÌ varianti e la 
Direzione Generale del Fouflo per il Culto e del Fontfo "lì 
beneficenza e religione nella eitljì di Roma. 

Sono attribuzioni spetviali di <]in:'5t'Amniimstrazione : la 
legislazioije eivlle, commerciale e penale; la eircoacrì zinne 
della giurisdizione ed i conflitti rphtivi non riservali ai ma- 
gistrati ed ai tribunali; l'OnJiup Giudiziario ed U Pubblico 
Ministero ; le rogatorie e le intimazioni air estero ; lo estra- 
dizioni ; la polizia delle careeii giurliziarie ; la formazione 
delle liete dei giurati ed il Casellario giudisiiario ; resercizio 
del notariato; lo stato civile; la lei^iit ti rn azione deUa prole 
per reaciitto del principe; le aggiunte e variazioni ai co- 
gnomi; If* proposte per condono, commutazione e diminu- 
zione ili pfnie; Talta sorveglianza dei fondi deirAci?aflemia 
di Superga (1), deirimpiego del patrimonio ecclesiastico in 
genere e Tamministrazione di quello della S. Casa di Lo- 
reto e del soppresso Ordine di S. Stefano di Pisa: sorveglia 
sul servizio delle ipoteche ed ha la suprema direzione am- 
ministrativa e giurisdizionale in materia beneficiaria ed ec- 
clesiastica. Dipendono da questo Ministero tutti gli istituti, 
seminari e stabilimenti ecclesiastici d'istruzione e di edu- 
cazione; il conferimento dei posti gratuiti per frequentarli 
<' la concessione delle pensioni, assegni, sussidi ecc. sui bi- 
lanci degli Economati, dell'Opera di Terra Santa, del Col- 
l<*gio Italo-greco di S. Adriano, dei fondi speciali pel clero 
Veneto e Sardo ecc. ecc. 



dei Capo dello Stalo. I Sigilli dismessi vengono depositali nel- 
l'Archivio di Slato, il quale li conserva in una veirina con 
quelli dell'ex Stato Pontifìcio, unitamente ad alcuni autografi 
(ìi Sovrani e celebrità storiche e scientifiche. 
CIJ Istituzione che non esiste più. 



Amministrazione Centrale, 239 

I Corpi consultivi annessi al Ministero di Grazia e Giu- 
stizia sono : 

la Commissione consultiva per la nomina, le py^omo- 
zioni ed i trasferimenti dei magistrati giudicanti e dei 
funzionari del Pubblico Mim5fe>'o : essa si compone di otto 
membri effettivi ed otto supplenti, che vengono (4etti dalle 
Corti di Cassazione anno per anno; è divisa in due Sezioni. 
una si occupa dei magistrati giudicanti, Taltra dei funzio- 
nari d(ìl Pubblico Minist(n*o ; 

il Comitato permanente della statistica giudiziaria e 
notarile e la Commissione della statistica giudiziaria e- 
notarile, istituiti coi Regi Decreti 7 novembre 1900 n. 350. 
7 ottobre 1900 n.« 350 e gennaio 1901 n.« 5. 

In questo Ministero ogni Divisione ha il suo archivio. Vi . 
si trovano in attuazione» i du(^ sistemi di protocollazione, Ta- 
nalitico e il sintetico, noncliè div(U'8Ì mc^todi di classilìca- 
zione e custodia. Base generale della ripartizione dei fa- 
scicoli è la circoscrizione delle Corti d'Appello. Il p(M'sonale 
è tenuto per ordine di numero : al momento della forma- 
zione del fascicolo, il nome della pcH-sona assunta in ser- 
vizio viene registrato sopra una grande rubrica, ass<^gnan- 
dogli un numero; quel nunun-o viene conservato dal fa- 
scicolo per tutto il tempo che il funzionario presta ser- 
vizio. I numeri lasciati vuoti da coloro cln», per qualsiasi 
motivo, cessano dal far parte dei ruoli, vengono, anno 
per anno, assegnati ai nuovi nominati. I fascicoli degli af- 
fari di coloro ch(» non appartengono ai ruoli, sono tenuti 
in classe S(^pai*ata ed ordinati per alfabeto. Sulla rubrica 
generale del personale, i nomi v(Higono segnati una sola 
volta con Tindicazione del num(»ro del fascicolo ; quando 
cessano dal servizio, al loro llanco vi(Mie annotato il pas- 
saggio all'altra classe e rientrano in quf^lla categoria di 
fascicoli anmiinistrativi, cln^ annuahnentc» vengono appar- 
tati per formane la collezione d(»irannata e mandarli, dopo 
un certo periodo di tempo, al deposito e quindi alFarchivio 
generah^ del regno. Quc^ste collezioni annuali che, com'è 
detto più sopra, sono classificate per mat(»rie e t(Muite per 
circoscrizioni di Corti d'App<41o, V(nigono registrate col si- 
stema analitico sopra protocolli (^ rubriche <^'.\vv>. ^\ \:\\\\\w^'ajvv<^ 
al P gennaio (]ì ogni anno. Sulh» vu\ìv\vì\\ì^ ^t^\\\^wv^ %v^s^\v»ìC^ 



240 ^^^V Vagitolo' ITI, 



tutti i numeri della corrispondeTt^a <1i cìaììcu affare, ma 
registrazione complota delle carte si eseguisce sulla oopertin| 
dpi fascicoli. 

È sopra di <5i3e9tp die ai trova wuiplnto lo svolj^menl^ 
ddla eorrìspondoiiza con le risposte ed i próVTed ini enti a 
quali ha dato luogo. Ali* archivio della Divisione delle 
Gi-uzift, è adottato, invece, il sistema sintf^tieo noni t air» : in 
quesst'arcliivio gli affari prendono^ al loro irnzio, un numero 
di protocollo elle con&ei-vano per tutto l'anno ; sotto quel 
numero vf'Ugono i^ustoditi e, sui rt'gistrt, oltm l'arrivo, viene ™ 
amiotata tutta la corri sponden^a che ne deriva ed il pmvve^^B 
di mento pn*so, ^^ 

Ma, come ogni regola ha le sue eceezioid, cosi ti'a gli 
archivi del Mirvist^i^ro di Grazia e niu»tizia, vi è quf*llo eli e 
si diaci >sta dal sistiHim generalmente seguito; alla Divìaioiu^ 
Culti, gh atti non ^mo custodi ti per materie e noppnre per 
l'ircoscrizioni, uè riijartiti in qualsiasi altra maniera: in 
^ueirarchivio, iinieo criterio di (ila,ssii5ca è la locjalità ; e di 
custodia^ il cronològicìQ. Ogni Ente, Mensa Ve6<X)VÌle5 Par- 
rac-ehia, Capitolo, Cappella nia ecc. ha tm iinmero die con serva 
eostan lem ente dall^inizio dell'affare e non cambia pel @uo- 
cedersi degli anni. ^Hopm una grande rubrica, per nwessita. 
inunutabile, viene registrato rafJare roHo LI nome delta lo- 
calità, fon a ilanro il numero dato al tascis."olo; e aopra 
altro registro (ehiamato dei numeri di posizione), accanto al 
Tiumero viene annotato il fascicolo al quale è stato asse- 
gnato. F^iù alTaii tiferei itisi al medesimo F!nfee, formano pia 
fasici Ci jli sotto il medesimo numern. 

La varietà dei sìstenn di registrazione e custodia adottati 
in qu est* A nini ini strazione, viene ginstitìt'ala tlalla diversità 
defili altari e dal modo di loro trattazione. In verità^ ae 
ilitreren^n di ordinamento nella tenuta degli atti pu^'t essere 
<^iustitleata, essa deriva principalmente dal genere degli af- 
fari, se cioè essi si riferiscono a persone o ad Enti, vale a 
(lire, se sono all'ari di personale o amministrativi. Ad ogni 
modo, le (liffenMize notevoli che si riscontrano neirordina- 
nienlo (l<»gli archivi di questo Ministero, non intralciano il 
l)non andamento dei s<'rvizi; tutt'al più impediscono che 
nn impiegato d'archivio possa facilmente impadronirsi del 
sistcMna (li lavoro nei casi di supplenze o di passaggio ad 
altra Divisione: hanno però un pregio, che mi piace di 



Amministrazione Centrale, 241 

rilevare perchè in fatto di ordinamento di archivi ha grande 
importanza, ed è quello della stabilità. Questi archivi or- 
dinati in tal guisa al momento della loro formazione, cioè 
prima che il Regno d'Italia fosse costituito, conservano an- 
cora quell'ordinamento che ha fatto sempre ottima prova. 

Alla dipendenza e sotto la responsabilità politica del Mi- 
nistro di Grazia e Giustizia, vi è un ufficio distaccato e, 
quasi direi, un Ministero aggregato al Ministero, poiché 
esso è coadiuvato da Corpi consultivi speciali, ha una cassa 
centrale sua propria, un ufficio apposito di ragioneria, 
cioè quanto è necessario per formare un Ministero vero e 
proprio. 

Quest'ufficio, cioè la Direzione Generale del Fondo per 
il culto e del fondo di beneficenza e religione nella città 
di Rom^i, si compone di quattro Divisioni oltre un ufficio 
autonomo (quello del fondo di beniflcenza e religione nella 
città di Roma) aggregato al Gabinetto del Direttore Ge- 
nerale. 

Le sue attribuzioni sono tutte riferibili a materia eccle- 
siastica in quanto che è a quest'ufficio affidata l'applica- 
zione di tutte le leggi, decreti e regolamenti che si rifori- 
scono alla soppressione delle corporazioni religiose, all'in- 
cameramento dei beni, alla manutenzione delle chiese ; le 
proposte di autorizzazione ai corpi ecclesiastici per l'acquisto 
d'immobili e le accettazioni di eredità, di donazioni, di le- 
gati e per la vendita di mobili oggetti d'arte ecc. ; la con- 
cessione dei placet e degli exequatur e le nomine ai Vfv 
scovadi, arcivescovadi ed Abbazie e benefìzi di patronato 
regio. 

I Corpi consultivi speciali di questa Direzione Generale, 
sono: 

La Coìnmlssione di vigilanza sulV amministrazione del 
fondo per il culto ^ composta di nove membri ; 

il Consiglio di amministrazione del fondo per il culto, 
composto di sei membri oltre il Presidente; 

il Consiglio di amministrazione del fondo di benefi- 
cenza e religione nella città di Jìoma, composto di otto 
membri oltre il Presidente. 

II bilancio speciale di questa Amministrazione, ammouta- 
alla complessiva somma di li. 19.^0^.^^^ vcv o^.^^'a. Vwv^^^ 

Taddei. ^^ 



242 ^H Capiiolo III. 



L'Ai'ohi'. iella Direzioue G<^iierale (Jol Fonrio per il culto 
è leijuto e nednsirap giatcjnia dì quello della Divisione del 
rolliti \\\ M t*>ro di TiFaxia o niustiiia. I fas^^ìcoli vengono 
custoditi i„ *(iiiip t^roiiologit^o e tlistlnti per località. Ogni 
Knte, Parr hia o Capitolo, prende un numero chi? mn- 
serva^ìosta mento: più affari di un medeaimo Entn fìn- 
gono cusk e classificati col mr^doaimo numero, ma in 
ikseiooli SLj ali. La graiKÌe rubrica di questo arehÌTÌo e 
permanerla oorne pi^rmaEient^ iV il domicilio deH^ earte; 
in esso vi s» ìonsetTano gli atti di oltre einquanl'anni, e gii 
affari di ogg: si niiiflCiOi^n alle vB^ìhie Irattazionì, Il proto- 
collo e a Bist le Jinnovato ogid anno. 
Ai faflficoli ?rtiiia auUa'quale si no- 
tano tntli teìiìiaj pel- modo che, a 
colpo d'occl-^^, corrispondeiiiia eui ha 
dato luogo si r portanza dr^irafifare- 

Hi amanze, ' 

È di competenza aei Minisi^ro nelle Finanze il sovrain- 
tendere e provvedove aita riscossione dello contribuzioni 
dirette ed indirette ; alla c-on^ervazioiie delle ipotfìclie, del 
marchio e del catasto ; procedere alla vendita ed utilizza- 
zione dei beni demaniali ed all'acquisto di beni ; fare ese- 
guire i lavori o<^correnti ai fabbricati demaniali ; l'acquisto, 
la fabbricazione e la vendita dei j^^eneri di privativa ; il 
servizio del lotto, quello dtdle doyarie e relative larifìfe, 
nonché la decisione sui reclami riflettenti le imposte dirette 
ed indirette, le tasse sugli affari e sui dazi doganali e di 
consunio ; la liquidazione dei debiti e crediti dello Stato. 

Coadiuvano il Ministro delle Finanze, nella trattazione 
(Irgli aflari, parecchie Commissioni centrali ed alcuni uffici 
Icciiic'i speciali cioè : 

la Commissione centrale incaricata di esaminare se i 
motivi di destituzione da un impiego civile siano tanto 
(rnivi da giustificare la perdita del diritto a pensione^ 
istituita ili forza dell'art. 183 del tosto urdco di legge sulle 
[)ensioiii, approvato col R. Decreto del 21 febbraio 1895, 
11." 70; 

il Consiglio consultivo dei periti doganali, composto 



Amministrazione Centrale. 243 

di una rappresentanza mista e cioè : cinque membri di no- 
mina governativa e cinque eletti dalle Camere di Com- 
mercio, oltre il Presidente, un Vice-Presidente ed i rappre- 
sentanti dei Ministeri delle Finanze e deirAgricoltura, Indu- 
stria e Commercio : 

la Commissione centrale dei valori per le dogane ; 

la Commissione centrale per la risoluzione dei ricorsi 
contro i giudizi dei comitati peritali sulla produttività 
giornaliera delle fàbbriche di spiriti non munite di mi- 
suratore ; 

la Comynissione centrale per la risoluzione dei ri- 
corsi contro le decisioni dei comitati provinciali relativi 
alla tassa sul consumo del gaz-luce e dclVenergia elet- 
trica; 

la Commissione centrale per determinare V aumento 
del canone del dazio consumo da corrispondersi dai co- 
muni, istituita con R. Decreto 14 agosto 1898 (art. della 
legge 14 luglio 1892, n.» 202); 

la Commissione centrale di perizia per la campagna di 
coltivazione dei tabacchi; 

la Commissione centrale per il conferimento dei banchi 
di lotto e per l'amministrazione del monte vedovile dei ri- 
cevitori del lotto; 

la Commissione centrale per risolvere in via ammini- 
strativa ed in appello sui reclami contro le decisioni 
dei funzionari di cui all'art. 91 del regolamento sul 
lotto ; 

la Commissione centrale di sindacato per V ammini- 
strazione e per la vendita dei beni provenienti dall'asse 
ecclesiastico, nominata in seguito all'art. 8 della leggo 
15 agosto 1867 numero 3848 (R. Decreto 15 agosto 1867) ; 

la Commissione centrale dei reclami riguardanti le 
imposte dirette, creata a' termini dell'art. 48 del testo unico 
delle leggi suirimposta di ricchezza mobile, approvato con 
R. Decreto 20 agosto 1877 n. 4021 e dell'art. 23 del relativo 
regolamento ; 

la Commissione censuaria centrale, nominata in forza 
dell'art. 23 della legge 1 marzo 1886, n.° 3682 e art. 20 dol 
regolamento 20 gennaio 1898, n." 23 ; 

dal Consiglio d'amministrazione del fondo deUu raiv^?.vv 
del Corpo delle Guardie di finanza ; 



244 



(JapitQlù TU. 



dal 
bacchi ; 

dal C 
novembre 
vaio col 1 

dal C 
istituito ( 

daU'l 
gabelle ; 

dal La 

dalla C 
i prodotti 



ìiglio tecnicAì per Va mniimst razione dei ta* 

igUo de! ccUaslOr crosti tu ito con R. Decreto 14 
M, n,'* 477 (art. 2 e 3 del Regolamento appro- 
lf^=liIllO Dee reto Hpale) ; 

iglio Superiore dei lavori geodetici dello Stato^ 
LI. l)eLTL*to 7 novembre 1886, n. Mi 38, serie 3.* ; 
7ify centrale di rerision^ e- i^laÈi^tica delle 

ratmno chintico centrale ,■ 

— .■„!„..» _„„*,.-r- — r te fiOlì:feri piricM eper 



Il Ministero 
Generali, e 

Gabelle, J 
dirette. Cai 

Dipendon< 
del Catasto, n^^ 



irtito in cinque Dìredoni 

ojfje sugli affari^ Tmpo.9te 

§li Uffici Con j partilo entali 
nderiae Provinciali di Fi- 
nanza, il Corpo tiiTin? !.,«,- -iit- III Finanza, te Agenzie ìMIp 
Imposte, gli Ultìci di Registro cT3ollo, le Conservatorie deUe 
Ipoteche, le Esattorie m quanto riguardano la coTitabilità e 
la riscossione delle imposte dirette, gli Uffici Tecnici di Fi- 
nanza e le Direzioni Compartimentali del Lotto. 

Le attribuzioni delle suddette cinque Direzioni Generali 
sono state, di recente, distribuite per modo da avvicinare 
le omogenee fra loro dando nuova sistemazione a tutti gli Uf- 
fici di questo Ministero. 

Ricostituito l'Ufficio degli Affari Generali, è stata affidata 
ad esso la cura degli studi legislativi e delle ricerche stati- 
stiche. 

Alla dipendenza dell' Ufficio del Segretariato Generale, di- 
retto dall'Ispettore Generale, sono stati posti gli Ispettori di 
Intondeiiza, per modo da ottenere uniformità di criteri in 
tutto il servizio di Ispettorato. 

Una nuova Divisione è stata creata per dirigere la col- 
tivazione (lei tabacchi, acciò possa prendere un più largo 
sviluppo'ìa proiluzioof» indigena, diminufMidone per tal modo, 
riniportazion(\ 

K stato istituito anche un nuovo Consiglio tecnico per la 
/>^hbri edizione dei srtli a somiglianza di quello, sopra ac- 
cf 'lì nato, par i taba(.'chì. 



Amministrazione Centrale. 245 

All'Ufficio deirOsservatorio Doganale, che ha tanta im- 
portanza per i trattati di commercio, è stata data una con- 
veniente autonomia, ed è stato separato il servizio del per- 
sonale degli ufficiali di dogana, da quello delle guardie di 
finanza. 

Lo studio dei tributi locali, è stato affidato alla Division<' 
che tratta gli affari generali perchè vi dia maggiore incre- 
mento e prepari gli elementi necessari airattuazione della ri- 
forma tributaria. 

Due Vice-Direttori Generali sono stati aggiunti alla Di- 
rezione Generale del Demanio o delle tasse, rendendo cosi 
più marcata la distinzione fra demanio propriamente detto 
e le tasse sugli affari. 

«E' stato istituito un Ufficio speciale i - :• la compilazione 
del bilancio dello Stato, alla dipendenza del Ragioniere 
Capo. 

Gli archivi di qu(^sta Amministrazione sono tanti quante 
sono le Direzioni Generali. 

Il loro ordinamento si avvicina alle disposizioni del R. I)f»- 
creto 25 gennaio 1900, n." 35, e per meglio coordinare il 
funzionamento degli archivi deirAmministrazione Centrale 
con quelli delle Amministrazioni provinciali sono state 
emanate istruzioni che qui si trascrivono ritenendole di 
grande utilità, per coloro che d(»vono prepararsi a dirigere 
un archivio. 

ISTRUZIONI 
pel servizio Interno delle Intendenze di Finanza (i). 

CAPITOLO I. 
Dell'ordine^da osservarsi nella trattazione degli affari. 

Art. 3. — Il capo dell'Ufficio d'Ordine, ricevuti gli alti, 
provvederà subito per la loro registrazione nella parte prima: 
arrivo, Idell' unico protocollo generale comprendente gli af- 



(1) Queste istruzioni non riguardano solamente il funziona- 
mento degli Uffici d' Ordine, ma anche quelli di concetto ; per 
economia dt spazio si tralasciano quelle che non si rlC<?\:vsc.CkWVN 
al lavoro di Archivio. 



S46 ^^^V CapiioiG III. 



fari propri dell' amministjnizlone fiitati^UrlQ, ad eccezione dJl 
qiieltì L'onte tu Illa li nell" art. 5 che riguardano il servi/io del]»| 
rBgioDeriaj alla quali;] dovranno esseie im media la me n le con*.] 
vegliati. 

Art 4, - Nella colonna upposìla del prolocoUo aarà iiidt-l 
cali» la sezione o r impiegalo incaricalo della trattazione de I-i 
ratto. 

Art. 5, — Sono eccettuate dulia diifllnlo Jiiimerica registm»^ 
Kione nel protocollo generate le ricevute delle circolari, gli ot- 
dini di p&gnm€nto, i mandati, ì ruoli delle spese iì^i^e^ le Hsle 
di carico, le risposte alle circolarL ette dovranno invece rac- ^ 
cogliersi e registrarsi collettivamente» 

Ari, G. — Saranno riconsegnate a chi le presenta^ o £i rln* 
vlernnno col mezxo della posta al mitlenle, senza registra zio ne' 
nel protocollo, le Istanze non munite dì tioilo a dì marea dal 
bollo, o con bollo o marca rnsuùlcleiiit, con la dichiarazlonol 
ptt lu iìrnsserotinza dellu hgge ^ttl bollo non può aver luogo cil- j 
cmi proauedimento. 

Art* 7. — Nella prima facciata, de^rplto regbtralo nel pro-I 
tocoìlo st indica, con timbratura* Il giorno, il mese e T annoi 
della registrazione, e sì scrive il numero sotto il quule la re- 
glsiralO} e la sezione o l'impiegato cid spetln la tratlaieìone. 

Art. 8. — Il capo fleirunÌLiio d'ordine, compiuta la regi^ìtra- 
zìone d^'glì alli nel; protocollo tUsporrù per Tu n Ione ad essi dei 
precedenti che saranno co ns« innati a! capo della sezione od aU 
rim piegato cui è demandata la trattazione. 

Gli alti urgenti saranno registrali e consegnati In prece- 
denii^a 

l riceventi soUoscfivouu ii luglio giornaliero di consegna 
predisposto dal Capo delPufficio d'ordine, che dovrà conser- 
varlo a sua garanzia. 

Art. 15. — Allorquando con una sola nota si risponde a 
più letlere, si applicheranno alla minuta i numeri di proto- 
collo deirullima lettera pervenuta. L'estensore della minuta vi 
apporrà sempre gli altri numeri da scaricarsi nel protocollo 
generale. 

Art. 16. — Alle minute delle circolari e delle lettere di uno 
stesso tenore preparate per più uffici, si darà uh solo numero 
di protocollo. 

Art. 17. — Con una sola nota non si potranno trattare, nem- 
meno per incidenza, argomenti diversi. 

Art. 18. — Se una lettera o un atlo non richiede risposta 
od nitro provvedimento, si apporrà sulla lettera o sull' atto 
medesimo l' ordine del passaggio agli atti, previa una suc- 
cinta motivazione. Anche in questo caso l'impiegato sottoscrive 
il cenno. 



Amministrazione Centrale. 247 

Art. 19. — I minutanti separeranno gli allegati da unirsi 
alla lettera, li chiuderanno sotto fascia, e ne faranno men- 
zione nel margine della minuta. Sottoporranno alla revisione 
del rispettivo capo della sezione o della ragioneria le minute 
stesse, da loro firmate, nonché gli atti di cui nel precedente 
art. 18. 

Gli allegati saranno raccomandati ad una fascia su cui sarà 
indicato Tufficio mittente, il destinatario, ed il numero della 
nota cui si riferiscono. 

Art. 21. — Le minute cogli atti in tal modo approvate, sa- 
ranno subilo consegnate coU'elenco ni capo dell' Uffìcio per la 
copiatura. 

Art. 22. — Il capo dell'ufficio d'ordine verifica se il numero 
degli atti esistenti corrispondano all'elenco, se le minute siano 
rivestite delle formalità prescritte dai precedenti articoli 17, 
18 e 19, ed in caso affermativo li fa trascrivere dai copisti con 
calligrafìa nitida e chiara, senza cancellature, né interlinee o 
postille. 

Art. 23. — Il capo dell'ufficio d'ordine ritirerà le lettere co- 
piate, esaminerà se vi siano slati riportati con precisione i nu- 
meri di protocollo, la Sezione, l'oggetto e l'indirizzo. 

Nel margine sinistro della prima pagina della minuta farà 
apporre dal copista la parola copiata e la sua firma. 

Art. 24. — Compiute le revisioni di cui nel precedente ar- 
ticolo, il Capo dell'ufficio d'ordine rimanda le lettere, i decreti 
ed i provvedimenti copiati al capo di servizio, il quale prov- 
vederà alla collazionalura, alla unione degli allegati ed all'in- 
vio, in tempo utile, all'Intendente per la firma, ferma la pre- 
cedenza agli affari urgenti. 

Art. 25. — Il capo dell'ufficio d'ordine conseguita la firma 
dell'Intendente, apporrà la data alle lettere, sorveglierà la spe- 
dizione e farà apporre sui pieghi, in sua presenza, il sigillo a 
olio dell' intendenza ad uso esclusivo della posta, il quale si- 
gillo sarà da lui gelosamante custodito. La spedizione sarà fatta 
subito dopo la firma. 

Art. 26. — Di tutte le lettere, atti e pieghi che si spediscono, 
sarà tenuta nota nell'apposito registro di spedizione. L'usciere 
a cui saranno consegnati i pieghi per l'impostazione dovrà ap- 
porre la sua firma nel luogo apposito del registro suddetto in 
segno di ricevuta. Per le lettere da ricapitarsi in residenza, il 
capo dell'ufficio d'ordine terrà apposito registro che conse- 
gnerà all'usciere, onde di fronte al numero ritiri la ricevuta del- 
destinatario. 

Art. 27. — Le lettere spedite con raccomandazione saranno 
inoltre registrate separatamente, ed aCtVAsA.^ wOi w.w vsxv\Àft5^à\» -^ 
cura del quale si effettuerà la cousegna «\\\!>^^\<:\<:> vJCv ^<s.'sN».\ ^^ 



24S ^^^^^m^apmio in. 

rtlirerù rLÓevuta ehe dovrà essere consegnata al capo dell'uflfì- 
cio d'ordine Ipcarlcato dì cuslodtrla gelosamente. 

Art. 28, — Il capo dell ufflclo d' orili ne provvederà acck\ 
siano tomplelaiK le regUtra^ìuiii nella feconda parte, partenza, 
del pTotacoIEo to^to ultimata la spedizione. A tale elTelto d* 
mette al l'i ni; ari cu to del protocollo le ininute degli alti esauriti 
a&sleme al Taticìeoto dei precedetitl, resUtnlsctì -Mìe S^/Joni l*e- 
l^nco numerico di cui ali' aH. 21^ munito della sua Brinaci 
della data della partenza. Per r^nulere più agevole l'esecuzione 
di questa dl&posldone, l'Intendente procurerà chi? Puf lido di 
prMoeoUo sia vicino aU'ai'clilvIo. 

Art, 29* — 11 prolocollisla osserverà, iiella reglstradmie 
della piirten^a quatilo è preserttto neir arL 3 delle presenti 
is^truztoiiì [ler riguardo ail'afrlvu; badmi più di tulio a che N 
sunto del provvedimeuto siavi esprtfsso con chiarezza e prc* 
cisione- 

Arl. SO* — Le mozioni d' ufilcìo, cioè quei provvedi nienti 
j quali emanano da hiiziativa dell' Intendenza, e uon corri- 
spondono ad aliiiun atto stato registratOr possono prepararsi, 
approvarsi e trascrisersi prima della registrazione nel pro^ 
tocollo* 

Ejise sono Inscrìtte nelt elenco con un cenno nuU' argomento 
di cui t Lattano. 

Art. 31. — Neir ultìnia colonna del protocollo saranno se* 
gnati distintamente ì numeri d'ordine sotto ì quali l'iiito e slato 
archiviato* Batterà indicarvi le lettere inlstiaUdel compartimento 
e successivamente i numeri d'ordine del titolo, della categoria 
e del fascicolo. 

Art. 31 — Nel protocollo si terrà costantemente al corrente 
hi rul>ric;i ossia Tindlce di tutti gli atti stati registrati. 

La rubrica è divida in due parli: nella prima ^1 notano gli 
a tu pervenuti airinteudL'njEa dai diversi ufiìci coi quali cs5tt 
corrisponde ; nella seconda i ricorsi e gli atti presentati o in- 
viali dai privati. Epperò la parte prima della rubrica è tenuta 
in ordine progressivo di uffizi; la parte seconda in ordine al- 
fabetico di cognomi. Le scritturazioni sulla rubrìca si fanno 
contemporaneamente a quelle del protocollo. 

Se un ufficio trasmette un atto relativo ad uno o più privali 
se ne farà annotazione non solo sulla rubrica degli Uffizi, 
ma eziandio nella rubrica dei privati. La rubrica è quin- 
quennale. 

Art. 33. — Compiute le registrazioni di spedizioni, le mi- 
nute con tutte le carie relative saranno riposte in Archivio. 
Nessuna carta potrà essere trattenuta presso le sezioni. 



Amministrazione Centrale. 249 



CAPITOLO IL 
Archivio. 

Art. 34. — L'archivio, che dev'esser unico, sarà diviso in due 
parti: l'una generale, l'altra speciale. La prima è mantenuta in 
ordine dagl'impiegati a ciò incaricati sotto la responsabilità 
del capo dell'ufficio d'ordine e vi si custodiscono indistinta- 
mente tutti gli atti dell' Intendenza, esclusi i documenti ed i 
valori, che a termini del regolamento della contabilità gene- 
rale dello Stato, 18 dicembre 1869, n. 5397, delle istruzioni spe- 
ciali delle diverse amministrazioni e della circolare 24 febbraio 
1877, n. 3324-3036, devono essere conservati dalla ragioneria, o 
depositati nella tesoreria provinciale. 

La seconda parte dell'Archivio è custodita dall'Intendente, 
e comprende gli affari riservati e quelli concernenti il perso- 
nale dei singoli impiegati dell'Intendenza e degli Uffici di- 
pendenti. 

Art. 37. — Ogni compartimento si divide in serie e titoli, 
ogni serie o titolo si divide in categorie, ogni categoria si 
divide in fascicoli; il fascicolo non de^re contenere che un solo 
affare. 

Art. 38. — Gli affari dovranno essere classificati separata- 
mente gli uni dagli altri nella stessa categoria, epperò tutte le 
carte, le quali hanno relazione ad un medesimo affare od og- 
getto si uniscono in un fascicolo od incartamento. 

Art. 39. — Per la formazione e conservazione di un fasci- 
colo si adopera un foglio di coperta ossia sopraccarta sulla 
prima facciata della quale si dovranno apporre le indicazioni 
seguenti : 

a) nella parte superiore e nel centro il compartimento 
cui l'affare concerne; 

b) n.ella stessa parte, a sinistra, il numero d'ordine ro- 
mano della serie o titolo, al di sotto di esso il numero d' or- 
dine arabo della categoria, quindi il numero d'ordine del fa- 
scicolo, che procederà progressivamente a misura che si con- 
tinueranno cogli affari di ciascuna categoria; 

e) nella parte suddetta a destra l' ufficio esecutivo presso 
cui pende l'affare, e se si tratta d'affare contenzioso vi si ag- 
giungerà di sci^uito r autorità giudiziaria innanzi alla quale 
verte la lite e il delegato alla difesa deiramministrazione; 

(i) di seguito o nel centro l'oggetto dell'affare. 
Tutte queste indicazioni occuperanno la terza parte supe- 
riore della pagina; 

e) le due terze parti inferiori della facciata conterranno 
per ordine progressivo tutti i uumerV Ai ^tq\.oc^>\^ ^Va^\ v?»- 



250 ^^IP OapitQlo nt 

posti alle lettera conl^oufe nel fascicolo stesso i^ Ysmna della 
regìis trazione di essi sul protocollo; 

fj nella pagina terza del Tonilo di ^opracoperLa si anno- 
teranno i numeri di prototiallo dì quelle leUere t'he si toglles- 
ser^i dal fascicolo per unirli ai eonseguenlt o nd alLro Incar- 
tamento nel quale aarà ìSprciìsa Taggluiidone lU apposita sede 
Neiruno e nciraltro fascicolo si ìndlcherannQ le cause tanta 
dclLi ijeparQ5:toue quiinto deH aggi unzione. 

Art. 40. — I fascicoli rosi formati si collocano in apposite 
cartelle o custodie le quali saranno numerate. 

Il numero d'ordine delle curtclle sarà progi^essivo per tutto 
un compartimento. Vn tal numero snra apposto sut éomn 
della parte superiore di cìa^utm earldhi. Sotto questo nu- 
mero sarà scritto o sLanipato quello della i^erle e di seguito 
l'altro della eategorlii con un cenno dell'oggetto di questa. 

Nella pnrte inferiore si annoteranno i numeri del rascìcolì 
contenuti nella cartdla indicando il primo e Fu Iti ino, ed omel- 
lemlo gVi iolermcdì. 

Art. 41. — In una stessa cartelli non dovranno esservi col- 
lochiti altri fascicoli che quelli concernenti gli alfarl della stessa 
categoria. Per ciascuna calegoria daffari .si destineranno una o 
più cartelle secondo il numero presumibile del rasclcoll che 
a] costituiranno nel periodo non minore di clnqu^^ anni. Ep^ 
perciò nella numerazione dt;lle cartelle si avrà ruvvertenzu di 
apporre il numero pro^ossivo aneliti a quelle cai Ielle, le 
quali pur rimanendo teuìporaiieamt^ntc vnote nella loro sede, 
sono destinate a contenere i fascicoli della rispettiva categoria. 

Art. 42. — A cura del capo dell'Ufficio d'ordine sarà tenuto 
un registro con repertorio, per notarvi le disposizioni di mas- 
sima, le circolari litografate, i pareri del Consiglio di Stato e 
della Corte dei Conti. 

Art. 43. — Nell'archivio sarà costodita sotto la vigilanza del 
Capo d' ufficio, una raccolta completa degli atti del Governo 
(leggi e decreti) in ordine cronologico, e di tulle le circolari a 
stampa e bollettini periodici che emanano dalle amministra- 
zioni centrali, distinti per materia. 

Art. 44. — Pel trapasso degl'incartamenti da una Sezione 
all'altra e per la restituzione degli atti al minutanti, l'Ufficio 
d'ordine terrà un registro in cui indicherà i numeri di proto- 
collo corrispondenti i quali saranno annullati quando l'incar- 
tamento sarà riconsegnato all'archivio. 

Art. 45. — È vietato l'accesso nel locale dell'archivio alle 
persone estranee. 

Art. 46. — Nessun impiegato della Intendenza potrà met- 
tere mano nelle carte archiviate. Chiunque abbia bisogno di 
esaminare atti nell'archivio, deve rivolgersi all'archivista od a 
cJjJ per esso. 



Amministrazione Centrale. 251 

L'aiichivista non consegna alcun atto se non in seguito a ri- 
chiesta in iscritto del Capo del servizio cui l'affare riguarda. 
La richiesta resterà custodita nel fascicolo in luogo dell'atto o 
del documento levato fino a quando questo verrà restituito, e 
se ne terrà inoltre annotazione in un elenco per dimandarne 
la restituzione trascorsi 10 giorni. I capi servizio consegnatari 
e l*archivista risponderanno personalmente della perdita o 
dello smarrimento di un atto qualunque. 

REGOLAMENTO per ii servizio d'ordine e d'Archìvio nelle 
Agenzie delle coltivazioni tabacchi indigeni, IManifatture, 
Magazzini Deposito tabacchi greggi esteri e Direzione 
delle Saline. 

Art. 1.** — Presso tutte le Agenzie delle coltivazioni, le Ma- 
nifatture dei tabacchi, i Magazzini deposito tabacchi greggi 
esteri le Direzioni delle Saline, il servizio d'ordine e di ar- 
chivio sarà uniforme e regolato secondo le seguenti dispo- 
sizi<mi. 

Art. 2. — Le lettere, le istanze e tutti gli atti che pervengono 
alla Direzione, sia in pieghi chiusi, sia sottofascia, sono aperti 
ed esaminati dal Direttore o da chi lo rappresenta. 

Il Direttore trattiene quelli clie devono essere registrati nel 
protocollo riservato, e passa gli altri al Commissario alle scrit- 
ture dopo avervi segnato il nome della persona incaricata della 
trattazione. 

Art. 3.** — li Direttore o chi lo rappresenta, delega un agente 
di sua fiducia per ritirare i pieglii raccomandati od assicurati 
dairUfficio postale. Risultando alterazione nei suggelli o di- 
versità nel contenuto sarà formulato apposito processo ver- 
bale per gli ulteriori provvedimenti. 

Art 4.0 — Il Commissario alle scritture, ricevuti gli atti prov- 
vederà subito per la loro registrazione nella parte prima (ar- 
rivo) del protocollo generale, comprendente gli affari propri 
della Direzione. Nella colonna apposita del protocollo sarà 
indicato il nome dell'impiegalo incaricato della trattazione 
deU'atto. 

Il protocollo per gli affari riservati è custodito dal Di- 
rettore. 

Art. 5.° — Salvo nel caso di esenzioni stabilite dalla legge sa- 
ranno riconsegnate a chi le presenta, o si rinvieranno per 
mezzo della posta al mittente, senza registrazione nel proto- 
collo, le istanze scritte su carta non bollata, o con bollo in- 
sufficiente, con la dichiarazione: "per la inosseruaiiza della 
Legge sul bollo non può aver luogo alcun provvedimento. „ 

Art. 6.« — Nella prima facciala deVYaVVo T^%\^Vt^Q t^s^ ^irt^v^- 



CtitpitQlo ITI. 



GOllOt &'h 

nonché i 

Art. T."* 

dei precei 

piegati cuj 

Gli ZLlli i 

e trattati f 
In ogni cfi. 
gnuto per 1 

Ari. S.* - 
menti div* 

Art. 9.» - 
altro prov 
Simo l'ord*." 
tivazione v 

Art. 10.*» - 
sotto fascia* 
stinatario, ÌL ^ 
feriscono. 

Art. 11.°— Le 



il giorno, li meae e l'anno de Un regimi rat ione, 
lero relativo, 

gistrati gli alti nel protocollo, e fatta la unione 
OVE ne sìa il caio, saranno conse^gnatl figli jm^ 
emandaU Iti loro t rat luz ione. 
Iti saranno registrali e ^ioosegnati in precedenza 
bllmenle ne 111$ tesso gìoroo delta consegna, ed 
lon più lardi del termine ehe fosse stalo asse- 
sposta. 
n una sola nota non sii pò tra ti no tra ti are arg«; 

una ietterà od im alto non rìciiiede risposta oiì 
"i lettera o sidt'nlto mede- 
previa una succinta mo- 
la leLlcraT saranniì po^ti 
rufricio mittente, il d fi- 
no tii cui i^li al togati 91 ri- 
untale assieme al faiscicoll 
p, dopo approvate le pas- 



degli atti relati 
sera alla copinturGi. 

Art. 12.** — Consogiiila la arma Uct Direttore, il Commtssarin 
alle scritture, apporrà la data alle lettere^ sorveglierà la spedi- 
zione e farà apporre sui pieglii. in sua prcsena^a, il bollo ad 
olio dell'uffìcio ad u^o esclusivo delia Posta» c|Uale bollo sarà 
(la lui gelosamente custodito. 

La spedizione sari Tatta subito rlopo la tìrniìi. 

Art. 13.° — Per le lettere da ricapitarsi In residenza sarà le- 
teiiuto un registro (mod, A) su cui rìncaricalo del ricapito ri* 
tirerà ricevuta tini rk'stinatario- 

Art. 14.° — Le lettere da spedirsi con raccomandazione sa- 
ranno registrate nel mod. 5 e consegnate all'Ufficio di Posta, 
ritirandone ricevuta da conservarsi. 

Art. 15.° — 11 Commissario alle scritture provvederà perchè 
siano completate le registrazioni nella seconda parte (partenza) 
del i)rotocolio, tosto ultimata la spedizione, curando che 
il sunto (lei provvedimento siavi espresso con chiare/za e pre- 
cisione. 

.\rt. l(j.° — Nell'ultima colonna del protocollo sarà segnata 
distintamente la classilica sotto la quale l'atto è stato archiviato 

Art. 17." - Gol protocollo si terrà costantemente al corrente 
la rubrica, ossia l'indice di tutti gli atti registrali 

La rubrica è divisa in due parti; nella prima (mod. 6) si no- 
tano gli alti pervenuti alla Direzione dai diversi uffici coi quali 
essa corrisponde; nella seconda (mod. 7) i ricorsi e gli atti pre- 
sentati o inviati dai privati. 



Amministrazione Centrale. 253 

La pr/ma parte delia rubrica è tenuta in ordine progressivo 
di ufficio, la seconda in ordine alfabetico di cognomi. 

Se un ufficio trasmette un atto relativo ad uno o più privati, 
se ne farà annota^ione non solo nella rubrica degli Uffici, ma 
eziandio nella rubrica dei privati. 

Art. 18.° — Compiute le registrazioni di spedizione, le minute 
con tutte le carte relative, saranno riposte in archivio. Nes- 
suna carta potrà essere trattenuta presso gl'impiegati oltre il 
tempo strettamente necessario per la trattazione. 

Art. 19° — L'archivio per le Agenzie delle coltivazioni dei 
tabacchi indigeni è distinto in sette titoli, come segue: 

1.** Titolo Affari generali (in cartelle col dorso bleu) 

X? , Personale , , giallo 

3." , Locali. Materiale mobile. 

Utensili „ „ verde 

4.° Fornitura e vendita articoli 

diversi , , bianco 

5.*^ „ Servizio amministrativo e 
tecnico delle coltivazioni 
— Trasporti , „ rosso 

6.** , Contravvenzione e conten- 
zioso ........ „ „ grigio 

7." , Servizio contabile .... , „ celeste 

Art. 20.° — L'Archivio per le Manifatture dei tabacchi si 
compone di sette titoli, cioè : 

1." Titolo Affari generali (in cartelle col dorso bleu) 

2.** , Personale „ „ giallo 

3.*^ , Locali. Materiale mobile. 

Utensili „ „ verde 

4.° „ Fornitura e vendila articoli 

diversi „ „ bianco 

5.** , Trasporti „ „ rosso 

6.** „' Servizi tecnici , , grigio 

7.** , Servizio contabile .... „ „ celeste 

Art. 21.° — L'Archivio per i Magazzini deposito dei tabacchi 
greggi esteri e quello per le Direzioni delle Saline è diviso in 
sette titoli e cioè : 

1.° Titolo Affari generali (in cartelle col dorso bleu) 

2° „ Personale „ „ giallo 

3.° , Locali, materiale mobile. 

Utensili , „ verde 

4.° „ Fornitura e vendita articoli 

diversi „ „ bianco 

5.° , Trasporti , ^ ^kì^'h'j^ 

6.° , Servizio amministrativo ,, , ^Kt^^^ 

7.'' , Servizio contabile .... , ^ ^"^ 



254 



CapUòlù in. 



[ni Litolo è divìso fu clan^ comprendente gli 
si rami spedali ùl stìrvi^io, i quali sono ^31- 
itf) TltolSirio. allegalo al p re scote regolameoto. 
$11 i Lltolo sì divide in classi, ogni classe in Tst^ 
•o\n iievc3 C-onte 11 ere an solò atfarf!. 
i fifTarl dovranno essere classi fi cali separala- 
lagli allH nella stessa categoria, epperó tutte le j 
mnnn relazione ikiì un medesinio nffiare od og- 
un Ktiìo fascìcolo (Registro mnd- 0). 
tr la formazione o cons^rvaziooG di no fasci- ' 
, un foglio (copertina d archìvio mod. 8). Nella 
del foglio sì annoteranni} i niimerl di prò to- 
ro lial fascicolo per unirle 
e noia deile eventuali ri- i 

ti collocano in apposite 
ritto il numero del titolo 
le Jella stessa classe si 
cicali^ indicando il primo 



Art. 22.*» 
affari dei i 
stinti da a 

Art. 23 •* 
sciceli. H f 

Art. 21.^ - 
mente gU i. 
carte li* qui 
getto forni i;l 

Art. 35 ° - 
colo si a dot 
pagina sec4 
collo di q\] 
ad altro In^. 
chieste da p 

Art. 26.** - 
cartelle, sul ^w. 
e della classe, i 
annoteranno ne 
e l'ultimo ed ci 

Art. 27/» - In ««. 
locati altri fascìcoli 
categoria. 

Per ciascuna categoria di affari si destineranno una o piti 
cartelle, secondo il numero presumibile dei fascicoli che si 
costituirauno nel periodo non minore di 5 aoiij. 

Art. 28,° — A cura del Commissario alle scritture sarà tenuto 
un registro repi'rtorìo per nolarvi tutte le disposizioni di mas* 
sima e circolari. 

Art. 29.° — Chiunque abbia bisogno di esaminare atti nel- 
l'archivio deve rivolgersi al Co mui Issa rio alle scritture od a 
chi per esso. Gli atti richiesti si consegnano mediante ricevuta 
(mod. 10). 

11 Commi.ssario alle scritture risponderà personalmente della 
perdita o dello smarrimento di un atto qualunque. 

Ari. 30.° — Il presente Regolamento, la cui esatta applica- 
zione resta affidata ai Sigg. Direttori, andrà in vigore dal 1° 
Gennaio 1903. 

Roma, addi 27 Dicembre 1902. 

Il Direttore Generale 
N. Sandri. 



m ti ov ranno C'SServi col- 
lenti gli affari della stessa 



I 



N. B. — Si omettono i titolari specificati dei singoli Uffici ed i modelli, 
perchè gli uni e gli altri devono essere conosciuti dagli impiegati ad- 
Jeftj .t1 servizio. 



Amministrazione Centrale. 255 



Ministero del Tesoro. 

Al Ministero del Tesoro compete di soprai ntendero e prov- 
vedere, giusta i Reali Decreti 26 decembre 1877 n.° 4219, 
3 gennaio 1889 n.° 5891 e 18 marzo 1889 n.° 5988, a tutto 
quanto riguarda il bilancio generalo dello Stato <m1 il conto 
consuntivo; alle domande di nuove e maggiori spose per 
parte dei diversi Ministeri e stabilire categorie di sp(^se nuove 
nel corso deire^sercizio ; all'Krario dello State; air assegna- 
mento e distribuzione dei fondi nelle cass(» e tesorerie dello 
Stato; al movimento e deposito dei fondi e relative opera- 
zioni; alla autorizzazione dei pagamenti in via provvisoria 
ed al pagamento di tutte le pubbliche spese; all'amministra- 
zione del patrimonio dello Stato; all'esame delle tari He e dei 
provvedimenti riguardanti le riscossioni affidate ad altri Di- 
casteri, nonché la sorveglianza sui contabili preposti a tali 
esazioni ; la liquidazione dei debiti e dei crediti dello Stato ; 
il debito pubblico; la contrattazione dei prestiti; la emis- 
sione dei buoni del Tesoro; alla coniazione della moneta; 
alla stampa delle carte valori; airapprovazione e lo svincolo 
delle cauzioni di tutti i funzionari dello Stato; al servizio 
delle pensioni a carico dello Stato; alla sorveglianza del ser- 
vizio delle Strade Ferrate, per ciò che si riferisce alle ga- 
ranzie sovvenzioni e compartecipazioni ; al sfUTizio d(^lle ob- 
bligazioni ferroviarie. Ha poi la soiTeglianza sulla Ammini- 
strazione del Debito Pubblico; sulla Cassa Depositi e Pn^stiti, 
a mezzo della quale amministra il Monte Pensioni dei mae- 
stri elementari; sulle Zecche ed Officine valori ; sulla Banca 
Nazionale e sugli Istituti di emission(», sul credito fondiario 
e sugli istituti di credito; sulle Avvocature Erariali. 

Dipendono dal Ministero del Tesoro e sono parte integrale^ 
di esso: 

r Ufficio del Portafoglio, a mezzo del quale si compiono 
le operazioni finanziarie e di tesoreria; si provvede ai pa- 
gamenti all'estero, per mezzo di tratte conmierciali, (hI al 
pagamento della nostra rcmdita col servizio ì\g\V affidavit ; 
ai Buoni del Tesoro ed ai conti correnti con le banche e 
case bancarie estere e nazionali; 

la Direzione Generale del Debito Pubblico^ la quale 
conserva il Gran Libro dei consolidali evV o^^>«\\\^w, \.\\\.Vv-\v- 



256 ^^^M Capitolo III. 



operazióni trenti al movijnejilo dolle tairtelìe di rendita? 

la Cassa Depositi e Fy^stìH^ a mezzo della qimln si 
pmTTede ài prestiti ctie lo Stato Fa alle provine i? ed ai i:o- 
ornili ed altri enti, ^? sì ammiiiisira il moot*^ pensioni d(?gli 
insegnanti elenieotari e la Cassa pensiorji pei inedicì t-oii- 
dotti ; 

la Ragionerìa Generale dello Sttdo, alla quale è affi- 
dato il servizio d'ispezione e vigilaoza suDe Ragionerie della 
Amministrazì )ni (^entrali e provinciaU e sulle gestioni de^U 
ea>noini-cassì ?ri delle Amministrazioni centrali. Jionohò il 
riscontro ai nmgaz^nii i* dpnnaiiì ili materie e di memi di 
proprietà dello Sta^ 'agioneria esiatenli presso 

i vari Ministe ;e integrale dell' Ammini- 

strazione pre.8 > il loro ufficio, sono, al- 

meno in parte, ^ Ila Ragionerìa Generale 

deUo Stato, la qi e^e il diritto di sorve- 

glianza. 1 Capi il minati dal Ministro del 

Tesoro, d'accordo Dicastero presM> il quale 

il Capo Ragioniere nato(l); 

la Tesoreria €^mi> h.^^ wrn.^ ^^afo^ presso la quale vi è 
la cassa spwiale dei biglietti a debito dello Stato e la Coin* 
missione tecnica per Tesame dei bigUetii stessi ci i^ 'ola o ti 
pnr conto dello Stato, nonché TUfficio centrale di ìspeziane 
per la vigilanza augii istituti di emissione e sui servizi del 
Tesoro. 

Il Mioistro del Tesoro è coadiuvato dai Sf*guenti Corpi 
coriàultivi : 

Coniglio dei Ec^ùnieri^ istituito col R. De(;reto ti giù* 
fjjno ]8Rti, n." 3182 (serie 3*), composto dell' Ispettore gen©^ 
ralo di ragioneria, di tutti i Direttori Capi di Ragioneria 
1) rosso i singoli ministeri, del Ragioniere generale che ne è 
il Vice-presidente e del Ministro del Tesoro, Presidente: si 
occupa di tutte le questioni attinenti alla contabilità gene- 
rale vi elio Stato; 

(1) Allo scopo di rendere più efficace ed indipendente il 
controllo che esercitano o dovrebbero esercitare gli uffici di 
Ragioneria sulle Amministrazioni presso le quali risiedono, è 
allo studio un progetto di legge per renderle indipendenti da- 
^li uffici controllati e metterli sotto la direzione immediata del 
Ministero del Tesoro, dichiarandoli parte integrale di esso. 



Amministrazione Centrale. 257 



Commissione 'permanente per la vigilanza sulla circo- 
lazione e sugli istituti iH em.issionc; 

Commissione di rigilanza suW Amministrazione del 
Debito Pubblico; 

Com^missionc aìuìuale di vigilanza sulla Cassa Depo- 
siti e Prestiti ; 

Consiglio permanente della Ca^sa Depositi e Prestiti: 

Commissione tecnica per gli istituii di previdenza ani- 
ministraii dalla Cassa Depositi e Prestiti; 

Giunta gorernatira per la unificazione dei debiti delle 
province e dei coìnuni della Sicilia; 

Ciunta governativa per l'unifiC4izio?ìe dei debiti delle 
Provincie e dei comuni della Sardegna. 

In questo Miniatoro o{?iii Divisione ha il suo archivio. Il 
protocollo f?fMioral« non osisU" come ullìcio sc^parato di rcj^i- 
strazione, a somiglianza di ciò dio si pratica in altn' am- 
ministrazioni, ma vi(»iie formato dalla riunione» dei protocolli 
divisionali. Al primo di oj^ni anno vionc^ assojj[nata una ([uan- 
tità proporzionata di numeri a ciascuna divisione; alla line 
dell'anno, i registri di protocjollo dei diversi ari.'liivi, riuniti 
ed ordinati numoricamc'nte formano il protocollo generale. 

Ogni archivio ha lo sue rubriche di p(»rsone e di ullici, 
ad eccezione deirarchivio della Ragioneria n(4 quah^ è stato 
possibile sopprimere la rubricazione. La classilica principale 
delle carte in quef<to archivio, è rapi)res<Mitata dai capitoli 
del bilancio; ò sotto il numero del capitolo sul quale fu 
emesso il drKìreto clic» si custodis(X)no le ricliiestc» dell'am- 
missione a pagamento iUn mandati: in (luesto archivio ven- 
gono costoditi i registri copia-mandati, pcn* ordine numerico 
di capitolo di bilancio a s(»parati per es<»rcizi tlnanziari: da 
questi registri si possono trarre tulle le indicazioni neces- 
sarie quando si presentino (tasi di cont<'stazione. 

La Direzione (ienerale del Debito Tubblico ha un archivio 
speciale. Esso è ripartito in due distinte sezioni: quella degli 
.itti, e quella delle Matrici. Come si comprendi' dal nome 
col quale è distinta, nella Sezione Matrici, si conservano 
le matrici del consolidato, divise per tagli v ordinate per 
serie e per numero; meMitre la Sezione degli Atti e desti- 
nata alla corrispondenza, composta principalmenle delh» do- 
mande per cjTlillcati di HMidila nouùw^Aivra V5 \\\\%\».A\>\v-^v^ 
Taddei. ^^ 



2m 

seziona <^ n?liirio fnnrJoiia come tutti gli altri amliìvi ani- 
ministmt e ixà Dieflfìsimì sisi-t^iiH por ci?* che e pmlocol- 
laizioiie e brica/ìotio ^M\e imrii* in arrivo o partenza. La 
rubrica ci" ueato anUiivio im^t hn ììm rìfu^fnitro. c^ qumto 
rijscoiitro trova in utr^aitra njlirii:a-aeìiotJario tinnita dalla 
Diyisiouf! riipot*>nlri: iii queala ni lirica achei la no veugono 
iiDiDPssi, la a volta* i nomi (li tutti coloro che, aveiidok) 
domandati.- otLoiif^oiio ori cicrHtìcato di ri'odita. IVif> avviene 
che moiitn filila nibriL'a d'archivio m ìUmt". cmiiiì dd nome | 
della porao 1 ohe fleraa ì& dotnanda, alla 1 Jivisioim viene 
t«Duto eoTU" ~-'^--'- ^ "- — —- -^ ada fjoalc i^ f^iaio inte- 
stato il (!e lini chp fonriauo questo 
grautfe sch. ^ lutle le possibili varianti 
alle quali p€«, ì sìngoli t'ertilìfati. 

I/ini[>c)rtar" -eeliedario la si pnh giu- 

dicare solo a stsa rimonta alTepofa della 

crejizìone di a e che oggi supera di 

molto i tre e ben custodita in armadi i 

chiusi e div ^aute sono h^ spn.de dei 

consolidati, inuine mit^ tun- >^en tenuta con la piò scrupo- 
losa riaervatrezxa e che m.^ssuno puu attingere notizie in ossa 
se non comprova in modo legale di avervi diritto: ma questa 
regola ha, i-ome tutte le regole, la sua e<Hiezioner il Fisoo 
pUfS iSapere tuttó cìh che vuole e per lui non vi sono segreti; 
se ne comprende facilmente la ragione, efisendo c^>sa na^ 
turalisairna el»*esso venga esattamente e senza, uontest^aioni 
ìrt formato t^me facente parte, e noti uHioirt, della ^l'^itide 
lunmjuìst razione dello State. 

Ministero della Guerra. 

11 Ministero delia Ouerra df^'e provvedere» al reclutamento, 
airistruzione, alla divsciplina ed all'amniinistrazione delfeser- 
rito; al tiro a segno; alla costruzione ed armamento delle 
fortezze, al materiale da guerra, agli accampam(Miti, ai posti 
militari, alle sussistenze^ militari ed al vettovagliamento delle 
roi-tezzf^ allo stabilimento dei i)residi e dei distaccamenti; 
ai movimenti della truppa; alla formaziom» doì campi e dei 
corpi dN^sercito; alla fabbricazione ed acquisto delle armi e 
munizioni, alla costruzione e manutenzione degli arsenali 
.7; trrra, dei fabbricati militari ed in genere di lutto le opere 



Amìninistrazione Centrale. 259 



(li difesa; provvedere sulle servitù militari, al servizio delle 
c'-aserme, degli alloggi e dei trasporti militari; alla rimonta 
dei cavalli, alle operazioni geodeticlK» pel servizio militan»; 
al servizio sanitario, a qu(»llo telegrafico, t(»lefonico e ferro- 
viario per uso dell'esercite; alla giustizia militare. 

Sono di sua competenza le proposte per concessioni di 
medaglie al valor militare (^ quelle per le onorificenze nel- 
l'Ordine militare di Savoia, del (consiglio del quale, è Pre- 
sidente il Ministro della Guerra; e deve provvedere, in tempo 
di guerra, allo Stato civile dei militari. 

Il Ministro della OufTra nel disbrigo degli affari ò coadiu- 
vato: 

dal Comitato Superiore delle vdvìo armi; 

dal Corpo di Stato Maggiore; 

dal Consiglio di Sanità militare; 

dalla Commissione per V esame dei ricorsi contro le 
decisioni dei Consigli di leva; 

dalla Commissione permanente per il riconoscimento 
della campagna dell'Agro roìnano nel 1867 ; 

dalla Commissione per l'esecuzione delle leggi pei ve- 
terani 1848-49, sulla reintegrazione dei gradi perduti per 
causa politica e sulla concessione di assegni vitalizi a ti- 
tolo di ricompensa nazionale. 

Dipendono dal Ministero della Guerra tutti gli istituti, col- 
legi e scuole militari; le Guardi(» del Corpo di S. M. il Re; 
le Guardie Reali di Palazzo; il Corpo di Stato Maggiore ed 
i vari Comitati delle armi speciali; i Comandi d'Armata, di 
Divisione e di Distretto; il Tribunalf> Superioni di Guerra, 
i tribunali militari territoriali, il Corpo del Commissariato 
(» d'intendenza militare ed il Corpo dei volontari (PAfrica. 

Gli archivi di questo Ministero sono tenuti Sfacendo 1(? normc^ 
stabilite dal R. Decreto 25 gennaio 1900 n." 35, ed apposite 
istruzioni furono date a tutti gli archivisti. Però, all'ordina- 
niento teorico e regolamentare non corrisponde l" ordina- 
mento pratico, poiché ogni Ufficio o Divisione ha il suo ar- 
chivio, ed il Segretariato Generale ne ha tre. 

Ai molteplici arcliivi di quest'Amministrazione manca quel 
collegamento che abbiamo visto sorgere fra gli archivi di 
S(^zione e quello generale al Cousi^^Yio (\\'^\^Vvì^^>\ì\\\'ò-\\v.\<?ì^'^. 



tJapitùlo IIL 

r unità d riaao o di fuii^ionauiento cko esist-e ii tigli ar* 
chivì del liatefo «Iella Marina, i quali pur essendo m*fm* 
rati di loc funaioiiano ^ruiiiaoim r (■.oalitiiisex>no iitj iiitki 
omogicDeo e s'imiuedr^sìma o si rùircìe, costituendo un or- 
ganismo a , [leirarcbifio generale o di depositai. 

Al MiniaiH *o delia Gtierm ogni artìhivioha le ^ne rubriohe 
e registri p fpri, differenti, rli p(u50 m sì vìioU\ ina quanto 
basl^ per ce nbtare i eriteii della regìj^t razione : nuelli di 
personale 1** gono il prok>collo sint*>tii."0 ed i fascneidi in or^ 
dine di nun^vUtì, I tre arcliiyi del Segretaria to Generalo o 
Divisione di 8t"*" ''*" — ^'"'"' """^"'Hbcojio gli ailari riparliti 
cosi : 

1." AiTliivio — a ìtazione; 

2>" Artihifio — ha rato ri a alla carriera mi- 

litare; 

3.* Archi™ — 

L*art;hiyio della legreli^irno e vie ri e eu- 

stodito con gelifsa sono lutti chiusi a cUiaTc 

e ranihivifiìa. ò tìirt usabile della custodia delle 

cart4\ 

Ministero delia Marina. 

Al Ministero della Marina è affidata la direzione di tutto 
ciri che ai riferisce alla Atarina militari^ vd a quella mer- 
cantile. 

Per ia marina militare deve prorvedere: all'arruolamento 
Mi(H'iliÌTno» air ord inamente deirarniaia; alla disciplina, al- 
ristruzione, al corredo degli equipaggi, alla formazione delle 
squadre delle navi da guerra; ai lavori dei porti, al servizio 
delle caserme, delle truppe di mare e degli equipaggi; al 
sci-vizio sanitario e alla giustizia militare marittima; al vet- 
tovagliamento dei l(»gni e delle flotte; al materiale marittimo; 
all'acquisto e fabbricazione delle armi e munizioni ; alla 
costruzione e riparazione degli arsenali marittimi e dei fab- 
bricati per la marina militare; alla costruzione e raddobbo 
delle navi da guerra; il martellamento delle piante richieste 
per le costruzioni navali militari ; alla contabilità dei corpi 
e degli operai degli arsenali; agli stabilimenti di educazione 
marina; ai lazzaretti. Esercita le funzioni dello Stato civile, 
Jn tempo dì guerra, per le truppe marittime e per gli equi- 



Amministrazione Centrale, 2()1 



paggi e fa. le proposte per la naturalizzazione dei miUtari 
appartenenti alle nazioni esitavo e per la concessione» di nu^ 
daglie al valore marinaro. 

Per la marina mercantile: prowedt» a* tutto quanto è de- 
terminato dal codice e dal regolamento per la marina ni(?r- 
cantile e dalla leggo e regolam<Mito pcM* i promi o sovv<mi- 
zioiìì alla marina mercantile. 

Esercita la sorveglianza sull'esecuzione dcjllf? legj^i (jonccr- 
nenti la iscrizione marittima; sulla costruzione dei basti- 
menti e su ogni altra cosa riguardante la navigazione; sul 
Consiglio Anmiinistrativo per la marina mercantile^ sui Con- 
solati marittimi, sulla riscossione dei diritti di ancoraggio o. 
simili e sulla Cassa per gli invalidi. 

Dipendono da questo Ministero: Io Stato Maggion» gei lib- 
rale della marina; il Corpo del genio navale^; il Corpo sani- 
tario e quello del Commissariato militare marittimo; i co- 
mandi dei dipartimenti e lo ('apitanorie di porto. 

È coadiuvato: 

dal Consiglio Superiore di ìnarina, composto del Pn"- 
sidente, cinque mcMiibri ordinari e dei Direttori Generali e 
Capi degli Uffici principali del Ministero, con la ([ualitjX di 
membri straordinari; 

dal Comitato pel disegno delle nari, istituito coi reali 
decreti 22 giugno 1860, 3 novennbn^ 1889 (^ 2 ottobre 1890; 

dalla Commissione dei ricorsi per la leva di inare, 
istituita in forza de^rart. 21 della legg<» 1() novembre 1888 
sulla leva di mavo; 

dal Consiglio Superiore per le. niarina mercantile, al 
quale è annesso un Comitato perman(Mit(» formato con com- 
ponenti il medesimo Consiglio Superiore (^ presieduto dal 
Sottosegretario di Stato: v(»nne istituito coi n^ali (h'creti 
18 luglio 1885 n." 3596, 8 decenibre 1889 n." ()592 (^ 23 ago- 
sto 181^ n." 397. 

Gli archivi del Ministero della Marina, prima del 1901, 
erano ordinati secondo l(i disposizioni del regolamento 30 ago- 
sto 1865. Questo regolamento divulgato a tutte le autorità 
marittime con la circolare n." 51 d(»l 30 agosto 1865, allo 
scopo di rimediare «al danno ch<» deriva al regio servizio 
dal disordine degli archivi, alla moVVa^ ^3A.\^vv. v:\\v> v\*>>s«^^\ ^w- 



Capitolo IH. 



rari^, oltre alla perdita ineaZcolabil*.' di i(*ijìpo n«lla rìceti?» 
(le^li atti relativi idle pralichr di ogni niaiiiora, traMaie negli 
uiTìei o irr^^ors^^ eli Iratlazioiie » Mabilì un sistema un iformc^ 
per rarcliÌTÌayjort<> disile t^arte i? la tenuta dei registri tli ar- 
ì-Iiìtìd, tanto pet' <>li utllcì del Ministero rjuaido por quelli 
cìipondcjiti. I/uidtbniiìtà giovò lauto al buon andamento 
deirAmiìdnistrazimie (^In* è sixUi t^iantenuta ijìalterata Ano 
a ohe il Rf*aie Pwreto ^5 i^euiitLÌo Ì9(}ù n." 35, non ha imiiosto 
airAnuuiTustrazioue Ceutiul^* tl(4la Marina, rome a tutte lo 
altrej la. riforma dr-^li utflci dì roK^ti-atum e di art!hÌTÌo. Ma 
anche o^^ rìw gli archivi del Miiiist^iro Bcmo slati riordinati 
secondo le prei*LTÌziord del i^uddeito R, Decreto, riiielli degli 
uMtiì dipenderdi, rimangoiifi inalterati e continuano a fun- 
doiiare con rantìco sistema (Regolamento 30 agosto I8fì5) (1). 

REGQLAMENTCi per lo archi viamento delle carie, e tenuta dei 
registri dì archivio del Ministero della marina ed uffici 
clie ne dipendono, 

CAPO !. 
Disposizioni genetali. 

Ali. 1. — NeLl'amiiiinlslraKiDiiie cénLraltì ed in ogni idliu di- 
pendente dal Miatfìlero deìla Marina, il sìsLc^ina di regìiitra- 
do ne ed nrchi via mento delle carte sani egmde ìndistin tinnente 
per tuLte- 

Ari. 2. - GII ìmjnegati pìolticaUi.Kti vtì archivisti seno tonuli 
Il ni forni arsi slrEttannjiile alle nonne fissate eoi presente rego- 
lamento; nò potranno introdurvi varianti o riforme, senza che, 
riconosciute utili, sieno state preventivamente approvate, ed 
adottate per la tenuta de' registri di archivio di tutti gli uffici 
dipendenti dal Ministero. 

Art. 3. — Gli impiegati protocollisti ed archivisti sono respon- 
sabili delle carte che si danno a conservare negli archivi Essi 
lo sono egualmente della buona tenuta dei registri. 

Art. 4. — Il Ministero della marina che a' termini dell'ultimo 
riordinamento in data 20 marzo 1865, consta di tre direzioni 
generali, ed ognuna di queste si compone di più divisioni sud- 
divise in sezioni ; avrà un archivio speciale o corrente per ogni 
divisione, ed un archivio generale, ove annualmente passe- 
ranno tutte le pratiche espletate nell'anno precedente dalle tre 



{/y} Regolamento per rarchiviamenlo ecc. 



Amnnnislrazione Centrale. 26!^ 



dlreiioni generali, unitamente ai registri tenuti durante l'anno 
scaduto negli archivi speciali. 

Ogni altra amministrazione dipendente, che pel suo orgaiin- 
mento non si trova nelle suadditnte condizioni, avrà un solo 
archivio. 

Art. 5. — Ciascuna direzione generale del Ministero della 
marina avrà un registro di protocollo generale secondo il mo- 
dello A, per registrarvi le lettere e carte ricevute per alFari 
appartenenti alla direzione medesima ; ciascuna divisione avrà 
un registro di protocollo speciale secondo il modello 1), ed una 
rubrìca (pandetta) o registro d'indicazione delle pratiche in- 
scritte nel detto protocollo speciale. Questo ultimo registro sarà 
tenuto per ordine alfabetico, secondo il modello C, ripetendo 
rinscrizione alfabetica per tutte le parole che costituiscono le 
caratteristiche della pratica. 

Art. 6. — Sono assolutamente vietate le rascliiature su' regi- 
stri di archivio. Occorrendo di correggere qualche errore av- 
venuto nella registrazione delle carte, si faranno adatte cancel- 
lature, in maniera però che si possa ben leggere ciò che vi 
sta scritto di sotto. 

Art. 7. — In ogni anno il capo di uHicio, ovvero un altro im- 
piegato elevato in grado da lui delegato, eseguirà una ispe- 
zione rigorosa all'archivio; indi riferirà al Ministero il modo 
come si saranno trovati ì registri, ed il buono assetto delle 
carte. 

Art. 8. — Per gli archivi speciali delle divisioni del Mini- 
stero, l'annuale ispezione sarà fatta dai direttori generali, che 
potranno delegare i capi delle rispettive divisioni. 

Per l'archivio generale poi, saranno annualmente delegati 
dal lilinistro uno o più capi di ufficio, i quali riferiranno si- 
milmente della tenuta dei registri, e del perfetto ordinamento 
delle carte. 

Art. 9. — Allo incarico dello archivio e della tenuta dei re- 
gistri relativi, sarà destinato uno o più impiegati, secondo la 
maggiore o minore importanza del servizio. 

Gli impiegati archivisti e protocollisti saranno, per quanto è 
possibile, conservati sempre nella medesima od analoga de- 
stinazione. 

CAPO II. 

Della tenuta dei re(/istri 

e delia spedizione degli affari di archivio. 

Art. 10. — Uniformemente al modello A il registro di proto- 
collo generale da tenersi in ogni direzione generale del Mini- 
stero della Marina, consta di sette colonne, cioè : 

1.0 Numero d'ordine progressivo del ^voVo^oVVa ^';i^^\:'ù\st,. 



QLie5ti> 


dairi. 




2.^ 


Nili 


:i.« 


Dal 


4.'* 


Da 


5." 


In. 


e» 


Su. 


7.*» 


Dh 


Ll> istruì. 



264 

lero é cDDllimatlvo, ed In ogni annù cominci** 

o che portAno le leLtérs o carie die pervengon^^ 
[ queste lettere. _^y 

el loro Eirrivo. ^^M 

Elóne tleJl^uriìcio & pi^rs^ana che beri ve. ^| 

ce iiidlcnzlone delle leti e re o carte ricevute, 
ine cui st e pii scinta In pratica yer essere l rat lata. 
ljL «he SI danno al capo seguente in rJ^uordo iil re- 
gistro di prn*ocollo speciale, serviranno anche per il protoeollt) 
generale in riuanto le relative colonne sìeiio unirornii così 
nell'uno chi neiraUro regli&li'o- 

§ 1, Teautu de' IlItI ipecimli d corraatL ^^H 

ArL IL — IL regislj ruLui:^.,.. Siedale e nnieo, nel senso 

che ^erve tanto per I *e e i3i»*^~ìonJ clic ai ricevono, qnaulo 

per quelle che si spi :ssLuse le circotarL gli atter- 

gati, elenchi clt 4rasj min^ ecc. 

Le circolari^ perdr « di protocollo, ricevono dal 

giornalt; militare per „, ...^^^i.«. ^..^ iiuiiiero continuativo loro 
proprio. 

Art. 12. — Unlforiuemente al oiodeliu B annesso al presente 
regolamento, ciascun foglio del registro di protocollo e diviso 
In due parti, cìop ì 

I,KTTEriÉ UldEVUTC LETTERE SPEOITE 

Nella prima si registrano tulle le lettere, 1 ricorsi, fili elen- 
chi di trasmissione, le clreotari, ecc., che pervengono; nella 
seconda tuHc quelle che ruflìcio spedisce. 

Ognuna di queste parti coustti delle seguenti colonne.* 

1* PARTE — Lettere ricevute. 
1° Numero d'ordine del protocollo speciale. 

a) 11 numero di protocollo speciale ò continuativo, come quello 
del protocollo generale, ed in ogni anno comincia dall'I. 

b) Questa prima colonna è comune ad ambedue le parti del 
registro, e contiene i numeri delle lettere o carte così ricevute che 
spedite. 

2." Ninnerò del protocollo generale. 

Questo numero vien segnato dall'impiegato addetto alla tenuta del 
protocollo generale a sinistra della prima facciata di ciascun foglio 
di lettera o comunicazione scritta ricevuta. Il numero stesso è ripe- 
tuto su tutte le carte importanti annesse alle lettere od agli elenchi 
di trasmissione. 



Amministrazione Centrale. 2()5 



t* Data deirarrivo. 

O Ufficio o persona che scrive. 

ti) In ordine alla 4* colonna è bene avvertire che il luogo donde 
PtrTlene la lettera si scrive distinto immediatamente dopo la indica- 
4as dell'afflcio o persona che scrive. Dicasi lo stesso per le lettere 
<ke st spediscono. 

5.<> Oggetto. 

•) Il sunto della lettera che si registra dove essere breve u 

0, sonsa trascurare la chiarezza necessaria per precisare ciò che 
oontiene. 

f) Il cognome e nome della persona, o la cosa che primeggia 
nella lettera si scrive con un carattere più grosso sempre distinto e 
chiaramente leggibile. 

p) Qualora la lettera contenga documenti, disegni, ecc., bisogna 
Botarne 11 numero e l'oggetto. 

2.* PARTK — Lettere spedite. 
6.® Risoluzione presa o provvediniento dato. 

k) Di fronte a ciascuna lettera ricevuta si dev(> lasciare nulla 
parte seconda del registro uno spazio in bianco di otto righe orizzon- 
tali. Cotesto spazio in bianco ò destinato a contenere in snccinto la 
reglstraiione della lettera o delle vario lettore che simultaneamente 
possono essere spedite in dipendenza di quella. 

La intestazione della 6* colonna va spiedata così : 
8e la lettera che si spedisce 6 in dipen<ienza di una lotterà rice- 
vuta, allora essa ha il carattere di una risoluzione presa su quella 
lettera. 

Se poi, senza ricevere veruna lettera sull'oggetto, vien data una 
disposliione, s'inizia una pratica, allora la lettera che si spedisce va 
defluita un provvedimento dato. 

J) In ordine a questa sesta colonna vanno fatte le seguenti altre 
avvertenze : 

IP Tutte le lettere che si 8p(>discono simultaneamente in dipen- 
densa di una lettera ricevuta, hanno lo stesso numero di protocollo 
di questa ultima lettera. Per esempio: se una lettera che si ò rice- 
vuta ha preso il N. 10 di protocollo, e simultaneamente si scrivono 
dall'ufficio quattro lettere, esse avranno costantemente il N. 10. 

2.° Se poi successivamente occorresse spedire qualche altra let- 
tera in ordine alla medesima pratica, allora essa prende un nuovo 
numero di protocollo. 

7.** Ufficio o persona a cui si scrive. 
8.° Data. 

9.° Numero antecedente all'of,'j(etlo. 
10.** Numero susseguente all'oggetto. 

m) Le colonne 7 e 8 indicano chiaramente il loro oggetto. 

n) Le colonne 9 e 10 vanno spiegate cosi:' 
Se una lettera ricevuta o spedita si collega con altre proc 
denti, le si annota nella colonna 10 il numero della lettera a cui ' 
scontra. 



f^it^iiioio in. 



F. E. Sa 

al K. 20, il 
^D&iù il N 

Alio ite là 
N, 20 in m 
N. 13, ed a 

gnnta N. 2L, 

IL'' Ca 
ù) La 

raeri : il vom 
nuaieri sono 
dello 6. 

12.° Sezione^ cìu 




ffleio bft doevQto aii4i Iettare Gh^ lia prft&o il R 13 del 
àflta 1 et tura ne ba |j] odotta uci'&ltta che h aiata Tm^crfttb. 
iSiùiie di qneRV[iUlm& letterA nlla csotanna 9 sarà se- 
be foTmft ftntccfìdoLte del numero 2tì. 
ido Biocome U lettera- N. 13 va a ri«tiìiRi Airnltni 
iratica iiaettrfavMti/ù), così in dliezionfl de VI a letleri 
ìlonna N. 10 »1 segna il N\ Uft che Ìndica ]} movimenta 
ha fatto la lettera N. 13 riunendoci à i^nellA se 

riti e spedalìtii. 

caisioiii nella ccloann N. ]1 aervono a rloeroia'e »!■ 

prailoa neirarcbjvio. Difattì i^ssa e&ntieae dne bu- 

indÌQH In categoria^ l'arftbÌQo la ipecialitEi. Qucistì dae 

cooitì pm> veder&ì dai ma- 



Al 

IN ORDlNlì ÀI 



KERALI 



Bpi!i;jfttt^ aktli numerata xì ba 
dat& delgioruo, me»G ed ada 



Ogni pagli 
lata. Porterà 
dell'nltìma 1< 

Art. 13. — Neliù leim.^ .....m ai questo regÌBlro, cììd deiraMro 
di protocollo ^eiieiale, si dovrà avere la nmssiiitn accui-iu- 
tazza, sia rispetto airìndìcìiKÌoiìti; delle date, delle proven ieri ite» 
e degli indirizzi, sia nUa clUare?.^a delle espressicini ebc si 
adoperano. 

Art. 14. — Per tutti gli altri uffici tlipeiidenll *:he hanno unico 
archivio, si farà uso in un sol regìslr<i dì protocollo, unifor- 
memente al mtideJJo B, meno la colomia dealìnfila iicl numero 
del protocollo generale. 

Art. 15. — 11 registro rubrica alfabetica (modello C) di cui al- 
l'uri. 5 del presente regolamento, è un libro bianco rigato, sul 
cui margine tagliato a scaletta ovvero su orecchiette in perga- 
mena attaccate al detto margine, si scrivono le une sotto le 
altre succcssivamenle tutte le lettere dell'alfabeto. — A cia- 
scuna lettera corrispondono più fogli del registro, che l'espe- 
rienza avrà fallo giudicare necessari. 

Sopra questi fogli si scrive il cognome e nome della per- 
sona, o si indicano le cose che primeggiano sul registro di 
protocollo speciale, secondochè l'iniziale corrisponde alla 
le Itera. 

Accanto poi a ciascun nome od all'indicazione di ciascuna 
cosa, si fanno succedere, inscrivendoli volta per volta, i vari 
numeri successivi, e corrispondenti al protocollo speciale. Al- 
l'uopo si avvertirà di lasciare due righe in bianco per ciascuna 
inilicazione di persona, o di cosa. 



Anumnistrazione Centrale. '2iu 



Quando parecchi nomi o parecchie cose primeggiano, s'ìii- 
scrlTono tutte, ed all'occorrenza si rimanda dnH'iino nll'ultn). 
o dall'una all'altra colla parola Vedi accennata colla ini/.ialc 
maiugeola V. 

§ 2. — Spedizione degli iiffari 
per quanto concerno gl'impiegati addetti a' protucolli. 

Art. 16. — Per quanto concerne il MinistiTo della marin-i. le 
Iutiere e qualsiasi altra comunioazione scritta, dopo che sarà 
stata aperta la corrispondenza giornaliera, saranno passate al- 
l'impiegalo addetto al protocollo generale della Direziono ('li- 
tro apposita busta. 

Cotesto impiegato, pervcnulajili la l)usta, ricaverà le lellero 
o carte ricevute, ed innanzi tutto segnerà su di esse la data 
d'arrivo, indi registrandole successivamente nel registro di 
protocollo generale vi segnerà il rispettivo numero d'ordine, e 
la Divisione a cui, per ragione di comi)elenza. deve passare 
ciascuna lettera o caria. 

Il Direttore generale, a cui ritorneranno le carte regi- 
strate al protocollo generale, vi apporrà le occorrenti deter- 
minazioni in margine, indican<io la Sezione che deve trattare 
l'affare. 

ludi l'impiegato del protocollo generale, separate le carte di 
ciascuna Divisione, le farà i)nssare agli impiegati addetti ai 
protocolli speciali. 

Art. 17. — Pervenute che saranno le lettere, o qualsiasi co- 
municazione scritta, all'impiegato addetto al protocollo speciale 
di ciascuna Divisione per esservi registrale, <iuesli colla scorta 
del registro (modello C) andrà alla ricerca degli anlccedenli. 
se ve ne sono, e trovatili, li annetterà alle rispettive lettere ri- 
cevute. 

Riunite cosi le i)ratiche, inscriver.! le letlere ed altre coniii- 
uicazioni scritte, nella prima parte del registro di protocollo 
speciale, secondo le istruzioni di cui all'articolo 12 del pre- 
sente regolamento, segnando a sinistra della prima tacciata di 
ogni foglio, sotto la data di arrivo ed il numero del protocollo 
generale, il numero d'ordine di ({uello speciale. 

Ari. 18. Ultimate le operazioni indicale all'articolo precedente. 
le Ietterete carte co' rispettivi antecedenti passeranno al capo 
di divisione, il quale ritenendo tulle ((nelle pratiche per cui 
il direttore' generale abbia chiesti gli antecedenti, ad o«,'^etfo 
di riferirgliene personalmente, tutte le altre saran fatte distri- 
buire agli impiegati incaricati di trattare gli all'ari in esse ( on- 
templati. 

Art. 19. — Per tulli gli uflìci dipendenti, che non hanno pro- 
tocollo generale, le operazioni si limiteranuo a ciucilo delie in- 



dicale ni 
capo di - 
sLrLbLtJ!:ioj._ 
lalive pmlì 

AfU 20. - 
veraniio ta 
generale, i^^ 
lìlcaxionì di 
Ditate ai ri 
getto sì seg 
presso lì à. 
vBiTà in ili Chi 

ArL 21. — 1 
zio ni dell" ufi! do, Tìmpi 
caverà giorno per Kiorij 
snrie delle carie regi''^'^ 
nel registro modello 
del presente regolai 

Art. 22. — Doivn !« 
rate, o dd capr 
delta marina, o 
cnrie ri tornano l,± |>toi.. 




solo precedente, dovendo le earle passare da 
aire rchi vista* e da questo a quello per la di-^ 
impiegali incaricati della trattazione delle re-M 



ccimunìctìziuni confìden/iali o riservate, riee- 
il numero d'ordine del registro dt protocollu 
to quello del protocollo spedili e con tulle le in- 
ita e deirautorità s,cd venie, che saranno co mu- 
ti vi impiegati — Se non che alla colonna Og- 
i ranno tallone — ri^emata, o eotìfidenzialf — 
ore generale, u il capo di divisione, secondiXìhÈ . 



u-wuiC I 



iHo^ le pratiche presso le i 

.A* al protocollo speciale r|*^ 

j mo le Indkadonr neeea^ 

il stc$so, e le inceri v^r 

■jd btrti^tonl, dì cut idFnrL 

TO o del flirattore gene 
shè iratiasi del Mìaisler 
« iente» le lettere ed a lira" 

V— -«1^ dove ricevono il nu- 
mero e la data, che tfaril quella del giorno In cui 1 uruno tarmate. 

Le stesso indicazioni saranno scHUe sulle minute. 

Le medesime norme s! eseguiranno riguardo agli elenchi ed 
attergali. 

Apposto II numero e la data sulle lettere, ae ne farà ìninie- 
diatamei^le l» spedlìsiotie per cura della divisione, notando 
sulla soprascritta d'Indirizzo il numero tii protocollo che ha 
preso la leltera. 

t/ìm piegato addetto al protocollo speciale, si riserberà, come 
primo lavoro airindomani, Fanalisi e la classifìcnzione delle 
pratiche spedite, rilevando quanto gli occorre dalle minute, 
che, dopo la spedizione, ritornano all'archivio, e consultando 
all'uopo i capi degli uffici relativi. 

Dopo l'ora della firma debbono pure rinviarsi all'archivio le 
lettere che non debbono aver corso. 

Solameiile quando trattasi di attergato o di elenco di cui si 
giudica non conservare la minuta, si dovrà completare la 
registrazione nel protocollo speciale al momento della spedi- 
zione. 

Art. 23. — L'archivista speciale percorrerà di quando in 
quando il suo registro di protocollo, per rilevare quali prati- 
the non siano stale ancora restituite all'archivio, e ne pren- 
derà nota; e quando veda ch'è trascorso un certo tempo dalla 
loro registrazione, ne chiederà conto agl'impiegati cui pas- 
baiono per essere trattate, aftinché non se ne perda la traccia. 



Amministmzione Centrale. 



CAPO III. 

Della conservazione delle pratiche negli archivi speciali 
o correnti. 

Art. 24. — Tutte le carte relative ad uno stesso affare che 
costituiscono una pratica (incartamento) sono riunite in un fa- 
scicolo, e raccliiuse in una coperta di carta (a stampa) consi- 
stente, conforme al modello D, su cui saranno scritte le indi- 
cazioni in esso modello accennate, tra cui in alto a dritta 
i due numeri caratteristici di ciascuna pratica, cioè quello 
della categoria e quello della specialità corrispondente al re- 
gistro di protocollo speciale, ed alla rubrica di cui agli arti- 
coli 12 e 15. 

Appiè di detta coperta sarà notato il corso della pratica 
stessa, cioè i numeri di protocollo così generale che speciale 
in due distinte colonne. 

Art. 25. — Le pratiche appartenenti ad una stessa categoria, 
sono riuniie in una o più cartelle, caselle, scatole o cartoni. 

Una stessa cartella non deve contenere pratiche spettanti a 
diverse categorie, ma tutte le specialità di una stessa categoria 
debbono essere riunite. 

Quando molte pratiche della stessa categoria vengano ad oc- 
cupare più cartelle, queste saranno collocale le une vicine alle 
altre ed in buon ordine, per modo che il numero progressivo 
della specialità non sia interrotto. 

Art. 26. — Le specialità di ciascuna categoria saranno ripo- 
ste ordinatamente dentro la cartella o le cartelle relative ; que- 
ste poi saranno collocate nello spazio ad esse assegnato nel- 
l'ufficio e distinto con apposita indicazione. 

CAPO IV. 

Dell'archivio generale. 

Art. 27. — L'archivio generale è quello che contiene raccolte 
in cartelle tutte le carte degli anni trascorsi, salvo quelle di- 
sposizioni eccezionali che i direttori generali e i comandanti 
dei dipartimenti marittimi impartissero per le pratiche ap- 
partenenti agli archivi tecnici. 

Art. 28. — Nei primi giorni di ciascun anno, e dopo la ispe- 
zione degli archivi correnti di cui agli articoli 7 ed 8 del pre- 
sente regolamento, le pratiche di ciascuna categoria, che tro- 
vansi espletate nel corso dell'anno precedente, sono riunite in 
pacchi distinti, e legate cosi che nessun documento possa an- 
dare smarrito. In fronte al pacco s'indica in grossi caratteri, 
l'ufficio da cui le pratiche son provenienti, la categoria, ed il 
numero delle specialità che contiene. 



270 



Capkol<} III 




Art. 29. lacchi condLsionati nel modo come è detta nel 

rarticolo Hiente, e con rorm emente pi prescrUltr nirjirli- 

colo 4, pa& min tJa^^U nrcUìvi spgciall o correnti airarcblvio 
generale, i: nneule a' rt'gistrL di cui ul Tarli colo 5 del pn^ 
sente regol juto, prevìn consegni! fla farsene idriirchivtsttf 
capo che ^ ì\ rilasciarne dcevula. 

Art. 30. - ;r le pinlk'hc non ancora csplelalfìt e che per 
consegue! evono restare tu Ita vili in r:ìrieiimenlo UegU ar- 
chivi spec Ri annoLcià, per ciasciitia ri esse, nella colonna 
numero li. regislro di piotocollo ^^piLiale (ìndicufnLe i mo- 

vimenti o ^- iaggi dtfllc lettere, o carte), in direzione dell'ul- 
tima lette: cevnia o spedila neU'ainio trascorso, il numero 
di protoc( la pratica stessa nel nuovo 

registro di p. . lorso. 

Similmente l protocollo impeciale, »l! 

prima lettera periin^nKa della pratie»- 

iniziata nell'an.. qvja iu corso, si ^egntirà 

niella colonna N ìtuika gli iiiilecedentt)^ il 

numero di proti Eto trascorso. 



Un OBempio old^rlrì^ 

Si figuri ohe 1 ùtUtn<! 
l'anno 1865, sia nel pro™™.._ ^ 
l'anno 1866, cui h-i fìstio passag^.^ .a , 
direzione della lettern N. iiUOO, ed rHh 

4 
(con inchiostro tOMO) - . ,^.^, — . E<; 



d«! 



1806, in direzione del ÌA. 



4, ed hUu colonna 9 ai ecriverh 



K) de ir arti colo M. 

tìoa riiii*5ta iacompletn nel- 

s il numero di protocollo deL 

^%i\t& ótÈìBÈ^H gin 4. Atlor» in 
colonna Uì g1 scriverà così; 

al nuovo protocollo per Taa- 

mìO_ 
dèi 1865" 



•4 

i 
{ 

I 



Art. 31. — Pervenuti che saranno t pacchi di cui all'art, 2B^ 
a cura dell'archivista capo saranno j mede*iimi per ciascuna 
categoria racchiusi ui cartelle s^eparate sul cu! dorso verrà 
indicata la categoria ed il numero delle specialità che con- 
liene. 

Art. 32. — Gli scaffali dell'archivio generale del Ministero 
(Iella marina saranno ripartiti in tre grandi scompartimenti, 
per contenere ciascuno ordinatamente le carte degli archivi 
speciali o correnti delle diverse divisioni dipendenti dalle tre 
direzioni generali. 

Il primo scomparlimenlo avrà nella parte superiore, ed in 
centro la leggenda : 

Seruizio militare marittimo. 

Il numero i)oi degli scaffali compresi in cotesto scomparti- 
mento sarà suddiviso in quattro parti, per allogarvi distinta- 
mente le cart<^ appartenenti al gabinetto del Ministro, ed alle 
allre tre divisioni della prima direzione generale. 



Amministrazione Centrale. 271 



11 secoudo scomparii mento avrà similmente collocata la leg- 
genda: 

Servizio amministrativo marittimo. 

Gli scaffali poi che esso scompartimento comprende, sa- 
ranno suddivisi in tre parli, per allogarvi separatamente le 
carte appartenenti alle tre divisioni della socouda direzione 
generale. 

Il terzo scompartimento avrà del pari la sua leggenda : 

Marina mercantile e bagni penali. 

Gli scaflfali di quest'ultimo scompartimento saranno^simil- 
mente suddivisi in Ire parti, per conservarvi distintamente le 
carte appartenenti alle tre divisioni della terza direzione ge- 
nerale. 

Art. 33. — I registri che annualmente perverranno dagli ar- 
chivi speciali o correnti del Ministero, ed il registro di pro- 
tocollo di ciascuna direzione generale serviranno per la ri- 
cerca delle rispettive pratiche nell'archivio generale. 

Essi saranno collocati cronologicamente in appositi scafì'alì 
dei relativi scompartimenti, di cui all'articolo precedente, e 
terranno scritto chiaramente sul dorso le seguenti indicazioni 
che si danno a modo di esempio: 

1865. l^ROTOCOLLO (trnrualr — 1* Direzione. 
1865. Protocollo Speciali-: — 1* Direzione. 

Divisione .... 
1865. Rubrica Alfaijktica — l* Direzione. 

Divisione .... 

Questi registri devono tenersi sempre uniti ordinatamente 
per ciascun anno, e per ciascuna direzione generale e relative 
divisioni. 

Art. 34.— L'archivio generale terrà due registri (modelli lo. F,». 
Uno di entrata e l'altro di uscita delle carte di archivio. 

Nel primo si registreranno lutti i pacchi contenenti pratiche 
ricevute dagli archivi speciali di ciascuna divisione: nel se- 
condo poi si annoterà distintamente la data e la specie delle 
carte consegnate, ed a chi, da un lato ; e dalTaltro la data della 
restituzione, e da chi fatta. 

Art. 35. — Vi sarà nell'archivio generale del Ministero una 
rubrica di ricerca delle carte, registri, libri, disegni e piante 
ricevute in caricamento dagli archìvi speciali. Questo registro 
sarà in corrispondenza di quello modello li, e viene indicato 
dal modello (ì. 



272 ^V CapUolo Ilh 



Sul UM,. laglialo n <ical&Ua dì questo regisirci, o su orec- 

chiette in anieiin, sarà ìnscrìtla un numero progressivo 

indteflute lUio speciale della (ihiislnine che ha consegnalo 

le eorle, i . Ari, l ììbH, ecL% die ncìiìauia ad un numero dì 
fogli corrls denti, ove sar.\ Indicata per ciascun archivio 
speciale Fe^ i della consegua delle carte col rimando a' ri- 
spettivi fogli el registro caricamenlo. 

Art 3fi. — ; solo archivista capo può eslrtirre pmlrcheo do- 
cumenti daira-thivio generale. Il suo aiidante lo poim cguaì- 
mente^ quando per assenza od ìmpeditueoto del titolare ve* 
nisse a eie specialmente aulori^T.alo. 

Art^ 37* — Bl30i;imnf1o eslrarrt: i|ualche pratica, carta, o do- 
cmuento dail\..m....T.^ ^^^^.^.^ capo delFufOcio cui ne* 
cessi t a, ne farci richiesta ali Ar^ ista Capo (modello H). e 
quando gli sarà consegualo» ne ri cerò ricevuta appiè della 
medesima. 

Art 3S. — L'archivista capo, p^'-^* |nando abhia ealraito dal 
pacco, previa richiesta confori l articolo precedente, qual- 

che carta o dacu mento, dopo ^rne registrata ruscila nel 

registro di cui alFarticolo 34. im \ al luogo del documento 
stesBo la ricevuta dell'impiegalo liedente, la quale sarà an- 
nullata eolia restituzione del doi^uji^ento. 

Ari. 39. — È se vera ni ente proibito all'archiviata capo, e ad 
ogni altro archivista od «tu tante di Ciicfiar fuori dagli archìvi 
carte, lÈllere, o documenti origniuli, ovvero t^slrarne copie a 
richiesta di privali, sen;sa essiervi stalo nulorìzzato in iscritto. 

La trasgressione alla prt- sente iìisposlìEione provocherà la 
rivoeazione diilT impiegato, salve le pene maggiori in caso 
di dolo. 

Firenrc, 30 agosto ÌS65. 

II Ministro della Marina 
D. Angioletti. 



Amministrazione Centrale. 



273 



Modello A. 



MINISTERO DELLA MARINA 

■ ■■••• — 
Direzione Generale 



REGISTRO 
di Protocollo Generale^ deiranno 19 

Addi 



19 



NUMERO 









DATA 



0; c! 



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Taddbi. 



DA mi 

o <r «nulo 
]>r(>V('n};()iu> 



INDICAZIONE 
«lHh« Ietterò 



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Capitolo III. 




[direzione (r$mml& 



ministI 



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REGISTRO di Pr 
Addi 



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ilrirtlii'tvi» 

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UTTIH 

5 

4 



il I 



Amministrazione Centrale. 



275 



LA MARINA 

Divisione 



MODRLLO 



ile deiranno 19 
ì 19 



LKTTKRK SPKDITK 



lUZIONK PRESA 
poBlziniie (lata 

6 



UFFICIO 

o Persona 

acni si scrive 



Ju « » 




II 


9 


10 


11 



SKZIONK 

Ila trattata 
la ]>raticii 

12 



\ \ \ 



276 




ministì 



AlirurviO OF-NHEALÌC 



M 



ìyMA 

iMia r ine»! OH e 



ARCHIVI SPKtlACa 
én Ulti 




// / 



Amministrazione Centrale. 



277 



:XiA MARINA 

REGISTRO 
Caricamento delle carte ricevuto dagli archivi sptviali 
DalVanno i8 alVanno 19 



Modello E. 



i| 
B 



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rlf4friiiuoii(i 



;dtU 'Arili [v|(i 
muo vaniM'rvBii 



278 



MINISTl 



ABCHIVIO GENERALE 



Addì 



•A 



r L'olii ùj 14. 



IW (JJII VKNM] FATTA 
l.A^Rli II MISTA 



I i 



riJtiiPJf'pii.Hi 






di 
co 

di 



// / 



Amministrazione Centrale. 



279 



JLA MARINA 

REGISTRO 
Di uscita delle carte e registri che vi si conservano 
a seguito di regolari richieste 
Per gli anni 19 
i9 



Modello V, 



DATA 
deUa 
«titu2ioue I 



DA CHI FATTA 
LA RESTITUZIONE 



OSSMH VA ZIO NI RKLA TI I ' K 



280 



Capitolo III. 



Gli art Id Miuislero, sono stati modificati aeeoudo 
le norme %. *»golfl.mniito ApproTato col R. <lperek> 2^ g**n- 
naio 1900 5 in nmìo 9*>nyi>Lìce lmJ ìngf^iioso. Il dello 
regola[n**ju roacrive nìio gli iiffloi ili archi^i^i i* rogislra- 
tura il^bboi averli smIo Ir* DiiT»zioni ^eiii>rali i' U^ allrp 
grandi ripa ;ioni oìu^ a ijiiclU^ corrisponikmo ; Io Ragk»- 
nerie^ lo S* olerie di riabisifito o gli uffici chr» trattaim 
di pei-sonali? ^rt, 12). 

Il Miniata?! u della Alariua non potendo riunir*.^ raak*r!al- 
raenle gli ai'ubiri per mancanza rli locali adatti , r» Tal- 
lendo ad ogni niobio dare attiuirioue alla dìspomssioné di 
legge» Ila lanciato j^n . . *^i in cui si troiano ruì 

al servizio f ielle rispeniv^ [>i i, oliniinando cosi tnttì 

i gravi ìnconvenionti cho pcjtp, derivare da un cantbia- 
mento eimuUant*o ed aifrettato i ha inveet*, convt*nxiu- 
nalmente rimati formando, con gu archivi divisionali, tanti 
titoli di mi uriìiio archìvio distiii^endoli e«l nome dd 
Grande reparlo per il quale custodiscono la corrispon- 
denza (l). 



(1) Per reind^rG più chiara In rluuIoQe virtuale del diversi 
archivi, crediamo necessaria U pubblicazione del Tilotarlo del 
Ministero della Ma rimi. 

Titolarla per la dussiftctizions degli atti (^%dti,ie tt dasiii f satto^ 
dii^'ii} detta Àmminlstratione ctnitale delia Marina appjro* 
uaio con Décrdo Minisleriale 15 dicembre 1900 ed entraiù in 
vigore col 1° gennaio 1901. 

Elenco dei Titoli. 



(jKANin i{i:i' Altri 



UFKICl SPECIALI 



Onliiiann'uto della iiiariiia e 

servizio teenieo niilitare. 
Aliali «li se<;reteria fGahinetto) 

l-^eouoniato. 

Personali civili. 

l"oiital)ilità varie. 

lueaiiti e eontratti. 

Servizio del j;eniu inilìtrre per 

la re^ia marina. 
Servizio «Iella ragioneria. 



Itiparto Servizio militare. 

Riparto servizio ammiui- 

tivo - Segreteria. 
Rijtarto Kconomato. 
l'illeio (lei personali civili. 

I(ì. 

I<1. 
rillcio del genio militare. 

Ragioneria. 



<»||.i?;i>[ RKI*AETI 



TlTOTil 



uvptin sfm^LALi 



rjftrio di Staio May, 
ttjfbfia ÉÈ(f*itóB. 




m ^riittSliTia ed 



1 Pri.'|.nirfva1oiM' jkllft uii.(Mri:L ileLLi' 

f c«fltni«Ian« m i^nniiiifc^rv nulo nei 
del iiikTlffll«. 

3 BbttIiIii •lUDiLliilitntiYO. 
3 Ctorpa «anlt&rld» 

Et^rlsloiit.1 delle eontabfUtà ilei 

EEdTl«ìaiie dslLa oontttblUtA del 
materiale e della mAtu» d'op. 
Offirpa di flommLiMHffcta mlLlk 

UtflelMl fl Mrrlilo mllfCare. 

Oorpo renll efinJpd^gt. 

GoatabLlilAp del p«n»aalei ^ del 
iarvrxlo tn Ulta re. 

Berviitii toeulco del uuit^rl^tt 
|ì«r le «NDAtrazlonl nav&ll. 

Pefwiiolo del góuìù ìJùtAÌe ; 
TiHsulcii, Conunfiutt OlMHiiik- 
t&rl - PeraoQole luTorànui. 

3 Servizi teuuJut doliti ll1lauijblnl^. 

4 FerBumde dagli Llfflelall tiiac 
chlnlRti. 

Auifnlnletmalajie e contabilità 
del 'materiale e della maua 
d'opetft pel eefTlelo delle ('n- 
•truBlDiii hatoIL 

Arll|^lSc5rla» anni vortatlll e 
munlEioiil^ 

2 Arin^merLtl HAtóIL 

3 Anni aubafif^ues e Afif Vaiali» ila 
|jialoiiiibaxD. 

4 S«i-vUlD elettrico ÌìbIco v obl- 
ili Ico. 

^5 Penonale emaiìod'oporiL d'iLr- 
tigli erla^ed antiftinenti. 

AmminiAtraatoue u csùatalillltit 
deilmaterìnlt^ della artlgUe ria 
e degli armaiDentl. 

ife 1 Studi di cArattufe geti finali: e 
JfJDr- «tJHtktlclìe. 

^ Parsonftlfi portuario. 

3 FMtUala multtluia - Fnlilirlci^tl 

- C^jna efbndo doffli tovatldl 

dalla marlaA mim-autUe. 

àrenlM ' Porti - VvAvA - Elcii- 

peri — OfcBBa. dcpcmltì df^ll» 

gente di mariì. 

Càmmndt di «HCrnelotif] - t*re 

mSdt jm^'ìguiioat - Ke^tltiv 

sUml dastaile — Tao» mari t- 

Urne— Diritti «onaalafl, «Cfi. 



I LI. di Btatu Majfglore. 
UfUdo leuiiluo 

Ufilolu HiuItHrio. 

Id. 

Id. 
Unifslo di ry%'ttìIolii*. 

Id. 

Id. 

M. 

IMv. L - Umi^hiK t m^T\\' 

■io mlllUiri.-. 
Dlvlfl, 11. — L'ureo Ueulli 

Dlv/lff^ f.iQutnlilllùi Av\ 
mE\'MQ mUìturii, 

Hi v^ L - Co^itriizlaut iiu villi. 



I>lv. U. - Mtwruliliic. 
Id. 



IMv. Ili, rtii it libi 1 Et i^ dulie 
L^stTii Rioni iiuvalL 



Dir. Ih. — AritiijliwrSii e Jtr- 

mamsutl, 

M. 
Dlvlfc, IL — Armi Mtiliac- 

51 ned B nintutlule vietirluo 
ÌL 

DlvlalouD llf. — (ToutabilltÀ 
airn.rcljiri[i.'rin ed i&Tma- 
nj&utl. 
III. 



Um Affari J9fiii(5r&lL 

Id, 
Div. L - Fui falli nmrltiliitn. 
luviilklf. 



Div. II. ■ Porli u. EiidjiKgli!. 



Dlif. IIL — Prrfui v in^e 

IDll,rlttÌlHlV 



\ 



2^ 



CaplÈùlù JÌL 



Le tsai*-^ L dascuno dì questi arohivi passali do, di i _ 
in anno, i j nello di Deposito , ra^nno a rioniiigi sotto uròi 
unica den' inas^ioue formando, tntfiusìfioOj nn aiv.liivic' 
completo. sì fat^uulo ò st^iki trovato il modo di mm oìU^ 
rare il bu niiizionammito dc^ìì uflici amminLat ratini, fi' 
avere ngUiumente yn arehivio por ogni tarando riparti- 
aiotie e di fonderli in mi tutto organico da corrispoiidt^tx^ 
perfettanKHile allo pre^L-riv^ioni del re^olameulo. 



Ministero deUa Pubblica Istruzione. 



L^edtieaisione e 1 
al Jlii daterò della I _ 
prema diredoiie ; pr 
dell'istrQzione soient 
arti belle o alla t3oi 
Ha la sn prema di 
dellf'^ aceademio, t 
dei licei, ginnasi e con>iLu 



1 j^iovsMitii sono atlìdali' 
ione, il quale né La la su- 
nopo^ al perreKionamemk) 
.rìa; air incremento dellr 
ei monumenti naziojialì- 
lituti di scienze e lettere^ 
deludi istituti superiori j 
lali, degli istituti tecnici 



e proleagionali ed in generale ui iv^ni pubblico e privato isti- 
iuto [riiisegnamonlt>. Pi-owede alla annnìssione ai corsi, 
atT;lì esami, ed alle relative tlispeiise; airapprovazione dei 
libri BL'olastii!Ì ; all'approvazione delle nomino fatte itaì «im- 
muni e d;dle altre amininist razioni ; al conferimento dei 
posti gmtuiti e semigmiiiiti nei collegi e convitti ma«cbili 
e fenniìinili ; alla conferma dei gmdi accademici ott^?nuti 
airestero; alla eoi-voglianKa tìelle airtministraKioni dei legati 
e lastnti destinati aU'ii^triizione ed alia sorveglianza ani- 
l'inso^naijieiitv/ [nìvdlv. 

Provvede alla riscossione delle tasse d'ingresso nelle gal- 
lerie, noi musei e nei monumenti nazionali, ed alla sor- 
veglianza delle «2;allerie private elio devono essere aperte 
al pubblico. 

Dall'istruzione elementan» obbligatoria, fino a quella scien- 
lifìca (lei maggiori gradi, questo Ministero tutto sorveglia 
e tutto dirige , stabilendo i programmi ed emanando le 
disposizioni regolamentari necessarie per il buon funziona- 
mento della vasta amministrazione. 

Dal 1847 , allorquando il Ministero fu istituito, fino ai 
giorni nostri, una serie infinita di leggi e regolamenti 
sono stati emanati allo scopo di sempre più migliorare il 



Amministrazione Centrale. 2Ki 



Ainzionamento amminisiraiivo o rordinainciito sC'Olastico di 
Questo importante ramo di governo. 

Da prima la iiecessitù di fonderò e rcndcn» oniojieiicc le 

Jeggi vigenti nei vari Siati clw» hi rivoluzione ])()liticn 

Univa alla patria italiana, di ])0i Io spinto inodenio die 

8'imponeva con lo suo rilbnne, noncliè i ritrovati nuovi 

della scienza, rosero seni])re necessaria» nuov(» inodilica- 

zioni allo varie le<>tii (», niun Ministro vi fu clie non sm- 

tifisc imperiosa la necessit{\ di apportare iiniovazioiii [jer 

migliorare ed atJ:ovolar(^ Tistruzione <» r<Mluoazione defila 

gioventù italiana, speranza certa di una futura vita i)oli- 

tica e civile rigoji;liosa ed a.d(»j^uata al progresso ra])ido delle 

scienze, delle letten» e dell*' arti. 

Il Ministro Casati riformò la leoislnzioiie seolasticn con 
la legge del 13 novembre 18r)9, tuttora in vij^ore, ma gra- 
dualmente modillcata (1). 

Lo spirito riformatore eln^ sormonta ostac^)li o moder- 
nizza uomini e cose, incominciò a pnivalere, in iiuest'Ammi- 
nistrazione, nel 1881, Ministro il Baccelli. Fu lui eli e so- 
stenne la necessità, di riforman» il ('onsif^Uo Superiore i>er 
renderlo più consono ai ttMiipi moderni, <' che con la loo^c 
del 17 febbrajo 1881, n. 51 apportò quella radicale juodilì- 
cazione che rendeva il Consijilio stesso per moik (bollivo. 
Il Consiglio Superiore di pubblica istruzione, conn» venne 
riordinato con là lejj;ge Bac(*<'lli, tuttora in vi^on», e com- 
posto di trentaduo membri: sedici sono di nomina re^^ia e 
sedici (quattro per Facoltà) (eletti dai profossori ordinari <' 
straordinari delle Università governative e degli Istituti di 
Studi supeiiori di Firenze e Milano. I consiglieri durano in 
carica quattro anni e non possono essere rieletti che un anno 
dopo la cessazione. Ha nel suo s(mio una Ciiunta pel disbri<;o 
degli affari ordinari, composta di quindici membri sc(4ti dal 



(1) La legge Casati del 13 novembre 18r)9 ii. 3725, ò conside- 
rata come la legge organica ed ebbe subito completo vigore per 
gli Stali Sardi e per la Lombardia; negli altri Siali non fu, in 
tulli, nò per intiero pubblicata. Ha però avuto esecuzione (juasi 
completa in buona parte d'Italia per il fatto che, leggi, rego- 
lamenti, ecc., clie da essa s'inspiravano o traevano la loro o- 
rigine, furono emanali dopo compiuta l'unità politica ilei 
Regno. 




«34 



Ministro, ùj iflu. in tre Sezioni corrispondenti ai 1 
slruzitìne. 1 mo If* 9ìw adunanza gonerEÌi due Tolte all': 
«otto la pre Ldenza di4 Mìriistro. — IL Miiì infero Gian tur 
fitscstandosi .alla corisuetudine tìiio allora sf^giiita, chiamò 
a far pirt-e dd Consiglio Superiore un R. Provveditore agli 
studi etl un insegnante di scuole s<*pondarìe, confermando 
fxmì la nect*8sità del print^ipio di rappresentanza. 

Questa innovazionGj inspirata a così liberali sentimenti, 
[jrodusse beneflci effetti: ringioTanl quel Con^easo, pur 
tanto beneruerito^ o gli die la indipendenza necesaaria pei' 
eoatJtiuvaiY* il MiriÌBtro "'^^1^ rirnnm,» amministrative e di- 
datticlio degne dei tenj^i jiuOVì. 

Ti niedeaimo eontetto fu iìeguit" per la i^itudone della 
Commissione permanente di Bel ^ Arti, la quali? potè, in 
tal guisa, aFere i suol membri r etti per mezzo delle Ac- 
cadonii<', Istituti etl Aasociazion* iriìatichp (1), Que^àta Vmti- 
missioiie fu poi riformata dal inistro Martini, il quale 
volle allargarne la base elette e e slabili die un terzo 
dei membri della nuova Giunta di Belle Arti (ìovease es- 
sere eletto, non dalle Accadeniii^, ma dagli artisti mede- 
simi, divisi in nove oategorie e costituiti cesi in eorpci 
elettorale per la difosa e l'incremento deHe n(»bìLi arti da 
essi professate* (2). Oggi il funzionamento della Giunta Su- 
perìor(^ dì Belle Arti ò regolato dal R. Decreto 12 aprile 
1894, 11. 140. La presiede d Ministi'o e la conipfni^Tmo dodici 
eonsiglìf^ri effettivi e tre supplenti. I contai gli e li etfetliti 



(1) Con R. Decreto 24 novembre 1881. fu istituita la Commis- 
sione permanente di Belle Arti, composta di dodici membri e 
cioè: quattro pittori, quattro scultori e quattro architetti; dei 
quali, sei nominati dal Ministro e sei eletti dalle Accademie, 
Istituii ed Associazioni artistiche. 

(2) Il R. Decreto 16 marzo 1893 n. 156 abolisce la Commis- 
sione permanente di Belle Arti e la Giunta Consultiva di Ar- 
cheologia per istituire una Giunta di Belle Arti, composta di 
diciotto consiglieri, cioè : nove artisti, di cui tre architetti, tre 
scultori, e tre pittori ; tre letterati e critici d'arte e sei cultori 
di discipline storiche ed archeologiche : i consiglieri durano in 
carica sei anni e sono rinnovabili per un terzo, ogni due anni: 
è divisa in due Sezioni e pronuncia pareri su tutte le questioni 
concernenti l'arte antica e l'arte moderna. 



Amministrazione Centrale. 285 



devono appartenere in ugual nuiiioro alle tro arti (pittura. 
soaltura e architettura): sono iioiiiinati con IVcivto Ucalo 
su proposta del Ministro, ma la inHà di ossi, cioò (hw 
per arte, vengono designati, por la nomina, dal (^or^x) olot- 
torale artistico: i due che ott(»ngono ma{ij2:iori voti sono 
nominati censiglieri effettivi, il t<;rzo sup])lonto. Il Ministro 
ha facoltà di aggregare alla Giunta, volta por volta, tutt(> 
quelle persone che, per Tindolo doi loro studi, ropnti più 
idonee a contribuirò alla mij^lioro soluzione (l(»Ilo (ino- 
stìoni. La Giunta si rinnova por nu^i'X o<>ni duo anni. 

La Commissione permanente per le arti musicale e drani- 
moHca, (reali docroti 25 maggio 1882 n." 17<), sorio 3.\ e 
14 ottobre 1900, n. 353) dA, parerò sullo questioni relativo 
all*insegnamento musicalo e dramniatieo, sulle» riformo elio 
fossero necessarie pel miglioro ordinamento d(>j^li Istituti, 
nelle controversie dei ricorsi e su quant'altro si riferiscf» alle 
arti stesse. È presieduta dal Ministro e composta di dodiei 
consiglieri: il Ministro ha facoltà, in casi urj^onti, di nomi- 
nare uno o più m(»rabri supplenti, con diritto di voto, per sur- 
rogare commissari assenti per legittimo impedimento; la Com- 
missione ha facoltà, por Tt^samo di alfari di s])ocial(^ im])()r- 
tanza, di chiamare noi suo sono uno o più mennbri sup- 
plenti con rasscntimento del Ministro, e quelle altre persone 
che crederà, più adatto ad illuminarla, ma senza che ad (\sse 
venga attribuita la facoltà di votare. Ogni duo anni, duo 
consiglieri designati dalla sorto, oscjono d'ufficio, nò i)ossono 
essere immediatamente rieletti: il sorteggio non vien fatto 
quando due o più membri abbiano cessato di farne» parte 
durante il biennio. Questa Commissiono è divisa in duo 
Sezioni: una por Tarte musicale, e<l una por Tarto dram- 
matica. 

La Sezione musicalo giudica i concorsi ai posti di diret- 
tore e di professore di composiziono n(»gli istituti nuisicali 
governativi e da parerò nei casi in (iui possa derogarsi dalla 
condizione del concorso per la nomina di artisti venuti in 
/ meritata fama di singolare perizia didattica: la Sezione 
drammatica giudica i concorsi ai premi drammatici gover- 
nativi. I membri di questa Commissione sono nominati con 
decreto reale su proposta del Ministro e devono ossero 
scelti: per la Sezione musicale, fra i maestri compositori o 
fra le persone che abbiano meritata fama per erudizione 



286 



tmisicale; ■ Im f^f?2Ì0Tie drammatit'a, fra rU ttutori, astisti 
f* irritici i iinatk'ì {ì). 

Il Comu ì per lf% sifùdio e pubtfilefatmì& mennle delle 
ftothit^ siti scandi di antichità^ istituii)* *"nl hocn^io Mirii- 
stmale 10 ano ¥Mh (lf3Ye esarniimrtì i rai>j>orti siiUr sìn- 
gole scopfi-^ di atìtieldl^ ; fare I'* i^mfHistp drca gii mikvi 
ohe si rif>?ì '«mi aDo scjcjperte dCTiunziato; n *'om unica al 
Presidente Ila R, Acoa^f^iuia doi lAmìei le notizia elin mini- 
ailmeute di ono esseri* pubblicale. K composto di l'jnqiie 
membri, noi inati dal Minislro, il quale ne designa il Tri^ 
siderite r il Sr"^*"*'***'^ ^- ^^^**^ 'i"' Comitati». 

Altro TOrpo ^.*.-iii ssìtua importanza pn^iiao 

quella AmminiFìitr misHone ConsuUira jmr 

le quesHom relaUv e pei ricorsi. Rìpott* la 

B\m orìgini* dalla m di porarsi clH Goijsig:lio 

di peri?t>Tie esirant^ ell'esunf^ delle moltf> qiu^ 

stioni atiint^uti air»,* l'ktnizkmi^ elemt^ntar*' o 

nella ri.Holu7Ìoiie dt4 le <?oiitro¥eraie tra i cck 

iTìUTii, i niaestn e le cm^ eliche locali e por aver^ 

ini coinplej^so di norrin- ^1-11»^ ali ebe stabiLiàsf^ro la giuri- 
sprudenza in questa maleria. Questa prima forma della Com- 
mii^isicni*^ Coiksiiìtiva duT^» dal ]8S9 lino al 1901 ; nel quale 
armo con di>cn?to reali> del 19 maggio lu^ ì^ì veuue allar- 
}4^ata la 3fera delle siiie attHbuzioni in fjuLsa da farne un 
Il novo istituto die abbi'aecìaìra i vari l'ami di i*<>rvizio dipen- 
denti dal Ministero, ad efceizioiie degli aftari devoluli per 
legge alla competenza dei Consiglio Superiore, Campito di 
qni^sta nuova Commissione*, oltn^ il dar pareri che, inspirati 
ad unità di criteri, valessero a costituire una tradizione di 
massime costanti od una sicura guida negli atti ammini- 
strativi, era Tesame (^ la custodia delle tabelle informative 
s)ill(' attitudini intellettuali morali del personale. Queste 
tabelle informative sostituirono le note riservate ed aprirono 
agli interessati il diritto alla difesa die le leggi civili con- 



(1) 11 \\. Uccrelo 19 novembre 1893, n.° 722 slabilisce la esclu- 
sione dalla Commissione permanente per l'arte musicale e 
drammatica di coloro che hanno iuteres«:i diretti con gli istl- 
Uiti d'arte governativi e sovvenzionati. II regolamento attual- 
mente in vigore A stato approvato col reale decreto 10 ottobre 

Lom 72.° 353. 




lufiqae e ch« non può essere nogsto senza vio- 
lar r un t^anont^ ruituralr* di pustizia. Ma le troppo c@te«e 
atirihti/iotù <n1 il rìloìriiiite nutnero dei Cornrnissarit c^nsi- 
glmroiio (li iiiodiflcarf^ questo latitutOj la cui utilità si era 
attanieiùe alftirruata; f pftr renderlo maggiormente elfìeacr* 
M pili attivo, fu alleggerì to di alcune attrìbuzioni (fra le ciiiali 
r esani o <* la custodia ùelÌQ tabeUo informative oho ritorna- 
rono ai rì^ [iettivi ufflci)j e fti ridotto noi numero dei suoi 
L'ora pori ea li j chÌamandoTÌ a far parte il Capo deiruflìcio i^onv- 
p'tente filli mngoli afìkii da trattarsi. 

La Cominiiwifme oomiultira per le questioni nilaiive ni 
personale è pai rìoorsi, secondo Io moditteazioni api>ortat<^ 
col reale rìecreto 1* maggio 1904 n." a03, ha T inearii^o ili 
dar pan Te; 

n) sui redami concernenti le ammissiom, le pitinio- 
Ebnì, i ti-asferìraenti e le punizioni (non deferite al Consì- 
glio Superiore della Pubblioa Istruzione) nel pcr5M>naIi> d(?lli^ 
scuole swondarie e normali e in queUo dei funzionaci ap- 
parteni:^nti airAmminìstrazione eentrale e provinciale; 

h\ ì^nlle controversie tra i maestri, i comuni e i Coii- 
tìi^ii ^nhvsiìci provinciali relativamente alla istituzione, soij- 
pris^Hiiu- f^ classificazione delle scuole j alle nomine, ai tm- 
afori-menti, ai Uoenziamentij alle punizioni <lei niaestri oh^ 
mentari e dei direttori didattici e agli altri provvedimenti 
pei quali è ammesso il ricorso al Ministero della Pubblica 
Istruzione. 

È composta di un Consigliere di Stato che la presiede, un 
Consigliere della Corte di Cassazione di Roma, un Corvai- 
fljlere d^Ia Corte d* Appello di Roma, un Avvocato della 
R. ATTOoatura generale erariale, un Professore Ordinario 
d*UmyerBÌtà e un funzionario di grado non inferiore a quello 
di Direttore Generale che abbia fatto parte dell'Arami nistra- 
BÌone della Pubblioa Istruzione o che faccia parte di altre ^ 
Amministrazioni dello Stato; del Direttore capo della divi- 
sione ndla cui competenza rientra l'affare in discussione. I 
Gonag^erì sono nominati con decreto ministeriale, durano 
in carica quattro anni e si rinnovano per metà ogni (hn^ 
anni. I Commissari scaduti possono essere rinominati ])er 
una soIa Tolta. 

Oltre i corpi consultivi suddetti, coadiuvano il Ministro 
nello studio delle molteplici questioni scolastiohe tue Conn- 



28S aei^ifolo in. 



niiasiOTii ; uientì, prt^ieflut*? dallo stesso Ministro e dell*^ 
quali fatìiK Hf* i Direttori Capi ili Dìvii^iniìo a nuì si rìfr> 
riacmio i ri ttiTÌ servizi : ìa> Coìtimfs.sionG pcr)ìiati£n(e per 
l'IUrtiziom contfaria cbisnca e tecnìrti^ si compcmG (li do- 
dici personb, ^^oeUa jw?r Vistnisiùne prìmaria e niagìstralet 
di dieci; e qafìlla pf^r gli ìMUuH femminili^ è iximpostsa di 
sei persone. 

Tutte queste CoittmissioHi tì(Hit> rinnovabili per meti\ ogni 
aiuio, ed i loro t^ornjjonejiti non possono i*sst»re ric50nfermati 
se «Oli c!OTt riutermUo di nn mmo almeno dall'ultima ncn 
mitia c^ li ferma. Sono esdusi ''^' far parte di queste Com- 
TuisHÌoni ^li autorì ed editori d li dì testo per le s*?uole 
SK";ondarie* Le attribiizioni a ciu-OT^utia di quelle CoinmisHioui 
assegnat'S* col decreto miriister !1 gennaio 1903, sono: 

L ^ Studiare e proiKirre iniatro le riforme eli e via 

via parrà bene introdurre neli „., liaraento, liei programrai. 
nei regolarla co ti delle scuole e de; ì istituti scolafltiei ; 

2, — Esa.minare lo relaaioni fidali dei capi degli istituti, 
e faro le proposte ehe fossero suggerite da sì fifa tl^ esame ^ 

3, — Risolvere i quesiti che dal Ministro o dai Capi dt 
servizio fossero proposti per riiiterpretazione di leggi e di 
regolamenti scolastici ; 

4, — Proporre al Ministro, non più tardi del gennaio 
dì ogjii anno, le ispezioni da farsi agli istituti ^distruzione; 

Tk — Esaminare le proposte per racquieto di materiale 
scientifico e di libri per le scuole; 

6. — Esaminare le relazioni degli ispettori straordinari 
per le scuole secondarie; degl'ispettori circondariali e delle 
ispc^ttrici per le scuole primarie e per gl'istituti di educa- 
zione femminile e dei regi commissari per gli esami di li- 
cenza; spettando particolarmente alla Commissione per l'i- 
struzione primaria e magistrale di sovrain tendere all'anda- 
mento morale dei convitti annessi alle scuole normali; 

7. — Dare paren? su quant'altro piacesse al Ministro di 
interrogarle entro i limiti degl'insegnamenti assegnati a cia- 
scuna Commissione; 

8. — Rivedere gli scritti degli esami di licenza, i cui 
tf'nii sono inviati dal Ministero; 

9. — Pres(Mitare al Ministro, nel decembre di ogni anno, 
una relazione generale e sommaria sull'andamento di cia- 
scun ordine di scuole; 



ìmtninistì'àu&tm C^nfrale, 289 

10. — Bar pt\ir'-i- siiiir* proposte cìegU autori, (k^gìì edi- 
tori V ihn Omisi |: E: !► .1 iiiatìgnantì per k scelta dei lìUn di 
U^Uì^ tm4 Une di -iiiuiiim al Ministro q «ali tm questi asiano 
orixluti m**rìtiwnti di f^ssere presi in cofidderazioiK^ ; il Mi- 
nistro li eomuniclipià M Consiglio Superiore insimno ai giu- 
dizi di^Un r.ofniiMssìotiì permanenti c6 a tutti qm^j^H altri 
parwi iiHiiviilnali d\e avrà CFoduto opjiortuno dì flindinMli- 
rettanimilf'. 

11 Minisi IH h detta Pubblica Istruzione per il ry»c4iutiM)rdi- 
naniei 1 1 ^ ) . I : i h i- li allo SOOpo di rendere poaaibile rapplicìi/ione 
deJla h--.^- > jiugno 1904 per le scuole e pf>r i nia^tslri, è 
ripari iit> li ihii' DìrA/ioni Generali, sette Divisioni auloiiome 
1- due miri -Il [H|if tlori Contrali, il primo dei quali *> au- 
pnomo, t'<i li snt^oiido annesso alla Direzionf^ Geiu^ral*^ per 

istruzione primaria e popolare-. 

i^Oli an;hm, sodo tanti quanti gli uffLoi, eccezione fatta per 

r Dire/Jone Generale delle Belle Arti, la qual^ ha un solo 

eluvio benché comprenda tre Divisioni. 
Tfìjs, r«igÌ9traEÌone e la protocoUazione della corrifliM)udetiza, 
m fa col sistoma analitico; la rub ricadono delle cado ù af- 
iltlata al criterio degli archivisti, i quali seguono, goiioral- 
meide,-^ iifiteina ioggettivo^ la ripartizione degli afikri in ca- 
ie^riei Oktaisi e Bottocla^ è varia, con prevalenza delia ripar- 
tizione geografica. Il personale viene custodito, in quasi tutti 
gli arcliÌTÌ, per ordine alfabetieo? al beneplacito degU arcdii- 
visti è affidato rimpianto deEe rubriclie e registri ausiliari, 
noneliò le formalità meooanicbe del movimento delle pra/ic/ic. 

11 regolamento intemo approvato col decreto ministeriale 
8 novembre 1901, riporta varie disposizioni sancite da quello 
die prescrive un umforme funzionamento degli uffici di re- 
pBtratora e di archivio delle Amministrazioni Centrali; ma 
jdl^attuasione di quelle disposizioni si frapposero ostacoli che 
riuBcirono insormontabili. 

Goel è òhe Torganamento di questi archivi, pressoché ìden- 
tioo, come identico è il genere di affari trattato dai vari uf- 
fici, differenziano nella forma più che nella sostanza, ma 
tale differenza è sufficiente per impedire Tuniformità (\ quel 
ohe più interessa, quella continuità, la mancanza della quale 
è tanto dannosa per la sicurezza delle ricerche e per la loro 
BoUeoitudine. 

TàDDm. ^^ 



2m ^^r Oapitùlo III, 




I 






Ministero de! Lavori Pubblici. 

Lo alirilmzioni df>l Minìstf^m dei Lavori Pubblici rigiiar- 
iJsiiio: h' strado nazionali, pmTiiK'iali, eornnuali f/ vìoiiiali; 
le strado torpato, 1p traaiTie, i canali deinauiali di nari|?a- 
KÌoiio d*iiTÌga?,ìonp; le op^re purtiìciìì, i fari o le s^piajiì^o 
laaritlìnio; il r(*^iiiio o b iK>Iii?ia deili' acquo iiiibljliehe c^ioò 
iìiimi^ torrenti, la^bi, rivi a^ e,atiali dì seolo artificiale; la 
tutela e vigilanm d**i consorzi itJrauIii-i ; la polizìa sulla uà- 
vigazioiie Iliiml*^ o lat^ualn- la vìtrìlauza della ti uitazIoiuMlei 
lognami; i pmgotii p lo i ivo ai ponti, alla dii\»m - 

dollL' sporule <• doi torroiix latotkn li-i fiund t» torronti: lem 
concc^mioiii pf^v derivazione * le iiubUtielnN le bollitici^* ■ 

dc^Ie paludi o debili stallili iSi?rvaziOMe dei pubblici 

monununiti d'artn; la vmìruA ranìpliaziouf% niij^liora- 

meuto e manutenzione degli : pubblki; i piani re^fì- 

latorì edilizi ed i inani dì ab! euto e risanamento de^li 

abitati; la ilìre^slone toeidea iir-im uiniere e eaye r*sereitat< 
dallo Siato 5 ì progi'tti d'atte otì i collaudi di la^^ori ili t^mssa 
raanutenzioue^r di arupliaiuento, nugUoramenLo e nuova co 
tìtr unione di ediC/i dipendenti da altri dicasteri; il giudizio 
ftid l'criarnì in materia di aecpie e sti-ade. 

DijKieJono da questo Ministero: il Coiaio del Genio Civile, 
per mezzo del quale provvede alla vigilanza ed ai lavori oc- 
correnli alle strade, ponti, fari, aeque *>cl'. ; rinpettorat-o Ge- 
nerale delle slrade l'errate ed ì Coinmiasari governativi dellt* 
Ter rovi e. 

Sono Corpi consultivi per questa Amministrazione: 
il Consiglio Superiore dei Lavori Pabblici (leggo 20 
iiovciiihre LS59 n." 3754; art. 360 legge sulle opere pubbliche 
o Pvf'gohinionto (j giugno 18()3 n." 1320): dà i)areri sopra tutto 
ciò clic si riferisce al servizio delle opere i»ubblichc; delibera 
ili Consiglio gonerale od in Sezioni; si conì})one del Mini- 
stro che lo [iressietie, degli Is^x^ttori del genio civile di prima 
classe non incaricati di servizio speciale e di quelli di se- 
conda classe (l(\signati con decreto ministeriale; 

la Conittiissionc lìealc pel riionumcììto nazionale al Re 
Viltorio Kiiìanuele II in ìionia, e la sotto commissione 
pei i/]<>ini]ììimio stesso; 



Amministrazione Centrale. 2\)\ 



la Commissione consultiva poi lavori occorrenti alla 
costruzione di un nuovo palazzo di Giustizia in Roma; 

la Commissione governativa por la direziono suporion» 
dei lavori d'impianto del Policlinico; 

la Commissione di vigilanza poi lavori di sist<'mazi(>no 
del Tevere urbano; 

la Commissione i)er V acquedotto Pugliese; 

la Commissione centrale 'permanente p(u* i lavori ordi- 
nari di nìanutonziono riparazione (» difesa (loll(* opere idrau- 
liche di 2* categoria; 

il Comitato amministrativo della Cassa «li mutuo soc- 
corso fra i capi cantonieri <? cantoni(H*i delN» strade nazio- 
nali del Regno; 

la Commissione centrale poi porti, spiagge e lari ; 

il Comitato del personale del (ionio Civile. 

Gli aKjhivi del MinisUn-o d(M Lavori Publ)lici sono stati 
riordinati S(»condo le disposizioni d(»l real<Mlecreto 2.") g<'nnaio 
1900 n.*» 35. Per la custodia dogli atti vi è adottato di pre- 
ferenza l'ordino geografico, raggruppando p(»r ])rovint'e lo 
opere idrauliche, le bonitlcln* e gli all'ari r(»lativi ai ponti e 
strade: lutto ci^) che si riferisce^ ai lavori d<'i porli, vì<mm» 
riunito sotto il nome della localitj'i; lo d(»rivazioni (P ac(|ua 
invece vengono classiflcate e distinte» dal nonn» (h'IPindividuo 
che ne domanda la concessione; i corsi <racqua più irni)or- 
tanti, hanno classifica pro])ria. 11 protocollo è analitico: le 
lubriche, veri e proi)ri r(»]KTtori di fascicoli, indicano la clas- 
sifica e la collocazionf» di essi, g(Mieralm(Mit(^ riassunta in 
una formola composta di numeri e lettere alfabetiche. 

L'Uflìcio del II. Ispettorato delle Strade» Ferrale, istituito 
coi reali d(K;reli 22 ottobre 1885 n.'" :U()() (Serie :V') e 17 no- 
vembre 1S08 n." 493, dirig(», sorv«»glia, controlla e provvede 
a tutti gli affari relativi alTosercizio t<'cnico ed al s<mvì/ìo 
commerciale delU» strade Ferrate», funicnlari <Ml«»lle tranivie: 
vigila sui S(MTÌzi di movimento, sul i)ei-sonale, sulh» tari Me. 
sugli orari, sullo costruzioni del materiale rotabile, sui tipi 
d'armamento e meccanismi lissi, sulla costruzione di strade 
ferrate per conto dello Stato o allìdate alle Società esercenti: 
sorveglia la manutenziom^ e i lavori delle strade lenate e 
tram vie; il materiah^ gall<»ggiaule. dvAVa, w^ìc^'v^^ia^wv- V\.v\vìy^v- 



SSt Capitolo TIL 



o dello Slr r dì Messina; dà le istruzioni ed emana ì rt'- 
golanienli iiccc^sari per il buon andamenkì dei semEÌo* 

È coadiuv da corpi t'onsullivi speciali che sotio : 

il Collcg 1 mhiimle, ritìnovaljile ogni tre B,uni; 

il ConMg io della tariffo; 

il f'oìfiita^o Superiore deU& Strade Ferrate, presieduto 
dal Ministro e divìtìo in due Sezioid; tJiia pw gli aifarìp re- 
lativi airese dzio tpt.Tii«.y:i delle Stratle ferra.lc' e tramvif* ^hì 
alla toro eoi essiom*; Taltra per gli affari relativi al aeiTizio 
eomiiiereiale ileJIe stradi? ferrato e delle trauirie; 

il ComigUo d'a e per il personale^ 

Dair Ulfieio del F Ielle Strade Ferrate di- 

pendono ì Cireoli ù\ p relative se^iord, e gli Uf- 

iìei di rìst^ontro, i lo dei prodi^tti d(>lln Reti 

Mediterranea, A t 

11 R. IspMltoralo dellf tra "ei'mt^?, ha taiUi archivi 
quante sono le Diviivion 1 l eh e Io L'OmpongojiOj ma 

il sistema del lom fiinzj.,.p..ani. è identieo per romop> 

iu?ìik degli aliali fm essi ripaum. 

In questi archivi e in uso il pretoeollo a siateraa analitico 
èlle vienp rinnovato di anrto in anno; k eornspo/uleuza dol- 
ruflicio viene scrupolósamente registrata, ma tale registra- 
zione non serve che a dare un numero ordinale alle carte in ar- 
rivo ed a constatare la quantità della corrispondenza nel pe- 
riodo di un anno; poiché colui che desiderasse riscontrare 
di quante carte e di quali numeri è composto un fascicolo, 
si troverebbe di fronte a gravi difficoltà e, probabilmente, 
non potrebbe appagare il suo desiderio. Ciò può costituire 
una iiiiporfezione d'ordinamento, specie per archivi che cu- 
stodiscono affari di grande entità e di massimo interesse per 
lo Stato (» pei privati, ma non toglie nulla al loro regolare 
assetto ed alla precisione (ìoì funzionamento. 

Le rubriche», non sono rubriche nel vero scmiso della parola, 
ma Prontuari dei fascicoli ripartiti alfabeticamente. Il pron- 
tuario (Ielle Stazioni, p<'r esempio, sotto il nome della sta- 
zione, elle si trova alla rispettiva h^ttera aUabetica, contiene 
la descrizione di tutti gli affari trattati, ripartiti in fascicoli, 
l»resentando chiara immagine deirimportanza dei lavori di 
ciascuna. 

Dai jìrontuai'i si può rilevare la classifica d'archivio sin te- 



Amministrazione Centrale. 5?<.K5 



tizzatA in una formola mista di nuiiwn'i o di Icttcì-o, cho 
manda alla cassetta ove i fascicoli vtMij^oiio ciiRtoditi. Ma 
nessuna altra indicazione, airiiifuoi-i di ([uolla del titolo dol 
fascicolo e della sua classillcazioiK» vieno annotata in <(ncsti 
prontuari o sulle copertin<» dei fascicoli stessi. Sopra rnbriclic 
speciali viene presa nota dejjli allari più importanti <» clic 
possono dar luogo a contestazioni; od in apposito prontnario 
ripartito per Reti e per Ksercizi vcnj^ono rcf^islrati intli <:li 
affari generali e di massima. 

I gi*andi atrarì, conio ad esempio l<M'ostrn/ioni r<MTovi.'irir', 
sono divisi nei tre grandi periodi di loro esistenza, cioè: 
progetti, aj^palti ed espropriazioni. 

I progetti sono raggrnpi)ati per tronchi di linee ferrovia- 
rie; gli appalti, separati per individui o Ditte costnitliici : 
le espropriazioni, distinte per località e tenute sotto il nome 
del comune nella cui circoscrizione t<»rritoriale avveii^ono: 
i lavori sulle linee, sono raggruppati per linea <Mlisiinti p<'i- 
kilometro; ed in genere tutta la classillca/ione di (|uesii ar- 
chivi segue la grande» ripartizione ferroviaria per reti, sei- 
vendosi, ove la pratica ne ha dimostrata la ulilitA, della cir- 
coscrizione territoriale, ('osi gli orari, 1(» tarine, i lavori, le 
provviste di materiale; le grandi costruzioni, le invenzioni 
ed i perfezionanifMìti, noncliè tutto il grande movinxMito fer- 
roviario che alimenta la vita economica e civile della na- 
zione, si svolge n>golarm<Mite o tranquillamente» in qm'Sti 
archivi ove, la S(»mplicit{\ della loro organizzazione corri- 
sponde pienamente all<? esig(»nze d<»lla attività con la (pialr» 
si svolge la trattazione e V attuazione di un tal genere 
di all'ari. 

Ministero di Agricoltura Industria e Commercio. 

È di competenza del Ministero di Agricoltura, Industria 
e Commercio: la preparazione delN^ l<'ggi dirette a tutelare 
la proprielA agraria, a promuov(»re il cn^dito fondiario ed il 
miglioramento del t(»rritorio nazionale, ossia la honilicazione 
degli stagni e dei ternani paludosi, la coltivazione, il pian- 
tamento delle dune, il dissodamento di tornali incolti, la 
riduzione a cultura dei pascoli e la irrigazione; il reginn^ 
dei boschi e delle foreste e l<' op(H*e di rimboscliimento: 
rordinamento della polizia rurale: promuov(»re ed iiicoirai^ 



^IM ^^V faiiitolo IW 




giam le m idoni dirette al miglioi'aTn'^iiio dell'agricoltura, 
air all<?vatI.^ to (if?l bestiame ed all' esercÌEio pralii-o della 
Yeterinaria; li Boxerai ntend ere ai Comizi agrari, alle Ac^ca- 
denìk* e Sot^^stà di agricoltuni; di promuovere e lutelarf? te 
colonie agro ie- d'ioi-orag^aie il norfe^ioiiamorito dei melodi 
agrari, il m ;lìora[iieiilo dello razie, TaxiGlimalazione delle 
IJiantn ed a Mimali esotici : le esposizioni agrarìe: tìsaare le 
mereiirìali dei prer^i dei cereali per rinterno eper IVatoro; 
la vigilanza sui provvedimenti annonari emessi dai Comuni. 

Alla direzione suprema di questo Mmìslero sono aflìflate 
le scuole d'arte aprilii^iihi niriiKìnsida; le scuole industriali 
e commerciali; le .,^. tura, quello mineraria* e 

forestali, dì caBeiftcia -^^ 

Ha competente su^'^ . idustriali, sulle questioni 

di proprietà letterari, ' sul niaroliio ed i segni 

distiiilivì di laljbrieas ìzio dei pesi o misure, 

miì disegni e modelli iulle miniere, sulle t^ave 

ed usine. 

Deve promuovere i ._è le eaposidoni indualriali, 

j ffiurl induslriali e i^vinire L .^^ J appo e rincreniento delle 
industrie e del commercio. 

Ha giurisdizione stdle Camere dì commereio, sulle borse 
iJi l'ommercio, sugli agenli di (-ambiOj sensali e liquidatori; 
sovraiiitende alle fiere e mercati, alla pesca marittima, ilu- 
viale e Ipicuale; al marchio degli oggetti d'oro e d'argento 
ed ha la direzione del censimento della popolazione e della 
staiistiea generale de! Regno, 

Coadiuvano il Ministro di Agricoltura Industria e Com- 
mercio nella trattazione degli svariatissimi affari, molti Con- 
sigli e Commissioni permanenti composti di uomini tecnici. 
Questi consessi vennero, volta a volta, creati o modificati 
nella loro (composizione ed anche nelle loro competenze per 
renderli più eflìcaci consiglieri cliiamandovi a parteciparvi 
(piegli elementi che lo sviluppo delle industrie e il progre- 
dire (Ielle scienze chimiche e agrarie resero necessari. Ac- 
cenneremo ai principali: 

il Consiglio di Agricoltura è consultato su tutto ciò che 
si riferisce alFagricoltura ed alla classe agricola, all'econo- 
mia forestale, airalkTamcmto del bestiame ed alle industrie 
agrarie; pub anche emettere voti di propria iniziativa su 



Cmurale. 295 

tulto ci/» vììf^ è ili 8Ua competenza. A tenore defili art. 5 o 
10 tipi n-aJf! rkn.n'f^lt> 18 noTembro 1900 n." 390 col qiialo 
viriir- l'iortUnaln qiir.strj ('(MisljrUoj e del reale de<^rr'ti:)23 inaj^- 
gio ÌWÌ 11. 208 o!if iiioifitkn i! Rf^coiido capOTorso fl<»ll'art. 5 
ainl(ìettn^ il Coiisi^ilio ^ rr.iniMisii.: di UH prcsidtJJitr, un vico- 
prt;j^i<lentc^ qaaitùrditji meiubri ili iiomina n»gia, dcnlifi eletti 
dalle asaoiÌM^ «grAne ed otto mnnibri di diritto; 

it Cf w 4|i li ^^liBt lfl^ ìaUìuììq mi VQoXe d<HU*etii 20 inar/o 
1887 ri.'^ 4425 s.tìp 3,*; 

il Coììfiiglio delle miniere^ istìluito wn la li*^;i;(» 20 no- 
VfHibre 1859 fu 8755; 

il ComigHù delVindusiria e del cùmmcrcw, rej^olato 

dalli^ lìCH'ine slAbilite coi reali <!<xTC?ti 8 dwt'inbro 187S 

)t.^' 4im; 17 deeembre 1896 n° 543; 7 gennaio imi; 20 sct- 

ti<r(*bi^ IS98 dal decreto raiiUBterialp 7 gminaio 181>7 n." 411. 

Qui.'S^f» Cofiatglìo, A somiglianza di quello dell'agricoli nra, ò 

costitii' ■ lì i4«^menti mislìi cioè: di membri noiiùiiati per 

deer* ' ai membri eletti dai sodalizi iiidutìtriali, coiii- 

meninii ■ . -|.i mJ, e di membri di diritto cIk? sono i lunzio- 

iiari siijM lini i .ir'Jin stesso Ministero e di altro Anmiinistra- 

pxionì i.iir^ buiiuù diretti rapporti con Tiudustria r col com- 

fjrn'ciop tx>me atl esompio: la marina mtn•L^al itile, lo Ribelle otc-. 

fj il Consiglio Supeì^ì*e di Stati3iiea, istituito i" r<'^()lato 

Ltìat reali decreti 6 gennaio 1887 n/' 4311 serie 3/, 27 fob- 

' ' mm n." 120 e 28 luglio 1901 it." 386; 

Ift Oommissimne consultiva per le operazioni demaniali 
ntìle ^promncB meridiùnali (Decreto nììiiiaterial*^ 10 nov(^ni- 
brè 1900); 

Comifiisùfme teomea pevHiunente per V economato go- 
neraX»; 

Consiglio dell'ordine equestre al merito del lavoro ^ isti- 
tuito coi reali decreti 12 maggio 1901 n° 1Q9 o 29 (](»conì- 
bre 1901 n.* 559 allo scopo di premiare coloro cIk» acqui- 
stano titolo di benemerenza singolare noli" agricoltura, iiel- 
rìndustrìa e nel commercio: ò presieduto dal Sottosogn^tario 
di Stato e lo compongono tre membri del Consiglio di agri- 
coltura, due del Consiglio dell'industria e del Commercio od 
idue Direttori Generali che ne fanno parte di diritto; è s(y 
gretarìo di questo Consiglio il Direttore Capo della Divisione 
* del persoDale e affiuì generali; 

Commisnone centrale di revisione dei reclami sulle pri- 
vaHw industriali (Jegge 30 ottobre 1?5^ w.« ^^V\\ 



t% 



Capitolo JIÌ 



Commi e consultiva per il crcfUlo agrario (r, decreto 
tO marzo i n.^ 134); 

Comntt- e centrulB per le. coop&rative di produiion& 
e lavoro \ olaxaciito approvato mi r. decere to 9 g^^iuiaio 
3898 n.*- % 

Coinmix. e per lo studio delle causò tfcMù malattie cM 
aoprav'oeng^, ? agli operai seeonéo la qualità del la'^^oro cui 
sono addetti i\ decn^to 19 fleetniibre 1891); 

Consiglio ^.3lla preind^n^a (reali {ìf^-n'U 2 ìm^ììo 1894 
11/^ 3ti5, 19 nmrm 1899 u." 112 e 16 a^'osto 1900 n." 308) j 

Commiissione « ^jj *«^ «»»*««** r.« ''^^ìHanent& per il regimn 
Bconomico do^am 



ì ho7^se naMonali di pra- 
to ininisterialo 21 setk^m- 

?^g7ìamento arfiHico in- 
1884 n^ 273J e 21 mag- 



Commi3Hon6 p mtp 

tica cmnnierciale «t* ^^.en 
bre 1900); 

Commissione et 
ifustriale (reali dt 
gio 1885 iK" 3118), 

Commissione Superi ./i etnea e del saggio delle mo- 
nete e dei metalli prestasi (art* 1 del Regoìaaipnt^ appro- 
vato col r. decreto 7 novf^robri^ 1890 n."* 7249 serie 3.*); 

Consiglio per V isiru^wne agraria (r. ^feoreto 24 luglio 
1885 n.° 3287 serie 3.*); 

Comitato per V istruzione agraria (r. decreto 28 aprile 1877 
n." 4495 serie 3.*); 

Commissione centrale di viticoltura ed enologia (r. de- 
creto 20 marzo 1887 n. 4426 serie 3.»); 

Commissione per il honificamento agrario dell* agro ro- 
mano (legge 8 luglio 1883 n." 1489 serie 3.*); 

Consiglio ippico (legge 26 giugno 1887 n.*' 4644 serie 3*); 

Consiglio zootecnico e per le epizoozie (reali decreti 9 lu- 
glio 1896 11.° 342 e 7 gennaio 1897 n.° 16); 

Commissione consultiva per la Filossera, (reali decreti 
13 aprilo 1884 n.« 2219 serie 3.% 18 gennaio 1891 n.° 39 e 
7 luglio 1898); 

Commissione consultiva per la pesca (reali decreti 23 ot- 
tobre 1880 n.» 569() S(n"i(' 2.*^ e 3 febbraio 1881); 

Commissione d'idraulica agraria (r. decreto 27 gennaio 
1880 n.« 6691 sme 3.*^); 

Consiglio direttivo di meteorologia e geodinamica (r. de- 
rjvro;9 giugno 1887 n.° 4636 serie 3." e 14 febbraio 1895 



ImmimxtntJiiorm V^ntraU^ £97 

«^n$Uata per il personale del Rml Carpo deUs ìtìiniere 
(r. «It'Cn-^td 9 eftt^*pibn? Ì885 !».• 3366 sene 3,*); 

fornitalo geologico (rtsiiii decreti 23 gfitJiiaio 1879 n.** 4715 
srrì** 2\ i* 2i '^inumo imi a.*99)| 

Coiniffiio pertfutnenitf^àel Consiglio Supcriore di Stati' 
sHch; 

Coìv ffiissionc fìi oi^tamm per la starrijia delle^ Ifggt e 
fìei dee reti in edidone ufficiale^ 

lììiìùwlono dft questo ìihóe^po: U Dìmzìouo Gmirmli* pvv 
la Stati^lLca^ raminiiuitcmEÌODfi forcalale, qurUa thAU^ bruii- 
Jlclus U? scucila di emilDeJ&y di csasoMoio, nunc^raiii? i* Jbii'^ 
stab; le scuòle di agriooltum, le stuolo incl usili ali, qiKvIli' 
rrarle applicata airindnatria, ; it Corpo it*alf* ili*U<* jiiinì*H"r; 
gli Osser?atori a^troDomid: e gli uifìci di mek.'oroloì^ia ; Ir* 
Caincre di Commercio j gli u&cl dnl mamMo e tìin pc^si «' 
raì.^ure; le (jèm& di risparmio; gli istituti di crini ilo; li» 
Banche, lo Camere del lavoro ed iu Keiieral*^ i«tl*> Ic^ società 
di mutuo soccorso, di credito e di proTidenza. 

In quesfa Amministrazione ogni Dirozione G«ìneralo ba il 
pi-oprio archmo. Il loro ordinamento è Bi^mpUce e Ix^llo, ma 
preseiila il medesimo diretto ohe abbiamo avuto otx^asioue 
di rìJ&ccvniran' iu ali ri nrrluvij doè quello di non fonam il 
modo di risfNHjJr-in iimii e quanti atti ahhiano concorso 
alla rormnziiiji di un fascìcolo; e molto mi?iio si potrt^bbe 
rii l^^[l'oil^ uu lafldcolo 80, per una ragione qualsiasi , v&- 
ììime a uiantiare. 

Un tale ordinamento, ohe a prima vieta fisulta pr*rf*4to, 

r»3nde inutile la regisfcmzione degli atti al pmtooollo o per 

lo meno ridooe questo, ohe dovrebb'c^asePL^ il regesto ci-nno- 

\ logico deirarcblvio, alla f unione di sem plico numeratore 

i dt41e carte : dò non dev'essere perchè, il protocollo. Ila mis- 

f sione storica negli ai'chivi e qtieaia missione non dev'esserti 

annullata da un vizio di ordinamento. 

La ripartizione delle materie in gruppi omogenei, fa in- 
tuire al visitatore di questi archivi la regolarità con cui il 
lavoro si eseguisce ed il modo semplice e sollecito col quale 
ai sviluppa. L^esame della pianta d* archivio presenta, a 
prima vista, Tordine e Tindirizzo pratico seguito nella cu- 
fltodia degli atti: a dasonn titolo è assegnato un segno di- 
stintivo dal quale Tarohivista riconosce il gruppo delle ma- 



jm 



Vapiiolo Ili. 




tf*ne elip [>ho ufiiitefiuti^ l/int<*stAzioiio flei titoli è eliìari 
i* non iaàu. iio^o atl wiuivipeì pi?r Ja facili là con la uimlo 
61 rileva la 'rlim^tLxa di quahinqu** alTan*: solida iJ^rircilo 
di sbagliai**, i può, quindi, riix»rrri'f^ alla rubrica (gminlo 
registro, ìq opriauiriito chìauìato in lai inoilo) nr4Iac|uaU', 
sol lo la sig^. di das<.^iiQ titolo si IroFauo rt'i^ìstfatp ie elatìi 
1p HoUoclafisi e j fa8fit:^>ii wn In ì-^^lative sey^nature eoureri"? 
zionali; i\ut'EÌo ret;Ì8tro non ò diuifnn' una rubrit-a, ma lud 
vtn'O e proprio prontHarÌQ tVarchiHo. La rubrioa, iiiaiit'asj 
pur muioslaute la ricerca ili un ìiilare riesK-o racilisaiuia, ; 
wniaUtaiZione deir'^'*^'^""» '^^ "^* fascicolo o doila sua co 



locazione ò sernpl 
bile la iidi'grità ri 
ordino aliabc^tico i 
tdìivio Ila il suo so© 
funstìoJta io dipoi 
spodizioue della ' 



non è ÈUcum, no accerti 

11 pei'sonale ò linaio ìi _ 
briclif* s]>pciali. Ogni or-" 
protocollo. Uu nllicio oln 
l aroliÌTi, provvede alla» 
tulio il Ministero. 



Ministero delle Fo=«%. o dei Telegrafi. 



I 



È nelle attribuzioni del Minisb^io il elle Post** *> Tele^^alì 
il dirì^rcr- e provvtHloro a tulle lo nix^rssilà del sf'rrizio po- 
si ab' luoprìarueiitt* dotto (hì a quoUo telegi'afico; di ooase- 
guonza rientra nelle sue compoienzo la ooucosaione dei sor- 
vizi postali marittimi, le |ìroposte p^r le convenzioni ed i 
re^^olaruenlì pedali internazionali e telegrafloi; la coatni- 
7Àtnw, jnatintenzìone r niovitit-'nto drtlr v<4lurp poetali; la 
cosiruzìone e manutenzione delle linoe telegrafiche per conto 
dello Siato e per i privati, nonché l'acquisto del materiale 
occorrente; Tesarne e T approvazione dei capitolati d'oneri 
e le convenzioni sui sussidi o sovvenzioni ^governative per 
servizi marittimi; le concessioni per IVsercizio dei telefoni; 
lo sUidio di nuovi apparati per il miglioramento dei servizi 
ai quali sovrainteiide. 

Dipendono da questo Ministero tutti gli u fTi ci postali e to 
legratii'i e le rispetlive Direzioni provinciali e comparti- 
menlali. 

Al Ministero tielle Post(^ e Telegratì esiste un titolarlo di 
arcliivio approvato con decreto ministeriale in data 20 de- 
ee;;;bj-e 1900, ])erlettamente rispondente alle disposizioni del 



Amministrazione Centrale, 29'.> 



realo dr^creto 25 goimaio 1900 n." 35; ma la (Iolìc(Miza (l<'i 
locali non ha pormosso la sua comph'ta attuazione. 

Funzionano, a(»conclo il nuovo sist(Miia o con la ripartizione 
stabilita dal titolano suddetto, |jjli archivi del Se'-n'tariato 
Generale, della Direziono Oenerah^ dei Rispaniii e dei Tel<«- 
grafl. 

Al Segretariato Generah^ ed alla Direzione dei Rispai ini. 
ogni titolo crarchivio lia il suo protocollo e la sua rubrica: 
al Segretariato vi ò inoltre un grande schedario perinlto il 
pei-sonale postale e telegrafico del regno: ed alla Dire/ionr 
dei Risparmi hanno adottato indici e rnbrit Iw» ausiliaiie. 
tenuti dai lispettivi ullìci, per ag<'volar(» le ricerche d(»^li 
afTari da <'ssi trattati. In questi dne archivi i titoli e le classi 
corrispondono esattamentf^ alla organizzazione degli mìci, 
per modo clnj ogni Sezione», si i»uò din? clie rappresenta un 
gruppo di affari omogenei racchiusi in un titolo d'arcliivio, 
ed ogni classe specitlca quelli ass(»gnati a ciascun mìcio. 
Gli affari relativi ai risparmi sono divisi p<T anno e i>er pro- 
vincia; ciascuna provincia ò suddivisa per ullìci postali in 
ordine allabetico di localitj\ e di numero per (pici Inoj^lii die 
hanno più uflìci. 1 documenti n^ativi alle operazioni ese- 
guite sui libretti di risparmio sono custoditi i»er anno in oi- 
dine di serie e di numtTo, rispondenti esattamente ai nu- 
meri ed alle serie d(»i Hbretti posseduti dai titolari; e col 
medesimo sistema vengono conservati i libretti estinti o rin- 
novati. 

I fascicx)li d(?l personale, ripartiti per catc^gorie o ruoli or- 
ganici, sono tenuti in ordine di num(»ro e di serie: la sen(» 
è rappresentata dalla prima Umilerà alfabetica del cognome. 

L'archivio della Din^zioin^ ChMKM-ale dei Tel(»grall ha adot- 
tato, pur esso, il titolario del 11)00 ripartito nei modi \n'(^ 
scritti dal n^golamcMito, ma, all'atto pratico, il suo Cunzio- 
namento non è perfetto causa la mancanza di rubriche e 
registri n(»cessarissimi p(?r la pronta ri(;erca degli atti e dei 
fascicoli. 

L'arcliivio d<'lla Dinv.ione Generale delle Poste, il più vasto 
dei quattro clu» funzionano hi questa Amministrazione, con- 
seiTa Tantico ordinamento nonché la tradizione e gii antichi 
atti degli archivi riformati. K collocato in locali terreni ampli. 
ma insullìcienti al bisogno: il movinu'nto di carte che ha 
luogo in quest'ulUcio è di (vcezionale importanza poiché 



300 . Capitolo IH. 



pTOwe<ìe i ■ ricertjhe dei vecchi atti per gii aroliivi riistao 
cati ** eonv im a fare la rub risazi oim^ di una part#i della 
forrispoiide, sa df*l Sogretaiìato t^ dei Teletri'afì. La sua or- 
gaiiizzaziou csonio abbiaiun già dotto, noti è sitata ancora 
riformata p ' mancanza di looali adatli all^ordinattì e roKO- 
lar*^ svikippi^ dei lavoro prodotto Lialla itigont'e quantità dì 
atti che gioriialiiieute riceve e, Ibrae, sincho per il naturale 
att'Eceamento alle contratte abitudini nel sisU^nia fli lavoro» 

I.a dassifìcazioiio degli all'ari è per titoli e ctassi, distijiti 
da un uumeTi arabo, ed i fascieoli vengono eoliooiti ^Tono- 
logicamente, 'iiiri«i wt^ir «timn^ji 

L'ordino di rui.. isainenle lìssat^^ dalla data 

di arrivo dcU'atto a l 'all'are^ ed i fascicoli 

conservano in vari ptifsto di anno e di nu- 

memj anche so V un all'are si prolunga o 

viene ripresa cìO] le di oioIU anni: il nu* 

mero ilei fi^cifiol nello di pTOtocoOo geii^*- 

rale, preso dall^ iato. 

In questa Din r lon è rarchivio che regi- 

stra la corri sponui-nft** v. *« ì*,«.»"ì, agli iitTìcl, ma sono questi 
che, dojxj aver data agli ntti una registrazione ctl una dai*- 
sihca spiXMale, richiedono airarchivio i fafK'ic<jli che vi si 
ri re li scono. AÌtora soltanto le carie si liuniscono ai propri 
precedenti e vengono classificate i se sono all'ari nuovi, Far- 
ehivio non ne conosce resistenza che a pro?ve<ìimento preso. 
Cesi avviene che, mentre gli atti suhiiscono varie registra- 
zioni e nioitepHci distinzioni archivistiche, la loro t^istenza 
ili an^hivio non pur'i fossore conatatata se non alctinì giorni 
dojMj il loro arrivo. 

Per procedere alle rlct^rche dei fascicoli vi sono vario ru- 
briclie^ ausiliari dì una grande e volurainosa, sulla quale* 
viene acjnotata buona parte della corrispondenza rainìsteriale. 
QiieRta rubrìcai si compone di due parli ben distujle tra loro^ 
Iri prima, è ilivisa per materie, corri spondeo li a d i ve r.^ e classi 
[non tutte) dei tìtoli d'archivio e serve più specialmente per 
registrarvi gli affari amministrativi; Taltra, è per lettera al- 
t'abctii'a e vi si notano gli atti clie piìi direttamente interes- 
sano le persone. I dati necessari alla formazione di questa 
rubrica, vengono ricavati dai fascicoli del protocollo gene- 
rale. Avviene perciò che, oltre al ritardo indispensabile nella 
rubricazione degli atti, questo archivio si trova alla mercè 



Amminuèrasùìne €emrale. 301 

tlW prokK-^ollo seiH*raI«^ in quante» oìì** IN^alt+^zy/i <lolla ru- 
brìca Hipf,*n(lf' dalla itìgist razione olin non ò fimi perfetta, 
pÉirchr^ Lv5i^;^uJU nel miiior sjmKÌo di 1.('ioim> possibile o senza 
pr*»tJCCi»paiiiono di ivapousabilitA ^ e iiiolli'o si IrcHM. alla <li- 
8cr€?«ìoiif^ «lei pfotfKTolli divìsbimiì per ridenlìlleazione <mI ae- 
CPilafiiento «le^^li atti, troppo reeenii o lojtl protoenllati. 

IL Minist^^m delle ToRte e Telf^M^riill riceve dn 'si 1*000 carte 
al Idioma di cornspoii^Jerjza, le ipiaJi venj^ono ret;].s(rat(» dal- 
nitììdo tti pr<itocollo {generale, die incsvVf'tJeMLinln» airaper- 
lura dei pif^ln in anivo, ineno (lueltì della Dirc/auno Oeiie- 
taìe drd Rispariin, inaritlaiido poi i fascirolì dei protocolli 
alfarchivio iMM^dié presieda alla rul.n'ìcazìoìie, e kM?art(» pro- 
kJODUate alle r>ivisioni eonipetentì. Alla dipondeiixa di ehi 
dirige il ijrotocodo j^enerLile fuozioiia un Ullìcio di spcvli- 
yjnni», il quale imm^ede jdl'initradamouto della corrispoii- 
rieuAa di 1 Minif^iem, ecei4ruala qu«*ila della Direzione ùoì 
Risparuu, uniroruiaDdoaì alle isiL'ii/aorii sptMsiali die mi aein- 
bni opporlurifj riproiiurri^ intoj^ralinenie, perdio ailalle ad 
pstìei'e attuate! da liìtle le AinininislmJ&ìoiiì centrali (1). 



Ci) CorrJfrpondeniee i;irco|«fitt coit «senicloti^ di tassa, 
d« eMcre spedite In raccomandazione. 

Le Direzioni tampEirUmentalì dei Telcgriìfi e proviridali delle 
PoslCt non cbt!; gli ufRzì sogliono spedire jn rat^comandazionc 
moUt^ carte, te quali, istante la lirnìtatH Inro importanza, po- 
trebbero avere cor^o benissimo in via ordJiuiHft; donde un 
jiovercliio ed inutile du mento di lavoro. 

Giova quindi rammejil?iire. che la raccomnndazSone delle cor- 
rispondente ìli parlen^sat nltpo i ca^i pei qunlì è prescritta tas- 
sativamente dalle iKlruzioni vigenti o da altre dUposizioni, oc- 
corre Bolianlo quando Irai lisi dì dn cu menti, di cui non sarebbe 
possibile o per lo meno siirehb« nialaj^evole otlentfre la dupli- 
cazione, oppure qoanilo Irai tisi di spetlixinni in genere, delle 
quali gli urtili riceventi potrebbero, in date circostanze, avere 
irilere tsi^ di negane il ricevimento, talché convenga procurarsi 
la prova di avelie fatte. 

. <H1 oggetti da essere spediti in raccomandazione, anche nei 
casi non previsti dalle Istruzioni vigenti, sono fra gli altri i 
segnentl: 

1^ Carte dÌ;vatore di ogni specie» anche se false o supposte 
tallt e corrisponderne in genere cui sieno allegati francobolli, 
MglleRi posiAU, eartoUne o segnatasse; 



302 ^^V Oapitùlù ni 



Per il a Ixio di r^gistratum o (ì*arcbivìo delle Direzioni 
proviiieiali . ik%U U Ili zi d'ispraÌou»>, f^gi^tono istruzioni spi»- 
eiali »^ d*>tta liat-e h* quali, !iatiimlni{^nk\ risentono dèli' or- 
dinamento ù^to agli arehiri dell' Amininistrazione centralo. 




2'^ Fedi di credilo, cnnibmli ed nllrì liloU paguhìll età una 
pérsonn diversa da qiidla cui sk'tio mteslàliT |ircvìu ccsslaiie 
o giratA; 

^*^ Cerlifieati ri ut D^ltlto |ii[bl>lJco, polizze ddla Cassa dc^E 
deposili e prestiti e ricevute ptovvisorie per operazioni di De- 
bito puliblico e pti ' --'^^ --"- '"iissa pi-(?delta; 

4^ Vs^Ua del Ti ^ di Tesorerìin 

5° LlhnnU per ^,„*. la e dì litoti di credito; 

6^ Alìi rdalivi tti* * il>ali, coi sieno annessi og- 

getti di corrlspondcM i^nitionc alla t'roncUigia, in- 

volucri dì dispacet | t'iicliiftte od altri oggelli 

L'ongt'neri ; 

7*^ Titoli cai tcìussìoae, comprese 1^ ob- 

biìgaitioni tit^rs tatlvi alla costituzione di 

fìduiusHÈonif e 1 • di catirioni o di fìdeius^ 

sioni; 

S" Aid di dljjdelta, di ptocurar di cessione, di ^eque^lro, o 
di pignora menlo; 

D° Con traiti originali; 

10" t^aste dt lettere manamesse o con rraiicobolii supporti 
usati od n iterali; 

1 [° Biglietti di Ubera cìrcoìa/Joiie sulle ferrovie e libretti 
ferroviari ; 

12^ Congedi militari, diplomi, patenti e certificati di studi; 

i:r Credenziali e cifrari per telegrammi ; 

14° Oggetti trovati fuori dei pacclii postali; 

15° Sacchi di ritorno; 

IG" Documenti cliiesli da autorità giudiziarie ; 

17° Tipi di locali di qualche importanza ; 

18' Documenti per le liquidazioni di pensioni ; 

19" Documenti relativi n spese già pagale o da pagarsi; 

20" Conti periodici delle entrate postali e telegrafiche e dei 
vaglia, e relativi documenti; 

21o Temi di esami e lavori dei concorrenti ; 

22"^ Telegrammi, bulletlari, registri e striscie telegrafiche, 
che gli uffizi telegrafici spediscono periodicamente alle Dire- 
zioni compartimentali. 

23° Telegrammi e bulletlari che le Direzioni compartimen- 
tali spediscono al Ministero o ad altri uffizi. 
Per alleggerire poi il lavoro degli uffizi ambulanti si pre- 




mminktrmiane Centrale. 303 



Nok'VoU», in q\m\\o iarruaion», ò Ut mancanza di qualsiasi 
prf^i?rì/iòtio pvT la, tinnita di rubiiche od indici, tanto lu»- 
tv^^tiri ÌM (|ualFiiiKi iilccfijù o pn vii to archivio: in qu(»ll(> istni- 
zÌQui si tìii nulo lUfuUù ,xì\v Dnv/ionì più importanti di ten- 
nero una. rubrica od indice aJlblK»tioo delle cartelle (1): un 

scH'vej che te corri :ì [j o n de ii ite rnd'omandate di servizio postale 
e UìtgTùWeo non aleno dalc. per i^uanto sia possibile, in tran- 
sito ni dctli nnijci; traiHio noi casi di assoluta urgenza, la quale 
dovrà essere filila rUtdlarc iliilUì inroln — Urgente, appostavi 
sidllndirljfj^o. 

Le corrispondente rnccaiimnihiff di servizio postale o teic- 
Uralìco; le quali non ablnnno l;i detta indicazione, dovranno 
ifuindìr cigiilquritvoltfi sia possibile, essere inoltrate coi treni, 
finì r|ital[ Dou viaggino ufWzì ambulanti. 

i:ì6 premesso, lelalìvn mente al carteggio postale-telegrafico, 
si Informano le Dìrt-zioisi e ^li nflld, che questo Ministero si 
è rivolto eon nppoRila cireidare filali altri Ministeri, per inte- 
ressarli a far si ciie gli iifliKÌ iin essi dipendenti, sieno cen- 
trali o prt>vinei[ili, u^ino a loro volta con maggiore modera- 
zione litdla racollEY ttie inr» eoiiipcte di cliiedere la racconian- 
lììuìanc e cosi pure ra^iìleuiìi^.i«>n{- di corrispondenze di ser- 
' vi/lo; rlsullaniio che si fanno abitualmente raccomandare 
I molte «ipedìjcìoni, la rul Ilniitiita importanza non richiederebbe 
I tale tfauleia e talvolta si funiio o^aìcurare lettere o piogiii per 
mia lira o per due, perchè contendono, ad esempio, un foglio 
di eartn botlfila, lum mnrea du bollo, o qualche cosa di simile, 
che non merita lunic [;BUlele. 
Tutti li Miniìilerl hanno procnei^so di far cessare l'inconve- 

k lente lanientiilf>: ma NìeeomL] poirebbe benissimo darsi, che 
[uaìehc uffì/Jo loro impenitente non tenesse conto delle supe- 
iori disposali;] Olii, esari!i bene che l& Direzioni e gli uffìzi di po- 
lii lengfitio d occido, anehe sotlo questo punto di vista, la cor- 
Isponden^a nrncialc-, e qualora abbiano fondati motivi di 
sospettare rhe qualche uIIÌjeìo usi Iroppo laicamente della fa- 
dekà tU eiàitiderd la rdceoriiaa dazione o faccia assicurare va- 
lori di menoma entità, ne riferiscano a questo Ministero, che 
' proToeherà opportuni provvedimenti. 

In nlun caso però dovranno ricusarsi di dare corso con 
necomandazione o con assicurazione a corrispondenze, i cui 
mittenti abbiano chiesto che siano spedite con tali cautele; 
ben Inteso purché essi mittenti abbiano diritto che le spedi- 
donl medesime siano ammesse a circolare con esenzione delie 
Unse postali. 

(1) Nelle iiirutioni sono cosi chiamate le copertine dei fa- 



304 Capitolo UL 




indice aiffei ì è di indiscutibik* iitililà per rardiivio che lo 
pnssit^e* ma la formazioni^ tli f^m ilùvrnbb'c^saerp obbliga- 
toria pn- lutti gli UIU2Ì. 

tSTfiUZIOMI per la tenuta dei protoDoHl e degli ArchEvì negli 
atabiiimenti Postaii-TelegralìcF. 

Balletti»i ael ISS7 ^ 425-lStìS § 2ao © § llT-XSSSl § I3L 

Protocollo, — Tulli gli slabLlimeDli posigli sono provveduti 
di uno speci ile stampato per la leniila dei protocollo, os?»iu 
per lìi registi ^Iwii" ' "" ° lenzn offieiole. 

Tiilo stainpnto è R6 ed é riùntto In fasci- 

eoli di IO fogli, ov o l'i in portanza tkll'Uffido 

col debba servire* 

Qunndo un fascia : per Tlntero anno S€ ne 

artopwra un seeoiit! 1 di st^guUo numerandoli 

progro ssi v a m en t e. 

Se ili fine d'anno corso rìmatiease un cousi^ 
de re volo numero d potrà continuarsi sid fa- 
scìcolo stesso là rog anno successivo, ricomin- 
ciando però la iiumeraj^ìone Pmhu.. e. 

1.° Il modt'Ilo N. 165 SL^rve per Io regislraizione, tanto della 
corrispondenita In arrivo i|uniito di quella in partenza. 

L'I prima diìve osservi redstrrtt» ngnl gìorEio appL^pa a- 
perla: la seconda pure ogni giorno prima della sua spe- 
di KÌom^. 

Sm^o compresi sotto il titolo di cnt rispondenza, ollrt? le let- 
tere vere e proprie, i modelli slnnìpati, litogi-arati od autogra- 
fati, die fiinno li; ved di lettene \ verbali ed in genere tulle 
le carte che lianno il carattere di una partecipazione che si 
riceve o si spedisce. 

2° Ciascun og^elto di corrispondenza deve essere distinto 
con un numero progressivo annuale, che comincia coll° gen- 
naio e termina col 31 dicembre. 

Alle risposle si dà lo stesso numero che hanno avuto in ar- 
rivo le lettere, i verbali o gli altri fogli cui si riferiscono; 
anche nel caso che una lettera in arrivo provochi la spedizione 
di parecchie, con la stessa o con diverse destinazioni, sia pure 
sotto più date. 

Alle sole lettere, ai verbali ed agli altri fogli che siano d'i- 
niziativa delle Direzioni, degli ispettori o degli utfizi si danno 
numeri nnovi, che debbono far seguito di mano in mano al 
rultimo di arrivo. 

Ne viene per conseguenza che la numerazione del prolo- 
coUo è una sola., tanto per l'arrivo quanto per la partenza. 



Amministrazione Ccntntlc. 'M) 



3.** Il numero da cui ò distinto ciascun oggetto deve esseri- 
rìporlnto sull'oggetto stesso, cioè: 

a) sulle lettere, kuì verbali e sugli nitri fogli in paiien/.a 
nello spazio nll'uopo destinatovi ed in mancanza di apposito 
spazio neirangolo superiore sinistro. 

b) sulle lettere, sui verbali e sugli altri Togli in arrivo 
precisamente nel mezzo del margine superiore. 

4° Lo stampato pel protocollo è ripartito in due. parli: 
la sinistra che serve per l'arrivo e la destra che serve per la 
partenza. 

Dopo la seconda parte esiste una colonna riservata [)er le 
annotazioni che possono eventualmente occorrere 

5.* I singoli oggetti in arrivo vi sono iscritti gli uni di se- 
guilo agli altri nella parte sinistra, riempiendone tutte le co- 
lonne, che sono in numero di sei. 

Nella prima si nota il numero progressivo, sotto il (piale 
ciascun oggetto vi ò riportato; nella seconda la data di arri\o 
dell'oggetto stesso; nella terza la sua provenienza; nella (punia 
il numero da cui è distinto; nella quinta la data di esso : nella 
sesta inGne si indica in poche parole Targoniento cui si rife- 
risce, non già la intera lettera. 

Quando si tratti di affari che abbiano uno svolgiuienio 
lungo, per cui sia utile di citare in linea airiscri/ione di cia- 
scuna lettera in arrivo il numero di quella che la ])rccedè 
sullo stesso oggetto, cotale numero vi si scrive nella colonna 
delle annotazioni. 

6.® La parte destinata alla partenza è riparlila a sua voi la 
in tre colonne e si riempie colle norme seguenti : 

a) Se si tratta di risposte, tanto se fatte con lettere ap])o- 
site, quanto se fatte mediante il rinvio degli slessi slanipati. 
verbali od altri fogli, con annotazione in calce od a tergo, vi 
8Ì riempiono soltanto le colonne prima e ter/.a, in linea ali i- 
scrlzione degli oggetti stessi in arrivo, notandovi nella prima 
la data di colali risposte o di colali rinvìi e nella terza la ri- 
spettiva destinazione, ed avvertendo, allorquando si rimandano 
le stesse carte che si sono ricevute, di farne cenno nella co- 
lonna delle annotazioni, mediante la parola — liinviata. 

b) Se si tratta invece di leltere. di verbali o di altre carte, 
che sieno di iniziativa propria, cioè che non rispondano a 
comunicazioni precedenli, se ne nota il numero, che deve 
sempre fare seguilo a quello anteriore, nella prima colonna 
della parte destinata all'arrivo, lasciandovi le successive cin- 
que colonne in bianco, e poi si riempie la parte destinala alla 
partenza, indicandovi nella prima colonna la data, nella se- 
conda l'argomento trattato, e nella terza la rispettiva desti- 
nazione. 

Se a qualche lettera, verbale od altro non occorresse t i 
Taddbi. "IS^ 



306 



f€apitolo IJI. 



risposta. 

7.° Alle 
allTo fagUi 

Lare od ali 
un'ultra ve 
superìorraL 



(crtvono nella ter^a colonna le [laroli* — *^«iisa 

Liando a CCS li a che una lettera, un verbale od un 
Ujilslasi riLornitifl, con risposta in rnlcc, od a 
iuLehc roglio aggiUoloviT siila DìrcKioiu?, alio jspet- 
fÌEÌOì da cui sietjo stali spedili, si proloeoLlììno 
g solto un nuovo numero, e qu^^lo vi si rlportut 
. e »lJa rlspoEita. 



Cyctodla del carteggio. 

BDlleCtinl del 1887 g 96 • § 225. 



uilù debbono adoperarsi 
JairAiiimUiis trazione conte 



il™ 



ito: 

per clasciiiì oflTare» collo- 
are ste-sso, oppure una ear- 
poudcnza rìferenlejsi ad un 



Per la cusio 
carieUc col N. 
tulli gii tdtrì i,K^M 

Debbono segui 

1.'^ Può essere 

candovì lulte le cv 

Iella complessiva | 

dato gervi£lo o ad 

Nel secondo cascp ^^^ ^ [ collocate le sole carie che 

rlfedsconsl ad altari g.« »,di;j «*w.,.re quelle relaUve ad alfìiri 
tuttora io corso, sono ctistodlle provvlsorianieDie cai io car^ 
tellK fip posile. 

Su ciascuna cartel ia si riporta il numero del primo foglio 
che vi si colloca e vi si indica T argomento cui sì ril'eri^re. 
quando trnlta^j di carlelle i per alfari cingoli; per eseovplor 
Trasporlo dei dispacci fra ..... e 

Quando trattasi invece dì carEelliì complessive vi si scrive 
per ea. : Sert^hio dei pacchi. 

Sulle cartelle provvisorie di cui sopra si scriver Affari in 
corao. 

Occorrendo altre aunoiazioiii vi si fai ino' nel rlgbi alTuopn 
Iraccìativi in stampa, 

2.'* Per regola occorrerebbe una' cai iella per ciancuii af- 
fare: ma così facendo se ne moltiplicherebbe la quantità 
senza scopo, poiché le cartelle hanno soltanto per oggetto di 
pornietlere di custodire riunite ed ordinate le carte riferen- 
lisi ad un dato affare e sono perciò ^superflue per tutti quegli 
affari clie sono di nessuna importanza e constano di una sola 
lettera, o di due o poco più, rimanendo subito ultimati. 

Le cartelle speciali debbono essere quindi limitate agli affari 
di qualche entità e che abbiano un certo svolgimento, mentre 
per gli altri bastano cartelle complessive. 

Le cartelle complessive si rinnovano annualmente,Tsalvo 
// disposto del successivo arlicolo 4-, ma uè v>uò essere fatta 




mmini^traziùne Oentrale. 



w 



tiEtm per sem^itlre, q per trìmettre ad anche per meee, a te^ 

eotifln deliitt quauLità dDìle c»rt« relBl|v« a quella dnla specie 
di fiETari 

La corrispoiifJeiiiB che si rìfetìsKH nd affari tnbiati net ecirsa 
di im anno die si Kvcilgana reclino successivo o de-bbanci es- 
sere ripresi io qualunciye mmtivni», deve essere rlpestn nulla 
sua cai^rLtìUa orìglDnHn, 

2° Nelle Direzioni debbono essere predtspnale lanie car- 
telle per gli affari fi*?eondarI, quotile sono le diverse sfiecie di 
quesìì, che donno luogo a molto carteggio; per esempio; 
Personnlo dello Direziono e della provincia; 
Economato ; 
Rifiuti; 

Movimento dei dì<ipacel ; 

Verbali per nioticaiiza od irregolarità, dis|iac!cl; 
Reelami di eortispondeOKe; 
Servigio dei risparmi nella Direttone ; ' 
Servilo dei va^^lìa. delle rliico^iuai e delle assocta^toul 

ai giornali mdla Uì regione; 
ScrvUìo del pacchi nella Direzione; 
più Ionio ìtltre cartelle distinte, quiinU sono gli ufflxl e quonl(5 
Je collettorie dipendenti, per ri porvi tutto il carli'ggio che ri- 
guardi ci^iscuno di essi uflliei o cinscuna dt esse coHtltorle. fatili 
sempre eccezione per gli aOkri dì entllàf pei quali sic no pre- 
parate cartelle ì»peciali. 

(ili ispettori debbono fare easl pnre cartelle speciali por gli 
affari d'IniportnnEii, limitandosi a tenere il rimanente carteggio 
in tarile carlclie quanti sono gli uffizi d&ì rispettivo distretto; 
te q|uali possono durare anche per più anni^ 

S/^ Salvo casi ecce£Ìonali, gli ufllzi debbono tenere soltanto 
cartelle complestlve annuali. 

Gli ufizi di 2* classe e Je eollettorio debbono averne per 
regola cinque ; cioè, una per la Ptìstii-hiietf, uim pei Setnitì 
dei VaQlìa , ddte Rtscossioni e delie Assi^cia^itmi ai gtotnali, 
^^un 'altra pel SÉrrhio dèi risparmi, una quarta pel Servizio 
^^miel passhu ed una quinta in^ne per gli Affari i^enerrci. 
^^p Gli uffìzi di 1* cinsse ed in i&pocle quelli di ^laTtione possono 
^Hbrmarne d! pkì, aurnentondo il numero dei titoli, a seconda 
^^Bel bisogno, oppure ripartendo le corrila pò ndenze di ciascun 
^^•lliolo per semestre, per trimestre o per me^e. 
[ Gli uffici, ìnvecFi, dì minore importanza possono custodire 

tutt a la loro corrispondenza in una sola eorlella per anno, od 
1|l diM o ÌX9, riunendo, per esempio, insieme quella della Po - 
Mr tottere e dei pacchi, quella dei vaglia e dei risparmi. 
. La aartella debbono escare custodite entro apposito scaffale, 
' Inandovi quelle spaeiaU di ciascun anno disposte separata- 
' ^fllinta pmr ùrdlne di jumiaro. 



w& 



Capitolo ITI. 



Nelle D 
l-ubrica q 
inrù slmili.. 

Le e Cirri «] 
del precedi 
tacda leg^ 
Jbile ilcercu 
contengoQo < 



ini |jiù imparianll può essere tenuta nnclie unii 
lìce nlfabellco di colali cnt-telle, disposta come 
leglio, i>cr II gè volani e lo ricerco. 
ideniEe ik'i^li ancil anlertori a, quello In corso e 
t possono essere ri un ile In piicchi avvolti Ìuc4Si- 
con iipii^Ot SLil ijuiili, per facilitare ogni possl^ ^ 
rà ap|ioslo un cartelliDo ìudteaute le eaite ch9 
le dal e cui si riferistono. 



Modo di E| edizione al Mlnltteró del CArte^^le rliervato, 

I 127 dei tollettlfli del 1892 p 129. 



La corrispondane-"- 
spedila separata tue 
ed inclusa in. due I 

Suiresternii deve 
siero delle Poste -T 
casi ' risfirvata al ^ 
di Slato, g 



a al MiuiisleFo deve esse 
Ipre in racconiaiidazìoné 

Srìr^o normale * al Mini-*! 
i interna^ a seconda ddll 
larvata al solto Segretario] 



». 

Eaajainato lo stato ^^ >. ^^Ji arolmì delle Ammini- 
attuzioni Centrali, convieii rilevare la disfonoità dei coiìcetti 
sogniti iiell'c^rdinaiiieiito e uutìtodia degli alti, gli appreaiza- 
bili pregi j liondiè i difeìli dai quali è bene fonerai lontani 
per 1101! rendere più aspm e dilli ci le quel lavoro di prepa* 
ra/jotie storica al (luale la noatra carriera ei ransaera. 

L'unifoniìilà di ordinatiionlo sarebbe Tidealet ma questa 
é lanlo diffitùle ad otlenerBi come altrettanto facile sarebbe 
Tailuarla. Ben diceva, Tillustre comra. De Paoli, nella re- 
lazione che precede il decreto di riordinamento degli archivi 
(Ielle amministrazioni centrali, che: nei rapporti archivistici, 
la nomina di un colonnello non differisce da quella di un 
profossore, né il fascicolo di un istituto educativo, da quello 
por l'appalto di una ferrovia; ma all'atto pratico quasi nes- 
suno ha voluto potuto applicare quel regolamento, perchè 
impone lavoro ordinato ed oculato quale al provetto archi- 
vista si conviene. 

Sta però in fatto che, ogni difetto organico di un archivio 
è un danno per la storia, per i cittadini e per T ammini- 
strazione, poiché lo Stato deve sottoporsi a spese non indif- 
ferenti per il loro spoglio e riordinamento quando gli atti 
/cassano a//'ArcJiivio generale del Regno. 




Amtfiinmm:mn$ Centrale, 309 

^^ ^'ÌHH^HP^^*^"^'^^^'^^ ^^ regeetì è una (IH prì il- 
ei irnHoTS^BBiiSSiTi ti labori degli juxjhmatfì^ i rf?i;**fl1i 
tioù «mio ?i!1po olit' i proloi^lli dejgli archiTÌ iti aziono; i 
priirttjìan, ì*^ rnhrk'ìu^ Eppnre, prototìoUi cr rubrifìlif% vcii- 
i^oiut ti>Tmti quasi ìj] iton ade e talToIt* TOmplrlainfuti* 
tmsÉ-iirttti ! Di fatti, abbiamo veduto chf*, in quasi hilli* lo 
v\mniirii:^rmwoni la reÉ^ìstmEioiìc sui protocolli è ti-asiMiraJa 
p non s*? nv ih^m^ alt' un conto; che lo rubriche, ovi* c*rtì- 
«lonn, ntm sfinpr^^ sono tj^mUe con T actuirat^'^'/.aa ohh'w- 
saria, Jlilainio inolio sulla ìui^moria o tion apprrz siane Io al 
l*iu@to val*H-o la loro importanxft, Goil abbiamo i\iì\rì uni 
quali, so un inri-fulio o qualchf? altra diiigmzia, rlis^lnij^iio 
l*aH<^ docili al li di anlovio, non vi è modo nò maninra di 
ricostruirò uti adiu*' per quanto importa rUiasimo. Mira la- 
niua <'ìio abbiamo avuto octsftfliono dì ri^coutraro, nrlla qnn^i 
totalità ih'^ìi urtìeij è la mancanKa assoluta dt qualsia,»?! itic- 
rolta l(^i:^i.*^latìva; sarà, teoria, ma è teoria eaaa o liiovovoio 
ij orila < liOiif oj^ni archivio dovrebbn coiitouert*, prima di lnUo, 
la propna [srnni .' quella dell'uflieiu cui è dt^lioato». i'imì 
It? di&pnsì:£Ìoiii ii uiiissinoa, le leggi, i rf^golanu^uti, le tirdi- 
uaiizc ole, <^l\v [ormano il principio fon damf untalo dnir vfd- 
stc^nza deironi**io e atabiHfloono i precetti della sua a/ionc 
giuridica ed anioiinistrativa, io da laluuo sono ainoi-osa- 
DTonlf* curate, dai più vengono seiupliwmont/* dìnioutit-ate. 
Dtutqn ', i|iinndo non ei vogrlia adottare tutte? lo roj^olo 
p r€^sc n ^ f . ■ lini r f ^ ale decreto f 5 gon uaio 1 900, si osse it ì al j un n o 
cb {f of^ i lì IH invìo Ti F5poi ! d a completamen te alla sua nuM^iioi m . 
E per ottenof iÌm. il^ vr-^i curare: 

L" la riparli/Ji.me Uelle materie in .v^aòif» e prò rr /.'forte, 
asBegtiando alla prima categoria tutta la parte let^isìatìva 
Lil^'umcio; 

1^^ f ,* che la registrazione sul pmtocoUo, tanto in arrivo 
jKèhe in parlo 11741, venga ese^ita in modo da rendere possi- 
J^ lÉe il ih suri re, da esai, la storia di un affare qualsiasi, 
^ la eiàso ai «UAuUontale perdita o distruzione dei fascicoli ; 

3.* che le rubriche, per persone o per enti, cronologiche 
o per materie, non solo siano esatte, ma che gli atti von- 
gmo rubrìcati sotto tutti gli aspetti, coi relativi richiami, 
aoQÌ& non accada di dover dichiarare inesistente un atto che 
è s^npUcemente mal rubricato; 

i.<* Ogni arobivio abbia un titolo speciale per conservare 



BIO 



gli atti t 
(lì cjoTisei 
ruffido fji 

5,^ NV 
Um*? di In 
tame la «< 

6." Si 
dì guida a 
ramministii 

T.*' Si fi 

siasi mom<?jik), la 

8." Si adotti i 
stùmoido quando 
corriere; 

9.** Si allotti, p copf*Hiiie colorai^*, (Jo- 

atirittiye o no ; l'SS4 ipre ad impedire o ron- 

derà piti difficile r^,« ?i rascicoli Blessi; 

KL" Si abbia L-ura ao di do[josìttì t* ciucili 

degli uflÌL'i dipeudeiiti suijju uLfuruuiali al fimzionampiito di 
quello dtdrAmminigtrazioii!:* eenii-aii», per non iuti^alciare la 
normale formazione dd fascicoli od agevolare rt'ciprùcamente 
il layoro. 



i riferiscono alla propria t^ifitenza e si pre^ 
nei Ruoi scaffali, la legislazione completa del- 
jale eustodisee gli alti; 
L trascuri di compilare dei cat^alogbi per nm- 
le circolari, ordinanzej decreti etc. per faciii- 
iltazioiie ; 

ipili, aecuratamenie, un massimario da secrire 
:cLi vista ctio vuole essere Teramonte utilo al- 
one; 

nino i prontuari dei fascicoli appai'tenc^nti a 
_^i^.,e^ — - — '- '^ jìoter constatare, in cjual- 
tf»riale custodito; 
care un segno fii riconfl^ 
,0 passati agli uffici e^lra 



I 

I 

f 



CAPITOLO IV, 
AmminìstTazìone Locale. 



TtvnnihLiio di esaitimR.re cójno gti ufllH iMrnimninislra- 
xioiu* *.M.Mi(t'!Vle ripiartìflooiio fra loro ra^ìmu* clrlfo Stato, ò. 
ti«»r<'SSjido ronofluere qunl^è 1& oi*giiiiiz7A7Ìtnio <]( irammini- 
KimKÌcsii»* ktfAle nelle circoflerizioiiì tcrnlonali, ^ìoichò «ssa 
aprvf% (juuhì direì^ da fila coiÉdullorL* in tiilk^ f<> parti (h^llo 
Stat4) fitrsttiirit^ del governo (1), 

La Irn^^t (*oniunale o ppovineiale del 10 febbraio 1889 
II." 5921 all'art» 1, dlcse: 

^ 11 llpgiiO m divide in pravitjoie, dr^condari, mandamoiiti 
e c!om u ni p. 

Gli iirttd tloU'ammiriistnwiouc locale, rappreinutano nella 
^trovirn ::i rrmie unHinmagine, ridotta per nfitensioiio, della 
geni' lii:ì :uii Emnistmliva tsentrate, ed hanno per iscopo un 
dopiìio iM litio di integrazione: ridurre le varie associazioni 
loe^iti della provinda ad unità amministrati va, che è ap- 
piiido la pmvinciaj e riooUegaro questa provi iicia alla su- 
pn^nia atitorìtà, Io Stato (2). 

Cosi è ohe le attribuzioni del prefetto sono, fli può dire, 
quelle di tutti i Bingolì ministri, poiché tutti i vari rami 
ddl'attlvlyt csentrale si oonvergono ad esaOj ed in esso si por- 



ci) Le circoscrizioni territoriali, le maggiori come le minori, 
vanno considerate puramente e semplicemente come organi 
delio Stato, e tutta la loro attività non è che una conseguenza 
dit una delegazione di poteri che lo Stato fa ad essi. — Or- 
lando, IHrUto ÀmminiMlratiao, 

<a) Orlando, Diritio AmminislraUvo. 



3lg 



ri amo, coi 

p ì[ Con sigi 
zio II f proTJ 

zio ai di COI 

fiali ofi agi 



Capiioìo TV, 



i T'ha ili pifi: nrviranjmiuiBlmzioTie Imale irò 
nella t'unii raks t'orpi consti iti vi t*. fJ eli b erari tìl 
'onsìi^lio tii Prof(^tUira, il Consiglio provi o(;iàlé| 
cotmiiialr*, il Coogiglio Bcdastico, la Doputa 
ale, la Gimita aiiimioislrallva eie. etc. : le fuii-l 
alio e revisioni^ si tmvano afflrialt^ acorpispM 
lessi consigli provi oeiale e l'oinii itale. 



Provincia. 



'" i paesi lontani da loro»] 
3 If* proprie leg^gi e tì ] 
Soosole, \in preUii'e ed un 
lei e deirimpero minano 
i ìionn o lo ti i¥i sioni earn- 
e pi<*cc>li'' Provincie; l'n- 
2^ r 3/ flasfiift a sooonda 
; furoTio anche diviso in 
minori, citeriori ed \ilt 
jiirono oiiiainak' saiì/fan 



il 



I Roniaiu ehianip*^""'" "^"^ 
txjnquislati ed ai q 
niantlavuno per go 

^qoesiore. Sotto A» 
ei-ano liìvì&e in Di 
ì)iarooo: furono di 
rono clasàifloate e 
della loro cstRnsion 
orientali etl occidenl 
riori^ ostinane ed inttTue. .^. 
per le gorgenli di, acque mediciuali olio iiontetievano: altre 
Hirooo ùeiìefnimentarie perc-Uè iT^rtili e provvedevano Roma 
di biade e friitnetito; le pi(j rinomate proyiiicie fruioootade 
fìririinpeiTJ rtirono la Sicilia, la Sardegna, rAfrica, la Spa- 
^»oa, TAflia, TAs^^ina e rEi^itto. 

0^0 Ja pmvincÌÈi è una cosa ben diversa e nr olio più jjìc- 
cola di quel che era ai tempi dell'impero romano: ditatti 
la Sicilia e la Sardegna rappresentavano le più piccole sud- 
divisioni territoriali, mentre oggi, la Sardegna è divisa in 
(lue Provincie e la Sicilia in sette. 

]ai provincia, cosi vien definita dall'Orlando: «una asso- 
ciazi()n<» corporativa costituita da grandi circoscrizioni del 
tcrrilorio dello Stato e composta da un insieme di comuni 
oi-gaiiicamente dipendenti da un grande centro urbano (sede 
<) capoluogo della provincia) e col quale tutti gli altri co- 
muni lianno molteplici rapporti tradizionali, politici, com- 
merciali, intellettuali etc. » 

II Prefetto è il capo della provincia: esso è nominato dal 
Pv(^ su proposta del Ministro deirinterno, sentito il Consiglio 
(lei Ministri; ed in nome del Re e sotto la dipendenza del 
i>Jj;^Jstro deirinterno esercita le sue attribuzioni. È coadiu- 



ri minMHrminn& Lùmte. 313 

rato ilal ConsvAlio dì preféihira^ cùm\u\fiUì t)i irr s*fJiisij;Iiorì 
nelle grandi |u*otìiìcì** %i mim din* rtHJSÌ^sHm n>:>:iiiiiti) <\ 
^. impedito Oil iw8(*iil<% t> 808li[uì(u iljiH'dtmi^lirn* ilcloj^ato, 
designalo *lal Minwtrn <fi'JriMlf»nKi* 

llConsìgl^o itrovinciffìc f^ì i."niiipont*(li un iiu inèrti «li mciiibri 

varisLbiU.» tra i n'nii ei st^**L^ji(a, St'i^iiKlo Ir pojK>la;fiii>n«Ml<«lla 

provincia* Elo^g«4 «sho Mt^nmi il wuo pn-aìrli^uti' *\ (Va i suoi 

menìbri, sin^glir? quelli ^'be <l^pf»iio l'ornjmrm la l»«*}nilazi(nir 

provinciali^ la quale ha Tincìanro fli dsirr r^H'u/joup ali*» 

deliboi'azumi del Crujsìglio e ili pr/fVViHJri'o tipU Aifari ur- 

geiitL La Giunta iinjYiiioiaJc amuùnìslnLlivn i> notninata pur 

ema. dal C ùu ciglio provi ru'iu li s iim n jm^sicdula tJal I Torcilo <» 

no iati rio parti* dur rortsi^li<^JÌ di prtdVqiura ollri' i (piatirò 

raeiubd oirrdivì ed i dm* suppliTdi di noouTìa WoUiva : ad <'ssa 

è ailldfila la tuMn. -su Uà ijmriiNna, sin umtiuTU, Kulto OpcTc 

Pio i4Ìu3(.'i. bi Ii^^|T<^> eoniunali' «^ priwiiit^ialo i* la ti';;j^(» sulle» 

i«m Unioni di beiH^fk*(Mt/.a ffi^l P> luglio 18^>(> ii," (M"^, (mI alla 

ijualt* fV)\m ilnTimudatc* Jn luiizìnrd ipiirisdizionali coutoni- 

\tUkU* dalla lej^go 1 fuag^^iu 181HÌ lu" (J837 suir urdiiianuMito 

dpl|;i i;ÌU8(i?,iiL aininìiimlruUva. (lì- 

TI (\mslglio prm-inciale ^colmliro^ i'< anj positi > dal R. Prov- 
Vfdiliìn' ai^ìi studi che ne Ìì il iricio jkri'8Ìdoiit<s di uu Pnv 
«ido di liLMxi od altra sequoia sec-ondaria, di4 Uirottfn'c» (lolla 
a^iola tionimle o fU uu Direttore dellf^ scinole olpiuontari, 
di un inediei), di uu fu uziorario <Ìèiriufceridoii3^i di Finanza, 
dì quattro rap[irf'i5f*ui!iuti della pmviueia e di due rappre- 
sentauti il foinuuu capoluogo, h presiedulo dal Prefotto, cìn^ 
per mozzo di esso sopraiulejiile all'annniiiislrazioTK^ o sor- 
veglianza delle Èàcuole, istituti e colleij^i tanto pubblici che 
privati. Il 11. Paivvedilore a^^li studi, i-he ne è il vico pro- 
sideute, c^l il rappreaentante dinitlo dol Ministero della Pub- 
blica IstruziouOj ha la sorveglianza di tutto quanto riguarda 
le tìoae deirìatruzione nella provineia» cou obbligo dì tononic 
informato il Miniai ro e sottoporre al roncìglio scolastico 
lieJie di^àuaconipetfìnza (2). 



(1) dementinl Paolo, Opera citatcu 

(S) La attribuzioni del Consiglio provinciale scolastico sono 
8l4>iUt8 da^i art. 11 al 8S del Regolamento 3 novembre 1877, 
q,. 4152; eosl quelle dei R. Provveditore agli studi dagli art. 39 
ti 51 del medesimo Regolamento. 






m4 



apitolo IV. 



II Preii upprea^nta iJ potoro oS0<?utiro in tutta [a pp 
viuda ed Gapf> isuprfrao di tutta la gomrchia animiti 

strafiva lo ; sorveglia raiiiJaoi<*iito (Jr-lk pubblica, mmxi 
ìmirazìontj agist^e in nome ili tutti i singoli nimistn, 
ogiiimci dei laii è gerarehiL-auieuto subordinato (1). 

I.o atirìbi Diii del Prefetto sono stabilite tlal Titoto I dr4 
ìf*g^o <iomu..^.e e pmvincualf^ (lei IO leb!^raio ÌB89 n.-* ràiS 
o dal regolaD^euto ]0 giugrto 1880 ii," fi] 07 e possono 
sumtH^i nelle seguenti: 

pubblica e leggi ed i regolari i^mì ti e proTVi'de alla lori 
^Stìiiiizioiic; ti<^n'* TTifnT-mjiin il ornwrno dei bisogni dei cit- 
tadini e ne at'c^^gl 



bblit."a sicui'**zza ed alFoi-- 
disporre della forza pub- 
ri) e può richiedere la 

■idi deirautoiilA ani mini- 
ali tlitto dì attribuzione fra 
Siutbziaria; promnovendo 



sorraintrade 
dine pubblico: ha j 
blìca (guardie dì ** 
forza armata (l'es* 

veglia al man 
strati va elevaiicìo, v 
Tautorità animili ìstr^in 
la rit?olozìoiio della qnesuOiM- 

veglia, nella sua eircoscrizionej su tran dai non to di tutte 
le puljbUcbe araministraziom. proT?e<leiK!o egli stesso^ hi 
casi d'urgenza; 

esenta la censura tpati-alej 

Ila faefiltà di emanare norme e provvedimenti generali^ 
lai'i^ deL^reti e regolamenti; 

f ■ramina tutte le deliberazioni dei eonsigU e iìeUe Giimte 
coni liliali e della Depntaaimie provineiale; 

presiede la Giunta provinciale amministrativa e pei* 
mezzo di essa esercita la sua sorveglianza sopra i comuni e 
le Opero Pio; 

presiede i consigli provinciali di sanità; il Comitato fo- 
rf^slale; il Consiglio di leva; la Commissione degli arbitri; 
il Consiglio provinciale scolastico ecc. ecc.; 

può ordinare riunioni straordinarie dei consigli comu- 
nali e del consiglio provinciale; 

apre e cbiude in nome del Re le s<'SSÌoni del consiglio 
provinciale; 



(1) OrJando, Diritto Amnìinistratiuo. 




AittHtinhirutkme Lumie* 315 

\iM diritlci dUiitf*rvfnir**, mum vivhi. a ttitt** Ip n*luuanz(» 

ai Consìgli prrmndmU* t^ coiti urmli*; 

può s^cisperitlf^iv la Sf^s§ì<>iii* iJ<*l Ccm(?i[»lM> prpvinrial»» jm'i* 
giorni, riferotidtni»* ìitmirHlìjLUuu'iit'f al MìiiUtnt '\olV In- 
r«o, 

Riguartlo aerini (li 1*^11 11 i'^ì uilu'ìali wiilmHi^niL il I*n»f«»tt(> 
^jaercìta. lunzionì ììì i\m»tkmt\ 'mpt^tìrnH* t^ Hmvt%lidti/iìi t* \m(ì 

tpplica ri\ Dtxu>rre 1 1 ( k\ j >' ^ m *:- ( I m 1 [ »! i 1 1 ?iri p 
In oasf> (li atì8<'ii'^«ii fi tì*ìw]ìf*^ìmm\i'0^ il rrelVlIo, vimc 

tRppreì5<nitu*o f^ w^sititiiilri dal Ctuiai{:(lii>iv' ili l^ii-fotrtira a ciù 

pspres^aniPMk^ f> pr'riiuinfrit/'nirnlf dnhij^ivlo "IjìI |;ovr»riio. 

N«*l1a pmviueiì*, aljbiaiiìo dctt^p^ m rilntvii tutta l'attivitsl 
ddlo Slato; infatti Sii [[ Prpiotto, (mmnazioitc <\t4 potcn» 
eeeouiivo, eoiiceiili'a in sti tutta rjiul-iìritA n mpiirrsi^iila tutti 
i sing'tU ministri, le Tarie Atunùmstm?Ìmd cniitmli, Iiaiino 
ufik'i appelliti prn* Ja esecu/Jour thn loru artMuì: (pn'sti uf- 
ftd, ^i'rari'lui*a!ii(>i(to aubonliuati ni PmfrUa» iii^srorjo audio 
intlì|R'Ti«JfHilpjiieiitc; (la esso, in quarilo n^ui autori t A, (-(mi- 
Irali^, rtùfiiiua ajjetitì propri €^ tlispotu* a born^ptadto di 
essi. Così abbiamo U' a.111 ni inmt ragioni llimnziark^ mppr(\sfMi- 
tato più (ìì retta ili 01 it(^ dall^* Iijtt^jjdmize di FinauzaO) ^ dallo 
Dolf^gazioiii fk4 Tefioro; il Miiimif*ro dcn I.avtiri l'ubblid, 
da^ll utUei dd Gi*uìo Civilp; quello ddla Pubblit^a Istru- 
zioTii*, dal R. Piov vedi tori» agli sludi, dagli Ispeltori scola- 
Btìd, dai Rollori dolio Univei-^siità, nonché dai vari Capi 
ddle niunt<^ di vigilanza sugli klilutì t*>cnici o naulid, doi 
Consigli dinHtÌFÌ ** Comuìissioni amministrativo doi raolto- 
plici istiUitì Inininiiiili Consta rvatori o da quitUi do^^li uffid 
delle GaOerii* Musoi, BibUottHitie oec. ; rÀnuiii lustrazione 
CioQmieroialo ori Agraria, dallo Camoro dì Gornroerdo, comizi 
agiari, scuole speciali, uffici metrici dei saggi; il Ministero 
delle Poste e Telegralì» dallo Direzioni otl uffici postali; 
TAutorìtà t^ludìziaria, oM-ro dìo dai magistrati, die suddivisi 
li olla loro gerarclija vanno tlal Riudico eoiiciUaton^ al magi- 
strato dì Curto dì Cafls^a/jono, h rii[tpr<'sont4itA ti a gli uffid 

_doglì Eoonoinati o SuljrroimjjKi.tì if<4 lii'ii>^fizi Vacanti ; quella 
Milittfe e Marìttìma, dai Distretti, dagU uffld di Sussi- 
stenza, dalle Gapilanerie di porto ecc. 



(1) Vedere 11 R. Decreto 26 Mtlenibre 1869 n. 5826 ed il rego- 
> IS dleembre 1886^ n. 5897. 



La Gir 

prende ii 
fetta, il ci 
piin» iiij Pi 
sona t^iurìtl 



:o7idarWt a capo dei qoale v^i è mi xoit<>pr\ 



nel ano iioTi ha rapproftOiUanza propria e ne 
rio patrimonio, non coatiluisL^e perciò una pd 
ij ma UH ufficio spedaJr* la SotloprofeUura, T 
qiioJe TantL li\ prerettìata si s/n'W' fier agevolare V osp 
(lei'sl (Iella pitìpria a spione su lutta la cireof^crizione feorrilj 
riali\ Il soHopréretk) posto alla direzione rU qiu'si/ ufficio ir^ 
termeflio fra la provincia e il (!OTuiine, rUpr^nde diretlamr>nto 
dal Prefetto <* xn^ f^egnisce gli oi-flini (Art. 7 della legg<* 
10 febbraio 1889 n. -vCi9ii- ttim nm r>aAÌ rriirgenza lia il diritto 



i7i ialina, avrisando innni^ 
/venuto e elei provvedi- 

te subordinato e, qoH.si 
governativa, il Sottopro 
ienm (}he lo el invano al 
^ di ordini, quantunque 
iT<?n:lianza t?el Prefetto. 



tnì il dovere di a^L 
diatamerìte il prt*few 
rneuto prf'so. 

Oltre questi^ aiiribo 
di rei j di trarfmetlìtoro 
(etto Im hiimouì fìi p 
disopra di un senjpL, 
resti sempre su bordili 
Queste attribuzioni scmu; 

presiedere ie operazioni di leva; 

dirigerò Tarn minisi razione della pubUlioa sieurezza del 
circondario; 

florvegltare sulle deliberazioni dei eonaigli e giuiite oo- 
munalì del circondario; questa sorveglianza e pem limitala 
poiebè il sottoprefMlo, per i romuni del proprio circoli dado, 
etl il rrefetto per quelli di tiitla-ta provincia, non possono 
110 devono occuparsi del mento delle deliberazioni, ma sem- 
plicemento esaminare la forma, la competenza ed in gene- 
ralo so vi fu o no violazione di legj?e. A tale scopo, i co- 
inuiii, mandano al Prefetto o sottoprofetto, le deliberazioni 
entro otto giorni dalla loro data: il Prefetto o Sottoprefetto, 
lo (esaminano; so non trovano osservazioni da fare, le deli- 
berazioni stosse divengono esecutive entro 15 giorni (20 
giorni por i bilanci) dalla loro presentazione; se invece vi 
si trovano vizi di forma o violazione di leggo, Tatto viene 
annnllato con decreto prefettizio, contro il quale ò ammesso 
il ricorso al Consiglio di Stato. 



(Ui archivi dello Prefetture e dello Sottoprefetture sono, 
o mogììo, dovi'ebbero essere tenuti secondo le disposizioni 



inimiffUtramtìfie Locale, 



317 



ftin dal Minieloro ilt*irtTitt*rrR> nel 1866. Questo istrii- 
Ijmni mirano nd ui^ifortiiaro la tenuta degli archivi facili- 
f tintili i*o9i ^ri EH pieliti J ehf^ \*vr bigioni di carriera o \)ov 
I i|«alsìaeì alim motivo mna oliItli^^Hi a cambiare di n^sidcnza. 
I à*jribrf4 i-M^rvN elin le biioiK* iiih^n/Joni dell' Ammiiiist razione 
cfMiiral*? NÌaiio rimaBlt' allo slatM iridealità, percliè a quelle 
islru^iicnii i^mo state date laitlt> r « nìsì svariate interpretazioni 
^la *ir*^are diefdrniitA pertìno inverosimili. Ad ogni modo ri- 
HnjMfiioiaimj intenraJiiieule spirll^^ istruzioni, perchè lo stn- 
tlki8«> venia v|Qanisi cura fu pe.sla nell'ordinamento do^ìì ar- 
chivi di <|nt*atì ìinp(.>rtaTilisbtÌini utlìci, elio riuniscono in nn 
isjoki <>nlL* 1* i4€*tto mia sola autori (fi tutto lo svariato niovi- 
iii(*nt« aiinniiiiairativo dello Siivi e>. 

L\ird inaili en lo pfi^tìoritlo, partendo dal principio che oj;iii 
ai'CÌìivio, faoajitìo parl<.^ di nn uflìfio che in diversa loealit}\ 
i-api>réaeiila la stessa autoiits'i r^ di conseguenza, tratta i 
mHesimi a(tari, può essere facìlToente organizzato in modo 
uni forino, pregeriv** an/jtutki un modello di protocollo ge- 
nemìe tenuto eoi tìisleina ;5ÌnÌetleo, ed insegna il modo di 
adoperarlo: iIìjhjì, parla molto dettagliatamente della rubri- 
cazione delle Parie, e passando via via ad esaminane tutto 
il lavoro dì aix^liÌFio, prescrive i rf?gistri ed i protocolli spe- 
ciali, insegna il modo di forma ri' ì fascicoli e di collocarli 
nelle rispettive eate«^orie, noiiehf'^ Tespediente necessario per 
ovviare i gravi incon venienti ehe possono avvenire per la 
dijplicai^ione dei fascicoli e per j intere accertare con facilità 
il numero e Toggetlo degli affari di ciascuna categoria. 

11 titolario degli atti, cioè la ripartizione degli affari per 
titoli, classi e sottoclassi, è uguale per tutte le Prefetture e 
tassativamente pro^cnllo. 

T^^iKMido conto delle differenze dei nomi oggi in uso, e 
prtKiedendo ad un diligenti^ esaoie di queste istruzioni, del 
relativo titolano e dogli altri allegali, facilmente si rileva 
conio rordioamento di questi archivi fu bene studiato e ri- 
spondo allo necessità dfil snrvizio, per quanto non sia privo 
d i difetti, 

La diviBione degli affari in tre archivi, potrebbe corrispon- 
dere alla odierna ripartizione dei titoli, e se la designazione 
dèUe daSBÌ ed il meooanìsmo tutto di archivio, non si trova 
~ in perfetta armonia oon le disposizioni del R. Decreto 25 gen- 
saio 190O ni* %» è da oonsiderare ohe oiroa quaranta anni 



3: ^P Capitolo IV, 



sono trj tra Tu no e l'altro provverlimeitto e cVie ìli 

questi uii. tempi anclip lo sw^ieuza arcliivlstu^ Ha fatto i 
suoi progi 




TUiioni Ministeriali I giugno 



In esecu it al prÈS^erLLto degli arlìcnll 10 e 12 del regola- 
mento sul] -egge Coniiiii ale- Provi tic tale approvato cól R. De^ 
crete 8 gi*' » 16&5> Nh 2321 sì slQbJMscDtio le seguenti normef 
le quali! celano kn lunula del protocollo genernle e degli 
archivi d 'refettiire, e si dichiarano anche {applicabili alle 
Sotto-Pre. ttHbuEiOQi di queste ni- 
time. 



§ 1. Tutti crii «1(1 |tti Frefetinre e quelli che 

le medesi-* piva proiirla, sia^ugli af* 

fari loro e som mari a monte (salive le 

eccezioni pposilo Rogàslro denomi- 

nato protOf. g u conri>rme al modulo N. 1 

annesso al.v. pre s Rei*iBtro si apre il 1° gen- 

naio e si rinnovi! aLJu^^....^uLc:, j. uiedt-simo si compone di 
uno o più volumi, secondo la quaitlità de^lì oltari dei rispet- 
tivi uffici e per la sua tenutn sì avranno presenti le Is^lruzìoni 
che seguono : 

§ 2 Ogni affare comprende il complesso degli alti che ai 
svolgono nella tralLaKtone dì uno speciale oggetto deferito al- 
l'ufficio, la quale venga inìs^ifita da Carpi morali, ammini- 
strazioni o privali, oppure dairufflcìo stesso. 

Ritenuta questa massima, ciascun affare prenderit nel pro^ 
tocollo un solo tiumero ti Inserì juionef progressivo dal prind' 
pio fino allo spirare dell'anno, per ordine di prei^eniazione 
del primo atto e si^nea distinzione di materia (colonna 1/ del 
modulo). 

Successivamente alla prima inscrizione di ogni affare gli 
atti posteriori che lo concernono si annotano di seguito a 
quello primordiale, qualunque sia l'epoca dell'anno nella quale 
simili atti posteriori si producano: questi ultimi non pren- 
dono numero. 

§ 3. Gli estratti di deliberazioni comunali e provinciali non 
soggette a speciale approvazione ma solo da munirsi del visto 
se regolari nella forma, e non contrarie alla legge, possono es- 
sere inviati all'ufficio governativo, per mezzo di spedizioni com- 
plessive accompagnate da elenco dei singoli estratti, purché 
non si ecceda il termine fissato dagli art. 130 e 190 della legge 
20 marzo 1865, ailegato A: anzi il Miuislero raccomanda parti- 



Amministrazione' Locf (le. 'M\> 



Ate Ule meto(io di spedizione, allo scopo di setnpli- 

I II movimento della massa di atti sui quali hi iiiKoren/.a 

[ lav c r nativa è limitata ad un semplice controllo: noi casi in 

parola ogni spedizione complessiva costituirà un solo ail'an» e 

pf«nderà un solo numero di protocollo. 

S 4. SI fa eccezione alla regola del precedente t^ 3, per le dr- 
liberaxioni che concernano afTari Kcneruli e per (luellc die, 
■ebbene spettanti ad afTari speciali, sono relativo ad o^^^otti in 
cono di trattasione presso l'uffìzio: le une e le altre devono 
tymimettersi iieparata mente per essere registrate e clnssiticate^ 
.fra i rispettivi affari. Importa quindi che le Prefetture dira- 
mino particolareggiate istruzioni agli ufiici comunali e provln- 
ciaU sull'oggetto del §i$ 3 e 4. 

% 5. Quando un affare non rimanga definito nel vol<>i>re del 
l'anno in cut ebbe principio, ma continui a trattarsi nei suc- 
cessivi, al primo atto che si presenta nel nuovo anno in con- 
llnuaxione delPaffare stesso deve assegnarsi un numero (l'ordine 
ilei protocollo in corso, a riscontro del (piale numero si s(>gn(rà 
l'oggetto principale dell'affare ed il numero di protocollo del- 
l^nno antecedente, proseguendosi come nel i^ 2, la registra- 
slone degli atti posteriori. 

f 6. Il sistema di registra/.ione sopra indicato richiede che 
tra un numero e l'altro dei singoli alfari si lasci in bianco 
nno spazio suffìcienle per inscrivervi gli atti ulteriori che oc- 
corrono durante l'anno: a tale effetto e ad evitare un inutile 
spreco di carta o confusioni por ristrettezza di spaxio, im- 
porta avere riguardo non solo alla entità e natura di ciascun 
affare, ma ben anco all'epoca dell'anno in cui il medesimo si 
Inizia, giacché per quanto un affare richieda molte[)lici alti, 
vuoisi unicamente tener calcolo approssimativo di quelli che 
possono prodursi pria dello spirare dell'anno. 

§ 7. Laonde per conseguire la soddisfacente tenuta del pro- 
tocollo e in ispecie la osservanza delle avvertenze dei i^§ pre- 
cedenti, riesce indispensabile che si addicano al servi/io in 
discorso impiegati intelligenti e versati nella procedura degli 
affari. 

§ 8. Il Modulo N. 1 contiene alcuni esempi di registrazione 
ed alcune osservazioni cui gii uffìzi vorranno diligentemente 
attenersi, essendo questo Ministero persuaso che siffatte norme 
colla scorta delle preaccennatc istruzioni valgano a chiarire 
sufficientemente il concetto del sistema di registrazione che si 
vuole attuato nell'intento di assicurare l'ordine delle carte, la 
semplicizà del loro movimento e la facilità delle ricerche. 

Articolo 2.° 
Sono esenti da registrazione nel protocollo generale (oltre 
agii affari di I^va e di Pubblica Sicurezza, i ((uali avranno 
rispettivamente protocollo, archivio e registri propri) : 



A) Le Itila eletioniU t>oUtLclic miimìaiKtriitivef i r«ds 
riguardanti le inedesìnie, come pure i ijrovveclìineuli e lai 
lioltizloni ^u t^ssL'i Unte e re<!lami. | 

Bi 1 verbali ddk clezioai periodìeiie dei Consigli 
coiiiuEiali e pr» vi odali ed I ricorsi con irò le relative O] 
rAztonl. 

C) I certi (leali diclie pubblicarlo ni delle leggi e decret 

D) Le InrarniaKÌoni conlideiiziHlI e gli alll reialìvi ad 
fari ri servati che si trainino di gabinetto. 

E) Gli alti e dacumetdi che si raccòlgo do per la com 
lazìone di lavori sttiitisiici complessivi; le rkevule di cìrcoli 
provvedlmi^nli e caiiiunlt^azioul diverse; i e ertili e a li di pi 
bUcazloni dì [untiifesti delrnutoriU'i gc^veriTOtlvan 

F^ E «eoeroìnieDle gli alTari complessivi ordinari 
quali si repuii opporlLino dt prescrìvere col r ergala ni e n lo 
servigio interno deiruriistlai ia te imi a ti! registri pariisiU 
servirò ad annotarvi Tarrivo dei rispettivi alti ed il moviuie 
di essi: fra tali nlFarl potrebbero designar»! p, es gli stali 
fioiiiminUtrazioni militari da riniborsai'si diiJ Minist^yro di 
guerra e slmili. 

Le carte esenti da registrazione a tenore dei |§ A*B-C-D 
presente articolo saranno Ittscrilte^ come pure i provvedimi 
relativi. Iti appositi registri sp>:^eiali qui a|ipresso enutieiat 
quelle dei %% E, F, s'inscriveranno in registri speciali da fili 
Jìrsi col regolamento dì servìzio interno. 

Le inscrizioni di atti in tutti i detti registri speciali se^ 
ranno con le norme portate dall'art. 1.° di queste istruzioni 
quanto tali norme possano adottarsi ai singoli casi. 

Articolo 3.o 

L'indice alfabetico annuale degli atti inscritti nel protocc 
generale (modulo n. 2) forma un registro con partizioni 
gnale ciascuna da una lettera dell'alfabeto sul margine des 
della prima pagina della partizione, in guisa che la lett 
stessa rimanga ben visibile anche quando il registro è chi 
negli uffr/i di maggiore importanza tale registro può dividi 
in due. 

Gli atti, appena inscritti^nel protocollo generale e prima 
essere passati alla Divisione , devono indeclinabilmente 
gnarsi nell'indice sotto le lettere alfabetiche alle quali la pri 
enunciativa di un alto può rimandare la ricerca, in ragl< 
almeno di materia, di ente o persona, e di luogo: valgano 
opportuna spiegazione ì si^guenli esempi, cioè: 

Si registrano al protocollo generale due atti: 
1.° Un reclamo di Giusto Emanuele di Fiesole contro 
direzione assegnata alla linea della strada consortile da apr 
lungo la vaile del Mugnoue. Prol. N. 105. 



t^ Ufi progetto di sislemiiclone della Blrada itrtifonalo <lcl- 
|Ì4tTinj, rraii messo dal Mi ni siero flel Lavori Pubblici |i«r osse» ir 

TAia a^l ìncanU. ProL P^. 700. 
]'* M segnerà ndriiKiice: 
I (teiera R - Fiesole r Giusto Emmiuet« — RecLamo circa l:i 
fitruila <je1 Mugnooe — Protocollo lOli* 
If. — Giubilo EmanuelG: Fi&salo — kL LiI. hi. 
M* — Mtiguoiie-Consiifzio — Beelnnin ili (ìliislo Kma- 
nuele — Protocollo ICS. 

ti Z'*nUtì si segnerà iieirindlei!: 

UlK^ra A. — Amo strado nazionale — Progeito eli opero di 

ÉJ»leniiizlotie — Prolocolto 700. 
L. — Lavori pubhllel t Ulnlstero — SUIcrnaEiDiic stnida 

finiti OD a le dell'Arno — Proto cnllrr 7«0. 
B, — Strada iiaxianale deiràmo — Progcila di sistc- 

111 azione della medesima — Protocol lo 7(M). 

ABTiCCii.a 4," 

Ojfill atto che perviene airUfflzIo, eompresl ciucili non 
s^oggeHì a n^^hh Qzitine sul protocollo geoeraie e<t escluse sol- 
cato le carie dei^^li affa ri rliservatit %i apporri^ un bollo a umido 
portiti le rindica*loii(3 delSTfflstfo ed uno spaclo per notarvi la 
ilala dell'arrivo Ju Di visione eul spetta, noncliè il Numero di prò- 
tocDllo generale se ne é li caso. Non occorre l'apposizione di 
Isìtì bollo sugli allegatL 

Articolo 5.^ 

Fra i registici da aprirsi e tenersi al corrente per |$li afTari 
csrtraiioi ai servisi di Leva e di Pubblica SLcureixa, sono da 
nnraoverarsl I fegueotl, cioè; 

ì,^ Beji^i^Lro (per ordine alfabetico dei Comuni) di arrivo e 
partenza delie liste elettorali politiche e dei reelami che vi si 
riferiscono, con un cenno delle decrelaailonl e decisioni, e 
del numero degli elettori dellnltivamenle ammessi in ogni 
lista, 

2.^ Regiiilro come il precedente per le liste elettorali am- 
ministrative (Vedi art. 24 del regotamento B giugno ]S65). 

' a.* Hagittro di ricevuta del verbali delle elezioni periodiche 
«mmlnlslimtiye e dei ricorsi contro le relative operazioni : (in 
questo registro redatto pure per ordine alfabetico dei Comuni 
li disUogoeranno le eledoni comunali da quelle provinciali e 
si accennerà le i reclami concernano le une o le altre, ovvero 
■mfrftdw^ eumulaUvomente : si noterà anche un brevissimo 
eeono delle deeiiloni>. 

4^ Redttrò eofila-deflreti doflnlttvi dell'Uffisio sulle liste e- 

Tjjwbl 21 



322 



Capitolo IV. 



ìchc e deUe decUloni aut reclami presentati in 
■a. Uste. 

■0 co pifl' deci stoni emes^E dalla De^puI azione pro- 
pellimi dipendtitilì dalle liste eìetlorali ^nimìni- 

'0 di protocollo iléglì affari rìser^'atì ai Gabinetto 

Ltì. 

'o per annoiarvi In distrlbudone della raet^olta 
decreti corno altresì i certi acati periodici di pnb- 
L singoli CointlnL 

■Q dì protocollo jii^eeiale degli afTurl li otto messi 
>ae, per provvedi menti di tutela nell'inleresse dei 

re ìiìscrh'ervl ì leciami ìii 
IO dai registri di cui nei 



(se dalla Deputazione, conitó 

nuLii. 

mes^fì daJla Deputazione, 

elle Cause Pie. 

lìie dtìgli affari sotto messi 



letterali 
ordine ; 

5.° Re 
vinciale s. 
strative. 

6«R« 
ed ivi cv 

7 ° R 
delle leg 
blicazioi.w 

8° Regi 
alla Depu^ 
Comuni e 
N.-B. In 
materia e^i 
§§ 2 e 3. 

9.° Registro eo] 
Autorità tutoria ah 

10.° Registro l 
come Antorità li 

11.® Registro 
al Consiglio di F< 

12.° Registro cujjia-jjaicfj emessi per iscritto dal Consilglio 
di Prefettura. 

13.° Registro delle ordinanze del Consiglio dJ Prefettura sui 
conti dei Cassieri dei Comuni e della Provincia. 

14.° Registro del personale della Prefettura e dei funzio- 
nari od impiegati stipendiati sul bilancio dello Stato, posti 
alla sua dipendenza. 

15.° Registro del personale del Consiglio e della Deputa- 
zione provinciale (questo registro indicherà le annuali sca- 
denze e rinnovazioni, come pure le nomine annuali del Pre- 
sidente, Vice-Presidente, Segretario e Vice-Segretario). 

16.° Registro del personale dei Consigli Comunali e delle 
Giunte Municipali (questo rehistro indicherà le annuali sca- 
denze e rinnovazioni nonché le nomine dei Sindaci, Segretari 
e Tesorieri comunali; quelle dei Delegati del Sindaco, ai ter- 
mini degli articoli 106 e 107 della legge, e quelle ìnfme dei Regi 
Delegati nel caso di scioglimento di Consigli). 

17.° Registro del personale amministrativo delle Congrega- 
zioni di Carità (Presidenti e membri eletti dai Consigli comu- 
nali) e di quello di tutti gli altri Istituti di beneficenza sog- 
getti alla legge sulle Opere Pie; da formarsi tale registro per 
ordine alfabetico dei Comuni in cui sono poste le singole 
Opere, con avvertenza di far risultare la data delle elezioni o 
nomine, e l'epoca delle scadenze, e di annotare anche le no- 
in/ne e persone dei Segretari e TesorveTÌ. 



l 



Amnìinùtiiraiione Locale. 323 

— — — '^- -I — — — ' 

P^ agni Dperja, dopa' rtntMtailone ohe ìndica il Comune 
dove trovnsl erella e la denonjlnailoue di cssn, si apporrà sul 
delto Registro un cenno dfiU'epot.'a effelUva od approssimativa 
delM costìtuziione delllslltuto, tionehé il numero d'ordiue del- 
l'I avenlario che lo caivcerne, 

18 ° llegistro copia- deereii di annnullamentq di delibera- 
zioni co muti a li e provinciali soggetto aU'approvazfone della 
Pre feti lira. 

l^.^ lìegistro copia-decreli la materia di conteuEioso atnmi- 
□istratìvo e dì qudlì per Tesegulmento di espropri adoni for- 
£4ite iu causa di utilità pubblica. 

20.'' Registro di protocollo speciale degli affari so il omessi 
al Coniiigilo di Saniti. 

21.'' Kegistro del Personale del Consiglio di Sanità e delle 
dcliberadonl dejlo stesso Consiglio. 

Nh B Per evitare suddivisioni non indispensabili, polrù sta- 
bilirsi utì registro unloo, i primi fogli del quale si destineranno 
per la deslguai&ioae del perdonalo e delle rlnnovnzlonl perio- 
diche ÌHSG laudo tutta la restante parte per la trascrizione delle 
deliberando ni, \ 

2Z° Registro del pTOvv«dimentI deirUffltio su tulle le ma- 
terie riguartiantì ia Sanità pitbblioa. 

Oltre ai registri avanti accennali 11 Prefetto prf;scHverà per 
mezzo del regolamento interno dcll'uftlzio la tenuta di quelli 
altri re^btrl che riconosca di non dubbia utilità^ tenendo di 
mira raniiamenlo celere e ben ordlaato del serviaLio^ con- 
giuntamente airi ni eresse del vari rami delFAmm in ts trazione 
ad esso alEtlata, ed avendo riguardo alla maggiore o minore 
olHuenca e gravità degli ailkri delle diverse categorie. 



Articolo e.** 

Tutti I registri di cui tratta l'art* 6." salvo quelli del perso- 
nale, sono tenuti anno per anno, ed il rispettivo numero d'or- 
dine progressivo si rinnova annualmente : però uno stesso re- 
lustro può servire per più anni, lasciandovi un segno di sepa- 
razione delle scritture fra un anno e l'altro. 

Mei protocolli speciali si seguiranno le regole di registra- 
sione stabilite per quello generale. 

I registri del personale si rinnovano a misura del bisogno, 
quando per mancanza di spazio o per casi straordinari le 
serittorazioni non possano esservi proseguite con ordine e 
ehiarezEa. 

I registri di contabilità sono aperti, tenuti e rinnovati se- 
condo le particolari prescrizioni del regolamenti di pubblica 
amminlatracione. 



3S4 ^^^^^mipifolo IV. 



AfiTICOLO 7," 

Gii atti diversi ili ciascun afferà e le ittitiutc del provvedi- 
menti: relativi si ritmìscono e. conser\'aDO dentro un appù^tto 
fogliò di carta roHe, hììììh piima facciata dd qii&te sì spgnono 
C0J3 cum ed a caratteri apparisceatl le vnriu indicazioni ri- 
chic^&te dull'aniine^^o inodtilo N 3. 

Llnjsieme delie cat1e così Hunlie per ogni afTare castUuisce 
un fasiLÌttiìo e questo prende un n amerò d'ordine pri^gre^sivo 
per culegariia siecoudo la distribuzloae delernilriata dalla ta- 
bi Ila qui allogala sotto il N, 4. 

li numero d'ordine dei faseieoli delle rispettive eatcgorle, 
deiiiuntQ dagli t'iéncbi di cui nelTarl, S, sì rimuova anno per 
unno; ciò ii:on implica tutlavin la rinnovazione tinnuale dei 
rogU di coperta degli a (Tari ver te a li per più anni^ i> a stando 
che si segni sul foglio primi Ilvo il nuovo numero. 

AnT(GOi.o 8." H 

Ad Antivenire 1 gravi inconvenienti della diiplicAKÌone dì fa- 
scicoli, e per poter accertare coii facilità 11 numero e Toggetto 
degli altari pendenti sulle malterie delle rispettive categorie, si 
aprono a principio dt"lt*anno e si tengoni? al corrente, a mi- 
sura clic occorre la forni azione di un nuovo fascicolo, ovvero 
la ripresa di un fftscìcolo del Tanno aoteredenle, ianli ealrtlo- 
glii ossiano elenchi quante sono le categorie per le quali si 
verifica la inscrizione di affari nel protocollo generale del- 
l'anno. L'elenco del fascicoli di ogni categoria, intestato con- 
venientemente, si rinnova annualmente e deve contenere il 
numero d'ordine progressivo, che sarà quello da notarsi sul 
foglio di coperta dei fascicoli, il titolo dell'afifare ed il relativo 
numero di protocollo generale. 

Articolo 9.<» 

Gli affari speciali di ogni Comune od Istituto di benefi- 
cenza, divisi in fascicoli secondo la distribuzione delle rispet- 
tive materie tracciata nella tabella N. 4, costituiscono una sola 
categoria, la quale assume il numero spettante al Corpo mo- 
rale nell'ordine die risulta dai quadri di designazione dei Co- 
muni e Pii Istituti esistenti nella giurisdizione dell' Uffìzio. 
(V. Art. 11, che traila di simili quadri). 

Gli affari speciali della Provincia costituiscono una categoria 
unica, che non assume alcun numero, e si distingue con l'ap- 
pellazione di categoria provinciale. 

Articolo 10.° 
/ fascicoli tiilti si classificano per categoria in scafifali bene 



Amministrazione Lornlc. '^2\y 



adatti e diiposti. Gli scaffali destinati a ricevere le Curie (lcll:i 
1* Serie laranno separati dagli altri per le carte della 2.* 
Serie. 

Gli scaffali della 2.* Serie vanno inoltre suddivisi ira Co- 
mani ed Opere Pie posti nella circoscrizione di o^ni Ciivon- 
dario. 

SI procurerà che nell'assegnazione delle caselle le stipole ca- 
tegorie ai succedano con ordine numerioo. 

Quando poi i fascicoli di una categoria ricliie<lau() più ca- 
selle, ciascuna di queste dovrà portare in fronte riiuiicn- 
sione numerica dei fascicoli che vi si custodiscono, cicx- dal 
N.....al N-.. 

Per gli affari speciali propri, o<;ni Comune avrà una raspila 
distinta col numero d'ordine alfabetico e con la propria de- 
nominazione. 

Gli affari speciali delle Opere Pie si riporranno in oasolle 
divise per Comune, o per Istituto, e segnate ciascuna con la 
denominazione del Comune e dell'Opera Pia e col numero 
d'ordine di questa. Nulla osta però che i fascicoli di varie 
Opere Pie poste nello stesso Comune siano riuniti in una sola 
casella, purché le stesse vengano indicate insieme ai rispet- 
tivi numeri d'ordine, all'esterno della casella. 

Cosi pure i fascicoli degli affuri speciali concernenti i Co- 
muni e le Opere Pie dei Cìrcondarìi ai (inali è preposto un 
Sotto-Prefetto possono essere nella Prefettura concentrati in 
caselle che abbraccino più Comuni o le Opere Pie di più (co- 
muni, a condizione per altro che ogni casella porti in fronte 
le indicazioni di cui avanti. 

In ordine alla classificazione delle carte nell'Archivio gene- 
rale ed alla compilazione dell'inventario del medesimo e dei 
suoi supplementi, si ricordano le prescrizioni degli articoli 1.3 
e 14 del regolamento approvato col \\. Decreto 8 giugno 1805, 
N. 2321. 

AWTICOLO 11.° 

Per valersene a corredo dei fascicoli di affari complessivi e 
tenere in evidenza il movimento di tali affari mediante anno- 
tazioni riunite in un solo foglio, è da desiderarsi che ogni 
Prefettura si tenga provveduta di quadri a stampa contenenti 
la descrizione per Circondario dei Comuni e delle Opere Pie: 
simili quadri segnano, cioò — quelli per i Comuni, il numero 
d'ordine di ogni Comune e la sua denominazione per ordine 
alfabetico; quelli per le Opere Pie i Comuni — pure in ordine 
alfabetico — ed a riscontro di ciascuno di essi la denomina- 
zione degl'Istituti che vi sono eretti ed il numero d'ordine 
dei medesimii progressivo per le opere di tu^to il Circondario. 



326 



Capitolo JF, 



GII nfTàr 
protocollo 
collo ed ai 

Nella ter 
provvtider 
si osservei 
tei minute 
iimlerlé r 
ve tabelle ^ 

Pei detti ,c 
collo ed al ri 



Registro 



ARTICOLO 12.* 

2 rigu àrdano il servizio deltn leva avranDO un 
mi archivio proprio : avranno paHìnentì proto- 
l'io proprio gii ofTarl di Pubblica Sieureaizn. 
dì questi prolocollì ed archivi, idia quale si 
Uìi Sezione o Sezioni incaricate dì sltnili rami, 
o le regole di regi strallo no e clflssiGL<aì;ione de-^ 
precedenti articoli, salva In distri budone delle 
e ngli alesisi rami, dn farai in base alle rìs|ìetti- 
allegaLe coi numeri 4 e E 

li di servizio sano tudt^peosabili, olire ^I prò lo - 
nKvn Indirli. 1 ^HaiiRtitt registri, cioè: 

■-, l«va 

"* m'ì del Con.<ìiglio di leva, 

elle di estrazionCn 



dei diSRf*" 
dei rll 
deli 
dei I 



\ 



l (1>- 



ma Glasse. 



Pel ramo della Pubblica Sicurezza. 

Registro del personale delle Guardie di Pubblica Sicurezza. 
„ della contabilità relativa. ♦ 

della contabilità delle spese segrete, 
della contabilità degli uffizi sanitari. 
„ dei permessi di caccia e porto d'armi. 

degli operai e domestici cui si rilasciano libretti di 
servizio. 
„ degl'individui muniti di certificato per mendicare. 
„ dei condannati destinali a domicilio obbligatorio, 
caratteristico degli oziosi, va*?abondi, mendicanti 

validi, ladri di campagna e persone sospette, 
delle persone condannate alla sorveglianza speciale 
della polizia. 
Per la forma e tenuta dei registri enunciati nel presente ar- 
ticolo si osserveranno strettamente le prescrizioni dei vigenti 
regolamenti. 

Firenze 1° Giugno 1866. 

Pel Ministro: àlasia. 



(1) r.e dispense ecclesiastiche sono abolite. Il registro dei di- 
spensati ecclesiastici è stato surrogato da quello degli ammessi 
a ritardare il servizio ed è slato aggiunto un registro per i vo- 
lonlari di un anno. 



imminUtrasione Locxde. 3321 

TABELUA degli affari ehe si fralfaita siétle PMfeiiute (sMelnsi 
fiueììi di Lttm e di PuhMiùa SkureiZia) distribuiit in catrgo- 
rif e nuii^rlt, 

AVVERTENZE 

1,^ Sorgendo allori della l* l^le i quali abbiano sLrcUa at- 
itneniKQ j:o1 lìtolo gcinerico dJ alcuna delle jvrime 2a cate^ó^U^ 
sebbene ì\m\ i' ti (iridali fra le materie di eMe, si clps^^iiìqhc' 
ranno nelLn categoria con oul hanno principale rappof lu. {Que- 
sta avvcrlenza m estende anche agli affari delle enlegoric se- 
^oate nelle Uibelk n. 5 e 6>, 

2."^ 1 Eegistrì concernenti gif affari di una sola categtirja 
prendono poifto In Archivio fra le cafltì lU essa: gli «Uri ^^^- 
gi<^trl lelailvi od afUarl di più caiegorie si riuniscono t^t i-oji- 
§erintio ordinunienie in poato distinto. La presente avvcilcuitEi 
ù del pori applicabile ai r«f litri di Leva e di Fubhlua Si- 
cureEK». 

3.° La categoria provinciale (serie 2.' affa ri speciali della 
provìncii)) abbraccia gli affari Regnati sotto la medesima nella 
presente tabella, nel loro rapporti con le attribuzioni ed in- 
gerenstc; dell 'Autor ite go ve ni a il va: quindi TArchìvio liell» lYc- 
rettura non è in tal parte da confondersi con quello dcirA» 
stenda provinciale, il quale va ordinato e tenuto prcssro l' Uf- 
ficio speidale amministrativo della provincia. 



SERTE PRIMA 
Affari sonar a li 

Gat, L — Penottaìé ddlé ammìnisftationi gooer native. 

Personale della Prefettura e degli Ufflil governativi che ne 
dipendono direttamente; nomine, trasJocaKÌoni, collocamenlt 
^ tu aspettativa» in dtsponlbllM od a riposo, congedi, Amenze, 
stali ciir li Iter Isti ci, provvedimenti disclpIinarL 

Sorveglianza di funzionari delle Am min ti; tr.iziont economi- 
ehe e finanziarie governative: relazioni o proposte ai rispet- 
Utì dicasteri e provvedimenti diversi. 

Cai IL — Archivio. 

Distribuzione e pubblicazione delle leggi e decreti del Regno 
Bollettino della Prefettura: compilazione stampa e distri- 

bozione. 
Ck>lleiioni annuali delle leggi e decreti della Gazzetta Uffi- 

etale^ del Bollettino della Prefettura, delle circolari ed istru- 

stoni dai distrai dicastari. 



3SS Capitolo lY. 



Racchi La aiii^uale d«gU originali del contralti stipulali presHO 
la PrcfelLurn. 

Itepirr torio d^U alti soggetti alia ta^sa dì rcj^istro. 

F^ accolla delle tirine dei riin^ioiiDrì so gg e Ite alla legalix^fi- 
£Ìoiie della Prefettura. 

Inventarlo e repertorio dell'Are iilvlo irenerale della Prefet- 
tura ; rtcoguizioTii e supplcmeuLì. 

tlnt, II L — Contabilild erariali detta Cassa 
dei depositi e pràitiii* 

Apertura dì credid a disposiz^ioue del Prefetto »iil 1jllancl( 
dello Sialo: conti correnll e mandati di pagamento rt:latM 
situazioni, varlazioul, an nulla menti del erediti aperti. 

AlTarl retativi alla liquidazione e riscossione di crediti del 
Tesoro Nazionale o della Cassii dei depositi e prestiti, verso 
Corpi ntorali della provine la. 

Spese di porta-lettere per pubblico servigio: liquidazioni e 
pagauieuti. 

Con labilità del diritti di segreteria che si riscuotono netta 
Prefettura. 

Contabilitik e rimborsi per somministranze ed alloggi mì- 
lltarit nonché per indennità di via e mezzi dt trasporto ad 
indigenti) come pure pei trasporti di detenuti e corpi di 
delitto. 

Cat. IV. — Contribuzioni dirette e tasse diverse erariali. 

Imposta prediale sui beni rurali. 

Imposta sui fabbricati, 

Imposta sulla ricchezza mobile. 

(Operazioni varie attribuite alla Prefettura relativamente al 
reparto di tali imposte e delle sovraimposte comunali e pro- 
vinciali, nonché in ordine ai rispettivi ruoli di riscossione). 

Tassa sulle mani-morte: Affari relativi - Dazio di consumo 
— Affari relativi. 

Procedimenti coattivi per la riscossione di imposte nazio- 
nali: contabilità analoghe personale degli agenti incaricati 
delle compulsioni ed esecuzioni. 

Reclami e risoluzioni amministrative circa Io sgravio di im- 
poste nazionali. 

Cat. V. - Catasti. (1) 

Affari relativi al conguaglio della fondiaria. 
Affari relativi al catasto ed agli allibramenti. 



j 

1 



(l> A questa Categoria devono aggiungersi gli affari concer- 
nentì la contabilità del foglio degli annunzi catastali. 




AìnministroMione Locale. 329 



Gat VI — BoBchi e miniere, 

dagllmpi^gstl governativi delle, miniere e dell'ani- 
«Unistrasloiie forestale. 

■ Ammintatraalone e regime dei boschi: permessi e provve- 
étiapntt di glurisdiiioue dell'autorità amministrativa. 
Contnwenaloni forestali. 

Aflkri relativi alle miniere; ricerche, concessioni, coliiva- 
atonl» lisine^ ecc. 

Cat VII. — Agrieolturti, Industria e Commercio. 

Attui dlnteresse generale dell'agricoltura. 

Allari dipendenti dall'Amministrazione del Marchio. 

"' ■ ma monetario e provvedimenti relativi. 

e misure : campioni e verificazioni a carico degli u- 
dirltti di verificazione: contravvenzioni e misure re- 



" ( Stabilimenti e trasporti di fiere e mercati. 
Ve I^Tatlve industriali: concessioni ed elenchi relativi. 



ì 



Op«r« dell'ingegno: dichiarazioni e depositi per guarentire 
I dtatlti di autore : pubblicazioni relative. 

Creaaione di casse di risparmio: sorveglianza di tali Stabi- 
ir, UiiMntL 
P' AflÉri relativi al servizio dei cavalli-stalloni. 

]-' Cat. Vili. — Poste, Telegrafi, gabelle. 

': StabiUmenti di uffizi postali. 

Stabilimenti di uffizi telegrafici. 

StabilimenU di gabelloti dei sali e tabacchi. 

AllSuri diversi dipendenti dalle amministrazioni delle poste, 
" dei telegrafi, delle gabelle e del Regio Lotto. 

Cat. IX. — Debito pubblico. 
Affisri concernenti l'amministrazione del Debito Pubblico. 
Acquisto di rendite sul Debito pubblico nell'interesse dei 
Corpi morali della provincia : dati statistici relativi. 

Cat. X. — Culti. 
Colto Cattolico: Chiese, fabbricerie e fondazioni: ammini- 
strazione relativa e sorveglianza dell'Autorità civile. 
Culto Cattolico: Economato generale. ( Affari concernenti 
„ Subeconomato dei be- 1 le rispettive aziende: 

nefici vacanti. i contanilità e servizi 

, Cassa Ecclesiastica. ( diversi. 

Culto Israelitico : Università e personale di esse : loro ammi- 
strasione e chiese. 
Culti acattoliei: Erezione di templi ed affari diversi. 



330 



Uste f 
ludonL 

Forini 
ComiDlf 

Locali ( 
vili: prov 
ratini pm 




Cut XL - Gitirldico, 
nali ilf^i gìurfttit affari relativi: reclami e riso- 

i della IJsia gene mie dei giurali : personale «Iella 
prùvìiiciftle ed o|ierii^ionL della iiiedesiuia: gh- 
QJirAiuti>rilà ^iudixiaria. 

3biiia per Iti Corti dì Assi-^c e per ì Trlixinall ci- 
e e rtianuteiizioni ; riparto «ieilo spese Fra i Cl- 
elia rispettiva giuriììdiiloiie. 

ttt, XIT, — Coìilenxioso ammiìiìstratwo. 



ConllittJ 

(Pei^ ie . 
ili promise 
Eioinunali; j 
alien azioDt! 

iPer la Sai 
adei» privi* 

Cai. ] 



ari retativi a scioglimeuli 
e KiMldiv^ione dd deiìiani 
' oecitpa^Jotie od iilogittlmn 
relativo, 
ti dai la ìs oppressi e ne degli 

tiiatJca ed annona, ^^ 



Personale dt-^ ^ a dì statisti cu. ^H 

Persoiìalc delle Giunte wii* «.««*. di slatìstiea. ' 

AfTari rì^uardanli la lenuta dei regisitrl comunali del movi- 
mento della pùpola2Ìone. 

Censimento generale della popolazione: operazioni e docu- 
menti relativi. 
Formazione di statistiche diverse periodiche e straordinarie. 
Mercuriali dei cereali ed altre derrate. 

Cat. XIV. — Istruzione pubblica. 

Personale dei Consigli e funzionari preposti alla pubblica 
istruzione elementare e secondaria. 

Materie generali concernenti la esecuzione delle leggi sulla 
pubblica istruzione e la gestione del patrimonio scolastico. 

Sorveglianza degli esercenti l'insegnamento e degli Istituti 
educativi: misure disciplinari o repressive. 

(Conferimento di posti gratuiti o semi-gratuiti in pubblici 
istituti d' istruzione , e di sussidi a favore d'insegnanti, di 
alunni o dì corpi morali. 

Dati statistici sulla pubblica istruzione. 

Cat. XV. — Sanità pubblica. 

Personale dei consigli di Sanità e dei Conservatori, Vice- 
Conservatore e Commissari del vaccino; dei vaccinatori d'uf- 
/jcJo e di quelli speciali. 




Amministramone Lucalo, 'XU 



Pormazioiife d«| dfitrettt vacclnfel e reparto delle H|ieiu del 
relativo i^ervìsio fra i Comutil che U compotigoao. 

ProvvedìinL'iilL per le veccltiiidoai perlodlclio e slrnonll- 
DurÌG: slat[ìitÌL-3 dì esse e dt:i casi di valuolo. 

Vigìltìnzn su nutria »u pubblici «tibilimenU, etiTtinicrrl cdin- 
dtistrìe ■ vi ai fi* e jirov vedi menti. 

Quadro degli esercenti professioni Haiiilarie g dei r]Ei|K4UvL 
titoli. 

Tassa di note per provviste fartnAceuUciie o per onornri ili 
periU ikiiniitari. 

Provvedimene conLro esércenll profcMionl «lOggelLe nlJu Hor- 
vciglìaiifii dei Consigli Si ni tari. 

Vijìita annuite delle fkrmo^^Jei drag htiri e ed BÌ\Ttt iiidiLj^lriu 
soggette vi! ^pe^e relnlive. 

Stniicomi: pedonale ed aiiitnìniiitraziono d{ eml. 

SanitA marlUima: personale addettovi , laju^arelti vi\ av* 
censori r 

Epidemie ed episoozle: provar ed I menti igienici e aiio^e d'in- 
teresse generale. 

Statisti cu ij^ienica e medica. 

Cat. XVI. ^ Guardia Nazionale (I). 

fàtrtcole e controllo dei mìliti: operoìsionl rclatU'C dt^ninii* 
date ai Con siigli di Rlcogniziotie, 

CostltUT^Ìone dt-i Comitati di revkionc. 
Id. doi Contigli di disciplina. 

Composiziona dei quadri r compagnie, batto glionì e kgiivai ; 
slatiGtlea relativa. 

Formazione di battaglioni mandamentali. 

Corpi ausiliari (berHagllcri, ortiglieria, cavalleria). 

Eegolamena di s^rvìtìo, approvazione del medesimi. 

Nomine di ufficiali superiori e subalterni riservale al Ile ^ 
rag I Atro apponilo. 

Nomine di nfllciali per parte del Prefetto r registro aiJ- 
posiito. 

Proci'diineiili ummìnistrativl e decisioni In ordine alla so- 
Ipensione di ufficiali dalle loro funzioni. 

Istruzione della milizia : esercizi e riviste. 

Armamento : conservazione delle armi ; registro della loro 
distribuzione ai Comuni. 



(1) Abolita la Guardia Nazionale dovrebb'esserc abolita an- 
ehe questa Categoria e sostituita col Tiro a Segno, il quale ha 
preso oggi grande sviluppo e procura molto lavoro alle Pre- 
fetture. 



m2 ^^^^^B capimio IV, 




Scioglìorteotì e riorganlK7.a7loni. 

Servijci di ilMaccamcuto : coiìlablLitù relative. 

Guardia moìAìe: quadri e ruoti permanetiLli variaEioni an-L 
liliali, r 

Guardia mobile: formatici ne ili bai (agi io dì. 

Consigli di revisioni^ fier la GuAtiìif) mobile: loro adunanze , 
e decisioni ; Indennità a pcrìll fisici edibili dal medt^sìmL ' 

Istituzioni eli tirò ji segno «comunali, maadamenbaU e pro- 
vinciali ; deleg:t^iaaì di militi aL tiro a segno naxìonolu, ^^ 

Cai. XVli. — Anìminintruzione earcsraria^ ^| 

Locali delle carceri giudiziarie e delle ea^e di pena : aCTad 
leltìllvt a caitrudone, j»istemazionc e conserviiRÌone dt^ì mede- 
simi; appalti diversi e loro esecuzione. 

Vitto dei detenuti : caci irai U t^ ctm labilità per le relative ani- 
minlstra^iom^ 
Carceri giudiziarie: forniture aduso dei delenuti; couser- 
vazÌQiie e rinnovamento delle medesime. 
Id, Id. : lavorazioni pei detenuti ; affari e t^ontabllità 

analoghe, 
Id. Id.: Eservlsdo di direzione e servizio sanitario e 

Fiillgioso ; personale e spese. 
Xd. Id<: personale ili cusindia; vesUarìo. armamento 

e fondo di mansa dei guardiani, 
regolamenti interni. 

movimento dei detenuti e dati statistici, 
visite periodiche e straordinarie. 
Case di pena: affari relativi al personale di direzione e di 
amministrazione. 
Case di pena: affari relativi al personale di custodia. 

Cat. XVIII. — Elezioni politiche. 

Decretazioni delle liste, decisioni sui reclami, appelli all'au- 
torità giudiziaria. 

Circoscrizione dei Collegi elettorali e delle loro sezioni. 

Convocazione di Collegi: affari relativi alle operazioni 
di essi. 

Dati statìstici sulle elezioni politiche. 

Cat. XIX. — Elezioni amministrative. 
Provvedimenti sulle liste, decisioni sui reclami, appelli al- 
l'autorità giudiziaria. 

Elezioni provinciali : provvedimenti relativi, verbali, ricorsi, 
decisioni e proclamazione dei Consigli. 

Elezioni comunali : provvedimenti relativi, verbali, ricorsi e 
decisioni. 
Dati statistici sulle elezioni comunaU e pvoviaciali. 



là. 


Id.: 


Id. 


Id.: 


Id. 


Id.: 



Amfi'hihtt -'-f ^iona Locale, 



Cttt. XX, - Ponti « ilmdt nationaU. 



:m 



AfTarl e contraili relativi aUa coatruilone, shlemfijclnnc e nin- 
|iiuien74one dei poiUE e itrado nuzioiiall dlicorrciiN nel tcrri- 
f (vrio dell^ provìncifi : acquetili e ànllfiudai^ldni. 

Perìi^otialf*: dd csutanierl addMLt ììÙìx mllt]utef]^Ionc^ 
Efcgtii mento di opere fueenll carico ui prrtiiriclwrì froiillHl! 
>leU« strade, avvero si pd3ti«sHorl od uteDli di canali artilh*iiili 
l>(ipsli l£ilera1mÈnt« od a iravériiO delle lilrJidc. 

Ppbbricut}, muri di cinta e pidnlagionl lunfn le slfiide; per- 
measi relativi, 

PnIUia ìitraclale; lìantnvveiizloiil e provvedliiirnli aiiuniiii- 
sU'alìvj. 

D I eh in r ozio ni di ulltllà pubbliche; ntll diversi |i4'r le ocou- 
pa%i€>ii{ ai perniali end elie lem pò rari i<. 

Cflt. XXI. - strade ferrate. 

AITtìrl Telali vi e sludl^ coneasBionl, esercizi di f«^rri>vie ed atti 

tiìpetidetili dalla le^ge auH'espropriajclone per vaut^A di pub- 

ttlica 11 liti t«, in qunnlo eoncernano lo oceiipoKioiij sì pernm- 

fiKDli che tempora rie « favore di strado ferrpte. 

•■ Gflt KXII. — Aeqiit pubblhhe. 

CoslIfuzToiiè dt consorxi per opere dì difesa ctnìint le acque 
pubblit-hc; coneorsiT reclnmt e risohizlonL 

Compronsot-i e concorsi per lavori concernenti fo &colo delle 
Eie gii e. 

Statuti, regolamenti ed amministrazione dei delti consorzf e 
coinprensorì. 

pro|!;el(i di costrudone o modincDKione di argini e di altre 
opere ìdranitcbe; recioml, dichiarazioni di utillia pubblica ed 
atti ciie ne dipendono. 

Provvedimenti d'urgenza perla custodir, dej^li argini. 

Concfsslotd di derivazione di acque pubbliciie. 

Opere nel fiumi o canaìi navigabili ; provvedimenti per In 
libera e sicura navigazione. 

Trn^iporlo dei legnami a galla: licenze e questioni i-elative. 

Polij!,ia delie acque pubbllciie: lavori attorno ai (ìumi, tor- 
renti, ect.. stabilimento di cliiaviclie negli nrgini di golena. 

Consorzi; per opere marittime ed iimminlstra^ioiTe dei me- 
desi m i, 

Appi'ovaÈÌone di progetti d'arte e dichiarazione di utili li\ 
pubblica per lavori da porti. 

Cnt. XXIU. — DeUgazloni e Gonrnijssio/u. 
Delegazioni « conimlsjifonl speciali dlvi-rse in a Ita ri dipen- 



:m 



Dal 




ro della Guerra (esclusi gU oggetti della Leva)^^ 

dfilla Mar in ti 

degli Lstert 

della Cfisa Heole 
ilstraì^iotie DemBniale per quaiilo si riferisce alta 
leni demaniali. 



- Àuiministrtaioiie proulnclah (materie generali). 

rof! territoriale dclhi pmirineia : dati e studi reta- 
ione di peiideuae e contabìJ.tà derìviinli da mo- 
circoscrizioni^ provinciale. ^h 

ivi n r'.rtnr'fìP.^i Ir» nrrivincle- ^H 

lusurri della eaccia. <8H 

cpula/ione in ordine alle 
me della provincìn. 
iiEioni geoeraU della Pro- 

e delia DepulaKione prò- 

ì legge sulte opere pubbli- 
don e & sorveglianza delle 
, .. ìwittli. 



e deirAis 
vendita i 

Gnt. XXI 

Circo scrh 
tivt ; sistcr 
dilvca^ioni 

AlViiri re 

De ter 111 it. 

Relazioni 
notizie slat 

Relaziona 
vili gì a e d 

Regoliinì 
vi odale. 

Ilogolanii 
elle) per 1« . 
strade provin 

Dlspoeiizìoni ed IMrutztoni di nms^^lma ^ul vari lumi di uni- 
mini^trai'JDne provinciale. 

Cai. XXV. — Amministrazione Comunale (materie generali). 

Classificazione delle strade comunali e vicinali: elenchi re- 
lativi; modificazioni dei medesimi. 

Costituzioni di consorzi stradali ed amministrazione di essi. 

Approvazione di linee di strade consortili e dei relativi pro- 
getti tecnici; dichiarazioni di utilità pubWica e procedure che 
ne dipendono. 

Circoscrizioni territoriali dei Comuni; soppressioni, concen- 
tramenti ed erezioni di Comuni ; sistemazioni di contabilità 
Tra i territori delle nuove ed antiche circoscrizioni. 

Inventari dei beni mobili ed immobili dei Comuni e delle 
loro frazioni: aggiunte e modificazioni successive, indice nu- 
merico. 

Locali e mobilia per le preture mandamentali. 

Locali e personale di custodia per le sale d'arresto manda- 
mentali. 

Locali e mobilia per gli uffici di registro. 

Agenti e guardie forestali a carico di più comuni: nomine e 
contabilità relative. 

I^ersoiiale dei Consigli e delle Giunte comunali; riparto di 
consiglieri fra le frazioni comunali. 



Ammlnhtrmiom Locale, 'XV^ì 

Personale del bttidael; rtfmovaxioui perJodtclie e stnior- 

E^ami degli asptrniiLÌ aU'ufnelo di Segretari coinuiinli: oon- 

krtjuento del rehiLivi certlflcaU di idoneità. 
f&ervi£l po&ljill a carieo genemle del Comuni, 
Dltpoaixiciui ed Utruslonl di inaislma nei vari mini doU'aiii- 

mL[ii3lr»£ÌQno «ooiiiiiiite: ipogll dei coni! e bilanci ; dati stn- 

tìsiici. 

CaL KXVt ^ Ofi§r9 pie (materie gcner&lJ). 

lùveaUr! e suppleméoU: Indice numerieo del in edosi mi. 

Personaie «immlnistratlvo ddl« Congref^iuciotiì dì carità e do- 
gi! altri ijjiitutl so^i^ettj alla legge suite tjperc Pie. 

Disposìmùril ed istruir.lonl di massima. 

I^er le Provincie meridiirrniU : Katlzzi o CfintrlbiUis dolio Oporo 
Pie: riparto ed esazi duo dei inedeBlmi. 

Luogld Pil imlcaìl: quii do ni a maiBlnie relative, 

C&t. XXYU. — Qgq^iii diuer^ì. 

All'ari eventuali relativi a materie generali ciio non al)l>ian() 
aLtliienxfi eoa quelle delie precedenti categorie. 



SERIE SECONDA 
Aflkrt •p»oiall doi Oomani 

I — H mmiero ddia taleq^rm si desume dai quadri di cui 
"a0l( ori. 9 e li délté Uttuzl^nL 

COMUNI RISI>ETT1VI 

Sessioni ordinarle e straordinario del Consiglio Coniiinalo: 
convociiFloni e relnzlonl In genere* 

Deliberaxianl del Coniiglio Comunale e della Giunta Muni- 
cipale non soggetie a speeialo approv^izionc ì esame delle me- 
desime e provvedi moli lì |>er parte il tliTlffl^Jo. 

BlUinoio e ruolo dei redditi : conto consuntivo e conto mo- 
rale; riscossioni e pagamenti in genere: vincolo del bilancio 
p«r oltre dnque anni. 

Personale del Segretario ed altri impiegati comunali : quc- 
stloDi sulle nomine, rimozioni, o pensioni. 

Edilità, polizia urbana e rurale: regolamenti analo^ld. 

Regolamenti d'uso e d'amministrazione del beni del comune 
e d'iBtltuzIoDl da esso amministrate. 

Regolamenti del dasi ed imposte comunali. 

Stidilllmeiito di pedaggi su ponti e strade comunali. 

AUenudone d'immobili, di titoli del Debito pubblico, titoli 



336 



Capitolo IV, 



di ere 
taziouc 

Acqui 
nari so( 

Locaz 
anni. 

Apertuf* 
strade v 
contratti 

Dichiai 
relativi a 

Liti e t 

Cimitela 
mazioni eu 

Servizi ol 
provvedimi 

Oggetti di 
zione o la e 
stione del p 



Ioni imltislHalì i cos Illusioni di servitù e contrai- 
estui, 

stabili e <li azioni liidusLrìali: ìmpieglxi dì de- 
ad upprovaKinne. 

cotid unioni per mi termine eccederne I dodici 

costrudone di sLrfìide eomunaii non consorlilit 
di; o|ure pubbliche comunali diverse, servizi, 
lesliom. 

ni dì utillLà pubblica per opere eoniunalt^ alll 
[sproprìaKlontó forssata, 
HzioiiL lelBtive n diritlì sopra beni «itabìlL 

o trasporto di essi; Inu- 



alerie estranee alla 1* serie; 

Li. 

j coDct'riii*ntì rammiTiistr^- 
3cchie d«l Comune^ la gc- 
r ecc.)' 

i Opero Pio, 

ISTll ^ TÌ Ei ElENEFrCEMZA. 

Erezione delllsututo od inversione del suo scopo. 

Statuto organico e r^golnmeiiU d'am mi uist razione. 

Impiegati dell'Operai questioni rclulive alle nomine, rimo- 
zioni o pensioni dei medesimi, ecc. 

Tesoriere dell'opera: prestazione e svincolo di cauzione: 
questioni relative. 

Bilancio e conto annuale: ricorsi e provvedimenti relativi; 
affari concernenti spese ed entrate in genere. 

Acquisti, permute ed alienazioni: acccttazioni o rifiuti di 
doni, eredità e lasciti. 

Aste, affìtti, forniture di generi ed altri contratti : liti. 

Autorizzazione o rifiuto allo sperimento delle medesime. 

laccali dell'Opera: farmacie interne: manifatture. 

Doinande per ammissioni neiristituto per sussidi o per doti. 

Cura o ricovero di malati o di altri bisognosi : questioni 
sulla competenza passiva delle spese relative. 

l'rovvedimenti di sorveglianza e tutela governativa. 

Affari diversi estranei alle avanti specificale materie. 

Affari speoiali della Provincia. 

CATEGORIA PROVINCIALE. 

Personale del Consiglio e della Deputazione provinciale. 
Sessioni ordinarie e straordinarie del Consiglio provinciale: 
convocn/Zioni relative: rapporti in genere. 



AmminisirasiùnB Locate, ^^ 

PerBonak degl'Impiegati stipendiati d&lla Provlocìa: que* 
Btiom suìk DOfnitie, rimoKÌ4}iii o penstonL 

Classi Ocà/ione ed elenco delle Blrmde pravioclAll; modlHca- 
jtionì successi vt!. 

Deere la 3E io uè ed approvazione di Unfce stradali e pi-ogettl 
tectiici relfttìvL 

PonlJ, strada ed opera pubbliche: eentrattl, servìzi e qua* 
sllonì relatU'e. 

Affuri relativi atta sommliilBtrazlone e maiiutenEione dì lo- 
cali e mobilia per gU uffizi ed alloggi della Prefettura e delle 
, Sotto Prefelture. 

rvida per 11 casermaggio del (iarji bini eri BealL 
per il ninntenj mento dei nnentecatti. 
per 11 manteuiinealo dei fkìjiciulil esposti. 

Spe^e obbUgatorie per 1 vari altri servizi. 

Dichiarazioni di uUUtà pubblica per opere provinciali: atti 
vari per le espropri azioni forzale. 

Bilancio e conti, consuntivo e morale r riscossioni e paga- 
menti in genere: vincolo del bilancio ptF olire cinque aimi, 

DeUb&r0£Ìoni del Consiglio e della Deputazione provinciale 
non soggette a speciale approvazione; esame delle rnedejiinic 
e provvedlnveiiti dell'Uiflzio. 

' Acquì:ìto di stabili ; ereazioiie di stabilimenti pubblici a spese 
della Provincia: locazioni e ctmdnzioni ecccdeali gli anni 
dodici. 

Oggetti diversi speciali estranei alle materie avanti spc- 
[ «lieate. 

5. Allegato 
Alle Istruzioni 1° giugno 1866. 

TABELLA degli affari relativi al servizio di Leva presso le Pre- 
fetture distribuiti in categorie e materie, 

Cat 1. — Personale. 
Personale del Consiglio di Leva e del ff. di Commissario : 
rapporto intomo al concorso di esso personale nelle opera- 
sioni di leva. 

Cat. 2. — Sessione del Consiglio. 
Convocazioni ed adunanze: locali e mobilia: deliberazioni e 
decisioni. 

Cat 3. ~ Estrazione ed operazioni preliminari. 
Liste di leva : formazione e regolarizzazione di esse ; chia- 
mate della leva, manifesto, Istruzioni e misure relative. 

Affslatensa delle astraidoni e liste di esso: atti diversi con* 
eemend le operasioni di cui nella presente categoria. 
Taddu. 22 



338 VapitQÌQ IT. 



} 



Gal, 4 — Visite sani torte de^U hìscriitt 
Elenco dei periti sminila ri designali per Tassì stcn^n iil Consi- 
glio di leva 1! la visita degllnscritti : rieiiie^te ài esiì periti. 

Cai. 5. — Meiiitenti. _ 

Usle cìei rgnilenti: atti diversi per la loro ricerca e conse- 1 

gna^ eorrispondeuza con le aatoritik giudiziarie ù militari 1 

CflL S. — iMspÈnàt ecclexiastichE. 
Come si è detto pei registri anetie questui ealegoria st:)h!sce 
il canibiameuto medesiino. 
Elencot corrispondenza e dlspONÙEÌoni relative. 

Cat 7. — EsaiziùnL 
Eieorsì analoghi: esame e deci^loiil. 

Cftl. S. - Riftìtmc. 
Ufilé dei riibrmali e provvedi nienti relativi, 

CaL 9. — SarroffiizionL 
Surrngazioni del GoviTno- surrognzioni parliroiari e cambi 
di aumero: atTari relaUvh veraanieull e coalratlì. 

^ CaL 10. — Conti di Iwfi, 

GompllnzEone e spedizione di e&sL 

Cat. 11. — Archivio di leua. 

Protocollo particolare al ramo di leva ed indice relativo. 

Misura metrica per la leva. 

Lenti destinate all'esperimento della miopia. 

I\accolta delle leggi, regolamenti, istruzioni e circolari ri- 
flettenti ia leva. 

Inventario e repertorio dell'archivio di deposito : annuali ve- 
rificazioni e complementi. 

Cat. 12. — Oggetti diversi. 
Dati statistici in materia di leva. 
Aflfari diversi estranei alle precedenti categorie. 

6. Allegato 
alle Istruzioni 1^ giugno 1866. 

TABELLA degli a/fari relativi al servizio di Pubblica Sicurezza 
presso le Prefetture distribuiti in categorie e materie. 

Cat. 1. — Emigrazione. 
Emigrati politici: sussidi ai medesimi e rendiconti relativi: 
personale e inovimento. 



I 



Amministrazione Locale. 339 

Cat. 2. — Servizio segreto. 

Amministrazione del fondo per spese segrete di Pubblica 
Sicurezza e rendiconti relativi. 

Cat. 3. — Reali ed arresti. 

Relazioni periodiclie: misure preventive, accertamento dei 
fatti criminosi, ricerca ed arresto di malfattori o di renitenti 
alla leva: atti diversi nell'interesse della polizia giudiziaria. 

Cai. 4. — Sorveglianza di P. S. 

Vigilanza di oziosi, vagabondi, mendicanti, ladri di campa- 
gna, persone sospette, o condannate a domicilio obbligato- 
rio, ecc. — Informazioni e provvedimenti relativi. 

Cat. 5. — Caccia e porlo d'armi. 

Permessi di caccia e di porto d'armi: contravvenzioni e 
provvedimenti. 

Cat. 6. — Passaporti e legalizzazioni per Vestero. 

Rilascio di passaporto all'estero, vidimazioni e registrazioni. 
Corrispondenza e contabilità relativa. Legalizzazione per l'e- 
stero : contabilità relativa. 

Cat. 7. — Fogli di via agl'indigenti. 
Rilascio di fogli di via per terra e per mare agl'indigenti: 
affari analoghi. 

Cat. 8. — Teatri e trattenimenti pubblici. 
Affari relativi alla polizia dei teatri e dei pubblici tratteni- 
menti, ed alla revisione teatrale. 

Cat. 9. — Vetture pubbliche. 
Stabilimento di vetture pubbliche; permessi, sorveglianza, 
contravvenzioni. 

Cat. 10. — Esercizi pubblici. 
Apertura di alberghi, osterie, caffè e simili: permissioni e 
revoche, sorveglianza e contravvenzioni. 

Cat 11. — Libretti degli operai. 
Rilascio di libretti di servizio agli operai e domestici: con- 
tabilità relative. 

Cat 12. — Stamperie ed affissioni. 
Dichiarazioni per l'esercizio di tipografie, litografie e s^vvcóJix. 
— Licenze per pubbliche atRssionV dv s\a.xsiv^\À ^ vfta^xci'à^^^^^ò. 



340 Cmpifolo XV. 



Cat 13* — Profesuiont e traffici àmhuliìnH. 

LicetiEe, sorveglìaTiKD e dJspoalzioiii di pubblico iaterossc. 

Cai. 14* — Prùstiiuzione. 

Case di tollemnzd e polizia dì ^«se. 

I/ibrettì alle proiilitiite e conlabilitìi relativa. 

Ufilii saiiHarì : vbile, tìpese e contabililà relativa. 

Cai. 15. — Pubblica inLofumiM. 

Dlspomionl proEbUh'e dell*esercÌdo dì professioni Insalubrl^^ 
pericolose ed incotnode; ricorsi ti tìsgIuìlIoiù. 

Misure di pfeeauKÌDnc onde impedire disastri per esplosioni 1 
od accensioni, per circolaKÌone di animali pericolosi o per aUj 
tre cause. 

Cai. 1*1. — Guardie rft P. 5. — Personale e disciplina. 

Nomine, trasferìmenli, riinozione del graduati e delle guar^ j 
die; onorìfìcenzfs, fi^rnie e congedi^ [ìianaanxé e ptiuisionl, de^j 
liberaxioui dH Catisìglio di disciplina. 

Cflt. 17. — Guardie di P. S. — ContaMUlà e eontpHenre. 

Stipendi^ pensioni, grntiiicnzioni e sussidi: conti dì mas^ia: 
armamento vestiario e corredo; casermaggio e conipelenze dì- 
verse. 

Cai 18. — il ioni totag^iùse. 

llciazioni ed accertanienil dì anioni e oragj^i ose: conreHmenti 
di onorificenze, incdaglte, menzioni onorevoli, riGOnipcn^ie pe- 
cuniarie. 

Cat. la — Suddilama. 

Domande per ottenere la concessione di sudditanza, ovvero 
Io svincolo da essa: affari relativi. 

Cat. 20. — Archivio di Pubblica Sicurezza. 

Protocollo particolare del ramo di P, S. ed indice relativo. 

Ilaccolle delle leggi, regolamenti, istruzioni, circolari, e di- 
sposizioni di massima concernenti la P. S. 

Inventario e repertorio dell'archivio di deposito, supplementi 
periodici. 

Cat. 21. — Oggetti diversi. 

Dati statistislici in materia di Pubblica Sicurezza: avveni- 
/^enti 5/raordiDari. 
Atrari diversi estranei alle precedenVi csi\.eg,oT\c. 



i 

1 



Amministrazione Locale. 341 



Modulo N. I. 
(allegato alle Istruzioni l giugno 1866). 



PREFETTURA DI. 



PROTOCOLLO GENERALE 



DELL'ANNO. 



AVVKHTK2ÌZ.Ì. — FiJi data della n*j{istrazi(m<' («ohmiui W) i- (|urlla 
«lei giorno di arrivo dfjjli atti essendo regola indeclinabile clie la data 
della registrazione segua iu tale giorno. 



ÌCapUolo TV. 



ih 



1 rBMEHZA 
n E Q L I ATTI 



IL4TA 

delU 

rid'gifltm 



ANALISI SOMMARLA MXill ATTI 



// / 



Amminfsirazione Locale. 



343 



III 



RISTRETTO E DATA DEI PROVVEDIMENTI 
DELL'UFFICIO 



CLASSIFICAZIONE 
IN ARCHIVIO 



Serie 
8 



Catego- 
ria 



Fasci- 
colo 



10 



N\ 



m 




Modulo K. 2 
{alki£i,tD allo iBinaalout 1 ^ugtia ISOQ^ 



PREFETTURA DI 



INDICE ALFABETICO 

DEL 



MJTTE, PERSO, 
o TITOLO 



à 



NUMERO 

DEL 

PROTCIWILLO 

(JESMULK 



Amministrazione IjOCoIc, 345 



Modulo N. 3. 
Allegato alle istruzioni 1 giugno 1B66 



PREFETTURA DI { S.T" 



Serie .... Categoria . 



Anno 1866 — Protocollo generale N. Fascicolo N. 
. 1867 - . . . N. . N. 



TITOLO DELL'AFFARE 



N»B. — n foglio di coi)erta<li ogni fascicolo devo conteucre, nello spazio 
destinato alla intitolazione dell'affare, le iudicazioui seguenti, scritte a 
grossi caratteri, cio^ ; 

So trattasi di un affare generale, rindlcazione generica della catcj^oria 
e quindi il titolo l>ene specificato dell'affare. 

Se si tratta di affare speciale di un Comune o di un'Opera IMa, l'indi- 
cazione del Ck>mune o dell'Istituto e quindi il titolo c^une Hojira: avver- 
tasi poi di notare sempre sui fascicoli di affari HiM'ciali delle Opere Pie 
anche il Comune in cui l'Istituto trovasi eretto. 



tUHismi uutm 



LEVE I 



UFFA 



DIvtilttn» ganéràtl 

StittttieL tpMtetl 



Circolare N, 40350 



inclita dH cai 



B«J&J^ ftddl 21 il ugno 1S89. 



FitftHi e S&UO'PrtftUi dd £«^0, ] 



ratte dai signori Prefehi e 
17 febbraio prossimo pas- 
lla,.. > di catte, registri e do- 
li ì&\ quÉ^lo Ministero ha HGtì- 
4ni al riguardo» che sono le s^- 



In seguito airc^ame 
£otto -Pre felli j^iii^ta h 
jisto antio,. n. SMZj per 
cuJiiGDti atiianDti agU 
ere lato le sue detern, 
guenti ì 

1;°' DovranTio conservarsi sempre, cioè Inrlefìnitamente, an* 
che dopo il proS€ÌO||litnentf> di ogni iiìugola classe di leva da 
(|iialnpiqMe obbligo di servizio, tulttì le carie imllcale nel qui 
iinilu ^!c;ì^o li. 1; 

2.° Dovranno conservarsi sino all'invio in congedo asso- 
luto della classe cui si riferiscono, le carte indicate nell'an- 
nesso elenco n. 2; 

3.^ Dovranno distruggersi tutte le altre carte allorché la 
classe di leva cui si riferiscono sia divenuta la 6* in an- 
zianità. 

Di tali determinazioni il Ministero non ha dato prima d'ora 
partecipazione ai signori Prefetti e Sotto-Prefetti, per lasciar 
loro compiere liberamente, senza aggiungere un intempestivo 
lavoro (li epurazione degli archivi, le operazioni della leva sulla 
classe 18G8 e quelle della sessione della leva in corso, operate 
secondo il nuovo procedimento. 

Oramai che le ordinarie operazioni della leva in corso vol- 
gono al suo termine, rende note le determinazioni in parola, 
e per le carte atlualmente esistenti negli uffici di leva prescrive 
come termine di esecuzione la chiusura del secondo periodo 
della leva stessa, entro il qual termine i signori Prefetti e 
Sotto Prefetti provvederanno perchè vengano alienate tutte 
(juelle che, in rapporto alle varie classi, non siano da conser- 
varsi a norma delle determinazioni medesime. 
In avvenire poi i signori PrefelU i»cHA«imi dovranno di- 



Amministrazione locale. 347 



sporre ogni anno perchè, dopo la chiusura della leva, siano 
distrutte le carte relative alla classe divenuta 6* in anzianità, 
per modo cioè che si conservino soltanto quelle delle ultime 
cinque leve, fatta bene inteso eccezione per quelle indicate 
nei qui uniti elenchi. 

Cosi pure disporranno annualmente, dopo il 31 dicembre, 
per l'annullamento delle rimanenti carte riguardanti la classe 
inviata in congedo assoluto a quella data, tranne quelle di 
cui nell'elenco n. 1 che, come si è detto, debbono sempre con- 
servarsi. 

Neirinvitare i signori Prefetti e Sotto-Prefetti ad attenersi 
strettamente a tali disposizioni, questo Ministero dctcrniinn 
pare dopo di aver presi gli opportuni accordi con quello del- 
l'Interno, che le carte indicate ai numeri 1, 2 e G delPannesso 
elenco n. 1 cioè le liste di leva e di estrazione e i registri som- 
mari delle decisioni dei Consigli di leva; quando riguardino 
classi state prosciolte da ogni servizio siano passate negli ar- 
chivi di Stato, se nella provincia in cui si trovano esiste uno 
di tali archivi, o negli archivi provinciali nel caso contrario, 
invece di essere tenute come -le altre dell'elenco n. 1, negli 
nfQci di leva. 

Anche a questa determinazione i signori Prefetti e Sotto- 
Prefetti dovranno dare eseguimento, relativamente alle carte 
ora esistenti, in ufficio, entro il secondo periodo della leva in 
corso, dopo di che, e dopo effettuato anche l'invio al macero 
delle altre carte, che secondo quanto si è detto sopra, sono da 
annullarsi, si dovrà procedere alla compilazione dell'inventa- 
rio di ogni ufficio di leva per trasmetterne una copia al Mi- 
nistero, compilazione che era rimasta sospesa per cfTetto delle 
disposizioni contenute nella citata circolare 17 febbraio 1888, 
n. 9263. 

Il Ministero avverte infine che, per ciò che riguarda il pas- 
sato, restano ferme le speciali disposizioni da esso dato ad al- 
cuni Prefetti e Sotto-Prefetli per la sistemazione degli atti esi- 
stenti nei rispettivi uffici di leva, ancorché non in perfetta ar- 
monia con quelle generali contenute nella presente circolare, 
e che in avvenire i signori Prefetti e Sotto-Prefetti medesimi 
dovranno invece regolarsi come gli altri. 

Della presente circolare il Ministero gradirà di ricevere un 
sollecito cenno di ricevuta. 



Il Ministro: K. BehtoliVViale. 



348 ^^^H Cafiitolo IV. 



BLEN OO N- 1. 

GÀETE da mnsÉrvatsi ancht dopo il prùmiQglimmtio dal ^ 
3erì>ùÌQ dei miliiari della dasse cui bì Hferiseonù. 

d^ordiae i>énomis£azh>nè ihìi.le carte 

1 Liiite di leva. 

2 Td. d'estrazione!. 

3 Id. generali del resilienti (a). 

4 Registro del reni lenti stati arrestati o presiintatisi spon-"] 

tamoi — Modello X. Gtì. 

5 Ili, a inttdre-iìgUa pel rUaselo del i>alvticoiidot(<o \ 

ai renitenti — Modello M, 

6 !d. scimitmrio delle decisioni del Consìglio dì leva» { 

7 Cotrispoiuleaza relativa alla ricerea e denuneJa 

dei remili leti ti 

8 Elenchi Irìmtistrali delle variaEionì occorse in- { s . 

torno ai renlientl ( ^^^* 

Pratiche Individuali dei re n il enti presentatisi od ^ 

arrestali 

10 Le leggi, ì regolameiiiif le Istrazionif gli atti e le cir^l 
colart ministeriali riguardanti il reclutamenlo, non- 
ché gli elenchi delle imperfezioni Usi die e delle in- 
fermità esimenti dal servizio militare. 

(a) Si conserveranno soltanto le pratiche della classe 1S48. 
Le precedenti possono essere distrutte. 



ELENCO N. 2. 

CARTE da annullarsi quando i militari della classe cui si 
riferiscono vengono prosciolti dal servizio. 



Numero 
d'ordine 



DENOMINAZIONE DELLE CARTE 



1 Schede mod. C prescritte dal § 30 dell'appendice al 

regolamento sul reclutamento. 

2 Documenti per la esenzione od assegnazione alla 3* 

categoria. 

3 Protocolli. 

4 Corrispondenza relativa al Personale del Consiglio di 

leva. 

5 Id. alla formazione delle liste di 

leva od aggiunte o cancel- 
lazioni nelle liste. 



r-T; - Amministrazume Locale. 349 

^7-6 CofTlftpóiideiism relativa ad Inscritti marittimi (Eleiiclii 
•^' di riclìiesta, cancellazioni per 

parte delle capitanerie di 
porto e pratiche relative). 
7 Id. a quistionl di cittadinanza e- 

stera. 
- S Id. ' agli omessi, 

f Id. a riforme e nuove visite degli 

inscritti in applicazione del- 
l'articolo 85 della legge. 
.:.' ;- 10 Id. ai ricorsi contro le decisioni 

Vt: '. dei Consigli di leva. 

Y^^. '^ ^^* ^^ passaggi in 3* categoria in 

A-^.S' applicazione degli articoli 95 

\.>'' e 96 della legge. 

'g?-- 12 Id. alle surrogazioni di fratello. 

e.' : 18 Id. alle richieste di certificati pe- 

;. . nali degli inscritti di 1" ca- 

■i', ■ tegoria e ad informazioni 

-^ . riservate sulla loro condotti! 

T morale e politica. 

Ì4 Id. alla vidimazione e conferma 

•;■. del certificato di buona con- 

-. dotta, mod. E, per l'arruo- 

^ lamento volontario. 

ì- ìb Id. ai giudizi civili. 

16 Id. ai giudizi penali. 

17 Corrispondenza e provvedimenti sui ruoli matricolari. 

18 Corrispondenza relativa ad informazioni per l'ammis- 

sione all'arruolamento nel 
regio esercito e nella regia 
marina. 

19 Id. alle convocazioni e sedute del 

• Consiglio. 

20 Id. all'apertura e chiusura della 

leva. 
• 21 Id. al sub-ripario del contingente 

fra 1 mandamenti. 

22 Id. ai provvedimenti per la siste- 

mazione del contingente. 

23 Id. alle visite all'estero ed alle 

visite per delegazione nel 
Regno degli inscritti. 

24 Id. alle esenzioni dal servizio di 

1* e 2* categoria (regolarizza- 
zione dei documenti relativi). 

25 Doetimenli relativi alla visita a domicilio dei parenti 



degli inscrìtti cj dei miUlari che chiesero Tfissegnn- 
Kioné od it trasferì mento alla 3' categoila, foodoiìdo 
la richiesta suil'ioabìlJUt a lavora profictio dyì pre- 
deUi parentL 

26 SkaLislkhe diversa;. 

27 Carte relative al rilascio *lel pas>iaporlo per Testerò, 

od a:iri]utorJ3É,j^az3one di in^ìer^^ìùne sulle matricole 
della nidrliia riìeiTUiitìL^ di giovimi i^oggeltl alta leva, 
2a CoEitr di leva. 
21} Registro delle assistenze dei medici e ehirarghl civili 

al Consiglio dì leva, 
30 IcL degli ìnsieritli stali assegnali temporanea- 

mente alla > categoiiu. 

Comune. 

Il potcrt* coma II ale ò un fatto politico ehi^, sotto diverse 
forme, si riptwluftf uostarit^njif*i!t^^ in tult*! le iksi il ella vita 
delie Tiaziori! ; U wyiraiiilA Goriiynalo si è sempre manife- 
stata tìn dai truiiìi più rei opti i^ lo stesso regime patriar- ! 
uJilt^ altro non è che una torma (ìell'aut'Onlfli comunale con- ' 
sideratii nei suoi piìi semplici elt^iieiiti, poìcìiè in nìostauza 
è l'esp li ingioile del diritto i lie imuno i padri di governare 
in comune i comuni interessi delle loro famiglie ; questo 
poten», è il solo del quale non perdiamo le traccie nelle 
grandi epoche degli sconvolgimenti sociali che hanno so- 
spesa ed interrotta l'azione di ogni altro potere civile in 
questa nostra Penisola. 

Pare che i comuni cominciassero ad affermarsi come forma 
politica di governo tra il IX ed il X secolo. 

Diedero loro incremento, dapprima la dominazione impe- 
riale tedesca, dipoi le crociate; non si devono però confon- 
dere i comuni italiani del medio-evo, con i municipi degli 
antichi romani. 

Il Municipio romano, aveva forma aristocratica e non ri- 
conosceva altra forza e potenza se non quella che veniva 
dalla nascita (^ dalla classe sociale; le classi inferiori, co- 
siddette dei servi, non solo venivano gelosamente escluse da 
ogni partecipazione alla vita pubblica, ma erano obbligate a 
vivere nella campagna, separate dai signori ch(» vivevano 
nelle città. 

yoì Comune italiano invece, i signori menavano vita oziosa 
yjcj loro castelli forensi, e le eiUà evawo m mvv,\vo alla massa 



Amministraskme Locale. 351 

ddift popolteione InduslriOBa ohe a pooo' a poco, ed a forza 
M lavoro rinaol ad affinnoarsi dalla prepotente signorìa dei 
léadatori : cori il oomune divenne democratico, tutelò gl'in- 
tef8BBi ed i diritti ddl*intera popolazione e diede agio ad 
ognuno di lavorare al miglioramento della propria coiidi- 
slone e rinvigorire neUa lotta la sua personalità. Fu ai 
tempi del oomune italiano che le industrie ed i commerci 
flogr&ono e vennero esercitati con quella libertà nec(vssaria 
, ad agevolare Tespandersi dell'attività cittadina, la sola e 
vera fonte di ricchezza pubblica. 

- n oomune dei giorni nostri, non ha niente a che faro coi 
comuni del medio evo. Oggi, il comune, considerato come 
parte d^o .Stato, è Teffetto del discentramento dol potere 
e dell'amministrazione di esso e perciò Tesprcssione di una 
. oÌTOOfiorizione territoriale dello Stato in subordinazione al- 
ramministrazione centrale; come ente autonomo ò formato 
- da un complesso di persone aventi domicilio nel mcnlesimo 
luogo, cioè dagh stessi cittadini, i quali avendo comunanza 
di diritti, dUntercssi e di doveri, si sottopongono ad una 
oomune autorità, che è il Consiglio comunale, formato da 
essi medesimi per mezzo delle elezioni, con le persone di 
maggior fiducia. 

n comune ha vita amministrativa sua propria o. cura i 
suoi intercessi tutelando gli interessi ed il benessere di tutti 
i cittadini che lo compongono e con lo sbrigare senza 
troppa perdita di tempo e con poca spesa di denaro, lo pro- 
prie fiskccende. 

L^autonomia amministrativa del comune si esplica in 

tutto ciò che riguarda la vita cittadina locale cioè: Tigiene, 

. la polizia, la beneficenza, la viabilità, TediUzia : ha una 

certa libertà di azione in fatto d'istruzione primaria, cioè 

apertura e chiusura dei corsi, nomina dei maestri, serve- 

■ c^ianza, disciplina, ecc. 

' Provvede ai bisogni della cittadinanza, cioè ai pubblici 
* servizi, coi mezzi che ritrae dai redditi del proprio patrimo- 
nio o dai proventi di tasse, dazi e gab(^lle. Ha pcTciò una 
individualità propria, ed è pei-sona giuridica capace di pos- 
sedere ed amministrare. 

L*amministrazione di questo Ente è formata, cornea è dotto 
più sopra, dagli stessi cittadini, i quali eleggono le persone 
ohe devono formare il Consiglio comviusAfò. 



f'Capiiolo JF, 



Il Consiglio è il kiipreino organo df»liberativo dei CMiniuius 
ed a lui spetta la sorvegliaTiza su tutta Ir* isti turioni di be- 
neflcénsa, nomina la Giunta (1) h.1 in f<*rti casi anclie il 
SiTHlaco : esamina ì bilaiii'i, rìve^le e siabiliscp le liste elet- 
torali ; at^qutsta ed ali* Mia, pi-omuove azioni ** ti-aiisige ; e- 
luaiia i rei;olami?riti necessari per Tigiene, Tedilima, la ]>o- 
tizia e per Tu so dei befii del e^^niuné e jiroTVOdo alla 
istituzione di servìzi pubblici; delibera le variazioni ai bi- 
lanci, i dazi e le imposte. 

Il Consìglio comunale è presieilulo dal Sindaco,- il quale 
h anobe capo del comune wl in ini ai persoiritìca tutta Tal- 
iivitù dell'ente, ^ 



(I) Art. US della lefEge eomnnale e provincìalo. 
La Giunta municipale mppresenta II Coiisjgijù comunale 
iielFintervnllo delle sue riunioni, ed interviene nelle fun^sloni 
^aleucu. Es^a vegila al regolare andnmcEito dei servizi m uni- 
ci pai if manteueado l'erme le deltberadord del Consiglici. 
Art. 117. — ApiiaHieue alla Giuntar 

1° Fissare iJ giorno per Fh per tura delle sessioni ordinarie 
e per le convocazioni straordinarie del €onsljc;llo 't 

2.^ Di nominure e licenziare, sulla proposta del SìndaoO) i 
servienti del Connine ■ 

3.^ Di deliberare intorno all'erogasslone delle somme slan- 
ciate in bilancio per le spese impreviste ed allo storno da un 
iirtieolo all'altro nella stessa categorìa; 

4.^ Dì concbiiadere le locazioni e conduzioni, i contraili 
obbligatori per legge, e deliberati in massima dai consiglio ; 

5.° Di preparare i ruoli delie tasse e degli oneri comunali, 
sì generali che speciali ; 

6.0 Di formare il progetto dei bilanci ; 

7° Di proporre i regolamenti da sottoporsi alle delibera- 
zioni del Consiglio; 

8° Di provvedere alla regolare formazione delle liste elet- 
torali ; 

9.° Di partecipare alle operazioni della leva determinale 
dalle leggi; 

10° Di dichiarare i prezzi delle vetture di piazza, delle 
barche e degli altri veicoli di servizio pubblico permanente 
interno ; 

11.0 Di dichiarare i prezzi delle prestazioni di opera dei 
servitori di piazza, facchini e simili, quando non vi sia una 
particolare convenzione; 

72." Di promuovere le azioni possessive. 



Amministrfuione Locale. Xh) 



Nei comuni capiluogo di provincia o di circondario o\)- 
pure con popolaziono sup(»rioro ai 10,000 abitanti, il Sindaco 
è eletto dal Consiglio comunale, n(ìl proprio sono : no^li 
altri comuni, la nomina ò fatta dal Re, il quale deve \)vvn 
scegliere la persona Tra i chiamati dalla cittadinanza a com- 
porre il Consiglio Comunale. 

Prima di prendere possesso deirufflcio, il Sindaco, dovo. 
prestare giuram(Mito. 

Le attribuzioni del Sindaco sono amministrativo e gover- 
native, cioò com(^ capo deiram minisi razione^ comunale, o 
come ufficiale del governo. 

Come capo doì comuiK», rappresenta Tenie, (Ij\ esecuzione 
a tutte le deliberazioni del Consiglio <» della (Giunta facendo 
osservare i regolamenti, mantenendo la disciplina ne«;li uf- 
fici e stipula i contratti deliberali dal Consiglio e dalla 
Giunta (1) ; come ufficiale del Governo, rappresenta Tnl- 



(l) Art. 131 della legge comunale e provinciale (testo unico) 
approvato col H. Decreto 10 febbrajo 1889, n. 5921, serie :\\ 
li Sindaco, quale capo dell'aniniinistrazione comunale : 
1. — Spedisce gli avvisi per la convocazione dei Consiglio 
e lo presiede; 

, 2. — Convoca e presiede la Giunta municipale; distri- 
buisco gli affari su cui la giunta deve deliberare tra i nienibri 
della medesima; veglia alla spedizione delle pratiche ufiidate 
a ciascun assessore e ne firma i provvedimenti anclie per 
mezzo di altro degli assessori da esso delegato; 

3. — Propone le materie da trattarsi nelle adunanze del 
Consiglio e della Giunta ; 

4. — Eseguisce tutte le deliberazioni del Consiglio, tanto 
rispetto al bilancio, quanto ad altri oggetti, e quelle della 
Giunta e firma gli atti relativi agl'interessi del Comune ; 

5. — Stipula i contratti deliberati dal Consiglio comunale 
e dalla Giunta; 

6. ~ Provvede alla osservanza dei regolamenti; 

7. — Attende alle operazioni censuarie secondo il disposto 
delle leggi; 

8. — Rilascia attestati di notorietà pubblica, stati di fami- 
glia, certificati di povertà; compie gli altri atti consimili attri- 
buiti all'amministrazione comunale, e non riservati esclusiva- 
mente alla Giunta ; 

9. — Rappresenta il comune in giudizio, èia attore o con- 
venuto, e fa gli atti conservatori del dvrvUv deV CLavccoocv^tN 

Taddri. '^ 



$H ^^^^f Capitolo ir 



timo gl'ade della gerarebia territoriale, (poiché il Sindaetì È 
subordinato al Prefetto e quindi al Ministero deiriuterrioì 
ed il nt^.'zzn pìii imniedialo con cui razione gOTeniatìYa di- 
veniSL locale : per mozzci del Sindaco, Tautorità centrale sì 
diffonde in tutto il t4?rritorio, facendolo concorrere alla pub- 
blitiazionc dolle leggi, degli ordini o ilei manifesti governa- 
ti?! elle def^ono esseri^ afl^i^^i neirAlbo Prclnrio, E' ufficiale 
di pubblica sicurezza, quando manchi nel csuiuno un nftl- 
cio governatilo dì pubblica (Sicurezza ; ed è uffici ale dì 
Stato civile, cioè cotnple la grande ed importante funzione 
di celebrare i rrmtriaioni ; riceve le dieliiarazioni di nascita 
e di morte e ne tiene ì relativi registri (]), 

Ogni comune deve, di regola avere un ufllcio ed un ar- 
cbìrio. Gli uffici eoinunali hanno uri 'organi 35 zazione tutta 
propria e gli impiegati, ai quali si applica in generalo la 
ruedeaima teoria clic regola i rapporti fra gf impiegati e lo 
StatOj dipendo[jo gerarchicamente dal SegrefaHo, 



10. — Sovraìntende a tutti gii uffld e isiìtutì doinutiali ; P 
11- — Può sospendere tulU gli Einpjegntì e siìlBrìnti del 
comune, riferendone alla Giunto ^d al Consiglio nella prima 
adunanzat secondo le rispettive competenze di nomina; 

12. — Assiste agli Incaiitl occorrssnti nell'Interesse del Co- 
mune. 
(1) Ari, 1^2 deUa legge succitata. 

Quale ufJìclale del governo è incaricato sotto la clìredone 
delle uutorìlù superiori : 

1. — Della pubblicazione delle leggi, degli ordini e dei ma- 
nifesti governativi; 

2. — Di tenere i registri dello Stato civile a norma delle 
leggi; 

3. — Di provvedere agli alti che nell'interesse della pub- 
blica sicurezza e della igiene pubblicagli sono attribuiti o com- 
messi in virtù delle leggi e dei regolamenti; 

4. — D'invigilare a tutto ciò che possa interessare l'ordine 
pubblico ; 

5. — Di provvedere alla regolare tenuta del registro di po- 
polazione. 

6. — D'informare le autorità superiori di qualunque evento 
interessante l'ordine pubblico ; 

7. — Ed in generale di compiere gli atti che gli sono dalle 
Je^^i aTfìdati. 

/ consiglieri comunali che suvro^^ano U Svudaco, saranno essi 
pure riguardati quali uffìciàlV de\ Govexwo. 



Amministrazione Locale. 355 



Il Segretario comunale è una istituzione, poicliò (»rso ò 
imposto ai comuni dalla legj^o, la quale fa gravani sopra di 
lui la responsabilità di qualsivoglia incombenza affidata agli 
ufflci comunali. Specialmente nei comuni rurali, il S(»gr(v 
tario comunale è il vero esecutore delle nostre leggi, poi- 
ché deve mettersi in grado di illuminare il Consiglio sul 
modo di eseguirle per evitare provvedimenti illegali o clie 
non rientrino nelle competenze dei Consigli. Nessuna legge, 
nessuna circolare, nessun servizio deve sfuggirci air atten- 
zione del Segretario comunale, che deve provvedere non solo 
a quanto riguarda Tamministrazione del Comune, ma anclu» 
a svariati servizi governativi, com(i per la riscossione delle 
imposte, per la leva, per la lista dei giurati, per Io Stato 
civile, per le strade, per le liste politiclie, per l'istruzione 
elementare e per le numerosissime statistiche cliif^ste pcM'io- 
camente e straordinariamente dai vari ministeri. 

Per poter ricuoprire Tufflcio di Segretario comunale, è 
necessario aver conseguita la relativa patente (1) ; (essere 
maggiore di età, non essere mai stato condannato per reati 
contemplati dall'art. 30 della legge (2) ; avere conseguito la 
licenza ginnasiale o quella di scuola tecnica. 

II Ministero dell'Interno, con Istruzioni del P marzo 1897 
ha cercato di disciplinare l'ordinamento degli Archivi comu- 
nali. Con queste istruzioni, pur lasciando libert{\ di aggiun- 
gere quciUe classi e categorie che la trattazione di nuovi af- 
fari venissero a rendere necessaiie e non trovassero sede 
opportuna, neppure per analogia, in quelle stabilite, si or- 



(1) Art. 32 del regolamento 10 giugno 1889. 

Gli art. dal 33 al 37 di questo regolamento determinano le 
attribuzioni del Segretario comunale. 

(2) Art. 30 della legge comunale e provinciale. 

/) I condannati per reati di associazione di malfattori, 
di furto, di ricettazione dolosa di oggetti furtivi, truffa, appro- 
priazione indebita, abusi di fiducia e frodi di ogni altra spe- 
cie e sotto qualunque titolo del codice penale, per qualunque 
specie di falso, falsa testimonianza o calunnia, per eccita- 
mento all'odio fra le varie classi sociali, nonché per reati con- 
tro il buon costume, salvi i casi di riabilitazione a terirtltvv <Av 
legge. 



35tì 



Capitolo IV. 



dina tassa monte il titolario dieliiaraadoio Bostaiizìml- 
mente ìbyìu &ili* e si prescrive il moda dì registraziorw 
, (protocollo ck,.. iì^teina anali lieo) e tenuta dellt> carte: quo 
jìt& libertà di azione, per quanto limitata mprmde ib ne 
ceasità locali impossibili a comprendersi, per quanio prove 
dibiii, in un provvedimento generale. 



Circolare MìnìÉterìalù i° marzo 1897, n. 17100-a^ 



di questo Ministero e 
gli uitìcì comunali, as^ 
te le (latti vo condizioni 
opera stosM degli ispet- 
?dita come ocoorrerebbe, 
odo nella tennta e eon- 
>n è Lieve difetto, sul 
, poiché oltre al disagio 
no, ad amrnìnislratori ed 
oltre agli inconvenienti 



Dalle ispezior' '^'^ " -"----^^ 
delle Prefettur*. 
iai sposso sono 
deg^U Archivi |i 
tori non pnò j 

La niancanKi 
servaziono deln^ 1 
quale si possa trai 
e aUe perdite di tem^ 
impiegati, per le diflcni oeerciie. 
che possono nascere dal non aver presenti, per difettosa 
L'iassitìeazione nella trattazione di nn aifare, tutti ì docu" 
menti die vi si riferiscono, noii di rado avviene che il non 
poter trovare at«mpoopportano un atto^ pure di non grande 
importanza in se stesso, porta a grave lesione degli inte- 
ressi e dei diritti comunali* 

li Miiiiótcìu, pei lauto, e vciiutu nella determiiiazloiie di 
stabilire norme semplici e precise, per la tenuta degli Ar- 
chivi comunali, le quali, senza difficoltà possano attuarsi 
dai piccoli e dai grandi Comuni, e tali norme, corredate 
anche dai moduli relativi, comunica con la presente ai 
signori Prefetti, perchè alla loro volta ne facciano dirama- 
zione ai dipendenti Comuni e ne curino Pattuazione entro 
un congruo termine, che starà a lor prudente consiglio di 
determinare, onde le Amministrazioni comunali abbiano 
tempo di predisporre il lavoro accorrente. 

Per ora sono pregati di segnare ricevuta della presente ; 
iu seguito segnaleranno di mano in mano i comuni che 
avranno ordinato gli Archivi secondo le istruzioni mini- 
.storiali. 

.4 questa Circolare fanno seg\i\k> le vela.tvve istruzioni. 



Amministrazione Locale. 357 



ISTRUZIONI iier la tenuta del protocollo e deirarohivio per 
gli uffici comunali. 

Istruzioni ministeriali. 

Art. 1. — Ogni allo che perviene all'ufficio o ne parte deve 
essere assegnato a una categoria di archivio e registrato nel 
protocollo. 

Art. 2. — Gli atti sono classificati come dalla annessa tabella 
(Mod. A) per categorie; le categorie si dividono in classi, le 
classi in fascicoli. 

Le categorie degli altisono quindici; non si può diminuirne 
il numero, né variarne la materia. 

Si potranno aggiungere nuove categorie quando occorressero 
necessità nuove, e gli affari relativi non trovassero sede op- 
portuna nelle prime quindici, neppure per analogia. 

Art. 3 — Le categorie vanno suddivise in classi, tenendo per 
norma quelle indicate nella tabella (Mod. A); il numero delle 
classi potrà essere quindi maggiore o minore, secondo la quan- 
tità presumibile degli affari di ciascuna categoria. 

Art. 4. — Il registro- protocollo, conforme al modulo /i, si 
apre al 1** gennajo e si chiude in fine d'anno. 

Art. 5. — È regola da osservarsi costantemente nella corri- 
spondenza, quella di trattare con una lettera, di un affare solo, 
e mai di affari diversi, per non dar luogo a confusione. 

Art. 6. — La protocollazione si esegue registrando, con nu- 
mero progressivo, tutte le carte, le memorie, i provvedimenti, 
anche di iniziativa dell'ufficio. 

La registrazione comprende le notizie richieste dalle intesta- 
zioni nelle singole colonne del protocollo. 

Sopra ogni atto registrato, accanto alla data di arrivo, si tra- 
scrive il numero della registrazione. 

Art. 7. — Sopravvenendo nuove carte, relative ad un affare 
od argomento già registrato, il numero viene, nel protocollo, 
all'atto della registrazione, coordinato al precedente con op- 
portuno richiamo. 

Art. 8. — Se l'atto da protocollarsi è una mozione d'ufficio, 
nella colonna del protocollo indicante la provenienza dell'atto 
si scrive: éC ufficio. 

Art 9. — Tutti gli affari che figurano nel protocollo devono 
essere riportali nell'indice alfabetico, conforme al modulo C, 
con le indicazioni proprie ad accertarne la sede. 

Art. 10. — L'indice alfabetico si rinnova ogni anno come il 
protocollo. 

Art. 11. — Per ogni affare si forma un fascicolo, riunendo in 
ordine di data e di numero i dati ivc^nwVy ^ \^ vcCvccvaXss; <Kx 



358 ^^^^B Capitùlo /r.J 



c[uelii sp&dKi» le memorie t gli studi che al medeiicao eì rif€- 
Tìactmo* 

Ne^^li affari di personale, df quelli cioè nei quali è conside- 
rata principalmente la persona, si forma per ogni persona uu 
fascicolo. 

Art. 12. — Ogni fflKcicolo ha ona coperta di carta forte con- 
forme al modula D, ed lia, oltfe rindlciizlone della categoria e 
delia classe, un numero d'ordine che fìssa la sua posizione in 
arclilvlo, 

ArL 13. — I numeri di |^>ro toc olio dati alle carte esìstenti nel 
fascicolo sono riportali sulla copertina. 

Art. 14. — Il nnmero d'ordine dei fascicoli è dato dairelenco 
conforme al modulo E^ 

Qne&to elenco si va formando per ogni classe di uCTarì della 
s lessa categorìa r via vìa che se pe apre un fascicolo. 

Se Tatto è il primo di un affare^ ai forma con esso un Tascl- 
colo nuovo; se ebbe precedenti si untsce al fascicolo che lì 
contiene^ 

La coUocaj»;ione degli alti nei fa^cieoll deve farsi in modo 
che l'atto di data più recente &ì v^gn per il primo. 

Art. 15. — Gli alti personali, iiccennatl all'art. 11, quando &ì 
riferiscono a più persone e non possono essere divisi, saranno 
richiamali con apposita annoladone nei fascìcoli dei singoli 
ìndivldnì, formando, per coloro che già non li avessero, al- 
trettanti fascicoli individuali. 

Il foglio di ricliiamo sarà unico per ogni fascicolo, e vi si 
annoteranno, uno dopo l'altro, tutti i richiami occorrenti. 

Sarà collocato al primo posto, nel fascicolo stesso in modo 
che si possa, a prima vista, sapere con quali altri fascicoli ab- 
bia relazione. 

Art. IC. — Se un affare si collega ad altro, i fascicoli non de- 
vono riunirsi, ma devesi far constare del reciproco riferi- 
mento nel foglio di richiamo. 

Art. 17. — Ogni ufficio comunale deve tenere due distinti ar- 
chivi : uno corrente per gli affari iniziali e non compiuti; l'al- 
tro di deposito per quelli sui quali siasi definitivamente prov- 
veduto. 

Art. 18. — L'archivio corrente e quello di deposito^ sono for- 
mati di tanti compartimenli e tante caselle, quante ne abbiso- 
gnano per collocarvi, con ordine, per categoria o per classe, i 
rascicoli degli atti. 

Art. 19. — Nel gennaio di ciascun anno, si levano dall'ar- 
chivio corrente i fascicoli degliatti compiuti e si collocano 
nell'archivio di deposito. 

Art. 20. — Nessun fascicolo, nessun atto può uscire dagli ar- 
chivi, se non per richiesta fattane da chi ne abbia la facoltà. 
Art. 21. — Il foglio di richiesla occuperà il posto del fasci- 



J-r .'. ' . AmminUtratUme Locale. 359 



dell'atto eoQunieato, sino a che non siano restituiti. 

•Art fl2L -• Ogni quindici giorni rarchivltta presenterà al capo 
iirttflleloy per 1 suol proTredlmenti, un elenco degli atti la cui 
tmttuiene risulti arretrata. 

'Art SI. ^ Gli atti d'interesse patrimoniale, ossia i titoli com- 

Srorantl la proprietà del. beni comunali , i diritti di credito, 
Ipoteca, eoe. ecc., del Comune e le carte che contengono in- 
Ibrmaslonl riservate sulle persone, devono essere conservali 
In un armadio chiuso, o almeno in una busta chiusa, sotto la 
Tsaponsabllltà personale del segretario. 

Modulo A. 
Repertorio d'archivio. 

Categoria 1* — Amministr<izione. 

' Glasse 1* — Ufficio comunale. 
^ , 2» — Archivio. 
* , 8* — Economato. 
, A* — Elezioni amministrative - Liste - Riparto consi- 
glieri per firasioni. 
, 5» — Sindaco - Assessori - Consiglieri. 
, 6» — Impiegati - Inservienti - Personale avventizio, ecc. 
p 7* — I.iOcali per gli uffici, 
p 8^ — Sessioni ordinarie e straordinarie del Consiglio 

- Deliberazioni. 
, 9* — Cause - Liti - Conflitti riguardanti l'Amministra- 
zione comunale. 
, 10* — Andamento dei servizi amministrativi. 
, 11» — Inchieste. 
, 12* ~ Istituti diversi amministrati dal Comune. 

Categoria 2» — Opere Pie e beneficenza. 

Classe 1* — Congregazione di carità - Opere Pie • Monti fru- 
mentari - Monti pietà. 

, 2» — Ospizi - Ricoveri di mendicità - Indigenti e ina- 
bili al lavoro. 

, * 3* — Brefotrofi - Orfanotrofi - Esposti — Baliatici. 

, 4* — Società operaie e di mutuo soccorso - Sussidi. 

y, 5* — Lotterie - Tombole • Fiere di beneficenza, ecc. 

Categoria 3* — Polizia urbana e rurale. 

Glasse 1* — Personale - Guardie municipali - Guardie campe- 
stri - Facchini, ecc. 
, 2* — Servizi - Regolamenti. 



^^ 6HP ^^p^ff^^^ ^T' 




CAf EGORTA. 4* — Saniià ed igiene. 

Classtì l - Ufficio sanitario — Personale, 

^ 2 - Servizio siiciitario- 

^ 'i - Epidemie - Maialile contagiose - Epfzoocie. 

, 4- '- Satiìtà maritLìnia - LazxaretU. 

^ 5" -- Igiene pubblica - Rf^golaniÉnli - Macello. 

^ 6' -- Polizia morluaria - Cimiteri, ccc 

Categoria ^^ - Fitìant^. 

Classe 1' — Proprietà conìiinalj • Invenlart dei beni iTiobili e 
Ini mobili — Debili e crediti. 
^ 2* — 1 abiiità spedali * Verlflche 

3* — Imposti 'ita - Itegolamenll, turilTe e 

ruoli rt,, 
i* - DokL 
, 5* — Gataslo. 
6* — Privative 
7* — Mutui. 
8* — Erodila, 
il* — Servi do di t lorlL lesorerìa. 

CATS(iOniA li' — Goiferno. 

Glasse 1" — Leggi e decreti - Gazzetta Ufficiale - Calendario 
generale dello Stato - Fogli degli annaiitif legali 
- Circolari, 

, 2* — Eleaìooi poliliclie - iJste. J 

„ 3* — Feste nazionali - Commemorazioni, ecc. 

„ 4" — Azioni di valore civile. 

„ 5* — Concessioni governative. 

Categoria 7' — Grazia, giustizia e cullo. 

Classe 1" — Circoscrizione giudiziaria - Pretura - Tribunale - 
Corte di assise. 
2* — Giurati. 
„ 3* — Carceri mandamentali. 
„ 4* — Conciliatore - Vice conciliatore - Ufficio. 
„ 5* — Archivio notarile. 
G" - Culto. 

Categoria 8* — Leva e truppe. 

Classe 1* — Leva di terra e di mare. 
2* — Servizi militari. 
3* — Tiro a segno. 
„ 4" — Caserme militari. 




'.; ^ Amministraxione Locale, 361 

jCAmaoHU 9^ — hiruzione pubblica, 
1* ^ Antotità seolastlehe — Insegnanti. 
., r — Asili d'infiuuia e scuole elementari — Monte pen- 

■lonL 
. 8^ — Educatoli comunalL 
\ 4» — Ginnasi - Convitti. 

6^ — Ueel. 
. . 0* — Scuole tecniche. 
, > — Università. 

, ^ — Istituti scientifici • Biblioteche - Gallerie - Mu- 
^ sei, ecc. 

-<U.TBeOBU 10.* — Lavori pubbUei - Poste - Telegrafi - Telefoni. 

1* — Strade - Piazze - Costruzione e manutenzione. 

r — Ponti. 

fl^ — Illuminazione. 

4* — Acque e fontane pubbliche. 

5* — Consorzi stradali e idraulici. 

0^ — Espropriazioni per causa di utilità pubblica. 

7* — Poste - Telegrafi - Telefoni. 

8^ — Ferrovie. 

9^ — Ufficio tecnico. 
10^ — Restauro e manuteuzione edifici. 
Il» — PorU - Contribuenti. 

Catbqoria 11^ — Agricoltura - Industria e Commercio. 

Classe 1* — Agricoltura - Caccia - Pesca - Pastorizia - Bachi- 
coltura - Malattie delle piante, 
a 2^ — Industria. 
, 3* — Commercio, 
p 4* — Fiere e mercati. 
, 5* — Pesi e misure. 

Categoria 12* — Stato civile - Censimento - Statistica^ 
Classe 1» — Stato civile. 
. 2^ — Censimento. 
. , 3* — StaUsUca. 

Categoria 13* — Esteri 
Classe 1* — Comunicazioni con l'estero. 
, 2* — Emigrati. 
, 3» — Emigranti. 

Categoria 14* — Oggetti diversi. 
Classe unica — In questa categoria sono classificati tutti gli 
aflìsri che non troverebbero posto nelle categorie precedenti 
e nella 15*. 



3t^ ^^^^f Capitolo IV. 




Categoria 15* — Sicurezia pubblica. 

C Lussi fi 1' Pubblica in co Ut ti) {là, 

, %' Polveri e materie esplodenti. 

, S^ « Tea tri e trallenLmieTiU pubblici. 

^ 4' — Sset-cìd pubblici. 

„ 5'' -." ieiopcfi e di sordi iiL 
6' — iiIendicUà. 

^ 7' — iPre^iudìcatl, ammoDili , sorvegliali , domicili ali 
coalti - Espulsi daireslero - Reduci dalle case 
di pena - Oziosi, vnjfoboQdi - In forma «lo ni e 
provvedimenti. 

^ 8^ -^ à ^aordl" ai-i e affari vari inlereK- 

9^ — ; spe^ i delle guardie di citLù e 

10*^ — Trasporle itecattl al manico mio. 

ir — Inceudl I pieri. 

Non (^rodiamo infliie iiiopportyiio riprodurrei modelli mi- 
liisteriali, annessi aile proseliti istru^ioni^ sia per agevolare 
al nostro lettore, il oonfroiito con quelli ohe riporiiaruo nt4 
eorso ili questo lavoro, sia pertìhò, i n osi ri suggf rìmniti r 
le TiosttN* i>»''»po^if'. ;ili1*i.>ìiM-i iiM iHn ffirflji o proTihs rmitrodo, 
ciò che indubbiamente si ottiene, con l'avere sott' occhio, 
riuniti in un solo trattato, i diversi sistemi, per quanto, tra 
essi, siavi grande analogia ed identità di scopo. 

Diamo adunque i modelli ministeriali. 




V* AmnUtHsirtukMìe Locale, 353 

Il < ■ ■:■! ■ ■ . . 



Modulo 



MODULI MINISTERIALI 



Comune di , 



PROTOCOLLO 18 



CtjpUoto IV, 















DATA 


* 


mjA 


u^P 




Ot 






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PROVE^ 
















(iGUn 


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K(slra»l&a4' 


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13 


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ARCHITIO 

REGISTRO ALFABETICO 



HifTE, PERaOìJA 
oÙ. 

1 




rlJ 
3 


PO&IKIONB DJ ARCHIVIO 


ria 
4 


fi 


fidila 






• 


1 







Amministrazione Locale. 



307 
Modulo I». 



COPERTINA DEI FASCICOLI 

COMUNE (li 



OGGETTO 



Anno 18.. 



Categoria .... Glasse .... Fascicolo N. 








CAETK K DOCUMENTI COMPONKNTI IL l'ASClCOLO 


DATA 
e Numero 


Data DATA 
e Numero o Numero 


DATA 
e Numero 


DATA 
e Numero 


DA'I'A 
e Numero 



























Mùatttamj, 



JMUNE di 



ARCHIVIO 

Categorìa Glaase 



^r T-'%.tr'r\ r^trT r* 4 



EI ^VSCICOLI 



SS 

a'2 

a fi 



^:^yOTAZlOJfl 



Amministrazione Locale. 'MVJ 



Abbiamo detto più sopra elio oj^ni Cohiuim' «lev*», di i(- 
gola, avere un ufficio e un arcliivio. A (jncsta roìiohx r con- 
cessa legale eccezione dairart. 12 (lolla lotico coimiiiMlc «' 
provinciale. Con quell'ali icolo ai c()ns«Mit<> a ]»iii Coimmi «li 
un medesimo circondario o coiiltM-inini, con rapprovn/ionc 
del Prefetto, di tenere un solo ulIUrio (mI un solo aichivio «' 
por conseguenza di valersi (h^ll'opora di un solo Srijn-tn rio. 
Per eliminare inconvenienti cIk' jìossono deriva n» <h\ iin'- 
si>erienza, e per facilitare, in (piosti casi, l'opera del Se- 
gretario comunale, nel reji:()lani<Mito 10 ^in^nio 1SS<>. si pie- 
scrive chei registri e tutl(» le carte di s])e(taMza di cìmsciih 
Comune, debbano sempre; esser tenute distinte in niin.Mdi 
separati; come pure clie, ojijni Connine, devt^ avere un Albo 
Pretorio suo proprio per le pubblicazicmi j)n\sentte dalle 
leggi (1). 

Con quieta eccezione s'intese di aj^ovolare i piccoli Co- 
muni, scarsi di risorse e cln» sarebbero stati «zravati di 
spese sproi)orzioiiate, qualora da soli avessero dovuto j)rov- 
vedere ai bisogni di un uHìcio r» di un archivio «lecorosa- 
niente collocato e conv(»niontoniont(» (rustodito. 



(1> Art. 31 del Regolamento 10 giugno 1880. 

La facoltà accordata ui comuni dal ^ 3 art. 12 della Icg^e si 
estende anche al locale della segreterìa, purché vi sì tengano 
sempre distinti i registri e le carte di spettanza di ciascun 
comune. 

Però in ogni sala delle adunanze comunali od in altra con- 
tigua vi saranno armadi, separati per ogni comune, muniti di 
serratura e di chiave, pel deposito delle carte. 

Questa chiave rimarrà presso il segretario, il quale dovrà te- 
nere il registro delle carte e ne avrà la responsabilità. 

Non si potranno estrarre carte dall'archivio, né esportarle 
dall'ufficio comunale senza l'ordine in iscrìtto del sindaco o 
della giunta al segretario, il quale restituirà l'ordine quando 
le carte gli vengano ritornate. 

In ciascuno dei comuni riuniti in consorzio sarà un albo 
pretorio per le pubblicazioni che la legge prescrive. 



Taddei. '1\ 



d 



CAPITOLO V, 

istmtìfi. 



Formazi^ 



Bnto degli archivi 
.tìvL 



Lp «urìtliirf i» 1^ pnvato t^h*' si óUm-v- 

scoilo a, trath o relaziorm ili fatti avve- 

nuti ù vìw ^>rTuin- 1^* i..r. i.^.o . j.rppa raziono a «'arto <liplo- 
niatidie o nota ri li, sono tì{?ci(m6nti, nel più iato soriao df4k 
l)an>In* in quaolo elio B-(nìO tosiìnionianze o affi dio hanno 
S('ni[ij n tìfi'VrjiiD aìI*anuioijÌ3tra7Joni?(1). 

(^u(»sti atti sono il punto di partenza per la formazione 
(loirarchivio: una serie di atti, costituisce il fascicolo; più 
fascicoli, formano una sottoclasso; molte sottoclassi, una 
classo e più classi, un titolo: un titolo può, anche da solo, 
costituire un piccolo archivio; ma T archivio, come s'intende 
e si vuole, è composto di più titoli: ed alla medesima guisa 



(1) Nei testi niediocvali si trova di frequente la locuzione 
Ada et scripturae, che comprende ogni più larj^a categorìa di 
(locutnenti, cioè non tanto i diplomi e le carte nolarìli, quanto 
le altre scritture archiviali, non diplomatiche, clie riferisconsl 
i\ materie personali, nmministrative, j^iudiziali etc. Ma i moderni 
(tiploniatisli tedeschi fanno una più particolare distinzione fra 
<fli Ada et scriplurae e i Documenti. Tirando a più stretto signi- 
lìcalo il vocaholo Allo, e facendone un contrapposto a Docu- 
mento, designano con quello esclusivamente le scritture che 
servono di preparazione o di corredo ai documenti veri e pro- 
pri, lììa non ne hanno pienamente le forme e il carattere. — Paoli 
Cesare. Programma storìco dì Pa\eoSTW^\a \«i\\tv«». <i VNv^^lomalica. 



Archivi AmminUtrativi, 371 

obe Inatto o il documento, oioè il fatto presento, ò il punto 
di partenza per la formazione dell'archivio, il fatto passato 
è il punto di arrivo. 

Tra il punto di partenza e quello di arrivo bisogna osrv 
goire una lunga serie di operazioni e di ragionamtMiti, s(^ar- 
iando e correggendo ove Taffaccendato movinionto <1('<>;li aP- 
fiurì abbia prodotto degli spostamenti, e passare travfMso i 
tre periodi dell^esistenza degli archivi, periodi che sono tas- 
flatìvamente stabiliti dall*epoca. 

L^eflistenza di questa istituzione eminentemente umana, 
e ohe rÌEq[>eochia alla perfezione la vita dell'uomo in quanto 
è parte di una societÀ costituita e in rapporto con essa, su- 
bliice le medesime sorti del corpo umano. Si forma a po(*o 
a pooOy cresce, sviluppa e muore; viene passato al df^posilo, 
quindi al cimitero. Ma di essa può dirsi olio (fopo tnorfn è 
più viva di prima, poiché scopo appunto della sua esistenza 
ò quello di raggiungere la méta andando a riunirsi, dopo un 
lungo periodo di anni, agli antenati che già riposano, alfa- 
tioando le menti degli eruditi, nei pn^ziosi loculi sacri allo 
memorie storiche e scientifiche del paese. 

Qdando l'archivio custodisce le carte del tempo pr(\s('nt(», 
' oioò gli affari in corso di trattazione, si trova noUa pion(r///a 
di sua vitalità e perciò si chiama archivio vivo o corrente; 
quando custodisce quelle degli afTari esauriti, ma di epo(;a 
teoente, prende il nome di archivio di deposito; quando 
poi, fi^ atti hanno cessato d'interessare Tamministrazionf» e, 
per la loro età, appartengono all' elemento storico, passano 
sotto la giurisdizione del Ministero dell'Interno ed entrano 
a fltf parte degli Archivi storici o di Stato o Archivio Ge- 
nerale del Regno. 

. Il legame esistente fra gli archivi vivi e morti (1) ò cosi 
stretto che gli uni non devono mai perder di vista lo scopo 
preciso di loro esistenza, vale a dire, quello di preparare 
con armonica struttura l'edificio storico del loro tempo, in 
modo da rendersi utili il più prontamente possibile e senza 
bisogno di cambiarne l'ordinamento e rinnovarne i roj;('sti. 



(1) Gli archivi correnti e quelli di deposito, dipendono dal- 
l'Amministrazione per la quale custodiscono gli atti, mentre gli 
arehivl storici ti separano completamente da essi, perchè alla 
dipendenza del Ministero dcUlnterno. 



372 ^^^4 Capitolo 



Locali 

Pi-inia cura di cMiii cht^ si occupa della formaziùne od 
oitiinameiito di un archivio^ deve essere la scelta e la pre- 
jjamxioutì (ìel locali). Chi ha l'iti carico di t!iisloLlifL> ilocu- 
iB(*ìiti t comincia col preoccuparsi dell 'ad alt amento del luogo 
ove le carte deiroiio essere collotmtts rion avi^ che du. lo- 
darsi dtìiropera sua, se saprÉi iitdiriz?.arla al IIiìh giusto tì 
precipuo, (ùoè a rerulere tìicm:a 1e mistodia. delle serìtture, 
comodo il laToro e proiite le ricerohf?. 

Locali idtmli si 4 — -■ ""'—.re, ma otieii«jre giammai, 
perchè ^ìi archivi i [Iptouo risiedere negU ttf- 

lìcì ai quali gery onu ttu ^wji più possibile, in comuni- 

cazioiie diretta coi ^^ e deriva tihe, il pio dello 

volte j vengono stali le a luti ' ali ro uso dovrei^ 

bero servire. Ad og^ o gU ambicMiti aono grandi 

e sani, cioè bone avn (i, illuminati, caldi e si- 

curi (ciò cho si può oltener«> per qualuuqua 

locale}, può dirsi che oi ualità neccessarie per cu- 

^tiKiire le CEirte: vuoisi ciie siano iOuminall e caldi por evi- 
lare i pericoU delle lampade e del fuoc^; asciutti, perchè lo 
^c] (Iti ire non solTrauo darmi per l'umirfìtà: sicuri, acciò 
iiootìuuo puboa entrarvi senza c'56oro voiìuU), dìI a lai' uopo 
devono avere un solo passaggio praticabile. Quando un lo- 
cale possegga queste principali qualità, può adattarsi ad 
uso d'archivio. Ricordi però Farchivista ch'egli è il solo re- 
sponsabile della custodia dei documenti che interessano il 
l)ubblico, e se, o incendio qualsiasi altra disgrazia acca- 
tiesse, causata da poca preveggenza, egli solo dal pubblico 
<' dalla Amministrazione sarebbe chiamato responsabile. 

I/altezza della scaffalatura, T ampiezza delle caselle, le 
scale portatili, i tavoli, nulla deve trascurare T archivista, 
poiché il materiale mobile ed immobile è uno dei primi 
c()ellìci(Miti al buon risultato del lavoro, quando offra como- 
dità di essere facilmente adoperato; le scale di accesso agii 
scaffali posti sui ballatoi, devono essere munite di solida 
ringhiera ed essere rese sicure per togliere agi' impiegati 
[)reoccupazioni e giusti motivi di resistenza; il lavoro deve 
l)roceder<» sereno, facile e spedito, né devono mancare ai su- 
baltcrni tutte quelle comodità che servono a risparmiare in u- 
//// fatici IP, e ad impedire il m\se\]i^^\o 0C\ vi-àxVv^. vJ».y ^vt^\!<sa 



Archivi Amniinisfrfffirl. :\7'\ 



specie: ed ugual cura dovosi avon» jum- Tonliiìf' (^ h i)uli'/i:i. 
indispensabili in luogo chiuso oyo si raccolj^oiìo e si Ur- 
mano una quantità oonsidorovolc di carli», vho faciliiKMilc 
annidano polvere edaiiiniali ikm-ìvì a loro stesso od airuomo: 
perciò non sarà, supoiHuo elio l'arclìivista si proociMijti iUA\:\ 
materia prima per radattanuMìto od avrvdiunonin do\ suoi 
locali e dia la proferonza al ferro, corno «pK'IIo dn' non ò 
suscettibile d'incendio, ed esi}2:a elio lutto, dui mohili .-il pM- 
vimento, sia ben vernicialo e lustro p(M- modo d-.x iin|M(lirc. 
quanto più ò possibile», la friabilità (1). 

Perchè offrano serio garanzìe di solidità, i IocmIì «Irsiin.-Hi 
ad uso di archivio, devono n])Osar(^ sopra solide volte, e l.» 
pareti devono mostrare con la loro lar^liezza la ('npM<'il:"i «li 
opporre forte resistenza al non indillercnte peso (l<»<^li scnl- 
fali e della onornK» quantità di carta (h'stinata ad esservi 
immessa: per rimpianto di qu<\sti ulliei sono semide d.-i 
preferirsi i piani terreni, con avvertenza p<T() di applicare. 
per precauzione e sicurezza ina<ij;iori, soIid<' interriate all<' 
finestre. Gli ambienti devono aven» proj)orzionata culialnra. 
essere grandi ed in numero snlllcient*^ e proporzionalo alla 
quantità de<:jli atti eln» vi si custodiscono ed al numero (l«'}.li 
impiegati che vi lavorano: o qui è da notare che. da «ai- 
coli approssimativi è risultato come per o^ni 20 mila atti «li 
arrivo occorrono cin'a dieci metri quadrati di i)an'te. |)«mcÌ'') 
è necessario rep;olare ^li spazi in modo die le cart«' possano 
trovarsi comodamente a ])ortata di mano, senza innalzarsi. 
per quanto ò possibilf», al disopra dei primi due metri «lai 
suolo ondo evitare, o rendere minon», l'uso delle scale (2). 



(1) Vedere ni Gap. 7 — Archivi Esteri — ciò che vi è dello dti 
locali delParchivio di Londra. 

(2) Da questo calcolo, sempre approssimativo, si deduce che per 
collocare convenienlenicntc '20 mila atti, occorrono otlo scanali 
divisi in sedici caselle ognuno, ciò che forma circa 50 metri 
lineari di palchetti in 10 metri quadrati di parete. 

È da notare che, quando si dice atto, s'intende una lettera 
ufficiale, una domanda documentata ctc. e che per il calcolo 
fatto non è più da considerarsi come un atto, quella istanza o 
lettera o relazione che venisse accompagnala da molli docu- 
menti, voluminosi o ingombranti. I documenti vohuninosl ali- 
segni, libri, rotoli, gessi, quadri etc.) dovranno essere custoditi 
in stanze apposite o in scaffali speciali con l'ordine più adatto 



:ii*t OftpUolo F, 



al caso, cioè o per ini/iale alfabetica di cognome, o per numero 
(li registrazione o bolletta di spedizione etc. Le stanze e gli ar- 
madi ove si custodiscono i documenti, devono essere costante- 
iiienìc cJiiuse. 



Ti li i} noiiioJì per rordirmmfflito di*gli atti in ^ 

l'ivo, !a d(>i prwedeiiti e Io ara ist amento dM fa^i -^i^/r 

di ritw. no indisperjsabiii nel centro delle stanze: ^«^ 

equa à L dagli scaUkli devoTio Irtwarsì i leggìi coi» /r* 

rubrieb si rif*n1seoiio alle cateto ivi custoilìt^?, ed aticai^^^^ 

ad essi o easom dd piceoll ;i>oijtIl allatti a posarvi ^^' 

l'arte ru .?? e da nibricans noneliè i x^aerlii dei fascitr-o^j 
jier la i^ a follocaziono degli atli e per la rii^erca flei 
prec-eder^.. e alanze pi?r i protocolHati ilevono essere* prov- 
vedati di tl'ali e tavoli di e^pat^ità stiJUeìente per tetier 
divisa la tv isDondeiiaa in arrivo da q nella in acarifo, la 
registrata ù, ^, tutta quanta^ sepamla 

per utlhtl **<r averla sempre pronta <* 

benf* <ÌÌ8p(isl2 ni^ ricerea. L* titlì4ìio di 

^pediaione de ù sta;ixe speciali, ossert* 

pvovvo<:lulo di t ben funzionare» e, gt*i ra- 

pi eguali che vi teiiorsì al corrente deUt^ 

diapoaizìoni de ste circa tutto cin chft in- 

teressa il aei-Viiiiuj ciale a quanto si riferiscw» ^ 

al Cùrjfezioi lamento e aM*t. ijuujsi-i^ua, [lei pie^lii, al servizio 
dei pact^hi od Auiì orari- 

TI criterio deirarchivìsta provvedere a distribuire equa- 
meiiie Fuso delle stanze, ed a procurare che gli ambienti ed 
i mobili siano proporzionati alla entità del lavoro ed all' im- 
portanza doU'archivio che gli viene affidato. Se in questa 
opera di preparazione airordinamento delFarchivio egli riu- 
scirà a tenersi lontano da ogni eccesso ed a non cadere in 
esagerazioni, sia per lo spazio, che per l'arredamento, darà 
prova di ben conoscere l'ufficio che assume, e la giusta mi- 
sura gli farà acquistare la stima dei subalterni, i quali ve- 
dranno in lui il competente che saprà valutare il loro lavoro. 

Formazione del titolario 
e classificazione degli atti. 

Esaminato quale deve essere, nelle sue generalità, lo 



Archivi Amministredit>i, 375 

^peitti ffiat<*rialf? rli un AT^Tio, convitm dam iinn nj^nianlo 
^ DHKÌo <ia srjLniiif* per il guo naturale e lottit?<j ur^Jiiui- 

Si può aviTe csatUi (3ono80enza. di quol chf» 6 un an-liivio 
^^ì in qua! modo è stato ordinato, oBamioaiKlfMif* il fifobtrin 
0, ciìtrit* si dìc4*va arj ticamentfjj let pianfn, ìinm\ nihinquc, 
«Jtiroitlifiaineiito iti quaMaai archivio o batM» foiiiJnmriil.al*', 
rfpT'esseiT la ripartitone delle materie prr i4ni|i|ii mw^'^nw'i : 
Ognuno di queiti grappi, ohe chiaritasi tiioiOt dm-*- ni|ipr<'. 
sentare il soggetto, doè la materia priiitupaifi *\A hvvx'i/ào, 
qa^Ra, fìaila quale prendono nome gU ullli*i (UìvikÌehiÌ o Sc- 
mnìì): la ripartìzione degli atti oìif* ajiimrli'utstJMu jmI mii 
ttkilo devo larsi par clasH e mttocla,^H, Hc^nt'iidti r^rdinc 
naturale delle cose, cioè procedendt» {ut \^i'm\ì ad-i wr^i^ini- 
ncmi' ij,4 ^'f^iiere dalla apede, dorila aikkiìi' liairim lividi io. 

« Ujl riiì'iuvio bene ordinato, dev<^ fHIVivot ndlit di*ifi il ul- 
ulone dei documentij rimuiaRÌne i^etiTiore Mia. k^jiiHuiji 
organit!a dello Stato (o dell' Ufiìcin pnl qualtì luiHlodist^^' le 
eortc), l'^ifiif^ il bmvo arohitotto fa iiidnviiian* iirlla fin/vinlM 
la cliv.ii!i;i -[ime e la struttura iulciTia Mi^^iììMm {)£} *. 
Per raggiungere e amoinanji *|uaiilo pili ò poHf^ìhilp ;i(i 

r una perfetta ripartizione degli atti, mnvìi'u jir \n-i* in 

esame crìtioo le materie t\ gli affari dei quali dcvonKÌ cnsld- 
[ din^ ì doeiimenti. Questo esame d<^v\*SH<'n^ r(SHiK'n/insi>, sc- 
^ vero ed operato a mezzo di una dettagliata analisi tli'^li «'il- 



' <1) In qua&l tntU ^1i archivi vi aono apeelnlìlA che obhtìgaiio 
* m dlscoilarsl dalle ìiam genemll tracciate nel prcìienle cnpitolo, 
, tanto per quel che si riferlsee «Uà rìistrilnidono e *ilslcmti?^^iono 
dei locali, quanto per quel che riguarda l' ordine, la rcKistrn- 
xione e la custodia delle carte. Sarebbe lungo, difflcile e qiiaKl 
impossibile seguire queste varianti, anche limitandone Tesaiiie 
alle sole amministrazioni centrali, perciò si seguono, in questo 
lavoro, le linee generali d'ordinamento per gli archivi ammi- 
nistrativi, le quali non differiscono sostanzialmente da un'um- 
ministrazione all'altra, e si trolascia tutto ciò che può essere 
localizzato ad archivi tecnici, come Ferrovie, vaglia, risparmi, 
lianche, prestiti, depositi etc. Del resto anche questi archivi se- 
guono, nolenti, o volenti, le regole generali poicliè ò impossi- 
bile diseostarsi, anche per il loro ordinamento speciale, dal 
concetto del tempo, del luogo, della specie e della forma. 
(2) Gaietti Anbivlo Mtorieo italiano. 



^ti ^H Capiiùiù V. 



fan e lionamwiti che portino alla consta^taziojie clellp 

origni scopi, fìeUa provenienza e delle persntio flsìelie 

o moi quilì &ì riferiscono: timi Tacendo, quasi iiieon- 

Hciarn^iA anÌTa alla priirva selozicme rlella materia eri a 

Ibrmare ppi principali noi quali va riparlilo rarehiTÌo. 

Eseguita ^ tta prima divisione, cioè la riparii^iono per ti- 
tolìj oonviti* iiaBsiire alla distiuzione delle elasBi e delle sot- 

Questo va^i ampliamento può essere in dicalo dalia, sostar ixa 
ù dalla forma y dalla prtìvenìeiiRa del doeii mento. La ao^qtanza 
e la forma, p,i«s/irm ìndirairA il titnlo e ia elasse; la prove- 
nienza, riodiu^uv/ u oclasse e il fa^ùcolo. Di 
c;^)fisegueuza tutto ci* ide moUi enti o persone, 
riguardati come avein- e origini o un indirizzo 
o un semzio coniuiM » nente e idealmente tvni* 
gjiunti a una eausa e * v \t\ e eoo giunti tra loro 
da oamtteri coniunij ,^v,,, riuniti: la loro riunione 
rappresenta la formazione > diviso iH?r elassi. 

La sottoclasse devVaseic lu^,^ dal ragfi^ruppaniento dì 

lutti quelli enti o peiiiDne olle bau no qualità comnui tra 
loro e che servono a distintjuerle dalle altre persone od enti 
che costituiscono un'altra specie. 

Chi studia rordinamento di un archivio e deve necessa- 
riamente giungere alla classificazione delle materie , ha 
da fare in modo di metterle con ordine razionale e comodo 
al tempo stesso. Il titolano, se ben composto, non solo deve 
metterci sottocchio una chiara e ben disposta pianta delVe- 
(Hfìzio, ma deve presentarci al tempo istesso e con la mag- 
gior possibile esattezza la genealogia degli uffici e degli af- 
fari. Cosi la prima classe di ciascun titolo dovrà formarsi 
con gli atti preliminari riferibili alla materia, dai quali emana 
riiKÌii'izzo generalo degli affari, come leggi, regolamenti, 
circolari, massime etc. (1). Nella disposizione materiale, come 
iK^lla teorica, deve essere adottato l'ordine naturale della 
ripartizione eseguita e le classi devono porsi una di seguito 



(1) Talvolta i documenti di questo genere sono così nume- 
rosi, laboriosi e generici, vale a dire che comprendono la ma- 
teria di più titoli, da consigliare di farne un titolo speciale. 
L'archivista, studiando la ripartizione delle materie, si regolerà 
n seconda dei casi. 



Archiri Atnniinisfrftiiù. :^Ti 



all^altra, senza interruzione o sonza frani ni isc))iaiv> nd (>ss(\ 
chuBsì di altri titoli: questa dÌFitrìl)uzi()n(' i\ nccfvssario clic 
oorrùponda perfettamente al ooiicoUo clic lia j^uidato la Inr- 
mazione del titolano, por modo cho anche Toniinc di collo- 
cazione negli scafTali e nello stanze so^ua Toniinc di po- 
destà ohe in quello è stato assojjnato aj;Ii unici, alle mntoiic 
ed ai vari generi di documenti. K qui l'arcìiivisla dovrà 
tener presente che se lo carte dovessero, per forza ma^i^ion'. 
aocondarsi in qualclio modo alla scarsezza «lejili scadali od 
all^esiguità dei locali, egli è in obl)lijj:() di provvi^lere a che, 
locali e mobili, vengano proparati e disposti in niodoadatlo 
a contenerle comodamenlo, acciò il ripiego adottato sia s<mii- 
plicemente transitorio, poiché non sono le carte cli<^ devono 
essere costrette ad adattarsi ai mobili od ai locali, ma (inesli 
che devono corrispondoro allo loro esigenz(\ 

Compiuti i principali raggruppanKMiti di forma, di <;eiiei-e 
e di specie, resta da riunirò o classillcan» nì(»todicainentc il 
materiale: è questa T ultima operazione di quella» cli<' i)os- 
sono chiamarsi preparatori<\ Per ciò fare, convien sottojiorrc 
ad una severa analisi critica lo sehvjoni («seguite, e formare 
d^la materia prima che abl)iamo preso ad esaminare, alti-e 
suddivisioni allo scopo di presceglien* l'ordiiK» da «lare alle 
carte, se cioè l'ordine cronologico, alfab<*tic(), geo<;ralìc() o 
sintetico. Prima di tutto bisogna tener jxt massima clie in 
un archivio, so non ò possibile a<lottare uno solo di qn(»sti 
oi^dini per tutti i titoli che lo comi)ongono, ò però indisixMi- 
. sabile che tutt^ lo classi di un mod(»simo titolo abbiano lo 
stesso ordinamento: facondo (liv<»rsament(» si geiKTereblxM'o 
confusioni che potrebbero portare al disordiiu^ o, S(^ si vo- 
lesse giustificare il sist(»ma diverso con la diversità della ma- 
teria, si dimostrerebbe somi)licomento che la ripartizione^ di 
essa per classi e per titoli non ò logica, naturale, omog(Mi(\'i. 
L'ordino sistematico ò il piìi infido, come quello clie pro- 
ce<le da criteri didattici i quali possono produrrò «lissensi e 
discussioni che in fatto di ordinanKMiti archivistici devono 
essere eliminato; negli archivi, tutto ò precisione, (hì anche 
la ripartizione della materia (ìovo derivare da formoh^ pre- 
cise e presentarsi chiara, indiscutibile come un assioma: 
e poi, l'ordine sistematico, ò sempre arbitrario o j)orta ad 
inevitabili ripetizioni e confusioni sempre» dannoso. 
Il raggruppamento cronologico è il migliore pcn'chc il più 



378 C^piiùio V. 



egat vinile delermmalo con tutta precisione dalla tJata 

di ef' à fJocum<>nti iji archivio e non lascia lungo a dubbi 

o i$ doni: trattandosi di ardnvi amfoinisirativi, cioè 

di q Mie di archivi che conservano dooumenli di af- 

fari u ' di trallazioiits avviene naturaUoenk' tanto per 

gli alti varino ad unirsi a fasdoili già fono ali, quanto 

per i Ih fa^ìicoli, come per il passag^rio da un anno al* 
Talti'o d etti esÌBtf*nti. 1/ ordine croìiologieo, viene indi- 
cato dai bri d'iitlìcìo e dai numeri ohe le cart^ vanno 
prendeiit*^* ui registri o sui protocolli, f*à è det-erniinato ancìie 
dal numera Droartiseivo asseiniato ai fascicoli al momento 
della loro cj- satto, ma non è il piii co* 

modo pei*cli< fhe, alla consultaziono dell^ 

rubriche e £ 

Il più c< etico, i.'Omé quello che in- 

di t-a con t dì collocazione *? permette 

la pronta mi^ ìì preventive consultadoni 

dei prorUiiari 

J/ordine gè. m nposfco dalla sp^Kaalità della 

materia, è assoiuvauicnu^ tia eviiansì* comf qiif-llo clie com- 
plica la clasisiflcazioue e le ricei'che, per modo da rendere* 
necf^gsaria la cootinua eonssnlta^ione dei dizionari f^TOgrafìco 
o iJf'i cofjniriij ed a freqiiiMilI naoibiamenti pf^r Ii^ variaxìoiu 
di alcune circoscrizioni territoriali che annualmente vengono 
richieste e dal potere legislativo concedute a comuni o fra- 
zioni. 

Quando la materia presa a studiare sia stata ripartita in 
soggetti ed a questi, divisi in compartimenti o titoli, siano 
stati assegnati il genere e la specie dei documenti da cu- 
stodire in ordine cronologico, alfabetico o geografico, ab- 
biamo quanto occorre per tracciare la pianta o titolarlo 
(l'archivio. Ma per ottenere buoni risultati in questa che è 
la più importante operazione per il buon ordinamento di un 
ulhcio di archivio e per far cosa il più possibile perfetta, 



(1) Per quanto l'ordine alfabetico presenti molti vantaggi, 
pure non è scevro d'inconvenienti: il maggiore di essi consiste 
nella difficoltà di calcolare giustamente gli spazi che possono 
occorrere durante l'anno alle varie iniziali alfabetiche e loro 
spezzature. La pratica, però, insegna presto a superare felice- 
niente queste difficoltà. 



i5n»vi(?rii* meWem in grado di giiidio&ro con tutta aicu rozza 
fJi»tle I -^ fili t*" rietici 1 e Ueìla inat<?riaj (fegU affari o tifi docu- 
Ki^nti, ixJinti è slato già d4>lto in nlln capitoli, impt^m^chn 
iioTi 81 prif'i vi*idre «Ila loro soiozìone s<*iiza ooiiCM^'onw 
If origliti, gH sixipi, Ir* ramiflcsazicnji etc. : quanti a V archi- 
vista sinita iìì non possedere le oogiiiiioni neceesarir* pr»r 
pjìjoiHlonì da solo ad una giusta e csorrptte. classi flc^, farA, 
floaa lodovoio D non disdioeTole se saprà valersi dei cciiisi};Ii 
(UÀÌe pru-aonc competenli, quali possono essere i capì d'uf- 
lldo(lK poiché è ìnduipendabìle oho il titolarlo rifwa oom- 
po$it(> in modo da non obbUgare a cambiamnuti elio, andu' 
migliorandolo, sono sampra hooìtì per FuiTicìo e la sifur(»zza 
dolla cTistndi-i draio carte, 

IJjj cni^ii^ piìi pratico per addiv^enir^ alla ripartistiono 
diE'lla njsUf iNJL. ](> Sì può desumerò dairordinameuto dcirUf- 
fldo. So, pvr rsi^rapio, un archivista dove comporrr il tito- 
lano di mia Direzione Generale, e non conosca benr" nò la 
materia, uè gli ailkri dei quali dove custodirò gli atti, può 
f5f>rmar*> tanti tìtoli, quante sono le Divisioni od UlTlei spf- 
cialij facondo og gotto del titolo quello dogli uiììni st^'ssi: in 
tal modo, lo classi verranno rappresentate dalle Sozioni; \o 
s^^ttockLBsi, dai gcgretarì. Procedendo con questo criterio, 
dato un ullicio bene organizzato, e^^li non ha da faro altro 
che fttabilìre l*ordine nel quale detono essere tonuti i fasci- 
coli, se cioè cronologico, aKabotioo o goografìco, e isn)wc- 
dore alla giusta denominazione dello vario ripartizioni. La 
fortiìola dev*essere corta per essere malleabile, ma pr^'cisa 
por rendere chiara ed esatta Tidoa del contenuto: lo for- 
molo ti-oppo lunghe sono ingombranti o per pasere trascritte 
mù documenti è necessario vengano siglate o sintesi Kzatc, 
dh che porta a oompUcazioni inutili ; le formolo troppo corte 
imssono rendepo la claasifloa vaga e illusoria: bisogna perciò 
evita l'f^ le uno e le altre. 

La diaaniiìoa degli atti si eseguisce mediante Tapposizione di 



(1) GII archivi formano il vero ingranaggio amministrativo, e 
dal funzionamento di essi dipende il buono o cattivo anda- 
mento degli uffici coi debbono provvedere, è mestieri perciò 
che tal genere di servizi sia dalle singole amministrazioni re- 
golato con apportunilA, non più che con la prescrizione di 
norma regolamentari. — F. Barberi. Opera citata. 



380 CapitQhì W 

un sBg K3iale olle li individualizza. Questo set^no, che 

generali. \ si collocia all'angolo superiore sinistro della 
cai-ta pii lore una forinola o una sigla: m è forni ola, essa 
dev'essei ella distintiva del titolo, das^o e Bottoclasse siila 
quale Tal pi»artioiie ; e la cla-Hsiflca, in questo cago, vìonf* 
chiara di pi sé fitossa f? non la.'K^ìa luogo a dubbi di sorta :ì^* 
iriYoco U* i"< mole sono troppo lunghe o non perméttono des- 
sero adopei e, convien st-abilire delle sigle che le l'appreseli- 
tino : a a QUr sto scopo sì usa adoperare lettere e cifre, 11 titolo 
può essere indicato col numero romano; la claisgc!, con la let- 
tera airabetica; la sottoclasso, col numero arabo; ed i fascicoli 
col loro proprio nome, oditi in ordino alfabetico; 

col numei-o di colloca, uti in ordine cronologico. 

Col sistema di elass^fl' ta, Tai-chiviata deve pro- 

curarsi il modo d pe alla ricerca del soggetto 

per nie^zo del mi • % del Jinmero per me^^o 

deiroggetto: a tal m/p meraviglia il tit/>Iario, i 

n^ortori fiù i registri n prtìtocolli sintetici o a 

numero fìsso. Ma la cluaamuii turale, è quella fatta & 
mezzo delle formole^ le quali òe^uno essere brevi, sempUci 
e chiare- 
lla, precisione della formola, si ottiene con la cx>noseenza 
dei (Jeiiaj^ii ca,iatUiriisiioi che fauiiu da'<di'd.i\3 ìe Jiflerenze tra 
lina specie e l'altra. Da questo studio Tarchivista non può 
esimersi, ed è anzi necessario che vi si dedichi con tutta 
passione, per poter rendere il suo lavoro quanto più è possi- 
bile perfetto. Studiare le caratteristiche degli affari, non 
vuol dire studiare gli affari e risolverli a norma delle leggi 
e (Ielle disposizioni in vigore: questo è compito dei segretari. 
I/arcliivista deve saper distinguere, quando esamina un do- 
cumento o un fascicolo, le condizioni esteriori nelle quali 
l'oggetto si è prodotto, dalle condizioni interiori. La classi- 
fica per le condizioni esteriori, è la più facile, perchè è la 
classifica naturale di tempo, di persona e di provenienza: 
le condizioni interiori si rivelano dair esame dei dettagli nar- 
rati nel documento stesso e possono riguardare un ente o 
più enti, un uomo od un gruppo di uomini: ecco che questo 
esame porta a stabilire la classe ed il fascicolo al quale il 
documento appartiene e fornisce i dati necessari per i ri- 
cliiami ed annotazioni da farsi sopra altri fascicoU od in altre 
classi perle l'amiflcazioni e gli addentellati che può presentare. 



Afr^M Amminisif^iM. 3H1 

La ^laBaifieazìone d^li atti è unii ùeìle maggiorì difllenllA 
I di aF<!hÌTÌo, perchè e» Mmo i¥&rkiisaiinì o ai prosati tauo 
sotto vari e molbeplioì aspetti: per gli affari ette iKìsmiiU) 
influire sulla trattadon<j di altri, occorro fare gli opporUini 
lì chiami; quando gli atti si rilerìsoono a piii fasciooU, ai r**ii- 
dotMj uBoessarì gi estratti: ciascun estratto vtìvrìL poi mìhh 
cato nd ttomooto al quale epeita^ tacondovi sopra io aniK»- 
. tazìonì ooooirenii per i richiEDii a quello in trti bì ^'oiigirTTa 
Tatto origumlè, 

Ndla csomposìdone del titolano si dorrà oeserraro v\w Ja 
pn^cedenza eia data al titolo piCi ira portai ite, cioè a qni^iriil- 
, Udo che sopra gli altri esercita prepondemiiKa di dir*'/.i(tnt^ 
(per ©sempiOj Tufficio di Gabinetto dc4 Direttore GtMii^t'uln 
o la Divisioni* Min. quale ò affidata la dÌr«?zione del i>i*rw- 
iial*- ■ rK-l ivi io interno); ed il niedeiimo mterio di^vc^ 
adotliuiji lifjl^a > ^dloraidone ordinale delle elasai o d*dlf^ soU 
toclassi, Oporaiido in tal guisa si viene a staMIiro qu<4 vìw 
iì ehianm ordine di podestà, ed il titolano d'archivio olirti 
che dare idea chiara della diapoaizione doli' ufficio, forniscr, 
a chi lo esami tta, oogn mone adatta dell'organamento di4Tnf- 
^ficio stesso, trovando, in ciuia^ rautorità dirigente e la rao- 
J colta degli aftkri che ad esjsa appartioiie, seguila dagli ullhì 
minori ohe vigilano sui vari rami dcll*amministrazione, Honza 
^obe gli atti dell*una siano confusi coi documenti dogli altri : 
fa tal modo Tordinamento delle caHc dà la prova docu- 
mentata dell'ordinamento dell'ufficio. 

Repertori e Fascicolazione. 

Formato il titolano bisogna provvedere al suo buon fun- 
zionamento. Per quanto possa essere riuscito perfetto, se 
non viene messo in grado di corrispondere alle esigenze del 
servizio e di rendersi veramente utile, si sarà fatta opera 
•vana. Per ricavarne utilità vera è necessario venga com- 
pletato da buone tavole per materia, le quali devono indi- 
care a chi le esamina, quali e quanti affari di un medesimo 
genere esistono o sono in corso di trattazione: all'archivista 
poi, esse servono per identificare i fascicoli, constatarne re- 
sistenza e conoscerne la loro precisa collocazione. Queste 
tavole, in sostanza, altro non sono che il Repertorio dei 
fascicoli stabilito per ogni classe dal R. Decreto 25 gen- 



^-Vapiiolù V. 



tlOppO Tti 

cìie rarcl 
^oltoclaaa-. 
specie, è ù, 
TI II repertor 
ripartizione 
di ìi^g^e. 

Con le tav 
(l'archivio p^ 
sua foririaz 
iiirc\ prima 
mente, fìjiG . 
completa tti 
s<.^opo di sua 

L'iiiflivisibilt?^ 
ìietitaif) dal fae 



5. Se il repertorio per classo venisse ad ess{>ro 
cioao por la quaritità dei fascicoli, niente viota 
a praaa rondf^rlo piti comotlo dividf^ndulo pr^r 
SDltodasae rappresenta la separazione delle 
ine rialurale die ogiiuiifl di esse possa are re 
sptKÙal(*, rendendosi in tal guisa più (ttiiara la 
'gli afJ'an senxa venir meno alla disposizione 



e per ruateria, Tordine aistematico dell'in 11; eio 
iOmpleta natìiralmenie e procmle per gradi alla 
^ i^4..„ ^«.>.,,,ri^ „ Moinporsi in modo da foi'- 
, sempre pili dottuglìalar 
jile, eof;ni?àone piena e 
ila eli e rba formato^ lù 
riferisce. 

■e in aroluvio é r-appre* 

{ytny munito, ancor f^sso, 

sua 



di un indica che vista i dettagli di 

vita e pon^a sol i di sue YÌo**nde, 

La faseiL'olazioue o aiiein- i.-z3,mi uh arie, arte erninentement-f* 
curala dai francesi p rossa ì quali ha rafigiunto la porff^zione. 
Essrj. i^niisi^te nel nninire q araste piccole collezioni dì curte. 
qualunque sia la loro classifica, di tavole o indici adatti a 
lacilitarne Tuso: se bene adoperata, mette in rilievo la mae- 
stria deirarchivista che può fare questo lavoro senza troppa 
fatica. I fascicoli devono essere provveduti di una copertina 
di solida carta e su di essa devono scriversi, volta a volta, 
le indicazioni sommarie del documento che vi si unisce (2). 
(,)uesta copertina, di colore diverso per le diverse classi, può 



(1) Chiamasi fascicolo la riunione ordinala per data o per 
numero degli atli ricevuti o spedili per un medesimo affare. — 
Art. 34 del Regolamento. 

I fogli saranno collocati nei fascicoli, in modo che il più re- 
cente si vegga primo: saranno ripartili in più fascicoli ogni 
qual volta la quantità degli atli ne renda incomodo l' uso o 
nuoccia alla buona conservazione. — Art. 41 del Regolamento. 

(2) Sulla coperta del fascicolo, olire le indicazioni richieste 
dalla formola, si noteranno gli atti che vi saranno inseriti ri- 

ferendo, di cjascuno, la data, rufficio e il numero di registra- 
zione. - Art 38 del Regol. 



Archwi A m minisi rafivi. 383 



essere rinnovata ogni anno sovrapponendola ai docninoiiti 
che giungono, lasciando che quello esistenti continuino a 
racchiudere gli atti sopra di esse elencati, per modo c\\o 
un fascicolo viene naturalmente diviso p(T epoche, ciascuna 
delle quali lia il proprio indice che ne agevola la consulta- 
zione e lo studio: se divengono troppo volununosi e(l inco- 
modi, possono esseri» spezzati in più volumi, ma questo IVa- 
zionamento deve (iSS(»n» fatto razionalmente oa\ in modo che 
alla parte più recedute non manchi quanto è strettament(» 
n(H5essario alla trattazione degli affari. I fascicoli (Navone 
<sssere custoditi nelle caselle degli scaffali (Mitro cart(^ soli<le 
e di grandezza tale da permett(>re dr cont(MH»rli comoda- 
mente, salvandoli dalla polv(»re. Sopra ciascuna casella si 
pone una targlietta di coarta (bianca o del colore delle 
copertine dei fascicoli) sulla quale sia scritto , in carat- 
tere ciliare o stampat(»llo, la sottoclasse che vi si custodisce 
e la classi^ ed il titolo al quale appartiene. Ogni sottoclassf» 
deve, possibilmente, avere una casella speciah»: se più sot- 
toclassi vengono riunite^ in una sola cas(^lla, ciò dove risul- 
tare dalla targhetta esteriore; come pure dalla targhetta 
esteriore d(^ve risultan» se una sola sottoclasse occupa più 
caselle e quali fascicoli della medesima sjxH'ie vengono con- 
tenuti n<»lla stessa casella. D(4r ordine e della distribuzione 
dei fascicoli si è gii\ detto più sopra. 

Registrazione. 

Tutte le operazioni d(»ll(^ quali abbiamo pariate finora si 
riferiscono airordinamento d(4rarchivio et alla custodia dei 
fascicoli: ma perchè gli atti possano (\ss<n*(» facilmente rin- 
tracciati e perchè la loro presenza in archivio possa essere 
accertata, è necessario vengano registrati. 

L'ufficio di registratura, indispensabile al buon funziona- 
mento d'un archivio, è parte integrale^ dell'archivio stesso e 
seiTe, con la formazione degli indici e dei regesti, a dc^tcr- 
niinan* la quantità degli atti arrivati o partiti. 

Gli indici o rubriclie, compilati con chiara p(HX'(v.ion(^ (1(4 
loro scopo e del loro avv(mire, seiTono a rintracciare gli aiti 
nei fascicoli e sui reg(»sti: i regesti o protocolli, sono quei 
volumi sui quali gli atti vengono giornalmente descritti, ana- 
lizzandoli in ordine di data, siano essi lettere, rap^orti^ordi- 



384 ^^i^ Capitùhì F. 



uanaeetc, ivali airuflloio o da esso speciiti: in tal modo 
si det^rmi.. la dati del loro arrÌTO o partenza, (* si può i-ori- 
staUro il D ari ero diù documoidì cìw li accorii paglia vano, e 
risc'OJ ] t rari*, . filalo l'a gli atti Teiiissin-o a niaiieaii^j di che essii 
trattavano e quali provvedimenti furOTio pre^i. 

Per la retrfat razione delle carte esistono due sistemi: Va- 
tmlitico ed il sintetico. Per gli all'ari ainmii astrativi, cioè 
per quelli che prendono nome dalL'ogj^etto, è preferibde il 
sist-ema analitÌGo^ che è quello pel quale gli atti prendono 
mi protocollo il ntimero d'ordiue della giornata, od ognuno 
lia un numero diverRo. Por l^Iì atTari riguardanti il perso- 
nale, può eesoro cjou U sistema sintsHcOj doc 
quello pel quale g 5Sere registrati per aliare 
per provenienza i sistema aiitetieo bisogna 
laiiciarej dopo il pr**. cun altare, cioè fi'a un 
numero e T altro, spi s per le registrazioni suo- 
er^ssiv^ì ri/erenlisi alL oi"soiia* 

Questi d^e dilferenv* egbtrazione poaaono sem- 

brare inconciliabili, in .no ai*oliivio, e causa di 

confusioni* o di danno; s*onw i.Lini\.e possibilissimi ove la di- 
visione delle materie per tìtoli sia stata fatta con la dovuta 
precisione. Ai titoli di atìari amministrativi può essere! ap- 
l>liaato il sistema analitit^ * a qui^lli dì personale, il sintetico. 
Quando Tarctu vista adotti nel suo ullicio ambedue i sLstemi, 
per i titoli di personale, può scegliere tra il jjrolocoUo ru- 
brica e quello a mimerò fisso. 

li protocollo rubrica, porta nn certo risparmio di temjio 
tanto por la registrazione, quanto per la ricerca dei prece- 
denti. Con questo sistema di registrazione, le pratiche de- 
vono essere custodite in ordine alfabetico rigoroso, e cor- 
rispondere in tutto al protocollo che ne è l'indice. Il formato 
e la rigatura di questo registro possono essere identici agli 
altri, e, se alcune varianti si ritengono opportune, esse non 
devono essere sostanziali. La dilTerenza tra il protocollo ru- 
brica e quello a numero fisso, consiste in ciò: nel primo, 
gii atti vengono registrati sotto la lettera alfabetica, lasciando 
un conveniente spazio tra un nome e l'altro per le registra- 
zioni posteriori. Il protocollo rubrica, per gli aflari di perso- 
nale, ha doppio ufiìcio e presenta il grande vantaggio di 
coììieneve Tinventario della corrispondenza che compone i 
ì'ascicoli, e per conseguenza la slovvai d\ da.scuuo di essi, 



Archivi Amministrativi. ^T) 

sicuro e severo controllo alla formazione ed allo svolgersi di 
ciascun fascicolo pei casi di dispersione o di contestazionf>. 
E come ogni persona ha un fascicolo che dura quanto il 
servizio di essa (art. 40 del Regolamento), cosi ogni fascicolo 
ha il duplicato della sua copertina sopra una pagina del pro- 
tocollo rubrica. 

Sul protocollo a numero fìsso invece si registrano gli atti 
in arrivo o partenza in ordine cronologico lasciando a tale 
scopo un congruo spazio: il primo atto di ciascuna pcn-sona, 
prende un numero d'ordine che conserva per tutto l'anno. 
Di tale numero, si prende nota sopra un registro-rubrica, 
ausiliario indispensabile a questo protocollo. 

Ad ogni titolo corrisponde un registro di protocollo ed una 
serie di atti in archivio (art. 15 del Regol.). Cosi facendo, 
il lavoro procede con maggiore speditezza (ì si può adottare 
per ciascuna serie di atti il sistema di registrazione più 
omogeneo alla natura degli affari. La registrazione dell'atto 
sul protocollo, dev'essere eseguita con la massima cura. Pos- 
sono adottarsi delle formolo descrittive, ma devono (ìssavv 
chiare e precise. L'impiegato che consacra sul protocollo 
l'esistenza di un atto o di un documento, deve Umov pn^ 
sente che l'opera sua è opera duratura e che l'imperfezione 
della registrazione può produrre inconvenienti gravi, ledere 
diritti e recar danno agli interessi di terzi o dell' ammini- 
strazione: questo lavoro deve ess(Te perciò eseguito con la 
più grande attenzione, potendo avvenire che dai sunti doì 
protocollo si debba ricostruire la vita e la storia <li una per- 
sona o di un alfare. 

Tutta la corrispondenza dell' ufllcio dev' essere njgistrata 
tenendo conto non solo della persona o dell'ente che scrive, 
e dell'oggetto, ma anche dei caratteri archivistici di ciascun 
atto rispetto all'archivio nel quak» arriva e delle caratteri- 
stiche proprie all'archivio dell' ufllcio scrivente: l'oggetto 
dev'essere chiaramente sintetizzato e devesi prender nota 
di tutt(^ le persone die vi sono nominate e degli allegati aho. 
vi sono uniti. Quando non vi siano allegati, nella colonna 
destinata all'annotazione del numero di essi, dovrà farsi un 
segno convenzionale che ne indichi l'assenza. 

Il protocollo non può sussistere senza rubrlcuy la quale è, 
per l'archivio, il registro principe. Su di essa vanno notati, 
sotto la rispettiva lettera alfabetica, tutti gli atti., «f^iiL du' ^v 
Taddei. '^^ 



riferìsi-ano a persone, a lucj|»hi, ad enti od a cose, a vanno 
rubricali sfitto tutti gli aspotti^ eoi rólatiTi riuhiatni, aeuìò 
sia facile rintracdarnf^ V esistenza. La r^i^iàtrazione sulla 
rnbnca doyVgseri^ fatta in aiodo làtìdo per la sr-rittura, 
chiaro e coneiso per la didtura, esalto per le indicazioni di 
elai5i3itìca, poiché la coUociaxbne del fascicolo devo corrispon- 
dere alle indìcaziord segnate su di essa e sul protoccdlo. 

Soiin le rubriche i cmrdini dell' archivio, ed alla rubrirai- 
uone delle carte deve e8éM*re rivolta particolare attenzione^ 
poiché è in esse che sì trovano le tracce dell'esistenza degli 
altari , O^i archivio deve avere varie specie di rubriche^ 
per persone i* per uffici, analitiche ed oggettive* Un buon 
sistema di rubricazione rende spedito il lavoro, sicuro il 
controllo, certe le ricerche. 

Rubrìca e protocollo nascono con Tarchivio e sono di esso 
rìnveniario e il regesto: si rinnovano annualmente.^ ambfv 
due e non è possibile disgiungf*rb. Oltre questi due registri 
priTn^ipalij altri ne occorrono e rarchirista a tutto deve prov- 
vedere e tutto saper precedere a(:<;iò il meccjinismo delica- 
tissimo !i Ini aflidato non manchi di nessiuno di quei con- 
lijegni titili al buon fu nzion amento di esso. Ma ciò facendo, 
deve procurare di non eccedere e cadere nel sn perii uo, poi- 
ché sarebbe dannoso per la spe^litezza del lavoro, per Teco- 
noEuia del tempo e del personale. 

Spedizione. 

La spedizione richiede molta aitonzione, tanto por la sol- 
lecitudine con la quale dev'essere eseguita, quanto per evi- 
tare possibili errori nell'invio dei documenti. Dovranno es- 
sere adibite a questo servizio persone che conoscono gli orari 
e regolamenti postali. La separazione degli originali dalle 
minute deve essere eseguita con grande attenzione, dovendosi 
osservare di non omettere la trasmissione dei documenti che 
vanno uniti alle lettere ed ai decreti, V apposizione della 
data, e la trascrizione del nome dell' autorità che ha fir- 
mato l'atto; queste ultime indicazioni devono essere ripor- 
tate con precisione sopra ciascuna minuta. Gli impiegati 
che eseguiscono queste operazioni debbono verificare se i 
(documenti da trasmettere sono in regola e munire, quando 

occorra, del bollo a secco o ad o\\o, c\\ielli pei quali è pre- 

sc ritto questo segno dì autonWegaÀowe^. 



Archivi Amministrativi. 387 

Buste, pieghi, pacchi e sottofascia, tutto dev'essere (jliinso, 
sigillato e confezionato in modo da non far nascere (lisp:ui(li: 
a tal uopo gli indirizzi devono essere scritti chiari o, non 
mancare di alcuna di quelle indicazioni che possono far v(^ 
stare dubbiosi gli Ufficiali di Posta nello istradaiiKMito e 
consegna della corrispondenza. La chiusura delU» bust(^ e la 
confezione dei pacchi dev'essere fatta dagli impi(»<>ati st(\ssi 
del reparto od alla loro presenza, sempre però sotto la loro 
responsabilità. 

Per la spedizione o trasporto di casse od altro, sia p(»r la 
consegna in città che alla ferrovia, si serviranno di apposito 
modulo per autorizzare lo spedizioniere del Ministero ad ese- 
guirla. Delle lettere da francare, t(»rranno una doppia nota: 
una copia sarà conservata neirufTicio di spedizione», T altra 
verrà mandata all'Economato insieme alle lettere. Per le 
raccomandate in franchigia, e di quant'altro occorra un el(Mu;o, 
questo sarà redatto in doppio originah^ per poterne conser- 
vare uno negli atti d'ufficio. 

Dopo ch(^ gli originali delle letten» o dei decreti, coi nsi)et- 
tivi allegati, saranno stati separati dalle loro minute, queste, 
con tutti gli incartamenti, verranno consegnate al rej)arto 
Registratura perchè venga eseguito, lo scarico sui r(»<;istri 
di protocollo. 

Lo scarico consiste nel n^gistrare al numero corrispon- 
dente, dal lato della partenza, gli atti che sono stati spedili 
indicando la data, la persona o autorità a cui si scrive ed il 
sunto del provvedimento adottato. Questa stessa operazione 
dev'essere fatta per gli atti cosiddetti cVhiiziativa, cioè quelli 
che non corrispondono ad un atto registrato in arrivo. Tale 
specie di carte viene trasmesso al reparto Registratura da 
quello di spedizione, dopo che sono state munite dei segni 
caratteristici della partenza, ma non separate le minute dagli 
^ originali. Gli impiegati che le ricevono, devono numcn'arle, 
protocollarle dal lato « Partenza » e rubricarle seguendo le 
norme indicate per gli atti in arrivo, e poi ricons(*gnare gli 
originali coi rispettivi allegati al reparto Spedizione, le mi- 
nute e gli incartamenti a quello di archiviazioiK^ (^ custodia 
degli atti per le debite classificazioni e collocazioni. 

Il servizio di spedizione mette l'archivio, (5 per mezzo di 
esso, l'intero ufficio, a contatto col pubblico: deve pf^rciò 
l'archivista soiTegliarlo perchè \'v\u7Ào\\\ v^iìw \.\\\\^ >tv-^^v\^x^^^* 



3gg Capitolo 

molte al come fuiizioiLa un ramo del pubblicio servizio 

si giuui a pur falsamente) rìeirammÌTiistrazione intera; 

ma appi.. per QÌh è necessario impedire cbe si formino 
BliaglìaU ^. ioiicetii; e Topeva rlel funzionario, dev'essere 
costanteme e diretta a questo fine. 

Quando 1. corrispondenza sìa stata spedita e scaricata* 
dal riparto .rchivia2Ìon& e Cti.^.odia si proi^ede alla rìeollo- 
(.^azione dei a^^eicoU neUe rispettiirt^ elassi e sottoclassi* Av- 
viene talvoU L che per la trattazione di un affare oec-orre 
consultare a tri fascicoli i:^ altri aQari che per la necessita, 
di giustifleaie D rtivrti^tw^ìm/iritiì u/vrig^nt, riQ^^ltl; Tm-ehi vista 
deve sapere eliuj i veri lente esaminando gli 

ìiiearl^menti qua_ eslituiti, e sorvegliare gli 

ntliciali incaricati loro caselle, acciò non 

comrnf>ltano error creare per lui, seri im- 

barazzi. 



Ar posito. 



4 



Gli atti dell'archivio correnti*, quatailo abbiano cessata la 
loro vita, cioù quando gli alfa ri siano esauriti, Tengono pas- 
sati all' Arcìiivio di deposifoz dopo un decennio, quando non 
occorrono più per l bisogni ordinari dell* amministrazione, 
vengono eliminati. 

Il lavora di spoglio, die si esei^iiisce solo quaTiclo gU a^Tarì 
Imnno cessalo (la molti anni di esi intere, è uno dei piii deEoatì 
e dilli ci li, perchè per esso è necessaria molta conoscsen^a am- 
ministrativa, e pratica degli aflari e degli uiTici che li hanno 
trattati: si richiedono perciò oculatezza e prudenza non co- 
muni dovendo, lo scarto dei documenti, essere eseguito in 
ragione della natura dei diversi affari e di conseguenza con 
criteri di maggiore o minore ampiezza (1). 



(1) Il Ministero delle Poste e Telegrafi ha riscontrato neces- 
sario stabilire certe norme per lo sj^oglio della numerosa cor- 
rispondenza che si accumula negli archivi delle Direzioni Pro- 
vinciali; queste norme ci piace di riportare integralmente per- 
chè costituiscono la prova provala dalla necessità di distruggere 
nato ciò che non si riferisce ad interessi duraturi, per lasciare 
// posto al carteggio d'importanza che di anno in anno diventa 
più volinninoso. 



Archivi Aììiministratiin, 381) 

ISTRUZIONI per lo Spoglio quinquennale dei carteggio. 

(Bollettini del 1888 § 6-1889 § 8 e § 22). 

1.° Tutta la corrispondenza, di qualunque genere, di mag- 
giore o minore importanza che sia, deve essere cusiodita per 
cinque anni intieri, accuratamente disposta, tenendo presenti 
le istruzioni emanate coi g§ 98 e 425 dei bollettini deiranno 
decorso. 

2.° In principio di ciascun anno deve essere Tatto uno spo- 
glio di quella clie abbia compiuta, col precedente dicembre, 
la giacenza quinquennale, ripartendola in due categorie; cioè: 

a) corrispondenza la cui importanza sia tale da rendere 
necessaria o quanto meno utile 1' ulteriore conservazione per 
un tempo indefìnito; 

b) corrispondenza che possa essere tolta dì mezzo senza 
verun inconveniente. 

3.0 Appartengono alla prima categoria e debbono essere 
quindi conservati indefìnitamenle i carteggi relativi ad afTari di 
massima, ad affari di personale, esclusi quelli che hanno un 
valore del tutto momentaneo, come congedi, sussidi, gratifica- 
zioni e simili; all'istituzione, alla sopi)ressione ed alla tra- 
sformazione di ufizi o di servizi di qualunque genere; alla sti- 
pulazione di contratti ; a visite straordinarie d'ispezione o ad 
inchieste; a malversazioni, a furti, ad aggressioni di corrieri; a 
cauzioni, a fìdeiussioni ed in genere ad affari che abbiano 
una importanza spiccata, talché si possa ragionevolmente pre- 
sumere che un giorno o l'altro possa occorrere di esaminare 
nuovamente i carteggi stessi, nell'interesse deirAmmiiiislra- 
zione o di terzi. 

4.** Appartengono invece alla seconda categoria e debbono 
essere compresi fra le stampe da vendersi, con V obbligo però 
di macerazione, i carteggi relativi alla contabilità, alla giorna- 
liera esecuzione del servizio in ogni sua parte, a reclami, a 
visite ordinarie d'ispezione, a provviste ed in genere ad afTari 
completamente sfogati, che si possa essere certi di non dover 
riesaminare. 

5." L'incarico di eseguire gli spogli di cui sopra, spelta in 
tutte le Direzioni ad una Commissione, composta del Direttore 
e dell'Ispettore, sostituendo al Vice Direttore od all' Ispettore, 
dato che non esistano, uno o due capi d'Ufizio. 

6.° L'esecuzione dello spoglio della corrispondenza di ciascun 
anno, che abbia compiuta la giacenza, dovrà risultare da ver- 
bali, sottoscritti dai componenti le Commissioni locali, e cor- 
redati di elenchi delle cartelle conservate. 

7." Cotali verbali saranno rimessi al Ministero wqw \v\\^ v^xv^v 



mi ^^^V Cajiitolo Kl 

del V Marzo deU'amio, nel eorso del quale debba essere fatto 

ciascuno spoglio. 

Le dkposbloni di cui sopra, sono upplicabiU anche agli ar- 
chivi degli Ispeitorì disbreltuaii sotLo il !%olo criterio dì questi 
e le carie da macerare saranno passate aita Dire k Ione prò viti - 
Cì&\e che le venderà con le proprie. 

GII Ufìzi di 1" e di 2™ classe non che le collettorie dovraauo 
invece al P Luglio di ciascun arrno Irnstueltere alla propria 
Direzione tutto il carteggio die abbia compiuLo al M Dicembre 
dell'auno precedcole la giacen?:a <3il cinque anni in archivio. 
Le rlspellive DìrerAonì sottoporranno tale carteggio ali* esame 
delln speciale Co ni miss ione pei necessario spoglio e trovandolo 
di qualche importenz:a lo conserverà neirarchìvio proprio. 

Ad evitare t^he Fa-rbitrio di uno rt^chi nocumento airìntc^ 
rosse della collettività, Tenne stabilito chf* una Commissionpj 
nominata, con de(?reto ministeriale, dichiarì per iseriilo quali 
alti devono essere depositati nell'Archivio del Regiio e quali 
eliminati : nei ca^i dubbi, la decisione viene rimessa al Con- 
siglio per gli archivi. Ma in questo, come in lutti gli altri 
lavori dell'archivio corrente, Topera direttiva J*>ll'Arehivista 
ha occasione di manifestarsi; difatti ^ spetta a Ini la prepa- 
razione degli atti eliminabili, riservando ad essi neir ordi- 
namento deirarchivio, delle classi speciali; è lui che deve 
guidare i criteri preparatori di eliminazione c.*on opportuna 
istruzioni agli uttìciali intjaricati della cuF^todia deirarcUivio 
rli df^posito. Quando l'ordinatnonto degli atti abbia avuto una 
logiiia ripartizione, e questa trovi coinpk4a corrispondenza 
sulle rubriche, sui regesti e sui repertori, anche il lavoro 
(Ji spoglio si rende facile, perchè gli atti si trovano ben pre- 
parati per passare, senza bisogno di sostanziali cambiamenti, 
a far parte della collezione storico-amministrativa dello Stato 
custodita nel Grande Archivio Generale del Regno. 

A complemento di quanto è stato detto suir ordinamento 
(li un archivio amministrativo corrente, si pubblica il Rego- 
lamento approvato col Reale Decreto 25 gennaio 1900 n. 35, 
l'he stabilisce le norme da seguire per la tenuta degli archivi 
(Ielle Amministrazioni Centrali. 




Archita AmntiniiiraiM, 391 

B£6QLAMEWT0 per gli UfAci di registratura e di archivio 
nelle Ammlnittrazioni centrali — Appr^jato cm E. D. 

-J^ gmnaio 2900, n. Su. 

UMBERTO I 

PSH CRA£LL I>] DIO E VOLONTÀ DttLtA NAZIONE Re D'ItALTA. 

Visto l'articolo 1 del Regio dt!creto 27 moggio 1875, n. 2i>52; 

Veduti gli attt della Commissione Utìluìta con decreto iiiìni- 
sieriale 3 ottobre 1894 per l'ordinaiTieiito unlformfl degii Ufnei 
di rcgìslmiurii e di archivio nelle diverse Ammiitlstmzioiil 
centrali» e composta di funzionari delegati da elascuaa 
di esse; 

Udito il Consiglio per gli Archivi e il Consiglio di Stato iti 
adunanzip generale ^ 

Suiifi proposta del ConsIgUo dei Ministri; 

Abbiamo decretato e decrSitlaitio : 

1. È approvato li qui unito Regolamento per gli Uffici di 
registratura e di archivio nelle AmEnìnìstraEÌoni e entrali, visto 
l'ordine NoslrOf dal Presidente del CoDslgtio dei Ministri, Mi- 
nistro dell'Interno. 

2. Il detto Regolamento andrà In vigore il 1° gennaio 100 1 
e il titolario degli atti, dei quale è cenno neirarticoio 16 del 

' Regolamento stesso, sarà approvato^ a cum del singoli Mini- 
Eteri, «ntro sci mesi dalla data dei presente decreto. 

Orditilsmo ehe II presente decreto, munito del sigillo dello 
Stato, sia in serio nello Raccolta ufllclale delle leggi e dei de- 

; exetl del Regno di t Alia, mandando a chiunque spetti dì osser- 
^rarlo e di farlo osservare. 

* Dato a Romot uddi SS gennaio i90Q. 

K UMBERTO. 

ì 



PellouK. — P. Bosellì. - Visconti-Venosta. 
— Laeava. *- Carmine. — A. Sa landra. — 
A. Sonasi. — G. Betlolo. — A. DI San 
Giuliano. — G. Baccelli. 



Visto, Il Guardasigilli: A. Sonasi. 

REGOLAMENTO per gli uffici di registratura e di archivio nelle 
Amministrazioni centralt 

L — Disposizioni generali. 

1. Negli Uffici di registratura e di archivio si provvede alla 
registrosione ed alla eonservasione degli atti. 



39S Capitolo V. 




% Hnimo UQ UfElcia dt registratura e «rarcfaivio, te Dlresioiil 
gGiiersli e le altre graiitli ripsirllKlanl che a queste corHspon- 
dnuo^ ìc BBgionerie et-n trilli, le St; (preterì e di Gabinetto. PtfSioiio 
avfftlù gU Uffici che tra I tu ti del personale. 

1 protocolli generali sono soppressi 

3. Nessun uliro Ufficio dì regìstralura e d'orchivio suro istf- 
luilo, Lrantie cha teinporiineomcnte per ComiiitiNSiotiì straordì- 
nòrie o per Umci di slacca li dairAiitinlolstrazioue principale- 

IL - RlCQVijiieato de^il Atti. 

4. I dkpaccl le letlere ed I pii^ghi indìrizKtvtì nirAtwmliiìstra- 
Kione sono aperti da un ufficiale opposUamenle incaricato. 

5. SpL'tta a quello ufUcialc dar ri ce vii ta alia l^osta degli og- 
getti raccomandati od a£sicui-ati. 

fì. I ple^bi pacchi che, per lo stato cattivo dei sigilli e degli 
involti, facei^si^io temere danni o niancan7:e, saranno aperti iJl 
presenza di testimoni, 

7. Unti easaelta vieìno nì l'ingresso dei Ministeri accoglie i ri- 
corsi portati flagiì inlere^atu esi<sa snrk vtiùlata ugni giorno a 
cura dell'ufficiale incaricato dell'apertura dei dispacci, che ne 
conservtrà la chiave. 

8. Soltanto i ricorsi conlenenU carte rare o preziose, delle 
quelli r-- ■ "^M'slo il] dar riccvutftt poiianno essere consegnali 
Gll'ani^ idelto, pcrionalm tilde. 

9. Airincaricato dell'apertura dei dispacci saranno consegnati 
gli alti che gli uffìciali giudiziari dovessero intimare all'Ammi- 
nistrazione. 

10. I dispacci, le istanze, le lettere, i ricorsi sono bollati e 
trasmessi sollecitamente alla registratura. Col bollo si imprime 
la data dell'arrivo e si designa lo spazio dalla successiva regi- 
strazione. 

11. Le carte dichiarale o riconosciute urgenti e quelle inti- 
mate dagli ufficiali giudiziari prima di passare alla registra- 
tura sono presentate al Capo dell'Amministrazione, il quale 
ordinerà ciò che sia da fare. 

12. Altrettanto sarà praticato per quelle che i mittenti dichia- 
rano riservate o per qualsiasi ragione debbano essere tenute 
con cautele particolari. 

13. I dispacci, le lettere, le istanze, che accompagnano mo- 
nete, oggetti preziosi, carte di credito al portatore, sono da chi 
li riceve presentati all'Economo o Cassiere perchè assuma la 
custodia dei valori, accusandone ricevuta in apposito registro 
e sui fogli di accompagnamento. 

III. - Classificazione deffll Atti. 
N, Gli alìì arrivati sono T\parV\V\ lu Va^uU titoli d'archivio. 



Archivi Ammhìistmfiri. 'MrA 



qnmnte Mino le materie principali dello stesso sorvl/io aiiiinini- 
itratlvo. 

I titoli vanno divisi In elassi, e queste possono rssore siiddivis,- 
in MOttoeioMsL 

15. Ad ogni titolo corrisponde un re^^lstro di protorollo ed 
una serie di atti in arcliivio. 

16. I titoli, le classi e le sottoclassi sono stahililc dal TiUdarii) 
degli atti, che sarà approvalo con di'cn'to ministeriali', o non 
sarà variato se non per assoluta necessità ^Modello .1*. 

17. Cogli atti che perdono valore nel ilci-Dr.so dfl t< ni))i) ^i 
costituiscono classi particolari, per eliminarle poi scn/a hiso 
gno di nuovo esame e senza pericolo di errore. 

18. Ciascun titolo hn una classe di alfari ^onerali v d'i mas- 
sima; una di aflfari collettivi: ed una di miscidlarica. ApparUM- 
ranno all'ultima quelli soltanto clic non trovasscn) sedi* in 
aicun'aitra. 

19. Gii atti pei quali non fosse costitnita nna classe, o \.\ ìIms 
Sificazione dei quali fosse dnhhia. sono attrihniti ad un l i'iu io 
solo, onde evitare contrasti di compclon/a e proweilimenli 
contraddittori. 

IV. — Registri di protocollo. 

20. Le pagine del protocollo (Modello li) .sono stampale, alle 
centimetri 43, larghe 35, numerale e contrassegnate. |)rima di 
essere scritte, da un l)ollo particolare, cnsloilito dal Capo del- 
rAmministrazione. 

21. I fogli del protocollo sono rilegati in volumi, sul dorso 
dei quali verrà fatta menzione del titolo, dell'anno e dei nu- 
meri primo ed ultimo delle registrazioni. 

22. Le registrazioni si eseguiscono con carattere nitido, seii/.a 
raschiature: i nomi delle persone e degli enti, che danno eausa 
airaffare sono scritti con lettere più alUt ed apparenti. 

23. Le registrazioni seguono il numero ordinale progressivo. 
che si rinnova ogni anno. I protocolli delle Kagionerie po- 
tranno cominciare col primo luglio, e durare per tutto l'eser- 
cizio fmanziario. 

24. Si registra l'atto principale (dispaccio, lettera, istanza, ri- 
corso) di ogni comunicazione. Si registrano i telegrammi quando 
contengono un ordine od una risoluzione, ed i rescritti coi 
quali si dichiara finito un affare colla formola: gli atti. 

V. — Registrazione degli Arrivi. 

25. Gli atti, dopo il primo di ciascun affare, possono essere 
registrati o per data o per affare o per provenienza. Si può cioè 
prenderne nota sul registro di protocollo secondo l'ordine di 



arrivo (Modello Bit ovvero potare dì seguito quelli che con- 
cernono il mcdesEmo nfTare^ o che provengono dallo s lesto 
Ufficio (Modello C). 

26* Noi protocolli per data^ ogni registrazione ha ilo numero 
diverso ; in guelti per offa ri o per iifflci, ogni affare od ufficio 
ha un numero comune a tutti gli (itti, e può avere un sotto- 
numero per ciascuna regtsiraEione. 

27. 1 proto (rolli per dalAt in cui ogni casella serve ad un aito, 
possono divenire protocolli per affai i, attribuendo agli atU 
dello stesso all'are più caselle vicine quante &\ presumono ne- 
cessarie alle registrazioni successive, salvo il rinvio a{l nltre 
pagine ogniqualvolta il num^ero delie calsene non corrispon- 
desse al bisogno. 

2B. I protocolli per affari saranno prefi^riti per gli atti del 
personale e per tutti quelli che traggono il nome dalla persona 
il n?;! che dalToggetto. 

29. Sopra ogni atto registralo, accanto alla data dell'arrivo, 
gin impressa;, si indica il protocollo e sì trascrive U numero 
tletla registra? io ne* 

3tl. Non si registrano in arrivo i giornali, ì libri, i bollettini, 
i lavori periodici, le note delle so m mini strazi onl, ed in gene* 
rate eie che spettai ella biblioteca, all'economato, alla cas^. 

31. Neppure si registrano le ricevute dtìlle circolari e delle 
comunicazioni idenllché fatte a più Uffici contemporanea* 
mente, bastando che l'arrivo sta notato sulla copertina del fa* 
svicolo che le contiene. 

32. Gli atti in contravv^i^nzione alla legge sul bollo ìiono regi- 
strati, ma si restituiscono ai mittenti, o direttamente, o col 
mezzo dei Sindaci dei Comuni con una formula stampata in- 
dicante la irregolarità, sentito il Capo deirUfficio al quale l'afEaré 
si riferisce. 

33. Degli atti relativi a più affari si faranno tanti estratti quanti 
sono gli affari, e ciascun estratto sarà collocato nel fascicolo 
al quale spetta, con ricordo dell'altro in cui si conserva l'atto 
originale. 

VI. — Formazione dei fascicoli. 

34. Gii atti registrati e classificati sono mandati subito all'ar- 
chivio per la formazione del fascicolo. Chiamasi fascicolo la 
riunione ordinaria per data o per numero degli alti ricevuti e 
spediti pel medesimo affare. 

35. Ogni fascicolo ha una coperta di carta forte, di colore di- 
verso per le diverse classi alta cm. 36, larga 28, ed ha un nu- 
mero d'ordine che rende fissa la sua posizione in archivio. 

36. Il numero d'ordine dei fascicoli è dato dal Repertorio, 
cioè d'elenco dei fascicoli via via ^oimaU, v^r o^^ni classe, dal 



Archivi Amministrativi, 395 



medesimo titolo di arcliivio (Modello D), Ogni fascicolo nuovo 
assume il numero seguente a quello dell'ultimo fascicolo elen- 
cato. Nei protocolli per affari il numero della prima registra- 
sione ò necessariamente il numero del fascicolo. 

37. Se l'atto è il primo di un affare, si formerà 6on esso un 
fascicolo nuovo: se ebbe precedenti si unirà al fascicolo che 
11 contiene. 

38. Sulla coperta dei fascicolo, oltre le indicazioni richieste 
dalia formula (Modello £), si noteranno gli atti che vi saranno 
inseriti, riferendo, di ciascuno, la data, l'Ufficio e il numero 
di registrazione. 

-39. Se il fascicolo fosse fuori d'archivio, sarà cura dell'Archi- 
vista di cercarlo e di aggiungervi gli atti arrivati ; se avesse 
data anteriore all'anno corrente, sarà portato fra quelli del- 
l'anno, ricordandone il trasferimento sul Repertorio e contro 
Taitima registrazione di protocollo colle parole : * passato al 
N . .. dell'anno ,. 

40. Negli afifari che si dicono di personale, ogni persona ha 
an fascicolo che dura quanto la persona, e la segue negli even- 
tuali passaggi suoi da una ad altra Amministrazione. 

41. I fogli saranno collocati nei fascicoli in guisa che il più 
recente si vegga primo: saranno ripartiti in più fascicoli ogni 
qualvolta la quantità ne renda incomodo l'uso o nuoccia alla 
buona conservazione. 

42. Una o due volte al giorno, in ore stabilite, gli atti regi- 
strati, divisi nelle classi rispettive, sono trasmessi, coi loro fa- 
scicoli, ai Capì degli uffici. 



VII. — Trascrizione. 

43. La carta per la scrittura degli atti sarà di buono impasto, 
l>ene incollata e tale da resistere al tempo e conservare niti- 
damente i caratteri. 

Sarà di filo quella per le leggi, pei decreti, pei mandati e pei 
dispacci di maggiore importanza. 

44. Quattro saranno le dimensioni dei fogli da scrivere: 
la prima per lettere di gabinetto (centimetri 12x20; 

la seconda pei dispacci (minute o copie) uguale alla carta 
bollata (centimetri 21x31); 

la terza pei decreti ministeriali (centimetri 24x34);. 

la quarta pei decreti reali e per le leggi (centimetri 25x38). 

45. Le relazioni che accompagnano i decreti saranno scritte 
su carta di formato uguale a quello dei decreti medesimi. 
Sarà provveduto perchè i registri, i rendiconti, le tabelle non 
eccedano le dimensioni rigorosamente necessarie. 

46. L'inchiostro da scrivere sarà nero, senza anilina, nò ma- 



ìùT'm corrosive, t-esìilente alla luce ed alle sostanze scoloranLì. 
Il polvertjio per asciugare lo scritto ooix conlerrù parLicelìc 
metalliche. 

47, Le nitniUe rtegll atti snranno seritie sopra fogtì interi In- 
testali a stampa *ioiiie gli originali (Modello Fh saranno sotto- 
scritte in cjtlce da cUi le minutò ed approvò e, nella pfima pa- 
gina, da clU la collazionò, copiò e spedì: recheranno il nu- 
mero di registrazione dell'atto al quale esse servono di ri- 
scontro, 

4S. GII allegati che dovranno accompagnare elaseun provve- 
dimento, saranno raccolti sotto fascia, dai minutanti, dal quali 
eBsì Esm-unno pure elencati Iti appendice alta minuta detratto 
principale ogni qualvolta non siano descritti nel medeiiima. 

49, I Capì di servizio cureranno che in un atto non si tratti 
che dì un alTare solo e perchè il sunto, scritli:i sul margine 
degli atti dai minutanti, b'm taiei per concisìioiie ed esattezza, 
da servire alla registruìEloiie del proto collo- 
co. Saranno su carta colorata le minute stampate dcìgli alti 
di minor conto, oude renderne facile, quando ne sia tempo, 
rclini inazione. 

SL La trascrizione deve riprodurre esattamente Forìgtnalc in 
carattere nitido. Senza cancellature^ omissioni, trasposizioni od 
ng^ìunte. 

^2* E vietato l uso di preparazioni chimiche per correggere 
gli errori di scrittura. 

Colle macchine scriventi sarà trascritto solamente il car- 
teggio. 

53. Le copie coi rispettivi originali sono inviate agli uffici 
per essere collazionate e presentate a chi le deve sotto- 
scrivere. 

Vili. — Spedizione. 

54. Le carte da spedire sono collocate in uno scaffale a ca- 
selle, per avvicinare quelle che, avendo il medesimo indirizzo, 
sono da unire allo slesso piego. 

55. Gli speditori esaminano se le copie siano regolari quanto 
alle registrazioni, agli allegati, all'indirizzo ; appongono la me- 
desima data alle minute ed alle copie che ne fossero mancanti, 
scrivono in calce alla minuta il nome di chi sottoscrisse la 
copia. 

56. Le minute, cogli atti relativi, sono, senza alcun ritardo, 
inviate ai protocollisti per la registrazione di partenza. Sulle 
minute sarà impressa la data della spedizione. 

57. Sui pieghi, oltre all'indirizzo, sarà scritto il numero di 
protocollo, degli atti contenuti per le ricerche che occorres- 
sero e le diciiiarazioni di ricevimenVo. 



Archivi Amministrativi. 397 

■,i. 1 

•'-ItiQittiido 0i allegati sf dovessero spedire separatamente 
pnitìsé Volamlnosi, sul pacco che li contiene sarà ripetuto il 
ttttdiefo.del dispaccio a cui devono stare uniti. 
»ÌBL l4 lettere da distribuire in città sono notale coll'indirizzo 
«mÀ numero sul libretto delle consegne tenuto dalVinscrviente 
:V ditMbntore, che non le consegnerà se la persona a cui sono 
ìp dirette e altari per essa non ne accusi ricevuta. 
',.'■■ ' 69i Tutti i pieghi che partono dairufflcio, meno quelli notati 
^^ ani libretto delle consegne, devono essere registrati sul gior- 
^' naie di spedizione (Modello G) colla data, col numero e col- 
^Ulndlrlzio. 

k^Y* 61. La corrispondenza, diretta per posta agli Uffici del Regno 
W:0Èm godono fìranchigia, sarà munita del contrassegno postale ; 
^".!!la rimanente sarà affrancata dagli uffici di posta, che terranno, 
ì&-JD«Ue singole Amministrazioni, appositi conti correnti, ovvero 
c'r\iiàxk spedili^ a carico di chi vi ha interesse. 
IX CL I pleglii e pacchi che devono essere raccomandati o assi- 
Va enrati, sono notati coll'indirizzo e col numero su due esem- 
T'. plMoA di identica tabella, uno per norma dell'ufficio postale ed 
\ ■ - Ufo per la dichiarazione di ricevuta (Modello H). 
i-' . 98. n contrassegno per la franchigia postale è custodito dal 
, . Cispe degli speditori, il quale vigilerà perchè non sia apposto 
jf B pieghi contenenti carte ed oggetti di interesse privato. 
;-\ M. Gli speditori debbono conoscere i regolamenti e gli orari 
i fiottali, ferroviari, telegrafici, e seguirne le variazioni. 
:•' ■ Un esemplare dei regolamenti, degli orari e delle rispettive 
V variazioni sarà esposto contiguamente nella sala della spe- 
dizione. 

85. I giornali di spedizione, le ricevute postali, i libretti delle 
fBonsegne saranno conservati per due anni. 

IX. — Reglitrazlone delie partenze. 

66. Le carte che si spediscono sono registrate sui protocolli 
di rimpetto a quelle a cui esse servono di riscontro. 

67. I provvedimenti d'iniziativa dell'Amministrazione si re- 
gistrano soltanto in partenza. 

68. Si registrano con un numero solo e tutte in una volta 
le circolari e le disposizioni identiche comunicate contempo- 
raneamente a più Uffici. Le circolari possono avere anche un 
numero proprio d'ordine. 

69. Il passaggio di un affare ad altra Direzione generale si 
eseguisce con lettera stampata, registrata nel protocollo; il 
passaggio ad altro Ufficio della medesima Direzione generale 
si ricorda con annotazione sul protocollo . 

70. Non si registrano in partenza i decreti, i mandati, i 
ruoli, le statistiche, ed in generale tutti i lavori che devono 



Capitola F;l 



esìgere accompagnali da lettere, basi nn do la registrazione dì 
queste 

lì* Ogni quìndici pomi i protocollisLi desumono dai loro 
registri Telenco (Modello /) di'lle cart@ spedite, alle quali non 
fu datu risposta e di quelle rlcevule (Modello L\ sulle quali 
non fu provveduto, e lo prejsentano al Capa delFAmminlstra-' 
Kiojie. 

72. Uu regislrój a modo di &cfldeoEarlo, ramraenlerà gli a Ili 
che devono essere ripresenlotL 11 Capo degH archivisti lo eoo- 
multerà Oj^iìii malti na avanti qualunque Itivoru, e disporrà rio- 
vio agli Ufflci dei fascicoli relativi. 

X. — IndlcB delle rej^ts trazioni. 

73. Ogni registro di protocollo uvrà un indica di Torma to 
idenlicoT diviso in duiì parti : la prima pei nomi delle persone 
(Modt^Ilo M), la seconda pei nomi degli UfUei od enti morali a 
cui le registrazioni sì riferiscono (Modello N>. 

74. Le re^ìstraailoni sull'indice si faranno eoutemporanea- 
mente a qnelle sul protocollo. 

Ih. Nell'i ndice, rogtsetto sarà accennato brevemente sotto 
tutte le possibili deDouiinastoni. 

7tì. Per gli aliar j del personale, l'indice sarà indi pendente 
dai registro di protocollo e basterà contenga 11 nome della 
peisrtria col numero del fascieolo, il quale potrà perciò du- 
rare parecchi anni. 

77, I nomi che cominciano colle lettere H, J, K, Y, W, sì 
noteranno due volte, cioè, secondo rortografia straniera e la 
pronuncia nostrale. 

Quelli preceduti dalle particelle da, de, di, lo, la e simili sa- 
ranno registrati come se si trattasse di una parola sola. Nei 
casi dubbi si registreranno tante volte quante sono le forme 
colle quali potrebbero essere pronunziati. 

78. I cognomi doppi o multipli si registreranno coi singoli 
componenti. Gli atti relativi a donne maritate o vedove saranno 
registrati col cognome del padre e del marito. 

Xl. — Archivi. 

79. Ogni Ufficio di registratura avrà un archivio per gli af- 
fari che esigono ancora provvedimenti, e si chiamerà corrente 
Ogni Ministero avrà un archivio per gli atti sui quali fu defì- 
nilivauiente provveduto, e si chiamerà di deposito. 

80. Nel gennaio di ciascun anno si levano dall'archivio cor- 
rente ì fascicoli degli affari compiuti, e si portano nell'archivio 

di deposito. Dagli archivi del persoivaVe ^v levauo e trasportano 



Archivi Anuninistrativi. 399 



so^nto i fascicoli relativi a persone morte o che più non 
appartengono all'Amministrazione. 

81. Dopo un decennio gli atti dell'arcliivio di deposito, che 
più non occorrono ai bisogni ordinari dell'Amministrazione, 
passano all'archivio del Regno e sono eliminati. 

82. Quali siano gli atti da depositare o da eliminare sarà di- 
chiarato, per iscritto, da una Commissione nominata con de- 
creto ministeriale e composta di due ufficiali superiori del 
Ministero, al quale gli atti appartengono, e del Direttore del- 
l'archivio del Regno. La Commissione indicherà anche se le 
carte da eliminare debbano essere macerate, bruciate o cedute 
in libero uso. 

Nei òasi dubbi deciderà il Consiglio per gli archivi. 

83. Si rilegheranno annualmente in volumi 1 decreti reali ori- 
ginali non compresi nella raccolta delle leggi, le circolari, 1 re- 
golamenti, e le istruzioni. Ciascun volume sarà accompagnato 
dall'indice degli atti contenuti. 

84. Se non esiste biblioteca, si conserveranno in archivio e si 
rileccheranno annualmente la Gazzetta Ufficiale^ la Raccolta delle 
leggi, e i Bollettini. 

85. Gli archivi corrente, di deposito e del Regno sono ordinati 
egualmente; cioè la collocazione degli atti vi corrisponde alle 
classi nelle quali essi furono, sin dall'origine, ripartiti. 

86. Il titolarlo per la ripartizione degli atti stabilisce anche la 
posizione dei medesimi in archivio ed è la guida dell' ar- 

. chivista. 

87. Coi fascicoli degli atti passano agli archivi i registri di 
protocollo, le collezioni suddette e quelle altre che, per una 
ragione qualsiasi, fossero state formate. 

88. Gli archivi delle Commissioni temporanee e degli uffici 
distaccati, dei quali è cenno nell'art. 3, saranno, al cessare dei 
medesimi, trasferiti nell'archivio di deposito. A tal uopo il Capo 
della registratura promuoverà, occorrendo, gli ordini ne- 
cessarii. 

89. Il carico dell'archivio è stabilito dal repertorio degli affari, 
il quale accompagna perciò i fascicoli dall'archivio corrente a 
quello di deposito. Una copia del repertorio serve da inventario 
per la consegna degli atti all'archivio del Regno. 

90. Sul repertorio si notano i passaggi dei fascicoli da uno ad 
altro anno e da una ad altra classe, le riunioni e divisioni che, 
nel progredire delle trattazioni, divenissero necessarie, nonché 
le eliminazioni di quelli dei quali sarebbe inutile la conser- 
vazione. 

91. Gli atti riservati e quelli del personale si custodiranno 
in armadi chiusi a chiave. 

92. Nessun fascicolo, nessun atto, può uscire dagli archivi se 
non per richiesta scritta di chi ne abbia. a.VL^Q\vVàL ^^^^^^^Xs^» a\. 



4 ^^y CapHolo F. 

io rti Hchìesla terrà, in archivio, ri posla del fasci- 
ti*, itlo comunicalo, sino a phe essi non siano reslìtufll 

94. ^. lUCt per qualsivoglia tìtolo o causo, abbia ritiralo 
dfl pub Vffìci atU o documenti di spettansta fi el!' Ani mini- 
straEior obbligato a restiluLrll al relativo orthivio ; e, ìu 
mancia] iovrà rispondere della ome!ì»a rei^lituzìang. 

95. A' di co\locare siabìJmeote i fascìcoli u el l'archi v^io di 
dcposilu, irchivisla eliminerà le carte evicìeniemente l«wHli, 
racconcie i fo^lì guasti . e ^lìs porrà gli atti per ordine di daia, 

96. I fa icoli deUn medesima chiese saranno forieiiicnle 
atreUL in - rtelte o buste, sull'esterno delle quali si indiche- 
ranno il t :)io, la ciasse» l'anno, i numeri, prìnto ed ultimo, 
dtìglì atti 



omplemetiUrl. 

tura e di arcrhivìo custodisce 
entica le copie ordinate o 
bivio. 

rati saranno osservate le rir- 
fo ed occorrerà, per ognuna* 
-.^umtrazione. 



XI ig 

97. Il Capo del 
i sigilli dell'An 
permesse degli 

98. Per le copi^ 
gole stabilite per 
il permesso del C»i^^ -, 

99. È vietato, senza licenza del Capi di servìzio, dar notizia 
a chicchessia degli affari di ufiìcìo e degli atti che vi arrivano 
o ne partono. 

100. Nel geimaio di ogni anno, il Capo della registratura com^ 
pilerà la statistica degli atti ricevuti o spedili, degli affuri in- 
cominciati e llnitif ìndicaiìdo, per ciascuna divisione o sezione^ 
il numero o 1'* speciidità dei lavori e^ìeguiti. 

Visto, d'ordine di Sua Maestà 

Il Presidente del Consiglio dei Ministri 
Ministi'o dell Interno 

Pelloux. 



Archivi A yn nìinìatrdtlri. 



101 
Modello A. 



DIREZIONE GENERALE . , , 



TITOLARIO DEGLI ATTI 

approvato con décrdtt Minist&'iaU.... 19.,., 



TITOLI 


CLASSI 


@0TT0CriA6BT 


AnmHu:ikmi 















Taddbì, 



il 



1)11 



// / 



^^^P Caìdiòlo Y, ^^^^^^^^1 


1 


ìirezione generale 


1 


iZOlfK 


Di&i^crizioue degli attt irrlvftll e delle don 




aut«ce- 


Ctl MurlBHe 


gnu co di citi 
oh© fu scritte 


Data 


^ 




gu&ute 




1 




\ 








• 



Archivi Amministrativi, 



403 



tolo 



Modello B. 

( Pagina 



)8eriz. degli atti partiti e proYTedimenti 


Archivia- 
zione 


Annotazioni 


àohi 
scritto 


Santo di ciò 
che fu scritto 


Data 


•s 














Classe 


\ 




Sottocl. 




Fase. 







X 



404 



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CtfpUolo Y. 



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flJVj^n.u**!' 




ojaran^it 





Archivi A ni ministrativi. 



405 



Modello 0. 



DIREZIONE GENERALE . 
Trt-OLO 



Classe ......... Anno . . . 

REPERTORIO DEI FASCICOLI 



SOMMÀRIO DEI FASCICOLI 



NUMERO 

«'^J°f^« Annotazioni 

fascicolo 



4()fì 



CapUolQ Fi 



DIREZIONE GENERALE 



GIORNALE DI speiussioot: 

TVEI PIEGBI E DEI PACCHI PBR VIA POSTALE 




1>ATA 



IN DI RIZJ5 



tlffiulo u ii&moQQi 



IfUOgO 



* 9. 
151 



il"» 



/// 



Archivi Aintninistrativi. 



407 
Modello H. 



DIREZIONE GENERALE 



ELENCO DEI PIEGHI PACCHI 

CHE SI CONSEGNANO ALL' UFFICIO POSTALK DI IloMA 
per essere spediti con (1) . . . . 



1, 


1 5 IH a 1 55 ;5 


il 


a 

ti 


1 

1 
1 


A^fitìfti':ìntìi 


Uffloio o iieraonu 


Taio^ 














' 



Roma, addì .... 



LTffidale 
incari<iato della spedizione 



Bollo 



L'Ufllcio postillo ha ricevuto i pie- 
ghi Hopraindicati. 

LTfficiale ricevente 



Bollo 



(1) .4francazionef rtieeomandaziorM, assicurazione^ 



m 



Capitolo V. 



m ONE GENERALE , . . . . 

Titolo . . Classe 

mJX imUÌA ATTI 

spediti . I oltre quindici giorni, sol qQall il ùispett& riap^stA 



Modano I. 



3I 




> ilcgU ftlti 


JnmtmlvM 


1 

1 














m 



addì . ... ,19 ... . 

Il Capo dell'ufficio di registratura 



. ' Archivi Amministrativi, 



409 



Modello L. 



DIREZIONE GENERALE 
Titolo 



Classe 



NOTA PECULI ATTI 

iteeTUtì d« oltt?» qislndlci gloffiU ini qtLftll aoa fu pitoTYadato 



'fi 



. 



DATA 



Cht J!i.rÌHHL' j Biinto degli alti 



Ammttazbmi 



adtU 19 

Il Capo deU' Ufficio di registratura 



MadBUo M. 



miONE GENERALE 



TiToi-o 



Classh 



Anko 



miCE I»ELLI^ REBISTRAZIOlil 



Persona 



OGGETTO 



Nameri 



I 



Rubri Q« 



U 







TT 







V 



X 



Archivi Ammiri isf rat ivi. 



DIREZIONE GENERALE 



(11 
Modello N. 



Titolo 



Classe 



Anno 



INDICE DELLE REGISTRAZIONI 

(Parte a») 



Ufficio 



OGGETTO 



Namcri 



Rubrica 

A 
H , 

1> 
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11 
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412 


^^^P C^|ii7oZa K^ 


^^^1 


^H 


Oceorre 


mRElIONE GENERALE , 


Madello 0. ■ 

1 

IH rel&tivl a. . . . . 


DlTISlONE , . . . Seziù? 


1 at SbttoacTitto 11 f^^icolo degli ftl 






dell'amio 










Il RjCHlEIlESTfi 




it ìsYìm il tliMlcolD ilcbiesto cbe liB il N. 
ciftaia . , . , aottoolHfe . , , . e ai prega dì 


addi .... 

, , . . a«l Titolo . . 

[j'AncmvisTA 


. dalla M 



Vale per ricevuta del saddetto fascìcolo. 



.... addi . ... 19 



Il Richiedente 



Visto d'ordine di Bua Maestà 

Il Presidente del Consiglio dei Ministri 

Ministro delV Interno 

PELLOUX. 



CAPITOLO VI. 
Oli Archivi degli Uffici di Pubblica Sicuroz/a. 



È stato dimostrato od ò, si può dins assioni.a dì (|iimIiiii- 
que amministrazione, vho tutti p;li nlìlri ivi^oIarriuMilr or- 
ganizzati, siano pnbl)lici o privati, dj'vono nvcn» un mh-Iiìvìo 
bene ordinato. 

Gli Uffici di Pubblica Sicuro/za, più di (|UmIsì;isì .mIIi-.-i 
amministrazione, lianno bisogno di ririlmcciarc i iin'c.Miriili 
dei molteplici alìari che j>;ioniairnente si pres^'idano mI Ioio 
esame, senza frapporre iudu«;io e con la cei-lez/.a inah'ina- 
tica di non caden» in errore. 

L'ordinamento dejjjli archivi dì (juesli lintcì perci('), riclin'- 
deva uno studio accurate) per metterli in j^rado di soddi- 
sfare alle esigenze del servizio. Kd il servizio atlìd.Mlo a^ii 
Uffici di Pubidica Sicurezza è sempre ur^entr» e non |)in'> 
ammettere dilazioni clie raramente. Trattandosi di aC- 
fari delicati clic implicano, il più delle volte, menoma- 
zione di libert{\ nelh? persone, restrizìom^ nalPazione <li enti 
e società, o imminente turbamento della (piiete publ)Ii(;a, 
ogni dilazione, per quanto breve, può (essere un pericolo ed 
un danno. E poi i limiti di tempo, per alcuni determinati 
affari, sono tassativament(» fissali dal codic'e» e dalh^ 1<'j;j;ì, 
e Toltrepassarli creerebbe serio imbarazzo all'AutoritA,, danno 
non lieve ai privati o agitazione pubblica dannosa allo 
Stato. 

La necessità di avere archivi b(Mi(» ordinati e unilbrme- 
mento organizzati s'impose .per impedire clw» l'opera dei 
funzionari venisse ritardata o intralciata dai trasloclii, facili 
ad avverarsi in questo ramo del pubblico soitìzìo, e perchè 



414 ^^^^^P Castolo ri. 




non venissero m alcun modo daiiiìeggiati gE intereasi dei 
dltadini e dello Stato. 

L"*ordìnaraerao di un archivio non è cosa da trattarsi con 
leggerezza, ed al Ministero deirinteriio <Ial finale dipen- 
dono gU arcliivi dello 8 lato j non poteva sfn gioire Ti rn por- 
tanza doir uniformità neirordinamimto di quelli delia Pub- 
blica Sicurezza. 

Una riforma sostaoziale e di grandiasiuia importanza come 
quella apportata dalle disposizioni del 1903 agli iirckivì spe- 
ciali di questi Uffici, non doleva essere lasciata in balta 
dei vari e maltoplicì archivisti, i quali TavrebbeTO attuata 
con siatemi propri, tutti buoni, ma talment<.^ clisparaty che 
il funzionario traslocato non avrebbe? saputo né potuto for- 
marsi prontamente criteri esatti di persone e di slfari. 

Recenti disposizioni legìslaliTo tolgono ai funzionari di 
Pubblica Sicurezza i mezù per conoscere, con la dovuta 
sincerità, tutte le notizie che ad essi occorrono per formarsi 
un esatto concetto delle persone con le quali si trovano a 
contatto, e dalle quali è difìfìcile sapore la verità perchè 
procurano sempre di naa^ondere i precedenti della loro 
vita* Era dunque neceSìiario che il buon fuuzionamejito di 
questo importantissima semzio non risentisse ^rave danno 
dall'ignoranza di dati di fatto che potevano costituire ele- 
menti di retto giudizio. 

Fu deciso perciò di metterlo in grado non solo di posse- 
dere quanto il potere giudiziario gli avrebbe quind'innanzi 
negato, ma ancora di perfezionarsi, avvalendosi delle im- 
portanti conquiste della criminalogia moderna. Venne per- 
ciò stabilito di istituire dei casellari permanenti dai quali 
risultassero chiare, ben disposte e dettagliate tutte le no- 
tizie relative all'attività criminale di un individuo e dei 
mezzi di prevenzione e reprensioiie adoperati in confronto 
(li lui. Solo in tal modo i funzionari avrebbero potuto pro- 
(jedere alla graduale applicazione delle conoscenze scienti- 
fiche ; e solo con l'uniformità d'ordinamento potevano es- 
sere messi in grado di avvalersi di questa istituzione, quando 
le necessità del servizio li avessero obbligati a cambiare 
residenza. 

Le istruzioni diramate con la circolare P giugno 1903, 

n." 9048.1, danno particolareggiate disposizioni per l'im- 

piaiìto (ìi questi casellari e presemowo V \\"'i\\\v>^Vva.wLa. asso- 



Gli archivi degli uffici di pubblica sicurezza, 415 

luta per la tenuta e rordinamento degli archivi dogli UfTici 
di Pubblica Sicurezza, a cominciare dal 1® gennaio 1904. 

Con queste istruzioni si stabilisce la ripartizione dei titoli 
classi e sottoclassi in cui deve essere diviso l'archivio, ven- 
gono indicati i registri da tenersi, i limiti delle compotenze 
di giurisdizione dei singoli uffici ed i fascicoli che devono 
essere conservati e quelli che possono essere mandati al 
macero. Ma v'ò di più : il passaggio dei fascicoli dairarclii- 
vio agli impiegati od agli uffici, come quello che motte» in 
grado Tarchivista di fornire pronte ed (^satte informazioni 
sull'esistenza o meno degli incartamenti, vi è chiaraniont(» 
descritto ; e tassative sono le disposizioni per impedire elio 
Tarchivio si trovi privo delle indicazioni necessarie por co- 
noscere se, dove, quando ed a chi fu consegnato un incar- 
tamento. 

Abbiamo dimostrato, nei Capitoli precedenti, come l'ar- 
chivista abbia necessità di seguire con la più grande cura 
il movimento delle carte, per non incorrere in errori dichia- 
rando inesistenti fascicoli che si sono formati e per poten? 
indicare con esattezza la persona o l'autorità presso la quale 
si trovano in esame. Il movimento dei fascicoli ò, come ben 
dice la circolare ministeriale, la pietra angolare dell'ordina- 
mento di ogni archivio : e gli archivi degli Uffici di Pub- 
blica Sicurezza hanno bisogno di riposare tranquilli sopra 
questa pietra, che per la sua solidità deve servire di pernio 
a tutto il movimento dei molteplici e svariatissimi aflari 
che si presentano nel breve ciclo di una giornata. 

Il carteggio da tenersi in evidenza per essere rimandato 
ai capi degli uffici, qualora in un dato termine di tempo 
non sia pervenuta risposta, viene custodito in caselle sepa- 
rat-e per renderne più sollecita la ricerca ; ed ogni armadio 
ha un riparto speciale destinato a contenerlo. Questa dispo- 
sizione giova per avere sott'occhio la quantità dei fascicoli 
in trattazione, ma può riuscire poco pratica ed essere causa 
di gran perdita di tempo se non è completata con la tenuta 
di uno scadenzario sul quale vengano segnati, alla rispet- 
tiva data, i fascicoli da riprodursi. 

Sono molte le disposizioni importanti che vengono duio. 
con queste istruzioni, ed alcune di osse potrebbero riusciiv^ 
utilissime, non solo agli incaricati della custodia dei docu- 
menti di questi UfUci speciali obbUgia.ti a^d ^Uaì\v*ìx:^\^ \vV"^ 



Capifùìo VI. 



tutto quanto riguarda il loro servìzio, ma antera a^li av- 
chiaristi uditi allr^? 511110111113101511001» i quali possono trovarne 
ili adattabili con profltto nei propri nftlei. La chiarezza wjii 
la qnal(* sono esposto, dolinoa lucidaraeiite Torci ine (* la 
pip*.dsioin* ifidispeiisabUi eemxjre nei lavori di qualsiasi ar- 
t^hirio D If^ rt'nde facilmt*ntf* aasimilabili. 

I parti colari coi quali si il est-ri ve rimpianto degli ìrapor- 
tanti Casellari di ìMi^ifi e delle Cartelte biografiche^ dei 
lìregiudicati; rende cosi cìiìara Tidea, da luggiungorp lo 
aoopo di eliminare il perìcolo dì inoltoplicì interpretazioni 
per la formazione e Tord in amento di essi, 

Mi piace mettere in evidenza la prescrizione data di t-e- 
oore le disposizioni di massima l'iunite neirarcliivio lij no 
solo nflicio ed in apposito seaflale, ilisl:inte per materie e 
raggruppate sotto una sigla alfabetica, {Vedi Tabelle B 
e L] (1). 

II tnassimario è^ generalmente trascurato dagli archi™ti, 
foTBO perchè procui*a loro qualche pensiero per le indispen- 
sabili annolaaìoni e richiami. Il tenerlo riunito in apposito 
scaffale, n(?]r archìvio di un solo u Ili ciò, suddiviso per ma- 
terie, può non esser cosa perfetta, ma sta in fatto che agU 
u ilici giova ; non nuoce, né ritarda la trattazione defili af- 
lari ; impedisco la dispersione di disposizioni importanti, e 
forma una preziosa collezione di ordini e disposizioni, uti- 
lissima oggi, per la risoluzione tielle questioni più impor- 
tanti ; domani per la storia, col rivelare i criteri politici e 
di polizia adottati dai vari uomini che si succedettero al 
governo o che direttamente lo rappresentarono nelle loca- 
lità eccentriche. 

Se questo sistema venisse praticato in tutte le ammini- 
strazioni, ne seguirebbe la necessità di trattare le questioni 
di massima separatamente ed obiettivamente, e di esse ri- 
rftarrebbe ricordo imperituro, poiché lo scaffale che contiene 
le massime non può sbagliarsi né confondersi con quelli che 
lianno carte da macero o da mandare all'archivio di depo- 
sito. Lo spoglio di questi interessanti fascicoli potrebbe farsi 
ad inteiTalli molto lunghi di tempo, togliendo, per inviarli 



(1) L'ufficio designato per trattare e custodire le disposizioui 
di massima è il Gabinetlo 



Gli archivi degli uffici di pubblica sicurezza. 417 

all'Archivio di Stato, quelli che contenessero massime ormai 
abrogate o sostituite da altre inspirate a differenti criteri. 

Altro paragrafo importante ò quello che parla dogli Ob- 
blighi speciali dei capi d*ufficio e di archivio, noi quaU^ 
si ricordano sommariamente i doveri principali (loU'arclii- 
vista e rattenzione che, ognuno elio ricopra tal(^ carica, 
deve m(ittere nel disimpegno delle sue attribuzioni pen* non 
recare danno all'amministrazione, alle persone o alla so- 
cietà. E perchè ciascuno adempia al proprio dovere con (co- 
scienza e con responsabilità propria, stabilisc(i cln^ la t(>- 
nuta dei registri venga specificatamente assegnata a dotor- 
minati impiegati, i quali devono rilevare dai fascicoli lo 
notizie da annotarsi nei registri stessi. E le ultime^ pagine 
di ciascun registro, devono essere destinato a riportai» la 
data in cui ogni impiegato ha cominciato e finito di tonarlo, 
perchè, all'occorrenza, non possa sfuggire la rosponsahililà 
diretta di chi sia stato causa di eventuali omissioni od ir- 
regolarità. In caso poi di assenza provvisoria o di trasf(U'i- 
mento degli incaricati, i capi di ufficio devono dosignaro 
immediatamente i sostituti, prendendo nota, nello nltinu» 
pagine del registro, del cambiamento avvenuto. 

Le disposizioni del 1887, alle quali si riferiscono o- ricol- 
legano quelle dcjl 1903, si occupano più particolarnuMitc del 
sistema di registrazione da adottarsi in questi Ulfici : (^ per 
questa parte, non subiscono variazioni. 

È prescritta la tenuta del protocollo analitico, come» quella 
che fornisce il modo di ricostruire un fascicolo quando, por 
qualsiasi motivo, vada distrutto o disperso. E' ovvio il di- 
mostrare come questo sistema di registrazione sia il più 
adatto per archivi che custodiscono fascicoli del genero di 
quelli che vanno formandosi negli Uffici di Pubblica Sicu- 
rezza. 

Ma è da osservare che, il protocollo a sistema analitico, 
non può mettere in grado di ricostruire la storia contenuta 
in un fascicolo disperso, se non è compilato con accuratezza 
ed accoppiato ad una ancor più accurata registrazione : (^ 
la pratica ci dimostra, pur troppo evidentemente, che Tao 
curatezza necessaria alla compilazione di un protocollo bon 
fatto, non si può ottenere senza dare agli impiegati il tempo 
necessario per leggere ed esaminane le carte elio devono 
registrare, nò si può ordinar loro di atteuersi aJLl'o^^^v-^.v^ ^v-^ 
Taddbi. * ^ 



41S ^^^IP Capitùlù VI, 



^ato in iDargiiir^j che può ossele sbagliato^ per rilevare' lo 
i^aratteristiclie di uii lìiugo rapporio. Oltima è la digpt»si- 
zioiifts ma Tatto ari a riehietin uti niimprcj d'impiegati prci- 
[Kirxionato a qnf41o delle i^arto. 

La scarsezza del persoTjale e rimpombilitA di suddividere 
raffri[?ttato lavoro elie nei grandi uffici si è eostn^tti di fare, 
Ila suggerito ai e^pi di alcuni di questi arobiri radozione 
del protocollo a alsteiua jsintetìoo, come quello t*he permettp 
UT»a più accelerata registrazione e una più Bucdntii rubri- 
cazione degli affari. E nei grandi uffici, personale e locali^ 
sono quasi sempre deflcienti. 

Data la deUcat-o^za de^li affari, occorrerebbe inveee che 
gli archivi defi;Iì Uffici di Pubblica Sicurezza yenissero col- 
locati in luoghi spaziosi e sicuri, per preservarli dai molti 
pericoli che corrono quando si trovano ot»blij2;ati ad aJfastel- 
lare in poco spazio una quantltjk sproporzionata di mate- 
riale coriaceo, col cojisc^guente movimento, sempre accele- 
rato e febbrile, degli impiegati che vi lavoi-ano. 

Le istruzioni del 1S87 e quelle del 1903, insierae riunite 
e eofirdinate, ci danno una tenuta di archìvio completa e^ 
quasi direi, perfetta. Ove la loro scrupolosa applicazione sia 
stata possibile, la riuscita non può essere stata che ottima* 
R perchè ogid funzionario, al quale piaccia studiare queste 
istniKioni, possa formarsi un concetto chiaro delle teorie da 
svolfT'^re in oe<iasione di possìbili esami ; possa metterai i« 
ìj;rado di {indicare del lavoro di coloro che sono addetti alla 
custodia delle carte ; poasa imparare a ricercare, senza 
raiiito dei pratici, i fascicoli che, evejitualmeiite, potrebbe 
avere urgenza di consultare, le riportiamo per esteso, con 
tutti gli allegati che facilitano il modo di rintracciare qua- 
lunque incartamento nell'archivio di qualsiasi Ufficio di 
Pubblica Sicurezza (1). 



(1) vSi tralascia di riportare i modelli delle copertine dei fa- 
scicoli e quelli dei molteplici registri speciali, non contenendo 
fmcature che meritano apposito studio. Chi desidera esami- 
narli può facilmente procurarsene un modello, essendone lar- 
gamente provvisti tutti gli Uffici di Questura. 



Gli archivi degli uffici di pubblica sicurezza. 419 

CIRCOLARE 16 settembre 1887, n. 9041-1. 
Ordinamento degli Uffici di Pubblica Sicurezza. 

Protocollo ed Archivio. 

Il servizio relativo alla tenuta del Protocollo e deirArchivio, 
secondo ebbi a rilevare, non procede con la necessaria rego- 
larità, tanto più che non essendosi poste in vigore in molti 
uffici le norme impartite con le istruzioni Ministeriali del \° 
giugno 1866 quasi da per tutto furono adottati modalità e cri- 
teri affatto disparati. 

Ho creduto perciò utile ed urgente, che tale servizio sia or- 
ganizzato in guisa da imporre unità di metodo in tutti gli uf- 
fici, e da rendere sicura e spedita la trattazione degli affari, 
nonché facile e completa la ricerca degli atti. 

In base a tali criteri ho stabilito le seguenti prescrizioni ed 
avvertenze, delle quali è necessario che sia curata la più esatta 
osservanza. 

A datare dal 1*^ Gennaio per quanto riguarda gli uffici di 
P. S. le predette istruzioni del 1° Giugno 1866, sono abrogate ed 
il servizio di Protocollo e di Archivio sarà organizzato in con- 
formità alle istruzioni che alla presente si uniscono. 

Mantenendo l'uniformità del Moduli A, B,C,(1) circa il Proto- 
collo, la copertina dei fascicoli e le rubriche, dovranno ser- 
barsi inalterate la classificazione e il conseguente riparto degli 
atti in Archivio secondo le indicazioni del Modulo D che è 
sostanzialmente conforme alle istruzioni contenute nella circo- 
lare del 5 Ottobre 1880, n. 9(j74. 

Non sono peraltro in modo assoluto vietate nelle suddivisioni 
degli affari di Polizia Giudiziaria quelle aggiunte o modificazioni 
di titoli che potessero essere conseguenza necessaria di alcune 
Provincie della diversità del Codice penale in esse tuttora im- 
perante. 

Negli uffici distaccati ed in qualche Ufficio Circondariale, ve- 
rificandosi il caso che non si presentino alla trattazione, all'ari 
di tutte le categorie, quelle vacanti saranno lasciate tali con 
fogli di avvertenza. 

Dovrà poi assolutamente evitarsi che alle Categorie tassativa- 
mente ora prescritte si aggiunga la Miscellanea come quella che 
sottrae gli affari alla loro vera classificazione. 

Si dovrà pure aver cura speciale che i fascicoli siano collo- 
cati e coordinati nell'Archivio per ordine alfabetico, perchè ciò 



(1) I moduli citati in questa circolare e nelle istruzioni che 
la seguono, non si riportano perchè sostituiti da cvv.vvUv«ò.Wvì.o^v 
alle istruzioni del 1" Giugno \^'A. 



420 Capimio VL 



ne ren. il fucile il rinvenimento, a pudalmente per quelli 
che si I. scono a persone, come per esempio ai prep Lidi cali, 
amiìiDtìL olpiLi {là mftndnto dL i^utturn, ecc. od al pubblici 
esercenlit ^ mtlilori ambulanti e similL 

Ai cnpi e uFlicìo spcttfì di vegliare perchè si conservi l'uso 
delle copéi ine a colori difTerenli, e ciò è necessario per ren- 
dere tjuiisi .mt*osalbile l'ineonveniente dì riporre nello Jicalfule 
di PoìÌJTÌa Ammlnislrallva Un fascicolo di Poliziti Gìiid isolarla,, e 
vice versa- 
li Sistema prescritto dalle preseiiU istruzioni, a prefer^^nza 
di ogni altro linoni adoltsto, rencie i Protocolli di un' eece/,io- 
nale utilità, giacché mette in grado gli affici di rifare un fa- 
scicolo, che per cas> nrrtlo. 

E per quanto rigv ' , essendosi ridotte a 5ole 3 

la categorie per la J ia, a il per TA m ministra- 

tìvn, e a 4 per gli a I G»IdnettOT e mercé la r)i- 

sposiEio ne dcgl i a l ti , pa rie , per ord i n e ni faijf 1 1 e o 

sì rende il servigio p! ordinata e più semplice. 

Per io che importa . più scrupolosa esattezza 

nella compìloiion dei fojjlielli di richiamo, i 

quali sono, dii'ei f , asolare del slslenia di Ar- 

eh Svio oro preacri 

Per assicurare il perfetto andamento di quelito importautìs- 
rao ramo di serviselo fa d'uopo che fin da ora l .'ìiguori Prefetti 
dispongano che i funzionari Incaricati della tenuta degli Ar- 
chivi, secondo il presenle sistema aì appliehìnci allo sàhuìio delle 
unite istruziotd, onde oecorrencio posiiano la tempo richiedere 
ed ottenere schiarinicntt. 

I signori Prefetti sono allresl invitali a predisporre in ^^uisa 
le cose che al 1° Gennaio 1888 gli scaffali attuali degli Archivi, 
siano in condizioni da essere adoperati secondo le nuove pre- 
scrizioni, facendo richiesta pel trasporto agli Archivi di Stato 
di quelle carte che non fosse più necessario di tenere nei lo- 
cali degli Archivi degli Uffici di Pubblica Sicurezza. 

Ravvisandosi necessario qualche lavoro di adattamento,! si- 
gnori Prefetti potranno farlo eseguire nel limite delle facoltà 
loro accordate dalla Legge per quegli uffici il cui mobilio è a 
carico dello Stato: (Questure, Sezioni e Uffici distaccati). Per gli 
altri invocheranno 1 provvedimenti delle Amministrazioni pro- 
vinciali. 

Confido che le istruzioni ora impartite saranno scrupolo- 
samente osservate e fatte osservare, ma prevengo fin d'ora che 
ordinerò severe ed accurate verifiche per accertarmene. 

Gradirò intanto che si accusi ricevimento della presente 

// Ministro 



Gli archivi degli uffici di pubblica sicurezza. 421 



ISTRUZIONI pel servizio di Protocollo ed Arciiivio. 

Ari. 1. — Il servizio di Protocollo ed Archivio comprende: 
1° la registrazione cronologica delle carte : 
2° il riporto delle registrazioni stessa negli indici alfabetici ; 
3® la classificazione degli affari al fine che i fascicoli siano 
collocati in modo che permetta di ritrovarli senza perdita al- 
cuna di tempo. 

Art. 2. — Nessun atto che pervenga all'ufficio e nessun fallo 
pel quale l'ufficio abbia dovuto occuparsi od istituire corri- 
spondenza può essere omesso dalla protocollazione. 

Art. 3. — Il protocollo è generale ed unico per ciascun ufficio 
e per tutti gli atti, affari, enti ed oggetti che non lianno indole 
riservata. 

Sono vietali i protocolli speciali per materie singole. 

Art. 4. — Gli atti, affari ed enti che hanno indole riservata e 
la cui trattazione è devoluta al Gabinetto, sono registrati in un 
protocollo separato, conforme però sempre al modulo comune. 

Art. 5. — 1 protocolli si rinnovano ciascun anno, debbono 
essere di buona carta di filo a stampa, scritti con inchiostro 
nero che resista all'azione dei cloruri, legati in fine di anno 
in uno o più volumi secondo il caso. 

I protocolli debbono essere conformi al modulo A. 

Art. 6. — La protocollazione si esegue registrando immedia- 
tamente e con numeri progressivi tutte le carte, le memorie, i 
provvedimenti anclie d'iniziativa ed interni che sono relativi 
ad un determinato affare od argomento trattato dairuffìcio. 

Art. 7. — Sopravvenendo nuove carte relative ad un affare 
od argomento registrato già una prima volta, il nuovo numero 
viene nel protocollo all'atto della registrazione coordinato al 
precedente con opportuno richiamo. 

Art. 8. — L'ordinamento degli alti vari costituenti un fasci- 
colo, deve essere rigorosamente cronologico, ed in modo che 
l'ultimo si presenti al lettore. 

Art. 9. — Le carte costituenti fascicolo devono essere conser- 
vate entro una copertina stampata di buona carta di filo e con- 
forme al modulo B. 

Le copertine dovranno essere di colore differente secondo 
che servono ad affari appartenenti alla prima o seconda Divi- 
sione. Parimente di colore differente dovranno essere quelle 
relative ai fascicoli dei pregiudicali. 

I numeri dati alle carte esìstenti nel fascicolo sono riportati 
sulla copertina. 

Art. 10. — Tutti gli affari che figurano nel protocollo devono 
essere riportati nell'indice alfabetico con l'indicazione più pro- 
pria per la ricerca del fascicolo rispettivo. 



422 Capitolo ¥1. 




Ari. 11, — (in aitati sodo personali od impersottatL Personali 
diconst giubili che possono Indicarsi coti un cognome e nome, 
linper^onalì se sì riferiscono ad cnlc ad og^getto che deve es- 
sere iDdicalrt con mi titolo, 

Qunndo per un determinato atTarc sia rio poiisìhili più indi- 
cazioni, sia, noniinativCt sia di tìtolo, devono i^ssere tutte re- 
gistrate. 

Art. 12. — I*a combinazione nlfabetlca dell'indice potrà essere 
Umiiata alle sole ìnt^inli per gii uffici di minore intpoHunsa. 
Dovrà lavt^ce essere sìllabit'a, cioè di due o tre lettere per gli 
unici mttg^iori ove più abbondanti si presentano gli affarE. 

Art, 13. — Gii enti o falli priucipalL di cui può inleressurc 
In conoseensea complessiva (p. e* — assassini — associ adoni — 
furti — grassazioni — omicidi — sordo-muli, ecc.) e del pari ì 
cosati di piT^ona più comuni secùndo le €onsuetLid{nÌ locali 
(p. e. — AmorosOt Bianchi, Coi ambo, Esposito, ecc.) negli ìndici 
degli ufnci di maggiore importanza, devono avere un proprio 
riparto ed essere riportati con la intera Vocie; però in ri|^orosa 
ralazioiìe a Ila bette a. 

Art. t4, — Tutti i vocaboli che hanno per inlì^iaU le lettere H, 
J, K, Y» W„ per esempio Hartmann, Iloffinann, Jovìen^ Kratner* 
Yves, Wfigiier, devonsi portare in Indice doppiamenle e ciot!» 
con rortoj^afia propria e con quei la con cui si prò nu notano 
cioè: Artmann, Offmaan, Giovien, Cramer, Ives, Vagner, 

Art. 15. — Tutti l vocfllioii che sono preceduti da una pQrtl« 
cella colili;. Dall'Orto. De Rosti, Lo Prete, Lo Piato, Lo Monacp, 
vanno registrati così: Orto (Dall'), Rossi (De), Prete (Lo), Pinto 
(Lo), Monaco (Lo). 

Art. 16. — I cognomi duplici come San Cataldo-Galletti, Pani- 
Rossi, Turresi-Colonna, dovranno essere inscritti per ambedue 
i cognomi. 

Art. 17. — Le donne se maritate o vedove debbono essere re- 
gistrate tanto col loro cognome di orìgine, quanto con quello 
del marito. 

Art. 18. — Trattandosi di persone specialmente pregiudicate 
che abbiano qualche nomignolo o soprannome, questo deve 
essere esattamente notato siccome atto alla più facile identifi- 
cazione del soggetto. 

Art. 19. — L'indice alfabetico è unico come il protocollo ge- 
nerale, si rinnova ogni anno, deve essere scritto con inchiostro 
nero resistente, in buona carta di filo, stampato, legato in uno 
o più volumi secondo il bisogno e 1 esperienza fino dal prin- 
cipio dell'anno. 

Art. 20. — La classificazione degli affari e l'ordinamento dei 
singoli fascicoli costituiscono il servizio d'archivio. 

Art. 21. — Gli affari sono classificati per categorie principali 
e categorie subalterne In rapporVoaWa malaria e all'argomento. 



Gli archivi degli uffici di pubblica sicurezza. 123 

La classificazione delle categorie secondo il modulo D non 
deve ritenersi come tassativa per tutti gli uffici. 

Quando nuovi servizi o lo sviluppo di quelli esistenti od al- 
tre necessità locali lo richiedessero, potranno essere create 
nuove categorie, le quante volte non si potesse, per analogia, 
valersi di quelle esistenti. 

Nel caso invece che vi fosse analogia i nuovi servizi potranno 
essere aggiunti alla categoria cui appartengono, come categorie 
subalterne; e potranno pure essere classificate in egual modo 
le materie raggruppate per categorie, quando lo sviluppo dei 
singoli servizi od sdtre necessità locali, lo richiedessero. 

Le categorie subalterne conservano il numero della princi- 
pale cui appartengono, e vengono contrassegnate con lettera 
alfabetica a, &, e, ecc. 

Di queste facilitazioni di creare nuove categorie o frazionare 
quelle esistenti non dovranno i Capi d' Ufficio valersi, se non 
quando comprovati motivi lo esigano. 

Art. 22. — L'ordinamento dei fascicoli nelle categorie princi- 
pali o subalterne è fatto per rigoroso ordine alfabetico sotto i 
nomi di ente, persona, località, cosa, in modo da costituire [)c>r 
sé medesimi un casellario che renda facile il ritrovarli senza 
l'aiuto dell'indice alfabetico. 

Cosiffatto ordinamento è permanente e continuativo. 

La separazione per anno delle carte di un detcrminato ai- 
fare, deve risultare dal protocolio o dall'indice ma non esten- 
dersi al fascicolo degli atti. 

Dall'ordinamento alfabetico di cui sopra sono eccettuati ^li 
atti della Disposizione di massima che dovranno conservarsi 
invece in apposite buste ed essere riuniti fra loro secondo lu 
materia cui si riferiscono. 

Art. 23. — Qualora un affare riguardi più individui (ievc 
crearsi il fascicolo di ciascuno mediante breve estratto. 

Ciascun fascicolo deve trovare sempre riscontro nell' indice 
generale. 

Qualora l'affare riguardi individui aventi già fascicolo pro- 
prio, dovrà tanto in questo quanto in quello relativo all'airare. 
porsi un foglio di richiamo. Se poi Tindividuo avente già la- 
scicelo proprio si trovasse già ad aver relazione con più all'ari, 
il foglio di richiamo dovrà contenere l'annotazione di tutti gli 
affari, come in ciascuno di questi dovrà porsi lo stesso foglio 
di richiamo al fascicolo personale dell'individuo. 

Il foglio di richiamo .sarà unico per ogni fascicolo, annotan- 
dovisi uno dietro l'altro tutti i richiami occorrenti, e sarà col- 
locato al primo posto del fascicolo stesso, in modo che si possa 
a colpo d'occhio vedere con quali altri affari l'individuo inte- 
stato ha relazione. 

Art. 24. — Se un affare si collega ad un ?v\Itq Vt^V\»\.^ s^^j-sc^'ic- 



Capifoìo VI. 



I rasctcoli non potranno riunirsi, ma devesi far coti- 

h.^ cìproco riferimento nei fogli di ri e hi amo. 

M il capo deirarchtvio e ri^spou^ìabiie di tutti I fasd' 

colf » ngooo conservati mi I l'Ardi iv io steeiso. 

A Btia. 'a saranno consci^natfi aì Capo d'iifiicìo od al fui^' 
clonarlo quesli mcnrìcalo. tu He k corte protocollatt; col ri- 
spellici « ecedenti per la trattazione, 

Quando eeorrm un fascicolo e!ii<«t(fnte in Archivio il capo eli 
(|ue9to no fi dovrà consegtiurlo che a seguito lìì richiesta scritla 
e armata del fiinaSonarlo clie ne fa ricerca; la i|uale rit:ìiìesla ri' 
marra nel posto del fa5L:icolo sino n che questo sia réstiluilo 
per essere ricousegnata al fuazìonafìo clie la rilasciò, 

ArL 26. — '"*— * -"* ^'-^ -' — ' 1 Capo deirArcUivio presea- 
terà al Capiu * «1 provvedhnenU un elenca 

degli alti la ^^. ** iltl arretrata. 



CIRCOLARE Minls a. - Direzione generale di 

pubDIìea aieurei m% N, 9048- L 

Ai Mignori Fiefétii jicj^no. 

Ordinamento degli uftld 41 Pubblica Sicurezza — Arcblvlo 

e protocollo. 

Per ottenere etie gli uffici ili P, S. ■ Archìvio e protocollo , 
abbiado a corrispondere alle odierne esigenze del Bervlzio^ si 
re mi e necessario un or dì a a mento di tali uffici sulla base di 
nuove ilUposizìonl tassativei che valgano a meglio regolarne la 
fua/ioae organica. E però il Minìslero è venuto nella deierml- 
nazione dì luodilicare le Istruzioni iaipurtitc con la circolare 
del 16 settembre 1887, n. 9041-1, div. V, sez. I, recandovi tutte 
quelle varianti ed aggiunte, che stanno più in armonia coi cre- 
sciuti bisogni, anche dopo la promulgazione del nuovo codice 
penale e della nuova legge di P. S del 1890. 

Tali varianti ed aggiunte si rilevano dal testo, che segue, delle 
nuove istruzioni, che dovranno avere la loro applicazione dal 
1° gennaio 1904. 

Il Ministero confida che i signori prefetti, soltoprefetti e que- 
stori vorranno personalmente e col maggiore impegno curare 
che la sistemazione degli uffici di P. S., posti alla loro diretta 
dipendenza, si compia esattamente in conformità delle nuove 
istruzioni, che, applicate in via di esperimento, ebbero già a 
dare ottimo risultato. 

In pacchi a parte Ella riceverà dal Ministero di agricoltura, 
industria e commercio — Economato generale — il numero di 
stampati indicati neWaccluso e\<tiieo, QttQxx^xiVv ^er tutti gli 



Gli archivi degli uffici di pubblica sicurezza. 125 

uffici di cotesta provincia. Di tali stampati, come della pre- 
sente, sarà gradito un cenno di ricevuta. 

Pel ministro 

llONClIETTI. 



Ordinamento degli uffici dì P. S. — Arctiìvio e protocollo. 

Ripartizione degli affari. 

La ripartizione degli afTari resta quale è prescritta dairar- 
ticolo 8 del regolamento per i funzionari ed impiegati di 
pubblica sicurezza, approvato con R. decreto 12 dicembre 
1901, n. 512. 

E quindi ogni ufficio è cosi ripartito: 

Divisione I — Gabinetto ; 
Divisione II — Polizia giudiziaria; 
Divisione III — Polizia anìmminisiratimt. 
Archivio, protocollo generale, copisteria e spedizione. 

Archivio. 

Classificazione degli atti. 

La classiflcazione degli atti ò regolata secondo quanto ò tas- 
sativamente e minutamente detto nelle tabelle A, B, C, J), da 
cui si rileva come gli affari di ogni divisione — per ciascuno 
dei quali sono richiamati i corrispondenti articoli del codice 
penale, della legge di pubblica sicurezza e delle altre Icg^i 
speciali — siano stati ripartiti in tante categorie, specificata- 
mente indicate, quante sono necessarie a comprendere tutte 
le materie attinenti ad ogni ramo di servizio, affinchè cia- 
scuna carta trovi sempre e subito, senza incertezze, un sicuro 
collocamento e si eviti l'inconveniente di dover lasciare al- 
l'arbitrio degli impiegati di creare, senza criteri prestabiliti e 
costanti, categorie nuove, che hanno finora generato difTormità 
dannose. 

Tutti i fascicoli, assegnati alle varie categorie, dovranno es- 
sere sempre, nessuno eccettuato, classificati, come anche at- 
tualmente è prescritto, per rigoroso ordine alfabetico (1) sotto il 
nome di persona, ente, località o cosa. È assolutamente vietata 
la creazione di fascicoli complessivi per affari identici, doven- 
dosene, invece, sempre formare tanti, quante sono le persone, 
gli enti, le locallià o le cose, cui si riferiscono. 



(1) Vedere le istruzioni precedenti del 16 settembre 1887 n. 
904M. 



420 CupUolù VI, 



<J^.T^ »»,..»».#. ^ 



Divulsione I. 

GiibintUo. 

I^ tabella A conitene chinramente tutto ciò cli£: deve essefcs 
classlQeuto neirarchìvlo di Gabinetto, ripnrllto nelle seguenti 
cfttegorte speciali: 

A, l) rflpporii ed inforinDziDni^ 2) società palllictie; 3) so- 
cietà operaie k di rtmluii soccorse*; 4) misure preventive di vi- 
gli un zìi, come in occasione dì riunioni, comkt conimemora- 
zIoqI, eleaiìonl ed altro; 5J truppa in servigio di pubblica sicu- 
rezza; 6| stampa i^eriodìca della giurisdizione; 7») slampa ddla 
giurisdizione -sequeslri; 71^ slampa dì altre giurisdizioni - se- 
quei^lri - 8) schedario 

B. \^) funzionari ed impiegati di publ>lka sicurezza pre- 
sentì; Ib) fun3!;ionari ed impiegiilì di pubblica sicurezza tra- 
slocali; 2i» personale dt basso servizio presente; 2^<) perdonale 
di bas^o servìzio tradii oca lo. 

a 1") coraaiidanlip graduali e guardie di città presenti; 
Vh) comandanti, graduali, e guardia: di città Imìilocate; 2) note 
curatterbtiche dei {domandanti e dei graduati \ 2] nrmamento; 
A) vestiario ; B) caserme ; lì) caserma jiglo ; 1} cassa di economia 
e proventi vari; 8) slati paghe; 9| ìspeirionl e riviste; 10) con- 
siglio dì disciplina; U; aspiranti guardie di città; 12} richieste 
di agenti per servizi luori di residenza; 13; cilnzioiù delTan- 
torità giudiziaria ai comandanti e alle guardie di città. 

D. 1) spese e contabilità, diverse; 2) locali di ufficio ; 3) 
mobilio; 4) cifrari, linee telegrafiche e telefoniche, impianti e 
manutenzione; 5) missioni e trasferte del funzionari e dei co- 
mandanti delle guardie : 6) citazioni dell'autorità giudiziaria ai 
funzionari ed impiegati di pubblica sicurezza; 7) lavori pe- 
riodici. 

E. 1) istruzioni relative ad affari riservali; 2) corrispon- 
denze in genere non contemplate nelle precedenti categorie. 

Disposizioni di massima. 
Dalla ceiinata tabella si rileva che devono essere conservali 
in caselle permanenti solo gli atti che si riferiscono : — alle 
società politiche; — alle società operaie e di mutuo soccorso; 

— alla slampa periodica della giurisdizione; — allo schedario; 
ai funzionari ed impiegati di P. S. presenti ; — al personale di 
basso servizio presente; —agli ufficiali ed alle guardie di città 
presenti; — alle caserme; — al casermaggio; ai locali d'ufficio ; 

— al mobilio. 

Disposizioni di massima. 

Le disposizioni dì massima sono slate coordinate e raggrup- 
pate a seconda delle materie, dV cuV sV o^cvl^^cw^ì, ^ o^vtidl ri- 



^ìrfi àr^^ ctègXt ufpci di xniftou^^. 

liLe In categorie speciali, che, come rilevasi dalla tabella />, 
dalla leitera A alla leKera Z. 
( devono essere pure conservate nell'Archivio di (iiihi- 
. Ciò flssìi^ura lì conllnua cronologico raggruppanienlo, ne 
ììiefUta in. riecicra b ne impedisee lo smarrimento, ccrtaniciitc 
IneviliibUe^ qualora venÌ5$i?ro confuse, come fin qui si t> por 
Jo più ffilto, in uno del niolll fitscicoH, coi quali hanno reln- 
iion&x riisciGoli chc^ d'altronrle, contenendo carteggi inutili, 
«Olio destinali a pasiinre agli circhlvi di Stato. 

Quando un fascicolo delle diitiposizioni di massima nia <lo- 
rnandato dolisi 1% 2* o 3^ divisione, il funzionario richiedati tu 
dovrù rilasciare ricevuta da conservarsi al po»to flol fascicolo 
ale^uso fino alla aua restituzione in archivio, che dovrA essere 
solleciti. 

Divisione il. 
Polizia giudiziaria. 

Gli aUi relativi alla divisione 2* - polizia giudi/inrin 
SODO ripartiti in due categorie, come rilevasi dalin tal>cllii //, 
e cio*% categoria 1* atti dì polizia giudiziaria veri v propri ; 
categarjil 2* atti del ùtLseìlario permanente di polizia yiiuil' 
tiaria. 

I Cjltbqoria. 

Ia 1* calegorla si suddivido In sub categorie, distinte ognuna 
"ènn leftterft alfaheilca, le quali comprendono rispctiivaincntc 
^li atti relativi alle milerle ad esse attribuile, come segue : 

Sub categorie da A a M — diililti e contravvenzioni prcvisll 
dal codice penale, consumali nolla giurisdizione dcU'utiicio ; 
H ddlltl e con Iravve adoni non previsti dai codice penalo ; 
9 ricerche di scomparsi ed identiflcazionc fii persone e 

di cadaveri^ 
r smarrimenti o t-in veni menti di animali o cose; 
% misure preventive di vigilanza inerenti alla incolumità 
pubblica o privala, alle pubbliche calamità, ai soccorsi 
nrgentL al IrAsporii funebri, ecc.; 
E relazioni giornaliere dei RR. carabinieri e delle guardie 
di clttA — stati del servizio giornaliero. 
Nelle snb-ealegorieT poi, comprese dalla lettera .S alla lettera 
Z devono, Invece, conservarsi, per non confonderli con ì primi, 
gli atti di pollala giudiziaria relativi ad altre giurisdizioni, e 
precisamente, nella sub-categoria. 

S reati contro le persone, contro le proprietà e per altr 

titoU; 
V colpiti da mandato di cattura, da ordini di arresto 
zieaeall per altre cause ; 



428 Capiùìlù IT. 



IT identincazÌQDe di persone o di ii^tJaveri; 
V pregiudicati, che hanno dimora temporanea nella gin* 
rìsdirìùni! ; — coaltì dì altre provìncie, assegnati ndle 
coloDÌe a Uì nitri cómiiDÌ delia giurisdizione; 
X vJaridoati perìeolosi, arreslati per misura di P. S., da 
rimpatrinrU ; — espulsi all'estero; — disertori e reni- 
tenti s Iran ieri; 
7j smarrlmeniE e rìovenimenll di animali o dì eose. 
Infine, tn quesl^ prima categoria della divisione 2^ vanni 
e nn serva ti i volujtil n silìiitipa e lei le circolari mlnislenali del 
cattura ndl e gli elenchi dei provvedimenti peniill, di cui 
l'ari. 37 della Legge di pubblici] slcure&EE^ 

II CATEGORr\, 

C«ieiÌarIo p«rni4nenta 4t Pollala OludUlaria. 

hn seconda categoria dellii 2^ dlvblone è costì Euita dal cn- 
scllario perma nenie di polizia giudiziaria, nel quale si conser- 
vano i rsftcìcolì personali dei seguenti indivìdui, nati a domi- 
ciltad nella glurìsdisEione: ammoniti — vigilati speciali — do- 
miciltati eoattl — ealplti da mamiati di cattura o da ordini di 
arresto — condatmaU — liberati dal carcere — minorenni di- 
scoli, oziosi, vagabondi o dilTumati ricoverali, o da ricoverarsi 
— Imputati di reati dì aìiìone pubblica, come pure di azione 
privata, anche se la parie offesa si sia limitata a reclamare — 
nonché dì coloro, contro cui sinno stati sporti ricorsi per fatti, 
che, setiisa costituire reali veri e propri, pure rasentino il co- 
dice penale — e di coloro, che, sebbene estranei alla giurisdi- 
zione, pure abbiano consumati reati entro la medesima. 

Ed è perciò, che, invece d'intitolarsi casellario dei pregiudi- 
cati, viene chiamato: ' casellario di polizia giudiziaria .. 

A proposito di tale casellario, sono da tenersi specialmente 
presentì le seguenti prescrizioni: 

1°) Gli atti relativi ai reali ed alla polizia giudiziaria in 
genere devono, tutti indistintamente, essere conservati, come 
si è detto, nella l'' categoria della 2^ divisione e classificati se- 
condo quanto è innanzi accennato e più dettngliatamente spe- 
cificato nella tabella B. Da essi, però, si devono ricavare degli 
estratti sommari da servire per i fascicoli del casellario di po- 
lizia giudiziaria, nei quali, così, verranno, per ordine cronolo- 
gico, a raccogliersi tutti i pregiuciizi, esistenti a carico di cia- 
scun individuo. In tali cenni sommari non si dovrà mai Omet- 
tere di indicare le generalità, non esclusi il sopranome il me- 
stiere o la professione ed il domicilio, di tutti i coimputati di 
uno stesso delitto, poiché in tal modo, potendosi facilmente 
accertare i diversi gruppi di malfattori, abitualmente associati, 
riuscirà agevole, specie nei gtawàv cfetvVt'v., di. conseguire la 



ì 



Gli archivi degli ufpci di intititììm sirurczzn. \->\i 



scoperta delle associazioni a delinquere, prcvislc (Inll'art. '2ls 
del codice penale e pnnite con pene ^ravi per il solo l'atto dcl- 
Fatsociazione ; scoperta necessaria se si vuoii* assiiMir.-irc un 
duraturo miglioramento alle condizioni della V. S., nii;.-Iii)r;i- 
mento clie certamente non si consegnirobhc, ({ualora si «mI- 
pissero soltanto, ed anche in rari oasi, ^li autori di singoli 
reati. 

2°) Come si è detto, nel cnscllario di poIi/Ja ^iiidi/iiiria 
deve tenersi conto dei ricorsi sporti por latti, ohe, senza co- 
stituire veri e propri reali, pure rasentino il codice pcn.-do. I'. 
ciò perchè i ricorsi, riguardanti vertenze ynT dare ed avcn-, e 
d'Indole civile in genere, sono, invece, classificati nell:i catc^.^)- 
ria 4* * Conciliazioni , della polizia amministrativa Cvodi ta- 
bella C). 

3**) La giurisdizione, per ciò che si riferisce al casellario 
di polizia giudiziaria, ò per gli uffici provinciali, le (incstiirc e 
le sottoprefetture, il circondario; per i commissariali, la s(>- 
sione; per le delegazioni, il comune od il suburbio. S'intcndt» 
pe^ò che per gii uffici provinciali e le questure, trovano po- 
sto nel casellario anche i fascicoli, che si delibano l'orinare 
per i pregiudicati in genere, nati o domiciliati nella provincia. 

4") Per gli individui appartenenti ad altre giurisdizioni, die 
commettono reati in luoghi diversi da quelli in cui sono nati 
od abitualmente risiedono, gli ul'fici operanti hanno l'obbligo di 
partecipare subito agli uffici dei luoghi di nascita e di domi- 
cilio gli estratti sommari delle imputazioni, affinchè riman- 
gano permanenti nei casellari relativi le opportune noti/it; : e 
ciò è specialmente necessario ora che, per effetto della recente 
legge circa la riforma del casellario giudiziale, gli uffici non 
sempre possono ottenere dai trii)unali tutte ({uelle notizie, 
di cui pure hanno alle volte imprescindibile ed urgente i)i- 
sogno. 

5°) Nel casellario, di cui trattasi, le varie caselle, oltre la 
indicazione sillabica, dovranno pure portare un numero pro- 
gressivo, clie verrà ripetuto sulla copertina di ciascun lasci- 
colo: e ciò per facilitare il ricollocamento a posto degli atti e 
per evitare la possibilità di disguidi, che potrebbero verifi- 
carsi tenendo solo conto dell'ordine sillabico. 

Cartella biografica del pregiudicati. 

I progressi degli studi antropologici, in rapporto alla delin- 
quenza, impongono la necessità che anche gii uffici di I\ S. 
comincino, per quanto ò possibile, ad abituarsi airapplicazione 
graduale delle conoscenze scientifiche, che è indispensabile per 
ritrarre vantaggio dalle importanti conquiste della crimina- 
logia moderna. 



A questo criterio s'infortnaiio le modLfìenKioni e le agitiate 
apportai^ uella priina pagina della cartella biografica dei prc- 
guicllcAti (vedi modulo u. 13) e rìstllLizione del jsupplemeDlo 
della detta cartella (vedi modulò Và'^is), dove, ltit<}i-Qo ai con- 
notati, ai oontriisiit^gnt parlitrolari^ ai caratteri pslcbici ed alla 
vita dèi pregi u dica Llf si richiedo no dati e notile, da cui no ora 
si prescìndeva, mentre, crirn'è ^den liticamente dimostrato e 
come sarà nella pratica constatato, si tratta di elementi ulilìg- 
sìmi ai fini della ginutiiìa pende e siiecialraetjle per le ri- 
cerche dei cutiurandl e per la ì de utili e astio ne di peraoui; ar- 
restate, ctie noti vogliano dare esatte indicazioni dell'esser 
loro. 

E perchè i funzionari non abbiano a trovarsi imbara jssiftti di 
fronte alla In novali od e, che s'introduce^ e possano iDÌ^Iam at 
nuovi criteri delia polizìa g^cientificn, sì aliigu il modulo let- 
tertì N, nel quale sono iniijarltte le istruiìuni necessarie per 
l'esatta descrizione dei connotati personali e dei contrasse;gni 
pai titolari. 

Resta poi stabdito cbe il supplemento alla cartella biograHc4t 
— caratteri psichici e cenni bingraficj — (modulo IBbia) sarà 
compilato per ora. soltanto quando si tratti di pregiudicati 
che, per le gravi imputazioni subile o per altre circostante 
speciali, siatio tla ritenersi perlcolosL 

In quanto al rimanenle della cartella biografica è da ri> 
levarsi ; 

!>) il nuovo modulo, a dilTcrenza di quello ora usalo, ch'è 
di due fogli, si compone di un solo, salvo i rari casi, in cui, 
per la molteplicità delle imputazioni o di altre notizie, non 
bastando lo spazio assegnato nei singoli quadri, si dovrà fare 
uso di altri fogli della cartella, annotando su di essa nella 
prima pagina soltanto il cognome, nome e paternità dell'in- 
scritto, ed in testa alla pagina 3, come dall'annotazione stam- 
pata, " segue cartella 2, 3, ecc ; , 

2") vi sono meglio distinte e classificate le indicazioni delle 
generalità dell'inscritto e del trasferimento in altro comune, 
ed aggiunte la data della compilazione della cartella, le no- 
tizie riguardanti il richiamo al servizio militare, il grado d'i- 
struzione, i mezzi di sostentamento, la foggia di vestire ed i 
successivi eventuali mutamenti dei connotali ; 

3o) nel modulo ora in uso manca il posto per la fotografia 
dell'inscritto, mentre nella nuova cartella vi è, e sufficiente 
anche per la doppia posa (di fronte e di profilo) e si è ag- 
giunta la data, in cui eseguita. Pertanto, una copia della foto- 
grafia di ogni pregiudicato sarà d'ora innanzi sempre atlac- 
cata alla relativa cartella biografica, oltre quelle da conser- 
varsi nei fascicoli personali e quelle destinate alla formazione 
(/e/rJl ALBUM — (Ììvìsì pcr categorie dV veaVV c^X wveYvsì. ^«t ^V^ 



Gli archivi degli uffici di pubblica sicurezza. 431 

— necessari, specialmente per i rapinanti e per i borsaiuoli, 
percliè, in caso di reati da loro commessi, la scoperta dei col- 
pevoli potrà conseguirsi più agevolmente, facendo esaminare 
i detti ALBUM ai danneggiati; 

4°) nel nuovo modulo vi è pure un apposito quadretto per 
annotare se i pregiudicati abbiano fascicoli all'archivio riser- 
vato, affinchè le divisioni 2* e 3* possano fare sollecitamente 
le opportune comunicazioni all'ufficio di gabinetto; 

5o) nel modulo attualmente in uso, sotto il titolo " Pregiu- 
dizi diversi, , sono indicate le imputazioni subite senza pre- 
ventivo arresto e gli arresti subiti senza condanna, mentre in 
altra pagina si devono annotare le condanne riportate ; ciò che 
ha fatto incorrere in errori per le diverse interpretazioni, che 
si danno a tali diciture, ed anche perchè, dovendo precisare il 
numero ed i diversi pregiudizi dellMnscritto, è necessario con- 
sultare tre quadri diversi. 

Nel nuovo modulo, invece, tutte le imputazioni (non esclusi 
gli arresti per misure di P. S.) seguite o no da condanna, ven- 
gono annotate per ordine cronoligico, in modo, però, da la- 
sciare per ciascuna ben distinte le condanne dalle assolutorie 
e dalle ordinanze di non luogo; ed è preveduta pure una e- 
ventuale diminuzione di pena per appello, amnistia, indulto 
o grazia Sovrana. 

&*) nel nuovo modulo, al quadro riflettente le ammonizioni 
è aggiunto, pei minorenni, il ricovero in istituti di educazione 
correzionale, perchè pure contemplato nel capo 3** della legge 
di P. S. relativo alle ammonizioni; nonché le indicazioni per 
le ordinanze di non luogo al monito e per le date successive 
di nuova decorrenza del biennio di ammonizione, qualora in- 
tervengano condanne. La colonna, infine, che era intestata 
' Scadenza del biennio „ riporta invece, ora la * data del ter- 
mine deirammonizione o del rimpatrio del corrigendo, „ tor- 
nando praticamente più utile, per evitare correzioni, di regi- 
strare la data relativa, dopo che è effettivamente compiuto il 
periodo del provvedimento. 

7°; nel modulo in uso, la parte relativa alla vigilanza spe- 
ciale non reca alcuna indicazione, atta a far rilevare a quale 
sentenza essa si riferisca, e se e per quanto tempo la decor- 
renza sia stata interrotta per sopravvenute condanne. 

Il nuovo modulo, invece, contiene in proposito indicazioni 
tassative. 

8o) nel nuovo modulo, al quadro riflettente il domicilio 
coatto, si è aggiunta un'apposita colonna relativa al proscio- 
glimento condizionale ; 

9°) nella parte riflettente l'esecuzione dei mandati di cat- 
tura ed ordini di arresto, è fatta, nel nuovo modulo, dislla- 
zlone tra gli uni e gii altri e sono a%%\ww\& ccJV^wxjkjs. \\vKv^^'aJ^^òw 



432 



Capitolo VI, 



il titolo del reato, la durata della pftna ed il cfigxiome e nome 
della parte lesu ; maliziti nGccssarìe a sapersi, specie in caso di 
iniputazmnt condanne cnnlemporanee. 

Con quelite modi fica 3^ Seni &d aggiunte, là cartella biografica 
dei prei^ìudicali fisporiderà megHo al suo scopo ; quello ciol% 
di forniret senza esser costretti a sfogliare molti fascicoli, tal' 
vollH voi limino sii notizie e dati, che Inleressa tenere In evi- 
denza, In modo succinto e chiaro e disposti in tale ordine, che 
ne risulti facile la lettura, rapida completa la gompt-ensione, 
facendo tenere sempre presente II graduale svalgersi^ attra- 
verso gli anni, di tutta l'atlivilà criminosa di un individuo & 1 
dei mézzi di prevenjtlone e reprensioiie adoperati In confronto 
di lui. 

Il nuovo modulo, inoltre, impono sf^ii nfrici, per essere com- 
pletato in tutti i dati da esso ricliiesti, i obbligo dì tenersi al 
corrente di notizie atlllsKlme^ che^ allo stato attuale, il più dette 
volte non si rilevano neanche dagli stessi fascicoli personali 
come, Ira Tal Irò. sarebbero quelle rei oli ve al meazi adoperati 
per commettere ì delitti, airenlità e qualità delle refurtive, ecc. 
nonché quei le relative all'esito di tutti i procedimenti pénali 
iniziati, di cui non &empr& st ha conoscenza e della cui igno- 
ranza spesso Bì risente grave danno, massime allorché, in vtn 
d'urgenza, occorra di iilabiìlre i|uale sia la netta posizione giu- 
ridica di UD pregiudica io. 



Divisione III. 

Polizia amministrativa. 

La 3» divisione comprende ventuna categorie, e cioè dalla 4* 
alla 24*, nelle quali sono classificate tutte le svariate incom- 
benze, relative alla polizia amministrativa, come è dettagliata- 
mente specificato dalla tabella C, e cioè, categoria 4* concilia- 
zioni — 5" cerimonie religiose fuori dei templi; processioni 
ecclesiastiche e civili; passeggiate in forma militare — Charmi 
e caccia — 7* prevenzioni d'infortuni e disastri, industrie in- 
salubri, pericolose e rumorose — 8* spettacoli e trattenimenti 
pubblici — 9* esercizi pubblici — 10* tipografie, litografie ed 
ani affini — 11* agenzie pubbliche — 12* mestieri girovaghi e 
rivenditori — 13» operai e domestici — 14* mendicanti, mino- 
renni inabili al lavoro — 15* sanità ed assistenza pubblica — 
16* prostituzione — 17* rimpatrio d'indigenti non pericolosi — 
18* guardie particolari — 19* mezzi di comunicazione — 20* e- 
mlgrazione — 21* passaporti all'estero — 22* informazioni e 
servizi relativi alle amministrazioni delle colonie dei coatti — 
23» contabilità diverse — 24* statistiche e lavori periodici di 
polizia giudiziaria ed amministra liva. 
Col nuovo ordinamento rimane sopptess^i V^VVxwjX^ ^* «.ale- 



Gli archivi degli uffici di pubblica sicurezza. 433 

goria, perchè i fascicoli dei minorenni discoli o diflamati 
vanno conservati, come si è stabilito, nel casellario di polizia 
giudiziaria, dov'è la loro sede naturale; trattandosi di giovani, 
che si avviano alla delinquenza ed il cui passato, quindi, è 
sempre necessario di tenere presente; mentre i fascicoli dei 
minorenni orfani, mendicanti, ecc., riguardando provvedimenti 
puramente amministrativi, trovano il loro posto alla cate- 
goria 14» 

I suicidi si sono classificati nella polizia amministrali va, 
perchè si tratta di puri e semplici disgraziati avvenimenti che 
possono all'occorrenza, reclamare soltanto la pubblica assi- 
stenza. Che se poi dallo sviluppo delle indagini venisse a ri- 
sultare che quello, che si riteneva un suicidio, fosse un omi- 
cidio, o se si stabilisse alcuna responsabilità per eccitamento 
o concorso al suicidio, allora gli atti debbono essere clas- 
sificati alla 1*" categoria dell'archivio di polizia giudiziaria, re- 
lativa ai delitti contro le persone, art. 364 e 370 del codice pe- 
nale, come è stabilito dalla tabella B. 

Casellario permanente di polizia amministrativa. 

Al pari del casellario di polizia giudiziaria, si è istituito un 
casellario pure permanente, di polizia amministrativa, nel 
quale vanno conservati soltanto i fascicoli relativi a tutte le 
. arti, industrie e mestieri in attività di esercizio, che, por la 
loro natura, richiedono una costante e speciale sorveglianza 
della P. S., e cioè: armi — polueri — caldaie a vapore — teatri 
(fascicoli relativi alla sicurezza dei locali) — esercizi pubblici — 
affitta-camere ed appartamenti mobiliati, affìtta letti — tipogra- 
fie ed arti affìni — agenzie — mestieri girovaghi — rivenditori 
— meretricio — guardie particolari — vettori e rappresentanti di 
vettori di emigrazione (vedi 2* parte della tabella C). E la ne- 
cessità di tenere in apposito reparto questi atti, si rileva det- 
tagliatamente dalle annotazioni stampate sui frontespizi dei 
registri istituiti per le materie relative. 

Nei detti fascicoli si dovranno fare tutti 1 reclami di quanto, 
a riguardo di ciascun esercente, risulti al casellario di polizia 
giudiziaria. 

Allorquando gli esercizi e le industrie, di cui trattasi, cessino 
di funzionare, i fascicoli relativi, con le opportune annotazioni 
e cancellando sulla copertina le parole " casellario di ,, de- 
vono passare nelle rispettive categorie e lettere dell'archivio 
di polizia amministrativa, appositamente ordinato in modo da 
poter accogliere gli atti degli esercizi cessati o di quelli, pei 
quali non fu concessa la licenza e che, quindi, non hanno ra- 
gione di rimanere nel casellario. 

Ciò servirà pure a facilitare l cowVvoVW» \v<A^.w(Ìl<ì^\ -s^tcjsx^viSNsi.- 
Taddei. '^ 



434 CapUolo VI. 



pe^^^ 



iDenle rilevare, seiiEa tema di errori, quanto risulti a carico dì 
cjascun litolare, e provvedere con esattezza ^nctie alle rinno- 
vQJ!iOQÌ annuii delle licenze e delle dichlaradoiti prescrìtte 
dalla legge. 

Tipi degli seaffaU. I 

Per meglio chiarire in qua! modo dovraonò essere iiupian* 
lati gU archìvi, nelle tabelle F, G, H, /, K, L, M, sono tìesignatì 
i tipi degli seMiTalf occorrenti puf II gabinetto — la pohjtia giù 
dlziaria — il cas-cUiirio di polizia giudiziaria — la polizia ai 
ministrati va — il Qisellarìo di ì>olìzla amminLstraUva — le 
(aposif.ioni di massima e lo scliedario dtìlle noUfìcbtì dei 
resi ieri. 

Certo non é uece.^sarìó clie gli scatfall o gU arniaiìi, pi 
Torma, estetica e numero di caselle, corrispondano jierfelta- 
mente al tipi, di cui nello connate tuhellis; chef anzl^ gli at- 
tuali, cou poche riduzioni e con lievi ^pese, potranno, in ge- 
nerale, essere conveuientemeute ridotti. Solo è i n dì sp e usabile 
che corrispondano, per capienza, alla mag^^ìore o minore im- 
porttiDta de^ll uftìcij e che in testa alle rispettive caselle sieno 
ovunque collocati i cartelllui a stampa, portanti le ludicaziodl 
stabilite, onde elluduare ti pericolo di co ti fusioni, e facilitare 
il rinvenimento sollecito degli atti, anche senza consultare il 
protocollo e le rubriche e senza l'opera degli impiegati ad- 
detti agU archivi ; mentre ora iiv buona parte degli uffici, in 
caso di assen?.a dei lielti impiegati, si rende diffìcile e spesso 
vana la ricerca dei fascicoli. 

E perchè gl'impiegati posiiano aver sempre presenU ì& norme 
che debbono seguire, si fk obbligo di tenere, presso gli scaf-> 
fnli déirarchiviOf affìsso^ in appositi quadri a v^lrl, le tabelle 
A, B, C G D, riguardanti la classificazione degli atti. 



Archivio dell'anno in corso, 
archivio dell'anno precedente e archivio di deposito. 

II sistema della continuità ha fatto si che molti archivi — 
salvo qualche raro sfollamento, eseguito senza norme deter- 
minate e senza criteri uniformi — contengono ancora quasi 
tutte le carte, che dal 1888 in poi vi si sono collocate, per modo 
che essi, e specialmente quelli degli uffici più importanti, 
hanno assunto proporzioni considerevoli. E ciò reca danno al 
regolare e spedito andamento del servizio, giacché, per con- 
servare atti, divenuti completamente Inutili, si vengono a per- 
der di vista quegli altri, sui quali dovrebbe essere rivolta la 
permanente attenzione dei funzionari di pubblica sicurezza, ed 
Jn pari tempo si rende faticoso il rinvenimento dei fascicoli, 

che devono ricercarsi fra tulli quelli, che per vari anni, si sono 

dovuti accumulare insieme. 



Gli archivi degli uffici di pubblica sicurezza. 435 

Ad evitare, quindi, tali inconvenienti, è stabilito che, ecce- 
zione fatta per i casellari permanenti di polizia giudiziaria, di 
polizia amministrativa e delle disposizioni di massima e per 
le caselle permanenti del gabinetto, si istituiscano, pel rima- 
nente, l'archivio dell'anno in corso, quello dell'anno precedente 
e quello di deposilo. 

L'archivio dell'anno precedente deve corrispondere perfet- 
tamente a quello dell'anno in corso, sia per ampiezza, che per 
numero o disposizione di caselle, portanti gli stessi cartellini, 
per modo che gli atti in esso contenuti, e che sono quelli più 
specialmente necessari a consultarsi nella trattazione degli af- 
fari del nuovo anno, possano tenersi sottomano ed ordinati 
simmetricamente, in guisa che la loro ricerca riesca sempre 
facile, spedita e punto faticosa. 

Durante il mese di dicembre gli atti, contenuti nell'archivio 
dell'anno precedente, dovranno collocarsi in apposite buste, 
per essere passati nell'archivio di deposito non più tardi del 
giorno 31 del detto mese, in cui gli atti del cessato anno si 
trasporteranno, senza difficoltà ed in brevissimo tempo, nelle 
caselle corrispondenti dell'archivio dell'anno precedente, la- 
sciando cosi liberi e pronti gli scaffali occorrenti per il nuovo 
anno. 

Nell'archivio di deposito, quindi, si conserveranno, come si 
è detto, chiusi in buste e divisi per anni, gli atti riferentesi 
agli anni anteriori a quello precedente. 

Cosi facendosi (rappresentando le carte chiuse nelle buste la 
parte del carteggio, che, stante anche l'istituzione dei vari ca- 
sellari permanenti, non sarà più immediatamente necessario), 
si potranno, qualora lo spazio manchi, trattenere negli uffici 
quelle degli ultimi cinque anni, compresi l'anno in corso e 
l'anno precedente, e spedire le altre agli archivi di Stato. 

Infine si curerà che tutti i moduli a stampa, prescritti dalla 
legge di pubblica sicurezza e da leggi e regolamenti speciali, 
come le licenze di esercizi pubblici, i certificati d'iscrizione, 
le carte di permanenza ed altri, nonché quelli di cui alla ta- 
bella E, si tengano custoditi in apposito locale, ripartiti a se- 
conda della loro natura e distinti gli uni dagli altri, mediante 
anche l'indicazione fatta con cartellini. E ciò per impedire che, 
come ora avviene, nei fabbisogni annuali si facciano richieste 
non proporzionate alle reali esigenze degli uffici e che condu- 
cono ad eccessivi dispendiosi sciupìi di stampati. 

Stampati per passaporti ali* estero 
e licenze di porto d'armi. 

I moduli, poi, di passaporti per l'estero <i AVVv^civi.^ CCv v^^*^^ 
d'armi dovranno essere conservai m axtu^ìW cXCwxsN. «jk -\---^n:v- 



436 CapiÈùtù VI. 



che sarà tenuta età &kpi di unieio, e di essi, ìnoUr^t dovrà 
nitsì, redigendone verbale^ un eesutto jnventfirìo dn mantenei'i^ì 
hempre al correnle di tutte le varìadoiii, onde evitare j>*ìS' 
sibili irregolarttù per uso indebito ed uuehe doloso di lalì 
slampati. 



Catì^SSIo In evIdenza^ 



Come si rileva dalle suaccennate lahelle F, C, H, f, K, L, tit 
ogìil armadio o s(:atfate devono trovarsi casello desUnate al 
cartc^ggio da tenersi in evidenza, esibendo necessario che nes- 
sun fascicolo venga mandato agli atti se prima non sia espi 
tato in ogni sua parte. 

1 signori cupi d'uffieio, quindi, o chi per essi, sulle minute 
di ogni lettera clie sì s|ieiìisce, sono tenuti a regnare ÌJ gioTtio, 
in cult non essendo pervenuta la risposta, il faseieoìo do 
vra a loro tornare per le necessarie sollecitudini onde evi. 
tare deplorevoli ritardi net disbrigo degli affari e dannose di 
mentlcaniEep 



i 

l 



Copertine del fasclcolL 



I moduli Qt J*t S. T, U e \\ rappresentano J tipi delle coper- 
line dei fascìcoli. Queste sono di colore arancio per il giibi^ 
nello — di colore ginlio per la polizia giudiziaria — di color 
rosso per il casellario di polizia giudiziaria — di color verde 
per la polizia amministrativa; pure di color verde per il ca- 
sellario di polizia amministrativa e di color bleu per le dispo- 
sizioni di massima. 

Le copertine di polizia amministrativa e quelle del casel- 
lario di polizia amministrativa sono dello stesso colore per 
potere come innanzi si è detto, passare, dal casellario nell'ar- 
chivio di polizia amministrativa, i fascicoli di quegli esercizi, 
arti od industrie che cessino di funzionare, passaggio che si 
effettuerà, cancellando sulla copertina le parole casellario di... 

Inoltre, si è ora prescritto che sulle copertine vi sia l'indi- 
cazione di altri fascicoli, con cui una persona, un ente od un 
affare in genere abbia relazione, nonché quella che valga ad 
accertare, a prima giunta, se vi sono fascicoli intestati alla 
stessa persona nelle varie divisioni dell'archivio. 

Ciò è necessario per evitare che si abbiano a trattare affari, 
od emettere provvedimenti senza tenere conto di tutti i prece- 
denti esistenti in ufficio, e per inviare sempre alla 1* divisione 
le opportune comunicazioni di quanto dalle altre si sappia o 
si faccia a riguardo d'individui che abbiano fascicolo nello sche- 
dario di gabinetto e cosi avere uotma. au%\v affari da trattare 
relativi ai detti individui. 



I 



Gli archivi degli uffld di pubblica sicurezza. 437 



Cartellini di richiamo. 

A rendere poi più sicuro l'ordinato funzionamento dell'ar- 
cliivio si sono istituiti tre cartellini speciali, e cioè : 

il modulo W, clie serve a lasciare ricordo dell'avvenuto 
passaggio dei fascicoli da un anno all'altro o da una categoria . 
all'altra dello stesso anno; 

il modulo X, necessario per mettersi subito al posto dei 
fascicoli del casellario di polizia giudiziaria, che vengono pre- 
levati dallo archivio per la trattazione giornaliera di differenti 
afifari, allo scopo di ottenere sempre l'assoluta certezza, che un 
dato individuo già tiene nel casellario il fascicolo personale, 
evitando così la formazione di dannosi duplicati. Tale certezza 
non sarebbe altrimenti possibile conseguire senza perdere 
molto tempo nel consultare di volta in volta e per ogni indi- 
viduo numerose rubriche ; 

ed il modulo Y, consistente in foglietti di richiamo che, 
per ogni fascicolo esistente nello schedario di gabinetto, do- 
vranno Inviarsi all'archivio generale per essere protocollati e 
conservati nel casellario permanente di polizia giudiziaria. 

Protocollo e rubriche. 

Per il protocollo e le rubriche si sono prescritti stampati, 
conformi agli allegati moduli O e P, i quali, del resto, salvo 
lievi modificazioni, consigliate dall'esperienza e meglio rispon- 
denti alle innovazioni apportate, sono pressoché identici a 
quelli attualmente in uso. 

Si è introdotto solo l'innovazione di una colonna, indicante 
• voce con cui è intestato il fascicolo, relativo , e ciò per ren- 
dere facile il sollecito rinvenimento dei fascicoli nei casi di 
intestazione meno che precisa, quando, ad esempio, le lettere 
da protocollarsi contenessero più indicazioni di persone, di 
enti, di località o cose. 

Nel protocollo, tra la registrazione d'.un affare e l'altro, 
dovrà sempre lasciarsi, per evitare confusione, una riga in 
bianco. 

S'intende, poi che al presente ordinamento rimangono appli- 
cabili, qualora non contrarie, le altre istruzioni pel servizio di 
protocollo e di archivio, prescritte dalla circolare ministeriale 
del 16 settembre 1887, n. 9041-1 div. V, sez. 1*. 

Schedarlo delle notifiche dei forestieri. 

Col nuovo ordinamento degli uffici si è stabilito che lo sche- 
dario delle notifiche dei forestieri, prescritto con la circolare 
ministeriale del 18 ottobre 1901, n. 12000-8(17^2^5», ^\N\sÀ^^vw^ ^2" ., 




Capitolo VI, 



&ìa tenuto — per renderlo mèglio rispónilent^ ai J!nl clte 
si propone — in conforniitn tìi f|uaTìlo rilevasi dR!]'aiinos<ia 
tabella M, iieUn nuale sono disegnati i tipi del relativi scaffali. 

Il iletto RclirGdario è diviso in tre parti: 
Nella 1* parte — il eul numero di caselle e sillabe corri- 
^ jtpondenli varlerà a seconda delt'lmportaoza degli ufQcl — si 
eolltJclitraDnOi, seguendo strellamcnte l'ordine «lUlabko, i car- 
tellinì prescritti per le lìotìfltbe degli arrivi. 

Nèda 2'' parte — cht; per numero di caselle ed ordìaatnetilQ 
sillabico, dev'essere in lutlo egUFtlt^ ailii l^— Ei tra HX'i'te ranno 
i earlellini d^l roreslleri a mano a tnano che viene notiQcatfi 
la loro partenitat noti omeU^ndo la relatlvn annota;i;tone. 

l*a 3" t>arte, iufitie^ servirà per la conservaziono delle no ti ti - 
che complessive delle pflrten?;e. Ih questa parte le notlfiche si 
terranno raggruppate per ogni esercufo, nel quale si dia al- 
loggio per mercede {alberghi^ iocaiide, appartamenti e catneFe 
mobiliate, affUia idti e staiiaggi), e Ei seguirik l'ordine alfabeUco 
dellu tniiietìna dei del Lì eserciti, se ne aiibiaao, o del eognome 
e nome deirtìsercente. 

Nella prima parte dello schedario, relativa al forestieri arri- 
vati, si dovranno tenere in permanenza, alla sillaba eorrìEipon^ 
dente — perchè possano richiamare prò piamente raiten/lone 
di tbi è jireposti* allo scliedario — speciali carleilini eoloratì, 
conformil airalU'gato modulo Z, portanti il cognome e nome 
tiellc persone responsnblti di gravi reati o ricercate per altre 
importanti ragioni, allo scopo di ottenere che si abbia a rile- 
vare sempre e subito la eventuale presenza di alcuna di esse, 
che, prendendo alloggio, dia le sue vere generalità, visto che 
nella pratica riuscirebbe assolutamente impossibile di con- 
sultare, per ogni individuo, le voluminose rubriche dei ri- 
cercati. 

Registri ed elenchi a stampa 
necessari per gli uffici di pubblica sicurezza. 

A rendere completa l'organizzazione e perfetto l'ordinamento 
interno degli uffici di pubblica sicurezza, sì è stabilita ancora 
istituzione obbligatoria di parecchi registri ed elenchi a 
stampa. 

Essi sono quelli indicati dal n. 1 al n. 33 della tabella E. 

Dei detti registri ed elenchi, alcuni sono nuovi ed altri ri- 
spondono a quelli ora prescritti, con l'aggiunta di modifica- 
zioni, suggerite dalla pratica e dall'esperienza. 

Essi dovranno mantenersi sempre in perfetta regola ed al 
corrente, e però i signori capi d'ufficio dovranno determinare 
gl'Impiegati incaricali e responsabili della loro tenuta. 
/ nuovi registri sono : 



Gli archivi degli uffici di xmìMica sicurezza. 439 

Modulo 1, elenco dimostrativo delle riunioni pubbliche ; — 
8 registro alfabetico dei rapinanti e borsaiuoli; — 9 registro 
alfabetico delle abitazioni dei pregiudicati per delitti contro 
la proprietà, diviso per piazze, vie e vicoli; — 10 registro al- 
fabetico dei ganzi e sfruttatori di prostitute ; — 11 registro dei 
contrassegni particolari dei pregiudicati ; — 11 bis registro al- 
fabetico dei soprannomi dei pregiudicati; — 12 registro alfa- 
betico dei mendicanti inabili al lavoro non ricoverati; — V,Mis 
supplemento della cartella biografica dei pregiudicati, carat- 
teri psichici e notìzie sulla vita dell'inscritto ; — 15 registro al- 
fabetico delle persone appartenenti ad altre giurisdizioni col- 
pite da mandato di cattura, ordini di arresto o ricercate per 
altre cause; — 16 registro alfabetico descrittivo degli animali 
od oggetti rubati o smarriti nella giurisdizione;— 17 registro 
degli arrestati depositati nelle camere di sicurezza ; — 18 elenco 
delle fabbriche, dei depositi, delle vendite di armi, non escluse 
le insidiose, nonché delle raccolte d'armi artistiche, rare od 
antiche; — 20 elenco delle fabbriche, dei depositi e delle ri- 
vendite di polveri o altre materie esplodenti; —21 elenco delle 
caldaie a vapore e dei recipienti di vapore; — 22 elenco dei 
teatri esistenti nella giurisdizione; — 25 elenco delle tipografìe, 
litografìe ed altre arti affini; — 26 elenco delle agenzie pub- 
bliche di prestiti sopra pegni e d'afl'ari; — 27 elenco nomina- 
tivo dei vettori e dei rappresentanti vettori di emigrazione ; — 
28 registro alfabetico degli esercenti mestieri girovaghi ; — 29 
registro alfabetico degli esercenti il commercio di cose pre- 
ziose o di cose usate ; — 30 registro alfabetico degli operaj o 
domestici, ai quali venne rilasciato il libretto; — 31 elenco no- 
minativo delle guardie particolari. 

Tra i detti registri si richiama la maggiore attenzione sui se- 
guenti che sono specialmente importanti agli effetti della sco- 
perta dei reati: 

Modulo 8. 

Registro alfabetico dei rapinanti e borsaiuoli — che, con la 
indicazione delle generalità dell'inscritto, dei connotati perso- 
nali e della foggia di vestire, rendesi necessario perchè, nella 
maggior parte dei casi il danneggiato può fornire, se non tutti, 
qualcuno dei contrassegni del rapinante o del borsaiuolo, e 
quindi, le notizie cosi raccolte, facili ad apprendersi, essendo 
scritte per esteso sopra uno stesso rigo, serviranno di grande 
ausìlio ai funzionari ed agenti di pubblica sicurezza. K, difatti, 
venendo indicata l'età approssimativa del rapinante o del bor- 
saiuolo, la sua statura, il colore dei capelli e della barba, e la 
sua foggia di vestire, scegliendo nel registro i pochi rassomi- 
glianti e presentando subito ai danneggiato le relative foto- 
grafie o gli individui, se ne potrà ottenere il ricouoscla\eQ.i<ì, 



440 Cm^^^Q VI* 



m 



Se poi il botsuluolo q rapinante viene indicalo con quaglile 
contras^Ggao visibile^ oliora riuscirà piiÌL facile ìdentificarlù, 
eonsultiLEida IL registro modulo 1J« di cu! appresso è cenno. 

Modulo 9. 

JìtgisirQ alfabetico delle abiiaziùni dei prei/htdkali per deìlUi 
contro fé propriità^ diuiso ptr piazze e tncoU — necessario per- 
chè consumandosi un furio in una delerminaia vin, appren- 
dendo'^ i nomi dei ladri conosciuti, diinoraoLi o elio abitavano 
nello stesi»o easa mento, nelk ^t^ssa strada o in quelle adla- 
cenll del derubato, in molU casi non sL renderà diffìcile addi- 
venire al sollecito seoprìtnento del colpevoli. 

Modulo m 

Meghtto alfabeUcQ dei ganzi e sfruitaioH di proitilute i»ou- 
teneuFs). 

I ganxi sfruttatori di prostituta^ moltiplicatisi grado a grado 
notovolmante dopo le norme meno restrittive sul meretricioT 
sancite dui regolamentt) 27 ottobre 18^1, eosltluiscono oggi, 
specie dei grandi centri t una classe mollo pericolosa alla s^o- 
cìetà. Gli nfQci di pubblica sicurejt^a banuo, quindi, robbllgo 
di esercitare su ili loro una ocutala vlgilan2a per colpirli con 
tutto ti rigore della legge, ed il registro relativo mira appunto 
a tenere i loro nomi in evidenza, pel caso clie qualche mere- 
trice, ad essi soggetta, sia stata causa della consumazione di 
un delitto, o in qualsiasi modo l'abbia facilitato. 

Modulo 11. 

Registro alfabetico dei contrassegni particolari, visibiliy e na- 
scosti dei pregiudicati — nel quale saranno iscritti i contrasse- 
gni particolari di tutti i pregiudicati, che, per le diverse gravi 
imputazioni sofferte o per altre circostanze speciali, siano da 
ritenersi veramente pericolosi. Costoro alle volte, rendendosi 
responsabili di delitti, possono appunto essere indicati coi soli 
contrassegni dai danneggiati, dai testimoni o dalla voce pub- 
blica. In tali casi, le indagini dei funzionari di pubblica sicu- 
rezza, per identificarli, non sempre riescono agevoli. Il registro, 
di cui trattasi, mira ad eliminare queste difficoltà e contribuirà 
pure efficacemente alla identificazione di malviventi in genere, 
poiché, se pericolosi pregiudicati vengano arrestati in altre giu- 
risdizioni, dando false generalità, diramati i precisi connotati 
ed i contrassegni personali, senza essere costretti ad esaminare 
le numerose cartelle biografiche, si potrà facilmente e pron- 
tamente, consultando il registro, stabilire in molti casi l'entità 
personale degli arrestati. 



GU orchM degli Uffici di pubblica sicurezza. 441 

• Modolo ll^fL 

JiOffltfro alfab^lÌDa M toprannoml dei pregiudicati — nel quale 
laimnno Isorltti i topranaonii di tutti i pregiudicati, che hanno 
flueteolo né! caiellario di polixia giudidaria di ciascun ufficio. 
È notorio che molti degli affiliati alle classi pericolose della 
società hanno un soprannome, col quale, a preferenza, sono 
chiamati e eonoscluti dal pubblico ; ne viene di conseguenza 
etae, rendendosi responsabili di delitti, i danneggiati, od i te- 
stimoni, o la voce pubblica non sanno indicarli altrimenti che 
eoi nomignolo, e, quindi, le indagini dei funzionari di pub- 
bllea sicurezza per identiacarli riescono difficili e il più delle 
Tolte infruttuose. Questo registro mira ad eliminare tale dif- 
ficoltà, e, coinè il precedente, contribuirà efficacemente alla 
■coperta ed alla identificazione del colpevoli. 

Modulo 12. 

RbqMto alfabetico dei mendicanti inabili al lavoro non rico- 
Mra«, — n Titolo III, Capo I, della legge di pubblica sicu- 
TCisa annovera i mendicanti inabili al lavoro fra le classi pe- 
ricolose; e cosi è di fatto perchè, stretti dal bisogno, possono 
Aiellmente delinquere contro la proprietà. È obbligo, quindi 
degli uffici di pubblica sicurezza di esercitare su di essi una 
oculata vigilanza, e questo registro mira appunto a tenere i 
toro nomi e le loro abitazioni in evidenza nelle indagini re- 
tattve alla repressione dei reati. 

Modulo 16. 

Registro alfabetico descrittivo degli animali ed oggetti rubati o 
tmarriti nella giurisdizione. — Per la repressione dei reati con- 
tro la proprietà occorre sopratutto di tenere presenti, anche 
se trascorso un lungo periodo di tempo, gli animali e gli og- 
getti rubati con la dettagliata descrizione dei rispettivi con- 
trassegni, ed il nome dei danneggiati. Avviene, difatti, che in 
moltissimi casi la Pubblica Sicurezza, pur riuscendo a seque- 
strare presso pregiudicati o ricettatori tutta o parte della re- 
furtiva, bene spesso i responsabili sfuggono ai rigori della legge 
non potendosi stabilire a chi gli oggetti furono rubati. Questo 
registro tende a riempire tale lacuna, per modo che, ottenen- 
dosi il riconoscimento, anche parziale, di animali o dì oggetti 
eventualmente sequestrati, si conseguirà indubbiamente la sco- 
perta dei responsabili. 

Modulo 31. 

Elenco nominati^ delle guardie particolari — il quale serve 
a tenere presenti 1 nomi di coloro, che sono lGLves,\iVL <1\ ^kv^^& 



fj«JI»EOWF T^* 



funzioni e le località ad cs%\ affldattì per la sorveglianza, e, 
quindi gioverà ugli ufAciall Ésd agcnlt dì P.S. nelle indagini di 
polizia giudiziaria in caso di reait conimesat nelle singole giu- 
risdizioni, polPiido le guardie stesse, per la speciale conoscenza 
dei luoghi e delle persone, essere iu grado, meglio d'ogui allro^^ 
di fornire utili ìndk^izìoid. ^È 

Non occorre poi qui s peci Beare le ragloui che hiinno eonsl^^^l 
gì iato la creazione degli altri registri, pure importanti ai fi ni 
del servizio di P. S., poiché sul Trontespizio dì ogni esemplare 
è stampato, come si è già dello, un liom morto cenno illustraci 
tivo del loro scopo ed utilità. 



Fornitura degJl stampati, ^ 

Unlforoiltà ài dJtn<;n«loni d< colori. 



I 



A proposito, del moduli e stnmpati, di cui è cenno nelle pr«^ 
senti isirusìonì e che iaono riassunti uelhi tabella E, si Fa rile- 
vare che t{uelll compre^^i disi n. lai n. 33 e dalla letlera A alla 
lettera iV^ saranno somminbtrali dairEconomato generale presso 
il Ministero di agricoltura industria e commercio. ^H 

Audroiiuo, quindi, a earico di ciascun u Ri ciò, che per pz"»^! 
prio conio se ne forai ra a secouda dei bisogni, soltanto i po*^* 
chi compresi dalla letlera G alla letlera Z della ripetuta ta- 
bella, i quali dovranno^ per dimensioni e colorì, rispondere 
sempre perfettamente ai tipi prescritti; al quale scopo il Ml- 
nislero ni propone d'Interessare^ per la riproduzione, un unico 
sifflbllìniento, che verrà indicalo con appobiln circolare, e che» 
oltre runìformità, possa anche offrire le ma ijgiori economie ed 
agevolazioni nella spesa relativa. 

E questa uniformità di dimensioni e di colori, unita a guella 
dei tipi degli scaffali e del sistema di classificazione, è indi- 
spensabile sìa per assicurare sempre più il regolare andamento 
del servizio e sia perchè gl'impiegati traslocati da un ufficio 
all'altro, appena arrivati, sin dal primo giorno, senza bisogno 
di nuovi studi e di nuova pratica, possano continuare con si- 
curezza e precisione l'opera dei loro predecessori. 

Obblighi speciali per 1 capi d'ufficio e di archivio. 

Per effetto delle nuove istruzioni impartite, sui capi di divi- 
sione delle questure e sui capi degli altri uffici di P. S., rie- 
pilogando quanto innanzi si è già accennato, incombono i se- 
guenti obblighi : 

lo rivedere tutte le minute delle lettere che si spediscono, 
per stabilire ì fascicoli che debbono andare nel carteggio in 
evidenza, in modo che nessuna carta possa essere inviata agli 
atti senza il visto di uno dei deVVv luni\oxi«t\\ 



Gli archivi degli uffici di pìihhlica sicurezza. 413 



V dovranno assegnare alla responsabilità di impie<{ati de- 
terminati la tenuta di ciascun registro e curare che ai detti 
Impiegali, dai rispettivi funzionari del carico, sinno passati, 
prima d'inviarsi agli atti, tutti i fascicoli, dai quali occorra 
prelevare le notizie da annotarsi nei registri stessi. In caso poi 
di assenza provvisoria o di trasferimento degli incaricati, i 
capi d'ufficio dovranno del pari designare gli altri chiamati a 
sostituirli. £ le ultime pagine di ciascun registro saranno de- 
stinate a riportare la data, in cui ogni impiegato ha comin- 
ciato e Anito di tenerlo, perchè, alToccorrenza, non possa 
sfuggire la responsabilità diretta di chi sia stato causa di e- 
ventuali omissioni od irregolarità; 

3° il capo della 1*^ divisione della questura, i commissari 
provinciali e i delegati degli uffìci circondariali cureranno clic, 
per ogni fascicolo, che si formi nello schedario di gabinetto, 
si compili il foglietto modello y, di cui innanzi ò cenno, da 
inviarsi al casellario di polizia giudiziaria; 

4° qualora individui, appartenenti ad altre giurisdi/Zioni, 
commettano reati in giurisdizioni diverse da quelle di nascila 
o di domicilio, i capi degli uffici operanti hanno l'obbli^'o di 
partecipare al primo ufficio, e, se del caso, a tutti e due, con 
foglio separato per ciascuna persona, un estratto sommario 
delle imputazioni. 

Tale obbligo si estende anche ai commissariati ed alle de- 
legazioni suburbane, i quali uffici dovranno pure fare le rela- 
tive comunicazioni agli altri commissariati e delegazioni su- 
burbane esistenti nella stessa citta : 

5" i commissari della 2* e 3* divisione delle questure a- 
vranno cura di comunicare sempre per iscritto al gabinetto 
quanto (ìalle dette divisioni si sappia o si faccia a riguardo 
degli individui, che abbiano fascicolo allo schedario di ga- 
binetto ; 

I capi degli altri uffici, a seconda dei casi, faranno analoga co- 
municazione o si limiteranno ad eseguire annotazioni e ri- 
chiami negli atti del gabinetto ; 

6" agli archivisti incombe lo stretto obbligo di non faro ri- 
mettere a posto i fascicoli, sui quali non sia scritto dai capi 
d'ufficio la decretazione " agli atti. , 

Essi, quindi, risponderanno personalmente di tutte le con- 
seguenze, cui possa dar luogo l'indebito invio agli atti di fa- 
scicoli, sui quali manchi la relativa decretazione. 

Dovranno inoltre, aver cura di ripassare ai capi di divisione 
o d'ufficio, nei giorni fissati, i fascicoli, che si trovano nelle 
caselle del carteggio in evidenza : 

7® gli archivisti, o chi li sostituisce, risponderanno pure 
personalmente dell'esatto uso dei cartellini modulo W X che, 
come si ó detto, sono necessari per ricordare U l^«&^^%^^v^ ^v^^. 



444 Capitola VI. 



fflseleoU da un armo alValtra o da una categorifi airaltra dello 
stesso annO} b per lasciare traccia In archìvio det fa^eicoll 
prelevati da! casellario d3 poluin gìudi^iarin. 

8*" Le tnbelle A, B, C^ D, H, e Ut; raccolgano in se le basi del 
Duovo ordinamento, sono riunite anche In apposito fascìcolo 
a stampa debiiamenle illustralo. 

Questo servirà perchè gli archi vIkII ed i capi d ufiicio, noa 
sedi di questura, possano con facilità adempiere airobbligo 
di co ni rollare il regolari; antlamcnlo del fare hi vio, e perchè i 
capi divisione delie questure, con fe^ìame del fascicoli che 
giornalmente vengono laro psissiUi per rordinaria traUsislone 
degli aJfiirl, siano in grado di controllare pure Tesatta classi* 
ficadone degli atU e segnalare ai questori 1 rilievi, che abbiano 
oceasione di fare. 

I 

i»tru^loni transitorie. 

Come si è innanzi accennato. Il nuovo ordinamento degli 
archivi e degli uflflcì dovrà improro]^abilmenLc incominciare 
a funzionare col 1° geo ntijo 1004: ed il lavoro da compiersi 
per riuscire a tale intento non è come a prima ginn la po^ 
trebhe sembrare, di j^ran momento, né difilcile. 

In rat Ut tale ordinamento, nonostante le in novazioni Intro- 
dotte, pure conserva la ba^e di quello atlaulmcnte In vigore^ 
e Iés moUeplici tabelle e moduli, su cui vi sono minute illu- 
strazioni e particolareggiati dettagli, serviranno a rendere an- 
cora più facile il lavoro, agevolando la comprensione del 
nuovo sistema e la sua applicazione in modo che non sieno 
possibili interpretazioni varie. 

Né la parte che riguarda i registri importerà una fatica gra- 
vosa, giacché si hanno ancora disponibili parecchi mesi del 
corrente anno, più che sufficienti per formare (togliendo le 
maggiori possibili notizie dagli alti d'ufficio) i registri, che è 
necessario comincino a funzionare col 1° gennaio 1904, mentre 
gli altri riguardanti concessioni periodiche (potranno aprirsi 
col nuovo anno e riempirsi poi gradatamente a mano a mano 
che ne sarà chiesta la rinnovazione. > 

E lo stesso dicasi per le cartelle biografiche dei pregiudicati, 
che per ora dovranno essere compilate sui nuovi moduli sol- 
tanto per gli ammoniti e per i vigilati speciali e per coloro 
che, in base ai precedenti o ad altre speciali circostanze, siano 
da ritenersi veramente pericolosi; mentre per gli altri pregiu- 
dicati si audranno rifacendo a seconda che occorra occuparsi 
di ciascuno di essi. 

Pertanto i signori prefetti sono pregati disporre, appena ri- 
ceveranno ia presente, che in tutti gli archivi di P. S. si faccia 
una diligente cernita degli aUv esisV^uW, ^et %v«\ivllre quali 



Gli archivi degli uffici di pubblica sicurezza, 445 

siano da destinarsi al macero, quali da inviarsi, opportuna- 
mente elencati, agli archivi di Stato e quali quelli da tratte- 
nersi negli uffici, dove basterà che restino gli atti degli ultimi 
cinque anni e quelli necessari per la formazione dei casellari 
permanenti. 

E non più tardi del 30 settembre questo Ministero attenderà 
l'assicurazione deireseguito spoglio delle carte e dell'av venuto 
sfollamento. 



ATTI CHE POSSONO ESSERE VENDUTI PER IL MACERO 
Divisione I. — Tabella A. 



Categokia speciale 
A 



Categoria speciale 
C 



Catkgoria speciale 
D 



4° Misure preventive di vigilanza come 
in occasione di riunioni, comizi, com- 
memorazioni, elezioni ed altro. 

5° Truppe in servizio di P. S. 

7° Stampa della giurisdizione (sequestri). 
„ d'altre giuridizioni (sequestri). 

12° Richieste di agenti fuori residenza. 

13° Citazioni delle autorità giudiziarie 
agli agenti. 

5o Missioni e trasferte di funzionari. 

6° Citazioni delle autorità giudiziarie ai 
funzionari. 



Divisione 11. — Tabella B. 



Categoria 1» 
Q 



Categoria 1» 
R 

Relazioni giornaliere 



1° relative alle incolumità 

pubblica e privata; 
2° pubbliche calamità, soc- 
corsi urgenti, trasporti 
funebri, ecc.; 
3o disposizioni diverse ri- 
guardanti il trasporlo di 
detenuti o altre inerenti 
alla polizia giudiziaria, 
lo dei Reali carabinieri. 
2° delle guardie di città — Stati del ser- 
vizio giornaliero. 



/ Misure 
1 preventive 
i di 

\ vigilanza 



Divisione Ili. — Tabella C. 

a) Cerimonie religiose fuori dei templi. 
Categoria 5» \ b) Processioni ecclesiastiche e civili. 

e) Passeggiate in forma militare. 

b) Trasporti d'armi. 
e) Permessi porto fucile. 

Catrooria 6» / ^^ » » rivoltella. 

I.ATRG0RIA ^ <v o) „ . bastoRO animato 

h) Caccia con reti, panie, panioni ed al- 
tri mezzi. 



446 



Capifolo VI. 



CkrEQomj^ 1' 



Categciria S^ 



C^TEGonu 9* 



G4TBO0RI4 10* 



Categoria 11* 



Categoria 12" 



Categoria 13» 



Categoria 14* 



e) Trasporti polveri 

£) Accensioni pericolose. 

g) IndLisLrie iussalubri e perk-^tìloiie. 

ti} ProfcsaioDi e ineiilierr rumorosi. 




al Teatri (licmiK.e d'aperlura)^ altri trai* ] 
teniinentl pubblici od in luoghi 
pubblici. 

d) Bande ni usi cali (avvisi di suonar 

nelle pubbliclie vìe)- 
/) Tombole e lolterie, 

a) Esercìzi pubblici flicenze d'apertura)^^ 

esercì j;i i^essati. 
(i)BsercLzi pubblici (licenze lomporanee). 
c> dichìarii:«icjae di veudiUi dì vino dcDe 
1 proprie terre. 

' d} Rinn ovario nt.- aiiuuale delle IJeerìi!:e 
Itidleat*". nell'art. 50^ legge l\ S- etìl 
I l'ego lamento. 

e) Dictiiartìzioiii di aflltta- camere — ap- 

partamenti mobiliali e aflìttaletti 
(q ne Ili cessntt). 

f) Notilìcbe giornaliere dei forestieri, 

carteggio. 

a) Dichiarazioni per l'esercizio di llpo- 
I graBOt litografìe e arti afiini (quelle 

cesoiate). 
' b) Afflsslone e distribuzione di stampati 
e manoscritti, 
a) Licenze per aperture di agenzie di 
prestiti sopra pegni (quelle cessale). 
I b) Dichiarazioni per esercitare agenzie 
pubbliche od uffici pubblici di af- 
fari (quelle cessate). 
e) Note giornaliere delle operazioni di 
pegno. 

a) Certificati d'iscrizione per mestieri 

girovaghi e rivenditori (quelli ces- 
sati). 

b) Dichiarazioni per esercitare il com- 

mercio di cose preziose e di cose 
usate (quelle cessate). 

' b) Note degli operai consegnate dai di- 
rettori degli stabilimenti, dai capi 

I officina, ecc. 

I e) Operai e braccianti viaggianti in mas- 
sa, concessioni di viaggio sulle fer- 
rovie. 

a) Dichiarazioni d'inabilità per i men- 
I dicanti. 

I d) Permessi per qviestue e collette a 
scopo fiVatiVro^v^^o. 



Gli arcìiivi degli uffici di imìMica sicurezza. 417 

a) Dementi — ricovero (dimessi o morti). 

b) Infermi — ricovero. 

C.TE00K,A15. \%'i^?^S^'- 

e) Farmacie, droglierie, liquoristi, con- 
fettieri (vigilanza). 

rA^D/ir^niA IR* j ") i-ocali di meretricio (quelli cessali). 
L.ATEGomA 10* j ^^ i^qcsM di clandestina prostituzione. 

Categoria 17» - Rimpatrio d'indigenti non pericolosi. 

Categoria 18* - Guardie particolari (quelle cessale). 

r^TRr^niA iQ» i Ferrovie, traniways, poste, telegrafi, te- 
LATEGORIA 13 j igf^jjj. (sorveglianza). 

Sa) Vettori e sub-vettori di emigrazione, 
?esslfa "'^^ ^' emigrazione (quelli 
, h) Emigrazione — sorveglianza. 
Categoria 21« - Passaporti all'estero. 

Qualora poi si ritenesse opportuno di inviare altre carte al 
macero, se ne dovrà chiedere autorizzazione al Ministero. 



Atti da depositare airarchivlo di Stato. 

Saranno depositati agii archivi di Stato tutti gli altri atti non 
accennati innanzi. Però da essi dovranno togliersi tutti i fa- 
scicoli destinati ai casellari permanenti, di cui alla 

Tabella A Divisione 1». — Categorie speciali A2 (società po- 
litiche) — A3 (società operaie e 
di mutuo soccorso) — A6 (stampa 
periodica della giurisdizione) — 
A 8 (schedario). 
„ JB „ 2a. — Categoria 2 (pregiudicati). 

Q , 3». - Categorie 6-7-8-9-10-11-12-17-18-20 e 

cioè : 

Armi — polveri — caldaie a vapore — teatri (fascicoli rela- 
tivi alla sicurezza dei locali) — esercizi pubblici, afflltacamere 
ed appartamenti mobiliati afflttaletli — tipografie — litografìe 
— agenzie — mestieri girovaghi — rivenditori — meretricio - - 
guardie particolari — vettori o rappresensanli di vettori di 
emigrazione tuttora in esercizio. 

Nel compiere lo spoglio degli atti si dovranno togliere pure 
tutte le disposizioni di massima per coordinarle nel modo 
indicato dalla tabella D e quindi conservarle nel relativo ca- 
sellario. 

Ottenuti cosi gli spazi, i signori prefetti col V ottobre \}rQv- 



Capitolo VI, 



vedergli no (dlrettei mente per gli uffici, il cui mobilio à a ca- 
rico dello Stato, ^ in¥olgetidasi all^ atuminf^tra^ìonl pruvfncliiti 
per gli altri) A fare eseguire i lavori i necessari per trasformare 
^ìi seftfTali o arinadì esistenti, conronniflì nuovi tipi preacdltl; 
lavori, che non importeraano una àpesa sensibile, vUto chCf 
nella maggior parte dei ca^ì, si ridurranno alla formazione 
delle caselle, adoperando sempre soLUU tuvole di abete, che 
costano pò eh Issi ni o. 

E, quindi^ col l« novembre il Ministero attenderà dì essere 
afrsleuraito che siano pronti i nuovi acairali con tutti i pre- 
scritti cartellini a «tiintpa, apposti alig varie casclli.% avvertendo 
che. ddle eventuali difUL-oltà che abbiano a sorgere, dovrà es* 
sere Immedianienle informato, percliè possa suggerire ed adot- 
tare gli opportuni provvedlnu^nti, 

laiautOr afriuché lidio sìa predisposto per assicurare la per- 
fetta attuazione del nuovo sistema, fa d'uopo che gl'impiegati 
incaricati detta tenuta degli archivi, si appllctimo allo studio 
delle presenti istruzioni, onde, ocrorrendo, chiedano in tempo 
gU schiarimenti necessari. 



.^ . Gii arehM degli uffiei di pubblica sicuressa, 449 



r-. 



Mod. • (PTt»]i(Up<ik>). 
btraalonl Ministeriali 1 Ghigno 19>I3 N. 90481 DIvìh. 5. 



!■■'*■ 



UFFICIO DI PUBBliICR SICai{EZZfi 



REGISTRO DI PROTOCOLLO 



Anno 19.. 



TàDoat, ^ 



Capitolo XI, 




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(1) Tutte Je carte in arrivo, anc^e fte Te\*X\N<i ^^ ^^wt^ \K^>». \.\^v\»j«ì 
nell'unno stesso, debbono portare uiv tiuono x^^xm^xo ^\ ^x^x^^qWq. 



Gli archivi degli uffici di pubhlicci sicurezza. 451 



Mod. O (Intere.) 
Istruzioni Ministeriali 1 (iin^no 1903 xV. 9048-1 IMv. T) 



VVKDIMKNTO 
kDOTTATO 


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TKNORK 


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9 



VOCK 
con ('ui 




(^LASSIKK'AZIONK 
d'areliivio 

11 


ò intestato 

il faseicolo 

relativo 

10 


a 

e 

> 


Numero 
o lettera 

della 
eatejioria 
principale 





NB. — he dimensioni del presente te^Mx^^ ft\ ^t^V<i^cA\vi ^va^wvn v?^- 
aere di centim. 66 X 49. 



m 



Po pi f oh VI. 



Mopui.o !■ ( Plinti *niKlo) 
larrnfticml mi ni «t iti [ili i (iiiijtiui isuci N. o«4Hl - Uiv. i*. 



UFFICIO DI PUBBLICA SICURRZZl 



Indice alfabetica del protocollo 
anna 19 




NB. — Modulo modificato. — il iikmIuIo finora in uso contcnova le 
iie,fi\umti v.olounc :* persona o ente — 0{/(jftto — numero — catenorie >. Il 
]>re8entc ò messo in armonia alle nimliiielnt intro<lotte nel loglio di pro- 
tocollo, e che sono specificate sul l'ront4>spÌ7.io «lei M(hIuIo O. L'incarii-ato 
«Iella registrazione non «lovrai mal onu'ìtter*' «li trascriv«'re in corrispon- 
denza «leirin«licaziono * persona, ente, località o cosa*, la vo<',e «-on «-ni è 
iiit4}8tiito il fascicolo relativo, come, si ril«^va «lai foglio di i»rot«n'ollo, e 
rio iHìr rendere facile il rinvenimento d«d fascicolo, «lualora le corrispon- 
«ìi'iìze coli t«Ji esse ro i)lù nomi, più euU, \^\\\ localits\ o piii cose. 

// rofiiatro sarà alfftl>etloo o aWUXAco w fteftft\\«\\!w vVlVU«\K>rtanza del- 
l 'ufficio. 



Gli archWi ifcgU it//irì di imìthUrn sirurcziff* 



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Capitolo FJ, 






(i) 



ARCHIVIO 

CARTELLINO DI PASSAGGIO 



dgi fitHSiiìoìi daifti amt^ prtctdadi a qutUo tn corso o da utta eafrf^arìa 
all'altra dtlto s(egtaannii. 




Classifica (^> 



PA8C1C0L0 H.,. 
PABSATOALK . 


Dk. Cai. 




Dìv..,., Cut. 






Annotazioni speciali 


1 


—---^--^-^ 










::::zz:z::::::z^^^^^^^^^ 


















1 




1' 











(1-2) Scrivere le medesime indicazioni segnato sulla copertina del 
fascicolo che si toglie. 
(3) Ultimo BDmero di protocollo 80^tì«A.o ftuW^ ^iO'ft^tWti"». «KQAàaUa. 



Gli archivi degli uffici di luOtldicn sicuimn. l^f) 



MODKM O X. 

Istruxioni MiiilHtcriiili 1 (ììukuo i:<u:i N. inx:: i i>i\. : 



(1) 



Numero deila casella 

in cui ò posto 11 fascicolo nel Ca- 
BoUarlo di polizia giudiziaria. 



CARTELLINO 

di ricordo del fascicolo prelevalo dall' Archino. 



IST. B. 

Il presente cartellino serve a dimostrare sempre con assoluta 
oerteiza e facilità, che nn dato individuo già tiene nel CKscìlario 
il fascicolo personale, certezza che altrimenti non sarebbe possibile 
ottenere, senza perdere molto tempo onde consultare numeroso ru- : 
briche, qualora fosse stato levato dalla casella per la trattazione ! 
di altri affari pendenti, dando Inogo cosi al gravissimo inconveniente 
della formazione di duplicati. 

Il cartellino si dovrà quindi sitnare subito al posto del fascìcolo 
levato e riporre poi in esso qnando ritornerà definitivamente in 
Archivio, fra la copertina e la prima pagina delle carte che con- 
tiene, allo scopo di averlo sempre pronto ripetendosi la necessità 
di togliere naovamente il fascicolo. 



(1) Coguome, uomo, paternità e Hupruimunic dcUu persuna cui (■ int<- 
utato il eoscicolo cho ai toglie. 



Modulo IT, 
ia Ini Ab 111 ailiii^ierijiij 1 (r in gnu l[i03 N. iK)ia4 Dh* 5* 



{t> 




IH vili iti ue 2* ^ Cate^^itt'ln )à* Ca^cllìirb M Fu t bla 1tiiidlEUtì« '' 



Sohedario di Gabinetto 




Per Chgnl fSEiCicglo esistente nellQ ichcdnrìo di QRbinetla si do- 
yrh inaiare questo foglietto di dchl^mo alFArcliivlo Generalo per 
essero proEocolTato e conEarvato nel CnaolliiTia Gludi^la^rio alla sii* 
iHbn eorriijpottdente (Vedi N. B. del FlGglstro K'. 2f. — In tnt uiodu 
le DivSaioni di polì z in g1nai*3ftria ed amminiAtliiUva [MjtranniJ, in 
ogni trattaalQD@ ùì atlfl^H ch& le riguardano, &apflro che nn^ividtio 
troVAài Annotato m detto Beli ed Ario e ri munii ad ^mg l'obbliga di 
arvertìre la Diviafoofl 1* di ogni Alteriorfi notizia relAtiya aII'Jd- 
scrìtto. 



(l) Cognome, nome, palenUUv e sovrvxwuouws. 



€M archivi degli uffici di puhhlira sicHvczzn. irù 



Modulo E. 
btruiioiii MiiilHtoriuU 1 <iiiiKit<> l!Ni:< N. !iuiit 1 Uh. :>. 



CD 



OABTBLLINO delle penone responsabili di i^rnvi reati o ricercate 
per altre' importanti ragioni, da collocansi alla sillaba corrispondcnto 
) Schedario delle notiflche dei forestieri. 



Numero di protocollo Divisione Categoria 

Data 

del faioicolo in cnl è riposta la richiesta di arresto o di ricerche. 



(1) (k>giiome, nomo, pat■crllit^. 

NB. n earidlino dev'eatere di carta colorata e delle dimensioni coi' 
fitponàmiU • qutlU déUa notifica (27x10). 



TABELLE ILLUSTRATIVE 



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Tabella D 



Tabella E 



Tabella H 



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Tabella K 



Tabella L 



TaoeJia M 



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della Pubblica Islni/ìnne — Napoli 1S72, 
^Trlpi ì^onol4o. — Tmifulo Ipitrico^pratieo sulla fetiutu dm/i or 

chk'l ti al te l^i'efeUaie^ Soitititrefiiìtvrs, Deputationi Pfotiinciali 

e Comuni. - Na fio li, . 
[ Vaines (Doni. éé). — Dictiiinnftire de DipiomcUiqite, — PaH*;, Krlfl 

Bnrean d^s imimles de phitaaopìùtf LÌtréiienne. — Stamim^o _' 

Versailles, imi-bò, 
Vnzìo G, — lieta^ione sugli archìt/i di Stulo Ilaliaui (1874 S2^ _ 

Ministero deirinteruo. — Homii, ISSI 
Verga doti, Btlore. - Ctmcetli e Qitidizi d'altri temici mi^H ufclìitti 

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italiane. 
Xijiirthi A, — ileitcrloria dell' attlico atchieiù comunale di Fano, —^ 

Fano, IJÌSC 



I 



INDICE ALFABETICO DKI NOMI E DELLE COSE 



(/ numeri indicano le pagine). 



Abate dì Parfa (Corrispondenza dell') 

[nota] 25 
Abbazia di Saint-Denis, 176 
Abbazie, 29, 30, 40 
Abbruzzo (Catasti d') [notai 25 
Adda (Conte Costanzo D') 75 
Adda (Conte Costanzo D') [nota] 75 
Adrian di Belletrnche [nota] IIU 
Adriano VI [nota] 38 
Agnesi (Causa Piai [nota] 49 
Agro di Petilio [nota] 8 
Alasia, 326 
Alboino [nota] 16 
Albo Pretorio. 369 
Aldobrandi Ulisse [nota] 99 
Alessandro VII, 40 
Alfonso I, 201 

Alimento (Annali di Lucio Cincio), 13 
Allamano [nota] 163 
Alpi, 13 

Altavilla (Tancredi d') [nota] 211 
Altezza (Titolo di) [nota] 24 
Altitudo Divinae Providentiae (Bolla), 

45 
Amadei [nota] 3J 
Amari, 107 

Amedeo 111 (Conte) [nota] 117 
Amedeo VI (Statoti di) [nota] 124 
Amedeo Vili, 126 

Amedeo Vili (Statuti di) [nota] 125 
Amorini [nota] 30 

Amministrazione civica di Milano, 88 
Amministrazione dello Stato (UfiBcio 

dell';, 225, 226 



Amministrazioni centrali (Archivi del- 
le), 308 
Anagni (Archivi vaticani di), 38 
Andalò (Loderigo degli) (nota] r><S 
Anfitrioni, 9 

Angiò (Carlo I d') [nota] 112 
Angiò (Carlo 11 d') [nota] 112 
Angioletti, 272 

Annali di Lucio Cincio Alimento, 13 
Annali del Pontefice Massimo, 12 
Annali dei Romani, 11 
Annalisti camaldolesi, 107 
Annibale, 13 
Antonino Pio, 14 
Apollo, 9 
Apollo [nota] 7 
Apollo (Tempio di), 12 
Appuntamenti della Cameretta, 77 
Aquisgrana (Archivio di), 170 
Aragona (Ferdinando 1 d'), 111 
Arca. 3, 7, 8 
Arcadia [nota] 7 
Arche [nota] 112 
Archeia, 3 
Archeologia, 4 
Archi del Belgio, 180 
Aichives de l'Empire [nota] 'M 
Archivi, 4 
Archivi [nota] 107 
Archivi (Consiglio per pli), '2'M 
Archivi (Locali degli). 'M'2 
Archivi (Varie specie di), .'571 
Archivi ambulanti, 11) 
Archivi amministrativi, 70 
Archivi delle Amminisiiim<\uv <^vivv- 



iùi) 



Indics alfahtitico dei nmai e delle cox 



ÀTcUtvJ AD^ióimi Ut, 113. Ita 
jLvchÌYi aD^iDim |ttoU| 112 

ATCblVl Rlltkllip 

AtchÌTl di BrtbitoDJ*, 7 

ArcIsiTl di Bolognii^ 30, 07 

Archìvi dei Cai dot. 7 

ArohlYl c*nie™if* 13ft, 160 

Archivi comtta*ll, SD, 131, 'M,Ù 

Artìbivi eomafiati il^triìiloEìt per gWjy 

Ì5Jj7 
Archivi ecrmanall flore rvtìn] [noU] 70 
Archivi comiinlii pontifici, 58 
Archivi ^mnDiiU dì Pmto |i],ota] 70 
Archi v! commi ili di Viterbo, 20 
Arthivf delie Confrmtertiite, 32 
Archivi A&Ue Congrrtgajjìoni, 3^ 
Archi vi d^ Carte, 156 
Archivi dfiì1& Croce rossH^ 53 
Archivi dltiloìwAtici, 70 
Archivi datsii, 133, ÌM, laS 
Archivi ducali flitìttfim di coititnaioiio 

di Chiavari degti) |noUj 133 
Archìvi e oclesl Mietei, I7i 29 
Arcuivi dàirKmilia, 97 
Arohivi dtìlt Europa |not&J 36 
Ar&hivi dì tf^enaa, tìS 
Archìvi dei Paole], 7 
Archivi di Ferrara, 9« 
Archivi d! FireD?.e, 102, 107 
Archivi di Firenze (Direzione degli), 

103 
Archivi delia FoBdAalónB FArnvioìoi 

[notai 4!} 
ATcbivi In Kraoci», 173, 176, 177 
Àrcliivì dei Prati Beaedettioi, 32 
Archivi in Germaoia, ÌHl 
Archivi in GerinKdla [notaf 37 
Archivi di Gin iti ulano, OS 
Archìvi ln!-leRi,lJt2i m 
Archivi d'iosinuazioDe [nota| M 
Arcuivi de tr ispettorato delle iàtrad© 

Kerfatc^, 292 
Archivi di Lacca, 105 
Archivi dt^ lt!i Magistratura ecclesia- 
etiche, :ì.2 
Archivi di Classa Dacale, 08 
Archivi del Medio-eVii, i9, 20 
Archivi miiaDesi, 7i, 87 
Archivi del Minlisiero di Agrlcolitira, 

Indii::»tila e Oom merci o, 2Sf7 
Archi vE dell Minl^toro dt Grazia e Qiu' 

BtizU, 2m 
Art^hivì dyJ MSnietero déWa Qin^ttft, 
230 



Arehivl del Minletero de! Lavxrri Puh- 

hitol. 391 
Archivi del Mlaiatero dalla MariEl^ 

2fìl, 280 
Archivi del Mioifiiefo della Marìba^ 

(Regolamento par ^ll|, 262 
Archivi del Minuterò delie Poster 

TeiagraQ^ 239 
Archivi de! Miniatero delia FahbUet 

istruzione^ 289 
Archivi del ^tnl^tero dei Tesoro, '3Ì 
Archivi di Modena, 08 
Archivi napoietaELi, 113, 114 
Archivi napoistanf fiiotaf 113 
Archivi noiariii, 30 
Archivi uotarlli [uotaf 56 
Archivi aotarlli (P^oli^cóllo degli), W 
Archivi notarili dello Ht^ta nAnole. 

t»i30. 5S 
Archivi cdferaì, 2t 
Archivi dell'Opera Pia Macchio /notai 

49 ^ 

Archivi dell 0£Pei* Pia Pootì Ino tal m 
Archivi deli Opef a Pia del Sesto | notai 

Archivi deli'O&pedate Oleari tnota| 49 
Archivi deVi'Oiipedate Mog^oro di Mi- 

lane 1nóta| 48 
Archivi padovani, 01 
Archivi di patM^o, 13, 19 
Archivi di palazzo | no tei 19, 175 
Archìvi di Parigi, 176 
Archivi di Parma, 98 
Archivi d^i Parroci. 32 
Archivi dì PiacenKà, 9S 
Archivi plemùota^L 00, 04, 110 
Archivi piemontesi loota] 37 
Archivi plemouteEl CEldiGsIo degli). 161 
Archivi pioniontéal (InvcotaHo degli , 

151. 151 
Archivi dei Pio litttnto Secco Com- 

oeno I DO tal 49 
Archivi di Pì&a, 105 
Archivi ponttflci, 32 
Archivi d«H9 Prefetlnre, 317 
Archivi della Pref«ttnre (Istraz oni 

per gli), 3ta 
Archivi privati, 23 
Archìvi rovi negali [nota] ItìS 
Archivi di Pahhtica tticcrciss», 413 
Archivi di Pubblica tì Icore zza {mro- 

aioo! per (jllK 421 
archivi di Pubblica tìlcarcisza (Ordì- 
Ti^wt^^^ti ^"ia^V>-, ■^VR. 42;i 



Archivi dùt Ministero d^lllntetinJ,^'!^ Kt^^lìnV ^ì&^\r-V X^.^itt^.'Si A^ 



Indice alfabetico dei nomi e delle cose. 



467 



Archivi pubblici [nota] 55 

Archivi di Ravenna, 98 

Archivi di Rialto, 90 

Archivi di Rimini, 98 

Archivi romani, 14 

Archivi romani [nota] 37 

Archivi di San Marco, 90 

Archivi scientifici, 27 

Archivi segreti, 70 

Archivi a.i .^ aliato* 155 

Archivi di Siena, 10,") 

Archivi Jiflló Sotto prefettura, 317 

Archivi di Bpaj^na Inota] 37 

Archivi di Stato, 21, &S. 108 

Archivi ^\ Stato fnotaj 10^ 

Archivi di Stato fiorentini (Direzione 
gentìmle ilt.if]l\ 1Ù3 

Arcbivi di Btuto (RGifolnzuoTito gene- 
rale par rUk -T"! 

Archìvi di Ht»to iKelaaiotio sul rior- 
dinamento dBftllK 06 

Archivi di Tir^p, 7 

Archivi torinesi, 124 

Archivi delle Tre notarle, 73 

Ai'chivi nrbani di Roma, 59 

Archivi vaticani, 28, 32, 33, 34, 38 

Archivi vaticani di Anagni, 38 

Archivi vaticani di Bologna, 38 

Archivi vaticani di Ravenna, 38 

Archivi vaticani di Ri mini, 38 

Archivi vaticani di Viterbo, 38 

Archivi veneti [nota] 90 

Archivi vescovili, 32 

Archivio, 3, 4 

Archìvio (Condizioni di nn buon), 190 

Archivio delle Agenzie tabacchi e sa- 
line (Ro-m:. ...!.■... per VU Sat 

Archivio Jtmtu ul^LiaLIvo di MllànOp87 

Arohivio antiuo delL'OapIzio dì Santa 
Maria in Àgniro, 46 

Archivio di Aquligraiia, 176 

Archivio arciveacovite jnota] 30 

ArohlTlo della Badia di Cava de' Tir- 
reni, 31, 110 

Archivio della Badia di Montecas- 
sino, 30, 110 

Archivio di Broniberg, 181 

Archivio della Camera di Commercio, 
88 

Archivio camerale ( Riordinamento 
dell';, 166 

Archivio dei canonici di San Salva- 
tore [nota] 30 

Archivio capitolino, 14 

Archivio capitolino [nota] 14 



Archivio capitolare [nota] 30 
Archivio della Casa di Brandebnrgo, 

181 
Archivio di Cava de' Tirreni, 31, 110 
Archivio centrale fiorentino, 103 
Archivio ' di MJIjìho (Piano di 

t:r;iMU7,.i..-!i 'I.^M'^ 77 «C 

Archivio della Ciittjsa romana [oota] 36 
Archivio del Collegio Spagnolo [nota] 

30 
Archivio del Consiglio di Stato, 208, 209 
Archivio della Corona, 111, 112 
Archivio della Corte dei Conti, 2!8, 219 
Archivio di Deposito (Lavoro di spo- 
glio dell'), 388 
Archivio di Deposito di Milano, 37 
Archivio diplomatico flottìntltio, 102* 

103, 104 
Archivio diplomatico fiorentino [nota] 

102 
Archivio diplomatico del Ministero de- 
gli Affari Esteri, 231, 232, 2.33 
Archivio della Dlressione generalo del 

Fondo per 11 Cullo, 2 il 
Archivio dai Dogi [notai IMI 
Archivio dQila Famiglia Koncìooi, 181 
Archivio de' Prari [nota] 91 
Archivio generale dei Contratti di Fi- 
renze, 59 
Archivio greikuralci della Cartu doi 

Conti tRoKolEimonto per T), 219 
Archivio generala dì Napoli 32 
Archivio generale di Vonqafa, Ul, 92 
Archivio gè ne mi e di Venezia [nota] 92 
Archi vio 1 m peri Al 6 do pò K urico VII, ISI 
Archivio deirinquieiiìone [not.i| 30 
Archivio delle lutetideuze di Finanza 

(Istruzioni per VX 2-1 ^ 
Archivio di Kempteo^ 181 
Archivio lateranense [nota] 33 
Archivio (Lavoro in), 194 
Archivio di Londra, 182 
Archivio di Lucca, 106 
Archivio di Mantova, 92 
Archivio raedioeVftl© di Vii orbo, 21 
Archivio milanese (Impre&a dell), 73 
Archivio moderno deltOsipizio di Santa 

Maria in Aquiro, 47 
Archivio di Monleta^Bino, HO, 110 
Archivio di Monte ver gì ne, 110 
Archivio di Xa|]oH (G rande), lOS, 109 
Archivio di Napoli (Orande) jnatal 110 
Archivio nottirlltì di Pjren?.G )nofri] 59 
Archìvio notarile di Milano. 59, 6U 



408 



;-r>v^y: 



Indice àifàbeUa> M fMmA>4^Allr«èi£ 



ArctaiTio degli Ortial, 23 
ArohiYio degli Onini (aota) 23 
ArchfYio deU'Otpedtle Mftgflore di 

Milano, 4A,4» 
Archivio dell'Ospedale Macfiore di 

Milano (OlastiflcMtone deU*), 61 
ArohiTio deU'Oniido di San Miehele, i4 
ArcblTio di Parigi, 178, 179 
Archivio del Presldeiite del ConsIgUo 

dei Miniitri, 201 
Archivio provineiale dell'Italia meri- 
dionale, 58 
Archivio provinolale del Lombardo- 
Veneto, 58 
Archivio' provinolale della Toeoaaa, 58 
Archivio del Begno [nota] 58 
Archivio del Begno (Grande), 108 
Archivio di San Clemente [notai 80 
Archivio legreto del Gonaaga, M 
Archivio segreto vaticano, 8ÌB 
Archivio del Senato di Veneiia [aota] 

90 
Archivio stahOe del Oomime di Fi- 

rense [nota] 15 
Archivio di Stato, 53, 87 
Archivio di Stato [noto] 24 
Archivio di Stato di Napoli, 31 
Archivio di Stato di Torino, 169 
Archivio degli Statuti, 72 
Archìvio storico di Milano, 87 
Archivio storico di Milano [nota] 60 
Archivio storico di Milano (Atti dell') 

[nota] 77 
Archivio storico del Ministero degli 

Affari Esteri, 231, 232, 233 
Archivio storico dell'Ospedale Mag- 
giore di Milano, 50 
Archivio storico senese, 106 
Archivio del Tribunale della Provvi- 
sione [nota] 73 
Archivio dell'Università dei Mercan- 
ti, 88 
Archivio vaticano, 36 
Archivio di Westminster, 182 
Archivio della R. Zecca (nota] 112 
Archivista della Camera (Costituzioni 

all') [nota] 168 
Archivista della Camera (Disposizioni 

dell') (nota] 158 
Archivista della Camera dei Conti 

[nota] 148 
archivista della Camera dei Conti (I- 
stmzìonì date all') (notaj 164 
Archivista di Corte (Vice). 144 
Arcbivisti (Cultura degli), 189, 192 



AnUrlatt (lyrérl «églQ, 181, IM, « 

198 
AnUrirtl (Mtad àtM [Botai 187 
ArfikiTM pnsio ICbraeL 187 



ArekiTlstl padonid {MtaJ 187 



Arebivistil 

Aieore Pitimià (GIÓT. AsUnlo) (mN 

133 
Areopago, 10 
Argentari, 56 
Argentari (OoUegi» tegU) [nota] » 

i^totUe,8 

Annandio d'arelilvio degli Atti di Po- 
liiia gtndiiiaria. TabSl* e 

Amadio d'aiohivio del Caaelburio per- 
manente di Polista ammliiistrativai 
Tabella K 

Amadio d'anhivlo del Casellario por- 
manente di Polista gindlaiaria. Tii- 
bellaH 

Armadio d'areliirio del Gabinetto de. 
gU nfllei di Pabbllea Bionreasa. Ta- 
bella F 

Armadio d'ftrolitTio del Massimario 
degli nfflcl' di Pubblica Sicnrezsa. 
Tabella L 

Armadio d'archivio di Polizia ammi- 
nistrativa. Tabella I 

Armarla, 3 

Armi (Compagnie d'), 95 

Armi di Bologna (Compagnie d') 
[nota] 95 

Arrigo VI (Diplomi di) [nota] 25 

Arti (Corporazioni delle) [nota] 104 

Arti (Priori delle), 105 

Asili d'infanzia, 41 

Asilo [nota] 7 

Assisi, 37, 38 

Assistentato al Soglio Pontificio [nota] 
24 

Associazione italiana della Croce Rossa 
(Comitato centrale dell'), 53 

Assurbanipal [nota] 6 

Asti (Presidente d'), 118 

Atene [nota] 7, 9, 10 

Atene (Corte dei Conti in), 211 

Atti dell'Archivio storico di Milano 
Inota] 77 

Atti (Camera degli), 69, 97, 98 

Atti (Camera degli) (nota] 100 

Atti (Classificazione degli), 379 

Atti di Polizìa giudiziaria. Tabella B 

i MX\ ^^ '^CkWTX». %\wdUlaria (Scaffale 



Indice alfabetico dei nomi e delle cose. 



U)9 



)1 8(uil*Uffl»io notft^ 30 

i nozze di liliircnmoDto OQloiinA 

della Camera dei Conti [nota] 

dolili CAoierrt (Costituzioni 
|not&] 16S 

tit'iui Cntuuia (Disposizioni 
) [nota] 158 

rio dei Conti (Reale), 211 
:o [nota] 13 
ano [nota] 13 
% (Casa d') [nota] 75 
% (Corrispondenza con 1') [nota] 

111 [notai 68 
» (Papa), 33 
rafl [nota] 25 

rafl di Galileo Galilei [nota] 26 
rafo di Qiacomo Leopardi, 50 
no (Colle), 12 
)ne, 35, 37 



nesi, 6 

nia, 7 

li O., 283, 391 

di Cava de* Tirreni (Archivio 

i), 31 110, 

di Clnny [nota] 35 

di Monteoassino, 33 

di Montecassino (Archivio del- 

30, 110 

SCO [nota] 134 

no Lamberto [nota] 128 

ri, 107 

ri (Invasioni dei), 14 

ri. 231, 232 

ri fnotel l94, 195, 379 

rlni, 2G 

tr Anthoine [nota] 119 

llino Frnnceceo» 74 

iDo flfl No farà, 94 

è-Viale ■ ■ i ~ 

' (Archivi del), 180 

rnche (Adrian de) [nota] 119 

[nota] 134 

(Città di), 129 

ettini (Archivi dei Frati), 32 

ettini (Monaci), 110 

etto Xll, 38 

etto XIV [nota] 95 

ente [nota] 68 

ento (Duca di), 68 

h 9 



Bettole G., 391 

Bianchi [note] 156. 157, 161, 170 

Bianchi e Neri, 101 

Bianchi e Neri [nota] 101 

Biblioteca, 6 

Biblioteche, 4 

Blume [nota] 30 

Bohmer Q. P. [nota] 107 

Bolla Altitudo DivinaB Providentiao, 43 

Bolla di Bonifacio Vili [nota] 25 

Bolla di Pio li, 50 

Bolla di Sisto IV, 50 

Bolle [nota] 24 

Bologna (Archivi di), 97 

Bologna (Archivi di) [nota] 30 

Bologna (Archivi vaticani di), 38 

Bologna (Compagnie d'armi di) [nota] 

95 
Bologna (Memorialia di) [nota] 58 
Bologna (Biblioteca dell'Università di), 

100 
Bologna (Torre degli Asinelli di) 

[nota] 96 
Bologna (Torre del Garisenda di) 

[nota] 96 
Bologna (CriiVErBltà di), DB, PO 
Bona di Borbone (Conte&en). 212 
Bona di Borbone (Con tesa») juotaj 117 
Bona di Borbone (Rejj^fìliinitinli di) 

[nota] 119 
Bonaini P., 97, 98, 100 
Bonaini P., JnoteJ 68, 99, 100, 102, 17G 
Bonasi A., 391 
Bongi S., 106 

Bonifacio Vili (Bolla di) [nota] 25 
Borbone (Contessa Bona di). 212 
Borbone (Contessa Bona di) [nota] 117 
Borbone (Regolamenti di Bona di) 

[nota] 119 
Borbone Carlo, 49 
Borbone Carlo [nota] 48 
Borelli [note] 118, 127 
Borghese, 2B 
Borghesia, 18 
Boselli P., 391 
Bracciano (Corrispondenza dei Ducili 

di) fnnU] '2i\ 
BraccEaoo cSlMiiti di) [nota] 25 
Bracchi jsiolhl 131 
Brandabnrdro (Archivio della Casa di), 

181 
Brasca, 73 
Brevi [nota] 24 
Broniberg (Archivio di), 181 



470 



Indice alfabetico dei nomi e delle cose. 



Buonaccorsi (Filippino de') [note] 93 
Baonaccorsi (Passerino de') [nota] 92 
BuoDtalenti, 105 



Caivano (Duca di) [nota] 113 
Caldei, 6, 7 

Camaldolesi (Annalisti), 107 
Camera degli Atti, 69, 97, 98 
Camera degli Atti [nota] 100 
Camera capitolina (Lettere riguar- 
danti la) [nota] 26 
Camera di Commercio(Archiyio della)88 
Camera dei Conti, 110, 119, 124, 133, 

137, 152, 158, 216 
Camera dei Conti [note] 135, 147 
Camera dei Conti (Archivi della), 169 
Camera dei Conti (Archivista della) 

[nota] 148 
Camera dei Conti (Attaaro della) 

[nota] 150 
Camera dei Conti (Controllore della) 

[nota] 148 
Camera dei Conti (Istruzioni date al- 
l'Archivista della) [nota] 164 
Camera dei Conti di Chambery, 166 
Camera dei Conti (tìegretario della) 

[notai 147 
Camera del Piemonte, 121, 122, 157 
Camera della Sommaria, 211 
Cameretta, 75 
Cameretta |nota] 60 
Cameretta (Appuntamenti della), 77 
Campagnano (Statuti di) [nota] 25 
Campidoglio, 7, 12, 13, 15 
Campidoglio (Archivio del) [nota] 14 
Canaan [notaj 7 
Cancelleria angioina, 111 
Cancelleria segreta di Venezia, 89 
Cancelliere giudiziario, 59 
Cancellieri [nota] 101 
Cancellieri Amadoro [nota] 101 
Cancellieri Carlino [nota] 101 
Cancellieri (Jualfredi [nota] 101 
Canetta Pietro, 49. 51 
Canetta Pietro |nota| 51 
Canossa (Bonifacio di), 04 
Canossa (Matilde di), 94 
Canossa (Tebaldo di), 94 
(^antù |nota| 4, 5 
Capgrave, 1^2 

Capitani e rfifensori di Milano, 12 
Capitani difensori di Milano ^\)\p\0TOÀ 
dei), 50 



Capitano degli Otto [note] 70 

Capitolare di Carlo il Calvo [nota] 29 

Capitoli matrimoniali [noto] 24 

Capitolino (.Colle), 12 

Cappella dncale, 156 

Cappella dei Priori, 69 

Capre, 121 

Capre [nota] 121 

Capua (Diplomi di Landolfo di) [nota] 
25 

Caracci, 100 

Carceri (Consiglio delle), 236 

Carlo Alberto, 204* 

Carlo Alberto [nota] 235 

Carlo il Calvo (Capitolare di) [nota] 29 

Carlo Emanuele (Duca) [nota] 121 

Carlo Emanuele I, 61, 118, 127. 133, 
144 

Carlo Emanuele I [note] 133, 150, 151, 
152, 154 

Carlo Emanuele I (Lettera di) [nota] 
128 

Carlo Emanuele IH, 61, 122, 123, 137, 
151, 160, 164, 165, 167, 170 

Carlo Emanuele III [note} 25, 168 

Carlo Magno, 57, 175, 176 

Carlo Magno [nota] 16 

Carlo 1 d'Angiò [nota] 112 

Carlo li d'Angiò [nota] 112 

Carlo V [nota] 113 

Carlo V (Diplomi di), 50 

Carlo III, 157 

Carlo HI [nota] 157 

Carlo IH (Duca), 144, 145 

Carlo 111 il Buono, 156 

Carmine. 391 

Carolingi, 34 

Carroccio |iiota| 15 

Cartaginesi, 12 

Carte storiche [nota] 25 

Cartularia, 3 

Casa d'Austria [nota] 75 

Casa Savoia, 116 

Casati (Legge) [nota] 283 

Casellario permanente di Polizia am- 
ministrativa. Tabella C 

Casellario permanente di Polizia am- 
ministrativa (Scaffale d'archivio del). 
Tabella K 

Casellario permanente di Polizia giu- 
diziaria. Tabella B 

Casellario permanente di Polizia gin- 
àmaria (Scaffale d' archivio del). 



Indice alfabetico dei nomi e delle cose. 



471 



Castel Capuano, 113 

Castel Capuano [nota] 113 

Castello di Nizza, 156 

Castello di Nizza (Chiavaro del), 127, 
128 

Castel Sant'Angelo, 34 

Catasti [nota] 24 

Catasti d'Abbrnzzo [nota] 25 

Cansa Pia Agnesi [noia] 49 

Causa Pia degli Esposti [nota] 48 

Cansa Pia dei Pazzi [nota] 48 

Cavalieri di Malta, 53 

Cavalieri dei Santi Maurizio e Lazzaro 
[nota] 25 

Cava de' Tirreni (Archivio di), 31, 110 

Cava de' Tirreni (Archivio della Ba- 
dia di), 31, 110 

Cavalli L. M. [nota] 166 

Cave (Statuti di) [nota] 25 

Cecchetti [nota] 92 

Cete [nota] 15 

Cerere (Tempio di), IO 

Chambery, 117, 118, 121, 157 

Chartaria, 3 

Chartarium, 34 

Chiavaro del Castello di Nizza, 127, 
128 

Chiesa di Orsammichele, 59 

Chiesa romana (Archivio della) [nota] 
36 

Chiesa romana (Scritti della) [nota] 34 

Chiesa di Santa Maria in Aquiro, 45 

Chiese, 29 

Ciceri (Archivio dell'Ospedale) [nota] 
49 

Circolare per l'Ordinamento degli Ar- 
chivi di Pubblica Sicurezza, 419, 424 

Citorio (Monte). 45 

Città degli Archivi [nota] 7 

Città di Castello [nota] 25 

Città di Gubio [nota] 8 

Città dei libii [nota] 7 

Citta del Sole, 7 

Claretti di Fogassleras (Marc'Antonio) 
[nota] 138 

Classificazione dell'Archivio dell'Ospe- 
dale Maggiore di Milano, 51 

Clemente I, 28 

Clemente V, 35 

Clemente XI, 44 

Clemente ^Archivio di San) [nota] 30 

Clementini Paolo, 211 

Clementini Paolo [note] 204, 205, 207, 
211, 212, 225, 313 

Clnny (Badia di) [nota] 35 



Codice diplomatico, 109 

Colle Aventino, 12 

Colle Capitolino, 12 

Collegi maschili, 48 

Collegio degli Argentari |nota| 95 

Collegio del Pedali [nota] 14 

Collegio dei notai, 66 

Oollegio dei notai di Milano, 00 

Collegio Spagnuolo (Archivio del) 

[nota] 30 
Collettore delle decisioni, 110 
Colonna, 181 
Colonnesi [nota] 25 
Comitato centrale dell'Associazione 

Italiana della Croce Rossa, 53 
Comitato di Milano della Croce Rossa, 53 
Comitato nazionale della Croce Rossa, 

53 
Comniission of Records, 182 
Comneno (Archivi del Pio Istituto) 

[nota] 49 
Compagnie d'armi, 95 
Compagnie d'armi di Bologna [nota] 95 
Comune (Archivi del) 355 
Comune (Attribuzioni del), 351 
Comune (Origini e vicende del), 350 
Comune (Potere del), 350 
Comune di Firenze (Archivi del) 

[nota] 70 
Comune di Firenze (Archivio del) 

[nota] 15 
Comune di Milano, 70 
Comune di Prato (Archivi del) [nota] 70 
Comune di Venezia, 89 
Comune di Viterbo, 21 
Comune di Viterbo (Archivi del,S 20 
Comuni, 5, 18, 57 
Comuni italiani. 95, 100 
Concistoriale d'Innocenzo VI [nota] 25 
Condizioni di un buon Archivio, 190 
Confessione di San Pietro in Vati- 
cano, 34 
Confini (Giunte dei), 170 
Confraternita di Santa Maria della 

Visitazione degli orfani, 45 
Confraternite, 41 
Confraternite (Archivi delle), 32 
Concilio generale di Lione, 35 
Concordie [nota] 24 
Congregazioni, 41 
Congregazioni (Archivi delle), 32 
Consiglio per gli Archivi, 236 
Consìglio delle Carceri, 236 
Consiglio comunale (Attribazioni delV 



Indica alfabetico dei nomi e delÌG co,?0. 



Consiglio del CoDten^loiO dlploniKti^, 

mi 

Cc^DBigllo dai Miniatti IBP 
CdDBiglEo dsl ^ipUUi [nota] im 
Cohèì^Ììo dei IMiDÌftrl (AUrlbtisioni 

del), 2U0, 2m 
OoDsigllo dei MìDiitri (AttrllJTiEionl 

dell Enctftj 20O 
Góiisjglio mi Ministri (ÀttrìbiiKÌDDÌ 

del presidente ilel;t 1^<I 
Cùahìg\fQ dei Ministri (AttribuKionì 

del pro^ideiate deU jntitii] 199 
CouBigtio del Principe, IHJj 117 
Uonsiglio di Btnto. 117 
I Consiglio di Stalo [roU] 117 
H CoDsFgllD di BtAto (Àrelii^io del), 21^, 
■ 'Ì09 
^ Consiglio di Btato (AttribiiEionì del), 

206; 2tìS 
Consig:l!o di Stato (Àttrlbatloni del} 

[notili ^0!i 
CoTisiglio di BtaÈo (FonQAsfone d«i> 

205 
Con Bigi So di Stato [Formft^ìone del) 

|noUl 205 
Consiglio dì StAto in lUlin (Origine 

e vicende del;, 20S, 20*, 205 
Coneiglio di Stato (F arerà dal) (notai 

20iì 
Conaìgllo Bn peri ore di Banitiì, 2S5 
Consolazione (Ospedale dell&), 46 
ConsoH, 12 
Consulta arMldicàH ?3S 
Conto Amedeo HI [nota] TI? 
Contenzioso diplomatioo (Consiglio de^ 

Comi iCamtra dei), 110^ 119^ 1i;4, 133, 

lU 15Ì, 138, 210 
Cùuti l'CainerA del} fnole] 135, 117 
Conti di Savoia, Ufl 
CoDLrollore della Camera del Conti 

jMoral H^ 
Conteollore di FÈnanza, 122^ I2é 
Controllore general© delle Fin&nze 

216 
Cantnzzì [nota] 53 
VcrtìTì» (Arclilvio della'* [note.] Ili 
C&fonà t'Arùbivìo della). 1J2 
CoronA (FrprogAiWe delU), IflS 
OoroiìAti (S e. Quattro), 45 
porporftzioaì, tS 
^'^rporitzìoni delle Arti [notR\ IQ4 
Lor/io/.'jziouj operaie, tì5 
otpomzfoni operaio [not»l 95 
orpoj-^^z/oni rel^giosej 107 



Gorradino [nota] SS 

Cotirlspon densa dellabate di Parf& 

Inotft] 2ri 
CarriapondeniEA con T A ostri a [nota| 2^ 
Co nifi poo don za del Cardinale Viigi- 

Ifo [nota] 26 
CorTiepondenzA dìp^omatlcA ]notA| 25 
Corri5i>ondeni3a dei Duchi di Brac- 
ciano [nota] 26 
Co iris non dei!» a dei Dnchl dì B^oge 

min] Inolivi 26 
CorriepondenEA con gli elettori di 

Germania Jnotaj 25 
Corri spgndenKn di Frnnoeaco Orsini 

Inota] 20 
Cor riapon densa con laFrADoia ]nota] ^5 
Corriapon densa df Maria Foìiee della 

Rovere Jaota] 26 
CorrispoDdc^tiea di donna OrEÌni [n«ìta| 

26 
Corrispondenza di Paolo ^lordano l 

e li Orsini [nota] 25 
CorrispiondenEA con ìa Polonia | noia! 2j 
CoTilapondenza co] Portogallo ]Dota| 25 
Corrispondenza col Principi italiatil 

[notai 25 
Corrispondenza con Sarola jnotA] 25 
CorriapondenssA de' Signori di Ban la- 
croce [nota] 26 
Corri^pondietiaa con la Spagna [nota] 25 
Corrispondenza con la Toscana [aotul 

25 
CorrispoDdeBKA di Vlri^inio IL Orsini 

[nota] 26 
Corto ^ATcbivi di), 156 
Corte dei Conti (Archivio dilla), 218, 

ani 

Cortft dei Conti (Attribuzioni della), 

2! 4, 21Ó 
Corte del Conti (Definizione deilai, 210 
Corte dei Conti (Divisione dellai, 214 
Corte dei Co